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Come riuscire a raggiungere il podio di Amazon con pochi spiccioli

Podio Amazon

Questo è un guest post scritto da Andrea Di Lauro.

Chi di voi scrittori non desidera raggiungere la vetta di una delle classifiche più ambite? Quanti ci riescono? Perché ci riescono? Se avete perso fiducia nella probabilità di una vostra riuscita nel settore della scrittura vi consiglio di leggere questo articolo. Potrete appropriarvi di alcuni attrezzi utili alla vostra scalata. Potrete pensare che sono i soliti accorgimenti banali, che servono soldi da investire, che è necessario un alto grado di professionalità. Vi chiedo di cancellare momentaneamente questi pensieri. Se vorrete, li riprenderete a fine articolo.

Per introdurre al meglio il discorso è necessario un breve resoconto della mia esperienza.

Editoria VS Self pub

Questo articolo è incentrato sul campo dell’autopubblicazione, tuttavia non voglio essere classificato come il classico personaggio che dopo essere stato rifiutato da tutte le case editrici si è affidato alla vana speranza del Self publishing. Posso confermare di aver maturato un’esperienza sia nell’editoria sia nel Self pub. Quando ho cominciato la mia avventura con la scrittura non ne sapevo niente, né di scrittura né di editoria.

È solo dopo aver concluso la mia prima opera cartacea che, come si suol dire, ne ho passate davvero tante. In poco meno di due anni ho imparato davvero molto. Al principio ci fu l’usuale errore di spedire il testo a destra e a manca. Capii solo successivamente che la meta doveva essere più mirata. Dopo varie delusioni (proposte a pagamento, rifiuti, mancate risposte e dipartite dell’ultimo secondo, quando ormai la cosa sembrava fatta), decisi di intermediare con le case editrici tramite un agente letterario.

Questo è un consiglio che voglio dare a chiunque sia intenzionato a pubblicare con un editore: investite in un bravo agente letterario.

Da lì a poco (qualche mese), giunsero altre proposte e finii per accettarne una. Pubblicai con un editore medio-piccolo, che consigliava l’acquisto di alcune copie per avviare una collaborazione tra autore e editore. Durante le trattative editoriali mi venne un’idea per un libro che decisi, per via della sua natura molto breve, di divulgare in forma di ebook. Dopo neanche un mese era già completo. Dopo un paio di giorni già autopubblicato. Dopo un solo mese si cominciavano a vederne i primi risultati a livello di vendite. Dall’altra parte, con la mia fresca pubblicazione cartacea tutto risultava lento e nebuloso nei riscontri degli acquisti.

Cartaceo VS Ebook

Ma non solo di editoria e autopubblicazione si tratta. Come avete letto, il formato digitale e quello cartaceo hanno elargito esperienze diverse. È vero che stringere tra le mani la propria creazione è una fantastica soddisfazione (sì, lo ammetto, l’ho pure sniffato), ma è un’euforia passeggera, che svanisce in pochi giorni, se non in poche ore. La conclusione comunque era chiara: per quanto riguarda la possibilità che potete dare ai lettori di conoscere i vostri testi, la situazione pende notevolmente a favore dell’ebook. O almeno, questa è stata la mia esperienza. Certo è che dipende sempre da molti fattori, non voglio generalizzare.

Per aumentare la probabilità di essere letto, sia da una parte (cartaceo + editore) sia dall’altra (ebook + Self pub) dovevo compiere azioni diverse in situazioni diverse.

  • Nel primo caso dovevo darmi da fare nella realtà concreta, ossia attivarmi per organizzare presentazioni;
  • nel secondo, come molti consigliavano, avrei dovuto aprire delle pagine sui social e trascorrere molto tempo sulla rete nel pubblicizzare, commentare, rispondere, domandare ecc.

Sono grato a tutte e due le tipologie di esperienza, perché hanno contribuito alla mia instancabile fame di formazione. Analizzando i fatti, se col cartaceo non tutto dipendeva da me, con l’ebook la situazione era totalmente sotto la mia responsabilità. Devo confessare che il tentativo di organizzare delle presentazioni per il mio libro cartaceo è stato davvero deludente, grazie anche al basso livello di contatto umano con varie associazioni.

Riassumendo, se fossi riuscito a fare queste benedette presentazioni qualche libro l’avrei anche venduto ma… Nel giro di un anno: quattro misere presentazioni, tra cui una totalmente organizzata da un’amica, una a mie spese, una organizzata da me in un albergo e una soltanto come ospite di un’associazione.

