Promuovere un libro o lo scrittore?

Promuovere un libro o lo scrittore?
Spicca fra gli altri come scrittore – Immagine del film d’animazione Cattivissimo me

È la vecchia storia che sta alla base di ogni buon personal branding. Sii te stesso, promuoviti per quello che sei, mostra chi sei veramente, che alla gente piaccia o meno, e avrai creato qualcosa di unico. Ogni scrittore lo è, perché ognuno di noi ha una propria unicità.

Quello che voglio dire è che, una volta che sarai riuscito a promuovere te stesso, la promozione del tuo libro sarà facile da gestire. Perché? Perché avrai aperto delle porte, forse le avrai persino spalancate. E da quelle porte entreranno i lettori.

Non potrai piacere a tutti, ovviamente. Ma ti dirò che a me non interessa proprio nulla di piacere a tutti, perché a me non piacciono tutti. Ognuno di noi va coi propri simili. Quando uno scrittore inizierà a promuovere se stesso, avrà creato una sua nicchia, uno spazio più o meno grande in cui convogliare lettori e appassionati.

Un libro è solo un pezzo di te

Scrivere significa inserire nella storia una parte di sé, non importa quanta né cosa, comunque c’è e forse talvolta si intuisce cosa sia, perfino dove sia inserita. Scrivere è mettere su carta una parte di noi, un piccolo pezzo che, storia dopo storia, ci definisce non come scrittori, ma come esseri umani.

È possibile, secondo me, ricavare il profilo di uno scrittore studiando l’intero corpus della sua narrativa. Non ne uscirà una sua biografia, ma una sua filosofia, qualcosa di più intimo e profondo della descrizione cronologica di una vita.

Un libro è un pezzo di te e, promuovendo quel libro, promuovi te stesso.

La promozione editoriale non può essere a senso unico

Ho scritto diverse volte come editore e scrittore devono collaborare attivamente e congiuntamente per promuovere l’opera. Allo stesso modo, però, scrittore e opera non possono essere scissi, sono un binomio che deve procedere unito.

L’opera che abbiamo scritto siamo noi: dobbiamo promuoverla in modo sensato, perché in gioco non c’è un romanzo, ma ci siamo noi stessi.

Nessuno compra un prodotto

Frase già sentita, qui e altrove. Si compra la marca e lo scrittore è proprio questo: una marca. Non è la casa editrice, anche se realmente imprime un marchio nell’opera. Uno scrittore, si sa, può pubblicare con più editori e anche in self-publishing.

È lui la vera marca, il cosiddetto brand. È lui che il lettore compra e abbandona.

Trasformati in un prodotto

Come trasformare uno scrittore in un brand? Sto preparando un articolo sul personal branding per scrittori, ma ora dirò che uno scrittore, specialmente nel mondo odierno, non può restare confinato nel suo studio, ma deve guardarsi attorno.

Dove? Semplicemente dove sono i lettori, i suoi potenziali clienti. Dove amano stare quei lettori. Online, nei blog e nei social media. Deve farsi vedere, dire a quei lettori “ci sono anch’io”. Quando pubblicherà la sua prima opera, non sarà un nome sconosciuto, ma qualcuno già visto, qualcuno con cui quei lettori hanno già parlato.

Fa’ in modo che nessuno dimentichi il tuo nome…

C’è modo e modo, naturalmente. Nessuno ti chiede di compiere una strage o cimentarti in un’impresa impossibile. Ma facendoti conoscere, entusiasmando i lettori, scrivendo spesso, scrivendo ovunque nel web, farai circolare il tuo nome. Quando uscirà il tuo libro, nessuno dirà: chi è questo?

Sei davvero pronto alla pubblicazione del tuo libro? Se uscisse oggi, proprio adesso, in quanti saprebbero chi sei, là fuori? Su quanti potenziali lettori potrai contare oggi?

