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Come scrivere il primo post del blog

Primo post

Quando ho aperto i miei blog mi sono sempre trovato nel dubbio su quale post scrivere per primo, su cosa scrivere e come scriverlo. Ripensando a tutti quei primi post – forse una ventina – confesso di non essere per nulla soddisfatto di ciò che ho scritto, della scelta sulla tipologia di articoli.

La funzione del primo post è forse la più delicata del blog: il blog è vuoto e il lettore si trova davanti un unico post da leggere. Se non è di qualità, se non attrae subito, il lettore non ha altre alternative di scelta: è costretto ad andarsene.

Ho individuato tre tipologie di primi post da scrivere, a cui ho dato dei nomi convenzionali, anche se ho usato soltanto le prime due. Non so quali siano più funzionali di altre, quali più apprezzate. Credo che la migliore sia la terza, ma anche la seconda è buona, se impostata con astuzia.

Metodo “In media res”

Proprio come vengono chiamati alcuni incipit di romanzo: questo metodo si basa sulla scrittura del post come se il blog fosse già avviato, come se contenesse altri articoli. È questo il metodo che ho usato su Penna blu.

Un primo post del genere, secondo me, potrebbe spiazzare il lettore, convincerlo, se dalla struttura del blog non è subito chiaro, che esistano altri articoli. È un metodo freddo, che sicuramente non userò mai più. È come entrare in un posto – il web, la blogosfera – e iniziare a parlare senza presentarsi né salutare.

Metodo “A tu per tu”

Diverse volte ho scelto questa tipologia di primo post: una presentazione ai lettori del mio blog e di cosa avrei parlato. A dire la verità le mie presentazioni sono state sempre scarne, e questo dà l’impressione che il blogger, fin dall’inizio, non sappia cosa dire.

Ho parlato prima di astuzia su come impostare il primo articolo del blog in modo davvero efficace scegliendo questo metodo: una presentazione del proprio spazio web. La parola segreta è landing page.

Il primo post del blog può essere pensato come una landing page verso cui convogliare lettori. Un articolo informativo sui temi che saranno trattati nel blog, un articolo da manuale di web marketing, se possiamo esagerare. Ma anche un post da aggiornare linkando le parole chiave relative alle sezioni del blog, quando nasceranno.

Metodo Killer

Il miglior primo articolo che può sfornare un blog. Il nome è preso dal ben noto killer content, il contenuto che uccide, ossia quei testi in grado di stupire il lettore, di lasciarlo a bocca aperta, senza fiato. Articoli che spiazzano, ma in senso positivo. Articoli che incuriosiscono, perché il lettore tutto si aspetterebbe tranne ciò che ha appena letto.

È così che Cristiana Tumedei ha scritto il suo primo post, 3 buoni motivi per non seguire questo blog. Un titolo che sciocca il lettore: nessuno si aspetta un web marketing al contrario, che punta ad allontanare il lettore. Eppure sono proprio questi titoli che destano maggiore curiosità nei lettori. Perché inconsueti.

Come scrivere un primo post killer

La scrittura di un post del genere va pianificata. Da una parte si tende a incuriosire il lettore, dall’altra non si deve esagerare. Lo scopo è quello di farsi leggere e commentare, ma soprattutto di ottenere seguito.

  • Scegliere un titolo efficace: è alla base di ogni post, ma è più necessario in un post del genere. Il lettore deve essere sorpreso nel leggerlo, catturato e invogliato alla lettura del resto dell’articolo. Sorpresa è la parola chiave.
  • Scrivere una buona introduzione: il primo paragrafo deve prendere per mano il lettore, riprendere il titolo e ribaltare la situazione.
  • Scrivere un testo che uccide: non si tratta di esagerare. Nel post di QuiCopy soltanto il titolo è esagerato, l’articolo è invece professionale. E soprattutto contiene una promessa inespressa, o quasi velata: dice cosa potrà leggere il lettore nel blog. Ciò che non leggerà negli altri.

I vostri primi post

Ricordate il primo articolo scritto nei vostri blog? A quale delle 3 tipologie appartiene? Siete ancora soddisfatti di quei post? Potete individuare un’altra categoria di primi post da scrivere?

