Scrivere è comunicare

Il blog per scrittori, blogger e copywriter

Pubblicare estratti del libro prima di spedirlo

Pubblicare estratti del libro

Tempo fa un lettore si era chiesto se fosse bene mostrare online uno o più estratti del proprio romanzo. Mi chiedo quale sia l’utilità di pubblicarli e così ho provato a riflettere sulla questione, considerando che cosa farei io al suo posto.

È naturale che uno scrittore alle prime armi abbia voglia di mostrare ai lettori il romanzo che sta scrivendo (io no), magari chiedendo pareri, magari soltanto per avere qualcosa da pubblicare nel blog. La mia opinione è che il romanzo debba restare segreto. E adesso spiego perché.

Incuriosire l’editore

Qualcuno pensa di pubblicare questi estratti per attirare l’attenzione degli editori. Se fossi un editore, io mi terrei lontano da questi scrittori. Un estratto non comunica nulla, secondo me. Che cosa si vuol mostrare, in realtà? Di saper scrivere?

Non è con questi brani presi a caso nel manoscritto che si incuriosisce un editore, ma con i racconti che pubblichiamo nel blog. E forse non bastano nemmeno quelli: nessun editore mi ha mai contattato, interessato a propormi di scrivere un’opera per lui, e questo dovrebbe farmi riflettere sulla qualità di ciò che ho scritto finora.

Minare la sorpresa

Un romanzo non è soltanto l’espressione di uno scrittore, non è solo il frutto della sua arte e delle sue abilità narrative, ma è anche e soprattutto un prodotto commerciale. Nessuna azienda sarà mai così pazza da svelarvi qualcosa di un nuovo prodotto prima del lancio.

Non pensate quindi al vostro romanzo come a un semplice mucchio di parole in forma di storia, come a un bene artistico, ma come a un prodotto da vendere, né più né meno. Al lettore, al cliente dunque, verrà a mancare quella sorpresa che sta alla base di ogni vendita.

Inoltre, anche se è sempre bene stare coi piedi per terra e fare i modesti e gli umili, il vostro romanzo potrebbe diventare un best seller, potrebbe vincere dei premi, farvi vendere milioni di copie: non succederà mai se cominciate a darlo in pasto alla rete un pezzo per volta.

Parlare del romanzo con moderazione

Svelare poco e niente. Questa è la mia semplice filosofia. Ho parlato spesso qui del mio famoso romanzo fantastico, di come è nato e di come si è evoluto, per poi autodistruggersi e rinascere sotto nuova forma, che non ha mantenuto alcunché di quella originaria.

Non ho detto assolutamente nulla che possa far immaginare anche un solo elemento al lettore e non perché ritenga quella storia un capolavoro – anche se in realtà è così, diciamolo senza problemi – ma perché quella è una mia creatura, è come un bambino appena nato: non può essere portato in giro, ha bisogno di protezione.

Ho svelato soltanto che è ambientato in un periodo storico e in un paese estero. Nulla più. Avete capito qualcosa? No, nulla. Però posso approfittare di questo spazio – che è mio, in fondo – per svelarvi il titolo. Anche se solo la prima lettera.

K.

Questo vi basti.

Non rischiate mai. Un romanzo è una parte di voi stessi che va svelata soltanto al momento opportuno. Mai prima.

29 Commenti

  1. Cristiana Tumedei
    13 agosto 2013 alle 12:28 Rispondi

    Tema delicato questo…

    Il fatto che un editore non ti abbia contattato leggendo i tuoi racconti non mi stupisce e non perché tu non sia abile nella scrittura, anzi. Come sai, le case editrici seguono un iter di selezione degli autori diversa. Certo la rete offre un ambiente da cui il talent scout potrebbe attingere, ma questo accade per una tipologia di blog diverso. Almeno questa è la mia opinione :)

    Pubblicare estratti del proprio romanzo prima che questo venga editato ha senso? A parer mio, dipende. Se abbiamo intenzione di utilizzare i metodi classici di pubblicazione – avvalendoci di una casa editrice per intenderci – allora eviterei in toto questa pratica.