… e nessuno dimenticherà di comprare i tuoi libri

Fa’ un effetto diverso vedere la propria opera in libreria e sapere che nessuno ti conosce e, invece, vederla pubblicata e avere già un certo numero di persone che sanno chi sei e cosa fai. Le prime saranno dubbiose, titubanti, mal fidate. Le seconde forse non esiteranno un attimo a comprare il tuo libro.

Non sto esagerando. Se conquisti la fiducia e la stima delle persone, queste saranno più propense e decise ad acquistare un tuo libro. Almeno finché non chiederai loro di farlo, ma abbiamo già detto che questa pratica è da evitare, vero?

Promuovere un libro o lo scrittore?

Io scelgo lo scrittore, me stesso. E tu?

Categoria postPublicato in Promozione editoriale - Data post12 novembre 2013 - Commenti25 commenti

DanieleDaniele Imperi

Sono blogger e web writer e scrivo e leggo ogni giorno. Oltre a Penna blu, ho creato e gestisco i siti su Cormac McCarthy e Edgar Allan Poe. Leggi di più nella mia biografia.

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Commenti
  • concetta 12 novembre 2013 at 07:29

    Ciao Daniele,
    scegliere lo scrittore vuole anche dire che hai scelto il libro.
    Non so se mi sono spiegata.
    Concetta.

  • Salvatore 12 novembre 2013 at 11:18

    Un tempo per un’affermazione del genere i veri scrittori, quelli puri con il sacro fuoco dentro, ti avrebbero isolato. Lo dico perché ne ho conosciuto uno. Purissimo. Alla Hemingway, per intenderci. Ad un certo punto se n’è anche andato in Africa. Vendersi, perché è di questo che stai parlando, neanche in punto di morte. Scendere a compromessi con le case editrici? Nemmeno con una valigia piena di milioni come contr’offerta. Purtroppo i puri sono destinati a combinare poco. Infatti combinò poco… e nessuno lo ricorda. Il nostro mondo, o almeno il lato “moderno”, è soprattutto marketing. Rimane il dubbio su come vendersi, perché non è facile essere obbiettivi con se stessi. Ad esempio, quali sarebbero i tuoi punti di forza? Cosa credi possa piacere alle persone di te? Io a queste domande non saprei rispondere; tu si?

    P.S. non era una critica – anche se può essere letta così – solo un commento discorsivo.

    • Daniele Imperi 12 novembre 2013 at 11:27

      Salvatore, io non ho mai parlato di vendersi né di scendere a compromessi, anche perché non sono tipo da vendermi né tanto meno da compromessi.

      Per rispondere alle tue domande: non so quali siano i miei punti di forza, non riesco a individuarli, né so cosa di me possa piacere alle persone. A quest’ultima domanda non posso certo rispondere io.

  • Kentral 12 novembre 2013 at 11:23

    E’ chiaro che farsi conoscere prima del libro è un vantaggio ma comporta più rischi.

    Il rovescio della medaglia del vendere prima lo scrittore è il flop. Se il libro non vale le aspettative, in un certo senso, ti bruci. Difficilmente potrai avere una seconda possibilità presso quegli stessi lettori. E non tutti gli scrittori sfornano il proprio capolavoro alla prima.

    • Daniele Imperi 12 novembre 2013 at 11:28

      Non vendere prima lo scrittore, far conoscere lo scrittore prima della pubblicazione. È diverso.

      E la seconda possibilità è difficile comunque averla.

      • Salvatore 12 novembre 2013 at 12:19

        L’equivoco sorge perché hai parlato di “promozione” che è tipicamente una fase del processo di vendita… :P

        • Salvatore 12 novembre 2013 at 12:23

          *nel senso di promuovere qualcosa per venderlo.. Inizio a confondermi anch’io… @.@

        • Daniele Imperi 12 novembre 2013 at 14:07

          Ho capito, sì, ma promozione per me deve sempre avere un significato onesto e soprattutto veritiero.

