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Come scegliere la copertina del tuo libro

Come scegliere la copertina del tuo libro

The secret to book selling is not so secret anymore. The answer lies in the unspoken pact between an author and reader, which agrees a great cover equals excellent writing.
“Books do not sell without covers”, Joshua Robertson

Ovviamente l’autore stava scherzando, ma è davvero tutto falso quanto ha scritto?

Un’eccellente scrittura non sta certamente al di là di una grandiosa copertina, altrimenti dovremmo evitare di leggere la maggior parte dei classici, che appartengono a periodi storici in cui le copertine rivestivano semplicemente il manoscritto e non erano vistose come quelle odierne (sinceramente io preferisco quel tipo di copertine).

Oggi – purtroppo, secondo me – le copertine non possono più limitarsi a rivestire il libro, ma devono anche promuoverlo. Nel 2016 sono stati pubblicati in Italia 66.505 libri, cioè 182 libri al giorno. Con numeri del genere è più che ovvio che la copertina, oggi, debba essere curata al massimo.

Osservare i grandi editori

OnioSe scrivete narrativa di genere, come me, consiglio di osservare editori inglesi e americani, che pubblicano splendide copertine. Da soli è difficile che riusciate a uguagliarli, ma come minimo imparerete come posizionare gli elementi all’interno della copertina (nome dell’autore, titolo del libro, eventuale marchio), a usare i giusti caratteri con le dovute grandezze, a combinare i colori, a usare immagini di qualità, ecc.

Linell Jeppsen, evidentemente, non ha fatto alcuna osservazione quando ha creato la copertina per il suo Onio.

L’attenzione al genere letterario

Sono sempre convinto che una copertina debba richiamare il genere narrativo cui appartiene il romanzo.

Guardate queste sei copertine: è così difficile associarle al proprio genere letterario?

Indovina le copertine

Colpire il lettore

182 libri pubblicati ogni giorno in Italia. Soltanto questo dovrebbe farci riflettere: chi riuscirà a notare la mia copertina? Ecco la domanda che ognuno di noi deve porsi prima di “accontentarsi” delle proprie doti grafiche.

Una buona copertina deve emergere in mezzo al marasma. Deve chiamare il lettore, specialmente il lettore di romanzi di genere.

Copertine fai-da-te?

Se decidete di autopubblicarvi, non create copertine orribili come quelle che mostrai tempo fa in un articolo (e come quella della signora Jeppsen). Per me vale sempre questo discorso: se sei un grafico, allora creati da solo la tua copertina, altrimenti chiedi aiuto a chi è del mestiere. Che vuole soldi, mi pare chiaro, e uno scrittore non ne ha.

Che fare, allora?

Siti di foto senza diritti

Potete cercare online “royalty free pictures”, anzi meglio cercare “royalty free pictures for commercial use”. I cosiddetti siti di foto stock. Ce ne sono parecchi e di sicuro qualcosa che fa al caso vostro si trova. Meglio se sono foto a pagamento, però: è più sicuro che siano in pochi ad averle usate.

E se poi qualcuno avrà la copertina come il nostro romanzo?

Il servizio Tineye

Tineye

Tineye.com è un motore di ricerca per immagini: basta caricare l’immagine che avete scaricato, o anche incollare l’url diretto all’immagine, e il motore vi restituisce tutti i siti che la usano.

Joshua Robertson, l’autore citato a inizio articolo, non conosceva sicuramente questo sito quando ha creato la copertina del suo romanzo. Il risultato? Eccolo qua:

Copertine identiche

Ben 10 libri con la stessa copertina. Fra questi figura anche un romanzo pubblicato da Newton&Compton. Si sono serviti tutti al supermercato Shutterstock.

Che dite, la vogliamo dare una controllata prima di sparare il nostro libro su Amazon?

Uno sguardo a Fiverr

Su Fiverr potete trovare ciarlatani – com’è capitato a me – ma anche professionisti. Basta cercare e osservare bene il portfolio del grafico. Le copertine partono da 5 dollari, ma magari è bene spenderne qualcuno in più per avere un servizio migliore.