Per dire, ho venduto più volumi quel breve periodo che ho sperimentato l’ebbrezza dell’artista di strada, suonando tra i vicoli e attirando l’attenzione della gente con la musica.

La gestione digitale invece risultava tutta in discesa, grazie a delle strategie ben precise che ho deciso di utilizzare. Vediamo quali.

Un signor nessuno sul podio di Amazon

Voglio premettere che non mi ritengo uno scrittore nel senso comune del termine. Conosco molto bene i miei limiti e sono consapevole che là fuori milioni di dita battono sulla tastiera molto più armoniosamente delle mie. Tuttavia, sento di aver qualcosa da dire, qualcosa di importante, di diverso e di utile. Non ho conseguito studi di stampo umanista o letterario, a scuola ero il buffone della classe, non posseggo una formazione informatica, e mai avrei pensato di mettermi a scrivere con l’intento di pubblicare. Ma allora come ha fatto un signor nessuno come me a ritrovarsi in prima posizione su Amazon Kindle nei settori Psicologia e Mente, corpo e spirito?

Il mio testo ha calzato la prima posizione nei primi mesi, per assestarsi entro i primi 10/20 nei successivi, per un totale di quasi un anno. Vedere il mio ebook comparire timidamente vicino a titoli mastodontici di autori intramontabili mi provocò un incredibile stato di euforia. E pensare che fino a quel momento non avevo proprio ben chiaro cosa fosse un ebook. Oggi però la rete offre il servizio di autopubblicazione in modo semplice e veloce. Devo dire che per un imbranato tecnologico come me la situazione si è rivelata a dir poco salvifica. Anche io, appena uscito l’ebook, diedi vita alla mia paginetta su Facebook e aprii il mio profilo Twitter di autore. Pure io, sotto il consiglio di vari articoli sul web, contattai alcuni blog di lettura domandando gentilmente una recensione o una citazione dell’opera. Parlai con amici e conoscenti della novità. Alcuni la condivisero sulla rete per supportarmi. Feci perfino dei volantini.

Tutto ciò, però, si è rivelato come la goccia nel mare protagonista di molte menzioni.

Altri sono stati i fattori chiave. Prima di elencarvi le tecniche che ho usato nella rapida scalata, voglio informarvi dell’esiguo borsello di spiccioli che ha sostenuto i costi di questo piccolo progetto. Non ho speso nemmeno un centesimo per correzioni, impaginazioni, copertina ecc. Solo nell’ultima strategia ho dovuto servirmi di alcuni euro. Capirete meglio in seguito.

Strategie concrete: titoli, costi, contenuti e recensioni

Arriviamo al dolce succo della questione, quello che al solo pensiero fa salivare i più famelici dei sognatori scribacchini.

Questi 5 punti sono stati inseriti per ordine di importanza, anche se devo ammettere che la prima e la seconda posizione sono a pari merito. Ho lasciato il titolo per primo perché (sempre in base alla mia personale esperienza) è stato il punto che ha donato maggior risultato, specialmente nel momento più difficile: l’inizio.

Titolo

Conosciamo tutti l’importanza del titolo, che sia esso di un libro o di un post. Non deprimetevi, non intendo ruminare ulteriormente informazioni trite e ritrite. Si potrebbe parlare per giorni della costruzione di un titolo ad effetto, ma mi servirò di un esempio per delucidare al meglio la prima strategia che ho utilizzato.

Mettiamo che abbiate scritto un romanzo che parla di animali maltrattati, o magari un’opera di saggistica che vuole manifestare l’orripilante condizione degli allevamenti intensivi. Quale potrebbe essere un buon titolo? Ce ne potrebbero essere infiniti, ma la tattica di cui mi sono servito suggerisce di usare un libro famoso e magari intramontabile come trampolino di lancio. In questo caso specifico si potrebbe decidere di scomodare Orwell con La fattoria degli animali, e chiamare il proprio libro La fattoria degli animali morti. Questo potrebbe essere un titolo che calzerebbe a pennello sia coll’ipotetico romanzo che col saggio.

