Quando il traduttore si ripete
Il secondo giallo dello scrittore americano JF Englert non è certo da meno del primo, Elementare, Randolph, e svela altri retroscena dell’intricata vicenda che si snoda nella vita di Harry e nel ricordo della scomparsa Imogen. Si tratta di Randolph, un cane molto diplomatico.
In questo libro, purtroppo, ho notato delle ripetizioni, forse sviste, passate indenni al setaccio della correzione di bozze e dell’editing. Ma stiamo pur parlando di una casa editrice, Garzanti, che ha un nome, non di una piccola realtà nell’editoria, che comunque non avrebbe avuto giustificazioni al riguardo.
A me piace come scrive Englert. O almeno credo, visto che si tratta di una traduzione. Mi piace come struttura i suoi romanzi e come narra. Qui, però, la colpa è del traduttore, anzi della traduttrice.
La prima ripetizione si trova all’inizio di pagina 57:
Harry, che grazie alla sua esperienza nel Midwest aveva già esperienza di cani viaggianti sui veicoli a due ruote
La versione originale inglese recita:
Harry, who had knowledge of dogs riding aboard two-wheeled vehicles from his midwestern experience
Vengono quindi usati due termini, knowledge e experience. La parola knowledge significa conoscenza e non esperienza. La frase avrebbe dovuto essere tradotta così, se vogliamo fare una traduzione più libera e fluida:
Harry, che sapeva come viaggiavano i cani sui veicoli a due ruote, grazie alla sua esperienza nel Midwest
La seconda si trova all’ultimo capoverso di pagina 145:
e ben presto piombai anch’io in un sonno di piombo
La frase nell’originale inglese riporta:
and soon I too was fast asleep
La traduzione più semplice potrebbe essere:
e presto mi addormentai immediatamente
Nell’originale, quindi, Englert non ha usato alcuna ripetizione. Credo ancora che siano delle sviste, dovute forse alla fretta di pubblicare il romanzo, come se fosse stata fatta una traduzione veloce, non riletta né dalla traduttrice né dal correttore di bozze e dall’editor.
L'autore
Daniele Imperi si occupa di scrittura per il web da oltre 10 anni. Ha creato il sito italiano su Edgar Allan Poe e pubblica recensioni di libri e interviste a scrittori su Libri da leggere. Leggi il suo profilo completo e segui i suoi tweet su @Ludus.

4 commenti a “Quando il traduttore si ripete”
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con figli colpiti da Emiplegia Alternante.

Essendo traduttrice, leggo sempre con interesse i commenti alle traduzioni per migliorare il mio lavoro. Non entro nel merito della traduzione qui discussa, non conoscendo l’autore e l’opera né in originale né in traduzione italiana, mi limito a segnalare che la frase “e presto mi addormentai immediatamente”, suggerita come possibile alternativa alla traduzione criticata, non significa nulla in italiano. O ci si addormenta presto o ci si addormenta immediatamente.
to be fast asleep significa “dormire profondamente”, “dormire sodo”. Dunque, ripetizione a parte, il “sonno di piombo” della collega traduttrice non era male come scelta.
Non conoscendo il registro della narrazione e il contesto, propongo qualche alternativa: “e presto anch’io dormivo della grossa”, “e presto anch’io sprofondai nel sonno/ero sprofondato nel sonno”… marina(Cita) (Rispondi)
Ciao Marina e grazie del commento.
L’originale e la traduzione italiana, almeno delle frasi “colpevoli”, sono nelle citazioni.
Sull’appunto riguardo alla mia traduzione hai ragione… Il sonno di piombo avrebbe potuto andare bene, ma non unito di certo a “piombai”… Daniele Imperi(Cita) (Rispondi)