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Guest post: cosa pubblicare e cosa no

Scelta guest postTutto è iniziato da un articolo di Riccardo Esposito in cui ha parlato dei suoi 4 motivi per chiudere i guest post: nel suo blog non accetta più altri blogger a scrivere. Condivisibile o meno, è e resta una scelta personale, quindi va accettata. È casa sua, in fondo.

Uno dei lettori ha contestato alcuni punti del post, parlando di censura, ma in realtà fraintendendo il contenuto del post: non c’era nulla che facesse pensare a una censura. Articolo e commenti, però, mi hanno dato l’idea per scrivere questo post, perché voglio dire la mia sull’argomento e sulle motivazioni di quella scelta.

I guest post su Penna blu

Quest’anno ho cambiato le mie linee guida sui guest post, a causa di una “guest blogger” che non esisteva, un fake che ha scritto un post tanto per prendere un link. Sono quindi stato costretto a eliminare quell’articolo e rivedere le mie scelte editoriali.

Se davvero vuoi scrivere un articolo qui, allora frequenta il blog, commenta e fatti conoscere: questo è il succo della mia nuova linea editoriale sul guest blogging. Non ci vedo nulla di strano. Io non andrei a scrivere un guest post in blog che non ho mai seguito.

Scopro subito quando qualcuno è in cerca di link: mi scrive dicendo di aver letto le mie linee guida e mi propone un suo articolo: il problema è che io sento quel nome per la prima volta, quindi non è vero che ha letto le mie linee guida, non vi pare? Altrimenti avrebbe commentato già e io l’avrei conosciuto.

Che succede in quel caso? Che faccio notare con educazione che non accetto guest post da sconosciuti. Il risultato? In genere non rispondono e nessuno comunque commenta mai nel mio blog. Cacciatori di link? Per me sì.

C’è editing nei guest post?

No. Ma leggo anche più volte l’articolo che mi mandano. Ho apportato raramente delle correzioni, ma si trattava sempre di refusi o errori di battitura.

Di sicuro, però, sono rigido sulla struttura del post: se vedo un periodo lungo 800 parole, dico al blogger che lo spezzetterò in vari paragrafi per facilitarne la lettura.

Guest post: cosa pubblicare e cosa no

Ma veniamo ora al problema principale sollevato da Riccardo nel suo post. In uno dei 4 punti parlava dell’identità da rispettare: su questo non sono d’accordo. Un guest post si chiama così perché è appunto un articolo ospite.

Se io invito a cena un amico una volta o due al mese, casa mia resta mia comunque. Non diventa un po’ anche degli altri. Gli altri sono ospiti e parla uno che delle sue cose è molto geloso.

Non credo, quindi, che i guest post presenti qui allunghino la voce di Penna blu. Per me l’hanno arricchita di nuovi contenuti e idee. Ma sono sempre scelte personali, non a tutti piace far scrivere altri nel proprio blog.

Il problema dei contenuti

Questo è uno dei 4 motivi che mi hanno fatto riflettere di più: e qui sono molto in sintonia con Riccardo. Che succede se qualcuno mi propone un guest post su un tema di cui io ho un’idea totalmente contraria?

Dipende, è la mia risposta. Se l’articolo parla di come sia più facile scrivere un romanzo di 1000 pagine di getto che non progettandolo nei dettagli, io l’accetto. Anzi, la cosa mi incuriosisce. Non lede la mia personalità, anche se io la vedo in modo opposto.

Per me è questo il problema principale dei guest post che ricevo – e è un problema che mi sono posto spesso: e se quell’articolo va contro le mie idee? Io sono molto geloso delle mie opinioni personali, rispetto quelle altrui e lotto per far rispettare le mie.

Ma c’è da dire che qui io non parlo né di politica né di cronaca né di temi sociali: altrimenti vi assicuro che di guest post neanche l’ombra su Penna blu.

Non ci sono temi, nel mio blog, che potrebbero intaccare la mia “integrità”, a meno che, come ha scritto Riccardo in un commento, non mi proponete un post del tipo “Perché scrivere per i motori di ricerca è cosa buona e giusta”.

Il problema dei link

Anche qui mi trovo in accordo con Riccardo. Ci sono siti che non voglio linkare neanche io, come quelli sui giochi online, sulle scommesse, sulle sigarette, sul gioco d’azzardo o siti politici. Un link è un ponte diretto fra il mio blog e un altro sito: con un link siamo uniti per sempre. Quindi sto attento anche io a cosa linkare.

