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Rivelazione

Racconto horror di 300 parole

Rivelazione

L’incubo lo aveva svegliato nel cuore della notte. Sudato, col cuore impazzito, adesso ansimava nel letto, gli occhi sbarrati dall’orrore. Non ricordava in realtà cosa avesse sognato, ma il senso di paura che aveva provato era ancora vivo. Cercò di sollevarsi sui gomiti, ma si sentiva bloccato, i nervi che non rispondevano, i muscoli senza più forza. Era stanco.

In realtà non era sicuro che fosse stato un incubo. Non ricordava granché. Al suo fianco sua moglie dormiva ancora profondamente. Il suo respiro era molto lento e la pelle appariva pallida, d’un pallore innaturale. La lasciò riposare, felice che non si fosse svegliata dai suoi movimenti.

A fatica, riuscì a mettersi seduto. Quella sera ricordava di non aver cenato, ma ora era stranamente sazio. Era una sensazione diversa, però, da quella già provata innumerevoli volte dopo aver mangiato. Era una sazietà non solo fisica, ma anche psichica. Una soddisfazione, non per il fatto semplice e naturale di essersi nutrito, bensì per essersi impossessato di un’altra vita. Sì, era proprio questo ciò che avvertiva. Nel profondo del suo cuore sapeva di aver posseduto un’altra vita. Di aver consumato le sue carni e assunto le sue energie. E poi quello strano sapore, eppure non sconosciuto, che aveva in bocca…

Ma allora perché provava quel senso di terrore che sembrava lacerargli l’anima? Dove mai aveva cenato?

Una relazione con un’altra donna, forse? No, impossibile, lo escludeva a priori.

Non rammentava di essere uscito di casa. Era rimasto con sua moglie tutta la sera. Decise di svegliarla, carezzandole appena una guancia come faceva sempre, ma la donna restò immobile.

Le scostò una ciocca di capelli e raggelò. Quei puntini rossi che aveva sul collo, quelle macchie rosate sul lenzuolo e quell’insolito sapore metallico che aveva in bocca lo fecero urlare nel silenzio delle tenebre.

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