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Quando il traduttore si ripete

Randolph, un cane molto diplomaticoIl secondo giallo dello scrittore americano JF Englert non è certo da meno del primo, Elementare, Randolph, e svela altri retroscena dell’intricata vicenda che si snoda nella vita di Harry e nel ricordo della scomparsa Imogen. Si tratta di Randolph, un cane molto diplomatico.

In questo libro, purtroppo, ho notato delle ripetizioni, forse sviste, passate indenni al setaccio della correzione di bozze e dell’editing. Ma stiamo pur parlando di una casa editrice, Garzanti, che ha un nome, non di una piccola realtà nell’editoria, che comunque non avrebbe avuto giustificazioni al riguardo.

A me piace come scrive Englert. O almeno credo, visto che si tratta di una traduzione. Mi piace come struttura i suoi romanzi e come narra. Qui, però, la colpa è del traduttore, anzi della traduttrice.

La prima ripetizione si trova all’inizio di pagina 57:

Harry, che grazie alla sua esperienza nel Midwest aveva già esperienza di cani viaggianti sui veicoli a due ruote

La versione originale inglese recita:

Harry, who had knowledge of dogs riding aboard two-wheeled vehicles from his midwestern experience

Vengono quindi usati due termini, knowledge e experience. La parola knowledge significa conoscenza e non esperienza. La frase avrebbe dovuto essere tradotta così, se vogliamo fare una traduzione più libera e fluida:

Harry, che sapeva come viaggiavano i cani sui veicoli a due ruote, grazie alla sua esperienza nel Midwest

La seconda si trova all’ultimo capoverso di pagina 145:

e ben presto piombai anch’io in un sonno di piombo

La frase nell’originale inglese riporta:

and soon I too was fast asleep

La traduzione più semplice potrebbe essere:

e presto mi addormentai immediatamente

Nell’originale, quindi, Englert non ha usato alcuna ripetizione. Credo ancora che siano delle sviste, dovute forse alla fretta di pubblicare il romanzo, come se fosse stata fatta una traduzione veloce, non riletta né dalla traduttrice né dal correttore di bozze e dall’editor.

7 Commenti

  1. Il meglio di Penna Blu – Settembre 2010
    14 ottobre 2010 alle 06:51 Rispondi

    […] Continua a leggere l’articolo Quando il traduttore si ripete. […]

  2. marina
    14 ottobre 2010 alle 07:37 Rispondi

    Essendo traduttrice, leggo sempre con interesse i commenti alle traduzioni per migliorare il mio lavoro. Non entro nel merito della traduzione qui discussa, non conoscendo l’autore e l’opera né in originale né in traduzione italiana, mi limito a segnalare che la frase “e presto mi addormentai immediatamente”, suggerita come possibile alternativa alla traduzione criticata, non significa nulla in italiano. O ci si addormenta presto o ci si addormenta immediatamente.
    to be fast asleep significa “dormire profondamente”, “dormire sodo”. Dunque, ripetizione a parte, il “sonno di piombo” della collega traduttrice non era male come scelta.
    Non conoscendo il registro della narrazione e il contesto, propongo qualche alternativa: “e presto anch’io dormivo della grossa”, “e presto anch’io sprofondai nel sonno/ero sprofondato nel sonno”…

  3. Daniele Imperi
    14 ottobre 2010 alle 08:33 Rispondi

    Ciao Marina e grazie del commento.
    L’originale e la traduzione italiana, almeno delle frasi “colpevoli”, sono nelle citazioni.
    Sull’appunto riguardo alla mia traduzione hai ragione… Il sonno di piombo avrebbe potuto andare bene, ma non unito di certo a “piombai”…

  4. Un pietoso caso di mala traduzione
    31 gennaio 2011 alle 05:19 Rispondi

    […] già parlato una volta delle ripetizioni usate da un traduttore in un romanzo, in quel caso si trattava del giallo Randolph, un cane molto diplomatico. Ho dovuto […]

  5. Scrittura polemica
    8 agosto 2013 alle 05:02 Rispondi

    […] Quando il traduttore si ripete  […]

  6. LiveALive
    2 settembre 2015 alle 03:09 Rispondi

    Daniele! Sto aspettando l’uscita del post per essere il primo a commentare, ma non ho niente da fare! Così volevo vedere se davvero il primo post l’avevi fatto il primo settembre. Eh sì, eh. Che strano, neanche una presentazione, dritto al punto, subito a far polemica.
    Noto che pubblica i con minor regolarità, all’inizio. E che avevi post molto brevi. Mi piacevano, in realtà, certe rubriche, dove parlavi dei tuoi acquisti, facevi segnalazioni, e altre robe scomparse. Forse penserai che parlare dei futuri acquisti era riba che emozionava te e gli altri non importa niente. Forse sì. Eppure non ti dispiace un po’ aver perso questa ingenuità, questo fare così familiare?
    Io penna blu lo immagino un po’ come un gruppo di poltrone davanti al camino, d’inverno, per discutere di letteratura. Perché anche con l’interfaccia chiara, penna blu deve essere un luogo caldo, non credi?

    • Daniele Imperi
      2 settembre 2015 alle 07:50 Rispondi

      Certo che il 1° settembre ho pubblicato il primo post, altrimenti che ho festeggiato a fare ogni anno il 1° settembre?
      All’inizio pubblicavo solo il martedì e il giovedì, poi ho aumentato il numero fino al 1° gennaio 2011, quando ho pubblicato ogni giorno.
      Quelle rubriche scomparse non portavano commenti e interazioni. Non dico che non parlerò più di libri, lo faccio ogni tanto, ma preferisco farlo in maniera diversa.

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