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Scrivere post sponsorizzati

50 euro

Esistono diversi modi per monetizzare un blog. Scrivere post e ricevere denaro in cambio è anche uno degli obiettivi dei blogger. Esistono le recensioni a pagamento, che non trovo per nulla utili ai lettori, poiché viene a mancare quell’obiettività che fa del blogging una grande forma di comunicazione.

E ci sono poi i post sponsorizzati: il blogger viene pagato per pubblicare un articolo che in qualche modo pubblicizza un’azienda o un prodotto. Il pagamento può avvenire in denaro o anche in premi, quindi con prodotti dell’azienda in regalo al blogger.

Che cosa è un post sponsorizzato

Un post sponsorizzato è un articolo scritto dal blogger o dall’azienda promotrice e che contiene uno o più link verso il sito dell’azienda stessa o una pagina specifica del sito. La ricompensa, come ho accennato, avviene in denaro, prodotti o servizi offerti dall’azienda.

Ho ricevuto alcune proposte di post sponsorizzati su Penna blu, in cui mi proponevano appunto di scrivere un articolo o di riceverlo già pronto, con all’interno dei link verso il sito aziendale. Ho chiaramente rifiutato per i seguenti motivi:

  1. dubito fortemente che il post sarebbe risultato davvero utile ai lettori;
  2. il post sarebbe stato chiaramente promozionale;
  3. la qualità del blog sarebbe scesa.

Il denaro ricevuto in guadagno non avrebbe quindi compensato l’eventuale perdita di lettori o di immagine del blog. Un’azienda può scrivere un articolo su Penna blu, ma dovrà essere un guest post scritto secondo le mie linee guida.

Il dovere verso i lettori

Naturalmente ogni blogger è libero di gestire il proprio blog come vuole, ritengo però che abbia un dovere verso i suoi lettori. Avvisare del post sponsorizzato è quindi un gesto di onestà e trasparenza che premia il blogger.

Assicurare l’obiettività

  • Se sarà l’azienda a scrivere il post sponsorizzato, non ci sarà alcuna obiettività su quanto scritto: non potrà essere diversamente, l’azienda paga per avere quell’articolo pubblicato in un blog ad alto traffico e deve necessariamente scrivere dei propri prodotti.
  • Se sarà il blogger a scrivere il post sponsorizzato, ma non conosce il prodotto o il servizio promosso, l’articolo non sarà certo obiettivo e il blogger avrà scritto qualcosa che non pensa, in cui non crede: non sta dunque offrendo contenuti di valore ai suoi lettori.
  • Se il blogger scrive il post sponsorizzato dopo aver provato il prodotto o il servizio, le alternative sono due: il blogger sarà soddisfatto o meno del prodotto provato, ma non potrà certo scrivere una critica negativa.

Per mantenere l’obiettività del post sponsorizzato il blogger, secondo me, dovrà essere totalmente soddisfatto di ciò che ha provato, tanto da consigliarlo ai suoi lettori. Ma quante aziende sono pronte a dare in prova gratuita un prodotto o un servizio, senza avere l’assicurazione di ricevere un post sponsorizzato dal blogger?

Non scriverò post sponsorizzati

Per questi motivi non ho intenzione di scrivere e pubblicare post sponsorizzati nel mio blog. Ho parlato bene di molti libri che ho letto e non ho ricevuto quei libri in regalo: li ho comprati e letti prima di scrivere. Ho intervistato case editrici, scrittori e professionisti dell’editoria, ma sempre si è trattato di articoli scritti senza ricevere nulla in cambio.

La mia visione di blogging è questa: l’articolo deve essere di valore e soprattutto scritto spontaneamente. Alcuni post, come ho detto nel lancio di una nuova sezione del blog, potranno contenere un link di affiliazione – in pratica la copertina del libro linkata alla pagina di acquisto – ma non sarà invasivo.

Avete scritto post sponsorizzati?

Cosa pensate di questo genere di post? Possono danneggiare il blog, secondo voi? Avete mai scritto post sponsorizzati nei vostri blog?

