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7 motivi per non scegliere un editore

Sette motiviHo visitato parecchi siti di case editrici, non perché avessi un manoscritto da mandare – in realtà ne ho già inviato uno a un paio di editori – ma per farmi un’idea della casa editrice. Un sito, in fondo, rappresenta il biglietto da visita online di ogni realtà commerciale, quindi anche editoriale.

Potrei stupirvi esordendo con la classica frase “ho visto cose che voi umani…”, ma forse è meglio fare i seri e arrivare subito al punto.

Perché scegliere un editore? I motivi possono essere tanti, ma a me non interessano, in questo articolo. Qui, ora, voglio dirvi perché non scegliere un editore.

  1. Sito web: come ho già detto, un sito è il proprio biglietto da visita, la propria immagine nel web. Una casa editrice che non ha cura del proprio sito, ma ne presenta uno artigianale, rozzo, o perfino su spazi gratuiti, non ha una buona considerazione di sé. Non potrà neanche averla per il mio libro.
  2. Errori di italiano: purtroppo non sto scherzando. In molti siti di editori ho trovato errori nella punteggiatura e grammaticali. Errori di per sé inconcepibili in un sito aziendale, sono ancor più vergognosi su quello di un editore.
  3. Supponenza: ebbene sì, sono incappato una volta nel sito di un editore che – da perfetto sconosciuto – si poneva come fosse il numero uno al mondo dell’editoria. Non dico che una casa editrice debba sminuirsi, ma neanche porsi come il gigante che non è. Quello che mi diede fastidio fu il tono usato nei testi.
  4. Copertine dei libri: la copertina è la prima cosa che si vede di un libro. Se la veste editoriale di un’opera è di scarsa qualità, non attirerà l’occhio del lettore, anzi lo farà allontanare. Per il mio libro – e qui non sto peccando di supponenza – voglio una copertina professionale.
  5. Correzione di bozze ed editing: avevo già scritto un articolo in proposito. Ogni aspirante scrittore, prima di inviare un manoscritto, dovrebbe leggere i libri dell’editore e osservare come lavora. Un occhio all’editing e uno alla correzione di bozze. In un libro di oltre 400 pagine mi è capitato di trovare quasi 1 o 2 errori di stampa a pagina. Un po’ troppi per i miei gusti.
  6. Invio manoscritti cartacei: nell’era del web a me sembra ridicolo richiedere i manoscritti cartacei spediti per posta tradizionale. Un autore andrà a spendere parecchio, un editore si ritroverà sommerso dalla carta. I miei manoscritti viaggeranno esclusivamente via email.
  7. Eccessiva predisposizione: alla pubblicazione, intendo. Ho visto siti in cui gli editori sostenevano che avrebbero dato una risposta a tutti gli autori. Inoltre trapelava una certa facilità di pubblicazione, come se bastasse inviare un manoscritto per essere pubblicato. Eppure non erano tipografi, cioè editori a pagamento. Non mi hanno quindi dato fiducia.

Questi sono i motivi che non mi fanno scegliere un editore. Che cosa, invece, non convince voi in una casa editrice? Scrivete nei commenti i vostri motivi.

27 Commenti

  1. Glauco
    19 dicembre 2011 alle 09:11 Rispondi

    Quanto al punto 6, tempo fa, un editore mi confessò che chiedeva il manoscritto cartaceo per filtrare gli aspiranti autori. Solo un esordiente (dichiarava l’editore) che crede veramente in ciò che ha scritto è disposto al sacrificio di stampare una copia del suo romanzo e a spedirla… specie nell’era dell’elettronica, dove il possesso di un word processor nel proprio pc induce tutti a voler scrivere “il proprio best-seller”.

    Funzionerà questa strategia? Chissà!

  2. Daniele Imperi
    19 dicembre 2011 alle 09:28 Rispondi

    Diciamo che il pensiero di quell’editore ha una sua logica. Il problema è che lo scrittore deve fare lo stesso con tutti gli altri, se la pensano tutti a quel modo. E le spese salgono.

