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Il blog per scrittori, blogger e copywriter

Quanta fuffa si nasconde nei post che promettono soldi e successo?

Fuffa

Tanta. Anzi, tantissima. No, mi correggo, quei post si basano soltanto sulla fuffa, sul nulla assoluto, sul vuoto totale.

Sono articoli che si somigliano un poʼ tutti, sembrano fatti con lo stampo. Ne leggi uno e hai letto anche gli altri. Quei blog mi ricordano gli imbonitori, i venditori ambulanti di un tempo che giravano col carrozzone per venderti una medicina miracolosa.

Se li leggiamo con attenzione – senza credere a ciò che dicono – possiamo scoprire al loro interno alcune tecniche che funzionano, che fanno presa sulla massa. Potete confutarmi come volete, anzi fatelo nei commenti, ma io vedo che tutti questi post hanno strutture e caratteristiche uguali.

La tecnica del “tu”

Per fare più presa nel lettore. Perché il “tu” avvicina più del “voi”; è come se quel post si rivolgesse solo e direttamente a chi legge, a te che leggi.

Se volete convincere qualcuno a comprare qualcosa da voi, allora usate il “tu”.

La tecnica dei paragrafi brevissimi

Che non sopporto. Anche gli americani hanno questo vizio. Molti usano spesso paragrafi fatti da una sola frase o perfino da una sola parola. Ok che bisogna usare paragrafi brevi e non di 48 righe, ma non esageriamo.

Però, secondo me, questo metodo permette di incuriosire molto il lettore, fa risaltare meglio le parole sulla pagina, catturando lʼattenzione.

La tecnica degli agganci

Vuoi davvero smettere di lavorare?

Sei stanco di andare in ufficio?

Vuoi permetterti un mese di vacanza?

Domande a raffica, che attirano e acchiappano il credulone di turno. Quei post sono pieni di agganci di questo tipo. Fanno le domande giuste alla persona giusta. Quelle domande possono avere soltanto una risposta, lo sappiamo tutti, e lo sanno i blogger che le fanno.

La tecnica della ridondanza

Repetita iuvant.

Ripetere, ripetere, ripetere. Che cosa? Gli stessi concetti più volte. Cambia qualche parola, ma ho notato che quei post non fanno che ripetere uno stesso pensiero per farlo imprimere bene nella mente del lettore.

Una specie di lavaggio del cervello? Se non lo è, ci si avvicina molto.

La tecnica degli esempi reali

Forse la tecnica migliore. Perché fa sembrare il post credibile. Il lettore legge storie vere, esperienze reali di qualcuno che ha avuto successo e ha fatto i soldi, ma quelli con la S maiuscola.

Cʼè un problema, però. Il successo è personale e soprattutto è per pochi. Anzi, per pochissimi.

Noi possiamo seguire quanto vogliamo i passi indicati in quei post – anzi, gli “step” – ma il successo non è qualcosa che si può raggiungere grazie a un tutorial.

La tecnica dellʼurgenza

Il tono di voce è urgente. Non ci lascia scampo, dobbiamo affrettarci – a far cosa non si sa bene – altrimenti perderemo lʼoccasione.

In tutto il testo si sente questa urgenza nella scrittura, e forse è in questo caso che possiamo ricondurre i post-fuffa a quelle pubblicità in cui il venditore urla a squarciagola per convincerci a comprare un anello di diamanti a 39,99 euro, prima che scada lʼofferta.

La tecnica della lunghezza

Sono post lunghi, molto lunghi. Non puoi cavartela con 300 parole se vuoi spiegare a qualcuno come avere successo. No, ci vogliono almeno 2000 parole.

  • Una buona introduzione, in cui il lettore ancora non capisce di cosa stia parlando il blogger.
  • Poi una serie di domande retoriche (Vuoi guadagnare 30.000 euro al mese?)
  • Quindi alcuni esempi di gente (mai sentita) che ha avuto successo
  • Una serie di consigli che potrebbero andar bene anche per fare lʼorto nel giardino di casa
  • Riflessioni personali che non servono a nulla se non ad allungare il brodo
  • Una conclusione con altre domande e la classica call to action.

Chi parla di soldi e successo non ha né gli uni né lʼaltro

Mi sono sempre chiesto perché tutti questi che spiegano agli altri come fare soldi, continuano a timbrare il cartellino in ufficio o a fare i liberi professionisti, quando potrebbero starsene ai Caraibi a preoccuparsi se il loro cocktail è fresco abbastanza.

Se potete darmi una risposta, mi fate un piacere.

Alla fine della fiera

A fine lettura non avete imparato un tubo né capito come fare soldi online e avere successo. La vostra vita continuerà come prima: lavorare, studiare e pagare le bollette.