    Se, invece, scegliamo il self publishing oppure la divulgazione gratuita dell’opera – magari in formato digitale -.allora direi di sì. Nel senso che potremmo utilizzare il nostro blog per incuriosire il lettore, per avvicinarlo al nostro mondo e trasformarlo in una dimensione per lui insostituibile.

    Non so, io credo che il mercato editoriale odierno vada analizzato profondamente. Sta subendo così tante variazioni che, forse, bisognerebbe ripensare il modo di fare scrittura. Ma, ripeto, questa è solo la mia opinione :)

    • Daniele Imperi
      13 agosto 2013 alle 12:37 Rispondi

      Sì, hai ragione, l’iter di selezione è diverso, sicuramente, anche se la rete esiste anche per semplificare molti lavori e l’editoria dovrebbe rinnovarsi.

      Io nel post parlo di pubblicazione tradizionale. Nel caso del self-publishing – gratuito o meno – la penso come te: nessun problema a pubblicare estratti.

      Come ripenseresti il modo di fare scrittura?

      • Cristiana Tumedei
        13 agosto 2013 alle 12:49 Rispondi

        Io? Beh, innanzitutto mi slegherei dalle logiche ormai inattuali dell’editoria tradizionale. Lo scrittore ha delle abilità – le sue doti di scrittura e comunicazione – che gli consentono di veicolare messaggi, intrattenendo i lettori. Questo è quanto. Basta con l’idea dello scrittore/artista/snob ché è davvero difficile da sopportare.

        Lo scrittore, a parer mio, è deve procacciarsi il lavoro proprio come chiunque altro. Insomma solo perché scrivi non è obbligatorio che una casa editrice ti pubblichi. Sai l’atteggiamento tipico di chi non riesce a pubblicare? “Io sono bravo, sono gli altri che non mi capiscono!”. Siamo certi che sia così, Imperi?

        Voglio dire, magari siamo noi (mi ci metto pure io, va!) che pretendiamo senza porci domande. Forse sbagliamo semplicemente il modo di proporci, forse arriviamo dall’editore con la convinzione che lui si debba fidare di noi, che debba puntare tutto sul nostro scritto. E accade che, così facendo, ci dimentichiamo che la casa editrice è un’impresa e il funzionario con cui ci relazioniamo non è un mecenate. Nessuno ci deve fare la cortesia di pubblicarci, dobbiamo imparare noi a proporci nel modo giusto e a scrivere qualcosa che valga la pena di essere letto.

        E poi, se me lo consenti, essere scrittore significa tutto e niente. Ci sono moltissime professioni che permettono di vivere scrivendo. Così come moltissimi professionisti pubblicano libri e manuali. E, allora, chi è lo scrittore oggi? ;)

        • Daniele Imperi
          13 agosto 2013 alle 12:57 Rispondi

          Quell’idea di scrittore non la sopporto neanche io. C’è proprio questo atteggiamento: ottengono rifiuti dalle case editrici e sono convinti che gli editori non capiscano niente. Magari hai scritto qualcosa di non pubblicabile? Magari non sai scrivere?

          L’atteggiamento dello scrittore odierno è senz’altrro sbagliato. E concordo sulla casa editrice: è un’azienda e coi libri (prodotti commerciali) ci deve campare, pagare le tasse e gli stipendi ai dipendenti.

          Come pensi che si debba proporre uno scrittore a una casa editrice?

          L’ultima parte del tuo commento è bella ricca di spunti :D

          Professioni che consentono di vivere scrivendo? Mi sovviene solo il copywriter. A quali altre ti riferisci?

          La scrittura va senz’altro vista a 360°. Lo scrittore di oggi punta tutto sulla narrativa, quando magari potrebbe tentare altri generi, come appunto saggi e manuali.

          Chi è lo scrittore. oggi? Mi prendo il giusto tempo per rifletterci e magari sfornerò un post non programmato :D

          • Cristiana Tumedei
            13 agosto 2013 alle 13:10

            Lo scrittore deve proporsi al pubblico, ai lettori insomma. La casa editrice, per lui, deve essere solo uno dei vari mezzi possibili per la divulgazione delle sue opere. Questa è la mia opinione. Evito di approfondire, ché rischio di diventare noiosa e intasare la sezione dei commenti :D

            Le professioni legate alla scrittura sono moltissime, Imperi. Ci sono copywriter, giornalisti, social media manager (eh sì, pure loro scrivono per vivere e non solo!), sceneggiatori, addetti stampa, blogger (adesso, però, non ridere!), redattori di manualistica (per aziende/prodotti), ecc.

