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4 tipi di post da non pubblicare nel blog

Post da non pubblicare nel blog

Più di un anno fa avevo scritto di 5 tipi di articoli da evitare nel blog (news, award e catene, meme di poco valore, traduzioni, segnalazioni varie), post inutili che per me non offrono nulla al lettore né migliorano il blog.

Oggi torno sul tema dei post da non pubblicare, parlando sempre di contenuti di dubbia qualità, ma forse più “pericolosi” di quelli analizzati nell’altro post.

Perché pericolosi? Perché possono danneggiare l’immagine del blog e del blogger (specialmente l’1 e il 2), lo impoveriscono anziché arricchirlo, fanno perdere quella unicità che ogni blogger dovrebbe avere, possono minarne credibilità e fiducia conquistate col tempo.

1 – Contenuti riciclati

È facile ripetersi. Molto facile. Dietro uno dei motivi che mi hanno portato a ridurre il numero di post nel blog c’è anche quello di evitare il rischio di ripetermi. Eppure, appena pubblicato un articolo, mi chiedo spesso se non abbia già parlato di quell’argomento.

Nessuno vieta di scrivere di un certo argomento da altri punti di vista, anzi, può essere utile farlo. Giorni fa ho parlato del binomio narrativo, che in pratica è lo stesso argomento del binomio fantastico, ma lo analizza da un’altra prospettiva.

Ho però deciso di non scrivere altri post che m’erano venuti in mente perché sarebbero stati contenuti riciclati.

Si capisce quando un contenuto viene riciclato: ha lo stesso colore, la stessa consistenza, lo stesso sapore di uno già letto. Me ne accorgo quando ne leggo uno e immagino quindi che altri possano accorgersi se ne leggessero uno qui.

Come evitare di scrivere contenuti riciclati?

Scrivendo contenuti originali. Ma non è così semplice. Essere veramente originali significa proporre sempre qualcosa di nuovo e inaspettato.

E io ho in programma qualcosa di nuovo e inaspettato: un post monumentale a cui ho iniziato a lavorare esattamente un anno fa e che forse vedrà la luce a giorni.

2 – Contenuti scritti per i motori di ricerca

Che cosa significa scrivere per i motori di ricerca? Un giusta definizione potrebbe essere scrivere articoli in linea con le ricerche degli utenti. Sono quindi testi scritti indirettamente per i lettori, ma volti a portare visite al proprio blog per ottenere guadagni con annunci pubblicitari e affiliazioni.

Molti conoscono il blog di tecnologia di Aranzulla. È un personaggio divenuto famoso nel web e il suo blog – che non possiamo propriamente definire tale, visto che non c’è possibilità di commentare – è uno dei più letti.

Questo blog è osannato da più parti perché il blogger scrive con un linguaggio chiaro e colloquiale, in modo da farsi capire al volo dal lettore medio.

Per me invece scrive per i motori di ricerca. Basta prendere degli articoli a caso:

  1. Telecamere IP: guida all’acquisto
  2. Quale telecamera IP comprare
  3. Quale IP camera comprare

Lo stesso articolo scritto in 3 modi diversi. Le telecamere recensite – con link di affiliazione – sono le stesse in ognuno dei 3 post, eccetto qualche modello.

Volete vedere un esempio sconcertante di articoli scritti per i motori di ricerca in quel blog? Eccolo qui (in ordine alfabetico):

  1. Come aprire un sito
  2. Come aprire un sito gratis
  3. Come aprire un sito Internet
  4. Come costruire un sito gratis
  5. Come costruire un sito Internet
  6. Come creare siti Web con Mac
  7. Come creare sito Internet gratis
  8. Come creare sito Web gratis italiano
  9. Come creare un sito
  10. Come creare un sito Internet
  11. Come creare un sito professionale
  12. Come creare un sito Web
  13. Come creare un sito Web da zero
  14. Come creare un sito Web gratis
  15. Come creare un sito Web gratis per sempre
  16. Come fare un sito
  17. Come fare un sito gratis
  18. Come fare un sito Internet
  19. Come fare un sito Internet da soli
  20. Come fare un sito Internet gratis
  21. Come realizzare un sito Web
  22. Costruire siti Web
  23. Creare siti
  24. Creare siti Web gratis
  25. Creazione siti Web online gratis
  26. Creare sito Internet
  27. Creare un sito gratis
  28. Creazione sito Internet
  29. Creazione sito Web gratis
  30. Fare un sito
  31. Siti Web gratis
  32. Sito gratis
  33. Sito Internet gratis

33 articoli – alcuni perfino con titoli sgrammaticati – che richiamano le esatte ricerche che si fanno online.

Questo è ciò che intendo per scrivere per Google e non per i lettori.

3 – Guest post di sconosciuti

Come molti sanno, le linee guida per scrivere un guest post su «Penna blu» prevedono che il richiedente abbia già commentato nel blog. A questa regola sono arrivato dopo aver scoperto che la persona che aveva scritto un guest post qui non esisteva, era un profilo falso. Sono stato quindi costretto a cancellare quel post e a rivedere le linee guida.