Se invece qualcuno di voi ha davvero raggiunto il successo grazie a quei post, lo dica senza problemi nei commenti. Ma vogliamo le prove.

67 Commenti

  1. silvia
    8 dicembre 2015 alle 08:13 Rispondi

    Condivido in pieno. Aggiungerei la sezione con il “dicono di noi”, che forse si può anche considerare una sotto-categoria di quella che tu chiami “esempi reali”. La serie di complimenti da parte di sedicenti clienti o fruitori ha sempre un qualcosa di stucchevole a mio giudizio. Evito come la peste blog e siti del genere.

    • Daniele Imperi
      9 dicembre 2015 alle 11:49 Rispondi

      La sezione “Dicono di me” ce l’ho anche io, ma sono commenti veri! :D

  2. Grilloz
    8 dicembre 2015 alle 08:14 Rispondi

    Hai dimenticato che citano qualche esperto americano da cui hanno imparato la tecnica. Più che gli imbonitori da fiera mi ricordano quelli che propongono i sistemi di vendita iramidale, credo che la tecnica che loro usano sia un’evoluzione di quella.

    • Daniele Imperi
      9 dicembre 2015 alle 11:51 Rispondi

      Gli esperti americani ce li infilano sempre :D

  3. Giacomo
    8 dicembre 2015 alle 08:45 Rispondi

    Non sono d’accordo, o meglio, solo in parte. Come in tutte le attività, in tutti i settori, in tutto il materiale a cui abbiamo accesso c’è del buono ed anche tanta fuffa.
    Anche in quei blog possiamo trovare spunti di valore. Certo sta al lettore distinguere e trovare reali informazioni di valore, utili alla propria crescita ed al proprio business.
    Personalmente seguo dei blogger che uniscono competenze, capacità ed anche grande passione i cui contenuti ( gratuiti e a pagamento ) hanno aiutato molte persone ad accrescere il proprio business

    • Daniele Imperi
      9 dicembre 2015 alle 11:54 Rispondi

      Io finora non sono riuscito a trovare niente di utile in quei post, eccetto chiacchiere e chiacchiere che non portano a nulla.

  4. Floriana
    8 dicembre 2015 alle 10:13 Rispondi

    Sono d’accordo con te. Io ho iniziato a paragonarli si maghi o agli ideatori dei sistemi per vincere al lotto.. Mi sono sempre chiesta come mai queste persone che potevano vincere tt ciò che volevano, forrero lì a fare grazia agli altri di certe conoscenze sopraffine. certo c’è una forte attrazione verso le situazioni che possono renderci la vita migliore, che possono guarirci; molta fuffa è rivolta a sistemi di guarigione e anche li usano lo stesso linguaggio ci sono tutte le sezioni che hai indicato tu.

    • Daniele Imperi
      9 dicembre 2015 alle 11:57 Rispondi

      Giocano proprio su quel tipo di attrazioni. La fuffa sui sistemi di guarigione andrebbe perseguita penalmente.

  5. Floriana
    8 dicembre 2015 alle 10:15 Rispondi

    scusate ma non ho potuto fare correzioni al mio commento in quanto il telefono fa i capricci

  6. Andrea Torti
    8 dicembre 2015 alle 10:26 Rispondi

    Che siano presentati come vaghe profezie ispirazionali o come algoritmi pseudo-scientifici, si tratta di trucchi che quasi tutti noi abbiamo incontrato almeno qualche volta nella vita…

    • Daniele Imperi
      9 dicembre 2015 alle 12:09 Rispondi

      Sì, prima nei giornali, poi in TV e adesso nel web. Non c’è scampo :D

  7. Marco Amato
    8 dicembre 2015 alle 10:40 Rispondi

    Hai perfettamente ragione. Io detesto quelle landing page chilometriche. Tutto content e niente sidebar per dare un’unica finalità al click dello sfortunato credulone.
    Anche perché il punto essenziale è semplice:uno che conosce il segreto del guadagnare online perché perde tempo a vendere corsi invece di guadagnare direttamente?
    La risposta è evidente, guadagnare online è possibile, ma costa impegno e fatica, l’esito sempre incerto. Vendere un corso ai polli basandosi sulla sola teoria costa molto poco, lo crei una volta e lo vendi N volte.

    • Daniele Imperi
      9 dicembre 2015 alle 12:11 Rispondi

      Le landing page però vanno strutturare proprio a quel modo, perché l’attenzione del lettore va concentrata solo sui contenuti. Poi, ovvio, ci sono landing e landing.

  8. Alessandro Madeddu
    8 dicembre 2015 alle 11:51 Rispondi

    Mi ricordano quelli che vendono sistemi infallibili per vincere somme astronomiche al lotto.

