Scrivere è comunicare

Il blog per scrittori, blogger e copywriter

Quando riscrivere un testo

Quando riscrivere un testoScrivere, sia un’opera letteraria sia un testo per il web, comporta anche una fase di riscrittura. Revisione del testo, quindi, dopo un’attenta lettura a fine lavoro.

Avevo scritto, tempo fa, che rileggere un testo continuamente prima di finirlo equivale a una perdita di tempo e concentrazione. Il flusso di pensieri, che si trasformano in parole scritte, subisce una pausa, un freno, e si rischia di perdere quello che si aveva in mente.

Pur essendo ancora convinto di questo, tendo a rileggere spesso i passi di un testo, articolo o racconto, che sto scrivendo. Ma rileggo dopo aver scritto ciò che avevo in mente.

In un racconto tendo a seguire una scaletta – ho smesso di scrivere di getto senza seguire alcuna traccia – mentre in un articolo – come questo – sono solito scrivere quello che mi passa per la testa. Articoli più complessi, invece, richiedono una scaletta a cui attenersi, mentre altri sono per me una sorta di ragionamento messo nero su bianco.

Quando riscrivere un testo?

Le continue riletture del romanzo che ho cominciato a scrivere mi hanno spinto a pormi questa domanda e a crearci un articolo. La storia non è divisa in capitoli, ma in una sorta di episodi separati fra loro da uno spazio bianco.

Terminato un episodio, lo lascio “decantare” qualche giorno per poi rileggerlo. Quindi apporto qualche correzione e alla fine rileggo tutto dall’inizio per vedere che effetto fa, se la lettura può annoiare, se invece scorre e desta interesse.

Alcuni episodi vanno riletti e quasi riscritti da capo, perché secondo me non ho saputo rappresentare la drammaticità che invece richiedono. Li voglio più angoscianti.

Se mai un editore dovesse accettare questa storia, sarà poi sottoposta a editing e quindi a un’ennesima riscrittura. Ma questo fa parte del gioco. E in quel caso il gioco vale la candela, non so se mi spiego.

Riscrivere un testo quando se ne sente la necessità, innanzitutto. Riscriverlo dopo aver dato sfogo ai propri pensieri e alla propria creatività, per non perdere l’attimo che fugge e potrebbe non tornare.

Rileggo continuamente, ma solo dopo aver completato una parte del mio testo. E allora riscrivo, anzi revisiono, anche se a volte mi capita di cancellare un intero periodo e riscriverlo da capo.

E voi quando riscrivete un testo? Rileggete articoli e racconti, o romanzi, continuamente apportando modifiche e correzioni qua e là?

15 Commenti

  1. Romina
    17 ottobre 2011 alle 08:39 Rispondi

    Anch’io faccio “decantare” i testi prima di rileggerli… pensavo di essere l’unica a usare quel verbo in ambito letterario, ma rende benissimo l’idea. Di solito quando scrivo un romanzo o un racconto ho in mente una scaletta o una trama abbozzata, poi lascio un po’ di spazio anche all’improvvisazione e a ciò che man mano mi richiedono i personaggi. Raramente rileggo in fase di prima stesura, se non per vedere dove ero arrivata o per controllare una caratteristica di un personaggio. Poi, dopo il periodo in cui il testo “decanta”, lo leggo fino allo sfinimento. Le prime letture portano grandi cambiamenti, anche per dare una veste logica, coerente e scorrevole al testo (riscrittura e modifica completa di paragrafi o scene); le successive sono un lavoro di rifinitura (sostituzione di parole con altre più adatte, utilizzo di punteggiatura più adeguata, eliminazione di ripetizioni, sostituzione di metafore logore e abusate con altre originali, controllo delle d eufoniche, …). In genere, l’ultima riscrittura porta solo a qualche virgola modificata, ma non sono mai convinta e, di solito, dopo l’ultima ne seguono ancora altre. Nonostante questo, qualche errore continua sempre ad annidarsi nei miei lavori.

    In genere faccio leggere il testo anche a una o due persone prima della pubblicazione, ma non essendo delle “esperte” si limitano spesso a un commento sui contenuti o a trovare errori gravissimi che io non noto persa nei meandri della mente tra piccole imprecisioni.

    P.S. Se stai revisionando un testo, vuol dire che hai un libro quasi finito? Per fortuna, perché con tutti i progetti letterari che hai…

  2. Daniele Imperi
    17 ottobre 2011 alle 09:51 Rispondi

    Dovresti cominciare a partecipare a qualche gara letteraria, così farai leggere i testi a sconosciuti. Gli amici, secondo me, non vanno bene.

    P.S. No, nessun romanzo pronto, ma solo in progettazione.

  3. Gianluca Santini
    17 ottobre 2011 alle 09:59 Rispondi

    Allora, spesso revisiono anche in corso d’opera: ad esempio un racconto se non riesco a scriverlo in un’unica sessione di scrittura, alla sessione successiva revisiono quello che ho scritto alla sessione precedente prima di scrivere il pezzo nuovo.
    In linea generale però revisiono a fine racconto, dopo qualche giorno di stacco. Faccio tre giri di revisione di solito.

    Al momento sto pesantemente revisionando un mio vecchio eBook, una raccolta di racconti brevi, e mi sono accorto di quanto in quattro anni la mia scrittura sia cambiata…!

    Ciao,
    Gianluca

  4. Daniele Imperi
    17 ottobre 2011 alle 10:02 Rispondi

    La scrittura cambia molto, se continui a scrivere, come il disegno.