            Ah, ora mi viene spontaneo pensare a un aspetto… Senti Imperi, forse te l’ho già chiesto. Anzi, sono certa che ne abbiamo già parlato. Insomma, te lo richiedo comunque!

            Come sai, sono tantissime le persone appassionate di scrittura che vorrebbero fare di essa un mestiere. Secondo te, è possibile che sia così? Se pensiamo alla marea di professioni legate alla scrittura forse sì, magari si tratta solo di capire quale sia più adatta a noi. Cosa ne pensi?

  2. Daniele Imperi
    13 agosto 2013 alle 13:19 Rispondi

    Cristiana Tumedei

    Rispondo per punti :)

    Lo scrittore deve proporsi ai lettori: hai ragione, condivido in pieno. Il web esiste anche per questo. Uno scrittore deve aprire un blog e scrivere. Deve essere presente sui social e farsi apprezzare. Tu intendevi questo?
    Inoltre, puoi approfindire, te l’ho detto mille volte: i tuoi commenti per me sono sempre una miniera di spunti e riflessioni (e ci ho guadagnato diversi post da scrivere).

    Social media manager e redattori li avevo inseriti fra i copywriter e ai giornalisti non avevo pensato. :D
    Blogger? Food e travel blogger ok, ma gli altri? Come ci campano scrivendo nel blog?

    Non ricordo neanche io se mi hai chiesto questa cosa…
    Hai ragione: bisogna capire quale scrittura sia più adatta a noi. E anche quella che potrebbe effettivamente darci lavoro, che non sia così inflazionata. È uno spunto su cui riflettere.

    • Cristiana Tumedei
      13 agosto 2013 alle 13:34 Rispondi

      Sai cos’ho capito ultimamente, Imperi? Che la risposta è sempre dentro noi stessi. Capita spesso che il primo ostacolo al raggiungimento dei nostri obiettivi siamo noi.

      Almeno, a me succede così. Non ci credo fino in fondo e finisco per aspettare. Vuoi vivere di scrittura? Fallo! Questa è la mia risposta oggi. Il mio consiglio è quello di capire cosa sai e cosa puoi fare. Stabilire un piano – giustamente flessibile – e iniziare.

      Se vuoi fare lo scrittore – di narrativa, intendo – allora usa pure la rete per farti conoscere, ma fallo nel modo giusto. Mostra come scrivi, racconta chi sei e come nascono le tue opere. Ma, ripeto, fallo dandoti un obiettivo.

      In rete, come nella vita, le persone non ti ascolteranno solo perché ti esprimi. Devi essere tu a renderti interessante, ad adottare una comunicazione efficace.

      Stabilisci chi vuoi essere e cosa vuoi fare. A quel punto, lavora su te stesso. Tieniti alla larga da blog generalisti o a mo’ di diario – come fanno moltissimi autori. Fai anche del tuo blog un libro in cui ti esprimi, un progetto che non deve necessariamente parlare di te (delle tue frustrazioni, dei tuoi desideri, delle tue passioni) ma offrire soluzioni.

      Io devo avvertire l’esigenza di leggerti, devo alzarmi la mattina e controllare i nuovi post. Questo è il primo passo per diventare uno scrittore oggi: conquistare il tuo vero pubblico, i lettori.

      Senza di loro non ci saranno case editrici o ebook… insomma, non dovrai convincere nessun editore del tuo valore, sarà il pubblico a farlo al posto tuo.

      Ecco, questa credo sia una delle migliori strategie possibili :)

      • Daniele Imperi
        13 agosto 2013 alle 13:41 Rispondi

        Ottimo commento, Tumedei. E amcora una volta condivido pienamente.