C’è anche da dire che è abbastanza difficile che un blogger che tratti uno di quei temi possa propormi un guest post. Ma non è detto. Giuliana parla di diete e ha scritto guest post qui. Ma io non ho problemi di linea, quindi ho accolto quegli articoli.

Battute a parte, i link possono danneggiare un sito, anche perché il signor Google, se scopre che linki siti che non vede di buon occhio, può penalizzarti.

Quale soluzione per i guest post?

Non esiste. In primo luogo si tratta, come ho già scritto, di scelte personali: o li accetti o no. O cambi idea dopo qualche tempo per vari motivi. Se volete accettare guest post, riflettete bene sui 4 motivi esposti da Riccardo e su quanto ho scritto io ora e valutate se per voi è il caso di accogliere altre voci oppure no.

Nel primo caso pubblicate le linee guida: stabilite le regole di ingaggio, siete in casa vostra e avete il diritto di pretendere contenuti di un certo tipo.

Ora voglio sapere come vi comportate se qualcuno vi propone post che vanno contro le vostre idee o ha siti o blog da linkare in firma che a voi non piacciono per qualche motivo: che fate in quei casi? Quali sono le vostre politiche interne?

36 Commenti

  1. LiveALive
    2 dicembre 2014 alle 06:17 Rispondi

    Però quello dei contenuti può essere un problema serio: io probabilmente accetterei un guest post che va contro una mia idea di contorno cui non do molta importanza, ma attaccare le basi stesse di una ideologia no, è come fare un guest post che in realtà si intitola “perché il vostro padrone di casa vi ha detto solo sciocchezze”.
    Insomma, in un blog di animalisti si può accettare un post che dice magari che in alcuni casi la ricerca può essere grandemente favorita da un certo tipo di sperimentazione, eccetera eccetera. Di sicuro non si può accettare un post che dice che bisogna mangiare più carne possibile, bisogna tornare a mettere le pellicce, che gli animali non contano nulla davanti all’uomo, eccetera.

    • Daniele Imperi
      2 dicembre 2014 alle 15:38 Rispondi

      Certo, andare contro le proprie ideologie non sta bene neanche a me.

  2. Franco Battaglia
    2 dicembre 2014 alle 07:20 Rispondi

    Io partecipò a blog collettivi dove mi hanno semplicemente dettato linee guida che non faccio fatica a rispettare. Le mie politiche interne invece sono abbastanza libertarie, ho fatto fuori solo gli anonimi per colpa, in fondo, di uno solo, ma questa è una pecca blogspot che non permette di censurare un singolo scassa balle. Se ti proponesse un gesto post sul Milan?!

    • Daniele Imperi
      2 dicembre 2014 alle 15:39 Rispondi

      In che senso anonimi? Se ti propongono un guest post, devono scriverti in privato, no?

  3. Franco Battaglia
    2 dicembre 2014 alle 07:22 Rispondi

    Era un guest post ovviamente.. gli smartphone in metro sono ingovernabili come manco una Costa sottocosta…

    • LiveALive
      2 dicembre 2014 alle 07:58 Rispondi

      Io non accetterei MAI un guest post milanista!

  4. Riccardo Esposito
    2 dicembre 2014 alle 09:23 Rispondi

    Ciao Daniele, ti ringrazio per la citazione.

    Ti dirò: sto riflettendo sulla questione. E anche grazie a commenti/articoli letti sull’argomento sto pensando di riaprire il mio spazio. Devo, però, rivedere le linee guida, come suggerisci anche tu.

    Diciamo che per l’anno nuovo vorrei ricominciare , che dici?

    • Daniele Imperi
      2 dicembre 2014 alle 15:41 Rispondi

      Ciao Riccardo,
      le linee guida alla fine ti salvano: le fai rigide come vuoi e risolvi. Se i blogger si adattano, bene, altrimenti scriveranno altrove.

      Dico che sarà una novità del 2015, quindi hai già un post da scrivere in cui annuncerai le nuove politiche sul guest blogging da te :)

  5. Marina
    2 dicembre 2014 alle 09:42 Rispondi

    Io penso che le opinioni altrui meritino rispetto se non offendono, non esasperano contenuti, non estremizzano. Cioè, le rispetto comunque ma non le faccio entrare in casa mia! In fondo, se io scelgo di dare una veste al mio blog, mi circondo di contenuti che si mantengano per così dire “in tono” con essa. Ma parlo così, in astratto, avendo capito soltanto da poco cosa chiedere ad un blog che vorrei interessante, dunque come fare diventare anche il mio interessante per i possibili visitatori.

