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Risveglio

Un racconto politico

«È davvero sicuro di questa decisione, onorevole?» Il portaborse Mario Zerbini faticava a stare dietro al deputato, che quella mattina sembrava aver più fretta del solito. L’uomo non rispose, accelerando invece ancor più il passo lungo la strada che portava alla sede del partito. Di lì a breve avrebbe presenziato al consueto incontro prenatalizio, per discutere dei regali per senatori e parlamentari.

Zerbini si asciugò la fronte col dorso della mano. Per essere i primi di dicembre faceva abbastanza caldo e quella corsa dietro all’onorevole l’aveva fatto sudare come un asino.

Entrarono nell’edificio e l’onorevole imboccò le scale fino al primo piano, senza attendere l’ascensore. Zerbini gli corse dietro. Dentro c’erano già tutti, affollati nella grande sala, in attesa del loro leader.

«Amici e colleghi», esordì, appena scese il silenzio. «Quest’anno sono stati stanziati per i regali duecentomila euro. Una cifra considerevole, converrete.» Volti sorridenti si scambiarono sguardi d’intesa, mani applaudirono. Qualcuno gridò parole d’approvazione. «Voglio che questo Natale sia ricordato nella storia», proseguì l’onorevole. «È per questo che ho deciso di evolvere l’intera somma in beneficenza, in parti uguali a dieci organizzazioni umanitarie.»

Il silenzio che seguì fu assoluto. Zerbini avrebbe voluto essere altrove e si defilò con malcelata disinvoltura. L’onorevole attese applausi che non giunsero mai.

Poi accadde il caos.

Le voci si accesero all’unisono, insulti volarono e andarono a segno, minacce scoppiarono anonime. Un ombrello fu lanciato e per poco mancò il viso dell’onorevole.

Nella cacofonia di voci che riempivano la sala poteva appena udire il trillo del suo cellulare, come un suono lontano mille miglia. Si tastò ma non trovò il telefono, che continuò a squillare, mentre altri oggetti gli volavano contro.

Poi aprì gli occhi, urlando, e si ritrovò nel suo letto. Era mattina.

E quello era stato solo un brutto sogno, pensò con sollievo.

3 Commenti

  1. Michela
    19 gennaio 2011 alle 19:19 Rispondi

    “Sudare come un asino” è quel che si definisce una similitudine originale e azzeccata :)

  2. Daniele Imperi
    19 gennaio 2011 alle 19:29 Rispondi

    Grazie, anche il cognome di chi sudava, spero :P

  3. Michela
    19 gennaio 2011 alle 20:31 Rispondi

    Assolutamente :D

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