Scrivere è comunicare

Il blog per scrittori, blogger e copywriter

La sala

Un racconto di fantascienza di 300 parole

La sala

Al cinema Hypnos dicono che si proiettino film in 4D, ma nessuno, finora, ha saputo raccontare come il tempo abbia avuto una parte negli effetti speciali della sala cinematografica. Eppure qualcuno avrebbe dovuto sospettare che gli spettatori entrati non erano gli stessi di quelli usciti. Ho pensato che fossero invecchiati, inizialmente, ma mi sbagliavo. Il tempo aveva sì una parte, ma assieme alle altre tre dimensioni. Ogni dimensione giocava un ruolo ben preciso, a sé stante e unitamente alle altre. Non era facile da comprendere, e io stesso faticai un po’ per rendermene conto, ma non c’era altra spiegazione.

Quando mia moglie decise di andare, non tentai di farla desistere. Il destino di ognuno di noi è deciso, e non è mio costume cambiare il corso della storia. L’aspettai però fuori dal cinema, ma non la riconobbi. Non subito almeno. Quando rientrammo a casa, quella sera, mia moglie non parlò. In realtà, l’ultima volta che ho sentito la sua voce fu quando la salutai prima dello spettacolo.

La nostra casa aveva assunto da quel giorno uno strano odore, che non so descrivere. La mia stessa vita matrimoniale finì proprio quella sera, poiché mia moglie da allora non fu più in grado di guardarmi negli occhi. Si muoveva in modo insolito, inoltre, come se non sapesse camminare. Due giorni dopo mi trasferii altrove.

Non ho mai visto film a quel cinema. Gli sguardi spenti, l’andatura incerta e lo strano odore di chi è entrato in quella sala mi tengono lontano mille miglia.

So che all’Hypnos si proiettano film in 4D, ma so anche che a nessun uomo è dato scavalcare i confini dell’ignoto. Spazio e tempo giocano con le nostre vite a loro piacimento, ma finora ci hanno concesso una vita pressoché normale.

Almeno a quanti non sono entrati nella sala.

7 Commenti

  1. Romina
    2 ottobre 2011 alle 09:09 Rispondi

    Io vado raramene al cinema, ma ora credo che ci andrò ancora meno! Bel testo… misterioso… secondo me potresti farne un buon libro, ma anche come racconto breve ha il suo perché!

  2. henryx
    2 ottobre 2011 alle 15:50 Rispondi

    Molto bella, una storia perfetta da “The Twightlight Zone” (Ai confini della realtà)

  3. Daniele Imperi
    2 ottobre 2011 alle 18:18 Rispondi

    @Romina: grazie, ma un libro sarebbe troppo :)

    @Henryx: grazie anche a te :)

  4. Michela
    2 ottobre 2011 alle 23:05 Rispondi

    Notevole. Non ho capito un accidenti, ma non per colpa tua.

  5. Daniele Imperi
    3 ottobre 2011 alle 12:34 Rispondi

    Notrevole e non hai capito nulla? :D

  6. Michela
    3 ottobre 2011 alle 20:31 Rispondi

    Notevole perché ben scritto e intrigante: non ho capito il significato delle condizioni in cui si trovano quelle persone (sono morte e stanno marcendo? hanno la peste, la pellagra, non si sono lavati?) e non ho capito la frase “spazio e tempo giocano con le nostre vite”.

    Però ormai ho imparato a riconoscere quando non capisco perché non c’è niente da capire e quando non capisco perché la mia mente è troppo inquadrata e rigida, perché nel secondo caso a volte riesco ad arrivarci in determinate condizioni. Così so che questo è un racconto che ha qualcosa dietro, e non lo capisco io per queste ragioni. Hai presente, vero? :)

  7. Daniele Imperi
    3 ottobre 2011 alle 21:04 Rispondi

    Bel commento, Michela. Non ho capito un accidenti, ma non per colpa tua. :)

Lasciami la tua opinione

Nome e email devono essere reali. Se usi un nickname, dall'email o dal sito si deve risalire al nome. Commenti anonimi non saranno approvati.