        Anche a me succede di non crederci e alla fine tentenno, aspetto…

        E concordo sul lasciar perdere i blog vecchia maniera, generalisti. Se vuoi essere scrittore, dal tuo blog deve emergere che sei e vuoi essere scrittore. Ecco un altro spunto per scrivere un post, grazie :D

        A questo punto ne approfitto e ti chiedo senza vergogna: così com’è ora Penna blu, rientra nella tua idea di blog per uno che vuole essere scrittore? E cosa manca, secondo te?

        • Cristiana Tumedei
          13 agosto 2013 alle 14:03 Rispondi

          Grazie per la domanda, Imperi. Una più semplice no? :D

          Secondo me, Penna blu è il blog di un professionista della scrittura. Di un blogger che si occupa di scrittura per il web ed è appassionato di lettura.

          Questa mission, se così vogliamo definirla, mi pare ancor più rafforzata in seguito alle ultime modifiche. Penna blu è un punto di riferimento per chi scrive e vuole approfondire le questioni legate alla letteratura e al web writing.

          Tu stesso dici di aver svelato poco di Imperi scrittore. Forse proprio a causa dei limiti che ti imponi da solo. Questo blog è perfetto così: è utile e piacevole, ottiene consensi e cresce sempre di più. Io non lo modificherei.

          Se vuoi la mia opinione, nel caso in cui decidessi di metterti a scrivere quel romanzo e di promuoverti come scrittore, allora penserei a uno spazio diverso in cui far emergere con maggior decisione Imperi scrittore e i tuoi mondi.

          Come lettrice su Penna blu mi convinci della tua professionalità, mi fai credere che tu sia abile nel blogging e nel web writing. Con i racconti domenicali, invece, mi spingevi a pensare che sei bravo a scrivere. Ma non erano quelli il fulcro di Penna blu: un blog che si fonda sulla condivisione di conoscenze legate ad aspetti più professionali e digitali della scrittura.

          Vuoi far conoscere Imperi scrittore? Pensa a uno spazio web in cui ricreare ciò che hai dentro, dove poter emergere e esprimerti. Racconta, insomma.

          Non so se ti ho risposto :)

          • Daniele Imperi
            13 agosto 2013 alle 14:17

            Ahah, non pensavo fosse così difficile :D

            Per lo spazio diverso: avevo previsto – ma solo nel caso avessi pubblicato davvero qualcosa – di dare vita a imperi.it, dominio che possiedo da 10 anni almeno, credo.

            Parli di un blog promozionale, quindi? Non credo, però. Hai però parlato di far emergere i miei mondi.

            Sì, mi hai risposto, e ti ringrazio, ma mi hai anche messo confusione in testa :D
            Nel senso che davvero non so cosa potrei scrivere per mostrarmi come scrittore.

  3. Giuliana
    13 agosto 2013 alle 20:20 Rispondi

    Posso intrufolarmi nel discorso? ;)
    Io concordo con Cristiana sul fatto che sei vuoi farti conoscere come scrittore devi creare un apposito spazio in cui esprimerti.
    Ti faccio un esempio pratico, a volte aiuta più di mille parole.

    Una ragazza di nome Chiara, qualche anno fa, apre un piccolo blog in cui inizia a raccontare la sua esperienza di ragazza madre, alle prese con pappette, pannolini e una voglia di maternità pari a zero.
    Il suo stile è ironico, divertente, originale. Dai post che pubblica sprizza la sua personalità travolgente, la sua bravura nello scrivere e – soprattutto – una grande capacità comunicativa. Passa il tempo e Chiara si conquista nuovi lettori. Sempre di più, sempre più partecipativi. Passa dell’altro tempo e Chiara comincia a farsi notare in rete. Altri lettori iniziano a seguire le sue avventure, i commenti si fanno sempre più numerosi, i fans ormai non si contano. Il tempo scorre ancora, e Chiara diventa un piccolo fenomeno del web. Una casa editrice si accorge di lei e le propone di scrivere un libro in cui raccontare la sua esperienza di mamma, mantenendo quello stile che tanto piace ai lettori. Nasce il libro, nascono per Chiare altre proposte e lavori, nascono occasioni che forse mai si era aspettata. Ora Chiara, per quanto ne so, vive di questo. E non perché abbia parlato di pannolini sporchi e culetti ricoperti di talco, ma perché l’ha fatto a modo suo, e quel modo è piaciuto a un mucchio di gente. Chiara si è esposta senza timore, ha detto “Ehi ragazzi, questa sono io, se vi piaccio bene, altrimenti vado comunque avanti per la mia strada”. E’ una che ha saputo proporsi, raccontarsi, raccontare. Conquistare il cuore di chi la leggeva.