Dopo aver ricevuto l’ennesima proposta da sconosciuti, mi sono chiesto se fossi stato ben chiaro scrivendo quelle regole e le ho fatte leggere a un’amica, che infatti ha sollevato qualche dubbio.

Adesso, alla voce “Chi può proporre un guest post”, c’è un messaggio chiarissimo:

Su «Penna blu» possono scrivere guest post soltanto i lettori che più volte hanno già commentato nel mio blog e che quindi conosco.

No, non è così chiaro, credetemi. Ma ne accenno nel prossimo punto.

Perché non accettare guest post da gente che non si conosce? È un po’ come accettare passaggi dagli sconosciuti: non sai mai chi ti capiterà.

Scherzi a parte, lo sconosciuto che si propone di scrivere un guest post non è interessato a leggere il nostro blog. Di questo sono sicuro al 100%, altrimenti non si spiega perché nessuno di quegli sconosciuti sia mai tornato nel mio blog a commentare quando ho rifiutato le loro proposte.

Se fosse stato interessato, avrebbe ringraziato, sarebbe tornato a leggere e a lasciare commenti sui miei post per farsi conoscere. Se non l’ha fatto – e finora non l’ha fatto nessuno – significa soltanto una cosa: era in cerca di quel cavolo di link, la febbre del link che è peggio della febbre dell’oro.

Accettare guest post da sconosciuti è anche una mancanza di rispetto per i lettori abituali, che all’improvviso si ritrovano una voce nuova nel blog. Certo, anche per chi arriva qui la prima volta io sono una voce nuova, ma non è proprio la stessa cosa.

4 – Post sponsorizzati

Qualche giorno fa mi scrive un tizio chiedendomi “la possibilità di ospitare, nelle modalità a me più congeniali e compatibilmente con il loro budget, articoli sponsorizzati o guest post (con link dofollow)”. Aggiungeva che “ovviamente l’articolo si integrerà perfettamente con il piano editoriale”.

Per i guest post vedi sopra. C’è tanto di linee guida, da poco migliorate. Post sponsorizzati non appariranno mai qui, lo scrissi anche tanto tempo fa. Sinceramente non li ho mai sopportati e quando vedo nel titolo “sponsored post”, neanche lo leggo.

I blogger le studiano tutte per guadagnare e io mi rendo conto di essere sempre la solita voce fuori dal coro, il Bastian Contrario che vuole che il mondo giri come dice lui.

I blogger sono liberi di fare ciò che vogliono in casa propria, ma mi chiedo: che valore potrà avere un post sponsorizzato? Non è spontaneo e non è concepito come utilità per i lettori. Se voglio avere opinioni su un prodotto, mi basta leggere le tantissime recensioni spontanee che si trovano in giro.

Questa è la mia opinione sui tipi di post da non pubblicare nel blog. Non vi chiedo se avete mai pubblicato contenuti riciclati – ma potete confessarlo – né se avete scritto per i motori di ricerca – nei blog dei lettori che commentano di solito non ne ho mai visti – ma vi posso chiedere se avete mai scritto post sponsorizzati e accettato guest post da sconosciuti.

66 Commenti

  1. salvo
    14 aprile 2016 alle 08:24 Rispondi

    Ciao Daniele,
    In una polemica nata nel botta e risposta a un post del Blogger, il lettore che risponde e commenta può essere accusato dal titolare del Blog di ” stalking” o subire querele perché nelle sue battute avrebbe “leso l’immagine del Blogger” che tra l’altro si definisce giornalista ma tale NON è?
    Grazie.

    • Daniele Imperi
      14 aprile 2016 alle 12:19 Rispondi

      Ciao Salvo, vi vorrebbe un avvocato per rispondere alla tua domanda. Oggi si denuncia per delle scemenze e ci sono giudici che hanno dato retta a quelle scemenze, quindi risponderei di sì. Certo, bisogna anche dire che se c’è l’area commenti, allora si può commentare. Se i commenti sono civili, non vedo dove sia il problema.
      Per essere giornalisti, a quanto ne so, bisogna essere iscritti all’albo, quindi suppongo anche pagare una tassa annuale.

  2. Elena
    14 aprile 2016 alle 08:37 Rispondi

    Buon giorno Daniele, vedo che tieni molto ai commenti, così ti accontento! Sono Elena, una di quelle persone ‘sconosciute’ che ti ha proposto di scrivere un guest post. Ti stupirà ma io leggo il tuo blog, cui sono iscritta, e molte volte apprezzo. Questa volta ho dei dubbi di cui vorrei discutere con te. C’è un altro tipo di post che secondo me non fa un buon servizio a tutti i lettori, quello trasversale, che manda cioè messaggi a un solo gruppo di persone. Non si tratta di un contenuto doppio, sebbene non sia del tutto originale, ma scritto per provocare una reazione. Vedremo se funziona ce lo dirai in un’altro post. Con me ha funzionato
    Per quanto riguarda le regole di Penna Blu ha ragione la tua amica!
    Inoltre si può non conoscersi personalmente, ma chi tiene un blog con l’onesta e la trasparenza, come faccio io, non è uno ‘sconosciuto’ ma qualcuno ‘in piazza’ che è piuttosto facile riconoscere. Basta planare sulla sua home page. Non so se l’avevi fatto, è questa http://www.elenaferro.it.
    Comunque la discussione è parecchio stimolante. Aspetto con curiosità il tuo articolo monumentale