Le 4 regole per una buona copertina

Ma allora come scegliere la copertina del nostro libro?

  1. Unica: pare scontato, ma abbiamo già visto che è facile incappare in copertine identiche. Anni fa segnalai qui il blog Copertine di libri e lo segnalo di nuovo, perché vi fa capire come sia facile, troppo facile usare per un libro la stessa immagine usata da altri editori. Meno male che avevo consigliato di osservare i grandi editori. Ok, osservateli bene, allora.
  2. Attinente: ancora con il genere letterario? No, la copertina dev’essere attinente al tema, all’argomento trattato dal romanzo (o dal saggio).
  3. Magnetica: vedi punto “Colpire il lettore”. Se la copertina attrae, il lettore darà uno sguardo al libro. Se è anonima, il libro rischia di passare inosservato (e restare invenduto).
  4. Chiara: sì, comprensibile, per favore fate copertine chiare e non accozzaglie di foto, gif, scritte e chi più ne ha più ne metta. Il lettore deve capire non perdersi.

Ah, un’ultima cosa: fate attenzione al titolo che mettete in copertina. Il titolo che può essere ambiguo. E che con il tema del libro può risultare perfino dissacratorio…

The Missionary Position

65 Commenti

  1. Nuccio
    19 ottobre 2017 alle 07:52 Rispondi

    Il mio unico libro pubblicato(di poesie, sigh) ha in copertina un mio acquerello (visibile in nuccioracconta.blogspot.com) mentre i racconti in nuccioracconta.wordpress.com sono preceduti da altrettanti miei dipinti. Non vi parlo dell’esito che hanno avuto perchè nessuno me lo ha mai riferito. Certo sono ancora qui a scrivere🤣. La copertina è la vetrina del contenuto e diventa irritante se non correlata.

    • Daniele Imperi
      19 ottobre 2017 alle 10:24 Rispondi

      Per le poesie non è facile trovare una copertina adatta. Un dipinto è un classico, credo.

  2. Mala Spina
    19 ottobre 2017 alle 08:19 Rispondi

    credo che il tizio incappucciato nella copertina sia in assoluto il guerriero più sfruttato dell’universo. Ho visto la sua faccia (molto maschia, tra l’altro) in decine e decine di versioni, senza cicatrice, con cicatrice, cappuccio, senza cappuccio, con spada, senza spada, di lato, davanti. Probabilmente è il più amato dai grafici.

    • Daniele Imperi
      19 ottobre 2017 alle 10:24 Rispondi

      Ma almeno quel tizio incappucciato compare nelle storie? :D

  3. luisa
    19 ottobre 2017 alle 08:31 Rispondi

    Grazie per “la dritta”… Oggi più che mai dal momento che il dentro è “povero”, quindi la copertina è fondamentale per attirare un certo tipo di lettore. Personalmente ho fatto una ristretta ricerca di mercato chiedendo nelle più note librerie, facendo forse domande insolite tipo: quali libri si vendessero di più e in relazione a quali parametri, quanto la copertina potesse influire e altro, mi è stato risposto che non c’ è un vero criterio a volte è il nome dell’autore, a volte il titolo, altre volte la copertina, una cosa è certa questi quattro elementi compreso la trama devono essere studiati bene, poi secondo me c’è un quinto elemento “il caso” che rende vincente un libro e non se ne capisce il perchè.

    • Daniele Imperi
      19 ottobre 2017 alle 10:25 Rispondi

      Il dentro non dovrebbe essere povero, però. Il caso, anche per me, c’è sempre nelle vendite del libro e di qualsiasi altro prodotto.

  4. Chiara R.
    19 ottobre 2017 alle 08:36 Rispondi

    Adoro la letteratura nordamericana e trovo le loro copertine davvero splendide e sarebbe bellissimo se i libri tradotti mantenessero la loro copertina originale, spesso alcuni editori italiani – anche major – fanno dei veri e propri pasticci.

