Scrivere è comunicare

Il blog per scrittori, blogger e copywriter

Contenuti di qualità: come crearli?

Contenuti di qualitàÈ una delle questioni più dibattute nel blogging e anche una di quelle a cui non è così facile e immediato dare una risposta e una soluzione. Io ci provo con questo post, analizzando quelli che credo siano tutti gli aspetti da considerare quando si scrivono contenuti per il blog o anche per un qualsiasi sito.

Che cosa dice Google sui contenuti di valore

Dal momento che è il motore di ricerca più usato, vale la pena leggere le sue linee guida su come creare contenuti. Google elenca cinque caratteristiche relative ai contenuti di valore di un sito:

  • Utilità e informazione: ciò che pubblichiamo deve offrire qualcosa di valido ai nostri lettori, sempre che vogliamo che ritornino a visitarci.
  • Utilità e validità maggiori degli altri siti: questo è un punto su cui concordo molto. Se avete un blog, allora dovete cercare di primeggiare, di creare contenuti migliori degli altri blog della vostra nicchia.
  • Credibilità: chi siete? Entrando nel vostro blog, il lettore sa chi scrive? Esiste una pagina Chi sono? Compare il vostro nome? La credibilità – e quindi la reputazione – di un blogger si misura dall’aspetto globale del suo blog.
  • Alta qualità: Google parla chiaramente, i contenuti vanno creati per i lettori e non per i motori di ricerca.
  • Coinvolgimento: ossia come migliorare l’esperienza dei lettori nel nostro blog. Google parla di evitare tutto ciò che distrae la lettura e di prestare attenzione a quelle aree in cui poter dialogare coi lettori, come i commenti e i link ai social media.

Ma fin qui ancora non sappiamo bene come creare contenuti di qualità. Google ha parlato in questa sezione delle sue linee guida in modo troppo generico.

Le 6 caratteristiche “tecniche” dei contenuti di qualità

A coppie ho individuato quelli che, secondo me, sono i sei aspetti che devono possedere i contenuti: due coppie di U, due di I e due, infine, di C. Le ho chiamate “tecniche” perché intervengono direttamente in fase di progettualità dei contenuti.

  1. Unicità: quello che scriviamo nel nostro blog non deve essere già presente in altri blog. Mi rendo conto che è difficile e soprattutto che l’unicità non è sempre facilmente visibile. Che cosa significa? Che qualcuno, per esempio, ha scritto un post con un titolo quasi identico a quello di questo articolo (e che ho voluto leggere solo a fine stesura per non essere influenzato).
  2. Utilità: quando possiamo definire utile un contenuto? Quando fornisce un’informazione che stavamo cercando, quando ci fa riflettere, quando ci permette di crescere e imparare. Possiamo andare avanti ancora per molto, ma in breve possiamo definire utile un contenuto quando ci porta vantaggi, profitti, soluzioni.
  3. Interesse: è una caratteristica soggettiva? Forse. Il mio blog non è certo interessante per chi non ama scrivere e non si interessa di blogging e editoria. Ma per i suoi lettori deve esserlo. I post devono quindi risultare interessanti. Termine troppo generico, vero? Un articolo, allora, è di interesse quando suscita curiosità e mantiene viva l’attenzione del lettore.
  4. Influenza: un contenuto veramente valido riesce a influenzare il lettore. Immaginate di scrivere un articolo che metta i lettori di fronte a una scelta, che li faccia ricredere su un argomento, che li scuota, li sconvolga anche, che li spinga, perché no?, a scrivere a loro volta un articolo su quel tema, perché ciò che avete scritto voi li ha fatti guardare dentro, dove di solito ben pochi osano guardare. Ecco, se riuscite a creare un contenuto del genere, potete definirvi influencer per un giorno.
  5. Completezza: c’è un motivo per cui preparo sempre una scaletta per i miei post. In quel modo ho sott’occhio la struttura del mio articolo. Posso capire se ho approfondito il tema da trattare, se devo magari aggiungere qualcosa. Quando scriviamo, dobbiamo metterci nei panni di chi legge e capire se il nostro post è davvero completo o se presenta qualche lacuna.
  6. Correttezza: non parlo di ortografia, ma di informazione. Non possiamo pubblicare un articolo che non rispecchi la realtà, che non fornisca dati veritieri. La correttezza delle informazioni è alla base del blogging.

