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Da ragazzino volevo fare lo scrittore

Da ragazzino volevo fare lo scrittore

Quando si è piccoli si hanno pensieri strani in testa. Sogni che da adulti, difficilmente, diventano realtà. Da ragazzino sognavo di diventare scrittore. Non mi sono mai piaciuti lavori e professioni redditizi, basti pensare che quando avevo giusto una manciata di anni aspiravo a essere arrotino e stracciarolo…

Dunque sognavo di scrivere romanzi. Non ricordo minimamente, però, come era nata questa passione per la scrittura, anche perché a quell’età mi tenevo ben lontano dai libri e prendevo la penna soltanto a scuola e per fare i compiti – a quell’epoca di computer neanche l’odore.

Quello che ricordo è un diario. Un diario di scuola vecchio che usavo per appuntare qualcosa. I miei diari potevano essere riutilizzati spesso, visto che evitavo accuratamente di scriverci i compiti da fare e le lezioni da seguire. Se a casa, leggendo il diario, mi chiedevano “Ma non hai niente oggi?”, io rispondevo con un tranquillo “No”.

Torniamo ai romanzi. Avevo preparato una lista di circa 20-30 libri da scrivere, uno più triste e angosciante dell’altro, uno più instabile e inutile dell’altro. Ricordo anche due tre titoli, ma non è il caso di renderli pubblici per l’infantile ingenuità che li aveva creati.

Un romanzo era sulla schiavitù d’America (da notare che il titolo era in latino). Un altro di fantascienza (non sapevo di cosa parlare, ma era ambientato nel 3000). E ce n’era perfino uno post-apocalittico, in cui l’uomo si era estinto e animali e piante avevano continuato a vivere, usando e migliorando non si sa come la scienza.

Chissà che fine ha fatto quel diario. Ormai sono trascorsi oltre 30 anni e le sue pagine e i miei sogni adolescenziali di fare lo scrittore si staranno consumando in qualche discarica romana assieme ad altri rifiuti. O magari è ancora a casa da qualche parte, in cantina, chissà dove, ad ammuffire e ingiallire insieme ai titoli sbiaditi dei romanzi che speravo di scrivere.

E poi venne il fantasy. E il bello è che giunse senza che io avessi mai letto nulla di quel genere – e a dire la verità quasi nulla in genere. Però mi innamorai del fantasy già da ragazzo in via di diventare adulto: bastò la copertina de La Spada di Shannara.

Ho già parlato in un altro articolo di come iniziai a scrivere il mio primo romanzo fantasy e adesso, con un bel po’ di anni in più sulle spalle e qualche centinaio di libri in più letti, sono ancora qui a tentare di scriverne uno. Il romanzo non è più lo stesso, nel frattempo ha subito cambiamenti geografici, epocali, strutturali. Ha modificato titoli, storia e personaggi.

Ma il sogno di diventare scrittore è rimasto lo stesso.

40 Commenti

  1. Francesca Oliva (@checcao)
    9 luglio 2013 alle 10:54 Rispondi

    Credo che la maggior parte di noi amanti della scrittura da piccolo volesse diventare scrittore… io pure, ma poi verso i 20 anni ho cambiato idea e ho abbandonato la scrittura per un nuovo sogno: creare le sorprese dell’ovino Kinder :D Come è andata lo sappiamo tutti…
    Ti auguro di scrivere il più bel libro di sempre e sappi che io lo comprerò ;)

    • Daniele Imperi
      9 luglio 2013 alle 10:59 Rispondi

      Benvenuta nel blog, intanto :)

      A me quel sogno è venuto prima che capissi che mi piaceva scrivere… sono sempre stato un po’ contorto :D

      Beh, non è male il sogno di creare le sorpresine :)

      E grazie per l’augurio e per l’acquisto futuro ;)

  2. MikiMoz
    9 luglio 2013 alle 12:15 Rispondi

    Bellissimo articolo, bel tuffo nel passato (e nel presente).
    Che dire, alcune cose le abbiamo persino in comune (come era logico aspettarsi).

