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Cosa fare prima di autopubblicarsi

Cosa fare prima di autopubblicarsi

Il self publishing non è una scelta da attuare senza le idee chiare in mente e, soprattutto, senza conoscere i passi essenziali che portano uno scrittore ad autopubblicarsi. In questo articolo ho elencato 9 passi da seguire – 9 passi che intendo seguire io – prima di mettere in vendita un ebook.

#1 – Scrivere, scrivere, scrivere

Avere fretta di vedere un proprio libro pubblicato è uno dei più grandi errori che commette uno scrittore. La scrittura è un’arte e la fretta è nemica dell’arte. La pubblicazione va considerata come un traguardo da raggiungere, non come il primo passo da compiere.

Il primo passo è scrivere. Tanto. Scrivere ogni giorno. Provare diversi stili, scrivere storie di vari generi letterari, partecipare a gare di scrittura e a selezioni editoriali.

#2- Commenti e critiche

La scrittura va testata. Ciò che scriviamo va pubblicato nel nostro blog o in vari forum per ricevere commenti e critiche che ci fanno scoprire lacune, problemi nei nostri testi. E capire se la direzione presa è quella giusta o meno.

Dopo aver testato le nostre storie, dopo aver ricevuto un buon numero di consensi, allora possiamo scrivere un’opera migliore per venderla.

#3 – Editing professionale

Come ho già scritto in un altro post, non venderò mai una mia storia se prima non è stata migliorata da un editor professionista.

È una questione di rispetto sia verso il lettore, che in quel caso diventa cliente, sia verso l’opera, che diventa un prodotto commerciale, sia verso me stesso, che divento imprenditore e non posso rovinare la mia immagine vendendo un prodotto scadente.

#4 – Design della copertina

La copertina è il biglietto da visita di un libro. Se è vero che un libro non va giudicato dalla copertina, tuttavia l’occhio – e quindi il lettore – arriva prima alla copertina che al resto.

Uno scrittore deve quindi creare una copertina che incuriosisca il lettore, usando una grafica appropriata e professionale.

#5 – Impaginazione dell’ebook

Un ebook è un libro. È un testo che va letto, quindi va impaginato con cura. Lo scrittore deve curare questo aspetto, affidandosi a servizi esterni o imparando da sé usando programmi specifici.

Io ho imparato a usare Sigil, per creare ebook in formato ePub, e MobiPocket, per creare ebook in formato prc (per Kindle, per capirci).

I formati dell’ebook

Un ebook non è un manoscritto esportato in pdf. Questo deve essere chiaro. Anzi, un pdf non viene neanche considerato un ebook, per via di alcune limitazioni che ha se letto con un ereader. Create i vostri ebook nei formati usuali per ebook: ePub e prc.

#6 – Prove di lettura con ereader

Non basta creare un ebook con il programma dedicato. L’ebook va testato con un lettore. Io ho il Kobo Glo e, ogni volta che creo un ebook, lo carico nel mio ereader e provo a leggerlo. È capitato che ho dovuto apportare correzioni al codice.

Ricordate che l’ebook che state vendendo non è più il vostro romanzo o il vostro racconto, ma è un puro prodotto commerciale. Né più né meno.

#7 – Scelta del prezzo

A quanto vendere un ebook? Una bella domanda. Io ho già scelto il prezzo per due ebook che, una volta finiti, vorrei vendere: 0,99 euro. Non sono romanzi, ma racconti lunghi. Non sono testi scientifici, né tecnici. Non sono conosciuto, io, come scrittore. Non potrei proporre un mio ebook a 5-6 euro.

Ci sono parecchi siti che vendono ebook di scrittori affermati: dare uno sguardo non costa nulla e ci si può fare un’idea. Non guardate, però, l’ebook dell’ultimo romanzo di J.K. Rowling, Il seggio vacante, perché costa un prezzo vergognosamente alto: 15,99 euro (cartaceo costa su Amazon appena 51 centesimi in più).

