Scrivere è comunicare

Il blog per scrittori, blogger e copywriter

Riflessioni sul self-publishing

Riflessioni sul self-publishing

Da un articolo letto in rete, 10 Truths About Self-Publishing for Entrepreneurs With a Book Idea, e da una chiacchierata via email con Alessandro Cassano è nata l’idea per questo articolo. Sono appunto riflessioni, nessun consiglio né tanto meno una guida al self-publishing.

Sono in tutto 4 questioni che un autore che scelga di autopubblicare le proprie opere deve risolvere, domande da porsi e a cui dovrà dare una risposta. Io qui darò la mia, che rispecchia in pieno la mia idea su come vorrei fare self-publishing.

Dare l’esclusiva ad Amazon

A me i monopoli sono sempre stati antipatici. Amazon non è una casa editrice, ma una piattaforma di distribuzione, di vendita di ebook. L’esclusiva non si dà neanche a un editore: in quel caso c’è un contratto che ci vincola per tot anni. Ma il libro viene venduto dall’editore in tutte le librerie possibili.

È vero che, come dice Alessandro, vendendo un ebook solo su Amazon c’è possibilità di raggiungere buone posizioni in classifica. Ma è vero anche il contrario: se vendo in tutte le librerie, sono visibile ai clienti di tutte quelle librerie.

Non solo: Amazon, non dimentichiamo mai questo aspetto, distribuisce ebook da leggere sul Kindle. E chi ha un lettore che legge solo epub? E chi vuole regalare il mio ebook a un amico? Amazon impone i DRM, quindi l’ebook non è cedibile, anzi, correggetemi se sbaglio, l’ebook non è neanche di chi l’ha comprato.

La mia idea sull’esclusiva ad Amazon

A me tutto questo non piace. Non amo i DRM, ma non perché ho intenzione di regalare a mezzo mondo gli ebook che compro, ma perché vorrei poterli regalare così come posso regalare libri cartacei.

Non amo diffondere un mio libro soltanto in un formato. Per come la vedo io, è come pubblicare un libro soltanto con l’edizione rilegata e non creare mai né brossura, né ebook, né audioebook, escludendo così una buona fetta di lettori.

Non darò quindi l’esclusiva a nessuno. Cercherò di scalare le classifiche con le mie forze. Diffonderò i miei ebook ovunque, come un virus letterario.

Mettere in offerta l’ebook gratis per 5 giorni

Non mi sono ancora informato su questo aspetto, ma c’è la possibilità di creare un’offerta del genere. Io ho anche visto autori che la domenica mettono i loro ebook gratis su Amazon. Non so in che modo sia possibile, ma questo, per ora, è un dettaglio.

Nell’articolo in inglese che ho citato l’autore sosteneva che era meglio non approfittare di questa offerta, perché il gratis non viene percepito bene dai clienti: è sinonimo di scarsa qualità. È certamente vero, ma qui non parliamo di un ebook pubblicato gratuitamente, ma di un ebook a pagamento messo in offerta gratuita per un periodo limitato.

I vantaggi sono logici: c’è la possibilità che il numero di download aumenti e, di conseguenza, aumentando le copie “vendute”, si possano scalare le benedette classifiche amazoniane.

La mia idea sull’offerta dell’ebook gratis

Mi piace. Non vedo perché non approfittarne. Di certo non metterò subito l’ebook in offerta, altrimenti, per come la vedo io, può essere percepito dai lettori come un prodotto scadente che nessuno compra e l’autore fa di tutto per darlo via e vendere così più copie.

È una sensazione che non mi piace. Quindi ok per l’offerta, ma in periodi precisi da stabilire in seguito.

Creare una copia del libro in brossura

Alessandro mi ha spedito una copia del suo romanzo La notte dei truzzi in brossura, creata con il servizio di Amazon Create Space. Che dire? È davvero ben fatta (sì, Ale, me l’avevi detto, ma constatarlo di persona fa un altro effetto).

Sembra un libro appena acquistato in libreria. Appena l’ho visto, giuro, m’è venuta l’acquolina in bocca e ho detto dentro di me: “Anche P.U. sarà in brossura!”, mentre la vocina della coscienza mi sussurrava “Ma prima vedi di finirlo…”

La notte dei truzzi

L’autore del post citato sostiene che un self-publisher non abbia bisogno di copie in brossura, a meno che, come dice, non dobbiamo parlare a qualche evento e vendere così alcune copie del nostro libro.

La mia idea sulla brossura del mio libro autoprodotto

È senz’altro vero che basterebbe vendere l’ebook, ma se la spesa è accettabile, perché non creare anche una brossura in print on demand? Accontenteremmo quella parte di lettori che legge solo libri cartacei.

