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Come inviare un racconto a un concorso letterario

Concorso letterarioSono due volte che partecipo come giurato al concorso ideato assieme al sito La Tela Nera Una penna per Poe, dedicato allo scrittore americano. La prima edizione prevedeva un racconto ispirato alle sue opere, mentre la seconda era legata al giallo e al poliziesco.

Leggendo quei racconti mi sono fatto un’idea, negativa, sui partecipanti ai concorsi letterari. È emerso un preciso profilo dell’aspirante scrittore che invia i suoi racconti ai concorsi letterari nella speranza di emergere, di farsi notare, di aggiungere un punto nel suo curriculum.

Errori più comuni nei racconti inviati

  1. Regolamento: il partecipante non legge il regolamento. Il concorso era per racconti e c’è stato chi ha inviato un romanzo. Un romanzo, capite? La lunghezza era compresa fra i 10000 e i 30000 caratteri e c’è chi ha mandato racconti di 8000 caratteri e chi di 40000.
  2. Scrittura: dai testi inviati si nota come la maggior parte dei partecipanti non abbia molta esperienza nella scrittura. Gli scritti erano pieni di errori di punteggiatura, refusi, errori grammaticali, ripetizioni. È chiaro che solo pochissimi dei partecipanti abbia fatto leggere ad altri i propri testi.
  3. Creatività: non serve essere creativi quando si invia un racconto a un concorso letterario. Alcuni hanno inserito una copertina, altri hanno impaginato il testo come se fosse pronto per la pubblicazione, altri hanno usato immagini per illustrarlo.
  4. Tema: anche il tema del concorso sembra qualcosa su cui sorvolare. Un giallo è un giallo e ha precise caratteristiche. Un poliziesco idem. Un horror non ricade in nessuno dei due generi. Se volete partecipare a un concorso sui gialli, dovete aver letto e scritto molti gialli. Altrimenti è inutile partecipare.
  5. Banalità: d’accordo che il concorso era dedicato a Poe, ma mi sembra eccessivo mescolare in un unico racconto tutte le sue opere. O perfino riscriverle. Un richiamo alle opere di Poe è un accenno o poco più, non una ritrattazione delle sue storie.

Come inviare un racconto a un concorso letterario

  1. Regolamento del concorso: se volete avere una minima possibilità di vincere un concorso letterario, allora leggete attentamente il suo regolamento e attenetevi scrupolosamente a quello. Se avete dubbi, scrivete agli organizzatori. Sembra banale, eppure in una rosa di 27 racconti ce n’erano 5-6 da scartare solo per la lunghezza. Ossia quasi il 20%.
  2. Scrittura: un concorso letterario non è una palestra di scrittura, ma una prova d’esame. Si chiama concorso per un motivo preciso. Quando si partecipa a un concorso pubblico, si studia e ci si prepara per sostenerlo e superarlo. Lo stesso vale per i concorsi letterari. Studiate, quindi, cioè leggete tanto. E preparatevi, quindi fatevi leggere dagli altri nei vari forum di scrittura che esistono.
  3. Presentazione del testo: i racconti inviati non devono essere pubblicati e, se dovessero esserlo, ci pensa qualcun altro a impaginare i testi secondo le direttive stabilite dagli organizzatori. Evitate caratteri fantasiosi, immagini, copertine, scelte tipografiche prive di gusto e personali, perché rendono il lavoro dei lettori – che non vengono pagati per leggere – ancora più lungo.

Non mi sembra ci sia altro da dire. Tre punti da tenere a mente sono pochi anche per lo scrittore più pigro.

13 Commenti

  1. melusina
    30 gennaio 2012 alle 07:09 Rispondi

    Anni fa ho partecipato a un concorso con un romanzo che superava ampiamente il numero massimo di caratteri consentiti. Prima di inviarlo, però, avevo contattato gli organizzatori e ottenuto il loro permesso. È andata a finire che quel concorso l’ho vinto proprio io e il mio romanzo è stato pubblicato.
    Quello che invece non mi va giù (ma è solo un mio principio personale e opinabile) è che quando non vinci ricevi lo stesso una proposta di pubblicazione, però a tue spese. E non mi pare un criterio selettivo serio.

  2. Michela
    30 gennaio 2012 alle 09:33 Rispondi

    è sempre utile riepilogare questi principi. Soprattutto l’idea di ispirarsi può trarre in inganno e magari si esagera :)

  3. Salomon Xeno
    30 gennaio 2012 alle 11:34 Rispondi

    Io di solito non riesco mai a partecipare ai concorsi che mi prefiggo, salvo poche eccezioni. Però cerco sempre di rientrare nei limiti, anche se alcuni sono quantomeno discutibili (ma li capisco, se mi dici che arrivano i formati più fantasiosi).

