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Pubblicare o no romanzi a puntate nel blog?

Pubblicare romanzi a puntate

Abbiamo già visto quanto sia utile pubblicare racconti nel blog per uno scrittore: sono il suo portfolio, un modo per ricevere critiche e commenti, per farsi notare. Un racconto si legge più o meno velocemente, di solito è una storia breve che intrattiene i lettori e spezza un poʼ la monotonia dei post del blog.

Due anni fa ho parlato della possibilità di scrivere racconti a puntate nel blog, un esperimento che a quel tempo volevo tentare, ma che poi è passato nel dimenticatoio. Lʼidea cʼera, un lungo racconto in 4 parti.

In alcuni blog di scrittori invece ho visto che vengono pubblicati romanzi a puntate e mi sono chiesto se sia una buona idea o meno. Sono passati ormai più di 4 anni da quando Ferruccio, nel primo blog sulla scrittura che ho seguito, ha bloccato la pubblicazione dei capitoli del suo romanzo nel blog.

Pubblicare o no romanzi a puntate, quindi? La mia risposta è no e per 4 motivi.

Una questione di copyright

Qualcuno parla di usare le licenze Creative Commons, ma prima di farlo vi consiglio di leggere le FAQ in merito al fatto che queste licenze possano proteggere unʼopera e che unʼopera possa diventare di pubblico dominio.

Insomma, prima di pubblicare un romanzo gratis sul blog, io direi di informarsi bene sui rischi che si possono correre.

Una questione di posizionamento sui motori

Ma di questo possiamo anche fregarcene, vero? Fino a un certo punto, però. Se il nostro blog pubblica solo il romanzo a puntate, allora la mia domanda è: come lo trovano i lettori?

Se siamo sicuri al 100% di avere già un bel seguito, è un conto, altrimenti il rischio, questa volta, è che nessuno legga il romanzo. Ma di questo avevamo parlato nellʼarticolo sul blog perfetto per lo scrittore.

Una questione di seguito e interesse

La mia perplessità principale è proprio questa: quanto seguito potrà avere un romanzo a puntate nel blog? Mi spiego: allʼinizio magari sì, il primo capitolo viene letto da un certo numero di lettori. Ma sono convinto che a partire dal secondo lʼinteresse dei lettori inizi a calare e sempre meno gente continuerà a leggere il romanzo.

Cʼè anche la questione della periodicità. In genere si pubblica un capitolo a settimana. Qui potrebbe sorgere anche un altro problema: noi non leggiamo un capitolo a settimana del libro in lettura. Ecco quindi un nuovo ostacolo allʼinteresse.

Una questione di fattibilità

Chi pubblica il romanzo a puntate dovrebbe avere la storia già pronta. Mi auguro che sia così, altrimenti potrebbe saltare una pubblicazione, quindi una settimana, o anche più, con lʼinconveniente di far dimenticare ai lettori ciò che avevano letto.

Ma se il romanzo è già pronto, non è meglio pubblicarlo in ebook gratuito? Gratis per gratis, meglio rilasciarlo in un colpo solo.

Una questione di critiche costruttive volta per volta?

Questo non è uno dei motivi che adduco per sconsigliare la pubblicazione di romanzi a puntate, ma la domanda che potrebbe fare qualcuno. Si pubblica un capitolo a settimana per ricevere consigli su come migliorare la storia.

Ma qui sorge un altro problema (tanto per cambiare): non è possibile dare retta a ogni lettore, intanto, e si rischia di dover cambiare lʼintera storia, che magari è già terminata. A questo punto è meglio creare un gruppo di lettura privato per il proprio romanzo.

Io non riuscirei mai a seguire un romanzo online settimana per settimana, anche se stavo leggendo quello di Ferruccio (tra lʼaltro ben scritto e interessante). Ma a quel tempo seguivo pochissimi blog, non avevo Penna blu e non scrivevo quasi per niente.

Qual è la vostra idea sui romanzi a puntate da rilasciare gratis nel blog? Ci avete provato? Avete intenzione di pubblicarli? Li leggete quando li trovate nei blog?

41 Commenti

  1. LiveALive
    20 agosto 2015 alle 09:12 Rispondi

    Non credo tanto ai problemi di copyright. Ci sono autori famosi che hanno pubblicato romanzi a puntate e non ci sono stati problemi. Perché fregare quello di uno sconosciuto che non ha un pubblico? Non è che non ci siano rischi legali in questo. Comunque a me, sono sincero, non importerebbe tanto: l’importante è l’opera, non il nome. Rubarla è un riconoscimento, vuol dire che ne valeva la pena.
    ***
    Secondo me l’opera non deve essere completa. L’interessante del lavoro infatti sta proprio nel raccogliere il parere del pubblico man mano e reagire di conseguenza. Sono stupito che tu non abbia fatto il paragone tra il romanzo a puntate nel blog e il classico feuilleton (e anche il Miglio Verde è stato scritto così). La cosa, per funzionare, funziona e ha sempre funzionato: anche Il Conte di Montecristo lo hanno letto a puntate ma ha avuto comunque successo in tutta la Francia dell’epoca.