    • Daniele Imperi
      2 dicembre 2014 alle 15:42 Rispondi

      Esatto, devi mantenere una certa veste nel tuo blog, anche per me è così.

  6. animadicarta
    2 dicembre 2014 alle 10:05 Rispondi

    I problemi che poni non sono facilmente risolvibili. Le linee guide sono in pochi a leggerle e ancora meno sono quelli che le seguono concretamente. Fatto è che ultimamente sono stata tentata di chiudere i guest post perché mi arrivavano delle cose assurde, post di poche righe o del tutto insignificanti come argomento. Poi però ho pensato che non era giusto nei confronti di chi ha qualcosa da dire e lo fa bene. Quindi, mi limiterò a essere più severa e a rimandare indietro ciò che non mi sembra pubblicabile. Credo che sia molto più importante rispettare i lettori fissi del blog piuttosto che quelli che puntano solo ad avere un link e che si fanno vedere una tantum.
    Di sicuro non pubblicherei link di siti che non condivido. Quanto a un punto di vista diverso dal mio, dipende. Se è motivato e l’articolo è scritto bene, non mi farei troppi problemi. Dopo tutto un ospite non deve per forza pensarla come me, basta che resta nei limiti del buon gusto e non mi imbratta le pareti del salotto… :)

    • Daniele Imperi
      2 dicembre 2014 alle 15:44 Rispondi

      Ti dirò: a me se non le leggono non interessa, respingo i post e le proposte di articoli. Punto.

      Anche a me è arrivata roba improponibile tempo fa.

      Hai ragione: prima di tutto bisogna rispettare il proprio pubblico.

      Stesso per me: mantenersi entro limiti decenti e senza sporcare :D

  7. Salvatore
    2 dicembre 2014 alle 10:16 Rispondi

    La mia unica esperienza con i guest post ospitati nel mio blog si limita a quello di Grazia Gironella. Sono felice di averle concesso dello spazio e, a dire la verità, nel suo caso gliel’ho addirittura commissionato proponendole un argomento specifico. Sono contento del risultato.
    Se qualcuno mi contattasse per propormi un guest post senza che abbia mai commentato credo che rifiuterei. In realtà non mi è mai capitato finora, quindi non me ne preoccupo.
    Secondo me il blogger ospite dovrebbe con il suo guest post portare un contributo, cioè scrivere e dire cose che normalmente non vengono scritte e dette dal padrone di casa. Quindi nessun poblema per quanto riguarda il contenuto, purché rientri negli argomenti trattati dal blog.
    Se il contenuto è sensibilmente opposto alle idee del blogger padrone di casa è altrettanto giusto che questo ne rifiuti la pubblicazione.
    Alla fine, come vedi, condivido le tue linee guida. ;)

    • Daniele Imperi
      2 dicembre 2014 alle 15:46 Rispondi

      Il guest blogging dovrebbe puntare soprattutto a quello: portare un contributo. Link e popolarità vengono dopo e sono comunque dipendenti dal contributo.

  8. MikiMoz
    2 dicembre 2014 alle 11:35 Rispondi

    Le mie linee guida dicono che almeno UN MINIMO il guestpost dev’essere in linea col tenore generale del mio blog.
    Ora, potrebbe anche succedere che qualcuno scrive di fumetti, ma esattamente il contrario di ciò che scriverei io.
    Che si fa? Si sfrutta la cosa, intavolando discussioni e cercando spunti per nuovi articoli.
    Dopotutto mi è successo di recente col post sul giornalismo vs blogging: io mica ero d’accordo con quanto scritto dal mio ospite! :)

    Moz-

    • Daniele Imperi
      2 dicembre 2014 alle 15:48 Rispondi

      Il post sul giornalismo mi ha ispirato un articolo che scriverò a breve. Neanche io ero d’accordo, ma forse lo avrei pubblicato lo stesso, in fondo non avrebbe intaccato il mio blog, ma solo creato discussione.

      • MikiMoz
        2 dicembre 2014 alle 18:44 Rispondi

        Il guest blogging dovrebbe puntare soprattutto a quello: portare un contributo. Link e popolarità vengono dopo e sono comunque dipendenti dal contributo.