17 Commenti

  1. Sara Salvarani
    1 agosto 2013 alle 06:40 Rispondi

    Sì, io sia su Mammachetesta che su Italiachemamme ho scritto e scrivo post sponsorizati.
    Quest’anno un po’ troppi su MCT per i miei gusti: una decina (ne manca uno che uscirà a settembre).
    Post creativi per lo più (tranne due che hanno una “genesi” diversa, un favore fatto a un’amica che però ha insistito per una retribuzione) o su eventi a cui ho partecipato e che mi sono piaciuti.
    Indicare sempre la sponsorizzazione è doveroso. Io ho una categoria e un tag appositi per queste cose e sono ben visibili in home page.
    Recensioni ormai non ne faccio più, non piacevano nemmeno a me.
    Potrei fare eccezioni per libri che mi sono davvero piaciuti ma preferisco evitare.

    • Daniele Imperi
      1 agosto 2013 alle 07:34 Rispondi

      Ciao Sara, benvenuta nel blog.

      10 post sponsorizzati sono meno di uno al mese, non è troppo, secondo me. In alcuni blog americani vedo che li indicano già dal titolo: “Sponsored post – Titolo post”.

      Le recensioni fini a se stesse hanno stufato anche me, tanto che ho abbandonato il mio blog dedicato alle recensioni.

      • Sara Salvarani
        1 agosto 2013 alle 07:40 Rispondi

        Su IcM! ne potremo fare di più essendo un portale/magazine.
        Ma sul mio blog personale no, più di dieci l’anno snaturerebbero il blog.
        Io spesso (quando non mi scordo…brutta Sara cattiva Sara!) metto l’indicazione a fine post oltre a scrivere dentro chi mi sponsorizza.
        Sia mai che a qualcuno sfugga O_o

  2. MikiMoz
    1 agosto 2013 alle 09:11 Rispondi

    Mai scritti… la penso sostanzialmente come te, ma potrebbe anche esserci qualche modo per non risultare marchettari, non so… Il tuo è geniale (quello dei libri), l’hai pensata proprio bene!
    Io non avrei proprio idea di che genere di post sponsorizzati mettere, specialmente quali, di chi.

    Moz-

    • Daniele Imperi
      1 agosto 2013 alle 09:45 Rispondi

      In effetti è difficile non essere markettari, perché comunque, per quanto puoi essere soddisfatto di ciò che pubblicizzi, devi scrivere in modo da convincere i lettori ad acquistare.

      Quello dei libri è stato un esperimento, ma sappi che in 3 mesi, ormai, non mi ha fatto guadagnare neanche un centesimo :)

      A fine anno deciderò se togliere o meno l’affiliazione. La sezione resterà, ovviamente.

      • MikiMoz
        2 agosto 2013 alle 02:07 Rispondi

        A questo punto la soluzione che ritengo migliore sono i piccoli banner pubblicitari ad hoc.
        Mi spiego meglio… immaginiamo i nostri due blog come riviste. Io sono Topolino e tu L’Espresso, per dirne due a caso.
        Sul mio blog, viste le tematiche, ci saranno banner non invasivi ma “impaginati bene” di giocattoli, prodotti alimentari, pubblicazioni per ragazzi.
        Sul tuo, nello stesso modo, ci saranno banner di auto, di oggetti di lusso, di cose di moda.

