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Quando ho iniziato a leggere e perché

Il treno del soleHo letto il mio primo libro in seconda media, credo, a circa dodici anni. Era Il treno del sole di Reneé Reggiani. In realtà, quel giorno, obbligati dall’insegnante di lettere a seguirla nella biblioteca della scuola e prendere un libro da leggere, io ne avevo scelto un altro, una sorta di atlante tascabile sulle armi medievali… Ma la professoressa me lo fece poi cambiare, perché quel volume aveva più fotografie e illustrazioni che testo (beh, in realtà era proprio per quel motivo che io l’avevo scelto, ma non lo dissi).

Il mio secondo libro risale invece a qualche anno più tardi, durante il secondo liceo classico (quarto anno delle superiori), quando fummo obbligati dall’insegnante di lettere a seguirla nella biblioteca della scuola e prendere un libro da leggere. La storia si ripete, sosteneva, a ragione, Machiavelli. Prima di svelare il romanzo che scelsi, devo premettere che a quel tempo ero completamente disinteressato alla lettura e alla letteratura.

Comunque presi La montagna incantata di Thomas Mann, in due volumi, nell’ingenua convinzione che si trattasse di un romanzo fantasy… Ovviamente capii subito che non si parlava di draghi e cavalieri, ma di un sanatorio e di malati di tubercolosi. Splendido romanzo, però, che apprezzai molto, tanto che qualche anno dopo ne acquistai una copia e in seguito presi altri romanzi dell’autore.

Questa premessa vuole solo sottolineare la mia repulsione alle imposizioni, di qualsiasi natura. Fin da piccolo sono stato obbligato a leggere, non convinto né spinto. E l’obbligo, in me, si traduce in un anarchico rifiuto, tanto che alla maturità classica avevo letto sì e no quattro o cinque libri al massimo.

Ho quindi cominciato a leggere in età ormai adulta, dapprima scegliendo libri dalla biblioteca dei miei genitori, che avevano una bella collezione di classici, poi cominciando a leggere anche i pochi che mi erano stati regalati.

Fu un amore a prima vista, devo dire. La lettura è come una donna, si può corteggiare soltanto spontaneamente, non certo a comando. Ho quindi divorato diversi classici, finché, appena avuto qualche soldo in mano, non ho cominciato a comprare i miei primi libri. Il primo, anzi, deve essere stato il fantasy L’albero delle spade di CJ Cherryh, della serie Urania Fantasy.

Ho quindi iniziato a leggere quando ne ho sentito il bisogno. E il bisogno è nato alla fine di ogni obbligo da parte di insegnanti e affini. Ho visto quanto era piacevole entrare in altri mondi e altre dimensioni, conoscere scrittori e trame.

Da allora non ho più smesso di leggere.

11 Commenti

  1. I miei libri culto
    22 dicembre 2010 alle 06:58 Rispondi

    […] non ho letto molto, purtroppo. Sono a quota 347 libri ma, se avete letto il mio articolo su quando ho iniziato a leggere e perché, sapete che solo in età adulta ho apprezzato questo passatempo. Dal 1994 leggo però continuamente […]

  2. Michela
    22 dicembre 2010 alle 23:03 Rispondi

    Non avevo letto questo post…

    Trovo che sia sempre affascinante venire a sapere come è nato il rapporto di qualcuno con la lettura, come si è sviluppato e cosa lo ha reso quello che è.

    In particolare è ammirevole quel lettore che fa una scelta, non legge seguendo quello che gli è stato passato dalla famiglia, ma consapevolmente, da adulto, sceglie.

  3. Daniele Imperi
    23 dicembre 2010 alle 09:00 Rispondi

    Le letture imposte sono le peggiori, infatti. Come ogni cosa che viene imposta.

  4. Scrivere è anche inventare
    10 febbraio 2011 alle 05:10 Rispondi

    […] ero stato rimandato a settembre in varie materie, fra cui appunto Italiano. Ho già scritto di aver iniziato a leggere tardi, quindi in quel periodo i miei libri letti si contavano sulla punta delle dita di una […]

  5. Bibliofili o bibliomani?
    14 marzo 2011 alle 05:02 Rispondi

    […] già parlato di quando ho iniziato a leggere, di come sia passato dallo stato di non-lettore a cui la lettura veniva imposta a quello di lettore […]

  6. Emilio Salgari: la voce dell’avventura
    25 aprile 2011 alle 06:02 Rispondi

    […] Emilio Salgari, anche se ho cominciato a leggere i suoi romanzi da adulto. Ma io in pratica ho iniziato a leggere dopo il liceo. Salgari è stato per me uno di quegli scrittori che ho amato senza aver letto una […]