41 Commenti

  1. Alessandro Madeddu
    5 giugno 2013 alle 09:21 Rispondi

    Ne ho scritti due, il primo per il tumblog di antiquariato che ora è Cronache dei disadattati, e l’altro per Il paese degli Sputnik. Sinceramente non ho idea di cosa ho combinato, l’ho combinato e basta :D

    La cosa più curiosa è che solo ieri mi è capitato di leggere il primo post di un blog, proprio mentre veniva pubblicato. Forse non ne avevo mai letto uno. Devo dire che mi ha lasciato un’impressione di straniamento: si presenta qualcosa, e anche bene. Qualcosa che però non c’è.

    • Daniele Imperi
      5 giugno 2013 alle 14:53 Rispondi

      Capisco che intendi. Ma devi considerare il primo post non proprio come una presentazione, che come dici è per qualcosa che ancora non esiste, ma come l’annuncio di cosa si leggerà nel blog.

  2. Lucia Donati
    5 giugno 2013 alle 11:26 Rispondi

    A me un titolo “ad effetto” spesso lascia perplessa e ti dirò, qualche volta mi infastidisce proprio perché capisco il tentativo che c’è dietro di catturare l’attenzione. Ma questa cosa avevo già avuto modo di dirla in altra occasione diverso tempo fa. Ciò non toglie che a volte il titolo ad effetto ci stia. Secondo me, però, alla lunga, se in un blog vi sono sempre e solo quei titoli, la cosa rischia seriamente di stancare e di innervosire. Se vedo un titolo di quel tipo sono tentata di andare altrove, ma di solito leggo le prime righe per capire se si tratta comunque di articolo di qualità (magari se non lo leggo, mi perderei qualcosa di valido). Però la prima tentazione è scappare per l’eccesso di attenzione e consenso richiesto anche con volontà di scioccare. Così, il lettore ha un senso di repulsione, almeno secondo me. Come nel caso di pubblicità scioccanti e ripetute: alla fine fanno fuggire quellic he invece si volevano attrarre. Secondo me c’è chi perde qualche punto nel gradimento perché, pur scrivendo buoni articoli, si penalizza da solo cercando attenzione a tutti i costi.
    Per un primo post si deve riflettere bene: io ci ho pensato mesi prima di aprire il blog. Ho dato semplicemente il benvenuto e indicato gli argomenti che avrei trattato. Il resto segue, aggiustamento su aggiustamento. Certo se si vuol fare programmazione precisa fin ad subito bisogna studiare con più attenzione la cosa. Non mi sono mai pentita di quelle prime scelte e le rifarei. E poi, il mio primo post non lo ha visto nessuno per mesi: tu ne sai qualcosa. Sei stato il primo a commentare!
    :) Ma io non sono una professionista come del web come te e Cristiana…

    • Lucia Donati
      5 giugno 2013 alle 11:27 Rispondi

      (Ho scritto un post!!!) :)

    • Daniele Imperi
      5 giugno 2013 alle 14:54 Rispondi

      In rete, con la miriade di contenuti che c’è, devi per forza creare dei titoli efficaci. Non d’effetto: ma efficaci. Devono attirare la curiosità, ma ovviamente devono essere accompagnati da un testo di qualità. Il titolo è l’elemento più importante di una pagina web.

  3. Lucia Donati
    5 giugno 2013 alle 11:29 Rispondi

    Ho notato alcuni errori nel mio post: me ne scuso con chi leggerà. Sono dovuti al fatto che ho corretto alcune parti e non ho riletto !!!

  4. KINGO
    5 giugno 2013 alle 12:29 Rispondi

    Proprio oggi e’ nato il mio primo blog, e per certi versi devo dire che e’ un po’ figlio di Pennablu. Non senso che non mi sarebbe mai passato per la mente di creare un blog se non avessi mai letto Pennablu, e di questo devo ringraziarti, Daniele.
    Ovviamente, essendo io un megalomane, ho dovuto per forza creare qualcosa che non ha precedenti nella blogosfera, non c’era altro modo per soddisare il mio immenso ego.

    Il primo post? La presentazione di me stesso, ovviamente…

    • Daniele Imperi
      5 giugno 2013 alle 14:55 Rispondi

      Mi fa piacere di averti lanciato nel mondo del blogging. Un blog in rima è senza dubbio originale. Speriamo funzioni.

