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Le recensioni di luglio e agosto 2011

recensioniTornano le recensioni dei libri, che ho scritto e pubblicato nei mesi di luglio e agosto sul blog Libri da leggere. In tutto sono quattro romanzi, letti due a luglio e due ad agosto.

I quattro romanzi recensiti sono un poliziesco, una storia drammatica, un horror e uno che ho classificato nel fantasy, anche se in realtà è apocalittico.

Il segno dei quattro di Sir Arthur Conan Doyle

Secondo romanzo e seconda avventura dell’investigatore privato creato da Conan Doyle nel 1887. Ancora una volta è Watson a narrare la storia, che ho trovato meno avvincente della precedente.

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Il buio fuori di Cormac McCarthy

Non so perché sia stato sottotitolato in italiano “Una fiaba apocalittica”. Non ha nulla della fiaba e non si parla di nessuna apocalisse, tranne quella prettamente umana. Questo romanzo di Cormac McCarthy è un’altra tremenda storia, che racconta l’uomo nella sua più cupa debolezza.

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L’estate di Montebuio di Danilo Arona

Ho acquistato questo libro perché da tempo volevo leggere Danilo Arona, considerato un maestro dell’horror. Ne ho approfittato perché è da poco uscito il suo ultimo romanzo, Malapunta, l’opera ritrovata dello scrittore suicida Morgan Perdinka.

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Goetia di Riccardo Coltri

Goetia è un romanzo ambientato in un’Italia apocalittica. Scenari postbellici, dove tutto è macerie e si accenna a una guerra devastante che ha distrutto città e paesaggi. Bande armate, città fortificate, vagabondi: i classici ingredienti del filone apocalittico, che abbiamo anche conosciuto nel romanzo di McCarthy La strada.

Continua a leggere Goetia di Riccardo Coltri.

2 Commenti

  1. franco zoccheddu
    3 settembre 2011 alle 14:57 Rispondi

    Di McCarthy ho letto qualche anno fà “Oltre il confine” e “Non è un paese per vecchi”. Prosa asciutta, disincantata. Coglie qualcosa di assolutamente profondo dell’animo umano e dell’esistere in questo mondo, dove noi ci consumiamo mentre tutto il resto ci sovrasta e sopravvive. Lo leggerò ancora.

  2. Daniele Imperi
    4 settembre 2011 alle 16:40 Rispondi

    Hai ragione, anche io quando ho letto McCarthy la prima volta, non ho più smesso.

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