    • Juana
      14 aprile 2016 alle 08:59 Rispondi

      Ciao Elena,

      Capisco il tuo punto di vista e ti assicuro che non sei la sola. Se posso permettermi un mio parere genuino, pero’, come blogger non lo trovo un comportamento del tutto corretto. Non intendo dire che un lettore debba sempre e necessariamente commentare ogni singolo post che legge – non lo faccio neanch’io! – perche’ non sempre si ha qualcosa da dire e non sempre cio’ che i lettori hanno da dire aggiunge nulla al post o risulta interessante per terzi. Tuttavia, far avere all’autore un feedback ogni tanto, anche solo per comunicargli di aver apprezzato quanto ha scritto, penso sia importante, nonche’ un riconoscimento alle ore che ha perso per scrivere cio’ che a noi ha intrattenuti appena cinque minuti.

      Questo almeno e’ il mio parere :)

      • Daniele Imperi
        14 aprile 2016 alle 12:25 Rispondi

        Per me è anche un modo per conoscere cosa pensano i lettori, se hanno apprezzato o meno per esempio, anche se chi non apprezza, di solito, lo fa al suo primo commento, come se aspettasse proprio il post che non gli è piaciuto per commentare :D

      • Elena
        14 aprile 2016 alle 14:41 Rispondi

        Ciao Juana,
        Io ricevo riscontri in molti modi distinti, non ritengo di forzare la discussione. Molti sostengono che in ogni articolo si debbano fare domande per stimolare risposte.

        Io non lo faccio per scelta.
        L’apprezzamento lo misuro sul numero di iscritti al blog. Finché crescono costantemente e finché le mail vengono aperte e visualizzate, vuol dire che va bene! Buon blogging al tutti

        • Daniele Imperi
          14 aprile 2016 alle 14:46 Rispondi

          Le domande sono utili a fine post, ma ogni tanto io non ne faccio e i commenti arrivano lo stesso.

    • Daniele Imperi
      14 aprile 2016 alle 12:23 Rispondi

      Ciao Elena, benvenuta nel blog.
      Non ho capito quali sono i post trasversali. In che modo sono diretti solo a un gruppo di persone?
      Per sconosciuto io intendo sconosciuto nel blog, quindi soprattutto ai lettori, ma anche a me. Il fatto di avere un blog non significa essere conosciuti.
      L’articolo monumentale procede, sono al 65%.

      • Elena
        14 aprile 2016 alle 14:46 Rispondi

        Si Daniele hai ragione è un linguaggio poco chiaro. Direi politichese :) per messaggi trasversali si intende qualcosa che è rivolto a qualcuno in modo trasversale. Per suscitare indirettamente una reazion… Direi che l’operazione è riuscita. Non commenti molto ma sappi che dal un anno sono in rete e il tuo è uno dei primi blog che ho consultato per suggerimenti. Io non scrivo di scrittura la pratico. Ma le tue riflessioni mi sono utili. Buon lavoro

  3. Emiliano
    14 aprile 2016 alle 09:10 Rispondi

    Essendo che ho il sito aperto da poco, un articolo per i motori credo d’averlo scritto anche se non so quanto sia in linea con le ricerche degli utenti, solo per farmi un pò conoscere e rientrare in qualche ricerca. Ma guest post da sconosciuti o sponsorizzati credo che non lo farò mai, non è ciò che voglio per il mio blog e poi penso che non si andrebbe lontano, già faccio fatica a pensarmi a scrivere un guest post per qualcuno, le regole mi stanno strette, figurarsi il resto. Anche scrivere per i motori mi sembra limitante, ma non mi preoccupo, la mia idea è far uscire due articoli a settimana di cui uno per i motori, prendo la ricerca butto il titolo e poi vado per i fatti miei, questo per me è scrivere per i motori.
    Lo so mi devo ancora adattare al web, è dura. :)

    • Daniele Imperi
      14 aprile 2016 alle 12:26 Rispondi

      Qual è questo articolo scritto per i motori?
      La ricerca da dove la prendi? Da uno dei vari strumenti online?

      • Emiliano
        14 aprile 2016 alle 13:39 Rispondi

        Premetto che sono per l’arte dell’arrangiarsi e l’esperienza sul campo quindi non so se sia giusto o sbagliato, ma è sempre esperienza. Tornando a noi, faccio una ricerca di probabili parole chiave su keyword tool di google, così mi restituisce delle chiavi effettive, poi le metto su google nella barra di ricerca e vedo quello che mi restituisce nel menu a discesa subito sotto, guardo i risultati della prima pagina e le chiavi a fondo pagina. Medesima cosa su Yahoo Aswer. Poi scremo e decido, uno di questi è “come scrivere un libro fantasy” come guida, avevo deciso così perchè mi sono posto delle domande a cui non ho trovato risposta in internet, mettendomi al posto dello scrittore che non sa nulla (una prospettiva interessante che ho imparato nel corso di critico teatrale, il mettersi al di là del muro),
        Da lì è nato tutto, poi per glia altri vado ad ispirazione, in base a come mi gira senza troppe domande, spero di averti risposto in maniera abbastanza esaustiva. Se hai consigli li accetto molto volentieri, anche da altre persone che commentano nel tuo blog.