Le 3 caratteristiche “psicologiche” dei contenuti di qualità

Perché “psicologiche”? Perché, a differenza delle sei precedenti, sono percepite dal lettore, sono aspetti che migliorano la sua esperienza nel nostro blog. Per creare contenuti che rispettino queste sei caratteristiche dobbiamo essere molto autocritici.

  • Soddisfazione: quello che scrivete soddisfa in pieno il vostro pubblico. Cosa volete di più? Avete fatto centro, avete imboccato la strada giusta per il vostro blogging. Il vostro, appunto, perché quello che scrivete voi potrebbe non soddisfare il pubblico di un altro blog. La soddisfazione del lettore è uno degli obiettivi primari del blogger.
  • Intrattenimento: per me non deve mancare neanche in articoli tecnici – come questo. Quando si scrive di un argomento astruso, difficile, noioso, bisogna essere in grado di intrattenere comunque il lettore. Come? È tutta una questione di linguaggio e di approccio al tema trattato.
  • Azione: alla fine dei vostri post i lettori sono spinti a compiere un’azione? Un’azione che non sia, ovviamente, quella di abbandonare il vostro blog per migliori lidi. Commentano facilmente? Condividono volentieri i vostri articoli? Vi scrivono in privato? Riuscite a creare una discussione su ciò che scrivete?

Un chiaro esempio di contenuti di bassa qualità

Immaginate che Google, nel suo blog, annunci il rilascio di un ennesimo algoritmo che ancora una volta sconvolgerà i risultati delle ricerche e farà impazzire tutti i SEO del pianeta. In quel post Google spiega che cosa farà questo algoritmo:

  • si chiamerà Raven – come il corvo di Poe
  • analizzerà l’intera storia del sito e perfino del dominio
  • calcolerà la frequenza di pubblicazione di nuovi contenuti
  • misurerà il grado di coinvolgimento nel pubblico
  • stabilirà l’impatto di quei contenuti sui social media
  • sarà rilasciato prima negli USA e poi nel resto del mondo

Che cosa pensate che succeda a questo punto? Che almeno 20 blog italiani iniziano a parlare di questa notizia, rimaneggiando quelle stesse informazioni che chiunque può leggere sul blog di Google. Qualcuno, con l’illusione di creare un contenuto migliore degli altri, riporterà la storia di tutti gli algoritmi rilasciati finora.

Secondo voi questi possono considerarsi contenuti di qualità? La mia opinione è che non lo siano, perché non rispettano 3 aspetti fondamentali dei sei che ho citato prima:

  1. Unicità? No, sono già apparsi nel blog di Google.
  2. Utilità? No, che me ne faccio di qualcosa che esiste già altrove?
  3. Interesse? Sì, se non conosco il blog di Google.
  4. Influenza? Sì, per lo stesso motivo.
  5. Completezza? No, perché ripetono le stesse informazioni.
  6. Correttezza? Sì, almeno questa si spera ci sia.

La notizia riportata da Google può diventare un contenuto di qualità? Sì, per esempio parlando di come cambierà la SEO grazie all’algoritmo Raven, o di come si dovranno creare contenuti per non essere penalizzati da Raven. Insomma, quella è una notizia da sfruttare, non da scopiazzare.

6 ulteriori caratteristiche “tecniche” dei contenuti di qualità

Esistono altri 6 aspetti che rendono i contenuti ancora più affidabili, efficaci, vincenti. Alcuni sono semplici da attivare, altri un po’ meno.

