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7 problemi di un bibliomane

7 problemi di un bibliomane

Parliamoci chiaro: uno che compra libri in modo continuo e non ne ha mai abbastanza non può essere più definito un lettore forte o un bibliofilo, ma un bibliomane. La mania dei libri. Che è quasi una malattia, alla fine, forse meno pericolosa delle moderne “malattie mediali”, da cui per fortuna non sono mai stato affetto.

I bibliomani non si riconoscono perché nei loro blog parlano spesso di libri, hanno la tazza della colazione o la maglietta con la citazione del loro autore preferito o frequentano tutte le fiere del libro, ma perché in casa loro non trovi altro che libri. Ovunque.

Giorni fa ho letto un divertente post di Hayley Igarashi su Goodreads, “20 Problems Only Book Lovers Understand”. Alcuni sono abbastanza banali, altri sono comuni ai miei. E così ho voluto pensare a quali problemi debba affrontare come bibliomane. E ne ho trovati 7+1.

1. Comprare libri con un’urgenza inspiegabile, nonostante la montagna di libri ancora da leggere

Se mi fermo a riflettere, non esiste alcuna logica per cui io debba comprare tutti questi libri. Sul browser ho la scheda di Ebay sempre aperta alla sezione libri, che è un po’ come mettersi tutto il giorno davanti a una bancarella di libri. Non compro libri tutti i giorni su Ebay, sia chiaro, altrimenti sarei da tempo sotto qualche ponte di Roma.

Cosa spinge un bibliomane a comprare libri in continuazione? Il pensiero che possano finire, che qualcuno possa accaparrarsi l’edizione che cerchi, che ti dimentichi del libro che volevi. Non so, i motivi sono tanti, o forse non ce n’è nessuno. La scienza non ha ancora scoperto tutte le cause delle malattie.

Io sento proprio l’urgenza di comprare libri. È una spinta invisibile. Nei ritagli di tempo mi metto a fare ricerche su libri e autori, mi segno nomi e titoli quando li trovo in altri libri, tengo elenchi di autori e delle loro opere, dividendole in lette, da leggere e da acquistare.

La cosa comica – e forse inquietante – è che io potrei smettere di comprare libri in questo momento e avere da leggere abbondantemente fino alla fine dei miei giorni (che potrebbe anche accadere domani, chissà?).

2. Preoccuparsi della sorte di un personaggio

Eh, sì, mi capita spesso. Sono tentato di rovistare con lo sguardo fra le ultime pagine del romanzo per scoprire che fine abbia fatto quel personaggio.

Svariate volte mi sono ritrovato ad aprire il libro 200, 300 pagine avanti o più per vedere se in quella pagina il personaggio era ancora nominato – e quindi vivo e vegeto.

Eppure, da scrittore, so che un personaggio va sacrificato per il bene della storia. E se posso ucciderlo io nelle mie, allora possono farlo anche altri autori nelle loro.

Ma sappiamo tutti, da lettori, che non è così. O, meglio, ce ne freghiamo che sia così. Noi bibliomani siamo affezionati ai nostri personaggi, pretendiamo che non gli accada nulla e leggere frasi come “e quella fu l’ultima volta che vidi Daniele” ci spiazza, ci lascia interdetti.

3. Pensare a come arredare casa in funzione del numero di libri posseduti (e ancora da possedere)

Presente! Sto pensando a come arredare la casa di campagna che un giorno spero di comprarmi per viverci. Non sono amante di soprammobili e cornici con fotografie di gente defunta, quindi quegli spazi resteranno vuoti o saranno riempiti da libri.

Ai quadri appesi alle pareti preferisco le mensole e gli scaffali pieni di libri (anche perché mi costano meno i libri che i quadri). Tutt’al più appenderò qualche vecchio puzzle che ho fatto e il mega poster di Stanlio e Ollio che ho da anni arrotolato in un tubo.

Libri in ogni stanza, dunque, fuorché in bagno e cucina. Libri a tutte le pareti, anche di ingressi e corridoi. Libri divisi per genere letterario e per autore o anche per collana. Scaffali che arrivano fin quasi al soffitto.