    • Daniele Imperi
      20 agosto 2015 alle 19:29 Rispondi

      Non so quasi nulla del feuilleton. Non capisco perché non debba essere completo.

      • LiveALive
        20 agosto 2015 alle 22:48 Rispondi

        Può essere completo, maa se non lo è, secondo me è meglio. Perché puoi sfruttare meglio e senza preoccupazioni i commenti dei lettori (non per accontentarli, ma per capire l’effetto del Libro)

  2. ombretta
    20 agosto 2015 alle 10:01 Rispondi

    Penso che se trovassi un racconto/romanzo a puntate su Penna blu lo leggerei molto volentieri :)
    È vero che le critiche, o i suggerimenti, potrebbero indurre l’autore a cambiare il corso della storia, ma sarsarebbe anche un importante esperimento sia per lo scrittore che per il lettore. Poi, se fosse un giallo, o un thriller, invoglierebbe ancora di più il pubblico.

    • Daniele Imperi
      20 agosto 2015 alle 19:30 Rispondi

      Grazie, facciamo un racconto ché è meglio :)
      Ci avevo provato con un noir, ma il risultato è che è uscita solo la prima puntata e la seconda e ultima probabilmente non uscirà mai.

  3. Tenar
    20 agosto 2015 alle 10:20 Rispondi

    Le miei esperienze con i racconti a puntate sul blog non sono entusiasmanti. Il fatto che abbiano trame complesse, che il lettore debba tornare indietro a quanto letto la settimana prima per capirci qualcosa non aiuta. I racconti brevi e autoconclusivi funzionano, quelli a puntate, molto meno.
    Lasciando perdere la questione licenze e copyright, per pubblicare storie lunghe ci sono siti appositi, dove i lettori vanno (appunto) apposta per leggere e commentare. Se uno cerca commenti e consigli, per una storia lunga meglio quella soluzione che il blog. Su efp, ad esempio, nelle sezioni “storie originali” si trovano senza problemi romanzi da decine e decine di capitoli molto seguiti e commentati.

    • Daniele Imperi
      20 agosto 2015 alle 19:31 Rispondi

      Un po’ quello che succede con le saghe: il primo libro vende e gli altri scemano.
      Concordo per pubblicarli nei siti appositi.

  4. Alessandro C.
    20 agosto 2015 alle 10:29 Rispondi

    Anni fa gestivo un blog satirico-demenziale chiamato “il Socio”. Una volta a settimana pubblicavo un capitolo di un mio romanzo umoristico (quello che poi ho pubblicato come “La notte dei truzzi). Ci fu parecchio seguito e i commenti non mancavano. L’aspetto negativo è che col tempo, fisiologicamente, qualcuno si perde dei pezzi e non li recupera più. E così da 20 commentatori si passa a 15, poi 8 e infine a due o tre (credo nella loro buona fede in quanto è tutta gente che anni dopo ha comprato il libro completo).

    Insomma, da un lato pubblicare una storia a puntate stimola a non mollare la penna, nonché ad affrontare tutta una serie di difficoltà nel caso in cui la trama sia ancora in cantiere, dall’altro bisogna immedesimarsi nel lettore e nella sua difficoltà a seguire una storia scritta su un display.

    • Daniele Imperi
      20 agosto 2015 alle 19:33 Rispondi

      Non sapevo che La notte dei truzzi era già uscito in un blog. Immaginavo giusto allora che qualche lettore si perdeva per strada, è normale.

  5. Grazia Gironella
    20 agosto 2015 alle 11:22 Rispondi

    Non pubblicherei un romanzo a puntate sul mio blog. E’ un lavoro lungo e complesso, che non avrei voglia di distribuire a pezzi in un contesto di scarsa attenzione come quello della rete. Hai presente il tempo che l’utente medio trascorre su ogni pagina? Non lo ricordo con precisione, ma si aggira sui venti secondi. Certo, qualcuno sarebbe più attento, ma non certo come gli succede in poltrona con un libro in mano. E’ quello il genere di attenzione che merita un lavoro di mesi, secondo me. Come utente, tra l’altro, sono molto più incuriosita dalla personalità e dallo stile che traspaiono dai post dell’autore che non dai suoi brani, se usati come post. Di solito non li leggo affatto, ma naturalmente è questione di gusti.