#8 – Ricerca delle piattaforme di vendita

Dove vendere l’ebook? Un altro dei compiti da portare a termine è quello di trovare la giusta vetrina in cui vendere il proprio ebook. Esistono diverse piattaforme online da usare, come Amazon Singles, per esempio.

Più vetrine si useranno e più pubblico si potrà raggiungere. Occorre verificare i pro e i contro di ognuna, quali sono più convenienti di altre, quali condizioni impongono.

#9 – Ebook marketing

Preparare un piano di marketing per il proprio ebook è un altro lavoro da svolgere prima della pubblicazione. Il piano di marketing editoriale non si può improvvisare. Lo scrittore deve quindi considerare quali opportunità ha per promuovere al meglio l’ebook.

Conclusione

Che pensate dei passi che ho esposto? Avete già pubblicato col self publishing un vostro ebook?

27 Commenti

  1. gardentourist
    6 marzo 2013 alle 10:19 Rispondi

    Una summa utilissima, grazie! A proposito di pubblicare, hai mai valutato la possibilità di diffondere le tue mini-guide attraverso slideshare (http://www.slideshare.net)? Nel caso, cosa ti trattiene dal farlo?

    • Daniele Imperi
      6 marzo 2013 alle 11:21 Rispondi

      Grazie :)
      No, non ho mai pensato a slideshare. Non so perché…

  2. KINGO
    6 marzo 2013 alle 10:53 Rispondi

    Avrei un po’ di domande legate alla vendita.
    Riguardo al deposito legale da fare prima di caricare il libro sulla piattaforma, quali sono i passi da compiere per assicurarsi la paternità dell’opera?
    E il codice isbn è conveniente?
    Si può vendere l’ebook tramite diverse piattaforme?
    Tra l’altro, io avevo in mente di mettere sul mio sito web la possibilità di scaricare gratuitamente una parte dell’opera (intorno al 15%). E’ una cosa compatibile con la vendita online o c’è qualche regolamento che lo vieta?
    E infine, posso caricare una parte del documento (sempre intorno al 15%) su una piattaforma che distribuisce ebook gratuitamente, e contemporaneamente caricare il romanzo intero su una piattaforma che lo distribuisce a pagamento?

    • Daniele Imperi
      6 marzo 2013 alle 11:24 Rispondi

      Provo a rispondere alle tue domande.
      Sul deposito legale non so dirti.
      L’isbn è come una carta d’identità per il libro. So che costa poco, 60 euro per 10 codici.
      Puoi vendere l’ebook in diverse piattaforme, io li ho visti. In fondo, quello che trovi su Amazon sta pure su IBS, ecc.
      L’anteprima la metterei obbligatoria :) Inoltre se ti autopubblichi non devi sottostare a un contratto con terzi, quindi fai come ti pare.

  3. KINGO
    6 marzo 2013 alle 11:58 Rispondi

    Grazie, era proprio quello che volevo sentire!!
    Comunque, per il deposito mi hanno detto che devo inviare una copia alla biblioteca della mia provincia, una copia alla biblioteca nazionale di Firenze, e una copia alla biblioteca nazionale di Roma. Volevo solo sapere se bisogna fare la stessa cosa anche con gli ebook, comunque ora mi informo meglio.

    • Daniele Imperi
      6 marzo 2013 alle 12:00 Rispondi

      Scusa, ma una volta che hai pubblicato il libro con l’isbn, non credo che qualcuno possa “rubartelo”.

  4. KINGO
    6 marzo 2013 alle 13:22 Rispondi

    No, non temo un improbabile plagio, pero’ bisogna tenere presente che internet non e’ affatto un luogo sicuro, come mi dice sempre mio padre che di professione e’ un tecnico informatico all’universita’ di Firenze.
    L’hacker e’ sempre dietro l’angolo, potrei incappare in un sito clone di Amazon e credere di aver acquistato l’isbn mentre invece non e’ vero.
    Forse sono un po’ paranoico, ma queste cose sono gia’ successe e continuano a succedere, perche’ la rete e’ volutamente tenuta male da chi la gestisce.
    Quindi, morale della favola, prima di pubblicare su internet preferisco assicurarmi di avere le carte in regola.