    Vuoi un altro esempio?
    Leggi la storia di Amanda Hocking, giovane aspirante scrittrice che nessuno voleva pubblicare e che con caparbia e passione è riuscita infine a realizzare il suo sogno. Scrivendo, pubblicando e vendendo più di quanto lei stessa avrebbe mai immaginato.

    E quanti altri esempi puoi trovare in giro sul web?…

    Il fatto è che se il talento c’è (e nel tuo caso è fuori discussione che ci sia), se la passione non manca e se senti che la scrittura rappresenta il tuo mondo, devi fare tutto ciò che è nelle tue possibilità per scrivere e farti conoscere. Scrivi di quello che sai, scrivi con il cuore e l’anima, fai volare la penna sulle pagine, spicca il volo e porta con te chi legge, lassù, tra nuvole e cielo. Qual è il confine, in fondo?…Siamo noi a stabilirlo.

    Secondo me, Daniele, il tuo unico problema sei tu stesso, sei tu il primo a non crederci davvero, a non avere abbastanza autostima nonostante il parere di chi ti legge e ama leggerti. E se non ci credi tu per primo, come vuoi che lo facciano gli altri?

    Cosa devi fare?

    Comincia a credere alle parole che i lettori ti scrivono, innanzitutto. Credi loro quando ti definiscono brillante, stimolante, talentuoso. Poi, una volta che te ne sei convinto, prendi quel dominio che tieni in un angolo da dieci anni, apri un pezzetto di blog e scrivi, scrivi, scrivi. Di quello che vuoi, di quello che senti. Parti da lì, poi vedi e decidi strada facendo. Ma intanto inizia.

    Lo dici tu stesso, no? Se ti senti scrittore, scrivi, non c’è null’altro da aggiungere e da fare ;)

    P.S. … e guarda che potrebbe benissimo essere una riflessione che rivolgo a me stessa…

    • Daniele Imperi
      13 agosto 2013 alle 20:28 Rispondi

      Certo che puoi intrufolarti, i commenti sono liberi :D
      Anche se il tuo è andato in moderazione, forse per i link.

      Conosco il blog di Chiara da tempo, non credo quello di Amanda.

      Il problema sono io, hai ragione. Il problema è che sono insicuro da sempre.

      Vedrò di impegnarmi a credere alle parole dei lettori, anche se trovano sempre occasione di rinfacciarmi i post che scrivo :D

  4. Giuliana
    13 agosto 2013 alle 21:13 Rispondi

    Eheheh, cattivi questi lettori ;)

    A questo punto, per essere proprio perfida fino in fondo, ti suggerisco di rileggere uno degli articoli di Penna Blu che più mi ha stimolato e toccato nell’intimo: Scrivere non è solo questione di volontà Il tempo scorre, Daniele, senza curarsi delle nostre incertezze e delle nostre paure. Vogliamo darci una mossa e almeno tentare di raggiungere i nostri obiettivi?… Meglio rischiare un possibile insuccesso che convivere con il rimpianto di non averci mai provato. La vita è una, no?…

    • Daniele Imperi
      13 agosto 2013 alle 21:45 Rispondi

      Hai ragione pure tu… mi tocca rileggermi quello che ho scritto :D

  5. Frank Spada
    14 agosto 2013 alle 12:17 Rispondi

    E ora, Mr. John Atta, che ne sarà di noi?
    https://plus.google.com/u/0/101990859122513353884/posts/2jDiQtpHyUE
    Buon ferragosto!!!

  6. Frank Spada
    14 agosto 2013 alle 12:21 Rispondi

    Idem ma visibile, Imperi.

  7. Alessandro C.
    14 agosto 2013 alle 15:53 Rispondi

    Pubblicizzeresti mai un film senza un trailer?