  7. luigi leonardi
    19 maggio 2011 alle 22:30 Rispondi

    Daniele, sono d’accordo che qualsiasi imposizione provochi in noi un certo disagio. Tu pensa che il mio primo libro, a parte le favole, è stato I ragazzi della via Pàl. Me l’aveva regalato mio padre.. avrò avuto 8 o 9 anni, ma non fu un’imposizione. L’imposizione l’ho avuta alle medie quando un professore, fissato con i Promessi sposi, ci costringeva perfino a vederne le ancestrali “filmine” (diapositive). Regnava il tedio, e raggiungeva l’apice durante i commenti del medesimo professore. A parte il valore sociale e grammaticale, in fondo si tratta di una telenovela. Ma forse sono blasfemo.
    Detto ciò vorrei permettermi di consigliarti due libri – se già non li conosci -: Uomini e topi, di J.Steinbeck; Il treno era in orario, di H.Boll.
    Però adesso mi hai fatto tornare in mente I ragazzi della via Pàl, e mi accorgo di non averlo più tra i miei libri.. Gesù, domani vado subito a vedere se lo trovo.

  8. Daniele Imperi
    20 maggio 2011 alle 09:01 Rispondi

    Uomini e topi ce l’ho, non ancora letto. L’altro no, vedrò di leggerlo :)

    Da bambino a scuola ci fecero vedere il film de I ragazzi della via Pal e mi piacque tanto. Così in età adulta ho comprato il libro e l’ho letto.

  9. Lucia Donati
    2 giugno 2012 alle 23:44 Rispondi

    La cosa peggiore è un’imposizione, concetto certo valido per la lettura. Ci si deve sentire attratti da un libro. Se ci ammalia, siamo suoi; in caso contrario a nulla varranno gli sforzi fatti per farsi piacere… (valido per una persona o per una lettura…).

  10. Che generi letterari leggete?
    27 aprile 2014 alle 07:28 Rispondi

    […] letto il mio primo libro a 12 anni, credo, e anche se mi piacerebbe dire, come tutti quelli che scrivono, di aver letto fin […]

  11. LiveALive
    6 giugno 2014 alle 19:36 Rispondi

    Se si vuole sostenere la lettura, non c’è modo peggiore dell’obbligare gli altri a leggere. Per non parlare dei danni di certe imposizioni… Ascolta una curiosità. Sui siti americani, si trovano diversi elogi a Manzoni, cosa di cui sono stato sorpreso. In quelli italiani, invece, Manzoni viene spesso criticato, indicato come lento e pensante, e si dice spesso: beati gli americani che a scuola in leggono i promessi sposi, ma il giovane holden. …ma guarda un po’, sui siti americani è proprio il giovane holden a essere spesso indicato come noioso. Questo giusto per dire che qualsiasi libro si obblighi a leggere, stai pur certo che a una buona fetta di studenti non piacerà. La qualità del testo in sé non c’entra… Mi hanno obbligato a leggere Uno Nessuno Centomila, e non c’è l’ho fatta. Mi hanno obbligato a leggere Sulla Strada, e non c’è l’ho fatta. Allora ho buttato tutto,e mi sono messo a leggere Marquez: nessun problema. Insomma, se non è il lettore il primo a essere interessato, ancor prima di aprire il libro, non c’è nulla da fare.

    Ti sembra di aver iniziato a leggere tardi? Io ho iniziato a leggere tardissimo davvero: a 16 anni! Certo, a scuola ci obbligavano a prendere qualche libro, ma in verità, quasi mai li finivo. La prima volta che ho preso in mano un libro di mia volontà, è successo così… Al Milionario avevano fatto una domanda sul Conte di Montecristo. Nello stesso periodo avevano iniziato a trasmettere l’anime capolavoro Gankutsuou, ispirato proprio al Montecristo. Così hanno iniziato a prendermi varie fantasie, e ho voluto leggere il Montecristo. Rivelazione! Non ho mai più trovato un libro che mi emozionasse a tal punto.
    Da allora ho iniziato a interessarmi davvero alla lettura. Subito dopo ho letto i tre moschettieri, poi il don Chisciotte… E lì sono finite le letture per piacere. Intendo dire che lì leggevo in modo ignorantemente senza voler scrivere a mia volta; ma poi ho voluto imparare davvero, e da allora, in verità, non sono più riuscito a godermi un libro come all’inizio.

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