  • Comprensibilità: ovvero grammatica, sintassi e linguaggio. Non avrei dovuto mettere questo punto, ma credo invece che debba far parte dei contenuti di qualità. Qualcuno sostiene che l’importante sia il messaggio, l’informazione che diamo ai lettori, e che la forma venga dopo. Io sostengo invece che la forma faccia parte delle basi di ogni blogger e copywriter.
  • Accessibilità: ovvero permettere a tutti di leggere ciò che scriviamo. Se un non vedente entrasse nel vostro blog, riuscirebbe a leggere i vostri post? Posto che non esiste un sito accessibile al 100%, dobbiamo fare in modo che i nostri contenuti siano fruibili da chiunque.
  • Trovabilità: è la proprietà dei contenuti – e di una risorsa in generale – di essere appunto trovati e fruibili nel blog. Vi è mai capitato di entrare in un blog e non capire come cercare un’informazione? A me spesso. Se volete saperne di più, vi consiglio di leggere la rivista online Trovabile o il blog di Luca Rosati.
  • Usabilità: possiamo definire usabili quei contenuti che migliorano l’esperienza di lettura e comprensione del nostro pubblico. Per approfondire l’argomento vi invito a visitare il sito dedicato all’usabilità.
  • Adattabilità: ovvero creare contenuti liquidi. No, non servono idrogeno e ossigeno, ma una piattaforma responsive, che si adatti quindi non solo ai normali computer, ma anche ai cellulari e ai tablet. Volete che i vostri articoli siano letti sempre e ovunque? Adattatevi, allora.
  • Interattività: perché il blogging è soprattutto interazione, non staticità. Creare contenuti interattivi significa rendere il lettore partecipe di ciò che scrivete. È possibile commentare i vostri articoli? È semplice, soprattutto, commentare? Il lettore riesce a spaziare all’interno dei vostri post con facilità? Nei vostri articoli sono presenti link a risorse di approfondimento? Usate un linguaggio coinvolgente?

Sono di qualità i vostri contenuti?

Secondo me sono ben 12 le caratteristiche che deve possedere un contenuto per essere definito di qualità. I miei, ovviamente, non passano il test completamente: come minimo non sono accessibili, perché il blog non è accessibile, appunto. Né ho le competenze adatte per stabilire se sia usabile e se le informazioni all’interno siano trovabili.

Su tutti gli altri punti mi impegno a fondo ogni giorno per ottenerli: sta poi ai lettori confermare o meno. E i vostri contenuti? Quali requisiti rispettano dei dodici, secondo voi?

30 Commenti

  1. Angelo
    17 novembre 2014 alle 07:58 Rispondi

    Ciao Daniele, come sempre i tuoi articoli sono molto interessanti; concordo pienamente su quanto detto. Buona giornata!

  2. Salvatore
    17 novembre 2014 alle 09:11 Rispondi

    Io non mi pongo tutti questi quesiti. Quando scrivo un post, lo faccio per confrontarmi con i miei lettori su un argomento che mi interessa approfondire o esporre parlando come parlerei tra amici, più o meno. Se i contenuti siano o meno di qualità, non devo né posso dirlo io. Qualche commento c’è, qualche visualizzazione anche… Insomma, non mi lamento. Per quanto riguarda i tuoi contenuti, pessimi. Ciao. :P

    P.S. Altrimenti perché ti leggerei? ;)

    • Daniele Imperi
      17 novembre 2014 alle 14:16 Rispondi

      Certo, se sono di qualità lo stabiliscono i lettori.
      Magari mi leggi per sadismo personale :D

  3. franco zoccheddu
    17 novembre 2014 alle 09:31 Rispondi

    Preciso, chiarissimo, nessun dubbio, organico e interessante, come sempre. Continuo a leggerti per l’estrema lucidità attraverso la quale esprimi i tuoi contenuti. La tua è una full immersion nel presente.
    Forse è questo il motivo per cui non scrivi romanzi (o non li termini): il tuo intelletto è molto orientato e concentrato sul presente, sui fatti concreti. Forse i romanzi richiedono una mente trasversale rispetto al tempo, qualcuno che vive nel presente ma pensa e ragiona nel passato e nel futuro.
    Ecco, mi scuso: non c’entrava nulla e come i bambini non l’ho trattenuta.