    • Daniele Imperi
      25 ottobre 2017 alle 16:12 Rispondi

      Le copertine della letteratura nordamericana piacciono molto anche a me. Non so perché vengano cambiate, ma qualche volta si trovano le stesse illustrazioni.

  5. Andrea
    19 ottobre 2017 alle 10:09 Rispondi

    Giuro che ho riso per un minuto intero. L’ultima copertina è fenomenale. Chiunque sia Hitchen deve fare il comico.

    • Daniele Imperi
      19 ottobre 2017 alle 10:29 Rispondi

      Chissà se qualcuno ha avvisato Hitchen di quella specie di gaffe :D

      • Kukuviza
        19 ottobre 2017 alle 20:41 Rispondi

        Il doppio senso del titolo è in realtà voluto. Il libro non parla proprio positivamente di Madre Teresa. Non credo niente di sessuale ma si sa che titoli del genere attirano l’attenzione.

        • Daniele Imperi
          20 ottobre 2017 alle 07:11 Rispondi

          Dici che è voluto? Non ho cercato informazioni sul libro.

          • Kukuviza
            20 ottobre 2017 alle 07:52 Rispondi

            Sì, è intenzionale. Mi ricordo di aver leggiucchiato un articolo quando era uscito il libro.

            • Daniele Imperi
              20 ottobre 2017 alle 08:04 Rispondi

              Eh, no, mi hai disintegrato la battuta finale del post :D

              • Kukuviza
                20 ottobre 2017 alle 14:03 Rispondi

                Beh, ma è comunque un titolo discutibile che usa un titolo di tipo sessuale (e abbinata a un soggetto contrastante) per destare la curiosità di molti. Nel libro poi, credo che le critiche siano di altra natura.
                Comunque quell’altro libro dal titolo ambiguo può essere un ottimo esempio: “games to play with your pussy”

                • Daniele Imperi
                  20 ottobre 2017 alle 14:07 Rispondi

                  Ho visto quel libro che citi :D

  6. Maria Pia Rollo
    19 ottobre 2017 alle 11:13 Rispondi

    Le copertine dei libri italiani sono piú brutte persino di quelle che hai mostrato tu, e la maggior parte riguardano la fantasy e simili.

    • Daniele Imperi
      19 ottobre 2017 alle 11:32 Rispondi

      Intendi il fantasy italiano o quello tradotto?

  7. Barbara
    19 ottobre 2017 alle 14:37 Rispondi

    Che tra gli auto-pubblicati si ritrovino gli stessi soggetti, lo posso anche capire (non è bello, ma c’è il problema dei costi sull’autore). Ma che lo faccia Newton&Compton… quella si è una caduta di stile!
    Su Madre Teresa… e se fosse voluto quel titolo?! Magari sperava di rientrare in ben altre ricerche :D :D :D
    Un’alternativa è elaborare la copertina partendo da una propria foto, però bisogna essere portati per la fotografia (ed è indipendente dal mezzo, conosco persona con attrezzature professionali che sbagliano inquadratura, vanno fuori campo o producono solo immagini sfuocate)

    • Daniele Imperi
      19 ottobre 2017 alle 14:41 Rispondi

      Infatti mi sa che la Newton&Compton è l’unica casa editrice che figura nella rosa dei 10, gli altri sono tutti autori self.
      Una propria foto? Dipende anche dal genere che hai scritto. Per fantascienza e fantasy la vedo dura.

      • Barbara
        19 ottobre 2017 alle 14:51 Rispondi

        Non è detto. Fotografi un castello degli n-mila in Italia, lo passi a qualche filtro automatico che gli inserisce sfocatura, nebbia, bagliori, ed è fatta :D

        • Daniele Imperi
          19 ottobre 2017 alle 14:58 Rispondi

          Vero :)
          Ma, appunto come hai detto, devi saperci fare sia con la macchina fotografica sia con Photoshop.