4. Cercare in modo spasmodico altri libri dello scrittore appena conosciuto e apprezzato

A gennaio ho letto il primo romanzo di Thomas Wolfe, O Lost, scoperto dopo aver visto il film Genius, e da allora sto cercando, con grande fatica, di recuperare altre sue opere. Stesso discorso per l’autrice Marjorie Kinnan Rawlings, l’autrice de Il cucciolo. Tra l’altro entrambi hanno avuto lo stesso editor: Max Perkins.

Il corposo elenco delle opere di Philip K. Dick, 46 volumi fra cui 4 di racconti e la famosa e lunghissima Esegesi, vede una mancolista di 13 libri. E poi ci sono elenchi delle opere di Verne, King, Scalett Thomas, E.L. Doctorow, Dennis Lehane, Len Deighton, Guareschi e altri.

Quando un bibliomane scopre un autore che sconvolge il suo modo di leggere, che gli resta dentro, che gli fa dire “Ma perché non l’ho trovato prima?”, deve assolutamente andare a caccia di ogni sua opera, ben consapevole che qualcuna potrebbe non piacergli.

5. Leggere più libri possibili l’anno per arrivare a leggerli tutti prima della dipartita (sapendo bene che è impossibile)

Sì, io ho fatto questo calcolo. No, non ho incontrato il Padreterno che m’ha detto quando mi toccherà. Anni fa un’amica mi disse che non mi sarebbe bastato il resto della mia vita per leggere tutti i libri che avevo. A quel tempo ne avevo un migliaio in meno rispetto a ora. Posso chiedere un prestito… di anni?

Però un calcolo approssimativo si può fare. Fai una media di quanti libri hai letto negli ultimi 5 anni, calcoli di arrivare a 80 anni e moltiplichi gli anni che ti restano per la media di libri letti l’anno. Così scopri quanti libri ti resteranno da leggere una volta trapassato. Arrivato a 80 anni io avrò letto 1716 libri. Posso farcela.

Ecco perché ho deciso di arrivare, pian piano, a leggere 100 libri l’anno. Così ci sono buone probabilità di finire la vita in bellezza: leggendo tutti i libri posseduti.

“Danie’, e se mori domani?” Ma volete portarmi sfiga? :|

6. Esclamare “questo devo averlo!” quando scopri che un film che t’ha fatto impazzire è tratto da un libro

Qualcuno forse ricorderà le 16 nuove storie da leggere che hanno ispirato film, i 21 nuovi libri da leggere (dopo aver visto i film dai quali sono tratti) e i 27 libri da leggere (dopo aver visto i film dai quali sono ispirati). Ma ho un altro post in preparazione, che forse vedrà la luce a luglio.

A me sembra normale leggermi il romanzo da cui hanno preso spunto per fare un film, se ovviamente ho apprezzato molto quel film. È un modo per perpetuare la storia, per continuarne la magia. E una scusa in più per comprare libri.

7. Criticare le scelte del regista dopo aver letto il libro da cui è tratto il film

Un tempo restavo sempre deluso dal film dopo aver letto il libro. Qualcuno dice che è sempre meglio il libro del film: non so, forse sì, perché un libro dura di più e ti lascia sensazioni più profonde.

Adesso leggo il libro, dopo aver visto il film, con uno spirito diverso. E vedo il film, dopo aver letto il libro, sapendo che sto vedendo una sua interpretazione. E poi giù con la polemica, se non mi sta bene l’operato del regista.

Bonus: Chiedersi dove (diavolo) trovare soldi per comprare tutti i libri del mondo

A Roma ci sono tante bancarelle di libri ingialliti e impolverati. La gente passa e è difficile che si fermi. Avessi i soldi, farei chiudere tutte quelle bancarelle: mi comprerei a scatola chiusa tutto quello che hanno.

Avessi i soldi, la mia lista su Amazon che ha superato i 500 articoli sarebbe estinta con un unico ordine. E anche quella su Ebay, che è molto meno numerosa.