  3. Giovanni
    19 dicembre 2011 alle 10:07 Rispondi

    400 pagine 2 errori? Beh, sei fortunato. Io un libro di 240 pagine ho trovato una ventina di errori (o forse erano 30?), il sito della casa editrice è quello di un PoD… ma un PoD di fotografie. Non si capisce assolutamente che dietro quel sito c’è un lavoro di editore, una selezione su alcuni testi… che l’editore dedichi tempo zero alla correzione di bozze poi è un altro discorso… :) . Ho comprato 5 loro libri e tutti e 5 con refusi a palate :) . Ho deciso di smettere. :)
    Quindi tornando alla tua domanda: «Che cosa, invece, non convince voi in una casa editrice?»
    Io rispondo che di una casa editrice non mi convince il fatto di non dare cura a un libro in tutto e per tutto. Se alla fine si è scelto un certo autore, almeno che l’editore gli eviti 20-30 refusi sparsi in 240 pagine e che il sito lasci capire che “è un editore”. Che ci sia una distribuzione decente o che l’editore si dia da fare per promuovere i libri. Che faccia degli e-book e che faccia distinzione a livello contrattuale tra cartaceo ed e-book. Se è un editore piccolo che non ha un sito internet adeguato e non hai distribuzione adeguata, che eviti di pubblicare 5 libri al mese, perché dopo due o tre mesi la promozione si sposta sui nuovi libri e i vecchi se li promuove l’autore del testo…
    Forse ho confuso tutto il discorso, ma volevo dire tante cose e in poco spazio…
    Inoltre dico che un editore dovrebbe richiedere solo il digitale. Eventualmente nemmeno tutto il file. Alcuni editori rispondono solo se interessati a pubblicarti. In tal caso dovrebebro richiedere solo le prime 20-30 pagine e se il testo interessa ricontattare l’autore per farsi spedire tutto il file. Questo solo per evitare di alimentare false speranze da parte di un autore che non vedendosi rispondere non saprà mai quando è stato/sarà letto il testo. Se la casa editrice risponde sempre anche per dire che il testo non piace allora questo concetto non va applicato.

  4. Daniele Imperi
    19 dicembre 2011 alle 10:15 Rispondi

    @Giovanni: 2 errori a pagina ho scritto ;)

  5. Giovanni
    19 dicembre 2011 alle 10:31 Rispondi

    Daniele Imperi: @Giovanni: 2 errori a pagina ho scritto     

    :D . Giusto.

  6. Marco
    19 dicembre 2011 alle 11:10 Rispondi

    A me non convince l’editore che fornisce gli ebook con DRM Adobe. Oppure che non prevede la versione digitale dei titoli che pubblica; soprattutto questo mi lascia perplesso.
    Se spedisci loro il dattiloscritto, sarebbe gentile rispondere con un “Abbiamo ricevuto, grazie”. Anche se fosse affidato al sistema e si trattasse di una risposta automatica, vorrebbe dire che qualcuno in quella casa editrice ha il sospetto che il mittente esiste, è umano, e gradisce un segno di vita. Ed è anche un piccolo gesto di civiltà.

  7. 7 motivi per non scegliere un editore | Scrivere e leggere libri | Scoop.it
    19 dicembre 2011 alle 11:45 Rispondi

    […] 7 motivi per non scegliere un editore […]

  8. McNab
    19 dicembre 2011 alle 14:25 Rispondi

    Il punto n°2, più di tutti gli altri, mi allontana subito da un editore.
    Quasi ogni settimana vengo contattato da qualcuno che chiede una mia recensione di questo o quel libro. Generalmente si tratta del responsabile dell’ufficio stampa di questa o quella casa editrice. Non è raro che mi arrivino mail piene zeppe di errori ortografici e grammaticali.
    Il biglietto da visita peggiore immaginabile…

  9. Daniele Imperi
    19 dicembre 2011 alle 19:45 Rispondi

    @Marco: eh, no, nessuno dà mai una risposta :)

    @McNab: non puoi cadere già dalla base :)

  10. Luca bcw
    20 dicembre 2011 alle 12:13 Rispondi

    A proposito di case “serie”, cosa ne pensate di una che a me, Luca, ha risposto così:
    Gentile dottoressa Lucia, le comunichiamo di aver ricevuto e bla bla bla, ma i tempi di lettura bla bla bla, nell’attesa, se vuole partecipare al nostro concorso bla bla bla fanno 25 euro a racconto… :o
    Soprassiedo sull’invito concorso (!), soprassiedo sul nome (che io ho scritto esatto, più volte e più volte nel manoscritto e nella mail di accompagnamento), soprassiedo sul sesso (!!!), ma il titolo accademico, dico, il titolo accademico dove l’hanno preso?!?
    Secondo voi mi pubblicheranno? :D