    • Daniele Imperi
      20 agosto 2015 alle 19:33 Rispondi

      Non avevo pensato al tempo medio trascorso a pagina, ma è da considerare, hai detto bene.

  6. Ferruccio
    20 agosto 2015 alle 11:44 Rispondi

    A distanza di tempo dico che lo avevo fatto per presunzione. Pensavo di essere chissà chi. Non sono contrario ma devi essere davvero conosciuto

    • Daniele Imperi
      20 agosto 2015 alle 19:37 Rispondi

      Addirittura per presunzione? E bravo Ferru :D

  7. Ferruccio
    20 agosto 2015 alle 11:44 Rispondi

    Dimenticavo, grazie!

  8. Marina
    20 agosto 2015 alle 14:24 Rispondi

    No, non lo farei: già è difficile piazzare in rete dei semplici racconti (che poi piacciano o meno è una questione a parte), figurarsi un intero romanzo; e poi condivido le tue riflessioni: il lettore, per quanto abituale, non ha l’interesse a leggere settimanalmente le puntate proposte. Io, personalmente, ho provato a seguire una storia frazionata, ma mi è capitato di saltare due appuntamenti e adesso è da un mese che mi ripeto:” vado, recupero quello che mi sono persa, così mi metto in pari” e non l’ho ancora fatto. Morale della favola: il mio interesse è scemato e l’autore dell’iniziativa sul suo blog ha perso strada facendo un lettore!

    • Daniele Imperi
      20 agosto 2015 alle 19:38 Rispondi

      Secondo me la maggior parte dei lettori si comporta come te, me compreso.

  9. Ivano Landi
    20 agosto 2015 alle 17:00 Rispondi

    Riguardo al mio romanzo a puntate:
    Sono arrivato a pagina 124, con un incremento costante di lettori dall’inizio a oggi e altri continuano ad aggiungersi di settimana in settimana. Si vede che il passaparola dei lettori funziona.
    Il problema del copyright non si pone perché è concepito e scritto per essere regalato nel blog e non venduto. Infatti la sua stesura procede in parallelo alla scrittura dell’altro romanzo che viceversa custodisco gelosamente perché concepito per essere pubblicato e venduto.
    Poiché la storia è improvvisata di settimana in settimana si tratta di una palestra di scrittura, ossia di un esperimento per testare i miei limiti, per vedere il livello di qualità che posso raggiungere in prima stesura e mettere alla prova la mia capacità di improvvisazione.
    I commenti dei lettori sono graditi come lo sono per tutti gli articoli del blog, ma non li uso per modificare o migliorare la storia. Nessuno dei commenti che ho ricevuto ha modificato di una virgola l’andamento della storia. Uso sempre e solo farina del mio sacco.

    • Daniele Imperi
      20 agosto 2015 alle 19:39 Rispondi

      Mi fa piacere per te, ma bisogna essere davvero costanti. Io non ce la farei.

  10. Rodolfo
    20 agosto 2015 alle 17:59 Rispondi

    Ciao: la mia risposta è: dipende. Dipende dal tuo pubblico (ovviamente se non hai un seguito è completamente inutile) e anche dal genere.
    Detto questo io penso che la storia a puntate abbia comunque i suoi lati positivi, in primo luogo creare un’aspettativa. Personalmente, però, non pubblicherei una storia chiusa ma aperta.
    Alcune idee:

    – aperta alla collaborazione, alle migliori idee dei lettori
    – lasciare un finale aperto
    – creare due finali alternativi
    – ecc

    Ciao

    • Daniele Imperi
      20 agosto 2015 alle 19:41 Rispondi

      Non sono sicuro che dipenda dal genere, di certo ogni puntata deve lasciare il lettore col fiato sospeso. Ma credo comunque che il numero di lettori vada diminuendo.

  11. Serena
    20 agosto 2015 alle 18:52 Rispondi

    Auff, la connessione. Comunque, anch’io ho pensato al feuilleton e al fatto che la periodicità non è necessariamente un ostacolo al successo di una storia. Su EFP la periodicità di una storia multicapitolo è la regola, e i lettori diminuiscono in certi casi e aumentano in altri. Se la storia fa acqua, i lettori se li perde per strada, ma ci sono diversi fenomeni interessanti di interazione autore-lettore (alcuni dei quali abbastanza nauseanti, a dire il vero) che non hanno necessariamente a che fare con la qualità della storia, anche se spesso sì. Sul blog il romanzo non lo metterò, sono molto dell’idea di Grazia. Però stavo giusto pensando di tornare a pubblicare su EFP ?