        • Daniele Imperi
          14 aprile 2016 alle 14:08 Rispondi

          Io con strumenti come quello non sono mai riuscito a trovare idee interessanti.

  4. Lucia
    14 aprile 2016 alle 09:12 Rispondi

    Ciao, Daniele!
    Sono una di quelle che quando non sa come gestire il pc va e cerca i link di Aranzulla, si trova di tutto! Avevo notato che ogni volta che cercavo qualcosa apparivano due o tre titoli, ma quella che hai postato tu è una lista lunghissima! Io che sono incapace con i motori di ricerca ecc. non ci avevo mai pensato a scrivere i titoli in quel modo. D’altra parte sono molto impersonali e quindi continuerò a scriverli a modo mio (per quei pochi articoli che pubblico). Anzi, mi hai fatto venire in mente un’idea per personalizzare perfino i titoli delle recensioni! Grazie per l’articolo, e concordo: i post riciclati sono il male (e la noia)!

    • Daniele Imperi
      14 aprile 2016 alle 12:29 Rispondi

      Ciao Lucia. Quei titoli sono impersonali perché scritti per i motori e per racimolare soldi. Se ne scriveva uno solo della lista di 33, sarebbe stato normale e magari veniva anche bene, ma tirandone fuori 33 non possono più essere contenuti di qualità o utili.

      • Lucia
        14 aprile 2016 alle 16:50 Rispondi

        Non ci avevo mai fatto caso e non sapevo nemmeno che si potessero racimolare soldi, a dirla tutta.

        • Daniele Imperi
          14 aprile 2016 alle 18:36 Rispondi

          Racimoli soldi guadagnando prima traffico. Poi basta mettere la pubblicità nei punti giusti.

  5. Ivano Landi
    14 aprile 2016 alle 09:43 Rispondi

    Forse questo tipo di scelte dipende molto da ciò su cui a cui si dà priorità. Per me al primo posto c’è la sintonia con gli intenti e lo spirito del blog. Dei quattro guest post che mi sono stati proposti ne ho rifiutati tre e accettato uno, ma il criterio di valutazione che ho usato è stato appunto quello della sintonia con lo spirito del blog. Che poi l’unico guest post che ho accettato sia anche opera di un lettore e commentatore abituale del mio blog, a questo dettaglio sinceramente non avevo dato grande importanza.
    Riguardo ai post sponsorizzati, non me ne sono mai stati proposti, ma credo che adotterei lo stesso principio. Se fossero in sintonia con lo spirito del blog, perché no?

    • Daniele Imperi
      14 aprile 2016 alle 13:03 Rispondi

      I guest post devono essere in sintonia con lo spirito del blog, altrimenti si viene a creare troppa differenza.
      A me sono stati proposti post sponsorizzati, ma non li ritengo in sintonia col blog, perché non possono mai essere spontanei.

  6. Salvatore
    14 aprile 2016 alle 10:06 Rispondi

    Non credo di essermi mai posto il problema di cosa pubblicare o non pubblicare. Procedo a istinto. Dico quello che vorrei leggere e leggo quello che vorrei scrivere… forse il contrario. Ad ogni modo, mi trovo d’accordo con te. Tuttavia se Arzulla ha tanto successo, forse scrivere per i motori di ricerca è un metodo come un altro. Più che altro dipende da cosa vuoi tu. Che idea di te vorresti trasmettere ai tuoi lettori. A me non interessano le visite fini a se stesse. Quindi non scriverò mai per i motori di ricerca. Mi interessa creare una piccola (o grande) comunità di gente che interloquisce con me, che collabora, che critica se serve e che aggiunge idee, punti di vista, osservazioni alle mie. Mi pare di essere sulla buona strada. :)

    • Daniele Imperi
      14 aprile 2016 alle 13:05 Rispondi

      Aranzulla ha avuto successo perché ha iniziato tanto tempo fa. Ai miei lettori vogliono trasmettere l’idea di uno che scrive di temi che gli piacciono. Si scrive per i motori quando c’è un tornaconto economico dietro.

  7. Chiara
    14 aprile 2016 alle 10:22 Rispondi

    Ogni volta che scrivi un post sulle cose da evitare, lo leggo con una punta di apprensione, spesso per poi tirare un sospiro di sollievo alla fine.

    I contenuti riciclati proprio mi fanno venire i nervi. Anche a me è capitato di affrontare un argomento da più punti di vista (anche il post a cui sto lavorando oggi ha due predecessori) ma offrendo sempre qualcosa in più. è come se ciascuno di questi post fosse una tappa di un percorso condiviso con i lettori, non un “ripiego” per mancanza di contenuti. Ciò che mi preoccupa, piuttosto, è il rischio di ripetermi involontariamente, non tanto con interi post quanto piuttosto con frasi e concetti che rispecchiano il mio punto di vista.