    • Daniele Imperi
      20 dicembre 2011 alle 12:35 Rispondi

      Luca, a me spesso danno del dottore :)
      PS: se non usi sempre la stessa email quando commenti, il sistema non ti riconosce :P

  11. Romina
    20 dicembre 2011 alle 15:01 Rispondi

    La dura vita dello scrittore in cerca di editore!!! Poveri noi! Come dice Marco sarebbe bello che qualcuno si prendesse la briga di rispondere a volte, anche solo per farci sentire un po’ più considerati. Comunque è già tanto se rispondono quando dicono di aver letto il testo.
    Con il punto 7 ho avuto problemi recenti… non so, sarò cinica, ma nessuno fa niente per niente, mai!
    A breve comincerò a mandare il mio libro agli editori… sceglierò quelli che vogliono formato elettronico per rispetto ai loro magazzini stracolmi, al mio portafoglio e agli alberi!
    A tutti quelli che sono in attesa di una risposta: in bocca al lupo di cuore!

  12. Sofia Stella
    5 gennaio 2012 alle 11:46 Rispondi

    Molto utile questo post. Lo metto tra i miei preferiti!

  13. Daniele Imperi
    5 gennaio 2012 alle 11:52 Rispondi

    Grazie :)

  14. Lucia Donati
    14 maggio 2012 alle 17:11 Rispondi

    Daniele, vorrei commentare due punti da te descritti. Se fossi un editore proporrei l’invio del cartaceo come possibilità alternativa alla mail. Per quel che riguarda gli errori di italiano, anche io ho letto raccapricciata cose inaccettabili in siti di editori: è stata un’esperienza terribile e mai io invierei a costoro alcunché da “valutare”!

  15. Ryo
    9 agosto 2013 alle 10:46 Rispondi

    Sono d’accordo su tutta la linea (mi perdonerai se rispondo a caso a post vecchi ma ti ho scoperto da poco e i tuoi articoli mi stanno appassionando :-) ) visto che in questo periodo sto inviando manoscritti a case editrici selezionate (selezionate male, visto che una di queste mi manda eMail dove minaccia cause legali), e farsi un’idea di chi si sta contattando è importantissimo e tante volte nemmeno tanto difficile :-)

    • Daniele Imperi
      9 agosto 2013 alle 21:13 Rispondi

      I post possono essere commentati sempre, tranquillo :)

      Cause legali per un manoscritto inviato?

  16. GiD
    6 maggio 2014 alle 19:07 Rispondi

    Mi rendo conto di commentare un articolo vecchiotto, ma ci tenevo a dirti che sono d’accordo su tutti i punti elencati, soprattutto quelli riguardanti la cura del sito e delle copertine.
    Non hai idea di quante volte, parlando di editoria, mi sono sentito dare del superficiale perché stavo lì a guardare la copertina o la grafica del sito.

    Non capisco davvero come si faccia a non capire l’importanza di presentarsi bene con un buon sito e una bella copertina. Ok, non tutti possono permettersi le illustrazioni di Barbieri, ma tra il mega-illustratore professionista e il cugino di secondo grado dell’editore che ha scaricato photoshop ci dovrà pur essere una via di mezzo!

    Da poco, ad esempio, sono capitato sul sito (tra l’altro ben fatto) di un editore digitale che pubblica i romanzi senza copertina. O meglio, con una copertina composta da sfondo bianco + scritta grigia. Tutti i romanzi. Di qualsiasi genere siano.
    Bha!

    • Daniele Imperi
      6 maggio 2014 alle 19:29 Rispondi

      Io a una fiera del libro ho visto un editore che aveva tutti i libri con la copertina bianca: cambiavano solo il titolo e una striscia colorata…

  17. Fulvio
    1 febbraio 2015 alle 00:13 Rispondi

    Condivido molti dei vostri commenti e alcune delle esperienze raccontate. In effetti è sarebbe giusto selezionare l’editore più adatto al tuo libro, scegliere in base all’idea che ti sei fatto di lui. Ma devo ammettere che quando ricevi una proposta, come a me è capitato, è molto difficile resistere. Tutti aspiriamo ad essere pubblicati e quando una proposta arriva, il cuore batte forte e tu già ti immagini a presentare il tuo libro al Salone di Torino. Per fortuna sono riuscito a reprimere ogni tentazione ed a resistere…ma fino a quando? La paura più grande che ho è che le molte difficoltà che questa giungla crea prima o poi mi scoraggino dal continuare a scrivere ed a tentare.

