Scrivere è comunicare

Il blog per scrittori, blogger e copywriter

Come creare una guida completa senza scrivere nulla

Plagio

Tempo fa abbiamo visto come sfruttare i blog per il proprio tornaconto, e successivamente abbiamo anche imparato a rubare i racconti di altri autori per pubblicarli a proprio nome. In quest’epoca andiamo tutti di fretta e non abbiamo mica tempo da perdere, sapete? Velocizzare e ottimizzare sono le parole d’ordine del nuovo millennio.

Oggi impareremo a creare una guida senza bisogno di scrivere, grazie a una tecnica avanzata chiamata copy and paste. La tecnica prevede un lavoro minimo di ricerca e documentazione, per trovare fonti autorevoli a cui attingere.

Ma di cosa sto parlando?

Una mattina mi scrive l’Anfuso, chiedendomi come comportarsi nei confronti di una casa editrice che gli ha rubato un articolo, senza sprecarsi a mettere un link alla fonte. Ma, signori miei, quando uno ruba qualcosa, non può certo lasciare tracce. Insomma, qui neanche le basi ci sono!

Inizio a leggere quell’articolo e scopro infatti ben presto che la seconda metà del testo è presa tutta da un post di Salvatore. Allora qualcosa scatta nella mia testa e una domanda sorge spontanea: dove hanno preso la prima metà del testo? Perché quelle parole, come dire?, avevano qualcosa di familiare.

Per farla breve, quel testo, che spiegava ai novelli scrittori come scrivere i dialoghi, era formato per metà da un mio articolo e per l’altra da quello di Salvatore. Insieme per l’eternità. Vicini vicini.

Ecco di cosa sto parlando: di gente che entra nel tuo blog, copia il testo che gli serve e lo ripubblica a suo nome, tanto la farà franca. Tanto mica si può andare su Google, inserire un brano del testo, cliccare su Invio e trovare chi t’ha fottuto l’articolo. No, questa è fantascienza pura.

Quando una casa editrice ruba nei blog

Significa che siamo alla frutta. Anzi, al caffè finale. Non fraintendetemi: non sto dicendo che i blog non siano fonti accreditate o altro. Quello che voglio dire è che una casa editrice, ossia un’azienda che crea letteratura, dovrebbe distinguersi per proprietà di linguaggio, idee, correttezza grammaticale, capacità di scrittura.

Se una casa editrice ha bisogno di rubare i testi da vari blog, mi domando che letteratura crei. Mi domando che razza di libri pubblichi. Mi domando chi l’abbia fondata e a che titolo. Mi domando perché non fallisca.

Come pubblicare un manoscritto: la guida completa

La casa editrice in questione è Bibliotheka edizioni, che ha creato un sito su come pubblicare un manoscritto, una guida completa realizzata con gli inconsapevoli contributi di vari blogger.

Una casa editrice che neanche sa scrivere in un italiano corretto:

Ricorda: con una buona Sinossi nessun Editore potrà resisterti !!!

Ma la cosa che mi ha lasciato più perplesso è questo brano, che hanno rubato a un altro blog:

Plagio: viene considerato il più grave dei crimini intellettuali dalla maggior parte degli scrittori, degli insegnanti, dei giornalisti, dei docenti, e persino dal pubblico in generale.

Un momento. No, stavolta ho sbagliato io e chiedo venia. Qui si parla che soltanto scrittori, insegnanti, giornalisti, docenti e pubblico in generale considera un crimine il plagio. Non si fa menzione degli editori. Come non detto.

La cosa che mi ha fatto ridere è la frase inserita a fondo pagina:

© 2016 Bibliotheka Edizioni Srl.

Quello che invece mi spaventa è questa frase che hanno scritto:

Siamo pronti ad aiutarti e assisterti nella scrittura della tua opera.

Di sicuro con la tecnica avanzata del copy and paste.

Un collage di testi per scrivere una guida completa

E adesso passiamo a conferire il giusto onore a quei blogger che con il loro tempo e le loro idee hanno contribuito a scrivere i “10 modi per convincere una casa editrice a pubblicare il tuo manoscritto”.

Mi sono preso il disturbo di verificare tutti i testi che la Bibliotheka edizioni ha prelevato, senza avvisare i rispettivi proprietari, mostrandosi come l’ideatrice vera e pura della guida.

  1. Sinossi: il testo è preso in parte da “Come scrivere una sinossi?” di Maria Teresa Steri del blog «Anima di carta», “Gli spauracchi degli scrittori: sinossi e lettera di presentazione” dal sito «È Scrivere – Community per scrittori», “Scrivere una sinossi” del blog «eBook Social Store».
  2. Lettera di presentazione: il testo è preso in parte da “Come Scrivere una Biografia Personale” del sito «wikiHow», “Di che cosa ha bisogno un editore per decidere di pubblicare un libro?” di Giulio Mozzi del blog «Vibrisse».
  3. Incipit: il testo è preso in parte da “L’incipit” dal sito «Il mio libro», “Le dure leggi dell’incipit ovvero: come iniziare un capolavoro” di Oliviero Ponte di Pino del sito «Io Scrittore».
  4. Grammatica: il testo è preso in parte da “Come proporsi ad una casa editrice” del sito «Lavoro e Finanza», “La qualità nel self-publishing: i 10 “orrori” grammaticali da evitare” di Roberto Tartaglia nel blog di «Youcanprint».
  5. Originalità: il testo è preso in parte da “Capire se l’idea per un romanzo è valida” di Daniele Imperi del blog «Penna blu», “Quanto è importante l’originalità?” di Chiara Solerio del blog «Appunti a margine», “Il plagio, la copia, l’imitazione creativa: forme d’originalità in era digitale?” di Luigi Romolo Carrino del blog «Viadellebelledonne».
  6. Personaggi: il testo è preso in parte da “Come creare personaggi credibili e indimenticabili per romanzi e racconti” di Giovanni Ronci nel blog omonimo, “Come creare personaggi originali” di Daniele Imperi del blog «Penna blu», “Come creare i personaggi di un libro?” di Daniele Sforza del sito «SoloLibri.net», “8 consigli per creare personaggi memorabili” di Davide Cencini del sito «World of Darkwing».
  7. Ambientazione: il testo è preso in parte da “Come scrivere bene un libro: l’importanza dei luoghi” di Roberto Tartaglia del sito «Vivere di scrittura», “Come descrivere i luoghi e le ambientazioni di un racconto” di Lucia Donati del blog «Consigli utili per la scrittura».
  8. Dialoghi: il testo è preso in parte da “7 motivi per usare i dialoghi” di Daniele Imperi del blog «Penna blu», “Come scrivere un dialogo che funziona” di Salvatore Anfuso del blog omonimo.
  9. Il finale: il testo è preso in parte da “Checklist per scrivere un finale di successo” di Carlo Armanni del blog «Aspirante scrittore», “Il manoscritto: il finale” di Raffaele Castelli del sito «software Paradiso», “Come scrivere il finale di una storia” di Daniele Imperi del blog «Penna blu».
  10. Psicologia: il testo è preso in parte da “Hai subito un rifiuto editoriale? Ecco come reagire” della redazione del sito «Sul romanzo», “Come Accettare un Rifiuto” del sito «wikiHow».

Due parole per conclusione

Non è la prima volta che mi rubano dei testi e non sarà neanche l’ultima. Mi chiedo se uno non sia più libero di avere un blog senza doversi trasformare nello Sherlock Holmes del web per scovare i plagi.