    • Daniele Imperi
      9 dicembre 2015 alle 12:13 Rispondi

      Anche di quelli ne ho visti parecchi…

  9. MikiMoz
    8 dicembre 2015 alle 12:55 Rispondi

    Ma la mia domanda è: quanta fuffa si nasconde nei blog che aprono sperando in chissà quale guadagno?
    Aprono con tutti i crismi della SEO, ottimizzati pure per la vagina delle loro madri, poi però di fatto non bloggano. E parlano di guadagni, di come farli.
    E sulle frasi ripetute, è sia una tecnica, sia la pochezza di argomenti che costringe sempre a dire la stessa cosa, la stessa frase, lo stesso aggancio.
    A questi blogger auguro di non essere letti manco dalla nonna.

    Moz-

    • Daniele Imperi
      9 dicembre 2015 alle 12:14 Rispondi

      La tua domanda è lecita. Tanta, anche in quel caso.
      Le ripetizioni anche per me sono tecnica e scarsa fantasia. Anzi scarsa conoscenza.

  10. Rodolfo
    8 dicembre 2015 alle 14:38 Rispondi

    In questo articolo mi trovo, al tempo stesso, in d’accordo e in disaccordo.

    Mi spiego. Che in molti blog che frequentiamo si trova molta fuffa? Assolutamente vero.

    Ma non è, a mio parere, per i motivi che indichi. Quelli che indichi sono tecniche (base…molto basiche) di copywriter e di persuasione, la maggior parte delle quali rintracciabili nel libro di Cialdini.

    Il problema, a mio parere, è come le si usa. Faccio il mio esempio personale, così non si offende chi dovesse eventualmente leggerci. Io inserisco i feedback? Assolutamente sì, perché utili. Ma sono vere e reali. Se, invece, si inserissero (e nella maggior parte dei casi purtroppo è così) feedback inventati, o addirittura scritti direttamente dall’autore del blog, sarebbe fuffa. E questo esempio vale anche per gli altri elementi.

    E al di là delle tecniche di persuasione, che possono piacere o meno ma funzionano, la questione che dovrebbe essere principale è il contenuto. Gli articoli, i video, i prodotti a pagamento, danno all’utente reale valore o non danno nulla ed è solo fuffa?

    Ciao.

    • christian gas
      9 dicembre 2015 alle 03:11 Rispondi

      Il buon Cialdini descrive euristiche oneste. Strategie pulite e, anche se “seduttive”, basate sul ricalco e sul feedback. Sono strategie importanti ma non così potenti da deviare una mente umana fino a credere che, per soli due dollari al mese, tu abbia una rendita milionaria. Se ti piace il genere, mi permetto di suggerirti “i persuasori occulti” di Vance Packard che, forse per primo (erano gli anni 50) ha cercato di scoprire delle proto-tecniche efferate per manovrare il consumo al dettaglio. Poi immagina cosa siamo stati capaci di inventarci in sessantacinque anni di ricerche esasperate sull’induzione. :)

      • Rodolfo
        9 dicembre 2015 alle 03:21 Rispondi

        Forse non mi sono spiegato bene :) Intendevo dire che certe tecniche persuasive, ovviamente se oneste, sono semplici strategie di marketing (poi possono piacere e funzionare alcune rispetto ad altre). Non che con queste tecniche si diventa milionari investendo due dollari :))) Semplicemente che non è dall’uso o meno di queste tecniche che viene la “fuffa”. La “fuffa” deriva, a mio parere, dai contenuti, non dalla promozione (anche perché chi si occupa di marketing, bene o male, in parte le utilizza).

        Ciao.

    • Daniele Imperi
      9 dicembre 2015 alle 12:18 Rispondi

      Il buon copywriting non ha bisogno di queste tecniche di bassa lega.
      I feedback non sono fuffa, se reali, ovvio, io parlo di contenuti senza senso nei post.

  11. Francesco Magnani
    8 dicembre 2015 alle 15:37 Rispondi

    Condivido tutto ciò che hai detto, queste persone sono “brave” a raccattare la gente, riempendo i loro blog di banner e pop-up che ti forzano a compiere delle azioni e ti rivendono pdf miracolosi a prezzi assurdi. Ho voluto approfondire, così mi sono pure iscritto ad alcune newsletter: roba da matti, ti tempestano di mail promettendo il successo facile.

    Sinceramente, sono veramente stufo di questo tipologia di blogging.

    Sono fiero del mio blog, scrivo ed offro qualcosa per il lettore, ma è uno spazio libero dove nessuno è obbligato a fare niente.