Avete capito cosa intendo? La fattoria degli animali è un libro di un autore famoso, che porta a casa le sue vendite costantemente e che è molto ricercato. Quando le persone digitano La fattoria degli animali, se la vostra opera possiede alcune recensioni e un tot di vendite (e quindi è stata indicizzata dal motore di ricerca interno ad Amazon) il vostro romanzo risulterà molto probabilmente in prima pagina. In poche parole apparirà La fattoria degli animali morti nell’elenco sottostante, oltre che, probabilmente, nell’elenco dei libri simili. In questo caso non c’è bisogno che il vostro scritto vanti numerose recensioni per cominciare a comparire nei consigli di Amazon. Questo però dipende anche dalla mole di titoli simili.

Con questo semplice accorgimento dopo alcuni mesi il mio titolo compariva già nel motore di ricerca e vantava già un discreto successo. È chiaro che non tutte le storie o i libri si prestano a questa strategia, ma con un po’ d’ingegno una soluzione la si trova quasi sempre.

Contenuto e recensioni

Siamo tutti ben consapevoli dell’importanza del contenuto e delle recensioni positive. Ma cosa si intende per un buon contenuto? Vi parlerò di cos’è un buon contenuto secondo la mia esperienza.

Tanti possono scrivere dei buoni contenuti, ma siamo nell’era della super-informazione, dove il buon contenuto non basta. Spesso conta più come presenti il contenuto (copertina, pubblicità ecc.) e se il contenuto è unico, non solo buono. L’argomento viene premiato dalle recensioni specialmente quando non è stato divulgato ancora da nessuno: i cosiddetti contenuti originali. È anche vero che non è possibile scrivere un libro completamente originale, ma se l’idea da cui prende vita la vostra storia o il vostro saggio è originale, e non ci girate troppo attorno per allungare il brodo, state pure tranquilli che le stelline arriveranno.

Come si fa a partorire contenuti originali? Secondo me in due modi: non sapendo nulla dell’argomento, oppure conoscendolo puntigliosamente, per assicurarsi di essere gli unici (o quasi) a offrire determinate informazioni. Sembrerà strano il primo consiglio, eppure qualche volta per me ha funzionato, anche se il secondo suggerimento è molto più sicuro e fruttifero. La via di mezzo, o la mediocrità, in questo caso non paga.

È inutile ripetere con parole diverse ciò che è già stato detto. Questo è un comportamento che viene attuato da molti scrittori in maniera inconsapevole. Prima di scrivere, dunque, è indispensabile aver creato qualcosa di concreto nella vita reale, nel quotidiano. È per questo che, solitamente, i migliori libri vengono realizzati da personaggi che hanno un buon bagaglio di esperienza alle spalle. Io sono partito da un’idea, da un’intuizione che è nata nella sperimentazione concreta. In seguito ha preso forma il resto del libro, dove ho volutamente cercato di dilungarmi il meno possibile coi soliti giri di parole. Questo è stato molto apprezzato, specialmente nei riscontri delle prime recensioni.

Tra le opere relative all’argomento del mio scritto, il mio timido ebook è uno di quelli che ne possiede di più. Ci sono stati alcuni elementi che hanno giocato a mio favore, però ricordate sempre che sono un signor nessuno.

Cosa ho imparato da tutto questo? Che il trucco per riuscire a partorire contenuti originali non è sudare sui libri e sulle tastiere. La parola d’ordine è: maturare esperienze. Possibilmente non virtuali.

Copertina

Non tutto dipende dal prodotto in sé, ma da come viene presentato. Molto importante è far capire fin dalla copertina il messaggio che si intende dare. Lasciate perdere disegni e disegnini. Secondo il mio modesto parere bisogna concentrarsi su ciò che viene scritto sulla copertina, giocando con font, colori e dimensioni. Utilizzando sempre il nostro esempio (La fattoria degli animali morti) si potranno inserire alcune righe come L’olocausto del ventunesimo secolo o frasi simili. Questo riuscirà a incuriosire molte persone, a qualcuno potrà dar fastidio, certi si indigneranno e via dicendo. È questo ciò che funziona.

Un altro piccolo consiglio che vi posso dare è quello di non conformarvi al settore di pubblicazione. Se avete scritto un romanzo rosa, e la maggioranza delle copertine di tali pubblicazioni presenta un lui e una lei che si abbracciano o che si baciano, non fatelo anche voi. Può sembrare banale ma spesso si rischia di conformarsi, pensando che se tutti fanno così ci sarà un motivo o uno studio scientifico dietro. Ma ce ne sono altre migliaia di copertine simili, che probabilità avrete che la vostra venga individuata?