Mi chiedo anche come si diventi editori oggi. Forse basta soltanto aprire una partita Iva, farsi un sito, richiedere manoscritti e via.

Tanto poi c’è la blogosfera, dove tutto è gratis e di tutti.

Blog plagiati che hanno partecipato all’azione di massa

  1. Perché creare se puoi scopiazzare? di Maria Teresa Steri su «Anima di carta»
  2. Furto d’autore di Salvatore Anfuso
  3. Validi motivi per rubare testi altrui di Chiara Solerio su «Appunti a margine»
  4. Quando una casa editrice copia i post dei blogger… di Marco Freccero

Aggiornamento del 9 marzo

Su segnalazione di una lettrice ho controllato il loro blog di contenuti originali, scoprendo di aver contribuito, sempre inconsapevolmente, a riempire il loro calendario editoriale con i seguenti articoli:

  1. Dialoghi: 144 alternative al classico “disse”
  2. Le leggi di Sanderson applicate alla narrativa
  3. I grandi e magici elementi di narrazione
  4. In più “7 motivi per usare i dialoghi” già presente nella loro imperdibile guida

Nuovo aggiornamento

La casa editrice ha rimosso tutti i contenuti dal suo sito su come pubblicare il manoscritto e anche gli articoli del blog copiati.

128 Commenti

  1. Grilloz
    9 marzo 2017 alle 07:26 Rispondi

    Ma tu sei il più citato, ehm, plagiato!

    • Daniele Imperi
      9 marzo 2017 alle 11:19 Rispondi

      Quale onore!

      • Andrew Next
        11 marzo 2017 alle 21:50 Rispondi

        L’emulazione è la più sincera forma di ammirazione.
        Aggiungerei pure una chiosa su quel furbacchione.

        Poteva benissimo copiare i contenuti.
        Alla fine aveva scremato il meglio del meglio della rete (almeno secondo lui o lei) e lo aveva condensato nel suo sito creando una sorta di guida definitiva per la scrittura. Un’opera nuova, per la precisione, creata prendendo vari pezzi e unendoli insieme.
        Come operazione è discutibile e ai confini della Legge sul Diritto d’Autore (LDA), ma in caso di “causa” nella migliore delle ipotesi tutti perdono e si pagano le spese, nella peggiore perde la parte che ha l’avvocato meno in gamba (spesso l’autore, se non è rappresentato da una grossa società, tipo siae).
        Se proprio voleva fare una cosa gradita agli autori poteva:
        1) Chiedere il permesso
        2) Citare la fonte e magari linkarla(si lo so che fa schifo, ma stasera nun c’ho voja de scrive troppo), così da condividere il traffico e innescare un bel circolo virtuoso tra il proprio sito e quello degli autori “copiati” in cui ci guadagnano tutti.
        3) Visto che ha disatteso i punti 1 e 2 poteva chiedere scusa.

        Che ne dici?

        • Daniele Imperi
          13 marzo 2017 alle 08:18 Rispondi

          Duplicare un contenuto non fa bene al padrone di quel contenuto, link o meno. Google, se non erro, scopre il contenuto duplicato e nei risultati potrebbe mostrarne solo uno, magari quello più recente, cioè quello copiato.

  2. Roberta Giulia Amidani
    9 marzo 2017 alle 07:36 Rispondi

    La ricetta per il manuale veloce?
    Tre parti di Jobs, due di Einstein, filosofi ad cazzum a piacere da brainyquotes (se sai tradurre, o da aforismionline se ‘n ci riesci manco coL Google Translate).
    Parti con tre-quattro prefazioni fighe, fai un decalogo, qualche scheda, tante-tantissime immagini, infilaci una decina di storie di mega successo che nessuno verificherà, meglio se partite in doppia F (fallimenti&frustrazioni) e avrai il tuo manuale.
    Che sia copiato (male, malissimo, da schifo), poi è solo un dettaglio.
    Del resto, caro Daniele, lo diceva anche Picasso: “i bravi artistiti copiano, i geni rubano”.
    Ah, mi piace da morire leggerti.
    grazie
    rob

    • Daniele Imperi
      9 marzo 2017 alle 11:19 Rispondi

      Grazie :)
      Bella la ricetta, chissà che qualcuno – magari la sedicente casa editrice – non colga l’occasione per metterla in pratica.

  3. Tiziana
    9 marzo 2017 alle 07:42 Rispondi

    Senza parole, solo parolacce.
    La lista si è estesa ulteriormente.

    • Daniele Imperi
      9 marzo 2017 alle 11:20 Rispondi

      La lista si è ampliata ancora di più: oggi ho scoperto il loro blog e ho trovato altre sorprese (leggere l’aggiornamento a fine post) ;)

  4. Chiara (Appunti a Margine)
    9 marzo 2017 alle 08:36 Rispondi

    Alcuni siti (per esempio http://www.astromagazine.it) hanno la tutela del copyright, infatti non si può fare copia-incolla, al massimo stampare. Mi domando se sui blog sia possibile qualcosa del genere, ma non credo, se non cacciando fuori i soldi. :)

    • Grilloz
      9 marzo 2017 alle 08:46 Rispondi

      Io non sopporto i siti che non mi permettono di selezionare il testo: uso selezionare quando leggo per seguire il filo, e se devo cercare una parola su oogle o su wikipedia la seleziono e uso il menù contestuale. Comunque è una finta protezione che si supera in un secondo, è più un fastidio per gli uenti che un blocco per i malintenzionati. ;)
      P.S. si fa in css, ma te lo sconsiglio :P

      • Daniele Imperi
        9 marzo 2017 alle 11:23 Rispondi

        Quei siti non li sopporto neanche io, anche perché esiste il diritto di citazione (citazione, appunto, non plagio) e non vedo perché uno debba perdere tempo a riscrivere tutto un brano.

    • Barbara
      9 marzo 2017 alle 10:13 Rispondi

      Quello è un blocco javascript sull’esecuzione del tasto destro del browser, per impedire il copia-incolla. Aggirabile in 3 secondi netti su qualsiasi browser che venga configurato a dovere (cioè disabilitando l’esecuzione del javascript stesso). E le istruzioni per aggirarlo si trovano su Google facilmente. Senza contare che si può sempre visualizzare il sorgente della pagina del sito e copiare direttamente l’html.

      • Daniele Imperi
        9 marzo 2017 alle 11:23 Rispondi

        Infatti, basta fare CTRL+U e magicamente appare il codice HTML della pagina, dove puoi prendere quello che vuoi :)

        • Nuccio
          9 marzo 2017 alle 12:22 Rispondi

          Bello il trucchetto CTRL+U!

          • Daniele Imperi
            9 marzo 2017 alle 12:33 Rispondi

            Non lo conoscevi? :)

    • Daniele Imperi
      9 marzo 2017 alle 11:22 Rispondi

      No, in quel caso è un trucchetto, come ti hanno detto sotto, che non serve proprio a nulla. :)

      • Chiara (Appunti a Margine)
        9 marzo 2017 alle 11:24 Rispondi

        Io sono tecnologicamente una capra, quindi non lo sapevo. :D
        Il blocco è, appunto, per le capre. ;)

        • Daniele Imperi
          9 marzo 2017 alle 11:57 Rispondi

          Ahaha, be’, ma non è così immediato capire che si tratta di un trucco. Io e altri lo conosciamo perché conosciamo l’HTML, altrimenti a chi verrebbe in mente di fare CTRL+U?