  5. Giovanni
    17 ottobre 2011 alle 10:55 Rispondi

    Anche io prima di andare avanti mi rileggo l’ultimo capitolo e ci ritorno sopra finché non mi convince. A volte torno 3-4 capitoli indietro e riprendo la correzione da lì e poi solo dopo vado avanti, poi a lavoro ultimato subito riprendo la correzione rivedendo l’intero lavoro per scoprire puntualmente errori di battitura. Il problema è che quando racconto una storia drammatica inserisco sempre un finale quasi della serie “e vissero tutti felici e contenti” perché mi dico che l’eccesso di dramma non può perpetrarsi fino alla fine, poi mi guardo e dico. Vabbè e ora? Perché il testo non smette mai di voler essere sistemato. Inizio a pormi il dubbio di come ho rappresentato i personaggi, se i dialoghi non sono poco efficaci. Insomma non riesco a staccarmici, ma, essenzialmente, non riesco a capire se ho dato il 100%. Se ho davvero impostato il tutto come volevo. Nell’ultimo testo che ho scritto. Finito un mese e mezzo fa ho cambiato idea. Ho rappresentato il climax in modo diverso da come me l’ero immaginato all’inizio e mi sono servito di un altro personaggio per renderlo più forte, ma al solito mi vengono molti dubbi sulla validità della scelta, anche perché l’introduzione di un nuovo personaggio allunga inevitabilmente la storia e mi chiedo se alla fine non si sia persa la forza drammatica che inizialmente avevo avuto in mente. :D
    Tu hai mai chiesto l’aiuto a un editor? Se sì come ti sei regolato?

  6. Daniele Imperi
    17 ottobre 2011 alle 11:34 Rispondi

    @Giovanni: no, non ho chiesto a un editor. Partecipo alle gare letterarie, che sono utili per farti un’idea dei tuoi livelli e degli errori che fai.

    La scelta di un personaggio in più deve essere ben ponderata. Secondo me tutto sta a creare una scaletta completa della storia.

  7. franco zoccheddu
    17 ottobre 2011 alle 15:35 Rispondi

    Concordo assolutamente con Daniele sulla lettura da parte di amici, mai disposti a “stroncarmi”. Datemi giudizi, non gentilezze! Il romanzo cresce/decanta da otto eterni anni, ci lavoro di continuo: lessico, leggibilità, coerenza. Per capirci: all’inizio citavo il famoso by-pass stradale in progetto presso la Hoover Dam (quella di “Transformers”). Che scopro oggi? L’hanno inaugurato!!! Finirò mai? Beh, almeno i correttori di bozze mi ameranno alla follia. Già quattro volte l’incipit ha sostituito brani intermedi. Che ho un po’ paura di finirlo si era capito? Un saluto e la mia comprensione a tutti voi “perditempo”.

  8. Romina
    17 ottobre 2011 alle 16:24 Rispondi

    @ Daniele: hai ragione sui giudizi di amici e parenti… sto partecipando a una gara letteraria… “Pirati!”, non ricordi? L’hai presentata qui sul tuo blog!

  9. Daniele Imperi
    17 ottobre 2011 alle 19:29 Rispondi

    Pirati è un concorso letterario, non una gara. Il tuo racconto sarà letto, ma non commentato.

    Io parlo di gare. Ma magari è meglio che ci scrivo su un post :)

  10. Romina
    17 ottobre 2011 alle 19:59 Rispondi

    Ops… comunque anche nel corcoso “Pirati!” l’incipit viene commentato in un forum e stiamo facendo delle considerazioni davvero importanti e significative. Quando ti unirai alla ciurma?

    Per quanto riguarda le gare, temo di non saperne molto, aspetto dunque un tuo post chiarificatore!

  11. Daniele Imperi
    17 ottobre 2011 alle 20:11 Rispondi

    Hai ragione! Devo ancora pensare a una storia per Pirati…

  12. Romina
    18 ottobre 2011 alle 00:21 Rispondi

    E la lista dei tuoi progetti di scrittura si allunga ancora! Aspetterò con ansia il tuo incipit sul forum e il tuo post sulle gare letterarie.

  13. Andy
    21 ottobre 2011 alle 08:16 Rispondi

    “un romanzo non si finisce si abbandona”. citazione non ricordo di chi, uno scrittore famoso comunque. Sono d’accordo sul fatto che le idee vadano assecondate nel momento in cui si presentano e-qualora le circostanze lo consentissero- vadano quindi messe nere su bianco di getto, così come vengono. Ma se si vuole essere scrittori di professione, non ci si può affidare alla sola ispirazione, che per certi aspetti è roba da dilettanti: è quindi la rilettura- e la riscrittura – la fase cruciale, il momento decisivo in cui da bravi aspiranti si diventa veri scrittori. Sarà un caso che uno dei migliori romanzi del decennio si chiama proprio “le correzioni”?

    Ciao e a presto, apprezzo molto la tua chiarezza espositiva e le tua ricerca della semplicità.

  14. Daniele Imperi
    21 ottobre 2011 alle 08:57 Rispondi

    Ciao Andy,

    in effetti l’ispirazione deve servire per dare l’impulso alla scrittura. Il resto è tutta tecnica.

    Grazie per i complimenti :)

  15. LiveALive
    21 giugno 2014 alle 09:36 Rispondi

    Daniele, scusa se vado a ripescare questo vecchio post, ma ho i complessi di inferiorità: non sono mai sicuro di riscrivere nel modo corretto. Questo perché oggi si separa il concetto di “revisione” da quello di “riscrittura”, ma in sincerità, non capisco cosa voglia dire questo. Io prendo il testo, lo stampo, e sistemo frase per frase: sto riscrivendo? Poi lo copio, e a schermo do una riletta cambiando solo qualche segno o qualche parola qua e la: sto rivedendo?

Lasciami la tua opinione

Nome e email devono essere reali. Se usi un nickname, dall'email o dal sito si deve risalire al nome. Commenti anonimi non saranno approvati.