  5. Cristiana Tumedei
    5 giugno 2013 alle 13:42 Rispondi

    Ti ringrazio per la citazione. In realtà quando scrissi quel primo post non avevo intenzione di stupire o attirare l’attenzione. Mi sono semplicemente chiesta cosa avrei voluto trovare su un blog appena nato.

    Quindi ho deciso di fare una presentazione in negativo, che mirasse a spiegare il progetto dicendo cosa il lettore si sarebbe dovuto aspettare successivamente.

    • Daniele Imperi
      5 giugno 2013 alle 14:58 Rispondi

      Il post è stato ispirato proprio da quel tuo primo post. Ribadisco che a me è sembrato più che valido e talmente originale che sarà difficile ripetere l’esempio senza fare quasi una copia.

      Che non avessi voluto stupire si capisce dal tono del post.

      • Cristiana Tumedei
        5 giugno 2013 alle 18:45 Rispondi

        Per quanto mi riguarda non credo cercherò di replicare. Anzi, solitamente intendo ogni progetto web singolarmente. Quindi, quando lavoro a un piano editoriale, cerco di non lasciarmi influenzare da fattori esterni.

        Ecco, se posso, credo che un consiglio sensato sia quello di non considerare troppo la “concorrenza”. D’accordo l’analisi preventiva, che ci aiuta a comprendere meglio alcune dinamiche, ma è importante concentrarsi sul proprio progetto, sugli obiettivi e le aspettative. Tu cosa ne pensi?

        • Daniele Imperi
          5 giugno 2013 alle 18:50 Rispondi

          Neanche a me va di replicare. Intendevo, considerando il tuo “killer primo post”, di prendere in considerazione una situazione simile, ossia stupire il lettore. Ma dipende anche dal tipo di blog.

          Sull’analisi della concorrenza la penso alla stessa maniera: non va intesa come “facciamo quello che fanno loro”, anche perché ogni azienda è una realtà a sé stante. Fa ovviamente bene guardare come si pone coi clienti, con gli utenti online, ma deve creare un progetto che vada bene per se stessa.

          • Cristiana Tumedei
            5 giugno 2013 alle 18:57

            Avevo capito le tue intenzioni quando parlavi di replicare :)

            Ricordo ancora quando scrissi quel post. Non preparai scalette o mappe, nulla. Mi venne l’idea grazie a mia figlia: quando dici “no” a un bambino, per essere efficace, devi spiegargliene il motivo.

            Ecco, diciamo che ho cercato di fare la stessa cosa con i lettori. Ad essere sincera ero felice che quel post sarebbe stato presto sostituito dagli altri, perché temevo lasciasse trapelare saccenza e indifferenza. E, per alcuni utenti, so che è stato così.

  6. Greta
    5 giugno 2013 alle 13:52 Rispondi

    Il mio primo post è stato della seconda categoria,Confesso che non sono particolarmente soddisfatta, se avessi letto questo post prima forse sarebbe stato diverso.

    • Daniele Imperi
      5 giugno 2013 alle 14:59 Rispondi

      Penso che le migliori siano la 2° e la 3°, con quest’ultima in netto vantaggio fra le mie preferenze.

  7. MikiMoz
    5 giugno 2013 alle 16:01 Rispondi

    Mhh, mi sa che non appartengo a nessuna delle tre categorie, almeno in modo netto.
    Mi spiego… il Moz o’ Clock nacque come blog tra amici, amici che a loro volta avevano un blog… di solito a frequentarlo erano loro, più i diretti conoscenti di ognuno.
    Non feci in modo che potesse essere letto da altri, nemmeno ci pensavo a questa cosa in realtà.
    E infatti così è stato per anni… un blog pubblico ma sostanzialmente poco pubblicizzato e senza troppi “scambi”.
    Quindi, il mio primo post, anno 2006, dal titolo Lacio Drom (ossia “buon viaggio”) era un breve “a tu per tu” di presentazione, con nessuna cosa ad effetto…
    …ma ci sono legato tanto che un paio di anni dopo lo riproposi come “replica aggiornata” :)

    Moz-

    • Daniele Imperi
      5 giugno 2013 alle 16:06 Rispondi

      Ho letto ora quel post: un “a tu per tu” scarno, sì, come i miei, ma simpatico e originale. Lo stile del tuo blog emerge già da quel primo post.