Mi chiedo dove trovare i soldi per comprarmi tutti i libri che escono e che mi interessa avere e leggere, possedere come un dannato bibliomane, conservare neanche fossi la Biblioteca Nazionale. E so che non avrò mai quei soldi, a meno di vincere al Superenalotto. Ma se smettiamo di sognare, che altro ci resta?

Ecco quali sono i problemi di un bibliomane. Le ansie e le preoccupazioni che deve affrontare ogni giorno.

45 Commenti

  1. Grilloz
    20 aprile 2017 alle 07:19 Rispondi

    Eh, come ti capisco, a volte devo attingere a tutto il mio selfcontrol :D
    Quanto al punto uno: a volte non ho libri in casa he si adatino al mio umore del momento, mentre quello che ho in mano adesso in libreria sembra scritto apposta… (mi pare una buona scu… ragione, no? :P )

    • Daniele Imperi
      20 aprile 2017 alle 11:56 Rispondi

      Stamattina, tornando a casa, tanto per cambiare, trovo le novelle di Verga in una bancarella. Che fai, non le prendi? :D
      Adesso ci dici che libro hai preso in libreria.

  2. Giulia
    20 aprile 2017 alle 07:30 Rispondi

    Ciao Daniele!
    Come sempre grazie per i tuoi post, che trovo molto interessanti; anzi, scusami se non riesco a commentare sempre.
    Non ho molto da dire su questo, in realtà, ma ci provo.
    Wow, io non avevo mai pensato ai problemi che può avere un bibliomane. Credo che leggere sia una cosa molto bella e che lo sia anche avere molti libri, ma non troppi. Io non so se riuscirei a vivere in una casa con libri in ogni stanza! Non sono una bibliomane, di certo. Essendo non vedente ho molti audiolibri, ne leggerò credo sei o sette l’anno, soprattutto d’estate (sì, pochi, ma con l’università e tutto il resto il tempo non è molto). Comunque, negli ultimi cinque anni, credo di averne letti più di una ventina. Ora sto leggendo “Il Ciclo dell’eredità” di Christopher Paolini, benché il fantasy non mi attiri; ma me l’ha consigliato una mia amica e, wo, è meraviglioso!
    Tu hai mai provato a leggere un audiolibro, cioè ad ascoltarlo? Sarebbe bello leggere un tuo post sugli audiolibri, un giorno. Mi farebbe felice!

    Comunque, sto divagando.
    Volevo dire che mio zio è un bibliomane. La sua casa è piena zeppa di libri di fantascienza ma soprattutto di storia: romanzi, saggi ecc. Credo ne abbia sicuramente centinaia, se non migliaia e non so se li abbia letti tutti (non credo). Comunque a lui piace tantissimo leggere e ne compra parecchi. Non so, però, se abbia i problemi di un bibliomane. Forse quello di avere tutti i libri di un autore sì, ma anche se lo conosco benissimo, non saprei dire nulla per quanto riguarda gli altri sette.
    Mia nonna, che purtroppo è morta l’anno scorso, si lamentava sempre dicendo che gli scaffali della casa di mio zio (abitavano insieme, lei sotto e lui sopra) stavano cedendo sotto il peso dei libri che aveva, ma non credo lui li mettesse in ordine, come invece sarebbe giusto.

    Scusa se ho divagato un po’, ma ci tenevo comunque a lasciare una traccia del mio passaggio. :)

    Giulia

    • Daniele Imperi
      20 aprile 2017 alle 12:01 Rispondi

      Ciao Giulia,
      gli audiobook alla fine sono come gli ebook, dei file, suppongo. Quindi non occupano spazio fisico :)
      No, non ho mai letto un audiolibro, proprio non mi attirano. La mia attenzione calerebbe nel giro di due minuti, credo :D
      Poi magari non mi piace la voce narrante, o l’eventuale musica. Se tu hai esperienza, potresti scriverlo tu un post sugli audiolibri.
      Mi sa che tuo zio se non è un bibliomane, ci si avvicina molto :)
      Grazie del passaggio!

  3. Chiara (Appunti a Margine)
    20 aprile 2017 alle 07:50 Rispondi

    Mi è piaciuto questo post: è ironico e divertente. :-D
    Sono una bibliomane allo stato “medio”.