Inoltre potremmo sul serio vendere qualche copia facendo delle presentazioni in giro. Oppure, sempre se i costi sono sostenibili e ne valga la pena, si può lasciare un certo numero di copie in qualche libreria che accetti perfetti sconosciuti.

Quindi sì, per me molto probabilmente il romanzo che sto scrivendo – la barra di progressione sta progredendo – avrà anche una brossura, in cui posso “sbizzarrirmi” e creare un libro perfettamente identico a quelli venduti dalle case editrici. Se volessi farlo leggere a mia madre e mia zia, be’, mi ci vuole la brossura per loro, dell’ebook non sanno che farsene.

Vendere l’ebook a 99 centesimi

Vedo spesso un prezzo del genere sugli ebook e così, quando decisi di tentare anch’io il self-publishing, ho pensato fosse una buona idea. Tempo dopo, però, un post che ho letto – e che non ritrovo più – mi ha fatto riflettere sulla questione e moda dei 99 centesimi.

È davvero il prezzo giusto per un ebook? Ma cos’è un ebook, in realtà? Non possiamo quantificare il file-ebook, come non possiamo quantificare l’oggetto-libro. Il prezzo di un libro dipende da una serie di fattori, come:

  • numero di pagine
  • edizione: se brossura o rilegatura
  • casa editrice: se è cara o più umana

Intervengono poi altri fattori, per puri motivi di marketing, altrimenti non si spiega l’ultimo Harry Potter a 24 euro.

Perché per un ebook dovrebbe essere diverso? Guardiamo un attimo cosa fanno le case discografiche con gli album e gli mp3 delle singole canzoni. L’ultimo album degli U2 in cd costa sui 19 euro, in mp3 costa 16,49 e la canzone singola soltanto 1,29. Ma ho trovato canzoni in mp3 a 99 centesimi o meno.

Quindi, prima di vendere un ebook a 99 centesimi, chiedetevi: cosa sto vendendo? Un romanzo o un racconto? Un racconto a 99 centesimi va bene, un romanzo però no, specialmente se sta sulle 300 pagine o più.

Ricordate anche che il marketing è una battaglia di percezioni – questa frase non è mia, ma di due esperti di marketing, tali Al Ries e Jack Trout – e quindi il vostro ebook, che magari vi ha fatto sudare per 500 pagine, venduto a 99 centesimi o, peggio, a 0,99 euro – quello zero davanti fa somigliare il costo più al nulla che all’unità – sarà percepito dai lettori per quello che vale: novantanove centesimi o, peggio, zero virgola novantanove euro.

La mia idea sui 99 centesimi

Credo sia chiara: 99 centesimi vanno bene per racconti singoli o romanzi brevissimi, altrimenti bisogna escogitare un prezzo più adatto, giusto, per un romanzo, considerando la condizione di anonimato o semi-anonimato che ha uno scrittore che si affacci per la prima nel mercato editoriale.

Quindi non venderò P.U. a 99 centesimi. Ma neanche a 5 euro, ci mancherebbe. Venderò qualche racconto lungo a 99 centesimi, certamente, ma romanzi di qualche centinaio di pagine credo che valgano più del costo di un caffè.

Esclusiva, ebook gratis, brossura e 99 centesimi: che ne pensate?

Io ho detto la mia, quella che si adatta alla mia personalità e alle mie idee sul self-publishing. Le vostre opinioni su questi quattro aspetti quali sono?

45 Commenti

  1. LiveALive
    28 ottobre 2014 alle 07:45 Rispondi

    – offerte speciali
    Certo, perché no? Perché poi l’acquirente ha l’Impressione che sia qualcosa di scarsa qualità? No, secondo me l impressione passa attraverso altri fattori: la copertina per esempio. Se un libro ha una ottima copertina, l’acquirente vuole comprarlo a prescindere dal prezzo troppo basso (casomai troppo alto!). Il fatto che l’offerta sia limitata, poi, dovrebbe far capire che non è un problema di qualità… Ma soprattutto: davvero che si autopubblica su Amazon ha percezione della sua qualità? Davvero uno direbbe: questo mio libro è brutto, quindi lo offro gratis? No, non si rendono conto: C’e l’orrore venduto a cinque euro e perle offerte gratis.

    – brossura
    La prima cosa, in quanto sono io a voler vedere il mio libro anche con aspetto di libro. È questione di soddisfazione personale.

    – i zero novantanove euri
    All’inizio si metteva il prezzo così basso per attaccare il mercato dal punto di vista della convenienza, ma oggi non funziona più, e anzi, si ottiene più visibilità con un prezzo maggiore. Io però i racconti li metterei anche gratis: dicono “be’, sono cinque pagine, non ci perdo neanche troppo tempo se è brutto”, e così ci si fa conoscere.