    • Andrea Venturo
      9 marzo 2017 alle 20:18 Rispondi

      La tutela del copyright non serve a una beneamara mazza. No, non ho sbagliato a scrivere: è proprio amara. Basta un plugin per firefox e disabilitare gli script, o un OCR e cattura video con apposito strumento di cattura. Chi vuol copiare “a delinquere” ha terabyte di strumenti adatti. Il drm ha come effetto collaterale quello di tuzzuliare i cabbasisi agli utenti onesti perché
      “Nulla è (incopiabile) se pure fosse sarebbe inconoscibile e se fosse conoscibile non sarebbe comunicabile” e a dirlo non sono io, ma Gorgia da Leontini già 2000 e rotti anni fa.

      Ora che l’amico Daniele mi ha segnalato la cosa… chiederò pure io a google se qualcuno dei miei testi è fuori dal mio sito.

      • Daniele Imperi
        10 marzo 2017 alle 08:34 Rispondi

        Interessante la frase di Gorgia. Cerca e fammi sapere se anche tu sei stato “citato” da qualcuno.

        • Andrew Next
          11 marzo 2017 alle 21:53 Rispondi

          Sono stato citato solo da te. Il mio blog fa 40-50 visitatori al giorno. Ho controllato se per caso la grafica fosse stata presa in prestito, ma anche lì posso dormire sonni tranquilli.
          In compenso i miei libri sono disponibili da tempo su BitTorrent e qualche sito pirata. Sarebbe divertente sapere se qualcuno li ha mai scaricati.

          • Daniele Imperi
            13 marzo 2017 alle 08:19 Rispondi

            Quella di rubare gli ebook è un’altra bella piaga…

  5. Ferruccio
    9 marzo 2017 alle 08:40 Rispondi

    Un mondo alla frutta!

    • Daniele Imperi
      9 marzo 2017 alle 11:24 Rispondi

      All’amaro finale, direi, in tutti i sensi!

  6. Kinsy
    9 marzo 2017 alle 08:53 Rispondi

    Davvero non so più in che mondo viviamo… Sembra che tutto l’illecito sia possibile a discapito delle persone oneste che con forza e dignità si impegnano a costruire qualcosa… Perché sono certa che pur provandi per vie legalu non otterrete giustzia. La cosa sconcertante è che ormai non esiste più alcuna moralità e senso del pudore: fino a pochi anni fa scoprire una cosa del genere sarebbe stata scandalosa per l’intera opinione pubbluca e rovinosa per la reputazione dell’editore, oggi invece non ci fa caso più nessuno e se un piccolo gruppo di persone si indigna, ce n’è uno più grande di aspiranti scrittori che con un’alzata di spalle indifferente propone i suoi testi a quella casa editrice.

    • Daniele Imperi
      9 marzo 2017 alle 11:31 Rispondi

      Quella casa editrice, che non avevo mai sentito nominare prima, non mi vedrà mai come lettore né tanto meno come autore, ma hai ragione, chissà quanti continueranno a contattarla pur avendo letto i nostri post di “indignazione”.

      • Barbara
        9 marzo 2017 alle 14:41 Rispondi

        Beh, io ho condiviso il tuo articolo inserendo l’hashtag ai loro social, in questo modo dovrebbero vederselo anche i loro lettori.
        Inoltre, ricordo che sulla loro pagina FB c’è addirittura la possibilità di assegnargli delle stelline. Quante stelline gli dareste per un comportamento del genere? ;)

        • Daniele Imperi
          9 marzo 2017 alle 14:53 Rispondi

          Grazie, ma domani gliene diciamo 4 tutti e 4 :D
          Stelline? Io gli mando un buco nero…

  7. Marina
    9 marzo 2017 alle 09:07 Rispondi

    Beh, un lavoro di fino. Io immagino il capo di questa banda dire ai suoi adepti: “allora, tu intercetta tutti gli articoli migliori che parlino di dialoghi, tu di sinossi, tu di incipit, tu recupera i finali. Ci vediamo qui la prossima settimana per un magnifico collage. Non dimenticate di portare l’astuccio con forbici e colla”.
    Che figura di m…! :(

    • Daniele Imperi
      9 marzo 2017 alle 11:32 Rispondi

      Eh, sì, un bel lavoretto. Ci si sono messi d’impegno.

  8. Salvatore
    9 marzo 2017 alle 09:10 Rispondi

    Abbastanza vicini per una birretta?

    • Daniele Imperi
      9 marzo 2017 alle 11:32 Rispondi

      Altroché! Anche per due birre, una alla nostra salute e una alla loro faccia :D

      • Chiara (Appunti a Margine)
        9 marzo 2017 alle 14:36 Rispondi

        Dai, ragazzi, hanno appena legalizzato le unioni civili: fatevi avanti! :D

        • Daniele Imperi
          9 marzo 2017 alle 14:49 Rispondi

          Ah, ma tu cerchi la rappresaglia :D

  9. Elena
    9 marzo 2017 alle 09:13 Rispondi

    L’avvertimento contro il plagio sul sito mi mancava, falsi e spregiudicati! Mi preoccupa l’offerta di aiuto sui testi per il futuro tapino autore, si può mica fare rubacchiando qua e là… La SIAE non c’entra nulla?

    • Daniele Imperi
      9 marzo 2017 alle 11:33 Rispondi

      Secondo me c’è stato chi ha fornito i testi e chi li ha montati, senza sapere da dove fossero stati presi. Altrimenti ce ne sarebbero di cose da dire…
      La SIAE c’entra se registri presso di loro i tuoi contenuti, pagando ovviamente.

  10. MikiMoz
    9 marzo 2017 alle 09:32 Rispondi

    Ritieniti onorato, Sandokan :)
    Io comunque sputtanerei (e boicotterei) questi tizi :)

    Moz-

    • Daniele Imperi
      9 marzo 2017 alle 11:34 Rispondi

      No, ma quale onore? L’ho pure scritto sul blog Animadicarta che per me non vale questo discorso :)

  11. Andrea
    9 marzo 2017 alle 09:43 Rispondi

    Fanno invidia a quelli di Art Attack.
    Che pena però, io non riuscirei a dormire la notte.

    • Daniele Imperi
      9 marzo 2017 alle 11:35 Rispondi

      Blog Attack: hanno inventato un nuovo gioco creativo.

  12. Silvia
    9 marzo 2017 alle 10:08 Rispondi

    Ti hanno fregato anche un altro post. Non è nella guida che citi tu, ma in un’altra sezione del loro blog. Il tuo Dialoghi: 144 alternative al classico “disse” è diventato Come evitare di ripetere l’espressione “disse”. Se ti serve ti mando il link in privato. Quello l’ho riconosciuto subito perché era un post molto particolare. ma ne ho trovati altri in quella parte del blog che sono certa di avere già letto, però non ricordo dove.

    • Daniele Imperi
      9 marzo 2017 alle 10:27 Rispondi

      Grazie, l’ho appena trovato. Mi hanno fregato anche quello sulle leggi di Sanderson. E siamo a 6. Continuo a sfogliare il loro blog.

  13. Barbara
    9 marzo 2017 alle 10:19 Rispondi

    Avevo già letto i post degli altri blogger ma non avevo capito la portata del furto (e chiamiamolo per quel che è!). Vedere in chiaro esattamente quante parti hanno copiato e da chi fa davvero impressione! Pure Giulio Mozzi!! (l’avete avvisato? che un post scritto da lui ha un bacino d’utenti enorme e allora si che i signori non possono più fingere…)
    Da questa esperienza ho capito una cosa: mai scrivere un articolo che possa essere utilizzato da un editore! …uhm…non c’è vero un articolo sulle parti del libro?! :O

    • Daniele Imperi
      9 marzo 2017 alle 11:36 Rispondi

      Furto, hai scritto bene, quello è.
      Puoi scrivere di qualsiasi tema, troverai sempre qualcuno che ti frega un contenuto.