  8. Cinzia
    19 ottobre 2017 alle 18:03 Rispondi

    E ti e’ mai capitato di leggere un libro e alla fine renderti conto che quello che hai apprezzato di piu’ e’ stata proprio la copertina? A me si’. Purtroppo, direi.

    • Daniele Imperi
      20 ottobre 2017 alle 07:10 Rispondi

      Eh, sì, purtroppo è capitato anche a me e non poche volte. Per fortuna la maggior parte delle volte mi è andata bene.

  9. Elena
    19 ottobre 2017 alle 19:22 Rispondi

    Molto interessante, grazie Daniele! Concordo sul fatto che oggi una copertina che attira e lancia il messaggio giusto sia fondamentale. Guarderò con più attenzione gli editori anglosassoni per ispirare la mia prossima copertina!

    • Daniele Imperi
      20 ottobre 2017 alle 07:11 Rispondi

      Buon lavoro d’osservazione, allora :)

  10. Kinsy
    20 ottobre 2017 alle 01:32 Rispondi

    Ecco, il Tineye proprio non lo conoscevo, ma lo trovo davvero un servizio utilissimo. Mi da molto fastidio vedere le copertine dei libri con la stessa immagine. Tanto più se a usare immagine già viste sono le case editrici: mi sembra una cosa poco professionale e una mancanza di rispetto verso lo scrittore.

    • Daniele Imperi
      20 ottobre 2017 alle 07:12 Rispondi

      Sì, che lo facciano gli editori è senz’altro poco professionale, significa che non hai speso un soldo per quelle copertine e ti sei arrangiato.

  11. andrea
    20 ottobre 2017 alle 07:15 Rispondi

    Molto interessante. Questo post ha contenuti (ho appena letto quello sull’efficacia della newsletter, tra l’altro nel mio piccolo, concordo… e complimenti per la tua sincerità).
    Non sapevo del sito ricerca immagini, lo proverò (anche per semplici post sui social)
    Nel mio caso le copertine le ho fatte io, usando foto dal telefono. Se la prima era così-così, alla terza le cose sono venute meglio (ho fatto dei test). Ne avevo comunque fatta preparare una da un professionista, che non ho usato.
    In genere, la copertina la penso assieme alla scrittura del libro, (a volte ne è parte integrante), enfatizzando il punto 2) attinente, e 1) unica, a discapito magari della chiarezza. Ovviamente lo faccio per un motivo.
    grazie per questo articolo.

    • Daniele Imperi
      20 ottobre 2017 alle 07:21 Rispondi

      Foto dal cellulare? Non sono a buona risoluzione, si vedono bene sul cellulare, ma quando le passi al pc sono pessime.

      • andrea
        20 ottobre 2017 alle 07:36 Rispondi

        Beh, hai ragione, non volevo essere troppo tecnico. Da smarthphone, penso sia 14 giga la cam. Ma comunqnue dopo le sgrano, some avessero pochi asa per capirsi.

        • andrea
          20 ottobre 2017 alle 07:37 Rispondi

          la qualità è eccellente, ci puoi fare di tutto.

        • Daniele Imperi
          20 ottobre 2017 alle 10:23 Rispondi

          Il mio smartphone ha la fotocamera di 13 megapixel, ma le foto non sono di qualità. Per quelle serve una reflex.

          • andrea
            20 ottobre 2017 alle 16:47 Rispondi

            Scusami Daniele, non amo discutere on-line, ma stiamo parlando di copertine di libri (66505) quasi tutti fuori dal cerchio magico dell’editoria, fosse anche scattata da Oliviero Toscani (non firmata) dalla reflex più potente del mondo, muoverebbe di poco il risultato.
            Sono ospite, non voglio essere polemico e non ti porto via altro tempo.
            grazie e ciao

            • Kukuviza
              20 ottobre 2017 alle 16:53 Rispondi

              Beh, ma che significa? Se si fa una cosa, non è meglio farla al meglio? (Quasi uno slogan)

              • andrea
                20 ottobre 2017 alle 17:06 Rispondi

                Sì sono d’accordo, capisco cosa vuoi dire. Ma non vedo perché devo spostarmi con una Ferrari in centro a Milano quando ottengo lo stesso risultato con una 500, o uno scooter.
                Col cellulare (il mio scooter) colgo l’attimo, la reflex (a pellicola) me la sono portata dietro per diverso tempo e ne faccio volentieri a meno. Come ho detto, io uso foto abbastanza ”sgranate” quindi onestamente non vedo ‘sta differenza.