    • Daniele Imperi
      15 agosto 2013 alle 07:11 Rispondi

      Il trailer è una cosa diversa. Il film è stato già prodotto.

  8. Alessandro C.
    14 agosto 2013 alle 16:39 Rispondi

    Per un esordiente che decide di autopubblicarsi è fondamentale secondo me far conoscere brevi estratti del proprio libro. ANCHE per mostrare di saper scrivere, cosa tutt’altro che scontata – purtroppo – nell’ambito del self-publishing.

  9. franco zoccheddu
    14 agosto 2013 alle 20:42 Rispondi

    Per caso state guardando i mondiali di atletica? Mi ha colpito in particolare la 50 km di marcia. Cosa c’entra con il post? Vi spiego, partendo un po’ da lontano. I 50 di marcia sono un romanzo, i millecinquecento sono il solito racconto. Nessuno di noi è campione, né dei millecinquecinque né dei 50. Però c’è una piccola differenza: pur senza primeggiare, quasi ognuno di noi potrebbe correre la millecinque, ma praticamente nessuno la 50 km di marcia.
    Arrivo al punto: tra buttar giù un racconto (bello o brutto) e scrivere un romanzo (anche semplicemente accettabile) c’è l’abisso che separa la millecinque dalla 50 km.
    E allora?
    E allora credo che pubblicare o no stralci di un romanzo sia del tutto irrilevante rispetto al vero problema: scriverlo. Se l’hai scritto sei già oltre tutta una serie di ostacoli, quasi insormontabili per la “massa” di chi scrive. E non solo per la capacità: ma soprattutto per l’infinita pazienza e la grande fede che devi avere nell’obiettivo. Gli ostacoli si moltiplicano e diventano esponenzialmente numerosi con l’aumentare delle pagine. Si scrive un romanzo se ci si crede. Per fede.
    Ecco il punto: pubblicare stralci, non pubblicare stralci. Non lo so. Se sei uno che ha la fede e la forza di scrivere un romanzo, potrà scriverne altri. Val la pena rischiare un po’. Se sei bravo, poi, tutto il resto (internet, marketing, sorpresa, etc etc) scende al di sotto del rumore di fondo. Rimani solo tu e il tuo romanzo.
    Daniele, secondo me tu hai le capacità di scrivere un bel romanzo, ma non ne hai ancora la fede.

  10. Frank Spada
    15 agosto 2013 alle 09:48 Rispondi

    “quando si permette alla forma di avere il sopravvento, qualcosa (non) va.”
    Mi complimento, franco zoccheddu (teorie) ;)

    • Giuliana
      15 agosto 2013 alle 10:10 Rispondi

      Io mi complimento con te, Frank. Ho letto un estratto di uno dei tuoi libri e… che dire? Non sei bravo, di più. Hai una nuova ammiratrice ;)

    • franco zoccheddu
      15 agosto 2013 alle 20:48 Rispondi

      Ciao Frank, abbi un po’ di pietà per un povero quarantottenne qualche volta duro di comprendonio: mi citi dal mio blog ma inserisci delle parentesi, ti complimenti (per cosa?), infine l’occhiolino. Puoi esplicitare? Anche perchè mi piacerebbe un tuo parere (anche se non sono sicuro che volessi dare un parere…).
      Sono andato sul blog e ho scoperto i tuoi romanzi.

      • Frank Spada
        16 agosto 2013 alle 12:38 Rispondi

        Buongiorno Franco,
        lei scrive in modo interessante, certamente “non teorie”.
        Mi rallegro per la sua giovane età e le auguro buon lavoro.
        Cordiali saluti, stimati.

  11. Frank Spada
    15 agosto 2013 alle 10:33 Rispondi

    Giuliana !!!
    Seguirò anche le sue diete, anche se Marlowe… il Compare è disponibile ma…
    Grazie, gentile amica :)

  12. Frank Spada
    15 agosto 2013 alle 16:37 Rispondi

    +Giuliana Mosetti
    le anticipo gli auguri di buon compleanno per il 2014 e le auguro il meglio della vita giorno dopo giorno.
    Cordialissimi saluti.

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