    • Daniele Imperi
      17 novembre 2014 alle 14:18 Rispondi

      Grazie, Franco :)
      Non so perché mi riesce difficile scrivere romanzi, forse perché sono più lunghi di un post. Ma per la narrativa intervengono fattori esterni e interni che rallentano la mia creatività.

  4. LiveALive
    17 novembre 2014 alle 10:21 Rispondi

    Di nuovo: non ho in blog… Ma sto organizzando un sito in cui mettere il mio materiale, questa volta sì. C’è un tipo mezzo scemo – e che credo leggerà – che ha creato lo scheletro cibernetico del sito, e gli ho detto sto preparando la grafica e scrivendo i testi, ma in realtà sono così impegnato in una riflessione sui legami tra poesia e racconto che non ho il tempo di fare niente e dovrà aspettare settimane…

    By The way, bisogna stare attenti alla densità informativa. In teoria, un testo che dà 100 informazioni in 1000 parole dovrebbe essere migliore di uno che, sempre in 1000 parole, di informazioni ne da 10. Nella pratica, però, un testo con una densità informativa troppo alta non fa che creare difficoltà al lettore per quel che riguarda la “registrazione” è l’elaborazione delle informazioni; un po’ come quando un professore spiega troppo velocemente e noi non riusciamo neanche a prendere gli appunti.
    Alberto Angela in Un Giorno nell’Antica Roma (libro bellissimo e utilissimo per chi vuole ambientare un racconto in quell’epoca: ce ne vogliono di più di testi così, per tutte le epoche) ripete più e più volte alcuni concetti, creando ridondanze. Credo lo abbia fatto involontariamente, e può essere considerato un difetto; eppure, nella pratica, è proprio quella ripetizione che, riducendo la densità informativa e ribadendo alcune informazioni, facilita la registrazione dei concetti.

    • Daniele Imperi
      17 novembre 2014 alle 14:21 Rispondi

      Non ho mai pensato alla densità informativa di un testo. Però è da tenere presente. In passato ho creato delle serie di post proprio perché sarebbe stato troppo materiale da inserire in un solo articolo.
      Ho il libro di Piero Angela, lo leggerò in futuro.

  5. MikiMoz
    17 novembre 2014 alle 14:28 Rispondi

    Dani, che posso dirti?
    Non so se i miei contenuti siano unici, di qualità, completi, interessanti, corretti…
    So solo che voglio sempre continuare a divertirmi assieme al mio pubblico, come è successo ieri sera: sia dal vivo in “studio” coi miei amici presenti alla diretta, sia nelle interazioni con chi commentava su Twitter e sul blog :)

    Moz-

    • Daniele Imperi
      17 novembre 2014 alle 14:52 Rispondi

      Tu fai intrattenimento, quindi alcune delle caratteristiche che io ho individuato, come per esempio la correttezza e la completezza, non sono da considerare.

  6. MikiMoz
    17 novembre 2014 alle 15:09 Rispondi

    Tu fai intrattenimento, quindi alcune delle caratteristiche che io ho individuato, come per esempio la correttezza e la completezza, non sono da considerare.