    • Daniele Imperi
      28 ottobre 2014 alle 14:19 Rispondi

      Sulle offerte speciali io penso sia meglio aspettare un po’.
      Gli ebook gratis su Amazon sì, perché no? Anzi, ora che mi ci fai pensare, seleziono qualche ebook che ho creato per il blog e lo metto anche su Amazon.

      D’accordo sui 99 centesimi.

  2. Carlo Armanni
    28 ottobre 2014 alle 09:20 Rispondi

    Ebook gratis: sì, perché no? Se c’è una possibilità per aumentare i download e quindi far conoscere il prodotto e conseguentemente scalare le classifiche, sinceramente la vedo come una buona mossa di marketing.

    Brossura: come dice LiveALive, anche secondo me è una questione di soddisfazione personale. Tuttavia se si prevede di dare alla luce numerosi ebook di racconti brevi, tale opzione non è proprio il massimo. Magari farei un volume riepilogativo in brossura di quelli più venduti.

    0.99: è più una soglia psicologica, che un prezzo vero e proprio. Tuttavia lo trovo un prezzo equo per un numero di pagine ridotto. Ma se si è sul punto di pubblicare il romanzo della nostra vita, non credo che questo prezzo possa essere ritenuto congruo. Tuttavia nemmeno gli ebook a 10 euro, quando la versione cartacea ne costa poco più, hanno molto senso…

    P.S.: anch’io ho una curiosità sulle promozioni… ci sono autori che piazzano il proprio ebook in promo gratuita anche per più di 5 giorni, basta tener d’occhio alcuni titoli, per rendersene conto. Altri addirittura che vengono venduti direttamente a zero, poiché segnalati in vendita gratuitamente su altri store e cose simili… caro Daniele quando scoprirai l’arcano, puoi farci un post?

    • Daniele Imperi
      28 ottobre 2014 alle 14:21 Rispondi

      La brossura anche secondo me per romanzi, non per brevi racconti. Al massimo crei un’antologia.

      I 99 centesimi sono psicologici, hai ragione.

      Purtroppo non so nulla delle promozioni di Amazon.

  3. Luca.Sempre
    28 ottobre 2014 alle 09:24 Rispondi

    Direi che ci sono vari aspetti da considerare:

    1) Aderire al programma di Amazon per la diffusione gratuita del tuo eBook consente chiaramente di vendere più libri e questo è un bene perchè l’algoritmo di Amazon tende a favorire gli eBook più scaricati, soprattutto nella sezione “chi ha comprato questo ha comprato anche quest’altro” (non mi dilungo oltre ma l’algoritmo fa molte altre cose). Quindi è un’ottima cosa.

    2) Vendere un eBook a 99 centesimi può essere anche una strategia di marketing per un certo periodo di tempo, ad esempio per il lancio del libro, finito il quale (diciamo qualche settimana o magari i primi mesi) si può decidere se alzare il prezzo o meno.

    3) A breve – questa è un’anticipazione – Amazon farà partire il programma Kinlde Scout che permette ai lettori di votare i libri preferiti. I vincitori riceveranno poi un contratto di esclusiva da parte di Amazon che prevede la pubblicazione (in esclusiva appunto) sulla loro piattaforma di tutti i libri pubblicati nei prossimi 5 anni, con un anticipo di 1500 dollari sulle royalties e il beneficio di poter usufruire di speciali campagne marketing (bene). Se nei cinque anni l’autore non avrà raggiunto 25.000 dollari di royalties il contratto si riterrà sciolto.

    4) Create Space è davvero insuperabile per qualità.

    5) Concordo con te che cedere l’esclusiva forse è un po’ troppo lo limitante, ma in fondo dieci anni fa – quando pubblicavi con un editore tradizionale – non vendevi anche a lui l’esclusiva? E di sicuro (ma sicuro sicuro) la promozione che facevano allora gli editori tradizionali sugli eBook era penosa tanto quanto lo è oggi. Amazon ha una marcia in più. Anzi, tre.

    6) Per motivi più o meno noti e altri meno comprensibili, esistono degli standard e delle piattaforme che s’impongono su altre e che alla fine dettano legge tracciando una via (forse non la migliore o in assoluto, ma pur sempre una via). Quando Apple ha lanciato l’iPhone io per primo ho pensato (ma solo io?): cavolo, io voglio un telefono non un mini-televisore. Eppure nel giro di poco tempo tutta l’industria ha assunto quello standard. E oggi non mi sognerei mai di ritornare al vecchio cellulare con la tastiera fisica. Idem per Google (certo, esistono anche altri motori, ma chi li usa?) ecc…

    Quindi – valutando pro e contro – credo che al momento Amazon sia in vantaggio su molti altri competitor, e se gli altri non si svegliano, in futuro autopubblicazione vorrà dire Amazon.
    O forse già è così e bisogna solo prenderne atto.