  4. Romina
    30 gennaio 2012 alle 12:43 Rispondi

    Sono d’accordo con te su tutto sia come partecipante ai concorsi sia come giurata… vedere la situazione da entrambi i punti di vista è sempre una cosa importante per capirne i retroscena: la mia partecipazione ai concorsi è cambiata molto da quando ho potuto fare la giurata per la prima volta.
    Per quanto riguarda la creatività, hai ragione, però io ritengo che un minimo di impaginazione sia importante: testi scritti troppo piccoli o con interlinee improponibili per un giurato che deve leggere anche più di 70 testi possono causare un po’ di nervosismo…

  5. franco zoccheddu
    30 gennaio 2012 alle 17:38 Rispondi

    Ho partecipato una sola volta, nell’86 (ebbene sì, avete letto bene!). Un racconto scritto di getto con la vecchia Olivetti di mio padre, su un archeologo che scopriva la terribile natura del tempo durante i suoi scavi nelle coste del mediterraneo. Avevo 24 anni, ben poca esperienza, un esame di fisica teorica che mi attendeva al varco e nessuna aspettativa. Vinsi un premio di consolazione, piuttosto strano: due anni di abbonamento all’espresso. Ne fui contentissimo, mi sembrò di essere arrivato primo. Conservo il dattiloscritto con affetto.

  6. franco zoccheddu
    30 gennaio 2012 alle 17:44 Rispondi

    Rettifico: ne avevo 22. E mi sa che l’esame era Fisica II, un malloppo ottocentesco con diversi scritti e due orali: come farti odiare la tua passione…

  7. Daniele Imperi
    30 gennaio 2012 alle 20:21 Rispondi

    @Melusina: complimenti :)

    @Michela: si esagera spesso :)

    @Salomon: neanche io riesco a partecipare a tanti concorsi, più per pigrizia…

    @Romina: sì, un’impaginazione che renda leggibili i testi va fatta.

    @Franco: a quell’epoca non si scriveva al pc ;)

  8. franco zoccheddu
    31 gennaio 2012 alle 12:04 Rispondi

    Gentile Romina, quale percorso ti ha condotta a fare il giurato in un concorso? Ammetto la mia curiosità.

  9. Come inviare un racconto a un concorso letterario | Diventa editore di te stesso | Scoop.it
    31 gennaio 2012 alle 12:54 Rispondi

    […] background-position: 50% 0px; background-color:#222222; background-repeat : no-repeat; } pennablu.it – Today, 12:53 […]

  10. Lisa Corradini
    1 febbraio 2012 alle 22:52 Rispondi

    Ho partecipato a un concorso letterario dove, durante la prima fase di selezione, erano gli stessi partecipanti che giudicavano dieci opere di altri partecipanti, assegnati a caso.
    Posso solo dire che di dieci opere ricevute ho aggiudicato una buona votazione soltanto a una. Le altre peccavano di creatività e stile.
    Tutto sommato è stata una bella esperienza, ho avuto modo di confrontarmi con la carta che gira tra gli editori e i concorsi.

  11. Sofia Stella
    2 febbraio 2012 alle 23:29 Rispondi

    L’unico concorso letterario a cui mi sia mai iscritta fino a questo momento è un concorso per romanzi fantasy e di fantascienza…ma ancora non ne conosco gli esiti; quindi non saprei valutare questa mia primissima esperienza.
    Comunque ho spedito un manoscritto molto curato e, prima di spedirlo, mi sono letta bene il regolamento.
    Nel regolamento, per fare un esempio, c’era scritto che il testo doveva essere spedito in Times New Roman 12. Se non l’avessi con attenzione, il fatto che richiedevano quella particolare combinazione di font e dimensione del carattere mi sarebbe sfuggito.
    Un’amica, invece, che si è iscritta a un altro concorso con il suo romanzo fantasy, nonostante io le abbia fatto una primissima correzione della bozza e le abbia segnalato vari punti in cui la punteggiatura mancava del tutto (e non era voluto; si trattava proprio di una svista) ha spedito il testo senza le correzioni alla punteggiatura!
    Purtroppo lo so perché una copia del manoscritto finale l’ha mandata anche a me. :-(

  12. Daniele Imperi
    3 febbraio 2012 alle 10:20 Rispondi

    @Lisa: quel tipo di concorsi è sempre interessante.

    @Sofia: c’è sempre qualcuno che non bada ai regolamenti e alle correzioni :)

  13. Sofia Stella
    3 febbraio 2012 alle 23:24 Rispondi

    Lisa Corradini: Ho partecipato a un concorso letterario dove, durante la prima fase di selezione, erano gli stessi partecipanti che giudicavano dieci opere di altri partecipanti, assegnati a caso.
    Posso solo dire che di dieci opere ricevute ho aggiudicato una buona votazione soltanto a una. Le altre peccavano di creatività e stile.
    Tutto sommato è stata una bella esperienza, ho avuto modo di confrontarmi con la carta che gira tra gli editori e i concorsi.    

    Sembra interessante. Mi piacerebbe fare un’esperienza di questo tipo. Mi chiedevo, ci sono siti che funzionano da aggregatori tramite i quali cercare i concorsi letterari?

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