    • Daniele Imperi
      20 agosto 2015 alle 19:43 Rispondi

      La periodicità implica due cose:
      o il romanzo è finito prima della pubblicazione o hai costanza a scriverlo periodicamente. La seconda non fa per me. La prima non mi interessa :)

  12. Tahira
    20 agosto 2015 alle 20:03 Rispondi

    Ci sono dei siti web, Wattpad, internazionale e multilingue ed EFP, esclusivamente italiano. Sul primo ci sono milioni di persone intorno al globo che vi pubblicano le proprie opere. Capitolo per Capitolo. Così chiunque ha una possibilità di pubblicare. Certa gente decide di presentarli a una casa editrice o di metterli su Amazon.

    • Daniele Imperi
      20 agosto 2015 alle 20:08 Rispondi

      Ciao Tahira, benvenuta nel blog.
      Certa gente chi? Gli autori, spero.

  13. massimiliano riccardi
    21 agosto 2015 alle 13:47 Rispondi

    Non lo farei mai, magari prendendo coraggio… un racconto.

  14. Cristina
    22 agosto 2015 alle 12:37 Rispondi

    Ciao Daniele, nel mio blog ho pubblicato un paio di romanzi brevi a puntate. Il primo è “Una storia fiorentina”, un romanzo storico ambientato nella Firenze medicea e di Savonarola, che fu pubblicato da casa editrice tramite vincita di un concorso ai tempi e che era abbondantemente fuori catalogo. Come storia a puntate ebbe un buon riscontro, anche se alcuni lettori mi confessarono di non avere la costanza per leggere la puntata ogni settimana e di averne saltate alcune. C’è da dire che la storia era già fatta e finita, infatti non pubblicherei mai niente “in progress”, perché l’impegno sarebbe troppo e finirei per angosciarmi. Ora l’ho pubblicato completo in forma gratuita, scaricabile sia come pdf che come epub.

    Il secondo è stato il primo libro di una saga fantasy, “Storie dei Quattro Regni – I Crudeli”, anche lì l’opera era completa. Si è trattato di una specie di esperimento perché volevo vedere se la storia piaceva, ma molti lettori sono stati, di nuovo, incostanti nella lettura. C’è qualcuno che però mi chiede il seguito! Mi rendo conto che è comunque difficile seguire una pubblicazione di romanzo a puntate su un blog, anch’io farei fatica. Meglio il racconto, oppure un racconti suddiviso in poche parti. La formula del feuilleton nel 1800 funzionava perché non c’era niente altro, la gente comprava il giornale per le notizie, e poi anche per la storia a puntate, magari a firma di grandi scrittori come Dumas o Dickens.

  15. Sata Vanessa
    23 agosto 2015 alle 15:39 Rispondi

    A me non dispiacciono come idea. In passato ne ho seguiti parecchi ed aspettavo il capitolo che doveva essere pubblicato con ansia. Se la storia è avvoncente non si perde il filo!
    In quanto a pubblicarne uno, ci sto provando in questo periodo. Non ho sostenitori se non qualche amico che mi legge costantemente ma lo trovo un lavoro per affinare la tecnica, e per soddisfazione personale. arte leggere le cronache di dragon lance

    • Sata Vanessa
      23 agosto 2015 alle 15:45 Rispondi

      Scusate! Problemi col cellulare!

      Stavo dicendo che secondo me per renderlo fluido basta scrivere i capitoli come racconti non proprio continui. (Stavo facendo l’esempio di quei vecchi fantasy come “le cronache di dragonlance”. Che in uno dei libri accenna alle storie diei personaggi in altri libri) lo trovò interessante come stile :-)
      E per la questione di copyright concordo pienamente con IVANO LANDI. Pubblicare su un blog sì ma ci sono progetti che vanno custoditi gelosamente!

  16. Sonia
    25 agosto 2015 alle 18:30 Rispondi

    Si dovrebbe ideare un romanzo esclusivamente nell’ottica di una pubblicazione su blog, quindi, decisamente aperto, come sostiene Rodolfo. Riadattare un romanzo già scritto non sempre funziona. Riguardo alla SEO e al copyright, sono due aspetti che con un po’ d’inventiva possono essere sfruttati a proprio favore (inserire le keyword in modo strategico, collaborare con altri autori a degli spin-off). Su Storiacontinua ho segnalato diversi autori che sono riusciti a pubblicare romanzi a puntate con successo.