                • Kukuviza
                  20 ottobre 2017 alle 17:15 Rispondi

                  Beh, sì, dipende anche dal tipo di foto. Facendo delle elaborazioni di un certo tipo, anche da foto sgranate si possono ottenere risultati interessanti. In quel caso lo sgranato serve per una certa estetica.
                  Se però lo sgranato viene percepito come una mancanza di qualità, allora è un problema. Se la copertina mi sa di fatta in casa, non mi viene tanta voglia di leggere il libro perchè penso (magari a volte erroneamente) che la stessa poca cura c’è anche nel contenuto.

                  • andrea
                    20 ottobre 2017 alle 17:47 Rispondi

                    Condivido e grazie; temevo mi pensassi polemico.
                    Lo sgranato è voluto e studiato, inoltre ho sottoposto la copertina al parere di diverse persone (fun on-line); ”Non sa di pastrocchio”.
                    Come ho scritto, per il medesimo titolo, ne ho fatta fare una da un professionista, (non ho speso molto) ma era troppo … canonica? perfetta?
                    Altre copertine per alcuni racconti e-book invece sono state eseguite da uno studio, con foto 3D (in una è stata usata l’immagine di un mio dipinto scattata in studio).
                    Belle, bellissime, ma (per me) troppo perfette… e in verità, fino ad ora nessuno si è complimentato.
                    Grazie dei tuoi consigli e scusa i ripetuti commenti, ma arrivati a ‘sto punto, volevo dimostrare di condurli con un minimo di cognizione di causa.

                    • Kukuviza
                      20 ottobre 2017 alle 19:24

                      A questo punto mi hai acceso la curiosità per queste copertine! :)

            • Daniele Imperi
              23 ottobre 2017 alle 06:58 Rispondi

              Che significa “fuori dal cerchio magico dell’editoria”?

      • andrea
        20 ottobre 2017 alle 07:57 Rispondi

        Ops, …mega pixel.

  12. Carmine
    20 ottobre 2017 alle 10:20 Rispondi

    Questo articolo arriva proprio nel momento giusto … sto per finire il mio primo libro per cui farò di sicuro tesoro dei tuoi consigli!

    • Daniele Imperi
      20 ottobre 2017 alle 10:22 Rispondi

      Bene, guarda che poi controllo :D

      • Carmine
        20 ottobre 2017 alle 10:24 Rispondi

        Facciamo così: approfitto della situazione … quando esce ti mando una copia e mi dici che ne pensi :)

  13. Roberto
    20 ottobre 2017 alle 11:06 Rispondi

    La cosa preoccupante è quanti libri vengono pubblicati e quanti autori vorrebbero esserlo! Ma quanti siamo? Possibilità zero ;-)

    • Daniele Imperi
      20 ottobre 2017 alle 11:08 Rispondi

      Forse sono più i libri pubblicati degli autori che vorrebbero essere pubblicati. Anche se in quei 66.000 libri, credo, siano comprese ristampe e più opere di un autore.