    • Daniele Imperi
      28 ottobre 2014 alle 14:26 Rispondi

      Non mi pare una buona idea aumentare il prezzo di un ebook.

      3: quel contratto prevede che l’autore per 5 anni non possa pubblicare nulla altrove? E se non supera i 1500 dollari di vendite?

      L’esclusiva la dai a un editore, non a un distributore quale è Amazon.

      • Luca.Sempre
        28 ottobre 2014 alle 15:46 Rispondi

        Per il discorso dell’esclusiva è anche vero che Amazon è già di per se stesso – se si esclude il fatto che comunque l’eBook devi fartelo da solo – un editore. Sarebbe interessante affrontare questo aspetto, perchè secondo me Amazon oggi è molto più editore-distributore che semplice distributore. Anche perchè i normali distributori non si occupano di promozione mentre Amazon sì, anche se con logiche interne alla piattaforma.

        L’anticipo di 1500 dollari c’è a priori. E il libro verrà pubblicato a firma Amazon (torniamo sempre al discorso del labile confine fra editore e distributore in ambito Amazon). Immagino che essendo i testi pubblicati votati dai lettori, si siano fatti molto bene i conti sul ritorno economico, anche perchè comunque si occuperanno in prima persona della promozione.

        Ultimo aspetto da non sottovalutare è l’attenzione degli editori tradizionali verso le opere pubblicate. Avere già dei dati concreti sul risconto – in termini di vendite e voti – da parte dei potenziali lettori rappresenta per gli editori una cartina tornasole non da poco. In pratica Amazon si occuperebbe di fare marketing strategico e operativo al posto delle case editrici.

        Insomma… Ce ne sarebbe da dibattere…

        • Daniele Imperi
          28 ottobre 2014 alle 18:12 Rispondi

          Se danno tutti quei soldi a priori, allora sono sicuri di riguadagnarli. Sarebbe interessante vedere come viene promosso l’ebook.

          Tu dici che gli editori si interessino a queste venditi dei self-publisher?

          • Luca.Sempre
            28 ottobre 2014 alle 22:56

            Si, ormai gli editori (che sono senza una lira) preferiscono andare sul sicuro. Del resto è la stessa Amazon che ha sottolineato questo aspetto. E se lo hanno fatto, stai pur sicuro che gli editori ne sono informati.

            Insomma… Per gli editori è manna dal cielo. Tanto non potrebbero mai e poi mai mettere in campo strategie di marketing operativo come quelle attuate da Amazon. È tutto lavoro in meno. E riduzione del rischio imprenditoriale.

            Solo che a questo punto la domanda sorge spontanea: siamo proprio sicuri che fra qualche anno non ci ritroveremo bestseller Amazon anche in libreria? Come si suol dire… se alla fine uno si rende conto di poter mangiare tutta la torta anzichè una bella fetta, perchè dovrebbe accontentarsi?

            Non ho notizie in tal senso, ma secondo me Jeff Bezos punta a mangiarseli tutti, gli editori. Vuole fregarli sotto il naso… gli ignari compiacenti.

  4. Salvatore
    28 ottobre 2014 alle 09:42 Rispondi

    Oh! Bravo Daniele e grazie anche a Alessando – per aver aperto la strada, almeno tra le mie conoscenze -, questo è un articolo che mi interessa molto. Non adesso, ma fra qualche mese, quando avrò finito il mio romanzo, vorrei fare anch’io questa stessa esperienza. In fondo il romanzo lo sto scrivendo apposta per questo, in realtà.
    Passiamo all’articolo:

    1. Per quanto riguarda l’esclusiva, l’ho ammetto, non ho le idee chiare. Quello che mi frena di più dal diffondere il mio romanzo ai quattro venti, e quindi di conseguenza a non concedere l’esclusiva ad Amazon, è la mia incopetenza tecnica. Certo, la competenza si guadagna sul campo, ma al costo di tempo che non ho. Preferisco usarlo per scrivere. Inoltre Amazon, dicono, ti piazza meglio in classifica se gli concedi l’esclusiva, che per uno sconosciuto quale sono io non è che faccia proprio schifo. Diciamo che devo ancora rifletterci, ma sarei propenso ad accettare.

    2. Mettere il romanzo in offerta gratuita per 5 giorni mi sembra una cosa molto sensata. Non solo per facilitare la scalata alla classifica, ma anche perché non voglio lucrare sugli amici. Visto che quelli che “compreranno” per primi il romanzo sono amici o conoscenti, permettere loro di leggerlo gratuitamente mi sembra giusto. Lasciare poi una recenzione – positiva o meno, a seconda della reale qualità dell’opera – è ovviamente gradito. Anch’io non lo metterei gratuito fin da subito, ma aspetterei. Quanto tempo? Non lo so ancora.