    • Daniele Imperi
      9 dicembre 2015 alle 12:21 Rispondi

      Ecco, mi hai ricordato di cancellarmi da una di queste newsletter, il tipo mi scrive quasi una volta al giorno :D

  12. Francesco Magnani
    8 dicembre 2015 alle 15:52 Rispondi

    Ah, dimenticavo, vogliamo parlare di quei quattro o cinque libri che sono sempre sulla bocca di tutti e con i quali la gente si fa addirittura i selfie… posso dire una cosa? Siamo proprio un popolo di caproni, poche sono le persone che hanno il coraggio di andare contro corrente.

    • Miché Miché
      8 dicembre 2015 alle 16:18 Rispondi

      C’è una citazione che trovo azzeccata: “Se leggi ciò che tutti leggono, penserai ciò che tutti pensano.” ;)

    • Daniele Imperi
      9 dicembre 2015 alle 12:23 Rispondi

      Giusto, anche quei libri, ogni tanto ti si ripresentano come i peperoni :)

  13. Luciano Dal Pont
    8 dicembre 2015 alle 16:01 Rispondi

    Mah… non so, io in queste cose tendo a essere molto terra terra, e rimango convinto che i truffatori esistono perché trovano sempre gente disposta a farsi truffare. Se un ladro entra in casa mia quando non c’è nessuno e ruba, io non posso farci niente se non, a posteriori, denunciare il furto subito. Ma se un truffatore cerca di convincermi ad acquistare una serie di numeri sicuramente vincenti al lotto, la mia risposta è: “scusa, ma se hai quei numeri vincenti, perché non li giochi direttamente tu e ti incassi i soldi della vincita? Che bisogno hai di cercare di fare soldi vendendoli ad altri?”
    Eppure molti li comprano, quei numeri, poi li giocano e, quando non escono, inveiscono contro il truffatore maledicendolo per averli truffati.
    Ragazzi, sveglia, siamo nel 2015, anzi, ormai quasi nel 2016. Dovremmo essere tutti coscienti del fatto che che Babbo Natale non esiste, e se tutti lo fossero, i truffatori potrebbero chiudere bottega senza lasciare alcun rimpianto.

    • Daniele Imperi
      9 dicembre 2015 alle 12:25 Rispondi

      Il problema è che nel web c’è sempre gente nuova che vi accede per la prima volta, quindi quel genere di post farà sempre presa su chi non ha esperienza. Non è questione di farsi truffare, ma di esperienza che manca.

      • Luciano Dal Pont
        9 dicembre 2015 alle 13:51 Rispondi

        Lo so, Daniele, hai ragione, però se qualcuno ti propone soluzioni mirabolanti o miracolose attraverso le quali avrai un facile e sicuro successo economico, basta solo che acquisti quel tale o talaltro corso o e-book o pozione magica o talismano o numeri vincenti al lotto, web o non web, esperienza o non esperienza, come fai a non capire che si tratta di una truffa?

        • Daniele Imperi
          9 dicembre 2015 alle 14:46 Rispondi

          Bella domanda :)
          Non lo so, forse si tratta solo di quoziente intellettivo: quei post attirano gente poco “pensante”.

  14. Ulisse Di Bartolomei
    8 dicembre 2015 alle 16:47 Rispondi

    Salve Daniele

    Oggigiorno i modi truffaldini che garantiscono guadagni senza complicazioni sono parecchi, in quanto di fessi adeguati ve ne stanno a frotte. Il network markenting (palla di neve), l’adozione a distanza, l’editoria veloce (quella menzionata nell’articolo), le imprese tipo “amnesty” che dichiarano filantropie inesistenti e finanziano tutt’altro, le promesse ai poveri… Parecchi anni fa un tunisino mi disse che aveva ricevuto un offerta tramite internet per acquistare il visto per gli USA a 35 euro. Spesi mezz’ora tentando di fargli capire che i visti non si acquistavano per internet. Dopo qualche mese lo ritrovai e mi disse che… “tanto ho perso soltanto 35 euro!” L’avrei massacrato… Il fatto sta che una parte di noi, si ciba del buon fine virtuale e ha bisogno di farsi buggerare. Altrimenti non si spiega come tanti ci caschino. Basterebbe riflettere a esempio che un’organizzazione che spende milioni in pubblicità, negretto affamato, piangente ecc… al negretto non gli manda un’euro. Non parlo per sentito dire, in quanto nel mondo della filantropia e delle donazioni, sono stato impegnato per tre decenni.

    • Daniele Imperi
      9 dicembre 2015 alle 12:29 Rispondi

      Ciao Ulisse, i casi che citi puntano sulla disperazione e l’ignoranza di tanta gente.