    La scrittura per i motori di ricerca non mi riguarda proprio, anzi, più volte ho discusso con mio marito, che si occupa di SEO per lavoro visto che collabora con un’agenzia di viaggi online, perché dice che potrei potenziare il posizionamento del blog. Io però temo che questo impoverirebbe molto i miei contenuti, quindi continuo per la mia strada.

    Ho pubblicato qualche guest-post di persone sconosciute, perché mi piaceva l’argomento proposto, sul quale non avevo competenze. Si tratta di un paio di articoli, non di più, che sono stati comunque piuttosto graditi ai lettori. Allo stesso modo, però, ne ho rifiutati tantissimi, e dopo una bruttissima esperienza sono diventata molto più selettiva.

    Non ho mai pubblicato né mai pubblicherò invece post sponsorizzati.

    • Daniele Imperi
      14 aprile 2016 alle 13:08 Rispondi

      È normale ripetersi con frasi e punti di vista, capita anche a me, non credo sia sempre evitabile. Migliorare il posizionamento non significa per forza snaturare o impoverire il blog. Dipende da ciò che fai.

      • Chiara
        14 aprile 2016 alle 13:50 Rispondi

        Migliorare un conto, impostare un intero sito sulla base della SEO come forse vorrebbe lui un altro…

        P.S. A proposito di mio marito: l’altro giorno mi sono collegata su Amazon con il suo account e ho visto che nella wish-list aveva il tuo libro, senza sapere che ci conosciamo. :D

        • Daniele Imperi
          14 aprile 2016 alle 14:10 Rispondi

          Un blog impostato tutto sulla SEO diventa qualcosa di illeggibile, secondo me.
          Mi fa piacere che il mio libro sia finito in una wish-list :D

          • Chiara
            14 aprile 2016 alle 16:54 Rispondi

            Lui si interessa molto a tutto ciò che riguarda il blogging. :)

  8. delia
    14 aprile 2016 alle 10:36 Rispondi

    Il concetto di post riciclato è un po’ ambiguo: se un blog è fortemente incentrato su pochi, pochissimi temi, sarà logico avere dei post molto simili tra loro. Magari post che offrono punti di vista diversi sullo stesso argomento. Ma pur sempre dello stesso stampo. Comunque, bei consigli, sono in profonda meditazione per quel che riguarda gli sponsor; ma credo di pensarla come te!

    • Daniele Imperi
      14 aprile 2016 alle 13:09 Rispondi

      Più che ambiguo forse è difficile capire se un contenuto è riciclato o meno.

  9. Cristina
    14 aprile 2016 alle 11:37 Rispondi

    I post di Aranzulla li conosco, naturalmente. :-) Non mi è mai capitato di scrivere post con argomenti riciclati, perché come sai spazio parecchio nei temi e quindi è difficile che parli sempre delle stesse cose. Magari alcuni argomenti sono un po’ più ostici, ma i post sono sempre nuovi di zecca. Non scrivo per i motori di ricerca, ma non manco mai di inserire il paragrafo in “Descrizione della ricerca” del post per essere in qualche modo trovata.
    Non ho ancora aperto alla formula del guest-post, ma ci sto seriamente riflettendo. Penso di ispirarmi alle linee guida tue e di Maria Teresa, e soprattutto accettare post soltanto da commentatori o persone che conosco bene… anche se il venditore che ti infila il piede nella porta è sempre dietro l’angolo!

    • Daniele Imperi
      14 aprile 2016 alle 13:11 Rispondi

      Che cosa è la “Descrizione della ricerca”? :/
      I venditori saranno sempre pronti a tallonarti, bisogna farci il callo.

      • Cristina
        15 aprile 2016 alle 09:00 Rispondi

        La “Descrizione della ricerca” è una cosa di blogspot. :-) Nella colonna a destra, quando scrivi un post, c’è l’opzione delle tags, della programmazione di un post, ecc. Poi c’è anche questo campo da compilare con una breve descrizione dei contenuti del post. Me l’ha consigliato Maria Teresa, e devo dire che funziona. Pensavo che bastassero le tags. Con la “descrizione” i motori di ricerca come Google ti agganciano con più facilità. Poi naturalmente dipende sempre dall’argomento e dal numero di persone che ne parlano. Più comune è l’argomento, meno sei visibile.

        • Daniele Imperi
          15 aprile 2016 alle 09:21 Rispondi

          Ho capito, è la description, ma non serve per essere trovati, ma per far cliccare l’utente se trova il tuo post nei risultati.

  10. Stefania
    14 aprile 2016 alle 12:08 Rispondi

    Essere un Bastian Contrario che vuole che il mondo giri come dice lui è complicato ma sacrosanto. E credo che sia un buon criterio di base. Dopotutto è il tuo blog e, almeno lì, le cose girano come vuoi che girino. Fermo restando che devono girare per i lettori, ovvio.
    Per il resto, prendo nota: io sono ancora in quella fase, quella del taccuino. Anche se forse sta durando da troppo tempo…
    Tra i NON che citi, il 2 e il 4 sono fuori discussione. Quello che più mi preoccupa è il primo, ma per quello che dice Chiara: il rischio di ripetere involontariamente concetti che rispecchiano il mio punto di vista.
    Mediterò.