        Esatto, quel che penso anche io. Che poi, si parlava di blogging e di me, in primis. Quindi era “a tema”. Fa nulla se non si è d’accordo, l’essenziale è che contengano spunti di qualità. Aspetto di leggere il tuo articolo, dunque.

        Moz-

  9. Chiara
    2 dicembre 2014 alle 16:32 Rispondi

    La mia esperienza con guest-post, finora è stata molto positiva sia come ospitante sia come ospitata.
    Ho infatti scritto per Anima di Carta due volte, ed una per Penna Blu. Sia te sia Maria Teresa Steri siete stati gentilissimi e disponibili a rispondere alle mie e-mail, a darmi dritte e suggerimenti. Inoltre il mio post qui affrontava un argomento che tu non bazzicavi molto, e che forse parte da un presupposto personale non completamente condiviso. Eppure l’hai accettato, è stato gradito ed ha portato visite ad entrambi. Prima o poi te ne proporrò un altro :D

    Da me ho pubblicato tre guest-post. Si è trattato di articoli molto belli. Di solito prediligo (e l’ho anche scritto nelle linee guida) articoli che trattino argomenti su cui io non sono molto ferrata, per poter offrire ai lettori una panoramica a 360°. Parliamoci chiaro: spesso i vari blog di scrittura sono simili, quindi mi piaceva l’idea di proporre un contenuto originale su qualcosa che non fosse di mia competenza. L’articolo di Gaspare Burgio sulle storie a tematica omosessuale seguiva questa linea: io non ne ho mai scritta una, quindi non avrei saputo come muovermi. In questo caso, il blog si arricchisce.

    Anche io ho rifiutato molti guest-post, in primis quelli completamente lontani dal tema del mio blog (in particolare uno sulla comunicazione persuasiva) e quelli di autori che a mio avviso non sanno scrivere (faccio sempre un giretto sugli altri blog prima di accettare una proposta). Sono estremamente pignola sui contenuti della mia pagina, e non si tratta di censura: Appunti a Margine deve rispecchiare il mio gusto. Elementi che stridano completamente con il mio sentire e con il mio stile (ad esempio una scarsa cura della grammatica) mi sembrerebbero una stonatura. Mi dispiace quindi metterli in evidenza. Per il resto, ho dato massima disponibilità ai “candidati” nell’ascoltare le loro proposte e, qualora non fossero consone, nell’aiutarli a trovare un argomento adatto per entrambi. Credo molto nella collaborazione e nella possibilità di offrire al lettore, tramite il guest-post, qualcosa che io non potrei dare.

    • Daniele Imperi
      2 dicembre 2014 alle 16:37 Rispondi

      Ok, allora aspetto il prossimo :)

      Appena riesco a risolvere i problemi che mi sta dando il blog (ve ne sarete accorti…), mi metto a pensare a un po’ di guest post da proporre a te e ad altri.

      Fai bene a essere pignola, in fondo è casa tua. Sulla grammatica io sono molto rigido, però è la base per scrivere, dai.

      • Chiara
        3 dicembre 2014 alle 12:03 Rispondi

        Certo, ti ospiterò con piacere! :)
        Potresti scrivere qualcosa sul fantasy, visto che è un genere a me sconosciuto. Magari potresti parlare dei cliché più diffusi e di come sfatarli. Ma la mia è solo un’idea. Se te ne vengono di migliori candidale pure :)

  10. Grazia Gironella
    2 dicembre 2014 alle 21:18 Rispondi

    Ho avuto solo due guest post finora, ma non ho ancora scelto una politica definita. Non avrei problemi a ospitare qualcuno con un punto di vista diverso dal mio, se l’articolo mi piacesse. Mi dispiacerebbe invece far scrivere all’ospite un articolo per poi scoprire che non mi piace. Anche se sarebbe un mio diritto rifiutarlo, non lo farei a cuor leggero.

    • Daniele Imperi
      3 dicembre 2014 alle 07:57 Rispondi

      Ho capito che vuoi dire, infatti nelle mie linee guida ho scritto di mandarmi i dettagli del post che si vuole proporre: proprio per evitare che uno scriva a vuoto. Che poi, alla fine, non è un articolo scritto a vuoto, perché può pubblicarlo nel proprio blog, ma avrebbe comunque perso tempo.