  14. Bonaventura Di Bello
    9 marzo 2017 alle 10:30 Rispondi

    Il prossimo passo è la pubblicazione, su Web, di testi copiati con lo scanner e l’OCR da opere cartacee che non hanno (ancora) un corrispondente digitale online. Internet è uno strumento, si sa, come l’esplosivo: puoi usarlo per creare una miniera o una cava, oppure per fare una strage. Dipende da te.

    • Daniele Imperi
      9 marzo 2017 alle 11:37 Rispondi

      Forse qualcuno ci ha già pensato a usare scanner e OCR, chissà.

  15. Karl
    9 marzo 2017 alle 10:34 Rispondi

    Ci sono i blog(nati nel 2014-2015-2016)che copiano i libri senza citare la fonte. Come è successo al libro di Beppe Severgnini “L’inglese. Lezioni semiserie” pubblicato nel 2010. E lui cosa ti dirà? Nulla, non si lamenta. Anzi è fiero, mica è plagiato. Tutti sanno che il blog non è scritto in modo originale e smettono di seguirlo.. Non ti preoccupare: un buon lettore NOTA con attenzione la data della pubblicazione. Quelli che ti copiano, vengono scoperti lo stesso, in partenza hanno fatto una cattiva pubblicità a loro insaputa, nessuno lo compra controllando la data di stampa ahah alcuni comprano ma col tempo si imbatte qualsiasi blog originale, legge il testo sul web e rilegge il libro che ha comprato, si domanda da chi l’ha copiato e confronta le date di pubblicazione. Bingo! Fregato! Allora si maledice all’editoria per aver buttato tanti soldi e si rammenta con sé “era meglio se l’avevo già visto e non comprarlo, ho riconosciuto quella marca dell’editoria, non si può fidare quindi il prossimo acquisto, se rivedo quella marca dell’editoria, non lo comprerò mai più. Sbagliando s’impara!” E il lettore impreca sottovoce al nome dell’editoria ladro. Un saluto

    • Daniele Imperi
      9 marzo 2017 alle 11:38 Rispondi

      Cioè hanno riportato pari pari tutti i testi del libro?

      • Karl
        10 marzo 2017 alle 10:44 Rispondi

        Sì. Testi uguali fino all’ultima battuta.. Molto peggio dell’estratto.

  16. Nadia
    9 marzo 2017 alle 11:19 Rispondi

    V E R G O G N O S O e anche vomitevole. Con questo elenco così minuzioso e sempre in aggiornamento direi che ci sono gli estremi per una totale chiusura del loro blog con tanto di scuse scritto a chiare lettere al posto dei villantati consigli rubati. Persone orribili null’altro

    • Daniele Imperi
      9 marzo 2017 alle 11:39 Rispondi

      Dici che avranno il coraggio e la dignità di mettere le loro scuse? Ne dubito.

      • Nadia
        9 marzo 2017 alle 12:01 Rispondi

        Temo anche io manchino di qualità simili, ma di certo una lezioncina con un minimo di pubblicità contraria meriterebbe gli venisse notificata. Intanto penso che abbiano drizzato le orecchie con lo strano traffico sul loro blog (inaspettato), e poi chi ha copiato e sta sempre in attesa ora legge, eccome se legge e sta preparandosi al contrattacco. Solo non sa quanti siamo e quanto siamo arrabbiati.

        • Daniele Imperi
          9 marzo 2017 alle 12:13 Rispondi

          Bisogna avere parecchio coraggio per ammettere i furti, in effetti.
          Sul traffico hai ragione, magari sospettano qualcosa. Comunque ci faremo sentire a breve con quei signori.

  17. Enrica Orecchia
    9 marzo 2017 alle 11:29 Rispondi

    Sei un grande. Adoro questo articolo, con tanto di nomi e cognomi anzi, ragione sociale, della casa editrice. A me successe di essere copiata tanti anni fa, andando a memoria era il 2006. Avevo scritto un articolo per il sito Comunitazione.it che si intitolava “come fare comunicazione in una PMI senza rimetterci l’osso del collo”. Non passa molto tempo dalla sua pubblicazione che con sorpresa lo ritrovo riprodotto sul sito di una importante scuola di management. Prima sensazione: compiacimento puro, hanno ritenuto il mio articolo degno di pubblicazione. Seconda sensazione: sgomento. Ero infatti arrivata in fondo e, al posto del mio nome, comparivano 5 o 6 nomi di studenti di quella scuola che, come tesina di fine corso, avevano pensato bene di copiare, senza cambiare una virgola, il mio articolo. Peccato che la scuola lo abbia pubblicato online e io me ne sia accorta. Devo dire che la scuola, da me contattata immediatamente, è stata molto corretta e lo ha rimosso. Non so se abbiano preso provvedimenti verso quegli studenti. Io i loro nomi li ho conservati (in fondo alla copia dell’articolo), non si sa mai mi capiti di incrociarli nuovamente. Spero di no, per loro.

    • Daniele Imperi
      9 marzo 2017 alle 11:44 Rispondi

      Ciao Enrica, grazie e benvenuta nel blog. Mi ricordo del sito Comunitazione, lo visitai anni fa.
      A me successe una cosa del genere, alcuni studenti, forse proprio nel sito studenti.it, copiarono un mio articolo, che poi la redazione ha rimosso dopo mia segnalazione.

      • Enrica Orecchia
        9 marzo 2017 alle 14:10 Rispondi

        grazie del benvenuto, comunque sono iscritta alla tua newsletter da un po’, anche se in genere non commento ☺

  18. Barbara
    9 marzo 2017 alle 11:35 Rispondi

    Daniele, sbaglio o sono addirittura 29 articoli copiati (29 link)? E’ impressionante…29 furti.

    • Daniele Imperi
      9 marzo 2017 alle 11:40 Rispondi

      28, un mio articolo è apparso sia nella guida sia nel blog. Ma magari il blog contiene testi anche di altri.

  19. Alvise
    9 marzo 2017 alle 12:05 Rispondi

    Consigli per tutelarsi?
    Con Google Alert è impossibile visto che si tratta di interi testi

    Bisognerebbe scansionare ogni tot il proprio sito con software per il plagio, tipo copyscape e plagiarism.

    La vera domanda è: cosa li porta a copiare?
    Sarà che, essendo io stesso un autore, trovo fondamentale citare le fonti altrui se le inserisco, quantomeno per rispetto e onestà intellettuale. Ma cosa li porta a copiare senza citare? La facilità?
    E non rischiano nulla?

    Detto questo mi sto occupando di un caso di plagio di una scrittrice che pare essere stata plagiata da un importante scrittore. Quindi è un fenomeno che, purtroppo, avviene tranquillamente anche fuori dalla rete

    • Daniele Imperi
      9 marzo 2017 alle 12:15 Rispondi

      Google Alert infatti va bene solo per temi e nomi. Copyscape e Plagiarism vanno bene, ma funzionano per interi siti o devi mettere pagina per pagina? Non ricordo.
      Non so cosa li porti a copiare. Forse la stessa spinta che porta i ladri a entrare in casa altrui.