  5. Cristiana Tumedei
    6 marzo 2013 alle 15:57 Rispondi

    Un post interessante, soprattutto perché pone l’accento su due aspetti dell’autopubblicazione spesso sottovalutati: l’editing e la cura nell’impaginazione.
    Gli stessi elementi che mi fanno desistere dal dedicarmi alla lettura su supporti digitali :)

    • Daniele Imperi
      6 marzo 2013 alle 16:17 Rispondi

      Grazie ;)
      Editing e impaginazione sono necessari, altrimenti ne viene meno la qualità.

  6. Salomon Xeno
    6 marzo 2013 alle 16:58 Rispondi

    Il deposito legale è obbligatorio, non so però su quali categorie. Sul cartaceo? Sul libro dotato di ISBN? L’ISBN di sicuro non è obbligatorio, ma conviene acquistarlo se si vuole che sia reperibile attraverso i consueti canali di ricerca.
    Ottimi consigli!

    • Daniele Imperi
      6 marzo 2013 alle 17:09 Rispondi

      Del deposito legale non sapevo nulla. Dovrò informarmi. Grazie :)

  7. Alessandro C.
    6 marzo 2013 alle 17:43 Rispondi

    io anteporrei un passo importantissimo a tutto il resto: domandarsi se la vera molla che spinge ad autopubblicarsi è la convinzione che nessun editore riterrebbe valida la propria opera e, in caso di risposta affermativa, richiudere il proprio romanzo nel cassetto e gettar via la chiave.

    • Daniele Imperi
      6 marzo 2013 alle 17:58 Rispondi

      Mi sembra una domanda più che valida :)
      Nel mio caso l’autopubblicazione avrebbe uno scopo: un piccolo esperimento per vedere se ottengo lettori disposti a pagare per leggermi. Ma non sono contrario all’editoria classica, mi interessano entrambi i modi.

  8. Mirella Pegoraro
    6 marzo 2013 alle 18:49 Rispondi

    Ciao Daniele, prima di tutto faccio i complimenti per la pagina e tutto il resto. Mi sono iscrita così per vedere come funziona la storia e come si deve fare per andare avanti. Premetto che non ho pubblicato nulla al momento. Scrivo per me. Scrivo per migliorarmi, ma sono tanto lontana ancora. Ho fatto un solo corso di scrittura creativa, nel compenso mi piace leggere. Leggo un pò di tutto. Romanzi, storie, documentari, poesie… magari anche due contemporaneamente e in base all’umore del giorno, mi decido.
    La strada è lunga, decisamente lunga… diciamo che sono partita e non voglio fermarmi. Vediamo come và intanto.
    Grazie… ciao

    • Daniele Imperi
      6 marzo 2013 alle 19:21 Rispondi

      Ciao Mirella e benvenuta :)
      Sono un po’ scettico sui corsi di scrittura creativa. Scrivere fa bene alla scrittura, senz’altro. Ma scrivere per se stessi, se si vogliono raggiungere degli obiettivi come una pubblicazione, non basta.

      • Mirella Pegoraro
        6 marzo 2013 alle 20:30 Rispondi

        Ciao Daniele, sei un pò scettico sui corsi di scrittura creativa, immagino, ma vedi, son partita da poco con questa “passione”e strada facendo, mi sono trovata impreparata su tutto. Nella grammatica inanzitutto, nel modo di “buttar” giù nel foglio qualcosa che mi piacia, ma non mi piaceva nulla… allora mi sono iscritta a questo corso, dieci lezioni, venti ore in tutto. Ma è poca cosa… mi son messa a leggere di brutto, ma non basta. Bisognerebbe leggere e scrivere contemporaneamente, solo che ho anche poco tempo, tra casa, lavoro, famiglia, ec. ec.
        Alla sera mi faccio un giro su facebook quando posso, ma ultimamente nemmeno quello frequento assiduamente, perchè imparo poco. Così maggior parte delle sere leggo.
        Grazie e buona serata.