      • MikiMoz
        5 giugno 2013 alle 20:36 Rispondi

        Più che altro mi colpisce di come volessi -senza assolutamente avere una rotta predefinita- già rendere da sempre il mio blog… un blog di tutti, di chiunque passava di lì, citando il guest… Non progettai niente, lo aprii e basta (altri tempi?) però in fondo hai ragione tu… si vede che è IL MIO blog, anche in una cosa di sette anni fa :)

        Moz-

  8. Daniele Imperi
    5 giugno 2013 alle 19:01 Rispondi

    Cristiana Tumedei

    Avevo capito le tue intenzioni quando parlavi di replicare :)

    Ricordo ancora quando scrissi quel post. Non preparai scalette o mappe, nulla. Mi venne l’idea grazie a mia figlia: quando dici “no” a un bambino, per essere efficace, devi spiegargliene il motivo.

    Ecco, diciamo che ho cercato di fare la stessa cosa con i lettori. Ad essere sincera ero felice che quel post sarebbe stato presto sostituito dagli altri, perché temevo lasciasse trapelare saccenza e indifferenza. E, per alcuni utenti, so che è stato così.

    Allora grazie a tua figlia hai scritto quel post e anche io ho scritto il mio, bene :D

    Non trapela né saccenza né indifferenza, secondo me. Talvolta, uno legge quello che vuol leggere e non perde neanche un attimo a cercare di capire. Il tono in cui hai scritto non è da “professoressa so-tutto-io”, anzi. Ho usato quel termine perché un utente, mesi fa, qui mi chiamò proprio “professore” in senso sarcastico :D

    • Cristiana Tumedei
      5 giugno 2013 alle 19:06 Rispondi

      Pure a me hanno dato della “professoressa”, lo sai. Ma non in tono sarcastico :D

      • Daniele Imperi
        5 giugno 2013 alle 19:07 Rispondi

        Chi è che ha osato? :|

        • Cristiana Tumedei
          6 giugno 2013 alle 20:57 Rispondi

          Ma dai, è magnifico che le persone siano libere di esprimere la propria opinione. Io rilevo sempre parecchie difficoltà nel comprendere il mio stile di scrittura o l’efficacia della mia comunicazione. Quindi tutti i commenti, persino quelli che possono apparire negativi, mi sono utili.

          In questo caso ho capito che, forse, il mio approccio risulta essere poco personale e coinvolgente. Magari servono più cuore, meno filtri e, certamente, più audacia.

          Ora, che riesca nell’intento di migliorare non è detto. Quello che so è che se riesco a rendere efficace la comunicazione di un cliente, perché non dovrei riuscirci con la mia?

          No, è molto probabile che non riesca. Ma solo perché sono eccessivamente autocritica ed esigente. Dovrei sdoppiare la mia personalità e intendermi come cliente/consulente di me stessa. Questo, però, andrebbe oltre la sana vena di follia che mi contraddistingue e sarebbe eccessivo.

          Bene, Imperi. Seduta di psicanalisi conclusa. Grazie :D

          • Daniele Imperi
            6 giugno 2013 alle 21:22

            Hai ragione, invece. Mettici cuore, meno filtri e più audacia. E anche follia, perché no? Tratta gli argomenti come nessuno li tratterebbe. Ce la puoi fare eccome.

  9. Cristiana Tumedei
    6 giugno 2013 alle 21:27 Rispondi

    Daniele Imperi
    Hai ragione, invece. Mettici cuore, meno filtri e più audacia. E anche follia, perché no? Tratta gli argomenti come nessuno li tratterebbe. Ce la puoi fare eccome.

    Ecco, non credo proprio ne sarò capace. Andiamo, si deve pur essere realisti, no? E la consapevolezza è la prima cosa. Meglio conoscere i propri limiti , che ostinarsi nella ricerca di qualcosa che non si può ottenere.