  15. Barbara
    8 dicembre 2015 alle 17:21 Rispondi

    Dipende.
    Promettono soldi e successo con una giocata a lotto, superenalotto, poker online ed altri giochini? Fuffa al 100%. Basterebbe un corso base di calcolo delle probabilità per capire che vincere a quei giochi è facile quanto ottenere un’abbronzatura su Nibiru.
    Promettono soldi e successo con un sistema di trading online ed un impegno minimo? Fuffa al 200%. Loro guadagnano nell’uso della piattaforma di trading e sulla vostra movimentazione, sia che guadagnate o che perdete. E se il trading fosse così semplice, sarebbero loro per primi spaparanzati ai Caraibi.
    Promettono soldi e successo con la vendita di un prodotto eccezionale, che non si trova nei negozi perchè altamente esclusivo, ma che solo voi avrete il piacere di usare e rivendere? Fuffa al 95%. E’ il vecchio sistema di marketing multilevel o piramidale. Si fanno soldi se si trovano altri polli a cui promettere soldi. Il sistema funziona solo all’inizio, finchè la base non si ingrandisce troppo o scoprono che il prodotto non ha certificazioni di sicurezza o nuoce alla salute o semplicemente non vale tutto quel che costa.
    Promettono soldi e successo con metodi di life coaching? Non è fuffa. Questa la salvo. Perchè spesso i limiti sono solo nella nostra testa, e non tentiamo per paura di fallire. Il life coach lavora sulla nostra predisposizione mentale, e no, non li ritengo soldi buttati via. Poi se siete persone capaci potete avere una chance di avere soldi e successo, ma di sicuro ci si guadagna in gestione dello stress. :)
    Però i life coach (o motivatori) seri scrivono post seri, mettono nero su bianco le proprie tecniche, quel che si paga in genere è l’essere seguito personalmente.

    • Rodolfo
      8 dicembre 2015 alle 19:17 Rispondi

      Sono d’accordo. Io penso che al di là delle tecniche di marketing che ognuno usa (stiamo parlando, ovviamente, se si fa il blogger di professione e non come hobby) se i prodotti siano validi o no. Io la prima volta che acquisto una cosa e si dimostra fuffa lo abbandono per sempre.

    • Daniele Imperi
      9 dicembre 2015 alle 12:32 Rispondi

      Sul life coaching ho avuto una minima esperienza e ho buttato i miei soldi :)
      Quindi per quanto mi riguarda non mi fregano più. Chiacchiere anche quelle.

      • Barbara
        9 dicembre 2015 alle 14:07 Rispondi

        Come sono chiacchere alcuni psicologi e psichiatri. E come sono chiacchere anche alcuni informatici. Oramai anche il pizzaiolo sotto casa “fa siti web” e “tiene un blog”. ;)

  16. Fabrizio Pieroni
    8 dicembre 2015 alle 18:49 Rispondi

    Completamente d’accordo con te. Io ho un blog di crescita personale, ma detesto quei toni. Soprattutto mi infastidisce quella che hai definito la “urgenza”.
    Certamente, se conoscessero il segreto del successo, ora starebbero facendo altro.
    Poi parlano di qualsiasi argomento collegato, si presentano come “tuttologi”.
    Si ispirano a presunti guru americani, che da noi suonano stonati.

    • Daniele Imperi
      9 dicembre 2015 alle 12:33 Rispondi

      L’urgenza mi ha sempre infastidito, perché ho iniziato a sentirla in TV e ritrovarmela nel web è stato troppo.

  17. Grazia Gironella
    8 dicembre 2015 alle 21:05 Rispondi

    Il detto non recita “chi sa, fa; chi non sa, insegna”? Appunto.:)

    • Daniele Imperi
      9 dicembre 2015 alle 12:33 Rispondi

      Lo conosco! :)

  18. Gabriele
    9 dicembre 2015 alle 00:48 Rispondi

    Daniele articolo molto interesssante, e molto utile.
    Difatti quei tipi li considero dei venditori di fumo.
    Solo il fatto che si definiscano “Coach” mi urta, almeno usassero terminalogie Italiane?
    A sai l’ Amenricani…..
    Quando sento il termine “Coach” mi viene da riflettere e penso: se fossi un Napoletano lo tradurre in “o cozza”, perché questi sono delle cozze….
    Sono Romagnolo e li traduco in “Coz” che significa “coccio, tegame in ceramica”, anche “vaso da notte rotto” un qualcosa di “scozzato, rotto sbeccato” un obrobrio…insomma…
    Poi mi dico noi che scriviamo ed abbiamo necessita di vendere i nostri lavori, considerato che gli Editori sono spesso latitanti, non è che queste disdicevoli tecniche possano esserci utili????