    3. Creare una copia in brossura. Anche su questo sono d’accordo con voi, sicuramente è una cosa che voglio fare. Aggiunge professionalità e spessore all’opera. Poi magari di cartaceo non ne venderò neanche una copia, ma l’opinione che se ne fa l’interlocutore che capita per caso sul mio romanzo sarà sicuramente migliore. Poi magari leggerà anche il mio blog e si ricrederà, ma non importa.

    4. Anch’io avevo pensato alla cosa dei 99 centesimi. Sono d’accordo con il tuo punto di vista. Ma a che prezzo metterlo? Un’idea preliminare ce l’ho: più di 0,99 ma meno di 5 €, sono d’accordo. Poi dipende molto da come mi riesce questo romanzo. Se lo valuto scadente io per primo non lo metto neanche su Amazon.

    5. Una cosa che invece non hai detto e che mi piacerebbe capire è se è possibile rilasciare un anteprima gratuita, tipo le prime 25 pagine o qualcosa di simile. Se è possibile, mi piacerebbe sapere quante pagine si possono rilasciare in anteprima, è una cosa che si può stabilire?

    Bell’articolo Daniele, grazie.

    • Daniele Imperi
      28 ottobre 2014 alle 14:30 Rispondi

      Più di 0,99 e meno di 5 euro: così intendo anch’io. Ma non ho ancora pensato al prezzo.

      Credo che Amazon stabilisca una percentuale massima cui attenersi per l’anteprima.

  5. animadicarta
    28 ottobre 2014 alle 10:19 Rispondi

    Dover dare l’esclusiva ad Amazon non mi piacerebbe affatto, prima di tutto per la questione del formato. Per esempio per visualizzare sul mio Sony il formato kindle devo fare una serie di magheggi (non so neppure se sono legali) e ovviamente questo mi fa desistere spesso dall’acquistare ebook lì. Vorrei quindi dare ai lettori più scelte.

    Però c’è una cosa che non ho capito, forse voi potete spiegarmela. Se si sceglie una piattaforma diversa da Amazon tipo Smashwords, si può vendere anche su Amazon usufruendo dei periodi di promozione? Si entra lo stesso nelle loro classifiche di vendita? Insomma, sarebbe utile capire vantaggi e svantaggi delle varie piattaforme.

    • Alessandro Cassano
      28 ottobre 2014 alle 10:53 Rispondi

      Dover dare l’esclusiva ad Amazon non mi piacerebbe affatto, prima di tutto per la questione del formato. Per esempio per visualizzare sul mio Sony il formato kindle devo fare una serie di magheggi (non so neppure se sono legali) e ovviamente questo mi fa desistere spesso dall’acquistare ebook lì. Vorrei quindi dare ai lettori più scelte.

      Però c’è una cosa che non ho capito, forse voi potete spiegarmela. Se si sceglie una piattaforma diversa da Amazon tipo Smashwords, si può vendere anche su Amazon usufruendo dei periodi di promozione? Si entra lo stesso nelle loro classifiche di vendita? Insomma, sarebbe utile capire vantaggi e svantaggi delle varie piattaforme.

      I periodi di promozione puoi utilizzarli solo se entri nel KDP Select, dando l’esclusiva per il digitale ad Amazon. Se pubblichi con il KDP generico puoi scegliere in qualsiasi momento di variare (anche azzerare) il prezzo, dipende solo da te.

    • Daniele Imperi
      28 ottobre 2014 alle 14:32 Rispondi

      Neanche a me piace l’esclusiva per via del formato dell’ebook. Ma anche perché voglio essere libero. Magari qualche racconto potrò venderlo in esclusiva.

  6. Banshee Miller
    28 ottobre 2014 alle 10:27 Rispondi

    Il problema del self-publisher è che tutti questi aspetti tecnici non gli dovrebbero competere. Invece, proprio perché self-publisher, gli tocca sobbarcarseli. Questa sarebbe roba per editori o esperti del campo. Noi poveracci possiamo solo arrabattarci. 99 va bene per una cosa che si legge in un’oretta, la brossura magari più tardi, dopo aver visto come vanno le vendite. L’offerta gratuita va bene e l’esclusiva è solo una questione di comodità. Se uno vuole “provare” va bebe anche solo Amazon, in base a quell’esperienza lì, poi, può decidere.