    Modalità Tumedei-pessimista attivata :D

    • Daniele Imperi
      6 giugno 2013 alle 21:29 Rispondi

      La modalità Tumedei-pessimista è sempre attivata noto… :)
      Secondo me dovresti fare così: scrivi un post, lo leggi e non sei soddisfatta. Ok. Riscrivilo come pensi che andrebbe scritto, anzi come ti piacerebbe leggerlo.

      • Cristiana Tumedei
        6 giugno 2013 alle 21:33 Rispondi

        Bastasse… guarda, ci sono post dei quali ho scritto numerose versioni. Il punto è che, essendo conscia dei miei limiti, so benissimo che meglio non si può fare.

        E’ una vitaccia, Imperi. Mica tutti sono dotati, sai? E chi non lo è deve escogitare degli stratagemmi per tirare avanti.

  10. Il meglio di Penna Blu – Giugno 2013
    1 luglio 2013 alle 15:02 Rispondi

    […] Continua a leggere Come scrivere il primo post del blog. […]

  11. Claudia
    20 luglio 2013 alle 16:33 Rispondi

    Che incubo questo primo post!!!
    Non sapevo proprio da dove iniziare e alla fine mi sono convinta a lasciarmi andare… Ecco il risultato: http://bloginmostra.blogspot.it/
    Credo che scrivere con sinceritá e personalità sia la carta vincente!!
    Ciaoo a tutti!

    • Daniele Imperi
      21 luglio 2013 alle 18:50 Rispondi

      Ciao Claudia, benvenuta nel blog.

      Hai ragione: bisogna sempre mettere personalità e sincerità quando si scrive.

  12. Claudia
    23 luglio 2013 alle 08:33 Rispondi

    Grazie Daniele!
    Ma il tuo post mi è stato di grande aiuto :)

  13. Fabio Sanna
    4 novembre 2014 alle 14:15 Rispondi

    Ho letto ora il tuo articolo Daniele, e lo sto trovando molto utile, proprio perché, in questo momento sto scrivendo il mio primo post.

  14. Salvatore Scrivano
    23 settembre 2015 alle 17:47 Rispondi

    Provate a leggere il mio primo post, se così posso chiamarlo, rappresentato dalla pagina “Chi siamo”. In molti, mi hanno detto che è divertente e sorprende. Voi che ne dite? Il vostro giudizio sarebbe importante, quanto gli altri! Grazie e buon blog!

    • Daniele Imperi
      23 settembre 2015 alle 18:38 Rispondi

      Ciao Salvatore, benvenuto nel blog.
      La pagina Chi siamo deve appunto essere una pagina e non un post. Inoltre, se il blog è personale, deve essere una pagina Chi sono. Quel testo di presentazione va bene come pagina, appunto, ma non come un post, che deve essere un articolo sui temi che tratta il blog.

  15. Domenico Biancardi
    4 gennaio 2016 alle 13:23 Rispondi

    Grazie Daniele! Il tuo ottimo articolo mi ha dato l’idea giusta per fare il primo post sul mio blog. Seguirò spesso i preziosi consigli che trovo qui!

    • Daniele Imperi
      4 gennaio 2016 alle 13:54 Rispondi

      Ciao Domenico, benvenuto e auguri per il tuo blog :)

  16. Denise
    31 marzo 2016 alle 12:49 Rispondi

    Ciao Daniele! Il tuo articolo mi ha fatto riflettere su come avrei dovuto impostare il mio primo articolo.. In verità ho fatto un mix tra il primo tipo e l’ultimo e il risultato mi ha abbastanza soddisfatta. Sto scrivendo il secondo articolo e penso che farò una descrizione più articolata di quello che pubblicherò sul mio blog.. Grazie per l’ispirazione =)

    • Daniele Imperi
      31 marzo 2016 alle 13:20 Rispondi

      Ciao Denise, benvenuta nel blog.
      Anche un mix va bene, è più creativo :)

  17. Carolette
    8 aprile 2016 alle 22:01 Rispondi

    ciao Daniele, io sto articolando il mio primo blog ma non capisco se dare corpo all’insieme con il semplice post che introduce la descrizione o non so se devo inserirlo in un posto preciso.

    • Daniele Imperi
      12 aprile 2016 alle 08:17 Rispondi

      Ciao Carolette, benvenuta nel blog.
      Non ho capito che vuoi dire… che intendi per “post che introduce la descrizione”?

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