    Io ho sempre sognato di creare una rivista.
    Ne facevo tantissime, specie con un mio amico: prendevamo i fumetti da Topolino e altri giornali che avevano la medesima misura, inventavamo articoli, creavamo storie scritte ad episodi, c’eran le rubriche.

    Era il mio sogno e in fondo l’ho coronato col Moz o’Clock :)

    Moz-

    • Daniele Imperi
      9 luglio 2013 alle 12:20 Rispondi

      Grazie ;)

      Da bambino anche io ho fatto una rivista, ritagliando foto da giornali e riviste :D

      Vero: la rivista alla fine l’hai fatta col blog ;)

      • MikiMoz
        9 luglio 2013 alle 12:59 Rispondi

        Quindi abbiamo la rivista in comune? Ehehe, allora mi puoi capire!^^

        Moz-

        • Daniele Imperi
          9 luglio 2013 alle 13:24 Rispondi

          Io ce l’ho ancora da qualche parte :D

          • MikiMoz
            9 luglio 2013 alle 13:38

            Pure io!! E ti dirò di più, questa cosa è da tempo in agenda per essere esposta sul blog!
            Se ritrovi la tua… voglio vederla! :)

            Moz-

  3. Laura Bottazzi
    9 luglio 2013 alle 12:41 Rispondi

    Beccata! Anch’io sognavo di fare la scrittrice! Ho scritto interminabili diari che ora sono rinchiusi in uno scatolone. Magari al loro interno potrebbe esserci il materiale per scrivere un libro… che dici, sarà il caso di “riesumarli”?
    In bocca al lupo! :)

    • Daniele Imperi
      9 luglio 2013 alle 12:56 Rispondi

      Ciao, Laura, benvenuta nel blog :)

      Certo, tirali fuori e dagli un’occhiata. Al massimo, saranno ricordi che riemergono :)

  4. Daniele Imperi
    9 luglio 2013 alle 13:52 Rispondi

    MikiMoz

    Pure io!! E ti dirò di più, questa cosa è da tempo in agenda per essere esposta sul blog!
    Se ritrovi la tua… voglio vederla! :)

    Moz-

    Ma che figure vuoi farmi fare? :D

    Ok, vedo di trovarla :)

  5. KINGO
    9 luglio 2013 alle 17:54 Rispondi

    Io da piccolo avevo un sogno piu’ appariscente del tuo: volevo creare la macchina del tempo.
    Poi pero’ mi sono ridimensionato, e ho deciso che mi bastava fare l’astronauta.
    Finito il liceo, mi sono ridimensionato ulteriormente e ho deciso di diventare un semplice scienziato.
    Da un anno a questa parte, pero’, ho abbassato ulteriormente il tiro, e mi sono messo in testa di scrivere un libro di fantascienza.
    Non so come andra’ a finire, ma ho il timore che in futuro l’unica cosa che faro’ sara’ parlare di scienza al tavolo di un bar…

    • Daniele Imperi
      9 luglio 2013 alle 17:56 Rispondi

      Kingo, bisogna sempre pensare in grande :)
      Scegli un sogno fattibile: scrivere un libro di fantascienza lo è.

      • KINGO
        9 luglio 2013 alle 18:05 Rispondi

        Il punto e’ che il sogno deve diventare un obiettivo, e l’obiettivo deve sfociare in un progetto. Altrimenti non si va da nessuna parte.
        E poi, bisogna essere consapevoli delle proprie capacita’. Ho scritto e pubblicato un romanzo fantasy, e di questo vado fiero. Ma con la fantascienza non sara’ cosi’ semplice…

        • Daniele Imperi
          9 luglio 2013 alle 18:23 Rispondi

          E ti pare niente? Non è detto che deve essere semplice, altrimenti il mondo sarebbe pieno di scrittori.

          Crea il progetto e dividilo in passi da compiere.