  14. Miché Miché
    21 ottobre 2017 alle 10:35 Rispondi

    Copertina originale, intrigante, fantastica e memorabile per indurre all’acquisto, ma copertina totalmente gialla, verde, rosa fosforescente per spiccare tra la ”folla”. xD
    Una tasciata valida potrebbe essere stampare il dorso del libro con inchiostro fluo che si illumina al buio, posizionato in una zona semibuia della libreria potrebbe attirare l’attenzione. xD
    Comunque in una libreria c’è troppo ”rumore”, e il messaggio, anche se potente, è diluito, seppellito, nascosto, invisibile.
    Fossi uno scrittore punterei su un canale distributivo alternativo alle librerie(online e offline). Per dire, un saggio sull’agricoltura proverei a distribuirlo in negozi di ferramenta, un romanzo rosa in ospedali e sale d’attesa dei medici di base, etc etc. Gli avidi lettori di fantasy che luoghi fisici specifici frequentano oltre le librerie? xD

    Che ti è successo su Fiverr? Dopo il flop del suo libro Linell Jeppsen si è spacciato per grafico? xD

    • Daniele Imperi
      23 ottobre 2017 alle 07:08 Rispondi

      Eh, sì, nelle librerie c’è parecchio rumore, come lo chiami (a questo aggiungo la brutta musica che mettono sempre).
      Su Fiverr una s’è spacciata per grafica e mi ha rifilato un logo creato con “badge” retro che trovi gratis online.

  15. Lenny
    21 ottobre 2017 alle 16:58 Rispondi

    Bel post Daniele, interessante il cross check con gli altri titoli.

    • Daniele Imperi
      23 ottobre 2017 alle 07:08 Rispondi

      Grazie Lenny.

  16. Grazia Gironella
    21 ottobre 2017 alle 19:27 Rispondi

    Aggiungerei, tra le caratteristiche di una buona copertina, l’essere apprezzabile anche come thumbnail, perché ci sono belle copertine che in miniatura sugli store online risultano quasi invisibili. TinEye mi sembra un ottimo suggerimento. In che modo è diverso dal normale Google Immagini?

    • Daniele Imperi
      23 ottobre 2017 alle 07:09 Rispondi

      Giusto, devono funzionare anche rimpicciolite.
      Tineye è diverso perché cerchi un’immagine che già conosci. Puoi farlo con Google?

      • Grazia Gironella
        23 ottobre 2017 alle 08:33 Rispondi

        Sì, puoi farlo. Andrò comunque a vedere com’è Tineye, magari c’è qualche differenza.

  17. Andrew Next
    25 ottobre 2017 alle 04:42 Rispondi

    Ach disgraziaten, la foto di Madre Teresa e la posizione del missionario mi ha stroncato. Dal ridere.
    Sul tema “cover” ti aggiungo la mia.
    Prima di incappare in Gianluca Serratore ho visto il lavoro di decine di sedicenti grafici e chiesto vari preventivi. Ho scoperto un paio di cose interessanti.
    1) Va dove ti porta il cuore. Vale a dire che se sei innamorato o comunque affascinato dal lavoro di un disegnatore in particolare, meglio contattarlo subito. Spesso rispondono e risultano persone simpatiche e alla mano. Magari non si conclude perché il preventivo è troppo alto, ma comunque ci si fa un’idea precisa di quanto vale il disegno per mano di un professionista.
    Tra i disegnatori contattati c’erano Teresa Marzia e Riccardo Crosa, per dire. I loro preventivi variavano tra 500 e 1000 euro, per due cover. Alla fine ne ho spese circa 200.

    2) Parla con tanti disegnatori, almeno all’inizio. Non basta aver ingaggiato il grafico “giusto”, ma occorre avere anche una certezza dei tempi di consegna. Non puoi rimanere col testo bell’ed editato, corretto e impaginato e senza cover per un altro mese.

    3) Assicurati che il disegnatore sappia quante volte hai intenzione di mandare indietro il disegno per modifiche. E’ spiacevole ricevere la tavola “finita” e con il protagonista biondo, quando tu hai scritto chiaramente che è moro.

    4) Ultima considerazione: i sorgenti. I preventivi richiesti prevedevano l’invio del file sorgente, quindi niente jpeg o altro, ma proprio il file originale. Questo perché all’occorrenza posso modificare qualcosa o comunque poterci lavorare su anche dopo qualche anno.