      • Alvise
        9 marzo 2017 alle 12:46 Rispondi

        Con plagiarism si è costretti a copiare l’articolo mentre con copyscape basta il link.

        Quello che non capisco è che, personalmente, inserire la fonte e un link sono azioni che portano più valore al contenuto.
        Mettiamo caso che io stia scrivendo un articolo: “come scrivere un dialogo” all’interno del quale dica “se vuoi ampliare questo discorso puoi dare uno sguardo all’articolo interessante di Daniele Imperi”.
        In questo modo il mio articolo ottiene un valore aggiunto e tu vieni a conoscermi e ti fai una buona opinione di me.

        Copiando, invece, si rischia di ottenere recensioni negative, penalizzazioni e, penso, anche denunce.

        Non mi sembra una mossa molto astuta.

        • Daniele Imperi
          9 marzo 2017 alle 12:54 Rispondi

          Sì, ho appena visto, ma Copyscape ti segnala solo un risultato, ora, altrimenti devi avere un account premium.
          Segnalare la fonte dà valore al contenuto quando si tratta di citazione, che è legale, ma in questo caso è plagio.

  20. Enrica Orecchia
    9 marzo 2017 alle 12:07 Rispondi

    Dimenticavo: ci sono anche forme più sottili di furto, quelle da cui non ci si può proprio difendere. Tipo che hai un’idea per pubblicare degli e-book, la metti in pratica, e dopo qualche mese ti accorgi che qualcuno fa lo stesso. Io per esempio sto traducendo e pubblicando sotto forma di e-book un blogger americano (copywriter-free). Ho pubblicato i primi due e-book su un sito di self publishing nell’ottobre del 2014. Mentre stavo lavorando agli altri, vedo che sto tizio (che in precedenza aveva pubblicato qualcosa con lo stesso editore di self publishing che non c’entrava niente con l’argomento di cui scrivo io) ne pubblica uno suo “ispirandosi” allo stesso blogger. Come faccio a capire che mi ha copiato l’idea? Ci sono centinaia (migliaia?) di blogger americani (ovvio non sono tutti copywriter-free ma molti altri sì, ne ho contattati e in genere ti danno il permesso di tradurre) ma guarda caso lui va a scegliere proprio quello che stai traducendo tu.

    • Daniele Imperi
      9 marzo 2017 alle 12:16 Rispondi

      Ma la traduzione è fatta ex novo o copiata da te?

      • Enrica Orecchia
        9 marzo 2017 alle 13:38 Rispondi

        non ho idea di come sia fatta la traduzione, credo comunque sia fatta ex novo (spero non si sia arrivati al punto di riciclare la mia, magari cambiando qualche parola), per questo non posso tutelarmi. Mi è stata copiata in realtà l’idea (e il copywriting protegge la traduzione non l’idea), quella di tradurre in italiano i post del blogger in questione e assemblarli per argomento omogeneo in modo da formare e-book tematici. A suo tempo avevo fatto una ricerca sul mercato italiano e non esisteva niente del genere (libri o e-book composti in tal senso, cioè da vari post, in generale, né di quel blogger in particolare, altrimenti avrei evitato di proporlo e il fatto che ciò sia avvenuto nei mesi successivi dopo la pubblicazione dei miei due primi e-book e da altri dettagli ho capito che non poteva essere una coincidenza. Se proprio l’idea di tradurre post e comporre e-book tematici piaceva sarebbe bastato fare una ricerca sul web e trovare qualcuno di uguale o maggiore successo copywriter-free. Ma ovviamente, come hai scritto tu, meglio far fare il lavoro agli altri.

        • Daniele Imperi
          9 marzo 2017 alle 13:58 Rispondi

          Fossi in te controllerei :)
          Contenuti senza copyright si trovano, ma non so se si possono usare per creare ebook a pagamento.

          • Enrica Orecchia
            9 marzo 2017 alle 14:09 Rispondi

            già fatto a suo tempo. Avevo appositamente consultato un avvocato che mi aveva assicurato, sulla base dello scritto del blogger in cui eliminava il copywriter (che mi sono scaricata e ho conservato a mia tutela) che potevo farlo dal punto di vista legale.

  21. Kukuviza
    9 marzo 2017 alle 12:18 Rispondi

    Fate gli screenshot di tutte le pagine incriminate prima che le rimuovano. Quello che han fatto è molto grave e secondo me dovreste intraprendere qualche azione.

    • Daniele Imperi
      9 marzo 2017 alle 12:33 Rispondi

      Hai ragione, grazie del suggerimento, mi metto al lavoro.

  22. Kukuviza
    9 marzo 2017 alle 12:24 Rispondi

    Tra l’altro hanno due spazi web in cui hanno scritto le cose copiate.

    • Daniele Imperi
      9 marzo 2017 alle 12:34 Rispondi

      3 spazi web! Il sito ufficiale, il sito della guida e il blog, che sta su un dominio diverso.

  23. Giovanni Ronci
    9 marzo 2017 alle 14:36 Rispondi

    Ciao Daniele

    Grazie mille per questa informazione. Piuttosto preziosa. Credo comunque che a tutti sia capitato di ispirarsi e produrre contenuti a partire da altro, letto o studiato che sia. Di solito ci si ferma alla “rielaborazione” almeno per offrire punti di vista diversi e originali sulle stesse cose.

    Evidentemente avevano fretta! :PPP

    In effetti il “copia&incolla” feroce mi sembra un filino eccessivo soprattutto con contenuti destinati a guide o peggio, alla vendita. Personalmente non me ne faccio un cruccio… :) Ma ti ringrazio tantissimo per il lavoro che hai fatto.

    Giovanni

    • Daniele Imperi
      9 marzo 2017 alle 14:50 Rispondi

      Ciao Giovanni, benvenuto nel blog. Ti sono fischiate le orecchie? :D
      Più che fretta penso ci sia di mezzo la natura di certe persone…

  24. Elena
    9 marzo 2017 alle 15:35 Rispondi

    I sedicenti siti offrono la possibilità di commentare. È vero che i commenti si possono rimuovere ma dopo lo screen shot potremmo decidere di scrivere e condividere sui nostri profili per la macchina del fango… Io non sono mai stata copiata ma mi sento solidale

    • Daniele Imperi
      9 marzo 2017 alle 15:41 Rispondi

      La macchina del fango è fantastica :D
      Gli screenshot possono servire, comunque starò a vedere cosa risponderanno all’email.

  25. Federico
    9 marzo 2017 alle 16:37 Rispondi

    Io quando ho dubbi su una società guardo la sede con street view. Provate a guardare la sede operativa di questi simpaticoni: ammesso e non concesso che sia l’indirizzo corretto, nella migliore delle ipotesi si tratta di un condominio popolare. Nulla contro i condomini (ci abito anch’io) ma una casa editrice seria ha una sede seria, per quanto piccola. E poi, qualcuno ha trovato la p.iva di questa agenzia? Io non l’ho trovata sul sito. Secondo me la p.iva è obbligatoria e si può fare segnalazione alla polizia postale e magari anche a loro in modo tale che sappiano che la polizia postale è stata già avvisata.

    • Grilloz
      9 marzo 2017 alle 16:41 Rispondi

      A me è bastato dare un’occhiata al sito ;)
      Comunque la p. iva è indicata nel footer

      • Federico
        9 marzo 2017 alle 16:45 Rispondi

        Hai ragione grilloz, non l’avevo proprio vista. Comunque io una denuncia alla polizia postale la farei.