  6. Cristiana Tumedei
    9 luglio 2013 alle 20:16 Rispondi

    Quando stamane ho letto il post ho ripensato un sacco, cercando di ricordare quale fosse il mio sogno da ragazzina. E sai cos’è successo, Imperi? Nulla! O meglio, ho capito che io le idee ben chiare non le ho mica mai avute :D

    Ho sempre sognato di fare così tante cose – e di così grande spessore – che, alla fine, alla soglia dei 30 mi ritrovo a fare la mamma e a occuparmi di comunicazione.

    Adoro quello che faccio, ma a volte mi chiedo cosa sarebbe accaduto se avessi cercato di seguire i miei sogni… e siccome detesto di non averci provato, ora cerco di spronare gli altri a farlo ché per me, per certi versi, ormai è tardi.

    Dicevo, un gran bel post… in fondo, mi vien da pensare che il tuo sogno di diventare scrittore non sia così irrealizzabile. Anzi, tutto il contrario. Quindi, basta parlarne e inizia a scrivere!

    Fra qualche tempo potrò leggere il tuo libro a mia figlia e, magari, occuparmi pure della promozione ;)

    • Daniele Imperi
      9 luglio 2013 alle 20:22 Rispondi

      Guarda che anche io ho sognato di fare tantissime cose… e alla fine non ne ho fatta nessuna…

      Anche a me piacerebbe occuparmi di comunicazione, anche se non fare la mamma, magari il papà mi riesce meglio :D

      E non credo comunque sia tardi per i tuoi sogni, dipende dai sogni poi.

      Grazie per il complimento, io invece quando l’ho riletto mi sono chiesto perché l’abbia pubblicato: non dice nulla e non è utile a chi legge.

      A iniziare a scrivere si vedrà, in questo periodo non ho creatività per la narrativa. Ma quando sarà, potrai occuparti della promozione volentieri :)

      • Cristiana Tumedei
        9 luglio 2013 alle 20:35 Rispondi

        Secondo me la tua idea di utilità di un post è un tantino rigida… se posso, ti dico perché secondo me questi contenuti funzionano :)

        Innanzitutto condividi con i tuoi lettori qualcosa che davvero ti appartiene: una considerazione che va oltre la semplice riflessione. In più hai la “fortuna” che questo sogno sia condiviso da parecchi, soprattutto nel nostro paese.

        Pubblicando un post del genere entri in contatto profondo con i lettori, che possono rivedersi in te e traggono fiducia dal fatto che anche altri vivano esperienze simili. Non so, a me pare si possa definire empatia.

        Ecco, questo è un contenuto empatico e funzionale al rafforzamento del tuo rapporto con i lettori. Quindi è importante pubblicarlo, perché ti consente di approfondire il legame.

        Ora, invece, ti dico perché da lettrice l’ho apprezzato. Il motivo è semplice: mi permette di conoscerti, di capire come sei fatto. E questo è positivo perché rende meno freddo il rapporto blogger/utente. Mi sento propensa a darti ancora più fiducia, perché la sensazione è quella che tu mi abbia fatto una confessione personale.

        D’accordo, forse il mio lavoro mi porta ad analizzare i contenuti in maniera fin troppo macchinosa. Ma, alla fine, credo che nulla avvenga per caso. E quando dici che, inaspettatamente, i post che ricevono più seguito sono quelli su cui non avresti mai scommesso, in un certo senso è come se confermassi questa mia tesi.

        Prova a fare un esperimento, se ti va. Dai un’occhiata ad Analytics e stila l’elenco dei post più letti (mi raccomando soffermati sul traffico dai referral, ché secondo me è uno dei dati più importanti). Controlla, poi, le condivisioni e i commenti ottenuti da quei post e vedi se i valori collimano.

        Questo per verificare cosa? Semplicemente la tipologia di contenuto più apprezzata dai lettori. Ma, forse, è sufficiente che dai un’occhiata al footer… basta, la smetto! ;)

        • Daniele Imperi
          9 luglio 2013 alle 20:42 Rispondi

          Le tue riflessioni sono sempre importanti per me, perché mi fanno capire parecchie cose.

          Hai ragione sull’empatia, e forse anche sul fatto che sono troppo rigido. In effetti il blogging non è solo pubblicare post accademici, tecnici, ma anche riflessivi.