Nella copertina, secondo me, è meglio rompere gli schemi, prendersi un rischio che sicuramente gioca più a beneficio dell’autore. Ed è ciò che io ho fatto: ho fatto produrre una copertina strana per il mio particolare genere di opera, e ho promesso di risolvere un bisogno nelle prime righe che vengono lette.

Prezzo

Caratteristica rilevante è stata anche il prezzo. Per il mio ebook ho deciso di tenere un prezzo molto basso. Questo ha fatto sì che l’ebook venisse letto da un buon numero di persone, tenendo sempre conto dello scarso lavoro di promozione attuato. Queste che sto elencando sono caratteristiche utili a scrittori in erba che ancora non sono nessuno. Nessuno spenderebbe più di qualche euro per leggere un signor nessuno, nessuno o quasi. Data la sottigliezza digitale dell’opera ho optato per i 99 centesimi. Se invece avessi dovuto stabilire un prezzo per il reale contenuto del libro… Beh, non ve lo dico nemmeno, mi prendereste per pazzo. Spesso mi chiedo come gli stessi lettori giudichino un libro troppo costoso, quando poi spendono il triplo per una cena che li porterà a una notte insonne al sapore di citrosodina. Mah.

Qualche spicciolo

Per finire ho incrementato le vendite, specialmente nel primo periodo, servendomi della pubblicità su Facebook. Questo si è rivelato uno strumento molto utile, anche se in media richiede una quantità di tempo non indifferente, soprattutto se si vogliono raggiungere buoni risultati. Nei primi mesi ho reinvestito i pochissimi guadagni dell’ebook, impostando 3 euro alla volta per la crescita della pagina e 4 euro nei post che rimandavano al link dell’ebook su Amazon. Facendo una stima del denaro speso nella pubblicizzazione dell’ebook, direi che in totale mi sono mantenuto al di sotto dei 40 euro. Pochi spiccioli insomma, che però a mio avviso sono stati necessari nella messa in moto del volano. Se un imbranato come me è riuscito a capire il funzionamento della pubblicità di Facebook ci può riuscire chiunque. Quindi, questi quasi 40 euro sono stati l’unico mio investimento. L’avreste mai detto?

Pagare luce, gas e ADSL con 60 centesimi

Se la vostra curiosità è stata stimolata come credo, penso che a molti interessi scoprire quanto sono riuscito a guadagnare con questo piccolo lavoro. Ricordate i consigli che spesso divulgano i blogger come il nostro Daniele, o tutti quelli che si occupano in qualche modo di scrittura? Se desideri soldi e ricchezza è meglio non puntare sulla scrittura! Beh, non hanno tutti i torti. Con 99 centesimi come prezzo non mi sono neanche lontanamente avvicinato a somme degne di nota, solo un pazzo potrebbe pensare il contrario. Ma ora diamo voce ai fatti, facciamo parlare le immagini, lo so che siete tutti dei San Tommaso.

Grafico vendite

Grafico delle vendite – Clicca per ingrandire

Tralasciando il primo mese, dove il tutto doveva ancora ingranare, come potete vedere in 25 mesi questo libricino ha venduto più di 3600 copie. Potrete dire che in fondo non è una grande cifra, ma voglio dirvi che non si tratta di una storia d’amore tra vampiri, né di un soft porn con qualche grigia sfumatura, né una storia di una maga dotata di poteri invidiabili. Il settore di cui fa parte è una nicchia, abbastanza frequentata, ma pur sempre di una nicchia si tratta. Tenendo conto che dal prezzo totale io mi becco 60 centesimi a copia, se volete fatevi pure due conti. Se non avete la calcolatrice sotto mano, o se semplicemente non vi interessa più di tanto, posso dirvi che da quando ho scritto questo breve testo, ho goduto della gratuità del web, del gas e della luce. Cosa che per me non è poco, contando che, come ho detto, non mi ritengo uno scrittore. Tempo fa ho deciso che la situazione mi andava più che bene così, nessun ripensamento.

I limiti del Self pub

L’ebook di cui vi ho parlato, tra alti e bassi, tutto sommato continua ancora ad essere acquistato. Poca roba, lo so, ma dopo più di due anni continua. Qualcuno mi ha detto che avrei dovuto cavalcare l’onda con più fermezza, che avrei dovuto dedicarmi maggiormente nella promozione del testo, negli investimenti sulla pubblicità e nella divulgazione in generale. Sono quasi certo che avrei ottenuto degli ottimi risultati, ma a che prezzo?