  11. Francesco Infugadallegitto
    3 dicembre 2014 alle 12:09 Rispondi

    Ciao daniele! Allora rispondo adesso perchè quest’articolo intercetta un’idea che mi è venuta in mente proprio in questi giorni, cioè scrivere qualcosa per il tuo sito come guest blogger!
    Ordunque, a me non interessa mica l’argomento principale di questo blog! :D Ma vi sono stato costretto ad interessarmi, perchè cercavo su google info sul mondo dell’editoria per noiose esigenze mie specifiche (pubblicare un’opera).
    Ed allora mi sono imbattuto su pennablu.it, che mi ha fatto riflettere su alcune cose.
    In passato ho letto anche altre cose in questo sito, che sull’argomento su google si evidenzia facilmente, ma non ho mai commentato (credo) perchè in effetti non sono un esperto e non avevo nulla da dire.
    Queste, sono questioni da “specialisti”, ed il mio cuore non è in queste questioni. E’ invece sul contenuto, il mio, solitario e particolare, di cui però il tuo blog e blog simili al tuo, intendono fornire il giusto CANALE D’ESPRESSIONE. Spero si sia capito dove voglio arrivare!
    Il mio concetto è che NON HO MOTIVI SPIRITUALI PER FREQUENTARE QUESTO BLOG. Ma ho avuto molti motivi PRATICI per frequentarlo (ma senza commentare, non avevo motivi spirituali per farlo).
    Oh, vengo subito al punto!
    Arrovellandomi nel mio pensiero su alcuni temi (editare, come e con chi), ho infine ottenuto anche io qualche cosa da dire sull’editoria classica, e ho già scritto un articolo! Volevo mandartelo, ma prima c’era solo l'”ostacolo” che mi devo ancora pagare l’indirizzo sano e completo del mio blog (e quindi il link che daresti al mio blog sarebbe un link a tempo), adesso è venuto anche un secondo ostacolo: la tua politica editoriale circa i guest blogger!
    Non frequentando, non avrei diritto a pubblicare da te.
    Ti invito a ripensarci, per i motivi che ho cercato di spiegarti sopra.
    Avendo già scritto l’articolo, ed essendo l’argomento troppo distante dalla linea seguita dal mio blog, non ha molto senso pubblicaro nel mio blog: devo essere un guest blogger.
    Avendolo elaborato leggendo questo blog, mi pare naturale pubblicarlo qui. Però, se la tua politica editoriale non lo permette, dovrò appiccicarlo su un altro blog che si occupi dello stesso tuo argomento, e che mi cercherò su google.
    Quindi, vedi che c’è già un legame quasi di “riconoscenza” che mi spinge a chiedere a te “ospitalità”, ma se la tua politica editoriale richiede da me futuri interventi, interventi passati e frequentazione attiva, beh queste cose non posso assicurartele, nè desidero assicurartele, se non per risposte ad eventuali utenti sui miei stessi post, perchè il mio cervello solo in questo periodo esistenziale è assorbito dalla questione “editare si, no, quando e perchè”. Io spero in futuro di trovare una mia soluzione e di smettere di pensare intorno a queste questioni, concentrando il mio pensiero e la maggior parte del tempo che possiedo sui contenuti per esprimere i quali, sono approdato su pennablu.
    Dunque ti chiedo di farmi sapere se, a queste ribelli condizioni, posso comunque mandarti il mio articolo. Ne avevo scritto una versione light per una email a un editore, ma ho visto che c’era qualche spunto interessante e l’ho migliorato in vista di una pubblicazione. E’ venuto molto lungo e puoi spezzettarlo quanto vuoi. Ma non mi fa impazzire il fatto che il carattere del tuo tema pare grandezza 50 per miopi e gli spazi bianchi abbondano tra un microperiodo e l’altro. Sembrerà ancora più lungo così! Uff… ma siccome nacque da te, da te vorrei che ritornasse. :D

    • Daniele Imperi
      10 dicembre 2014 alle 07:54 Rispondi

      Non capisco cosa siano questi motivi spirituali.
      Io ho commentato in blog che trattavano argomenti che non mi interessavano, ma ho trovato da dire e ho commentato.

      Anche se non hai un sito o blog puoi scrivere un guest post, qui ho accettato articoli da Monia (quando non aveva un blog) e da Alessio (che non ne ha uno).

      Avendo commentato, e ormai per due volte, puoi proporlo. Però non retrocedo da quella politica. Le mie regole impongono che io ti conosca attraverso i commenti, come minimo, e che poi tu risponda ai commenti che riceverà l’articolo.