          Ora controllo su Analytics quei dati e ti farò sapere… nel senso che spero di aver capito dove andare a guardare :D

  7. Kinsy
    9 luglio 2013 alle 23:22 Rispondi

    Anch’io sognavo di diventare scrittrice e allora ero molto più costante di ora: a parte il diario, dove annotavo qualcosa praticamente ogni giorno, ma scrivevo molti racconti, frutto di una fervida immaginazione. Non ricordo proprio chi o cosa mi abbia fatto perdere tutto questo entusiasmo, ma se mi dovesse capitare di scoprirlo, scatenerò la mia vendetta! Ovviamente sto scherzando, ma mi sono detta spesso che dovrei ritrovare quell’entusiasmo e quella fantasia che ho perso per strada: allora scrivevo davvero per me stessa, senza temere il giudizio degli altri…

    • Daniele Imperi
      10 luglio 2013 alle 07:30 Rispondi

      Ritrovare entusiasmo e fantasia è importante, altrimenti non si riesce proprio a scrivere nulla, o almeno a scrivere qualcosa di decente.

  8. Giuliana
    9 luglio 2013 alle 23:34 Rispondi

    Ecco, Daniele, in questo post riesco a percepire il pessimismo di cui parlavi qualche articolo fa ;)
    Però concordo con Cristiana sulla sua utilità: non solo condividi una parte importante di te con il lettore, ma lo spingi a sua volta a rivolgere su di sé le tue riflessioni. Ecco allora il mio contributo.

    Io da piccola ho sognato di fare – nell’ordine – l’archeologa, l’astronauta, l’avvocato. Infine la scrittrice, ed è questo il sogno che è rimasto. Leggo da quando ho 5 anni, scrivo da quando ho imparato a farlo. A 13 o 14 anni ho scarabocchiato su una Smemoranda quello che potrei definire il mio primo libro, un mix tra La Storia Infinita, Labyrinth e chissà quali altri fantsy. Alle superiori ho partecipato a due concorsi di scrittura, classificandomi prima in uno e seconda nell’altro; a quell’età è sufficiente per farti credere di essere bravo, di valere qualcosa.

    Poi, con la maggiore età, sono cambiate tante cose; e, soprattutto, sono cambiata io. E’ come se il fuoco che ardeva dentro di me si fosse spento, soffocato dalla realtà e dalla razionalità. Pensieri come: il mondo è pieno di gente che scrive meglio di me, ho già tanti problemi a cui pensare, devo cercare un lavoro vero perché di sogni non si vive, non ho idee abbastanza buone da poter condividere, e se ciò che scrivo non piacesse?…

    Il fuoco è rimasto sopito per parecchi anni, soffocato dalle paure e dalle insicurezze. Finché un giorno una scintilla, scaturita da chissà dove, l’ha riacceso. Non so come e perché sia successo, so solo che è stato un processo naturale e obbligato; come se quella voglia fosse rimasta nascosta per evolversi e maturare, uscendone fuori ancora più intensa di prima.

    Oggi non mi pongo più tante domande. So che amo scrivere più di ogni altra cosa al mondo e che non c’è null’altro che io sappia fare bene. Non so se riuscirò mai a finire un libro, nè tanto meno a pubblicarlo. Ma quello che so con assoluta certezza è che non abbandonerò mai questo sogno, nè smettero mai di provare a realizzarlo. Perché questa sono io e questo è quello che mi dice il cuore. Non posso fare finta di non sentirlo.

    • Daniele Imperi
      10 luglio 2013 alle 07:33 Rispondi

      Grazie del contributo :)
      Anche a me sarebbe piaciuto fare l’archeologo e l’astronauta :D

      Hai detto bene: se scrivere ti fa sentire te stessa, allora devi continuare a farlo.

