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Creare le schede dei personaggi

Scheda Betty Boop

Da più parti si legge dell’importanza di creare la scheda di ogni personaggio prima di scrivere un romanzo. Finora, scrivendo solo racconti e molti anche brevi, non ho avuto questo bisogno. Ma nel solito romanzo fantastico che sto progettando – progettare e non scrivere è il verbo corretto – ho sentito la necessità di creare queste schede.

Quando e perché creare le schede dei personaggi? Il mio romanzo prevede un certo numero di personaggi, non ancora tutti definiti neanche nel numero – senza contare le comparse – e sarebbe impossibile scrivere una storia come quella senza conoscere gli attori da mettere in gioco.

Lo scrittore come impresario teatrale

Ecco dunque la parola giusta, magica: attori. E lo scrittore non è altri che un impresario teatrale con il compito di scritturare i vari attori che reciteranno nella commedia. Come farà a scritturarli se non li conosce?

La scheda del personaggio è quindi utile allo scrittore per conoscere i suoi personaggi. La scheda è un curriculum narrativo, non vitae. Non è necessario inserire dati che non avranno alcuna utilità all’interno della storia.

Ha importanza scrivere dove abita un personaggio? Dipende. Se si tratta di Sherlock Holmes sì, dal momento che quasi ogni sua avventura inizia al 221B di Baker Street. Ma non sappiamo dove abiti l’ispettore Lestrade.

Caratteristiche fisiche

Quasi mai descrivo i miei personaggi nei racconti che scrivo. Eppure tantissimi anni fa ogni mio personaggio entrava in scena declamando il suo aspetto fisico. Ma per fortuna quei tempi sono andati.

L’età è invece una caratteristica da chiarire che non può essere lasciata al caso. Lo scrittore deve decidere l’età dei suoi personaggi, per non spiazzare il lettore e per evitare che si creino incompatibilità o conflitti nella storia.

Anche sugli elementi fisici sono un po’ scettico, a meno che non abbiano una certa rilevanza nella storia, come per esempio l’appartenenza etnica – nel mio romanzo ci sono almeno tre etnie a confronto – o particolari caratteristiche fisiche.

Credo che un personaggio possa essere descritto dall’autore in modo discreto, senza dedicare interi periodi al colore di occhi e capelli, alla robustezza, altezza, ecc. Magari inserendo di volta in volta una caratteristica, valutandone l’utilità nel contesto.

C’è da dire che un romanzo funziona anche se il lettore non conosce l’aspetto dei personaggi. Non ricordo di aver letto descrizioni fisiche dei personaggi nei romanzi di Cormac McCarthy, se non in un caso o due. Eppure non ho avuto difficoltà a immaginarmeli.

Passato e presente del personaggio

Come ho avuto modo di dire tempo fa, uno scrittore deve ricostruire il passato dei suoi personaggi. Deve conoscere la loro storia prima dell’inizio della storia. Sembra un gioco di parole, ma una storia da scrivere è definita sì da una trama, ma sono pur sempre i personaggi a portarla avanti e le azioni dei personaggi sono frutto delle loro esperienze pregresse.

Nelle mie schede sto quindi inserendo qualche informazione utile sul passato dei miei personaggi. Non sto scrivendo la loro biografia, ovviamente, ma soltanto quei pochi elementi davvero utili.

Legami con altri personaggi

Un altro elemento che credo sia importante inserire in una scheda sono le relazioni fra i vari personaggi: chi conosce chi e perché, come l’ha conosciuto e quando. In alcune storie questi sono dettagli che contano.

Schema di una scheda

Ho creato un piccolo schema che uso per le mie schede e che trovo utile per la loro realizzazione, perché ne rende la preparazione più semplice.

  • Nome e cognome
  • Età
  • Paese di provenienza
  • Lavoro, occupazione attuale
  • Caratteristiche particolari (fisico, etnia)
  • Carattere
  • Elementi del passato
  • Relazioni con altri personaggi

Le vostre schede dei personaggi

Come elaborate le schede dei personaggi delle vostre storie? Quali e quanti elementi inserite di solito?