      • Daniele Imperi
        9 marzo 2017 alle 16:47 Rispondi

        Il sito non è nulla di che, ma c’è di peggio, eh :)

    • Daniele Imperi
      9 marzo 2017 alle 16:45 Rispondi

      Magari hanno un appartamento, non tutti possono permettersi un edificio apposito :)
      Conosco altri editori che hanno sede in un condominio, e non al centro della città, ma non fanno plagio come questi.
      La partita Iva è a fondo pagina.

  26. Tenar
    9 marzo 2017 alle 18:02 Rispondi

    Alla lunga, credo che questo si rivelerà il loro più grande autogol. E si dicono editori…

    • Daniele Imperi
      10 marzo 2017 alle 08:32 Rispondi

      Speriamo sia così.

  27. Roberta
    9 marzo 2017 alle 19:02 Rispondi

    Spesso ti leggo, ma non commento mai.
    Stavolta devo, visto che uno degli articoli rubati è mio, e ci ho messo pure un bel po’ di tempo a scriverlo. Nonché a leggermi tutti i blog di quelli a cui ‘sta CE ha rubato pari pari gli articoli, perché io la fatica di interiorizzare, riassumere e rielaborare il lavoro altrui almeno l’ho fatta.
    E la cosa doppiamente ridicola è che nell’articolo che hanno preso a me (a noi, all’epoca scrivevo in una community), citavo già come fonte Mozzi, con relativo link al suo blog. Non si sono nemmeno resi conto di rubare due volte a Mozzi.
    Sono sconcertata e molto i********.
    Grazie di esserti preso lo sbattimento per scoprire le fonti da cui hanno rubato, pardon, attinto. Come vorrei potessimo far partire una bella denuncia!

    • Daniele Imperi
      10 marzo 2017 alle 08:33 Rispondi

      Ciao Roberta, benvenuta nel blog. Di quale articolo si tratta?

      • Roberta
        10 marzo 2017 alle 17:21 Rispondi

        “Gli spauracchi degli scrittori”, sono io la Bee scritta in fondo.

        • Daniele Imperi
          10 marzo 2017 alle 17:27 Rispondi

          Be’, comunque adesso è sparito tutto, hanno cancellato tutte le pagine incriminate. Ma io continuo a tenere quei siti sotto controllo.

  28. Cristina
    10 marzo 2017 alle 09:00 Rispondi

    Mi sta venendo la sindrome di Cenerentola perché nessuno mi ha copiata! … :-( almeno che io sappia. A parte gli scherzi, sarà interessante vedere se questi signori prima o poi batteranno colpo o ignoreranno tutti i blogger che stanno scrivendo della cosa in questi giorni.

    • Daniele Imperi
      10 marzo 2017 alle 09:08 Rispondi

      Povera :D
      Ieri la casa editrice mi ha scritto chiedendomi un urgente contatto. Le ho risposto stamattina. Vediamo cosa accadrà.

  29. Bibliotheka Edizioni
    10 marzo 2017 alle 09:52 Rispondi

    Gentile Daniele,
    Non era assolutamente nostra intenzione copiare, o meglio plagiare, né lei, né tantomeno gli altri autori da lei citati. Essendo la nostra prima esperienza di blogging non eravamo a conoscenza delle dinamiche e delle regole da lei evidenziate e spinti dalla necessità di creare una base di articoli prima di pubblicare online il blog in questione siamo stati portati ad attingere qua e là da blog già esistenti che trattavano l’argomento della scrittura. Intendiamo scusarci per il nostro errore ingenuamente commesso. Ad ogni modo per fare maggiore chiarezza, i contenuti che abbiamo preso, sbagliando a non citare le fonti, da altri blog sono stati da noi offerti gratuitamente attraverso i due strumenti da lei citati: il nostro blog, e la guida “10 modi per convincere una Casa Editrice a pubblicare il tuo manoscritto” , ciascuno dei quali è ospitato su nostre pagine dove non vengono proposti banner pubblicitari di alcun tipo, non era assolutamente nostro interesse lucrare su l’inconsapevole plagio bensì raccogliere materiale di qualità e proporlo a giovani aspiranti scrittori per aiutarli a pubblicare i loro testi . Rinnoviamo le nostre scuse e provvederemo a mettere offline le pagine in questione e riaprirle solo dopo aver inserito le dovute citazioni delle fonti.

    • Daniele Imperi
      10 marzo 2017 alle 10:08 Rispondi

      Le dinamiche e le regole che ho evidenziato sono però sempre esistite e valgono nel web come in qualsiasi altra realtà editoriale. Citare le fonti, in quel caso, non sarebbe servito a nulla, perché si trattava comunque di testi completi prelevati da vari blog e ripubblicati nei vostri siti, quindi il danno restava. La citazione è legittima, ma una citazione si basa sul riportare un brano, una frase, non un intero articolo.
      Quindi non dovete riaprire quelle pagine con le dovute citazioni delle fonti, perché i nostri articoli devono restare nei nostri rispettivi blog. Quelle pagine dovranno essere riaperte con testi riscritti da capo o non dovranno essere riaperte affatto.

    • Chiara (Appunti a Margine)
      10 marzo 2017 alle 10:33 Rispondi

      Scusate se mi intrometto, ma sono anch’io una delle autrici da lei plagiate (chiamiamo le cose con il loro nome), quindi mi sento chiamata in causa.
      Fermo restando che credo all’idea dell’ “ingenuità”, ritengo che presentarsi online come dei professionisti significa informarsi sulle regole e sulle leggi che governano il mondo del web. Così fa chiunque desideri aprire un blog: cosa posso pubblicare? Cosa no? Sono domande imprescindibili. Dunque, l’accaduto non è un buon biglietto da visita, perché la guida e il blog sono prodotti editoriali, e voi una casa editrice. Il messaggio che mandate, con tale azione, oscilla tra due alternative:
      1) non siete corretti;
      2) non avete esperienza in materia di copyright, uno dei baluardi di ogni attività editoriale.
      Entrambi questi casi penalizzano la vostra casa editrice.

  30. Carlo Armanni
    10 marzo 2017 alle 10:50 Rispondi

    Ciao Daniele,
    ti ringrazio per la segnalazione. A margine di quanto da te e dagli altri autori già evidenziato, purtroppo i casi di copyright infringement sono moltissimi nella rete e sono davvero molto fastidiosi per chi li subisce. Certo la provenienza massiva da un unico blog, per giunta di una una casa editrice, è una leggerezza che si poteva e doveva evitare, soprattutto quando si tratta di un mero copia e incolla dei contenuti.

    Noto comunque che BIBLIOTHEKA EDIZIONI ha replicato… e sinceramente la risposta, mi lascia ancora più perplesso…

    • Daniele Imperi
      10 marzo 2017 alle 10:53 Rispondi

      Ciao Carlo, sì, sono casi frequenti, ho avuto già modo di constatarlo in prima persona anni addietro.
      Concordo sulla perplessità della risposta…

  31. Kukuviza
    10 marzo 2017 alle 11:02 Rispondi

    L'”inconsapevole plagio” è fantastico.

    • Daniele Imperi
      10 marzo 2017 alle 11:11 Rispondi

      Davvero. Come si può pensare di potersi appropriare di materiale altrui per ripubblicarlo dove si vuole? Mah.

      • Kukuviza
        10 marzo 2017 alle 12:07 Rispondi

        Quell’inconsapevole è ridicolo. Come si fa a plagiare parola per parola senza saperlo? Vabbè che siamo nel paese dove la gente si ritrova case intestate a proprio nome e non ne sa nulla ma qua stiamo sconfinando nell’assurdo.

