Scrivere è comunicare

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Quando scrivere

ClessidraCome abbiamo già visto, l’ispirazione ha bisogno di influenze esterne per poter emergere e produrre. È una forza interna che appare all’improvviso, pescata dal subconscio dal nostro cervello al momento opportuno.

Ma quale è questo momento opportuno? Quando si verifica?

Vivendo a contatto col mondo esterno, leggendo e informandoci, immagazziniamo una enorme quantità di dati, che vengono poi elaborati dal nostro cervello, mescolati con altri dati, producendo idee e concetti. La fantasia e la nostra forza creativa fanno il resto, sono ingredienti fondamentali e potenti, in grado di trasformare un semplice pensiero in un’opera d’arte.

Stabilire a priori quando si verifica il momento propizio per scrivere, per dare sfogo alla nostra idea e al nostro potere creativo, è impossibile. Quante volte ci siamo fermati con la penna in mano a guardare muti e immobili il bianco del foglio di carta?

Abbiamo dato la colpa all’assenza dell’ispirazione, ma mai ci è balenato in mente di andare in cerca di questa ispirazione.

Uno scrittore è prima di tutto un cacciatore, un cercatore di idee, un grande osservatore e ascoltatore. Se non fosse tutto questo, non potrebbe scrivere nulla, eccetto il suo nome.

Prima di scrivere, di guardare il foglio bianco, bisogna alimentare l’ispirazione, bisogna cercare idee. Bisogna vivere intensamente ogni attimo, leggendo e informandosi di tutto. Spaziare con lo sguardo e la mente ovunque.

Il tempo farà il resto. Il lavoro più sporco, quello di registrare i dati, o quantomeno quelli che più ci hanno colpito, elaborandoli, vagliandoli, mescolandoli con altri, cancellandoli e facendoli rinascere sotto nuova forma.

Ed ecco che, come per miracolo, arriva da lontano l’ispirazione, questa forza magica in grado di farci progettare un’opera.

E quando giunge l’ispirazione bisogna solo sedersi e prendere appunti, perché è proprio in quel momento che ha inizio il nostro processo creativo. Non possiamo arrestarlo, ne significherebbe la morte.

Adesso sappiamo, finalmente, quando scrivere. Adesso abbiamo cominciato a essere scrittori di una nuova opera, di una qualsiasi forma di letteratura, romanzo, saggio o articolo che sia. Perché si è scrittori anche e soprattutto in fase di progettazione. Altrimenti saremmo solo copisti, non dei creativi e creatori.

Riordinare le idee: abbiamo preso appunti, abbiamo tracciato le linee guida da seguire per scrivere il nostro testo. Adesso dobbiamo soltanto fare ordine nella nostra mente, abbiamo un accavallarsi di pensieri e frasi e concetti sparsi nella nostra memoria alla rinfusa. Perché da ogni linea guida scaturiscono altre linee, altri punti da sviluppare e nascono così frasi, periodi, che dobbiamo appuntare, altrimenti spariranno. Poi magari non ce ne serviremo, ma adesso non possiamo saperlo.

Il momento adatto per scrivere è quindi questo, quello dell’ispirazione, del prendere appunti per fermare le idee: è qui che stiamo scrivendo realmente, è qui la vera arte della scrittura. La costruzione delle frasi d’effetto è soltanto un contorno, fa parte anch’essa certamente della nostra dote, della nostra creatività, ma è soltanto carrozzeria, perché la nostra vettura del secolo è data dal motore che abbiamo saputo creare, montare pezzo per pezzo.

Non esistono ore del giorno più adatte o meno alla scrittura. Certo, la vita di ognuno di noi è scandita da orari e appuntamenti, quindi ognuno avrà i suoi momenti più adatti per riordinare le proprie idee e mettersi a scrivere.

L’importante è cogliere l’attimo giusto, quello in cui il flusso di idee si è formato ed esce, pronto a essere impresso su carta. Il resto, la costruzione del testo, lo sviluppo dei punti che abbiamo delineato, è soltanto un lavoro di ordinaria amministrazione. Perché da quei punti, da quelle linee che abbiamo tracciato, le frasi nasceranno pian piano da sole, quei punti sono degli input, uova che si schiuderanno ben presto e da cui emergeranno frasi su frasi, in un armonico concatenarsi di concetti e contesti che, come mattoni su fondamenta, innalzeranno la nostra opera come le solide mura di una casa.

Scrivete quando sentite giungere dai recessi della vostra mente queste idee, quando sentite che qualcosa sta uscendo dalla vostra memoria: ne avvertirete la spinta, il richiamo. È una sensazione che avete già provato altre volte, ogni volta che avete detto o pensato “ho avuto un’idea”: ecco, l’arrivo dell’ispirazione ha lo stesso sapore. Assecondatela. Lasciatela defluire dalla vostra mente, ed essa vi condurrà per mano verso la realizzazione della vostra opera.

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