    • Luca.Sempre
      28 ottobre 2014 alle 13:36 Rispondi

      Consentimi di non concordare sul fatto che questi aspetti non dovrebbero riguardare i self-publishers. Chi sceglie di autopubblicarsi diventa inevitabilmente un imprenditore, quindi non solo deve conoscere certi aspetti, ma deve farlo anche molto bene. ;-)

    • Daniele Imperi
      28 ottobre 2014 alle 14:34 Rispondi

      Se non vuoi avere sulle spalle questi aspetti tecnici, non scegli il self-publiching :)

      La brossura si può studiare dopo un po’, concordo.

  7. Alessandro Cassano
    28 ottobre 2014 alle 10:45 Rispondi

    Salve, coff coff… faccio prima una piccola precisazione: Amazon consente di non applicare i DRM sull’opera. La scelta è tutta di chi autopubblica.

    Detto questo, sappiate che quando ho pubblicato, Amazon mi offriva una doppia scelta: KDP o KDP Select. Io ho optato per la seconda, che da un lato mi vincola a restare solo su Amazon per il digitale, mentre dall’altro mi offre 5 giorni di promozione gratuita da utilizzare quando voglio nell’arco di un trimestre.

    Perché SOLO su Amazon? Semplice: perché trovo assurdo che altre piattaforme riconoscano all’autore una percentuale dal 15 al 30%. Potrei accettarlo da un editore, che sostiene le spese di editing, impaginazione eccetera, ma non da una piattaforma di self digitale. Amazon garantisce il 70% se il prezzo dell’ebook è superiore ai 2,60 euro. E sinceramente penso che i 3 euro che propongo siano onestissimi per un romanzo di 300 pagine riscritto e revisionato più volte. Al massimo sono gli altri a svalutare il proprio lavoro, perché offrire un romanzo a meno di un euro è meno dignitoso del regalarlo.

    Altro punto: sugli altri store non si vende niente. Detto anche da amici che mi hanno mostrato i dati relativi a ebook che han venduto discretamente. Disperdere le vendite su venti piattaforme diverse è deleterio.

    Perché la promo gratuita? Perché serviva una spinta alle condivisioni. Sono un pinco pallino qualunque, sebbene Obbrobbrio viaggi sui tre-quattrocento visitatori unici al giorno. E occhio, un ebook a 3 euro che viene proposto gratis per un periodo limitato è ben diverso da un ebook che nasce gratuito e lo rimarrà: viene considerato in un’altra maniera, non chiedetemi il perché.

    Ora che centinaia di persone hanno letto il mio ebook, potrei rosicare pensando a quanto ci ho “rimesso” in termini di vendite mancate. Ma non sarebbe stato lo stesso se avessi optato per una promozione a pagamento? Anzi, mi sarebbe costata molto di più.

    Se l’opera vale, saranno il passaparola e Amazon stesso a fare la differenza da qui in avanti. Già il fatto che il mio libro sia una distopia (sebbene umoristica) potrebbe garantirmi visibilità tra i libri consigliati a chi, per esempio, acquisterà titoli ben più blasonati come un “1984”.

    Troppo presto per parlare, tireremo le somme tra qualche mese.

    • Salvatore
      28 ottobre 2014 alle 11:48 Rispondi

      Il cartaceo è pur sempre il cartaceo, perdincibaccolina! Ottima informazione, molto confortante. :)

    • Daniele Imperi
      28 ottobre 2014 alle 14:38 Rispondi

      Non sapevo dei DRM volontari. Scelgo di non applicarli.

      Tutte le altre piattaforme ti danno solo il 15-30%?

      Bisognerebbe avere dei dati di vendita dei vari ebook su tutte le piattaforme.

      1984 e La notte dei truzzi insieme: un bel colpo :D

  8. Alessandro Cassano
    28 ottobre 2014 alle 11:04 Rispondi

    Per quanto riguarda l’esclusiva, l’ho ammetto, non ho le idee chiare

    non solo sull’esclusiva, pare. :P

    Sulla brossura ho limitato al minimo il mio guadagno, per fare in modo che il libro costasse meno di 10 euro. Ebbene, sappiate che ho venduto più brossure che ebook (ovviamente parlo di ebook a pagamento)

    • Daniele Imperi
      28 ottobre 2014 alle 14:39 Rispondi

      Hai venduto più brossure? Strano, no? Perché nella brossura non hai messo il prezzo nella copertina?

