Scrivere è comunicare

Il blog per scrittori, blogger e copywriter

Quando ho iniziato a scrivere e perché

Macchina per scrivereDi sicuro all’età di sei anni, ricordo ancora la pagina piena di “io” che la maestra, con la matita, ci fece scrivere sui nostri quaderni. Forse ho ancora quel quaderno, da qualche parte.

O magari scribacchiavo qualcosa anche prima, dove capitava, chissà. Però c’è stato un momento in cui ho visto che era bello scrivere, ma scrivere non come azione meccanica della penna che la man conduce sul bianco della carta, bensì scrivere come azione creativa e informativa.

Ritornando indietro nel tempo ricordo che a un certo punto decisi di creare una mia rivista auto-prodotta. A quel tempo nemmeno esistevano, credo, o forse io ero troppo piccolo per conoscerle. Così creai questa rivista, ritagliando foto da quotidiani e riviste e scrivendo poche righe qua e là.

Non aveva un nome né un tema, anche perché ricordo che c’era qualcosa di scientifico e chissà cos’altro e le pagine erano tenute insieme con la colla. Forse a quel tempo facevo le scuole medie e usavo una macchina da scrivere Olivetti di mia madre, degli anni ’50, che pesava quasi come me.

Poi mi intrigò il giornalismo, specialmente quello investigativo. Così, quando un tipo del mio palazzo tolse le porte dell’ascensore, io ci scrissi su un pezzo, una pagina e mezzo di quaderno.

Quindi mi diedi alla letteratura horror e scrissi il racconto Ypnos, Il sonno che uccide. Ce l’ho ancora, 38 pagine di quaderno, in cui alla fine auguravo buon riposo a tutti.

Poi cambiai genere e cominciai a scrivere un romanzo fantasy, ma di questa storia ho già parlato. A quello fecero seguito alcuni tentativi di scrivere racconti e favole, tutti rigorosamente mai portati a termine. Esiste però un racconto fantasy che riuscii a finire, Il ritorno del cavaliere (no, non quel cavaliere, a quel tempo non esisteva). Credo sia stato di una noia mortale.

E poi il dado fu tratto. Scrissi poesie, anche in latino, filastrocche, barzellette, colmi, racconti, giochini di criptografia, appuntai idee per altri racconti e romanzi. Le idee non mi mancavano. Mi mancava invece il metodo. Scrivevo i racconti di getto, partendo da un’idea. E quello è sbagliato.

Da quel tempo qualcosa è cambiato, molto direi. Soltanto il fatto di aver creato dei blog mi ha aiutato a fare esercizi di scrittura. E partecipare poi a gare letterarie si è rivelato di un’utilità formidabile.

Adesso siamo fortunati. Adesso chi vuole scrivere ha in un certo senso la strada, se non proprio spianata, quantomeno indicata. È pieno di risorse in rete. È pieno di vie per migliorarsi. Basta soltanto mettersi d’impegno.

Ecco, ho cominciato a scrivere da bambino. Perché, non saprei. Non credo che esista un perché. Si scrive perché qualcosa dentro vuole uscire sotto forma di parola scritta, di insiemi combinati di parole.

O forse ha ragione Asimov.

Scrivo per la stessa ragione per cui respiro… perché altrimenti morirei.

4 Commenti

  1. fabio
    30 gennaio 2011 alle 00:51 Rispondi

    Ciao daniele,sai anch’io mi diletto a scrivere ed ho provato a farmi conoscere a qualcuno tramite internet,ovviamente nessuno mi ha risposto ma ora che ho letto il tuo articolo non sapevo di sbagliare scivendo di getto,anzi pensavo fosse la cosa piu’ giusta anche perche’ se non colgo l’idea al volo poi non mi torna piu’.Concludendo,se questo e’ il metodo sbagliato,come posso fare?Mi puoi consigliare tu come fare o meglio tu mi potresti aiutare a farmi conoscere?CIAO e GRAZIE

    • Daniele Imperi
      31 gennaio 2011 alle 09:56 Rispondi

      Ciao Fabio,

      credo che l’idea vada scritta di getto, ma non un racconto o, peggio, un romanzo, altrimenti dovrai fare un enorme lavoro di revisione a posteriori. Ti consiglio di leggere questo piccolo post su un corso di scrittura grauito online.

  2. Michela
    31 gennaio 2011 alle 22:40 Rispondi

    Ma che carino questo racconto degli esordi…:)

    Mi ricorda un po’ gli inizi di Stephen King, tu “On writing” l’hai letto… :)

    “Ypnos il sonno che uccide”, scommetto che è fighissimo anche oggi! :)

  3. Daniele Imperi
    31 gennaio 2011 alle 22:43 Rispondi

    On writing lo sto leggendo ora! E’ bellissimo! E lo sto leggendo in inglese.

    Chissà, magari un giorno deciderò di pubblicare Ypnos :D

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