Se ben sapete il Self pub ci lascia campo libero, ma è proprio per questa natura che dobbiamo ricoprire non solo il ruolo di scrittore, ma anche quello di editore. Più volte l’idea ha ballato nella mia mente. Con tono canzonatorio mi suggeriva di dedicarmi alla promozione, di alzare il prezzo, di fare pubblicità. Mi consigliava di migliorare la copertina, dove, anche se era stata composta da un grafico esperto di mia conoscenza, le mie indicazioni da inesperto non hanno permesso di produrre un’immagine che risultasse del tutto professionale. Mi suggeriva di correggere meglio il testo, di attuare un editing moderato, cosa ovvia, anche perché le recensioni negative erano quasi tutte incentrate sugli errori di scrittura. Insomma, quest’idea manifestava tutto ciò chiaramente, ma nascondeva anche un lato oscuro.

Sì, avrei potuto alzare il prezzo, metterlo magari a 3 o 4 euro, ma così le vendite sarebbero di certo calate, perciò avrei dovuto investire in pubblicità. Ma quando parlo di investire non mi riferisco solo alla moneta, ma soprattutto al tempo. Chi non ha sperimentato il campo, non ha idea del quantitativo di tempo che serve per produrre contenuti pubblicitari mirati, professionali e che portino risultati. E dato che per ora non intendo basare buona parte della mia vita sulla scrittura, mi siedo sugli allori e mi accontento di risparmiare sulle bollette. Senza contare che, dopo tutto quel lavoro, l’esito monetario non era di certo sicuro.

Questo secondo me è il limite del Self publishing. Se dovete essere editori dovete spendere le vostre giornate nel cercare di promuovere la vostra opera, altrimenti andrà ad adagiarsi nei fondali della rete, dove riposano milioni di opere non lette e dimenticate. I miei investimenti monetari, come avete letto, sono stati esigui, ma molte sono state le ore che ho trascorso nell’informazione e nella divulgazione, specialmente all’inizio del percorso. Dal grafico potete visionare ciò che dico: quando mi sono disinteressato della promozione le vendite hanno cominciato a calare (dopo circa un anno). Questo è dunque il limite dell’autopubblicazione. A meno che voi non abbiate scritto il romanzo giusto nel momento giusto o siate a conoscenza delle persone giuste, scordatevi risultati succulenti, soprattutto se siete occupati in una mansione lavorativa che non riguarda l’editoria.

Avrei voluto dire ancora molto, ma magari ci sarà spazio e tempo per questo in futuro. Ho deciso di concludere qua perché l’articolo è diventato troppo ciccione anche per i miei gusti. Per qualsiasi domanda, dubbio o contestazione, ci sentiamo nei commenti. Buona vita, compagni di penna.

Il guest blogger

Andrea Di Lauro è uno dei fondatori di Project Excape, il progetto dedicato alle persone che vogliono crescere, migliorare e comprendere cos’è la vera felicità. Dietro al progetto ci sono Andrea e Alessandro, due ragazzi trentenni che sentono di aver qualcosa da dire e, soprattutto, da trasmettere. Stufi delle parole e del contesto che si è creato attorno alla spiritualità negli ultimi anni in Italia, hanno deciso di intraprendere un cammino diverso, lontani dalle logiche di marketing e di vendita, ma vicine alle vere necessità dell’uomo. Il motto del Project Excape è “prima di chiedere aiuto al Cielo, impara a stare sulla Terra”. Tutto quello che divulgano attraverso il progetto è basato sulla loro esperienza diretta, riflessioni scaturite da eventi realmente accaduti e molto lontani da contesti angelici e divini. Il Project Excape non rifiuta la spiritualità, ma crede che per arrivarci siano necessarie delle solide fondamenta, e sono quelle che mancano all’uomo occidentale, che pretende di ergersi verso l’alto senza prima aver fatto i conti con le sue radici.

35 Commenti

  1. Nani
    16 febbraio 2017 alle 10:00 Rispondi

    Ho letto con interesse la tua esperienza. Ho spulciato anche un pochino il vostro blog e devo dire che sei un buon oratore. ;)
    Terro’ a mente alcuni dei suggerimenti che dai. Grazie.