    Infatti :)
    Spero pertanto di intrattenermi presto con te, visto che proprio ieri ho citato un progetto in cui voglio coinvolgerti da sempre XD

    Moz-

    • Daniele Imperi
      17 novembre 2014 alle 15:26 Rispondi

      Oddio, ho riletto il post ma mica ho capito di quale progetti parli… :)

      • MikiMoz
        17 novembre 2014 alle 21:26 Rispondi

        Oddio, ho riletto il post ma mica ho capito di quale progetti parli… :)

        Talent per bloggers :p

        Moz-

  7. SAM.B
    17 novembre 2014 alle 15:48 Rispondi

    Io ero ferma a “Utilità” e gongolavo “Ah-ah! Ho capito come deve essere un post!”
    Da quando ho riaperto, ho cestinato una carrettata di bozze, di articoli pronti e solo da rileggere, e altrettanti titoli/idee che avevo segnato sul quadernetto dedicato al blog.
    Ora come ora, se riesco a intrattenere è già un successo, ma per quanto mi ci stia impegnando, i miei post – in base a questo elenco – la sufficienza non la vedono nemmeno da lontano ^^; E va bene! Continuerò a studiare e ad applicarmi. Farò più o meno come faccio adesso: scriverò sempre di getto, possibilmente divertendomi; però poi, alla fine, controllerò che il post offra qualcosa.

    • Salvatore
      17 novembre 2014 alle 17:06 Rispondi

      I tuoi post a me piacciono. :)

    • Daniele Imperi
      17 novembre 2014 alle 17:25 Rispondi

      Sapessi quanto cestino io.
      Ora vado a vedere quante caratteristiche hanno i tuoi delle 12 e ti bacchetto. :D

  8. olgica
    17 novembre 2014 alle 17:06 Rispondi

    Fare un post unico è diffcilissimo

  9. Fabio
    17 novembre 2014 alle 20:55 Rispondi

    Ciao Daniele! Io ti seguo in “silenzio” da molto tempo e ho da subito apprezzato il tuo modo di comunicare in maniera efficace ogni concetto che ritrovo in ogni tuo post.

    Sono d’accorsissimo su ogni punto, specie sul concetto di originalità/unicità che, a mio avviso, è molto trascurato specie negli ultimi tempi.

    Uscire “fuori dal coro” significa fare la differenza. Per fare la differenza c’è bisogni di sacrificio e di amore per il proprio lavoro, due fattori spesso trascurati.

    Ultimamente vedo che in tanti creano post che sono solo un remix di concetti e argomenti detti e stradetti, lasciando un buco di informazioni che in pochi sanno cogliere e riempire.

    Ecco che, a mio parere, l’unicità è una delle caratteristiche fondamentali di un contenuto che si può vantare di esser davvero di valore.

    • Daniele Imperi
      18 novembre 2014 alle 08:03 Rispondi

      Ciao Fabio e benvenuto nel blog.

      Vero, originalità e unicità sono molto trascurate oggi. E non solo quelle.

      Concordo sul sacrificio e il tanto lavoro per creare buoni contenuti.

      E siamo d’accordo anche sul remix: hai ragione, troppo spesso lo noto in tanti blog. Rimescolare concetti già detti senza offrire nulla di nuovo.

  10. Grazia Gironella
    17 novembre 2014 alle 21:32 Rispondi

    Le caratteristiche che citi sono tutte importanti se si cerca di creare un blog professionale. Per fortuna si può cercare di migliorare su un aspetto alla volta, perché tutti insieme sarebbero un boccone troppo grosso… ;)

    • Daniele Imperi
      18 novembre 2014 alle 08:05 Rispondi

      Sì, meglio lavorare su un elemento per volta, altrimenti non finisci più :D

  11. Roberta
    18 novembre 2014 alle 01:15 Rispondi

    Ho deciso da pochi giorni di riaprire il mio blog e cercherò di mettere in pratica tutto quanto. Sará un secondo lavoro molto entusiasmante. Grazie Daniele per i preziosi suggerimenti e grazie anche a tutti gli ospiti che ti hanno commentati.

    • Daniele Imperi
      18 novembre 2014 alle 08:07 Rispondi

      Mi raccomando: sistema un elemento per volta :)
      E poi facci sapere se hai notato risultati.