      • Kentral 12 novembre 2013 at 12:55

        Si hai ragione avrei dovuto dire farsi conoscere; per vendere intendenvo il prodotto scrittore.

        Purtroppo in ogni cosa ci sono i pro ed i contro. Se ti fai conoscere prima, e poi quel che scrivi non piace rischi di esserti giocato la visibilità ottenuta. Viceversa emergere da zero è più complicato.

        Credo che ciascuno deve seguire le propensioni che più si addicono al proprio essere.

  • MikiMoz 12 novembre 2013 at 13:10

    Sono d’accordissimo con te (e ho letto questo post alle 5.30 di stamattina, baby!)
    Lo scrittore è tutti i suoi libri, quasi un marchio, e gli si perdoneranno anche passi falsi.
    E’ un personaggio.
    Ovviamente, però… si spera sia bravo e che i suoi libri siano quantomeno leggibili. Sennò può starsi a casa XD

    Moz-

    • Daniele Imperi 12 novembre 2013 at 14:09

      Ho visto che alle 6,30 era già condiviso da te su Twitter :)

      Sui passi falsi dipende, secondo me. Non certo se copia qualcosa o si fa scrivere il libro da qualcun altro.

      • MikiMoz 12 novembre 2013 at 22:01

        Quelli non sono passi falsi, quelle sono cose da essere messo in croce in piazza XD

        Moz-

  • Valeria 12 novembre 2013 at 15:26

    Sono d’accordo su tutto. E quasi quasi quel che dici in questo post è convincente in merito anche a un tuo post precedente dove, forse nei commenti, si parlava se lo scrittore deve o meno scrivere sotto pseudonimo. Secondo il tuo ragionamento di oggi, visto che lo scrittore dovrebbe farsi conoscere già preventivamente, usare uno pseudonimo è un po’ controproducente; a meno che non te lo crei prima e ti dai il tempo di farti conoscere prima di far stampare e pubblicare il tuo scritto.

    • Salvatore 12 novembre 2013 at 16:13

      Scusa se mi allaccio al tuo commento, Valeria. Lo pseudonimo era in voga molto negli anni ottanta. Oggi mi sembrerebbe quasi anacronistico. Meglio usare il proprio nome e metterci la faccia. :)

  • Lucia Donati 12 novembre 2013 at 16:15

    Ti auguro di fare sempre buone scelte.

    • Salvatore 12 novembre 2013 at 16:42

      Ciao Lucia, il tuo era un commento al mio commento? Non capisco bene come funzioni questo caspita di blog (scadente comunque… Ciao Daniele! :P). Facendo finta che fosse così: che importa? Anche se fossero sbagliate, o pessime, sarebbero comunque mie scelte. Le prendo con maturità, assumendomene la responsabilità. Come in tutto d’altronde.

      • Salvatore 12 novembre 2013 at 16:52

        *mi sono accorto solo adesso che le risposte ad un commento hanno il faccino piccolino… Amen, ormai è fatta. :P

        • Daniele Imperi 12 novembre 2013 at 19:46

          Sì, Salvatore, in questo blog scadente le risposte hanno la faccetta più piccola :D

    • Daniele Imperi 12 novembre 2013 at 19:45

      Grazie :)

  • franco zoccheddu 12 novembre 2013 at 19:33

    Credo che seguirò in qualche modo la tua idea, Daniele: non proporrò (o non ri-proporrò) il manoscritto prima di aver scritto per un bel po’ sul blog.

  • [...] Fa’ in modo che nessuno dimentichi il tuo nome…C’è modo e modo, naturalmente. Nessuno ti chiede di compiere una strage o cimentarti in un’impresa impossibile. Ma facendoti conoscere, entusiasmando i lettori, scrivendo spesso, scrivendo ovunque nel web, farai circolare il tuo nome. Quando uscirà il tuo libro, nessuno dirà: chi è questo?  [...]

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