        • Daniele Imperi
          10 marzo 2017 alle 12:39 Rispondi

          Vuoi vedere che ora qualcuno si ritroverà con contenuti non suoi nel suo sito senza saperne nulla? :D

          • Kukuviza
            10 marzo 2017 alle 13:34 Rispondi

            Forse esiste un super villain, il “Plagiatore Mascherato”, che nottetempo si introduce nei siti altrui e li riempie abusivamente con testi altrui, senza citarne la fonte, per di più.
            Sì perché questi hanno pure la faccia di bronzo di dire che rimetteranno i testi citando la fonte!!

            • Daniele Imperi
              10 marzo 2017 alle 14:08 Rispondi

              Dopo la mia risposta mi auguro di no…

  32. Enrico Filippucci
    10 marzo 2017 alle 21:36 Rispondi

    Ciao Daniele,
    è un sito commerciale “serio” sul sito hanno un indirizzo di Roma e una partita IVA. Visto che siete in tanti io contatterei un avvocato è gli chiederei i danni.

    Anche se siamo i Italia dove i ladri la fanno da padroni, rubare ancora non è stato depenalizzato come reato.

    • Daniele Imperi
      11 marzo 2017 alle 08:26 Rispondi

      Ciao Enrico, hai ragione, ma un avvocato comunque costa. Per chiedere i danni devi innanzitutto dimostrare che ci siano stati, poi intentare una causa civile e spendere parecchio tempo e denaro. Ne vale la pena?

      • Enrico Filippucci
        11 marzo 2017 alle 15:56 Rispondi

        Mi è venuta una idea. Visto che ci continuano a copiare e plagiare senza pudore. Che ne diresti di fondare una libera associazione di siti e blogger non copioni? Si potrebbe partire da una dichiarazione di valori condivisi. Poi servirebbe un nome, un logo e una pagina web con la lista dei siti aderenti.

        Gli aderenti potrebbero mettere il logo nel loro sito e comparire nella lista. Si potrebbe fare un report mensile con i casi più gravi.

        Che ne pensi?

        • Daniele Imperi
          11 marzo 2017 alle 16:14 Rispondi

          Il fatto è che, per fortuna, credo siano la maggior parte i blog e i siti che non copiano, quindi si rischia di creare una directory di siti…
          E poi tutto questo richiede tempo, tempo che io sto sottraendo sempre più al mondo online :)

      • luisa
        11 marzo 2017 alle 22:43 Rispondi

        Eh siamo sempre allo stesso punto,per vedere i diritti rispettati bisogna pagare un avvocato, la maggior parte delle persone pensano come te …”spendere parecchio tempo e denaro. Ne vale la pena?” Così gli impostori si fanno sempre più forti di questa realtà e prolificano le ingiustizie.

        • Daniele Imperi
          13 marzo 2017 alle 08:24 Rispondi

          Bisogna considerare quanto un’azione legale sia davvero necessaria. Se sei un editore e ti hanno rubato i testi di alcuni libri pubblicati, allora ci metti l’avvocato. Ma per qualche articolo di blog non vale la pena.

  33. Barbara
    10 marzo 2017 alle 22:08 Rispondi

    Caspita, sappiate che ho vinto una scommessa. Alla mia ciurma ho detto: “Scommettiamo che risponderanno di aver copiato ‘a loro insaputa’ ?” :D
    “Essendo la nostra prima esperienza di blogging non eravamo a conoscenza delle dinamiche e delle regole da lei evidenziate…”
    cioè non conoscete il codice civile? e come fate a portare avanti un’attività di questo tipo senza conoscere le leggi dello stato in cui operate?
    Codice Civile – Libro Quinto – Titolo IX: Dei diritti sulle opere dell’ingegno e sulle invenzioni industriali
    Capo I: Del diritto di autore sulle opere dell’ingegno letterarie e artistiche
    Art. 2577 Contenuto del diritto
    L’autore ha il diritto esclusivo di pubblicare l’opera e di utilizzarla economicamente in ogni forma e modo, nei limiti e per gli effetti fissati dalla legge. L’autore, anche dopo la cessione dei diritti previsti dal comma precedente, può rivendicare la paternità dell’opera e può opporsi a qualsiasi deformazione, mutilazione o altra modificazione dell’opera stessa, che possa essere di pregiudizio al suo onore o alla sua reputazione.
    Ignorantia legis non excusat.

    • Daniele Imperi
      11 marzo 2017 alle 08:28 Rispondi

      Proprio quanto ho evidenziato, in parole povere, nel mio commento di risposta: sono regole sempre esistite e che valgono in ogni ambito. Molti però sono convinti che ciò che trovano in rete sia di dominio pubblico. L’unica cosa che è di dominio pubblico nel web è la possibilità di usufruire dei contenuti gratuitamente, non di appropriarsene.

      • luisa
        11 marzo 2017 alle 22:29 Rispondi

        Anni fa abbiamo realizzato il sito di aforismi multimediale e abbiamo trovato alcuni script interattivi di Robert Penner, vi era scritto: potete prendere questo script, però chiedeva di mettere il suo nome e così abbiamo fatto . Questa può essere una corretta acquisizione di ciò che si trova in rete

        • Daniele Imperi
          13 marzo 2017 alle 08:20 Rispondi

          Sì, molti danno il permesso di prelevare i testi. Ma se quel permesso non c’è nel sito, allora come minimo bisogna chiederlo.

      • Chiara (Appunti a Margine)
        13 marzo 2017 alle 09:01 Rispondi

        Posso capire che un ragazzetto alle prime armi non sappia certe cose. In passato mi era capitato che una persona anziana (sulla settantina) scrivesse dei post menzionando diversi nostri concittadini, con nomi e cognomi. Lì era verosimile che si trattasse di un’ingenuità. Ma questi, porca miseria, si propongono come casa editrice. Una casa editrice produce e mette sul mercato prodotti editoriali. Ammettere di non sapere che non si potesse copiare, è a mio avviso un biglietto da visita ancora più dequalificante del semplice: “sì, volevo fregarvi i post”. Anche il blog, volente e nolente, è un prodotto editoriale: perché mai un autore dovrebbe affidarsi a uno alle prime armi?

        • Daniele Imperi
          13 marzo 2017 alle 09:03 Rispondi

          Hai ragione, l’ingenuità è giustificabile in giovanissima età o nel caso di anziani come hai citato, ma in una casa editrice no, non ci sono scuse che tengano.

  34. Stefania Crepaldi
    11 marzo 2017 alle 08:59 Rispondi

    Ahahahahaha!
    Hanno pure avuto il fegato di rispondere.
    Voglio proprio vedere se chiudono le pagine e si mettono lì, in modo certosino, a citare le fonti.
    Non c’è nemmeno un punto originale.

    Se questo è il modo in cui riconoscono l’originalità altrui, tremo per i romanzi che pubblicano.
    E la colpa, in questo caso, è degli scrittori (o aspiranti tali) affamati di pubblicazione a tutti i costi, che sovvenzionano aziende del genere, che aprono partita iva, “fanno gli editori” ma non vanno mai in rosso, perché tanto i polli pagano per farsi pubblicare.

    In un certo senso è il sistema a tenerli in vita.
    Non rischiano nulla di loro, nemmeno le parole.

    • Daniele Imperi
      11 marzo 2017 alle 09:51 Rispondi

      Sì, ieri ho visto che hanno eliminato le pagine.