    • Daniele Imperi
      14 aprile 2016 alle 13:12 Rispondi

      Io voglio proprio che il mondo giri come dico io, non il mondo inteso come il mio blog :D
      Sei nella fase taccuino nel senso che stai ancora progettando il tuo blog?

      • Stefania
        15 aprile 2016 alle 11:56 Rispondi

        Lo so. E non sei l’unico. Ma cercavo di addolcire la pillola dissimulando informazioni con dosi massicce di formalità e depistaggi ;-)
        Sì. Quella è la fase. Spero finisca. Prima o poi.

  11. monia74
    14 aprile 2016 alle 12:44 Rispondi

    Il mio intervento sarà piuttosto basico, dato che non ho un blog, ma da utente riassumo le mie preferenze:
    Odio i post sponsorizzati e la pubblicità in generale, ma Aranzulla è il numero uno e ha sempre la risposta ai miei problemi, quindi: contenuto batte pubblicità.
    I post riciclati dipende: se sono nuova o seguo da poco, e rilanci un argomento che avevi trattato molto tempo fa, magari mi fa pure piacere leggerlo, altrimenti non l’avrei notato.
    I guest post, visti dall’utente, sono un valore aggiunto quando sono di qualità e danno contenuti nuovi, o punti di vista diversi. Poi capisco che tu prima di farti mandare un post da chiunque e metterti a leggere mille contributi al mese hai bisogno di un filtro all’ingresso. Il fatto di conoscere l’autore, e il contributo sul sito è un buon metodo, ma non l’unico. Se io avessi un blog nuovo, penserei che forse accettare dei contributi esterni di qualità potrebbe essere un modo per aumentare il valore o la notorietà.. non so. :)

    • Daniele Imperi
      14 aprile 2016 alle 13:19 Rispondi

      Anche il punto di vista del solo utente/lettore è importante, perché così si vede chiaramente come la pensano i semplici lettori.
      Quello che scrive Aranzulla lo scrivono anche tantissimi altri, se è per questo.
      Non mi arrivano 1000 contributi al mese :D

  12. silvia
    14 aprile 2016 alle 14:40 Rispondi

    Sui contenuti riciclati il mio maggior timore è, senza accorgermene, di mutuare pensieri altrui, che magari ho letto qua e là e mi sono rimasti impressi, senza che mi ricordi dove li ho letti. Per questo prima di pubblicare di solito faccio qualche ricerchina sui blog che frequento, anche se il web è grande e la mia memoria corta.
    I guest post per ora non fanno parte del mio blog, per cui non mi è ben chiaro chi potrebbe scriverli. Io ne ho scritti giusto un paio, ma solo perché mi sono stati proposti. Io di mia spontanea volontà non mi propongo mai. Mi fa un po’ l’effetto di quello che si auto-invita a cena a casa di un altro.

    • Daniele Imperi
      14 aprile 2016 alle 14:45 Rispondi

      Vero, c’è anche quel rischio, però più che contenuti riciclati potrebbero passare per contenuti emulati.
      I guest post li scrivono i tuoi lettori :)
      Basta decidere di accettarli e scrivere delle linee guida.
      L’auto-invito non lo vedo male, invece, anche perché se ho messo delle linee guida, è ovvio che mi fa piacere che i lettori si propongano.

    • Barbara
      14 aprile 2016 alle 16:09 Rispondi

      Quando vuoi. Porta aperta. O preferisci le chiavi sotto lo zerbino? ;)

      • Barbara
        14 aprile 2016 alle 16:14 Rispondi

        …stavo rispondendo a Silvia. ;)
        Credo che proporsi non sia male. Basta non proporsi come sponsorizzati in un blog che chiaramente non accetta sponsorizzazioni.

        • silvia
          14 aprile 2016 alle 22:15 Rispondi

          Grazie. Barbara! Verrò a frugare sotto lo zerbino. ;)

      • Luisa
        25 maggio 2016 alle 21:34 Rispondi

        Una chiave sotto lo zerbino? Quante cose belle ho scoperto :-)

    • Luisa
      25 maggio 2016 alle 21:51 Rispondi

      Ciao Silvia, è vero a volte auto- proporsi ha un “sapore” di chi si auto- invita a cena, anche a me non piace, ci si può “auto- invitare” solo con chi, si ha molta confidenza, sicuramente è meglio essere invitati (soprattutto se cucina bene) :-)

  13. Ulisse Di Bartolomei
    14 aprile 2016 alle 15:18 Rispondi

    Salve Daniele

    Arenzulla è un blog geniale anzitutto in due aspetti. Utilizza una strategia SEO veramente efficace e tiene le argomentazioni nell’accessibilità “per tutti” (for dummies… non è facile! Gli esperti solitamente “soffrono” nel contenersi), con adeguati link ad approfondimenti. Se va risolto un problema semplice, ma complicato all’utilizzatore per inadeguata competenza, la prima delucidazione solitamente risolve. Se invece il problema è grave, vi si trovano facilmente i link dove la questione può essere adeguatamente approfondita e, peraltro, la sua corretta terminologia tecnica aiuta a inquadrare dialetticamente: un aiuto utilissimo per gli inesperti. Quando iniziai con il computer, Arenzulla mi fu prezioso, in primis poiché ogniqualvolta cercavo qualcosa inerente l’informatica, quasi sempre appariva nella prima pagina del motore di ricerca e poi per l’effettiva utilità. Che possa apparire antipatica la sua scritture SEO “amicale” non lo discuto, ma è terribilmente efficace. Di certo ha costruito un sito facile (per lui in quanto gli articoli basici sono semplici), ma nel contempo veramente efficace. Credo che vi stia molto da imparare…

    • Daniele Imperi
      14 aprile 2016 alle 18:38 Rispondi

      Punti di vista :)
      Per me basta guardare quella lista assurda di post tutti uguali per capire che non è così che si scrive.