        • Daniele Imperi
          6 marzo 2013 alle 21:09 Rispondi

          Penso che scriverò un articolo intitolato “Come iniziare a scrivere” :)
          Sarà utile a te e ad altri :)

          • Mirella Pegoraro
            6 marzo 2013 alle 22:03

            Grazie ancora… buonanotte

          • Lucia Donati
            8 marzo 2013 alle 11:17

            Potrebbe essere utile per quelli il cui italiano è andato in vacanza e non è più tornato… (Forse è sempre stato in vacanza…).

      • KINGO
        7 marzo 2013 alle 11:00 Rispondi

        I corsi di scrittura creativa sono molto utili, e te lo dice uno che di solito e’ critico su tutto.
        In realta’, cio’ che ti fa migliorare non e’ tanto il fatto di avere un insegnante che spiega quelle quattro cose che alla fine sappiamo un po’ tutti, quanto piuttosto la possibilita’ di confrontarsi con degli altri aspiranti scrittori che seguono le lezioni e siedono fisicamente accanto a te. Questo e’ un fatto da non sottovalutare: come in ogni altra attivita’, la sana competizione stimola quel salto di qualita’ che altrimenti non verrebbe.

        • Mirella Pegoraro
          7 marzo 2013 alle 22:11 Rispondi

          E’ verissimo questo anzi, all’inizio è stato un pò imbarazzante, perchè non sai con chi hai a che fare, non sai come scrivono loro, non sai se puoi piacere o sentirti una ciofeca… ma poi, piano piano, impari a difenderti, cominci a valutarti, a criticarti, a dire: “ma quella è stata brava…si ha scritto bene cavolo”. Allora ti scatta un qualcosa dentro che ti sprona a dare di più, a fare meglio, a tirar fuori il tuo piccolo talento nascosto.
          Ma la competizione è “pestifera”. A volte si sta male, ma è proprio questo disturbo, la medicina ideale per migliorare, per migliorarsi… la strada è lunga!!! Grazie

  9. Elena Bibolotti
    12 marzo 2013 alle 08:56 Rispondi

    è l’editing che fa la differenza, un editing approfondito e pagato profumatamente è l’investimento più giusto che un autore possa fare anche prima d’inviarlo per case editrici. Ci sono molti buoni prodotti ormai e inviare bozze sgrammaticate o disordinate non va bene. Come scrive Carver: se dopo 6 anni che non pubblichi riuscirai a scrivere storie ogni giorno allora sarai uno scrittore. In Italia, purtroppo, non c’è una grande rispetto per il professionista della scrittura e si pubblicano inutili auto celebrazioni di personaggi famosi. Al momento anche le piccole case editrici vedono tornare cedole senza prenotazioni e credo che tra un po’ il self publishing sarà una strada obbligata. Ma senza fretta. Grazie-

    • Daniele Imperi
      12 marzo 2013 alle 10:28 Rispondi

      Ciao Elena, benvenuta.
      Dubito che molti possano permettersi di pagare “profumatamente” un editor. Inoltre non vedo la necessità di un editor prima di inviare un manoscritto a una casa editrice.

  10. Cosa fare dopo l’autopubblicazione
    21 marzo 2013 alle 13:45 Rispondi

    [...] un editore non significa trasformare un manoscritto in un'opera digitale e metterla in vendita. Prima di autopubblicarsi ci sono dei passi da seguire, se l'autore vuole lanciare nel mercato editoriale un'opera valida. Ma [...]

  11. Romina Tamerici
    1 aprile 2013 alle 23:36 Rispondi

    Consigli molto saggi. Ottimo post.

    P.S. Comincio a recuperare i post che ho in arretrato da leggere, credo sarai invaso dai miei commenti!

  12. 4 motivi per autopubblicarsi
    2 maggio 2013 alle 06:01 Rispondi

    [...] parlato di quali passi seguire per autopubblicarsi e fra questi menzionavo un editing professionale, che ha i suoi costi, e una copertina dal design [...]

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