30 Commenti

  1. Carla
    27 giugno 2013 alle 05:42 Rispondi

    Sinceramente non scrivo le schede dei miei personaggi, un po’ perché ho un’ottima memoria e un po’ perché lascio che siano loro a mostrarsi a me durante la storia. I personaggi li sento dentro di me, e divento addirittura loro quando scrivo dal loro punto di vista, quindi in automatico è come se caricassi tutte le sensazioni derivate dal loro modo di essere nel mio cervello, incluse le informazioni sulla loro vita.
    Comunque non voglio mai stabilire troppe cose all’inizio a parte l’essenziale: nome, età (più o meno), nazionalità (in genere va di pari passo col nome, ma non è detto; può anche essere soltanto un’area geografica o un’etnia) e aspetto fisico generale (talvolta solo dettagli, secondo l’importanza del personaggio). Ma, essendo davvero poche cose, mi basta tenerle a mente. Il passato può venire fuori se è funzionale alla trama, stesso discorso per il lavoro. Ovviamente dei personaggi principali so più o meno tutto, ma mi lascio la possibilità di fare modifiche laddove non ho ancora affrontato certi aspetti.
    Insomma, niente schede.

    • Daniele Imperi
      27 giugno 2013 alle 11:10 Rispondi

      Beh, penso che ognuno debba trovare il suo metodo. Io sono convinto, per quanto mi riguarda, ovvio, che è bene lasciare nella mente solo le informazioni veramente importanti. Chiaro che quanti anni abbia il mio protagonista è un dato che posso ricordare, ma non tutto ciò che lo riguarda.

  2. KINGO
    27 giugno 2013 alle 10:55 Rispondi

    Sono d’accordo col modello che proponi, ma non avendo le tue capacità organizzative, di solito procedo in modo diverso: vado a casaccio. Quindi alcuni personaggi sono descritti fisicamente e altri no, di alcuni si conosce l’età, e di altri no.
    Principalmente, però, quel che mi interessa è la funzione dei personaggi all’interno della storia. Su questo non faccio una vera e propria scheda, ma creo un documento txt e lo riempio di annotazioni.

    • Daniele Imperi
      27 giugno 2013 alle 11:12 Rispondi

      In alcuni casi neanche io ho stabilito tutti quei dettagli per i personaggi, ma si trattava di brevi racconti. Per un romanzo, però, le sto creando, perché i personaggi interagiscono, si mescolano, compaiono spesso e ritengo quindi che debba sapere parecchie cose su di loro.

  3. animadicarta
    27 giugno 2013 alle 11:25 Rispondi

    Penso che le schede dei personaggi siano un’arma a doppio taglio, perché se si esagera stabilendo tutto a priori si rischia di creare dei manichini senza vita. Però quello che ti riproponi è giusto, decidere solo pochi punti importanti, il resto si scopre man mano. In realtà io non ho mai delle schede vere e proprie, perché memorizzo tutto, però se i personaggi sono tanti mi torna utile avere un elenco e annotarmi ciò che li riguarda.

    • Daniele Imperi
      27 giugno 2013 alle 11:31 Rispondi

      Sì, concordo che non puoi stabilire troppo all’inizio, anche perché è bello e funzionale vedere i personaggi crescere e svilupparsi.

  4. Alessandro Madeddu
    27 giugno 2013 alle 11:51 Rispondi

    Io in genere mi chiedo che partito votano, cosa hanno studiato, quale hobby praticano, se hanno senso dell’umorismo. Nel caso dei personaggi femminili posso omettere l’ultima domanda.

    • Daniele Imperi
      27 giugno 2013 alle 11:55 Rispondi

      Beh, in alcuni casi anche quelle informazioni contano :)

    • ALBERTO FAREGNA
      5 giugno 2016 alle 22:01 Rispondi

      Ottimo commento con un notevole seno dell’umorismo. Anche quando si procede per creare le parti tecniche fondamentali un po’ di ironia è necessaria

  5. Elena Petrassi
    27 giugno 2013 alle 12:43 Rispondi

    La vita anteriore del romanzo

    Irène Némirovsky ha spiegato spesso che, prima di iniziare a scrivere, riempiva interi quaderni di dati biografici su ogni singolo personaggio – la fase che lei definiva la «vita anteriore del romanzo». Poi rileggeva, censurando e commentando, ed esprimendo appassionanti riflessioni sul suo mestiere di scrittrice.