  9. Alessandro Cassano
    28 ottobre 2014 alle 11:10 Rispondi

    Il problema del self-publisher è che tutti questi aspetti tecnici non gli dovrebbero competere. Invece, proprio perché self-publisher, gli tocca sobbarcarseli. Questa sarebbe roba per editori o esperti del campo. Noi poveracci possiamo solo arrabattarci. 99 va bene per una cosa che si legge in un’oretta, la brossura magari più tardi, dopo aver visto come vanno le vendite. L’offerta gratuita va bene e l’esclusiva è solo una questione di comodità. Se uno vuole “provare” va bebe anche solo Amazon, in base a quell’esperienza lì, poi, può decidere.

    dipende da quanto vuoi sbatterti e dal tipo di controllo che vuoi avere sull’opera. Io voglio decidere prezzo, titolo e taglio dell’editing. Un editore in genere ti sbatte la brossura a 14 euro e l’ebook a 9,90. Di certo avranno le loro ragioni, ma un esordiente in questo modo non venderà mai. A parte il nostro web-circolino, il lettore medio non si basa sul nome dell’editore quando sceglie un libro da leggere.

  10. Carlo Armanni
    28 ottobre 2014 alle 11:54 Rispondi

    Sulla brossura ho limitato al minimo il mio guadagno, per fare in modo che il libro costasse meno di 10 euro. Ebbene, sappiate che ho venduto più brossure che ebook (ovviamente parlo di ebook a pagamento)

    Alessandro,
    dovresti proprio pubblicare un post con queste tue esperienze, sarebbe davvero molto interessante per chi come me Amazon lo usa fondamentalmente solo per acquistare, ed è all’oscuro della maggior parte delle informazioni riguardanti il self-publishing…

    • Alessandro Cassano
      28 ottobre 2014 alle 12:19 Rispondi

      Ciao Carlo,
      ci ho pensato ma credo sia più opportuno aspettare in quanto ho pubblicato da poco più di un mese ed è ancora presto per tirare le somme in maniera decente.

    • Salvatore
      28 ottobre 2014 alle 13:07 Rispondi

      Glielo avevo chiesto anch’io, ma fa orecchie di mercante… :P

  11. Ivano Landi
    28 ottobre 2014 alle 17:41 Rispondi

    Io una volta a Stoccolma ho incontrato per strada un tipo che vendeva cd autoprodotti. Un amico che era con me ed era interessato al genere di musica (reggae) gli ha chiesto il prezzo. La risposta è stata: “Dipende da come te la passi. Se te la passi bene costa 1500 corone (15 euro), se te la passi mediamente costa 1000 corone (10 euro), se te la passi male costa 500 corone (5 euro)”. Il mio amico gli ha comprato il cd per 1000 corone. Nessuno ha mai pensato a edizioni autoprodotte con prezzi differenziati su base volontaria? Per esempio: 0.99 – 2.99 – 4.99?

    • Ivano Landi
      28 ottobre 2014 alle 17:43 Rispondi

      Scusate. Volevo dire 150, 100 e 50 corone. Altrimenti le cifre diventano 150, 100 e 50 euro. Decisamente troppo per un cd :P

    • Luca.Sempre
      28 ottobre 2014 alle 17:52 Rispondi

      Si certo Ivano, vendere ad esempio infoprodotti dal proprio sito è pratica diffusa sul web. Ma devi una tua piattaforma digitale (non certo blogger o wordpress.com).

      • Ivano Landi
        28 ottobre 2014 alle 18:30 Rispondi

        No, Luca, non stavo pensando a vendita diretta dal proprio sito, ma a piattaforme come Amazon. In pratica io realizzo tre edizioni diverse della mia opera con tre fasce di prezzo diverse, che magari variano per la copertina. Potrebbe esserci per esempio una black edition a un prezzo e una red edition a un altro prezzo.

    • Daniele Imperi
      28 ottobre 2014 alle 18:14 Rispondi

      Forse a Stoccolma la vendita in quel modo funziona, ma qui tutti pagherebbero 5 euro…

  12. Alessandro Cassano
    28 ottobre 2014 alle 18:01 Rispondi

    di fatto, senza una partita IVA la vedrei dura con la finanza.

    Si tratterebbe pur sempre di commercio

  13. Alessandro Cassano
    28 ottobre 2014 alle 18:02 Rispondi

    Hai venduto più brossure? Strano, no? Perché nella brossura non hai messo il prezzo nella copertina?

    non ci ho pensato…

  14. franco zoccheddu
    28 ottobre 2014 alle 19:59 Rispondi

    Non so che dirti. Io sono un semplice: scrivo e sogno. Pubblicherò, forse. Forse non pubblicherò mai. Amazon, Mondadori, da solo. Chi lo sa? Venderò ogni copia del mio libro porta a porta nella mia città o nella città agli antipodi. Davvero. Non lo so. E’ troppo complicato per me. Forse bisogna avere qualcosa nella mente che ti guida con la forza di un uragano, nonostante tutto e tutti. Credo di essere solo un semplice insegnante. Ma continuo a seguirti, questo è certo.

    • Daniele Imperi
      28 ottobre 2014 alle 20:13 Rispondi

      Cosa trovi troppo complicato? Pubblicare per conto tuo?