    • Andrea
      16 febbraio 2017 alle 11:53 Rispondi

      Grazie a te.
      Più che altro cerco di essere un buon praticante :)

  2. Irene Merlino
    16 febbraio 2017 alle 10:19 Rispondi

    Ho cominciato a poco a pubblicare le mie storie brevi su Amazon, e avrei una domandina… Leggo spesso che chi consiglia la pubblicazione su Amazon in e-book riesce a metterlo a 0,99€. Mi spiegate come fare? Io volevo metterlo ma Amazon mi imponeva un minimo di 2,99€ , viste le dimensioni. Grazie!!!

    • Andrea
      16 febbraio 2017 alle 12:02 Rispondi

      Strana questa cosa.
      Comunque, per ragioni di spazio, ho volutamente tralasciato un aspetto della mia esperienza, altrimenti l’articolo sarebbe diventato un papiro infinito.
      Io mi sono servito di una piattaforma che si occupa dell’impaginazione e che distribuisce automaticamente l’ebook in molte librerie virtuali, tra cui Amazon. In cambio si prende il 10% sul prezzo che tu decidi. E dato che Amazon è il portale che vende di più ho voluto concentrarmi solo su questo aspetto. Anche se devo dire che pure Google play non è malaccio. In questo caso non so proprio cosa consigliarti dato che non ho pubblicato direttamente con Amazon, ma se vuoi ti posso fornire il nome del sito. La mia esperienza è ottima, fa risparmiare un sacco di tempo e spazza via molte grane di livello informatico.

    • Bonaventura Di Bello
      16 febbraio 2017 alle 12:09 Rispondi

      Ciao Irene, il prezzo è legato alla percentuale che scegli di ricevere come autore. Per poter vendere a 0,99 devi scegliere, infatti, una percentuale del 35% e non del 70% sul prezzo di copertina.

      • Andrea
        16 febbraio 2017 alle 12:18 Rispondi

        Ah, giusto. Non mi ricordavo più di questo. È passato un bel po’ di tempo da quando ho studiato le informazioni sull’autopubblicazione. Se non ci fossi tu :) :)

        • Bonaventura Di Bello
          16 febbraio 2017 alle 12:26 Rispondi

          Aspetta, Irene però fa riferimento al ‘peso’ del file, e in effetti questo può incidere sulla possibilità di scegliere un prezzo inferiore a 2,99. A questo punto posso consigliare, se le immagini sono ‘al tratto’ o comunque con pochi colori (meglio ancora monocromatiche) di usare il formato GIF invece del JPEG, verificando ovviamente il risultato prima di confermare la pubblicazione. Io in questo modo ho risolto il problema per diversi titoli che contenevano, appunto, molte illustrazioni.

          • Irene Merlino
            16 febbraio 2017 alle 20:49 Rispondi

            Giusto! Ho avuto il dubbio della percentuale mentre inviavo la domanda. Situazione risolta. Grazie!!

  3. Bonaventura Di Bello
    16 febbraio 2017 alle 10:20 Rispondi

    Ciao Andrea, ho notato che il tuo ebook è ‘duplicato’ su Amazon, ovvero è presente una nuova edizione ma quest’ultima non sostituisce la prima (che personalmente ho acquistato a suo tempo, essendo appassionato dell’argomento). Come mai questa scelta di non aggiornare la precedente edizione? Non credi possa creare confusione una situazione come questa fra i lettori?

    • Andrea
      16 febbraio 2017 alle 11:51 Rispondi

      Ma pensa, lo avevi già letto :)
      Forse stai parlando del secondo ebook, perché le copertine sono molto simili, e anche il titolo è quasi uguale (c’è solo il “non” che li distingue).
      Il primo è quello con 41 recensioni, il secondo ne ha solo una.

      • Bonaventura Di Bello
        16 febbraio 2017 alle 12:06 Rispondi

        Ah, pensa che non ero riuscito a notare la differenza, probabilmente per il fatto che l’immagine di copertina è rimasta uguale. Spero altri lettori non siano altrettanto distratti :)

        • Andrea
          16 febbraio 2017 alle 12:16 Rispondi

          Infatti, la copertina e quasi uguale ma ribaltata, come se fosse specchiata. C’è una piccola immagine diversa e il sottotitolo. A prima vista può sembrare quasi identica.