    Comunque li ho ci posso fare quello che mi pare. Per il secondo libro, di cui ho prodotto anche il cartaceo, ho dovuto modificare la copertina (solo le dimensioni e di poco) o KDP non me la prendeva. Se non avessi avuto il sorgente avrei fatto una pecionata mostruosa e in sulla stampa si sarebbe visto. Così è andata bene.

    • Daniele Imperi
      25 ottobre 2017 alle 07:16 Rispondi

      1000 euro per un’illustrazione mi pare esagerato…
      Per il resto siamo d’accordo.

  18. Caterina
    25 ottobre 2017 alle 12:13 Rispondi

    Mi capita, a volte, di acquistare un libro per via della copertina ben fatta. L’estetica di un prodotto, per me, è importante tanto quanto la qualità del suo contenuto. La “sciatteria” è una cosa che proprio non digerisco. :)

    • Daniele Imperi
      25 ottobre 2017 alle 12:27 Rispondi

      Sai quanti libri ho comprato per via della copertina? :D
      Allo stesso tempo non sono tentato di comprare un libro con una brutta copertina, anche se potrebbe piacermi. Infatti per i classici cerco sempre varie edizioni e prendo quella con la veste migliore.

      • Kukuviza
        25 ottobre 2017 alle 12:46 Rispondi

        Daniele, quali copertine preferisci?

        • Daniele Imperi
          25 ottobre 2017 alle 12:50 Rispondi

          Dei classici, dici? Quelle che vedi nell’immagine di apertura di questo post: http://pennablu.it/perche-leggere-i-classici/
          Oppure le belle edizioni in cofanetto dei classici latini e greci che ha fatto il Club degli Editori.

          • Kukuviza
            25 ottobre 2017 alle 13:44 Rispondi

            Son molto belle quelle. E di libri non classici?

            • Daniele Imperi
              25 ottobre 2017 alle 14:02 Rispondi

              Eh, bella domanda :D
              Dipende dal tipo di libro. Preferisco sempre però le copertine lavorate, in cui grafico e editore si sono impegnati a trovare quella adatta.
              Molti se la cavano con un quadro, ma dipende dal contesto. Per esempio nel saggio storico “Imperi dell’Atlantico. America britannica e America spagnola, 1492-1830” ci sta bene.
              Una bella copertina fantasy è quella creata per “Cogheart” di Peter Bunzl o per “The Wonderling” di Mira Bartok o “La belle sauvage. Il libro della polvere” di Philip Pullman.

              • Kukuviza
                25 ottobre 2017 alle 16:03 Rispondi

                Ho visto le copertine, indubbiamente sono belle illustrazioni.
                Io invece, a meno che il libro non sia basato sulle illustrazioni (ne ha parecchie), prediligo copertine dove l’immagine non è a tutto campo. Le copertine della Einaudi mi piacciono perchè hanno parecchio bianco, mi piace l’impostazione grafica, anche se poi ovviamente non è detto che ciascuna immagine mi colpisca o sia adattissima al libro.

  19. Tiade
    29 ottobre 2017 alle 11:48 Rispondi

    Ho fatto una ricerca semplicemente con google immagini perché non ho l’url originale della copertina dell mio libro.
    Risulato: “Circa 25.270.000.000 risultati”.
    Persino in Cina.
    Foto Stock, royalty free.
    Complimenti al mio editore.

    • Daniele Imperi
      30 ottobre 2017 alle 08:23 Rispondi

      Odissee? Visto anche io :)
      Purtroppo per gli ebook di racconti i fondi a disposizione sono molto pochi, anzi forse non ci sono per niente, e quindi l’editore si arrangia.

      • Tiade
        30 ottobre 2017 alle 09:24 Rispondi

        Si, quello.
        Lo capisco, Daniele è una gran brava persona, ma … nera…
        Alla prima editor non piaceva blu… diceva che non era indicata per i genere… così è uscita nera…. teriBBile :D

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