        Se si studia bene la cosa, non vedo il problema…

        Moz-

  3. Silvia Segala
    1 agosto 2013 alle 10:01 Rispondi

    Ciao Daniele, bel post, come sempre. Sono d’accordo con te su tutta la linea. Però, secondo me, c’è da fare una distinzione: ciò che scrivi e le tue considerazioni sono perfette, non fanno una piega, anche perché l’argomento del tuo blog lascerebbe troppo travisare fini pubblicitari, anche se tu scrivessi “post sponsorizzato” (che qui, a mio modo di vedere, avrebbe anche poco senso, e penso al tuo pubblico in primis).
    Magari, invece, ha già più senso (e forse disturbano meno) su un blog come quello di Sara, dove comunque si parla anche prodotti per bambini. Resto comunque assolutamente d’accordo, anche per questo caso, sul:
    – mantenere le linee guida del blog
    – i post sono informativi per loro natura, non promozionali. Per quello ci sono gli Ads.
    – dichiarare apertamente che il post è sponsorizzato, per tutte le motivazioni che tu hai sottolineato.
    Per quanto riguarda le recensioni, anche qui sono da prendere con le pinze. Ci sono blog/portali, dove hanno senso, perché gli utenti cercano proprio quelle (o anche quelle, soprattutto se stiamo parlando di prodotti). Anche in questo caso direi che sarebbe opportuno dichiarare se le recensioni sono spontanee o sponsorizzate.
    Ultima considerazione, per la quale mi riservo di informarmi meglio: Big Google è in grado di sguinzagliare i suoi pinguini anche per questo. Qualora ci fossero troppi link al sito, potrebbe pensare che qualcuno lo vuole fregare. Non so se è perché pensa “perché pagare altri per avere link quando potresti pagare me facendo pubblicità?”, o per altri motivi (che al momento non mi sovvengono), ad ogni modo non gli piace la pratica. Ma ripeto, mi riservo di dettagliare la questione.

    • Daniele Imperi
      1 agosto 2013 alle 10:13 Rispondi

      Grazie, Silvia.

      Sì, penso che dipenda anche dalla tipologia di blog, hai ragione.

      Su Google non saprei, ma ho visto post sponsorizzati in blog di professionisti molto conosciuti, quindi non credo ci siano problemi. Non è come acquistare un link, in quel caso stai acquistando un post e le opinioni dovrebbero essere tue.

      Guarda qui un esempio: http://www.chrisbrogan.com/nocubes/

  4. Silvia Segala
    1 agosto 2013 alle 10:25 Rispondi

    Credo, come si diceva, che dipenda molto anche da come è scritto. Questo è comunque informativo, spiega il servizio e i suoi vantaggi, anche attraverso esempi, utili per i lettori. Non disturba e non credo abbassi la qualità e/o la reputazione del blogger.
    Ad ogni modo, ripeto, bisognerebbe interpellare i SEO per questa cosa di Google (visto che l’ho sentita proprio da loro, mesi fa, e purtroppo non ricordo con precisione) ;)

  5. Giuliana
    1 agosto 2013 alle 12:39 Rispondi

    Il 99% delle recensioni che scrivo sono “libere”, ma ne ho scritte anche un paio (finora) sponsorizzate.
    Prima di accettare, però, ho posto all’azienda che me le ha proposte delle condizioni ben precise:
    1) Non avrei potuto regalare il prodotto ad uno dei miei lettori, dato che al momento i giveaways nei blog sono vietati per legge e chi li indice rischia grosse sanzioni.
    2) Avrei scelto un prodotto in linea con gli argomenti trattati nel blog.
    3) Non avrei accettato un articolo scritto da loro e nemmeno delle frasi pronte da inserire all’interno della recensione.
    4) Avrebbero dovuto darmi carta bianca, cioè avrei potuto esprimere liberamente la mia opinione – comprensiva di pro e contro.

    Finora c’è stata un’unica azienda che ha accettato senza alcuna riserva tutte le mie richieste, dimostrando di essere seria e di non avere nulla da temere riguardo la qualità dei prodotti che offre.
    Quindi, secondo me, articoli sponsorizzati anche sì, ma con onestà nei confronti del lettore: mai dire che un prodotto è valido se alla fine non lo è, né nasconderne eventuali difetti. Tanto la verità viene fuori ;)

    Per quanto riguarda il lato SEO, se posso dire la mia credo sia come dice Silvia; infatti, anche l’azienda che mi ha proposto di recensire i suoi prodotti mi ha spiegato che più di tre/quattro l’anno è meglio non farne, in quanto Google si insospettisce se vede troppi link in uscita.

    • Giuliana
      1 agosto 2013 alle 12:40 Rispondi

      … link in uscita diretti allo stesso sito di vendita, intendo.