          • Bonaventura Di Bello
            16 febbraio 2017 alle 12:24 Rispondi

            In effetti… io al tuo posto però avrei optato, per esempio, per un cambio di colore lasciando invariato il soggetto, è un metodo abbastanza usato ed efficace.

  4. Silvia
    16 febbraio 2017 alle 11:06 Rispondi

    Ciao Andrea e grazie per questo post che non solo ho trovato molto utile ma anche molto sensato. Tuttavia la cosa che mi ha colpito di più è la carica di energia che traspare e che trasmette. Anch’io sono una sostenitrice dell’impegno personale nella creazione di un progetto e penso che non ci sia nulla di impossibile a condizione di saper essere pazienti e costanti. Inoltre sono contenta di essere venuta a conoscenza, tramite questo post, del vostro progetto Excape che ho trovato molto interessante e che, per quanto ho potuto brevemente sbirciare, si avvicina molto al mio stile di vita. Vi seguirò. :)

    • Andrea
      16 febbraio 2017 alle 12:13 Rispondi

      Hai notato l’energia che traspare, e infatti il nostro progetto si fonda proprio sull’energia vitale, che è alla base dell’andamento della nostra vita.
      Mi sa che sei sulla strada giusta :)
      Pazienza e costanza; e come si fa ad essere pazienti e costanti? (Domanda che spesso mi fanno). Semplicemente godendo di ogni passo del percorso.
      Se sei venuta a conoscenza di questa idea è merito di Daniele che ha voluto concedere uno spazio a questo post.
      Grazie delle tue parole.

  5. Elisa
    16 febbraio 2017 alle 15:47 Rispondi

    Interessante post… Non ho mai pubblicato romanzi o racconti, se non dopo aver vinto il secondo premio in un concorso locale.
    Diabolico il consiglio sul titolo… ;) ma penso che per fare un’operazione del genere ci debba davvero essere coerenza con il “famoso” conenuto. Altrimenti hai un’impennata all’inizio e poi scendi in picchiata raccogliendo recensioni negative.
    Quanto al maturare esperienze è vero… le parole e le trame migliori nascono da intense emozioni (parlo di narrativa e non saggistica) oltre che da un sapiente uso della lingua italiana e un talento innato.
    Grazie dei suggerimenti, dò un’occhiata al vs. sito…

    • Daniele Imperi
      16 febbraio 2017 alle 16:26 Rispondi

      Sandra Faè, che commenta ogni tanto qui, ha infatti pubblicato “Ragione e pentimento”, e oggi ho scoperto su Goodreads “Ragione & Sentimento” di Stefania Bertola.

      • Andrea
        16 febbraio 2017 alle 19:55 Rispondi

        Il prossimo lo chiamo: Orgoglio, pregiudizio e attrazione :)

    • Andrea
      16 febbraio 2017 alle 19:25 Rispondi

      Chiaramente la coerenza tra titolo e contenuto è essenziale. Anche in quello sta la bravura. Non potevo certo chiamarlo “Harry Potter e il calice dell’attrazione” :)
      Anche se forse avrei venduto di più.

      • Daniele Imperi
        17 febbraio 2017 alle 08:18 Rispondi

        No, forse avresti ricevuto una querela dalla signora Rowling :D

  6. Roberto
    16 febbraio 2017 alle 16:19 Rispondi

    Articolo davvero interessante. Certo, però, che avere il proprio libro in libreria… e magari con una produzione figa… mi piace sognare a occhi aperti.

    • Daniele Imperi
      16 febbraio 2017 alle 16:23 Rispondi

      Mi frena anche questo. Per ora non ho soldi da spendere – e questo pensiero non è consono al post :D – però non posso pubblicare un romanzo senza editing, e quello costa. Concordo con te che un libro con una bella veste fa un effetto differente. Tuttavia alcune pubblicazioni penso che funzionino bene e anche meglio in ebook.

  7. elena
    16 febbraio 2017 alle 17:51 Rispondi

    ciao Andrea, grazie per questo utilissimo post. Ho un’esperienza molto simile alla tua su tutta la linea (case editrici naif, agenti letterari e self satisfaction ), mi sono sentita “compresa”..
    L’idea del titolo semi copiato è fantastica, te la rubo per la prossima volta. Io sono molto delusa dall’editoria tradizionale e penso che mi specializzerò nel self. unico problema: impaginazione ed editing. Specie per la prima di solito impazzisco sempre…. Ma forse ho sbagliato servizio per la pubblicazione… ;)

    • Andrea
      16 febbraio 2017 alle 19:30 Rispondi

      Io ho risolto affidando l’opera ad una piattaforma che offre molti servizi, tra cui impaginazione e distribuzione su molte librerie digitali. In cambio si prende il 10% sul prezzo dell’ebook. Per quanto mi riguarda mi sono trovato molto bene.