    • Daniele Imperi
      1 febbraio 2015 alle 08:46 Rispondi

      Capisco che vuoi dire, ma devi considerare che si tratta della tua opera e del tuo nome, quindi secondo me devi fare attenzione all’editore con cui pubblichi.

  18. Domenico mangone
    3 agosto 2015 alle 17:53 Rispondi

    Condivido tutte le osservazioni, tuttavia vorrei aggiungere che chi scrive non ha vita facile, ore, giorni, mesi, anni di non retribuito lavoro, per poi spesso e volentieri non essere nemmeno preso in considerazione… «Proporre la propria opera dovrebbe essere un diritto di tutti, se valida o no, dovrebbe essere il pubblico lettore a deciderlo».

    • Daniele Imperi
      3 agosto 2015 alle 18:05 Rispondi

      Quando scrivi un libro, stai investendo in un tuo progetto, quindi è normale che passino ore, giorni, mesi e anni. E lo scrivi sapendo dall’inizio che non sarai ripagato del tempo speso.
      Proporre la propria opera è già un diritto: nessuno ti vieta di proporla. Ma che sia il pubblico a decidere se sia valida o meno è un discorso che regge soltanto nel self-publishing. Non può essere attuabile con l’editoria tradizionale (azienda che spende soldi per produrre il libro).

  19. Cornetta Maria
    11 marzo 2016 alle 12:15 Rispondi

    Ho sempre sostenuto che la fiducia si guadagna, non si regala ed è valido sia per l’autore che per l’editore. Mi spiego: io spedisco solo gli incipit dei racconti perché ritengo che, se mi trovo di fronte ad un professionista, saprà giudicare il mio eventuale talento anche dalla lettura di poche pagine. Nel caso l’editore in questione mi chieda il manoscritto completo, lo invito a spedirmi preventivamente un fac – simile della bozza di contratto, per rendermi conto se vale la pena o no inviargli quello che, almeno per me, può essere un prodotto valido. Consiglio a tutti di agire così perché, ripeto: la fiducia si guadagna (anche da parte dell’editore), non si regala.

    • Daniele Imperi
      11 marzo 2016 alle 12:33 Rispondi

      Anche se gli invii il manoscritto, non potrà pubblicarlo senza che tu prima firmi il contratto.

  20. Fulvio
    21 marzo 2016 alle 20:28 Rispondi

    Invidio molto la sicurezza di Maria, che evidentemente ha un potere contrattuale che io non ho mai avuto. Puoi volerlo educare quanto vuoi, ma, se non segui le sue regole, l’editore semplicemente non ti risponde.
    Questo è quello che penso avvenga nella realtà dei più. Felice di essere contraddetto…

  21. Cornetta Maria
    29 dicembre 2016 alle 16:16 Rispondi

    La mia sicurezza non è la presunzione della mitomane, ma la certezza di chi ha avuto sempre conferme al suo talento. Ultimamente mi sono distinta anche sugli aforismi. Qualche esempio?
    LA FALSA MODESTIA E’ LA SUPERBIA TRAVESTITA DA VIRTU’.
    UN POPOLO CHE HA SOLO DOVERI E’ SCHIAVO, UN POPOLO CHE HA SOLO DIRITTI E’ PRIVILEGIATO, MA NON ESISTE COLPA CHE GIUSTIFICHI LA SCHIAVITU’ E NON ESISTE MERITO CHE GIUSTIFICHI I SOLI PRIVILEGI.
    IL CORAGGIO E’ IL FRATELLO SAGGIO DELL’INCOSCIENZA. ENTRAMBI SONO FIGLI DELL’AUDACIA MA SOLO UNO HA PER PADRE IL SENNO.
    Che te ne pare? Il successo, per quanto mi riguarda, è solo una questione di tempo. Ne sono certa! BUONE FESTE!

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