    Leggo molto con il Kindle, e questo ha accresciuto la mia tendenza all’acquisto compulsivo: si risparmia un po’ e basta un click. La mia lista di Amazon conta al momento una cinquantina di Kindle. Ho da leggere 16 libri elettronici, e circa altrettanti in cartaceo. Mi sono imposta di non comprarne altri finché non si sono un po’ dimezzati, ma so che … ehm… lasciamo stare! :-D

    Anch’io mi preoccupo della sorte dei personaggi come se fossero miei amici. A volte, parlo con loro: “Ma che cavolo stai facendo?!?” urlo, mentre leggo, facendo sobbalzare mio marito.

    Proprio pochi giorni fa ho comprato: “il falò delle vanità”, romanzo da cui è tratto l’omonimo film di Brian De Palma, del 1990. E spero di non doverlo insultare, De Palma.

    Per quel che riguarda l’arredamento, molti dei miei libri sono ancora a casa di mia mamma, ma verrà il giorno in cui li trasferirò tutti… e ci sarà da piangere. A casa mia sono ovunque, compresi in cucina (ricettari), e ho deciso che quando comprerò un appartamento costruirò personalmente la libreria.

    Tra i giorni più belli della mia vita, ricordo quando la prof. di Italiano, al Liceo, ci invitò nella casa del suocero ex professore, appena mancato, per prendere qualcuno dei 5000 libri che aveva lasciato. I miei compagni, timidissimi, avevano preso uno o due volumetti a testa. Io avevo riempito uno scatolone intero. Sembravo una pazza.
    Le dicevo: “prof, mi piacerebbe anche questo, ma…”
    E lei: “fai, fai, che io non so dove metterli…”
    Poi, siccome ero con il motorino, si era offerta di portarli lei in auto a mia mamma. Ancora oggi, quando la incontro, mi rivolge due domande: cosa sto leggendo, e se scrivo ancora. :D

    • Daniele Imperi
      20 aprile 2017 alle 12:05 Rispondi

      Grazie :D
      Io non riesco proprio a impormi di non comprare libri finché non dimezzo…
      A me finora è capitato solo di mettermi a ridere leggendo, in un paio di casi.
      La prof vi aveva regalato i libri? Io ora avrei affittato un pulmino per i traslochi :D

      • Chiara (Appunti a Margine)
        21 aprile 2017 alle 16:13 Rispondi

        Io me lo impongo, ma non sempre riesco a mantenere il proprosito: oggi ne ho comprati 2…

        • Daniele Imperi
          21 aprile 2017 alle 16:26 Rispondi

          Io solo uno :D

  4. von Moltke
    20 aprile 2017 alle 08:11 Rispondi

    Nuovo articolo in cui mi riconosco, anche comicamente.
    La questione dell’arredamento mi pesa particolarmente, anche perchè sono pure un appassionato di mappe storiche e ritratti di sovrani, cosicchè la pianificazione della biblioteca si arricchisce di ulteriori problematiche.
    Mi ricordo di quando giunsi in città, ormai 25 anni fa, e le librerie mi parevano enormi. Poi, leggendo un libro, scoprivo che ce n’erano altri, ancora più interessanti, che non erano disponibli, o addirittura neppure tradotti in italiano. Adesso, il leggere in 5 lingue e internet mi hanno rovinato. Nell’ultimo mese ho comprato 10 libri fra Amazon e Ebay, e altri dieci il mese prima. Ora mi do una calmata, mi sono detto. Ieri ne ho ordinato un altro su Ebay. Era troppo bello, e poi, solo uno…
    Vorrei non più soldi, che ormai quelli che prendo, usati e come nuovi, costano una miseria, ma un paio di secoli di vita, che altri 40 anni mi sembran pochi.
    Già, a volte mi pare quasi una malattia…vorrei che fosse anche contagiosa.

    • Daniele Imperi
      20 aprile 2017 alle 12:08 Rispondi

      Belle le mappe storiche! Ecco un’altra cosa che appenderei volentieri alle pareti.
      10 libri nell’ultimo mese? Sei ancora una recluta, allora :D
      Purtroppo non è contagiosa come malattia, la nostra.