      • franco zoccheddu
        29 ottobre 2014 alle 18:43 Rispondi

        Trovo complicato tutto il mondo che orbita intorno a un povero diavolo che ha semplicemente voglia di scrivere e farsi leggere. Ma so che devo accettare la complessità del mondo, quindi avanti pure con Amazon, autopubblicazioni, forum, ilmiolibro, lulu, etc etc. A fine scrittura mi aspetta tutto ‘sto calvario. Non sono un pratico-concreto-decisionista come te Daniele: sono più del genere “rifletti, poi pensa, poi rifletti ancora, poi fatti delle domande, poi ancora rifletti” e trascorro la vita a riflettere.

        • Daniele Imperi
          29 ottobre 2014 alle 19:30 Rispondi

          Dai, non credo sia nulla di complicato. Poi ci siamo sempre noi a darti una mano :)

  15. Lisa Agosti
    29 ottobre 2014 alle 05:18 Rispondi

    Io stavo leggendo l’estratto de “la notte dei truzzi” quando ho letto sul blog di Alessandro che per ventiquattr’ore l’e-book sarebbe stato gratuito e l’ho scaricato. Lo stesso mi è successo con un altro e-book il mese scorso. Quindi per quanto mi riguarda penso che sia una bella idea quella dell’offerta speciale, sicuramente lo farò anch’io se e quando partorirò un romanzo.

    • Daniele Imperi
      29 ottobre 2014 alle 08:47 Rispondi

      A me però viene da chiedere: quanti fra quelli che scaricano un ebook gratis lo avrebbe pagato?

  16. Alessandro Cassano
    29 ottobre 2014 alle 10:44 Rispondi

    A me però viene da chiedere: quanti fra quelli che scaricano un ebook gratis lo avrebbe pagato?

    In linea generale alla gente piace scaricare ma non pagare :)

  17. Lisa Agosti
    29 ottobre 2014 alle 16:42 Rispondi

    è una domanda che mi sono posta anch’io, ma mi sono risposta che non importa chi lo avrebbe pagato. L’importante è ottenere più visibilità possibile. Essendo il primo romanzo la gente non conosce l’autore, è difficile che sborsi, anche solo 2,99€.
    Se io, lettore, scommetto su un autore a scatola chiusa, e il libro mi delude, sarò ancora più critico nei suoi confronti. Se invece scarico un libro gratuito ed è bello, mi piacerà ancora di più e probabilmente lo nominerò ai miei amici. Alessandro potrebbe aver perso dieci compratori oggi, ma dieci scaricatori felici potrebbero trasformarsi in cento compratori domani.

    • Daniele Imperi
      29 ottobre 2014 alle 18:31 Rispondi

      Certo, ma c’è da considerare che i lettori sono pronti a comprare libri di autori sconosciuti, se pubblicati da un editore.

      Il tentennamento è dato dal binomio sconosciuto-selfpublishing.

  18. Alessia Savi
    30 ottobre 2014 alle 21:11 Rispondi

    A quel che so Amazon non vuole l’esclusiva. Se gliela concedi, hai la possibilità di poter mettere l’ebook “a noleggio”, ovvero in una biblioteca virtuale in cui guadagni una percentuale da ogni prestito. Lo puoi fare però solo se Amazon ha l’esclusiva.
    A parte questo, credo che l’idea di poter stampare il proprio romanzo e lasciare la facoltà ai lettori sia importante.
    Ebook gratis: per me è anche una manifestazione d’affetto verso i lettori. Se mi leggi in modo assiduo, mi segui, mi sproni a fare sempre meglio e mi supporti perché non posso offrirti la possibilità di ringraziarti? Io vedo questa opzione in questo, e trovo un po’ limitante il pensiero che un ebook gratuito sia un ebook di serie B.
    Chi lo dice?
    Non sta scritto da nessuna parte (sono polemica contro le regole dettate dal web, si nota? =P)
    Sul prezzo concordo: dipende dalla lunghezza del romanzo. Io mi sentirei in colpa a far pagare 99 centesimi un racconto di dieci pagine!

    • Daniele Imperi
      31 ottobre 2014 alle 07:55 Rispondi

      Concordo sulla brossura.
      Per l’ebook gratis è vero che gratis non significa per forza di bassa qualità, ma un autore sconosciuto che mette gratis da subito un suo ebook come sarà percepito dalla massa?
      Neanche io amo molto le regole dettate dal web :)

      Un racconto di 10 pagine lo metto gratis. A 99 centesimi metterò un racconto lungo.

Lasciami la tua opinione

Nome e email devono essere reali. Se usi un nickname, dall'email o dal sito si deve risalire al nome. Commenti anonimi non saranno approvati.