  14. Barbara
    14 aprile 2016 alle 16:08 Rispondi

    Sono salva. Credo. Forse.
    Contenuti riciclati la vedo un po’ dura, ho appena cominciato! E comunque il contenuto è l’unica cosa che detesto riciclare. Se c’è una cosa che non sopporto sono i blog che campano riportando intere frasi di wikipedia, senza aggiungere nulla.
    Contenuti scritti per i motori di ricerca: giusto ieri mi hanno detto che dovrei “targetizzare” il mio pubblico e preparare una campagna social in base a questo. Uomo o donna? Entrambi. Età media? Dai 20 ai 70. Provenienza? Ovunque, canadesi compresi (Google translate funziona bene anche per interi siti). Orari di lettura? il giorno del post, mattina presto o sera tardi. Cosa preferiscono? dipende. le visualizzazioni di pagina sono inversamente proporzionali ai commenti. Mah…
    Guest post di sconosciuti. Al momento ho solo due guest blogger. Conosciuti. Persone a cui avevo “supplicato” un guest post, si sono rifiutate. Proposte non ne ho ricevute. Forse devo mettere anch’io una pagina di linee guida. I guest post li ritengo utili per avere una voca fuori dal coro, un’opinione diversa, ampliare la platea di lettori, e soprattutto guadagnare una settimana per fare altro :D
    Post sponsorizzati…..eh?? No, io so fessa, sponsorizzo gli altri gratis :/

    • Daniele Imperi
      14 aprile 2016 alle 18:41 Rispondi

      Anche il mio target ho visto che è molto allargato, quindi… non ci sto proprio dietro a ste cose.
      Se fai una pagina sul guest blogging è meglio, così i lettori sanno che li vuoi :)

  15. Agata Robles
    15 aprile 2016 alle 00:00 Rispondi

    ciao. In pratica stai parlando del lavoro che faccio io, ovvero content_ marketplace: contenuti originali!
    Allora condivido con te e con tutti i tuoi lettori la riflessione di questi giorni: si chiedono contenuti originali ma si è schiavi delle regole SEO. Appena ho un guizzo di, non dico fantasia, no…ma qualcosa che non sia strettamente in linea con il piattismo assoluto richiesto da google, mi si dà sulle mani, meglio, sulla tastiera. Schiavi del SEO, come schiavi dell’audience. Ma siamo sicuri?
    Contenuti uniformi, pressocché uguali basta cambiare qualche termine ( meraviglioso thesaurus) e si è a cavallo. Le regole del posizionamento imperano e poco importa se sei sgrammaticato, a volte te lo chiedono proprio( ho dovuto aggiungere una d eufonica davanti alla h di Hanoi). Insomma più vado avanti e meno mi piace…I miei blog invece sono frequentati solo da gente che ci piazza sopra la propria pubblicità…bene mi sono sfogata. grazie assai.

    • Daniele Imperi
      15 aprile 2016 alle 08:31 Rispondi

      Il content marketplace è una piattaforma in cui acquistare articoli, a quanto ne so.
      Google non vuole testi piatti, c’è molta confusione su questo. Google vuole buoni contenuti, ma dice che i motori di ricerca leggono in modo diverso dagli umani, quindi i testi vanno ottimizzati, che non significa renderli piatti.
      Quei SEO sono solo presunti SEO. Le d eufoniche col posizionamento non c’entrano nulla, né tanto meno essere sgrammaticati.

  16. Piccarda
    15 aprile 2016 alle 08:10 Rispondi

    Leggo costantemente il tuo blog e una delle prime volte ho commentato ma il mio commento è rimasto in “esame” per un po’ e, a quanto ne so, non è mai stato pubblicato allora mi sono un po’ scoraggiata e non sono più intervenuta… Ci riprovo oggi, vediamo.

    • Daniele Imperi
      15 aprile 2016 alle 08:32 Rispondi

      Quale commento è rimasto in esame per un po’? Se hai commentato di venerdì sera, allora il commento è stato approvato il lunedì mattina, perché nel fine settimana sono lontano dal pc. Oppure è stato un caso.

  17. Mauro
    17 aprile 2016 alle 09:04 Rispondi

    Ciao Daniele. Da questo post si capisce perfettamente che intendi il “blogging” come qualcosa di autentico, una filosofia che abbraccio totalmente. Insomma sono pensieri che latitano ormai: basta farsi un giro nella blogosfera per capirlo.