  5. Brunilde
    20 aprile 2017 alle 08:21 Rispondi

    Grazie per questo post: mi ha fatto sentire a casa!
    Non so se sono una bibliomane.
    Anni fa quando stavo ristrutturando la casa di cui mi ero innamorata a prima vista, i muratori e il falegname mi guardavano strano, non capivano perchè mi preoccupassi prima di tutto di creare tutti quegli spazi per le librerie in cui posizionare scaffali su misura, disegnati da me.
    Ho invece amici che hanno case bellissime ed eleganti in cui il mio sguardo vaga, a disagio, cercando libri che non ci sono: e lì ti accorgi che sei di una razza diversa, come quando qualcuno, in treno, dal parrucchiere, in spiaggia o da qualsiasi altra pare ti chiede, magari solo per cortesia, cosa stai leggendo, e tu inizi a parlare felice di quell’autore, di quel libro , del perchè lo hai scelto, di cosa ti sta trasmettendo quel personaggio. E poi ti accorgi che nelle pupille dell’interlocutore c’è come un punto interrogativo, della serie ” questa non la capisco “.
    Vivo in mezzo ai libri, ho voglia di leggere novità, bisogno di ripescare i classici , antichi e moderni, non riesco a utilizzare i prestiti in biblioteca e uso il kindle solo quando sono lontana, per problemi di peso quando imbarco il bagaglio all’aereoporto. Sì, sono tagliata fuori dalle conversazioni sulle serie televisive, non conosco niente dei talent, dei reality, e vado anche poco al cinema, perchè da quando ero piccola ho sempre preferito le parole alle immagini.
    Bibliofila o bibliomane, comunque sia molto felice di una passione che colora la mia esistenza di mille sfumature!

    • Daniele Imperi
      20 aprile 2017 alle 12:16 Rispondi

      Anche a me capita di cercare libri nelle case, quando ci entro la prima volta :D
      La televisione per me si riduce a un film la sera, in TV o su Netflix. Non vedo nessun genere di programma/spettacolo/reality/talent/ecc.

  6. Cristina
    20 aprile 2017 alle 08:35 Rispondi

    …”e quella fu l’ultima volta che vidi Daniele” mi sembra la frase più inquietante del post! ;-)
    Riconosco il mio ritratto spiaccicato nel punto 1. e nel punto 3. Ho almeno una trentina di libri da leggere che ho comprato di mia sponte e circa trecento che mi sono arrivati tramite doni ed eredità. Nota bene che di questi ultimi ho tenuto soltanto quelli che davvero voglio leggere, scartando gli altri. Ho un quaderno con un elenco su cui segno libri che mi consigliano i lettori onnivori come me, che si arricchisce di giorno in giorno. Non risento molto del punto 2. perché mal che vada posso rileggere i punti con il mio personaggio preferito, per farlo “rivivere”. La situazione del punto 3. è drammatica. Proprio di recente ho dovuto installare nuove librerie in sala e altre in camera da letto. I libri sembrano moltiplicarsi per partenogenesi, è tutto pieno. Però quando ripenso alla casa di Giuseppe Pontiggia, mi consolo: lui aveva i libri ovunque, anche in bagno. Era una tana di libri!
    Anche sul punto 5. ogni tanto rifletto. C’è da dire che non bisogna considerare soltanto gli anni di vita, ma bisogna anche conservare la mente lucida e mantenere i ritmi di lettura, che con l’età sono forse destinati a rallentare.

    • Daniele Imperi
      20 aprile 2017 alle 12:19 Rispondi

      Ogni tanto mi piace inquietare :D
      Alla lucidità mentale e ai ritmi di lettura non avevo pensato. Però, mantenendo il cervello in allenamento – leggendo, anche – la lucidità mentale dovrebbe conservarsi.