    Olivier Philipponnat e Patrick Lienhardt
    La vita di Irène Némirovsky
    traduzione di Graziella Cillario
    Adelphi 2009

    • Daniele Imperi
      27 giugno 2013 alle 12:50 Rispondi

      Ciao Elena, benvenuta nel blog.
      Mi fa piacere che qualcun altro prima di me ha pensato di creare il passato dei suoi personaggi :)

  6. L.Nembi
    27 giugno 2013 alle 13:53 Rispondi

    Il passato dei personaggi è fondamentale anche per il mio modo di vedere le cose, però descriverlo rende il tutto un mattone. Si può raccontare il passato con qualche aneddoto che metta in evidenza caratteristiche peculiari del personaggio funzionali alla storia, in modo che il lettore lo scopra come scoprirebbe quello di una persona.
    Le mie schede di solito contengono il nome, il cognome e qualche aggettivo.

    • Daniele Imperi
      27 giugno 2013 alle 14:02 Rispondi

      Non intendo descrivere il passato del personaggio nel romanzo, ma solo avere chiaro in mente quale sia quel passato. Nel romanzo, del passato del personaggio, sarà mostrato solo ciò che realmente serve e nel modo più opportuno.

    • ALBERTO FAREGNA
      5 giugno 2016 alle 22:03 Rispondi

      Sì è vero, infatti hai richiamato l’attenzione su quell’arte raffinata di ‘sparpagliare qua e là’ gli aspetti del personaggio che provengono dall’accurato studio preliminare. Dalla scienza attenta alla leggerezza di un tocco di penna.

  7. Riccardo Savoldo
    27 giugno 2013 alle 18:43 Rispondi

    Io ho iniziato per la prima volta le schede-personaggio e mi sembra che siano molto utili. Però non le considero certo “blindate” una volta per tutte prima di iniziare a scrivere. Man mano che si va avanti si possono modificare ed integrare, no? Il mio schema è molto simile a questo ma la vedo diversamente a proposito dei dettagli: secondo me nella scheda ci deve essere anche quello che poi non scriverò nel libro. Forse non scriverò mai che il tale ha gli occhi azzurri, ma credo che come autore dovrei sapere che li ha di quel colore, magari influisce “inconsciamente” sulla storia. Stessa cosa anche per il passato, probabilmente la cosa più importante.

    • Daniele Imperi
      27 giugno 2013 alle 18:56 Rispondi

      Ciao Riccardo, benvenuto nel blog.
      Concordo che la scheda si possa integrare e modificare e anche sul fatto che ci vada scritto qualcosa che poi non mostrerai al lettore.

    • ALBERTO FAREGNA
      5 giugno 2016 alle 22:04 Rispondi

      E’ giusto quello che dici, accumulare dati e poi modificarli on piena libertà.

  8. Moonshade
    27 giugno 2013 alle 19:23 Rispondi

    Holà! Le schede personaggio sono molto utili per i piccoli particolari, soprattutto per segnare una cosa che puntualmente dimentichiamo {per esempio, un personaggio orbo dimentico sempre quale dei due occhi gli manca, o se porta con sè un oggetto particolare}. Io presto invece particolare attenzione alla statura e magari alle relazioni familiari. L’importante è non strafare con i personaggi di contorno, altrimenti si rischia che siano più interessanti dei principali, a meno che poi non vi piace così tanto la “scheda persoanggio” da farci uno spin off. Poi a meno che il personaggio non debba essere presentato a terzi prima della stesura dell’opera per l’accettazione { in sceneggiatura dei fumetti capita spesso }, particolari come altezza/peso/colore occhi capelli/ studi / formazione, possiamo anche non appuntarceli perché li decidiamo già inconsciamente. Per uso personale è meglio fare invece una pianificazione chiara del mondo in cui il personaggio abita e come esso si relaziona, soprattutto se è di ambientazione storico o fantastico, dove abbiamo tante informazioni di contorno che magari possono sfuggirci mentre scriviamo, e poi farsi magari una paginetta o due di “vita del personaggio” per sé, così si elaborano meglio le idee.

    • Daniele Imperi
      27 giugno 2013 alle 19:47 Rispondi

      Ciao Moonshade e benvenuta nel blog.
      Hai ragione sul non definire troppo i personaggi di contorno. I principali devono sempre emergere. Ottimo intervento, grazie.