    • Daniele Imperi
      9 dicembre 2015 alle 12:37 Rispondi

      Grazie. D’accordo sull’uso di coach.
      E no, quelle tecniche non ci sono utili :)

  19. christian gas
    9 dicembre 2015 alle 03:04 Rispondi

    Affascinante mondo della pubblicità spazzatura. Anche se, a dire il vero, devo ancora capire quale sia la pubblicità utile. Internet, poi, ha autorizzato ogni psico-maniaco o sedicente Wanna Marchi a consigliare strategie caleidoscopiche per poter comprare, a soli 8 dollari, la pietra filosofale di Harry Potter. Ottimo, dico io.
    Non la voglio, non la compro.
    Eh no, perché, come dice il buon Daniele, dietro la lungaggine, dietro l’accostamento dei termini, dietro l’uso sconsiderato di colori, suoni e video, c’è quell’aspetto da cui tutti ci sentiamo immuni e per cui tutti, alla fine, compriamo le stesse cose.
    Sono un complottista, me ne rendo conto, ma ho i miei buoni motivi. Certe pubblicità si rendono volutamente stupide per convogliare l’ignaro spettatore verso altri prodotti di massa che, sebbene ugualmente stupidi, in mezzo alla nefandezza più esasperata, luccicano come una scheggia di vetro immersa nel letame.

    Subliminalità, programmazione neuro linguistica, induzioni a coscienza alterata, ipnosi blanda. Se non ricordo male, un tempo c’erano gli sciamani che guarivano le persone con dei gorgogliamenti vagamente umani. Il dato allarmante è che, qualche volta, ci riuscivano.

    E poi non dimentichiamoci che quando Watzlawick & co. teorizzarono il double bind lo fecero per curare le malattie mentali, non per provocarle. Ma se è possibile persuadere uno schizofrenico dell’inesistenza di quel telefono rosa che lui (e solo lui) vede, per la legge del canone inverso, è possibile anche far vedere telefoni rosa a chi non li vuol vedere.
    In ogni caso, sono sicuro che ci sia qualcosa che sfugge a molti (forse a tutti) – La prima regola di un buon prestigiatore è quella di convogliare l’attenzione lontana dal trucco.
    La seconda è quella di saper fare il trucco.

    Forse stiamo guardando dalla parte sbagliata.

    • Daniele Imperi
      9 dicembre 2015 alle 12:41 Rispondi

      La pubblicità utile per me, quella che mi ha davvero fatto comprare qualcosa, è quella sulle uscite in edicola e libreria: in quel caso, conoscendo quel prodotto (magari un autore o fumettista che amo), la pubblicità mi ha solo informato della sua presenza.
      Un po’ anche io sono complottista :)

      • Christian gas
        9 dicembre 2015 alle 20:30 Rispondi

        Esatto. Il punto è quello. Conoscere il prodotto.
        Consigli per gli acquisti.
        Senza fronzoli: questo è il caffè, sa di caffè, gli intenditori lo bevono amaro ma io ti consiglio di metterci lo zucchero. Ecco, questo è un buon consiglio per un acquisto.
        Io non voglio il caffè al sentore di cuoio con note muschiate. Non voglio la confezione fallica avvolta da un packaging che costa più del prodotto.
        Poi, però, tocca rassegnarsi. 😆

  20. Lisa Agosti
    9 dicembre 2015 alle 06:30 Rispondi

    Bravo Daniele, hai detto le cose esattamente come stanno. Condivido in pieno.
    In passato sono stata la credulona di turno: una volta ho accettato di partecipare a questionari online e ricerche di mercato in cambio di guadagni sicuri, ma il pagamento avveniva tramite email e consisteva di una carta di credito da tot dollari a mio nome, che non ho potuto usare perché non volevo poi trovarmi a dover pagare l’abbonamento annuale per la carta e eventuali percentuali non previste.

    • Daniele Imperi
      9 dicembre 2015 alle 12:43 Rispondi

      Grazie. Le ricerche di mercato proprio non le sopporto, sono utili solo a chi le lancia.

  21. Ferruccio
    9 dicembre 2015 alle 07:50 Rispondi

    I porta a porta del giorno d’oggi!

    • Daniele Imperi
      9 dicembre 2015 alle 12:43 Rispondi

      Paragone azzeccato!

  22. Chiara
    9 dicembre 2015 alle 08:52 Rispondi

    “Mi sono sempre chiesto perché tutti questi che spiegano agli altri come fare soldi, continuano a timbrare il cartellino in ufficio o a fare i liberi professionisti, quando potrebbero starsene ai Caraibi a preoccuparsi se il loro cocktail è fresco abbastanza.”