  7. Corrado S. Magro
    20 aprile 2017 alle 08:51 Rispondi

    Molto simpatico. Non posso dirmi bibliomane. A volte vorrei scoprirmi vittima di una mania e perché no “da bibliomane”? Non ce la faccio! Amo tanto gustarmi i libri che acquisto, siano essi cartacei o digitali. I cartacei in lingua italiana, almeno fino al presente, fanno la parte del leone. Il digitale mi serve per scoprire magari se una nuova penna (indiana?) fa per i miei gusti. Se scialba, lascio che continui a fumare il calumet della pace. Al romanzo preferisco spesso la saggistica. Un acquisto dal contenuto deludente? Raramente eliminato. La mia libreria? Non più di 300 volumi, alcuni vecchi di decenni, che ogni tanto rispolvero trovandoli ancora piacevoli e di attualità.

    • Daniele Imperi
      20 aprile 2017 alle 12:21 Rispondi

      I libri acquistati vanno senza dubbio gustati, altrimenti non ha senso leggere. Io invece leggo saggistica solo ogni tanto, o per documentarmi o per curiosità improvvisa su qualche argomento.

  8. Kukuviza
    20 aprile 2017 alle 12:39 Rispondi

    Avevo un simpatico e compianto professore che aveva due appartamenti, in uno abitava, nell’altro c’erano i libri.

    • Daniele Imperi
      20 aprile 2017 alle 13:31 Rispondi

      Ma dici sul serio? :|
      Io però li voglio vicino a me.

      • Kukuviza
        20 aprile 2017 alle 15:05 Rispondi

        Beh ma gli appartamenti erano vicini, forse in quello con meno libri ci andava solo a mangiare e dormire :-)
        Cmq in quello coi libri, se aprivi la credenza della cucina, anzichè piatti e bicchieri, ci trovavi…libri.

        • Daniele Imperi
          20 aprile 2017 alle 15:10 Rispondi

          Un tipo davvero singolare :D
          Doveva averne migliaia…

          • Kukuviza
            20 aprile 2017 alle 16:00 Rispondi

            Sì, poi aveva anche una intera parete di Urania

  9. luisa
    20 aprile 2017 alle 14:02 Rispondi

    Ciao Daniele tvb ma…questo nooooo “Ai quadri appesi alle pareti preferisco le mensole e gli scaffali pieni di libri”
    Libri e quadri è ” un’unione perfetta” :-) (infatti scrivo e dipingo)
    “C’era una volta un sarto che abitava in un piccolo appartamento in via del Babuino a Roma. Da lui andavano molti pittori per farsi cucire i pantaloni,alcuni non potendo pagare regalavano un quadro, con il passare degli anni alcuni quadri sono diventate vere opere d’arte,adesso quel semplice sarto ha lasciato ai suoi nipoti una fortuna”

    • Daniele Imperi
      20 aprile 2017 alle 14:11 Rispondi

      Ciao Luisa, ho due quadri che aveva comprato mia zia, che di sicuro appenderò. Ma i quadri costano, come ho scritto, e io neanche me ne intendo, quindi cosa posso appendere? :)
      Se me li regalano, ci può stare, ma è meglio che s’informino sui miei gusti, prima :P

      • luisa
        20 aprile 2017 alle 22:50 Rispondi

        Chi acquista quadri di solito lo fa per quattro motivi :un’emozione lo spinge a dire lo voglio mi ricorda qualcosa che sento dentro di me, devo arredare casa quindi come un ornamento, come investimento che cresce nel futuro (con il costo di 20 libri già si può comprare un bel quadro), oppure come status symbol
        Ps. 1716 libri a una media di E 9 a libro = E15.444,00- dai qualche libro in meno e qualche quadro in più :-)

  10. luisa
    20 aprile 2017 alle 14:24 Rispondi

    Bibliomane? No grazie
    I libri che leggo (troppo pochi ) li porto con me ovunque (nel periodo che li sto leggendo) li strapazzo e li vivo intensamente, poi li ripongo vicino a me
    Ps. hai un indirizzo dove mandare un pacchetto?

    • Daniele Imperi
      20 aprile 2017 alle 15:03 Rispondi

      Libri vissuti intensamente :)
      Ti mando l’indirizzo per email.