  9. Salomon Xeno
    27 giugno 2013 alle 19:38 Rispondi

    Io l’ho fatto poche volte e in modo caotico, cambiando ogni volta! C’è da dire che per narrazioni lampo non ne sento il bisogno. Per un racconto con un minimo di approfondimento, invece, è utile avere le idee fissate da qualche parte e non limitarsi all’improvvisazione.
    (Le mie “schede” comunque toccavano grossomodo i punti che hai definito, che mi sembrano abbastanza esaustivi.)

    • Daniele Imperi
      27 giugno 2013 alle 19:47 Rispondi

      Per narrazione brevi neanche io creo le schede, ci mancherebbe. Ma per il romanzo sì, non posso farne a meno.

  10. Tenar
    27 giugno 2013 alle 21:20 Rispondi

    Da accanita giocatrice di ruolo ho in mente decine di schede di personaggi. In pratica, scrivendo non ne ho mai utilizzate.
    Un buon personaggio nasce già tutto intero, con aspetto, età e carattere (e possibilmente nome). Quello a cui presto molto aspetto è il suo “mondo mentale”, il suo immaginario, le sue letture, le sue aspirazioni, i suoi desideri. Tutto queste definisce il suo modo di agire e di parlare e lo identifica più di qualsiasi altra cosa.

    • Daniele Imperi
      27 giugno 2013 alle 21:31 Rispondi

      I dettagli “mentali”, come li chiami, sono i più importanti, secondo me, perché definiscono il carattere del personaggio.

  11. Tenar
    28 giugno 2013 alle 15:26 Rispondi

    “Presto molto aspetto”… Si vede che in questi giorni vivo di corsa…

  12. Enzo
    29 giugno 2013 alle 11:05 Rispondi

    Ne avevo sentito parlare con una certa frequenza anch’io.
    Sì indubbiamente, preparare un’architettura del romanzo è utile tanto più dettagliata è possibile, tanto meglio è per l’opera.
    Io credo che anche per chi è “alle prime armi – come me – e umilmente scrive racconti medio-brevi, sia utile familiarizzare con questa pratica. Sia per il futuro “salto” (scriver romanzi, nda), sia per una migliore puntualità narrativa anche nei racconti.
    Che ne dici? Enzo

    • Daniele Imperi
      30 giugno 2013 alle 18:36 Rispondi

      Certo che è utile anche per i racconti. Io per i miei non le ho mai fatte, a dire il vero, ho appena accennato a dei dettagli che mi servivano. Ma dipende anche dalla complessità del racconto.

  13. Andrea Atzori
    29 giugno 2013 alle 11:09 Rispondi

    Ciao Daniele,

    alla prima occhiata del tuo blog ho subito trovato un post che mi ha attirato, e mi trovo a ribadire il suggerimento di Tenar (di Leguiniana memoria). Il gioco di ruolo si rivela ancora una volta il miglior laboratorio fai da te per tutto ciò che è creative writing, world architecture e character building. Io sono cresciuto con questo background e fare la “scheda personaggio” sia dei protagonisti sia dei gregari delle mie storie fa parte ormai della mia forma mentis, a prescindere che la scheda stessa venga poi stesa in file apposito. Non potrei farne a meno. Aggiungo alla lista della scheda un altro aspetto per me è molto importante, di approccio sempre molto “ruolistico”: l’abbigliamento del personaggio. Pochi particolari che definiscano il mood dello stesso già dell’estetica.
    Aiuto, ho usato troppi inglesismi in questo post :P
    Buone storie a tutti.

    • Daniele Imperi
      30 giugno 2013 alle 18:37 Rispondi

      Ciao Andrea,
      hai ragione sull’abbigliamento. In alcuni casi è necessario.
      Sì, hai usato una marea di inglesismi! :D

  14. Kinsy
    9 luglio 2013 alle 22:58 Rispondi

    Quando un progetto è grande è assolutamente necessario costruire delle schede per i personaggi, anche se a volte, durante la stesura delle vicende questi posso “modificarsi da soli”, prendendo più spessore, ma credo che le caratteristiche di base rimangano inalterate.

  15. Alessandro
    24 aprile 2014 alle 00:39 Rispondi

    Non metto mai l’età o quasi mai perché potrebbe creare confusione

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