    Questa fase mi ha fatto pensare a un tizio (che ho menzionato nel post in programma per giovedì) che sulla sua bacheca facebook pubblica a raffica post che vogliono mortificare i lavoratori dipendenti, definiti poveracci, perché lui si considera un libero imprenditore (presente Herbalife?). Peccato che faccia il portiere di notte in albergo. Lavoro dignitosissimo, per carità, ma un po’ di rispetto!

    Hai notato inoltre che certa gente parla sempre e solo di successo, mai di autorealizzazione? Ciò dimostra che alle persone interessa più il riconoscimento sociale, dell’essere soddisfatta di sé e del proprio lavoro.

    • Luciano Dal Pont
      9 dicembre 2015 alle 10:23 Rispondi

      Ciao Chiara, interessante il tuo punto di vista, col quale concordo ma con un necessario distinguo: quelli che parlano sempre e solo di successo e mai di autorealizzazione sono in genere quelli che cercano di venderti qualcosa (appunto, ho presente Herbalife, come no? Tante volte hanno cercato di coinvolgermi in questa sorta di multilevel, come del resto in altri multilevel, ma ogni volta hanno capito subito di essersi rivolti alla persona sbagliata) ma possono convincere solo quelli ai quali, per usare le tue stesse parole, sembrano più interessati al riconoscimento sociale (a prescindere dal fatto che non è certo quella la strada per raggiungerlo) che all’essere soddisfatti di sé stessi e del proprio lavoro. Ecco perché con me non hanno mai attecchito.
      Ripeto quello che ho scritto nel mio precedente commento: i truffatori continueranno a esistere finché ci saranno persone desiderose di farsi truffare, e purtroppo credo ce ne saranno sempre. E non credo affatto alle pubblicità subliminali, all’ipnosi blanda, alla suggestione alla quale tutti saremmo soggetti, queste sono tecniche che possono avere successo soltanto su menti non ben presenti a loro stesse e già più che predisposte a lasciarsi suggestionare, ipnotizzare o quant’altro.
      Ripeto: siamo quasi nel 2016, bisogna che la gente cominci a rendersi conto che Babbo Natale non esiste. Ma probabilmente molto desiderano continuare a crederci, questo è il punto.

      • Chiara
        9 dicembre 2015 alle 13:45 Rispondi

        Sono assolutamente d’accordo con te, Luciano. Aggiungo infatti che il multilevel ha più presa fra persone che hanno difficoltà economica (ho frequentato alcune riunioni per curiosità) proprio per la capacità di questa gentaglia di far leva sugli aspetti emotivi: chi non ha il sogno di colmare le proprie lacune e mancanze, venendo fuori da una situazione di difficoltà? Per me si tratta quasi di circonvenzione d’incapace! ;)

    • Daniele Imperi
      9 dicembre 2015 alle 12:45 Rispondi

      Non piace nemmeno a me quando ci si scatena contro il lavoro dipendente, perché sono sempre critiche soggettive.
      La parola successo fa più presa di autorealizzazione ;)

  23. monia74
    9 dicembre 2015 alle 10:16 Rispondi

    Gli strumenti sono solo strumenti. Io penso invece che conoscerli bene ci permette di difenderci. Se c’è chi li usa male sta a noi usare l’intelligenza e cancellare lo spam. Ma questo non significa che la tecnica del marketing sia un inganno. Senza dubbio fa presa su aree del nostro cervello che sono innate, anche se non ci piace sapere che abbiamo un istinto sciocco. Il bello è che abbiamo una sovrastruttura in grado di bloccare gli acquisti impulsivi.

    • Daniele Imperi
      9 dicembre 2015 alle 12:47 Rispondi

      Il marketing non è un inganno, ci mancherebbe, lo è quello fatto in modo sbagliato.

  24. Antonella Barbieri
    9 dicembre 2015 alle 11:53 Rispondi

    Sono completamente d’accordo con te, Daniele. I venditori di fuffa 2.0 sono facilmente riconoscibili, proprio come quelli reali. Tuttavia, ciò che mi sorprende è chi ci casca: ci sono tante, tantissime risorse da cui attingere informazioni in rete, eppure mi sembra che certi internauti dimentichino questo grande vantaggio offertoci da internet. Un po’ come accade, ahimé, con la condivisione di articoli fasulli su Facebook.

    • Daniele Imperi
      9 dicembre 2015 alle 12:49 Rispondi

      Ciao Antonella, benvenuta nel blog. Su Facebook ho solo opinioni negative…
      Ti ripeto ciò che ho scritto più sopra: il problema è che ogni giorno ci sono nuovi internauti, che appunto non hanno esperienza, e quindi possono credere di fare soldi online in quei modi.