    • Daniele Imperi
      1 agosto 2013 alle 13:04 Rispondi

      Sui giveaway calo un velo pietoso, siamo in Italia, quindi nel terzo mondo. Inoltre io stesso ho contattato il Ministero, ma la risposta arrivata non è stata chiara.

      Hai fatto bene a porre quelle condizioni. E brava l’azienda che ha accettatto.

  6. Cinzietta
    3 agosto 2013 alle 17:33 Rispondi

    Eccomi! Allora, sebbene il mio sia un semplice blog personale ho cominciato a ricevere richieste di collaborazioni/recensioni e ho deciso di non farlo. Per motivi tutti miei: intanto non apprezzo quando alcuni blog che seguo assiduamente virano verso l’impronta marchettara e cominciano a recensire prodotti di cui non mi interessa nulla. Possono anche scrivere dei bei post, ma mi sento essenzialmente “tradita”. Ancora peggio se cercano di farlo senza dichiarare espressamente che lo stanno facendo ed è successo anche su blog molto seguiti. Dipende molto dall’impronta che ha il blog in questione, ma io sono un po’ un’orfana di Splinder e per me il blog è ancora diario ed espressione di se stessi più che vetrina e marketing. Ma è un problema mio, l’ho detto. Perciò pur sentendomi lusingata dalle offerte, io declino. Tutto ciò di cui scelgo di parlare è frutto dei miei interessi reali, è una mia scelta.

    • Daniele Imperi
      4 agosto 2013 alle 18:57 Rispondi

      Ciao Cinzia e benvenuta nel blog :)

      Concordo sull’impronta markettare, io anche ho smesso di seguirne un paio per questi motivi.

      Penso che fai bene. Per me un blog non è proprio vetrina, ma comunque in qualche caso – come il mio – vuole servire per mostrare le proprie competenze.

  7. Cinzietta
    6 agosto 2013 alle 00:44 Rispondi

    Sì, intenso così lo capisco, se vedi ho anche io delle sezioni con i link a quello che scrivo e ai siti con i quali collaboro. E’ proprio il discorso del “tradimento” dell’audience che non mi va giù. Ma sono io ad essere un po’ dura forse :) Complimenti per il tuo lavoro con questo sito.

  8. Giada "MammaCheVita"
    9 novembre 2014 alle 00:50 Rispondi

    Ciao Daniele! Intanto scusa il “ritardo” del mio commento in merito. Intanto complimenti per come scrivi…il tuo post oltre che molto esauriente e personale è stato molto soddisfacente. Ero in cerca di definizioni di post sponsorizzato e sono arrivata fino a a te. Cercavo spiegazioni perché anche io sono “blogger” o almeno ci provo e collaboro con aziende che si occupano di infanzia (tema principale del mio blog) e onestamente tranne per post retribuiti (uno fino ad oggi), io non metto mai post sponsorizzato in nessun angolo del post. Al contrario però evidenzio nelle tag collaborazione, presente anche nella nuvola infondo al mio blog e aggiungo il tag recensione se invece sto dando una mia opinione del prodotto. Questo nonostante io stia collaborando con aziende la quale i prodotti forniti sono davvero molto costosi, ma per una in particolare che adoro e con la quale ho avuto la fortuna di collaborare credo che la mia obiettività sia “offuscata” dall’amore per questo brand. Non ho mai scritto qualcosa su quello che non trovo valido a meno che non fosse così pessimo da evitare che qualcun’altra ricada nello stesso errore.
    Tu credi che non segnalando sempre post sponsorizzato io possa sbagliare ed essere poco obiettiva? Non vorrei che chi mi legge lo possa pensare anche perché è tutto sempre e comunque farina del mio sacco ma soprattutto dei miei pensieri.
    Grazie per il consiglio.

    • Daniele Imperi
      9 novembre 2014 alle 09:30 Rispondi

      Ciao Giada e benvenuta. Nessun problema per il ritardo, i post non scadono :)

      Se ti pagano per scrivere quel post, secondo me va avvisato il lettore, anche se il post riflette il tuo pensiero, quindi se è un testo spontaneo. Non è ovviamente del tutto spontaneo, perché ti sarà stato commissionato e sarai pagata per scriverlo.

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