  9. franco zoccheddu
    9 luglio 2013 alle 23:59 Rispondi

    Bellissimo articolo, ma ancora meglio le risposte.
    A rischio di ripetermi: non c’è età per i sogni! Ne ho 48 e voglio terminare assolutamente il mio romanzo, ormai ben definito e prossimo ad un termine.
    Non parliamo del blog: è primordiale, layout assolutamente superato, difettoso in tutto, ma è mio e non me ne staccherò più (visitatemi!).
    Posso permettermi una domanda per Cristiana Tumedei e per Daniele simultaneamente? Proposi tempo fà il mio scritto ad una casa editrice, piccola ma seria, che mi espresse un certo interesse invitandomi a terminare al più presto. Per ora non ho finito, ma comincio a pensare ad una autopromozione.
    Ora, la domanda è semplice: voi due vi occupate (= vi occupereste) anche di “costruire” un ambiente interattivo via rete tra un autore e il suo potenziale pubblico?

    • Daniele Imperi
      10 luglio 2013 alle 07:41 Rispondi

      Grazie, Franco.
      Per rispondere alla tua richiesta, io al momento non ho tutte le competenze adatte per creare un ambiente del genere, ma mi sto attivando in questo senso.

    • Cristiana Tumedei
      10 luglio 2013 alle 07:55 Rispondi

      Salve Franco,
      provo a rispondere alla tua domanda.

      Se ho ben capito vorresti creare una sorta di community: una relazione attiva di scambio e confronto con gli utenti/lettori in rete.

      Se è così, credo che Imperi si sottovaluti. Puoi attingere ai suoi consigli in termini di marketing editoriale e, nel caso volessi farmi qualche domanda, non ti fare remore. Se potrò risponderti lo farò molto volentieri :)

    • KINGO
      10 luglio 2013 alle 10:57 Rispondi

      Franco, Daniele è un tuttologo della scrittura in rete, non può e non deve specializzarsi in una cosa simile!!
      Va beh, dai, ovviamente scherzo, comunque per te credo che la cosa migliore sia trovare una community di scrittori indipendenti.
      Lascia stare gli editori, il 90% sono trufaldini, il 9% sono incapaci di farti realmente emergere, e il restante 1% è grande, non truffa, è capace, ma… fa andare avanti solo i raccomandati.

  10. Cristiana Tumedei
    10 luglio 2013 alle 14:47 Rispondi

    Scusate, mi reinserisco nella conversazione perché la trovo molto interessante. Qui si potrebbe aprire un confronto molto più ampio sulla figura dello scrittore, il ruolo delle case editrici e le strategie di comunicazione che oggi si possono adottare.

    Siccome vorrei evitare di lanciarmi in un monologo sterile e per nulla produttivo, colgo al volo l’occasione per proporvi un’idea che da tempo mi accompagna.

    Perché non pensare a un vero confronto su questi temi? Sai Imperi, sarebbe interessante organizzare degli incontri pubblici su G+ o Skype per discutere di questi temi. Ne nascerebbe del materiale interessante. Cosa ne pensi?

    • Daniele Imperi
      10 luglio 2013 alle 15:30 Rispondi

      Sulla figura dello scrittore, il ruolo delle case editrici e le strategie di comunicazione sto preparando un post monumentale (che t’avevo accennato) che uscirà il 1° settembre :)

      Che intendi per incontri pubblici? Una community su G+? In due giorni si riempirebbe di spam: ne ho cancellate due.

      O parli di video? In quel caso la vedo dura per me, primo perché non ho un posto tranquillo in cui stare in silenzio e poi perché sono allergico ai video. :)

      Mi riuscirebbe più facile organizzare una sorta di “raduno”, se vogliamo usare questo termine.

      • Cristiana Tumedei
        10 luglio 2013 alle 15:48 Rispondi

        In effetti intendevo o un hangout o una videoconferenza. L’incontro in presenza lo vedo più complicato, anche se non impossibile!

        • Daniele Imperi
          10 luglio 2013 alle 15:50 Rispondi

          Sì, l’incontro dal vivo è più complicato e soprattutto per avere presenze occorrono numeri (visite, traffico, ecc.) che io non ho.