    • Chiara (Appunti a Margine)
      13 marzo 2017 alle 09:03 Rispondi

      Stefania, clap, clap, clap!
      Gli scrittori che pagano sono come quelli che buttano le cartacce a terra e poi si lamentano del fatto che i marciapiedi sono sporchi.

  35. Il Palombaro (Immersività blog)
    11 marzo 2017 alle 18:57 Rispondi

    Mi dispiace per l’inconveniente, tuttavia non mi sorprende. Ormai molti editori hanno perso ogni parvenza di serietà e rispetto. Ladri, bugiardi, pigri e spilorci. Da quelli che sfruttano stagisti per non pagare un euro, a quelli che mettono solo gente a nero, a quelli che non fanno un briciolo di editing o addirittura correzione di bozze, alle case editrici a pagamento che truffano la gente eccetera eccetera. Hai visto l’ultima di Fazi Editore? Hanno preso l’opera di un artista americano senza nemmeno contattarlo (e figurarsi pagarlo!) per usarla come copertina a una loro pubblicazione. Furto alla luce del sole. Oppure, ricordi quando il Corriere della Sera rubò le vignette sul massacro di Charlie Hebdo per pubblicarle in un libro senza contattare gli artisti (e figurarsi pagarli!)? Insomma fanno come gli pare! /fine sfogo.

    • Daniele Imperi
      13 marzo 2017 alle 08:12 Rispondi

      Non ho saputo di Fazi editore né del Corriere. Anche il furto di immagini è frequente, purtroppo. Negli anni passati ho scoperto diverse mie vignette prelevate e usate qui e là.

  36. Grazia Gironella
    11 marzo 2017 alle 19:28 Rispondi

    Sarà pure facile copiare, ma in questo caso non si può dire che sia passato inosservato! Che meschinità, però. Spero che potrete archiviare il caso sotto l’etichetta “si copiano solo i blog migliori”.

    • Daniele Imperi
      13 marzo 2017 alle 08:13 Rispondi

      Nel web è difficile che qualcosa passi inosservato: per i testi ci sono siti che rintracciano le copie, ma basta anche Google, e per le immagini c’è Tineye. Alla fine i plagi vengono a galla.

  37. luisa
    11 marzo 2017 alle 22:06 Rispondi

    Sono certa che ogni cosa che si scrive porti qualcuno a farne un “uso” personale, un editore guarda soprattutto l’aspetto economico e se rubare gli frutta, non esita.
    Il mondo del lavoro qualsiasi ne è il campo è senza scrupoli e i valori di correttezza sono in declino purtroppo.
    Una volta scoperto il plagio bisognerebbe fare un’azione legale, con richiesta dei danni.
    Per quanto riguarda gli scrittori “rubare” è veramente stupido… il piacere sta nel creare una storia

    • Daniele Imperi
      13 marzo 2017 alle 08:14 Rispondi

      Le azioni legali costano, e poi bisogna dimostrare i danni subiti. Per ora mi basta che la casa editrice abbia cancellato quelle pagine.

  38. carmine
    13 marzo 2017 alle 16:15 Rispondi

    Purtroppo il mondo gira in questo modo ed il web è pieno di casi del genere, più o meno “voluti” o meglio in buona o cattiva fede. Le azioni legali possono essere un deterrente ma sono farraginose e costano non poco ed a volte (da quello che mi ha raccontato qualche amico) è davvero difficile dimostrare un plagio. Però come spesso dice un mio collega, se una cosa l’ho fatta io .. l’ho fatto io c’è poco da fare ed il pubblico, in questo caso il lettore, lo sa … o almeno si spera!

    • Daniele Imperi
      13 marzo 2017 alle 16:36 Rispondi

      Sì, il lettore lo viene a sapere, anzi potrebbe venirlo a sapere, ma non è certo così facile.

  39. Alessandro
    13 marzo 2017 alle 19:59 Rispondi

    Ecco una casa editrice da evitare senza pensarci su.
    È sconcertante vedere che la maggior parte di ciò che scrivono sia in realtà un furto plurimo. Mi ricorda molto il metodo di stesura di temi o tesine da parte di alcuni studenti: prendo un po’ da questo, un po’ da quello, mescolo tutto e forse il professore non se ne accorge. Ci vuole molto meno a scrivere un testo di propria iniziativa che a fare un elaborato lavoro di copia-incolla, anche se forse nel caso della casa editrice in questione non è poi così elaborato, ma su questo non mi esprimo non avendo letto i testi in oggetto.
    Ma ancora più sconcertante è il fatto che ci sono autori che affidano a queste persone i loro scritti, probabilmente ignari della politica di chi pubblicherà i loro romanzi.
    Detto questo, e condividendo il pensiero che un’azione legale corrisponda a mettere in moto un processo costoso e forse inutile data la difficile dimostrazione del plagio, credo che un risultato, magari minimo, sia stato pur raggiunto: la pessima pubblicità ricevuta dalla casa editrice. Grazie ad articoli come questo e a quelli degli altri blogger derubati della loro creatività, ai quali vanno i miei complimenti e ringraziamenti per aver fatto luce su questo penoso episodio, ci sono lettori o anche semplici frequentatori occasionali dei blog che da adesso avranno le idee chiare su come opera questa gente e che da adesso, spero, si terranno alla larga da questo editore. Di sicuro è quello che farò io.
    Grazie quindi a Daniele, Maria Teresa, Salvatore, Chiara e Marco e ai loro articoli. Da oggi avete un lettore ancora più affezionato.

    • Daniele Imperi
      14 marzo 2017 alle 08:58 Rispondi

      Anche per me ci vuole meno tempo a scrivere che a ricercare e copiare. Gli autori che pubblicano con loro di sicuro non sanno di quei testi copiati.

  40. Andrea Cabassi
    15 marzo 2017 alle 22:27 Rispondi

    Azz, arrivo in ritardo ;_;
    :D

    • Daniele Imperi
      16 marzo 2017 alle 08:30 Rispondi

      Sarà per la prossima volta :D

  41. Ulisse Di Bartolomei
    20 marzo 2017 alle 09:44 Rispondi

    Salve Daniele

    Ho appena concluso una revisione di otto mesi e ripubblicato e ritrovo la voglia di intervenire in qualche dibattito.

    Il problema che menzioni, temo che non abbia soluzioni. Quello che si e sempre fatto, copiare, in internet lo si fa all’ennesima potenza, concesso dalla tecnica informatica. La sola cosa che può dissuadere è l’amor proprio, ma assume una rilevanza sempre più misera in Italia, in quanto parte dall’esempio etico dei genitori e insegnato a scuola e qui il disastro è noto.

    Nel tuo articolo c’è un dettaglio speciale che non posso fare a meno di cogliere.
    Tu stesso scrivesti un articolo sulla snaturalizzazione della lingua italiana e mi chiedo del motivo per cui usi “copy and paste” invece di “copia incolla”, che peraltro in lunghezza non ci si guadagna né in fluidità nel proferire. Premetto che ho intensivamente a che fare con la lingua inglese da quasi quarantanni e quindi non mi stupisco. Però da parte tua non l’avevo notata sino a Luglio dello scorso anno a quindi sono incuriosito da questa scelta.

    • Daniele Imperi
      20 marzo 2017 alle 09:52 Rispondi

      Ciao Ulisse, hai ragione, l’amor proprio non è una caratteristica di ogni persona e chi ruba testi altrui ovvio che non l’abbia.
      Ho usato “copy and paste” in modo ironico :)
      Perché ricalca le voci nei programmi del pc.

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