      • elena
        17 febbraio 2017 alle 11:20 Rispondi

        Grazie Andrea, anche io, ma i costi per editing e impaginazione sono aggiuntivi e piuttosto cari… Se puoi dire qui quale piattaforma, altrimenti ti contatto via mail…

        • Andrea
          17 febbraio 2017 alle 12:10 Rispondi

          Non so se si può menzionare, dovevo chiedere a Daniele, comunque te lo posso dire via email.

          • Daniele Imperi
            17 febbraio 2017 alle 12:12 Rispondi

            Ma sì, menziona tranquillamente :)
            Un conto è parlarne nel post, che può sembrare promozione, un conto nei commenti.

  8. Andrea
    17 febbraio 2017 alle 14:15 Rispondi

    Ok Daniele, non ricordavo se potevo farlo :)
    Penso che molti di voi lo conoscano già, si tratta di: StreetLib
    Tempo fa conosciuto come Narcissus.
    Secondo me è un servizio altamente professionale e serio.

    • elena
      17 febbraio 2017 alle 17:10 Rispondi

      Ma è quello che uso io!!!! Ma come mai a me costa un botto???? Vabbè, comunque sia oggi ho già fatto:
      1) Iscritta al tuo blog
      2) cercato informazioni su facebook ads
      3) ripreso in mano ultimo manuale per ripromuoverlo
      Insomma, grazie per la svegliata

      • Andrea
        18 febbraio 2017 alle 08:44 Rispondi

        Strano, io sapevo che si prendono solo 10% sul prezzo del libro.
        Grazie a te del supporto, vedrai che troverai molte informazioni utili.

  9. Chiara (Appunti a Margine)
    17 febbraio 2017 alle 15:24 Rispondi

    Quando ho visto questo post comparire nella mia pagina degli aggiornamenti, per un attimo ho pensato a un post ironico, sulla falsa riga di quelli che Daniele scrive ogni tanto, della serie: “dieci modi per rubare articoli da altri blog”. Ho trovato, invece, un post serio ma convincente, seppur rischioso: l’autore, infatti, non dice nulla sull’effettiva qualità di un libro pubblicato senza investimenti di carattere professionali. Io, non avendo letto l’e-book di cui si parla, non voglio metterla in discussione. Certo è – e penso che ogni lettore onnivoro possa confermarlo – che questa logica, nel corso del tempo, ha prodotto tanti obbrobri. Per cui, se un autore vuole “osare” con un’azione del genere, deve, a mio avviso, essere certo di non toppare.

    Invece, mi interessa moltissimo il progetto Excape, essendo una persona sempre aperta alle tematiche spirituali, ma un po’ stufa del supermarket delle religioni che si è creato negli ultimi anni, ben descritto dalla canzone che ha vinto Sanremo. Andrò a dare un’occhiata appena possibile. :)

    • Andrea
      17 febbraio 2017 alle 19:37 Rispondi

      Come non darti ragione. Infatti questo ebook è nato principalmente come “esperimento”. Il mio primo obiettivo era quello di imparare, e devo dire che ho imparato molto. Questa è stata la mia prima scrittura digitale e la mia prima esperienza di autopubblicazione. Non so se seguiranno altre opere, ma ora sono consapevole dei settori in cui serve una mano professionale.
      Non ho sentito la canzone, mi hai incuriosito :)

      • Chiara
        18 febbraio 2017 alle 10:47 Rispondi

        Ho visto il tuo blog e l’ho aggiunto alla lista di lettura: complimenti davvero. :)
        L’ho anche segnalato a mio marito, che sta seguendo un progetto simile.

        • Andrea
          18 febbraio 2017 alle 19:36 Rispondi

          Thank you.
          È ancora agli inizi, ma abbiamo tanto di quel materiale (in testa) da coprire decenni :)

  10. Grazia Gironella
    17 febbraio 2017 alle 20:38 Rispondi

    Grazie a te e Daniele per questo articolo interessante, che forse metterò a frutto in futuro. Mi ha incuriosita anche l’idea alla base di Project Excape. :)

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