    Unica cosa su cui sono parzialmente d’accordo è il punto 2: secondo me c’è un modo per scrivere per i motori di ricerca “con un senso”. Le parole chiave, in fondo, sono delle domande che le persone si fanno e alle quali il blogger può dare una risposta “di valore”. Ma farlo “sistematicamente”, fare in modo che questi contenuti siano la parte principale (o unica) di un calendario editoriale, (e in questo sono perfettamente d’accordo con te), svilisce il blogging e il blogger.

    Pensiero molto personale: credo che sia anche una tremenda rottura di palle scrivere solo per Google. ;-)

    • Daniele Imperi
      18 aprile 2016 alle 08:35 Rispondi

      Ciao Mauro, sì, per me il blogging è qualcosa di autentico, altrimenti non serve farlo. Non dico che le parole chiave non servano, ma spesso il problema è che si esagera.

  18. Lauryn
    17 aprile 2016 alle 22:06 Rispondi

    ciao, io accetto guest post anche da sconosciuti se mi mandano un articolo che a mio avviso vale la pena e dà valore aggiunto al blog. In genere però preferisco avere anche io persone che conosco che pubblicano.
    Per i guest post sì, ne ho fatti e ne faccio. Sempre e solo però se mi si propone qualcosa in tema, che non sia puramente una marketta, e che io integro in un post che avevo già in mente di scrivere o che mi ha stimolato l’idea. Molti infatti non si sono nemmeno accorti dei link sponsorizzati degli ultimi tempi, proprio perché l’articolo sembra ispirato e spontaneo. Ed il cliente è ovviamente contento di ciò.

    • Daniele Imperi
      18 aprile 2016 alle 08:37 Rispondi

      Ciao, ma parli di post sponsorizzati che hai scritto e pubblicato nel tuo blog? Non hai quindi avvisato i lettori che erano post sponsorizzati?

      • Lauryn
        18 aprile 2016 alle 11:16 Rispondi

        mah, non li chiamo “post sponsorizzati”, nel senso che non sono recensioni dei prodotti ( a parte qualcuno, ma lo dico che è uno sponsor, lo sanno). gli altri post sono post con presente un link retribuito, gli utenti non se ne accorgono neanche e non credo di far loro torto, perché per mio principio non sponsorizzo mai niente che non piaccia per primo a me, questo lo sanno.

  19. delia
    19 aprile 2016 alle 14:37 Rispondi

    Scusa se commento per parlare di Aranzulla, ma mi ha aiutato a risolvere tantissimi problemi legati al pc, all’uso di programmi, a problemi tecnici e hardware.
    Sarà anche una questione di Seo e quant’altro, ma nessuno fa caso agli articoli scritti benissimo, risolutivi, brevi, incentrati su problemi precisissimi e che sono a prova di persona che non ha mai acceso un pc?
    Cioè io li frequento i siti simili ai suoi: dispersivi, cercano di risolvere 3/4 problemi con un solo post, devi navigare 2,3,4 post prima di beccare proprio la soluzione che cercavi.
    Aranzulla offre quello che serve, in modo esaustivo e veloce: è per questo che, poi ,mettendoci anche il resto, è diventato il top.

    Mi dispiace sempre quando si analizza il successo di qualcuno e non si mette l’accento sulla sua preparazione!! E’ quella la cosa fondamentale!

  20. Daniele Imperi
    19 aprile 2016 alle 15:23 Rispondi

    A me non interessa il suo successo in questo post, e quello che scrive potrebbe benissimo averlo scritto documentandosi come fanno tanti. Ho messo solo in evidenza che scrive per i motori di ricerca, e ne ho dato prove concrete.

  21. elena castellari
    29 aprile 2016 alle 17:11 Rispondi

    Ciao Daniele.
    Viva le voci fuori dal coro! Questo è uno dei motivi per cui ti seguo. :)
    Non vedo l’ora di leggere il tuo “post monumentale”!

    • Daniele Imperi
      2 maggio 2016 alle 08:13 Rispondi

      Ciao Elena, grazie :)
      Il post monumentale è diventato ancora più monumentale, non finirò mai se continua così…

  22. Luisa
    20 maggio 2016 alle 18:37 Rispondi

    Ciao Daniele puoi dirmi come fare per mettere l’immagine ? Grazie

  23. Laura
    6 giugno 2016 alle 16:13 Rispondi

    Nel mio blog faccio sicuramente tanti errori, ma almeno questi 5 no.
    Per i guest post sono io fare la proposta a persone che ben conosco e di cui ho piena fiducia.
    L’unico dubbio è se si possa ritenere un contenuto riciclato la pubblicazione di varianti di ricette già postate, ma non credo perché comunque in ognuna c’è una peculiarità che la rende diversa.
    p.s.: sto leggendo il tuo libro Adesso blog, molto interessante: ho sottolineato molti punti!
    Laura

    • Daniele Imperi
      6 giugno 2016 alle 16:18 Rispondi

      Grazie intanto per aver comprato il mio libro :)
      Per quanto riguarda le varianti, dipende dall’entità di queste varianti. Non penso che possiamo considerarli comunque contenuti duplicati, perché suppongo che cambi anche la preparazione della ricetta.

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