  11. Barbara
    20 aprile 2017 alle 15:46 Rispondi

    No, non credo di poter essere considerata bibliomane a questi livelli. Certo è che quando sono arrivata qui la libreria era piena a metà, ed ho inserito ninnoli per coprire i buchi. Adesso la guardo e sto selezionando cosa buttare per fare posto (riviste informatiche per prime, tanto ho i dvd) e come risistemarli (in doppia corsia, in orizzontale sopra le file). Per ora il digitale è contenuto dal fatto che passare da amazon a kobo è ancora un’impresa…

    • Daniele Imperi
      20 aprile 2017 alle 15:50 Rispondi

      Ho anche io le doppie e triple corsie, e le cataste di libri da qualche parte e altri inscatolati :D
      Però sarebbe bello vederli ognuno nel proprio spazio, senza essere coperti da altri.

  12. Marco Benedet
    20 aprile 2017 alle 18:07 Rispondi

    Mania ossessivo compulsiva. Ecco cos’è la bibliomania, ma anche se è un’ossessione è una tra le più belle ed edificanti.
    Che mai terapia la tratti.

    • Daniele Imperi
      21 aprile 2017 alle 07:20 Rispondi

      Concordo in pieno: io non voglio guarire :D

  13. Roberta
    21 aprile 2017 alle 00:35 Rispondi

    Aggiungerei:
    8. Pianificare la giornata in modo da ritagliarsi spazi per la lettura.
    Che sia svegliarsi dieci minuti in anticipo, andare a letto anche se non si ha ancora sonno per poter leggere un po’ prima di dormire, prendere il tram invece dell’auto così in quei 15 minuti si legge, o fare la pausa pranzo da soli così non si deve chiacchierare con gli altri esseri umani e si può andare avanti con un capitolo, il bibliomane accanito non limita la sua “malattia” all’accumulo.
    Siamo sfaccettati ;P

    • Daniele Imperi
      21 aprile 2017 alle 07:22 Rispondi

      Ecco perché da tempo mi alzo alle 6,30: per leggere di più :)

  14. Maria Pia Rollo Wild Woman
    21 aprile 2017 alle 08:30 Rispondi

    Ciao Daniele. All’opposto dei bibliomania ci sono coloro che non possono acquistare uno o due libri l’anno. Se abbassassero l’IVA, sarebbe il massimo, ogni anno non leggeremmo più quel triste bollettino che ci dice che ormai leggono solo i bambini (ma anche i grandi dovrebbero leggere, no?)

    • Daniele Imperi
      21 aprile 2017 alle 08:56 Rispondi

      Ciao Maria Pia, benvenuta nel blog. Sono d’accordo, ma comunque si possono anche comprare usati i libri e si risparmia parecchio.

  15. Il Palombaro (Immersività blog)
    21 aprile 2017 alle 12:41 Rispondi

    “Bibliomania”… non ci ho mai pensato ma mi ci ritrovo parzialmente. Non sarò un bibliomane al 100% come te ma potrei definirmi un “mini-bibliomane”. Il problema dell’acquisto mi pesa particolarmente: comprerei un sacco di libri e ho già una valanga di arretrati. Ciò nonostante continuo a comprarli… non riesco a resistere… anche se so che non li leggerò nemmeno nel prossimo anno, con tutta probabilità.
    La mia ragazza è peggio di me. Io cerco di controllarmi ma lei compra senza freno. Se non ci fossi io a bloccarla finiremmo in bancarotta in pochi giorni. La capisco e mi dispiace frenare il suo entusiasmo (anche perché quei libri li voglio anch’io! :P ) ma i soldi sono un problema. Anzi, IL problema del secolo.

    Casa mia straripa e non c’è più spazio. Ma il vero bibliomane era mio nonno: ci ha lasciato migliaia di volumi nelle grandi librerie di casa sua. Ne comprava tanti da giovane e ancora di più in vecchiaia, per poi nemmeno leggerli. Era anche motivo di orgoglio, per lui, ostentare scaffali traboccanti di romanzi e tomi ciclopici (hai presente? Costosi, ingombranti, illeggibili… ma belli, non c’è che dire).