  12. enri
    18 novembre 2014 alle 21:15 Rispondi

    Non è da molto che ti seguo, Daniele, ma da allora sono un direi assiduo frequentatore di codesto terreno. A volte valle di pianti, quando la mia presunzione di cultura, si imbatte in argomenti nuovi, a me sconosciuti, e come tali attraenti. Per un Besucher (visitatore, in tedesco – parola che ha la stessa radice di Sucher, cercatore, ma il prefisso “be” rafforza) come me, non solo nel senso del blog, è importante avere degli stimoli.
    Il post è veramente interessante, anche perché si fonde con la parte più istintiva di me, quella di pancia, che tiene desta la parte razionale con continue intuizioni. Ecco questo non hai scritto. Leggendo i tuoi post e le tue repliche, sembra sempre che tu conosca il tuo interlocutore.
    Forse è così .
    “Forse che cavolo ci sta fare qui a bloggare… chissà… forse questo c’è l ha proprio la magia, la teletelepatia … dovrebbe cavolo buttarsi a capofitto in quel cavolo di romanzo!”
    Una cosa manca nella tua lista. Sei una persona vera, pregi e difetti, come tutti e questo ti rende vulnerabile, perché vuoi esserlo, e interessante. Mi sembra che attiri gente simile a te, vulnerabile e interessante. Con lacune, che vive anche di dubbi, che condivide e nel condividere, ama, si impegna e trova la gioia di sentirsi solo, come tanti :)
    Beh questo e un + deciso del tuo blog. Ciao

    • Daniele Imperi
      19 novembre 2014 alle 07:38 Rispondi

      In Norvegese infatti visitare è besøke :)

      Non ho capito cosa intendi quando hai detto “Ecco questo non hai scritto”.

      Nel romanzo mi ci sono messo, ma procede a rilento, purtroppo, ora ci sono di mezzo problemi seri al blog e con l’hosting e sto cercando una soluzione. Tutto questo deconcentra…

      Tutti abbiamo lacune e dubbi, secondo me, non mi piace vedere chi si mostra sempre vincente, mi suona falso.

      Grazie :)

      • enri
        19 novembre 2014 alle 18:51 Rispondi

        —Non ho capito cosa intendi quando hai detto “Ecco questo non hai scritto”—
        Forse dovevo metterci i due punti, già. Volevo dire che in un blog vincente per me conta molto la presenza e l’umanità del blogger. Grazie a te

  13. Il pallino della qualità
    15 dicembre 2014 alle 05:00 Rispondi

    […] Scrivere buoni contenuti risponde a determinate caratteristiche, che giorni fa ho elencato. Questo post, per esempio, dovrebbe soddisfare le prime sei caratteristiche tecniche che ho segnalato, anche se non sono sicuro al 100% che sia interessante. Sulle 3 psicologiche è più difficile pronunciarmi: non so se soddisfi, di sicuro intrattiene e spero che vi faccia compiere un’azione, quella di effettuare un controllo di qualità sulle vostre idee. Delle ultime sei ne soddisfa almeno 4. […]

  14. L’organizzazione nel blogging
    5 gennaio 2015 alle 05:00 Rispondi

    […] sempre stato il mio pallino, non solo quello di scrivere contenuti di qualità, ma anche di rispondere a tutti i commenti. Oggi sta prendendo piede la moda di chiudere […]

  15. Content marketing nel 2015: contenuti da creare e da evitare
    7 gennaio 2015 alle 12:49 Rispondi

    […] è facile creare contenuti di qualità, ma bisogna riuscirci. Ogni cosa che scriviamo deve tornare utile al lettore e allo stesso tempo […]

Lasciami la tua opinione

Nome e email devono essere reali. Se usi un nickname, dall'email o dal sito si deve risalire al nome. Commenti anonimi non saranno approvati.