          Il problema delle videoconferenze è che io non so parlare proprio in pubblico, ho un blocco…

          • Cristiana Tumedei
            10 luglio 2013 alle 15:53

            Mica devi tenere una conferenza, Imperi :D

            Si tratterebbe di una chiacchierata tra conoscenti. Per confrontarsi e scambiarsi consigli/opinioni. Pensaci, ché secondo me potrebbe essere una bella occasione per Penna blu.

  11. franco zoccheddu
    10 luglio 2013 alle 15:46 Rispondi

    In effetti il cuore della mia domanda è rimasto un po’ nascosto, perchè intendevo: vi occupereste PER LAVORO degli aspetti comunicativi di un esordiente nei confronti del suo potenziale pubblico? Vi risulta che sia possibile gestire “a distanza” via internet (= tutte le possibili vie di comunicazione permesse dalla rete) tutta l’attività promozionale di un autore,e soprattutto, vi risulta che esistano autori che lo facciano? Conoscete qualcuno che l’ha fatto?

    • Cristiana Tumedei
      10 luglio 2013 alle 15:51 Rispondi

      Credo che dal punto di vista professionale sarebbe avvincente. La comunicazione digitale oggi è imprescindibile per un autore ed esistono esempi – anche di esordienti – piuttosto positivi.

      Tuttavia sono convint che il progetto di comunicazione di uno scrittore debba contemplare sia i canali tradizionali, che i nuovi media.

      Ripeto: se ti servono consigli chiedi pure! Imperi è molto preparato in materia ;)

    • Daniele Imperi
      10 luglio 2013 alle 15:52 Rispondi

      È gestibile senz’altro online. Credo ci siano autori che lo facciano, ma non so farti esempi. Per occuparmene, come dicevo, non mi sento preparato.

      • Cristiana Tumedei
        10 luglio 2013 alle 15:55 Rispondi

        Imperi, non ti sminuire! Hai tutte le competenze necessarie. Eccome, se le hai!

        E sì, l’autore deve assolutamente promuoversi e farsi conoscere dai suoi lettori. In questo l’ambiente digitale offre grandi possibilità.

        • Daniele Imperi
          10 luglio 2013 alle 16:00 Rispondi

          No, Tumedei, non le ho. So qualcosa, ma per esempio non ho mai organizzato alcuna promozione off line e non saprei neanche da dove cominciare.

          Un conto è online, di cui qualcosa conosco, ma non tutto ciò che c’è da sapere (ecco perché vorrei frequentare dei corsi) e un conto è anche nella realtà. Lì stiamo parlando di pubbliche relazioni (su cui sono negato) e di marketing puro, che non è di mia competenza.

  12. Daniele Imperi
    10 luglio 2013 alle 15:58 Rispondi

    Cristiana Tumedei

    Mica devi tenere una conferenza, Imperi :D

    Si tratterebbe di una chiacchierata tra conoscenti. Per confrontarsi e scambiarsi consigli/opinioni. Pensaci, ché secondo me potrebbe essere una bella occasione per Penna blu.

    Ho capito, in quel caso è diverso.

    Resta il fatto che ora non ho un ambiente in cui poter parlare. A casa mi è impossibile e per fare una cosa del genere devo essere solo. Se ne riparla in futuro, quindi.

  13. Alessandro Madeddu
    11 luglio 2013 alle 23:52 Rispondi

    Io sospettavo che l’avrei finita disoccupato. Da bambino avevo già la stoffa del profeta.

  14. Lucia Donati
    13 luglio 2013 alle 15:04 Rispondi

    Da piccola avevo passione per: archeologia, astronomia e le scienze naturali come la geologia. Molto dopo è venuto l’interesse per la filosofia. L’esigenza di scrivere nella mia lingua si è fatta forte però quando, per un certo periodo, ho dovuto abitare in Germania: è stato lì che ho scritto il mio primo libro.

  15. Smettere di scrivere
    6 settembre 2013 alle 15:00 Rispondi

    […] è da sempre la mia passione, sogni di ragazzino che inseguiva qualcosa che oggi, da adulto, ancora insegue e non raggiunge, come un cacciatore di […]

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