    Però, se ci pensi, è una bella cosa. I tuoi figli, i tuoi nipoti e così via erediteranno ciò che hai accumulato. Noi abbiamo ereditato il tesoro di nonno, che ha formato me e mio padre e di cui usufruirà mio figlio.
    I libri, quelli veri, quelli che ami davvero… sono tracce di te. Il ragazzo che li leggerà assimilerà pezzi del tuo passato e del tuo pensiero. E maggiori sono le letture a disposizione, maggiori le possibilità; anche se, in verità, è sempre una manciata di titoli che ti segna davvero. Vale la pena essere bibliomani per questo. “Ciò che sai amare rimane,/il resto è scoria/Ciò che sai amare non ti sarà strappato/Ciò che sai amare è la tua vera eredità” (Ezra Pound — Canto LXXXI dei Canti Pisani).

    • Daniele Imperi
      21 aprile 2017 alle 13:11 Rispondi

      Sì, i soldi sono un gran problema. I miei nonni, a parte qualche volume, non avevano una libreria fornita. Hanno iniziato i miei genitori.
      Vorrei farmi una famiglia anche per far ereditare i miei libri :D

  16. Mirko
    21 aprile 2017 alle 13:48 Rispondi

    Ciao Daniele, sto pensando a quelle immense biblioteche che si vedono nei film con gli scaffali pieni di libri. Sarebbe davvero fantastico possederne una. Ma rimarrà solo un sogno.

    • Daniele Imperi
      21 aprile 2017 alle 14:01 Rispondi

      Quelle altissime con le scale sulle guide scorrevoli :)

      • Mirko
        21 aprile 2017 alle 14:09 Rispondi

        Ciao Daniele, sì, proprio quelle.

  17. Juana
    21 aprile 2017 alle 14:32 Rispondi

    Punto numero 3: presente!
    Queste case moderne sono sempre troppo piccole per gente come noi… per questo ritengo che ogni anfratto, buco, angolo in cui di solito non si cammina vada benissimo per “infrattare” gli ultimi acquisti. Anche in bagno, se proprio necessario :D

    • Daniele Imperi
      21 aprile 2017 alle 15:21 Rispondi

      Oddio, al bagno proprio non riuscirei a mettere libri :D

  18. Lucrezia
    21 aprile 2017 alle 23:04 Rispondi

    A me capita spesso di essere in ansia per un personaggio e andare a vedere se fa la fine che non vorrei. Quando ho visto che fine fa, torno alla pagina del libro a cui ero arrivata.Ciao

    • Daniele Imperi
      22 aprile 2017 alle 07:20 Rispondi

      Così ti perdi la sorpresa, però.

  19. Megalis
    22 aprile 2017 alle 19:53 Rispondi

    Mi sono divertita un mondo a leggere il tuo articolo, probabilmente perché sono una di voi!
    Io e mia sorella, nella nostra piccola casa, avevamo seminato libri ovunque (forse con la segreta speranza che ne nascessero altri ^_^). Per ritrovarli abbiamo creato un archivio digitale in cui ne memorizzavamo la posizione.
    Qualche settimana fa, al cinema ho visto La Bella e la Bestia: la mitica scena della della biblioteca non può che ammaliare una bibliomane come me. Peccato che abbiano deciso di fare pausa tra primo e secondo tempo proprio quando la porta della biblioteca si spalancava davanti ai miei occhi. Sia io che il resto del pubblico eravamo a dir poco adirati e lo abbiamo espresso con un corale: noooooo!
    Quindi tranquilli, a quanto pare siamo in buona compagnia.
    Oggi combatto la mia ultima passione Murakami, ma credo che andrò giù di kindle.

  20. lilli
    23 aprile 2017 alle 11:35 Rispondi

    ciao non ho ancora letto tutto il blog su questo argomento, ma ti posso dire che secondo me ha a che fare con la dopamina, ci siamo drogati.
    Ma e’ molto meglio questa droga…..che comunque ti arrichisce…..che i psicofarmaci o la cannabis (per non parlare di peggio) o le sigarette o l’alcool, al limite ci abbinerei lo sport, cosa che faccio saltuariamente
    In ogni caso, riguardo alla mole dei libri ho risolto col Kobo, alla fine ti abitui e non sei obbligato ad arredare casa con gli scaffali

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