  17. Ilario Gobbi
    29 agosto 2015 alle 11:01 Rispondi

    Ciao Daniele,
    un articolo ottimo e condivisibile come sempre.
    In difesa dell’idea di pubblicare un romanzo sul blog, mi viene da pensare che potrebbe essere utile quando si tratta di un testo a supporto di un altro (es. ho pubblicato e vendo, un romanzo, rendo disponibile free sul mio blog uno spin off).
    Per il resto sono concorde sul fatto che oltre al primo episodio l’attenzione dei lettori per la pubblicazione a puntate scema, magari si può creare un incentivo, modificare il “canovaccio” della storia in base ai suggerimenti dei lettori e ringraziarli pubblicamente per invogliarli a proseguire la lettura dilatata nel tempo…

    • Daniele Imperi
      30 agosto 2015 alle 14:37 Rispondi

      Ciao Ilario, grazie.
      Nel caso di uno spin off va bene, per me, ma come racconto. Oppure trovando modi per appassionare i lettori in modo che continuino a leggere il romanzo.

  18. roberta
    11 ottobre 2015 alle 21:41 Rispondi

    Ho letto con interesse l’articolo e, visto l’argomento, mi domandavo se sia possibile pubblicare un racconto (self-publishing tipo narcissus) nonostante il racconto sia stato pubblicato in post sul proprio blog personale. E’ possibile?
    Nel caso dovrebbero essere cancellati i post riguardanti il racconto? (diciamo sette)
    Grazie in anticipo se mi risponderete.

    • Daniele Imperi
      12 ottobre 2015 alle 08:17 Rispondi

      Ciao Roberta, benvenuta nel blog.
      Se hai pubblicato un racconto nel blog, non mi sembra corretto metterlo poi in vendita.

    • Sonia
      12 ottobre 2015 alle 16:09 Rispondi

      I diritti del racconto restano i tuoi e puoi pubblicarli in qualunque versione e formato ritieni opportuno. Riguardo la correttezza, la scrittrice Nina Amir sta costruendo un intero business su come far diventare i post di un blog dei libri. In fondo è come una sorta di contenuto Premium, se vuoi la versione completa del racconto in un unica soluzione, paghi una piccola cifra.

  19. Fabio
    18 dicembre 2015 alle 10:03 Rispondi

    D’accordo sulla pesantezza dell’affidare ad un post settimanale un capitolo di un romanzo o di un racconto “canonico”, ma che mi dite della forma epistolare, nelka quale abbiamo solo testi brevi, dalla scrittura semplice e, dunque di facile assimilazione? A quel punto, tenendo presente che si divrebbe avere il materiale già totalmente pronto al momento dell’inizio della pubblicazione, essa potrebbe essere addirittura giornaliera. Come se fosse un vero diario (ovvero: un vero blog ;) ).

    • Daniele Imperi
      18 dicembre 2015 alle 10:11 Rispondi

      Ciao Fabio, benvenuto nel blog. Intendi un romanzo epistolare da pubblicare nel blog?

      • Fabio
        19 dicembre 2015 alle 19:01 Rispondi

        Ciao Daniele, e scusa per il fatto di non essermi presentato a dovere.
        Chiamiamolo romanzo breve in forma epistolare; diciamo, paragonandolo ad una serie televisiva (tanto siamo in piena stagione di transmedialità…), ad un affari di un tot di puntate che vadano a coprire un mesetto di pubblicazione o giù di lì.
        Per il resto, essendo la mia ancora un’idea seminale, non saprei ben quantificarne le dimensioni.
        Scrivo fantascienza da un po’ e, volendo pubblicare qualcosa e tenermi in allenamento mentre faccio altro volevo tentare con una forma di testo abbastanza diretta e concisa…

  20. Giuseppe
    10 marzo 2016 alle 16:26 Rispondi

    Ciao
    Chiedo se incorre in violazione del copyright se pubblico un racconto tratto dal romanzo di Cesare marchi:
    Quando eravamo povera gente
    Sul mio blog
    Grazie in anticipo per la risposta
    Saluti
    Giuseppe

    • Daniele Imperi
      11 marzo 2016 alle 11:10 Rispondi

      Ciao Giuseppe, benvenuto nel blog. Devi capire chi detiene i diritti di pubblicazione di quel romanzo. Di sicuro l’editore. Marchi è morto nel 1992, quindi non sono passati 70 anni, termine dopo il quale un’opera diventa di dominio pubblico. Devi quindi chiedere il permesso all’editore che ha pubblicato quel romanzo.

      • Giuseppe
        14 marzo 2016 alle 16:29 Rispondi

        Grazie Daniele dell’Informazione.
        Saluti, Giuseppe

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