  12. Alessio Valsecchi
    3 dicembre 2014 alle 14:09 Rispondi

    La discriminante maggiore per me è la qualità dei contenuti del guest post. Se l’ospite infatti propone un articolo estremamente ricco e valido, in grado di portare benefici concreti a molti dei miei lettori, perché non dargli spazio?

    • Daniele Imperi
      3 dicembre 2014 alle 17:12 Rispondi

      Perché, secondo me, se viene da me da sconosciuto, allora è solo a caccia di link.

  13. francesca romana piconi
    5 dicembre 2014 alle 18:08 Rispondi

    ciao daniele è da qualche mese che leggo tutti i tuoi articoli ma non ho mai lasciato un commento volevo solo presentarmi sono Francesca e ti ringrazio perché da te sto imparando molto

  14. Manu
    6 dicembre 2014 alle 00:06 Rispondi

    Non c’è che dire, sei davvero severo! E pensare che volevo proporti anch’io un articolo, ma tra molto tempo, perché adesso non mi sento per niente pronta. Ho scritto solo tre articoli sul mio blog e un guest post per un altro piuttosto frequentato ma senza nessun link. Volevo solo capire se il mio articolo veniva apprezzato dai lettori, e sono stata piacevolmente sorpresa dal risultato. Per scrivere il guest post ci avevo messo l’anima e tantissima attenzione. Non credo che riuscirei a mandare in giro “qualcosa” che non mi convince, mi vergognerei troppo. Preferisco di gran lunga la dignità alla popolarità!

    • Daniele Imperi
      10 dicembre 2014 alle 07:56 Rispondi

      Sì, sono severo, perché ho preso una fregatura coi guest post. Come si trova scritto in alcuni bar: “Per colpa di qualcuno non si fa credito a nessuno” :D

      Ho tolto il link al tuo blog, perché c’era scritto “blog rimosso”.

  15. Leonardo
    7 dicembre 2014 alle 17:51 Rispondi

    Ma fai bene, sii severo! Nove su dieci, chi ti propone di scrivere un guest post lo fa perché annusa il vantaggio SEO e il buon backlink! :)

    • Daniele Imperi
      10 dicembre 2014 alle 07:57 Rispondi

      Sì, questo è vero specialmente quando è gente sconosciuta.

  16. Eli Sunday Siyabi
    10 dicembre 2014 alle 09:02 Rispondi

    Mi è piaciuto molto questo articolo.
    Tempo fa ho aperto una nuova rubrica sul mio blog chiamata Amori in viaggio. Una ragazza mi scrisse dicendo che aveva una storia da propormi. Non aveva un blog: le interessava solo raccontare la sua storia. L’ho accettata, e poi quando l’ho letta ho scoperto che era senza un lieto fine, un po’ triste, ma veritiera. Siccome il mio blog è in linea generale ironico e comunque positivo, non mi sentivo del tutto sicura nel pubblicarlo, lo sentivo un po’ stonato. Poi, però, ho azzardato a pubblicarlo. Ho fatto bene: è stato uno spunto per riflettere e far riflettere. Ogni tanto bisogna osare e accettare voci fuori dal solito coro.

    • Daniele Imperi
      10 dicembre 2014 alle 11:47 Rispondi

      Grazie.
      Anche secondo me hai fatto bene ad accettare quel post. Anche se il blog ha un taglio ironico, comunque la realtà non è fatta solo di lieti fini.

  17. Davide
    21 novembre 2016 alle 10:17 Rispondi

    Ho letto con interesse il tuo articolo. Fino a cinque anni fa ospitavo su un mio blog, ormai defunto, dei guest post di diversi autori, e spesso ho dovuto eliminare link o correggere articoli; senza contare i commenti che generavano, non sempre edificanti o in linea con la netiquette. In ogni caso, non ho mai ospitato articoli che fossero contrari alle mie idee, ma questo dipende dall’impronta che si vuole dare al proprio blog. Nel mio caso, davo spazio solo a contenuti che rispecchiassero la tendenza politica del mio blog.
    Saluti.

    • Daniele Imperi
      21 novembre 2016 alle 10:30 Rispondi

      Ciao Davide, benvenuto nel blog. Per quanto riguarda le idee, dipende dal tipo di blog che hai. Se il mio fosse un blog politico, non accetterei ovviamente articoli con idee opposte alle mie. Ma anche qui, se uno mi proponesse un guest post che difende l’editoria a pagamento, non lo pubblicherei.

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