    • Barbara
      9 dicembre 2015 alle 14:19 Rispondi

      Sulla condivisione di articoli in facebook non è solo inesperienza, ma soprattutto pigrizia. Continuo in maniera imperterrita a segnalare ogni bufala con il link antibufala di Paolo Attivissimo. Che poi basta semplicemente cercare da Google le prime parole del testo + “bufala”. Ci vuol tanto? Ebbene si. La gente è pigra.
      L’esempio più eclatante? Quel messaggio di autocertificazione in Facebook che, citando leggi inesistenti o distorte, dovrebbe servire a tutelare la privacy del proprio account contro il grande colosso proprietario della piattaforma. Beh, una standing ovation al professor Saraceni dell’università di Teramo che ha scritto: “Avviso agli studenti di informatica giuridica. Chi tra di voi ha pubblicato sul suo profilo una sorta di autocertificazione a tutela della privacy è pregato di chiudere per sempre l’account facebook – per evitare di procurare danni a persone o cose-, lasciare la Facoltà di Giurisprudenza ed iscriversi a Scienze degli Snack al Formaggio. Andiamo male ragazzi, molto, molto male.” :D

      • Daniele Imperi
        9 dicembre 2015 alle 14:48 Rispondi

        Alcune volte la fonte delle notizie che circolano su Facebook è… Facebook! :D

  25. Mr Tozzo
    9 dicembre 2015 alle 15:08 Rispondi

    Sono sul web dal lontano 1999 e di fuffaroli ne ho visti (e letti) tanti, sembra di vedere quelle squallide televendite che passavano sulle reti private. Tutti hanno il segreto del “successo” per fare soldi…però poi il giorno dopo sono tutti in ufficio.

    Se io avessi scoperto il metodo per fare soldi senza faticare, come hai detto giustamente anche te, me ne starei ai Caraibi a gustarmi il mio cocktail nella mia spiaggia privata e non di sicuro davanti a un computer a scrivere post dove spiego come diventare ricchi. Al massimo ti posso pubblicare qualche foto su Instagram ;D

    • Daniele Imperi
      9 dicembre 2015 alle 15:32 Rispondi

      Più o meno sono anche io nel web da quella data :)
      Ecco, i post su Instagram sono gli unici che avrebbero senso se hai fatto i soldi online :D

  26. Cecilia S.
    10 dicembre 2015 alle 15:06 Rispondi

    Purtroppo su internet non ci sono solo contenuti utili ma anche tantissima “fuffa” che non dovrebbe esistere. A mio parere la tecnologia ci sta rendendo molto più vulnerabili, soprattutto per chi non è un esperto utilizzatore, facendoci illudere sulla facilità di ottenere traguardi importanti, senza però considerare la dura realtà dei fatti. Niente nella vita si ottiene con facilità o perlomeno non comportandosi in modo onesto e trasparente.

    • Daniele Imperi
      10 dicembre 2015 alle 15:25 Rispondi

      Ciao Cecilia, benvenuta nel blog. Lo stesso che penso io: è pieno di utenti che non sono esperti utilizzatori, come dici tu, e su quelli si punta per vendere. Chi non conosce come funziona il web è più vulnerabile.

  27. Giorgio Gioacchini
    12 gennaio 2016 alle 08:43 Rispondi

    Bisogna fare attenzione a quelle che ingannevolmente vengono proclamate come “scorciatoie” per fare successo e soldi tramite il web. I soldi facili non esistono. Né nella vita reale né tantomeno sul web. Rendere le proprie passioni un’attività economicamente profittevole non è una passeggiata e richiede molto impegno e sacrificio.

  28. Francesco P.
    2 marzo 2016 alle 18:39 Rispondi

    Buonasera Daniele, io mi scontro tutti i giorni con persono/post/promozioni che ti promettono la gloria eterna.. io penso però che grazie ai fuffaroli le persone con più esperienza e competenza abbiano la possibilità, anche se con difficoltà all’inizio, di poter lavorare meglio. Cerchiamo di vedere sempre il lato positivo delle cose. :)

    • Daniele Imperi
      3 marzo 2016 alle 09:12 Rispondi

      Ciao Francesco, benvenuto nel blog.
      Non sono sicuro al 100%. Il problema è che nel web non ci sono solo persone esperte che sanno riconoscere i fuffaroli, ma moltissime, forse la maggior parte, che invece si lasciano abbindolare da loro.

      • Francesco R.
        3 marzo 2016 alle 16:12 Rispondi

        Ciao Daniele hai ragione la gente si lascia abbindolare, però io la vedo come per il discorso delle assiurazioni… all’inizio tutti straguadagnavano vendendo qualunque tipo di polizza non considerando le esigenze.. Oggi sono falliti tutti quanti, gli unici che lavorano ancora sono i consulenti, quelli veri. Secondo me sta a noi fare capire alle masse che ci sono promesse che si possono mantenere e altre che sono impossibili.

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