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Pensare a un piano di marketing editoriale

Piano di marketing editoriale

Quando? È la prima domanda che mi aspetto, a dire la verità. La risposta giusta, secondo me, è: non certo dopo che il libro è stato pubblicato. È troppo tardi, forse. Non potete pubblicizzare un vostro libro dopo sei mesi dallʼuscita.

Ma non spetta alla casa editrice promuovere il libro? Certamente, ma ho sempre detto che lʼautore deve collaborare nella promozione del suo libro (lo ha scritto, quindi è un lavoro che gli spetta). E se pubblicate in self-publishing, spetta soltanto a voi.

Il piano di marketing va quindi pensato prima, quasi a ridosso della pubblicazione. Io ho iniziato a pensarci prima dellʼediting. Non avevo scritto nulla, ho soltanto fatto nascere qualche idea nella mia testa. Poi ho messo tutto per iscritto e ne ho parlato con la casa editrice.

Qui oggi voglio parlare di qualche idea da mettere in pratica per promuovere il nostro libro. Ho voluto dividere le idee in 3 gruppi:

  1. azioni da compiere nel blog
  2. azioni da compiere sui social
  3. azioni esterne a blog e social

Promozione editoriale sul blog

Tempo fa abbiamo parlato di come promuovere un libro nel blog, ma oggi voglio dire qualcosa di più. La promozione del libro nel blog deve seguire un preciso piano. Ecco quello che ho fatto per il mio libro.

  1. Widget del libro: ovviamente a pubblicazione avvenuta. Questo perché dovevo essere sicuro della data di uscita e avere lʼimmagine della copertina definitiva. Il widget è legato a una pagina – interna o esterna al blog, come volete – quindi va prima studiata quella pagina.
  2. Scheda del libro: nel widget che inseriamo possiamo linkare sia la scheda nel sito dellʼeditore, sia quella di una libreria online, sia una pagina che creiamo noi nel blog, sia, infine, una landing page esterna. Qual è la scelta migliore? Io escluderei la scheda nel sito della casa editrice. Escluderei anche la scheda libro che creo io. Resta la pagina di vendita su Amazon, per esempio, o il sito-landing page.
  3. Serie di post: a me è venuta questa idea, una serie di articoli in cui parlare di questa mia esperienza, uno a settimana. Ne ho progettati 5. Non ho voluto crearli con un tono autoreferenziale e autopromozionale, perché non mi piace, anche se comunque sono in parte autoreferenziali e autopromozionali, ma volevo parlare della mia esperienza in modo che fosse utile a tutti.

Promozione editoriale sui social media

Quello che ho pensato di fare – e che qualcuno di voi avrà sicuramente visto – è stato pubblicare un solo contenuto per ognuno dei social a cui sono iscritto. A me non piace bombardare i contatti con continui messaggi promozionali, quindi ho deciso di limitarmi a un solo messaggio per social.

Ci sono altri modi per mantenere vivo un contenuto sui social media. Possiamo mettere in evidenza un tweet, fissandolo sulla pagina del profilo, così comparirà sempre come ultimo tweet pubblicato. Possiamo modificare lʼimmagine di copertina di Twitter, Facebook, Google+ e Linkedin inserendo la copertina del nostro libro. Sono metodi che non danno fastidio agli altri.

Se invece ci sono delle novità, allora vanno senzʼaltro segnalate sui social. Ma ripetere ogni settimana che è uscito il libro in libreria a me non sembra corretto.

  1. Tweet promozionale: ho pubblicato un messaggio in cui segnalavo il mio libro in libreria. Ricordate che le dimensioni ottimali dellʼimmagine sono 506×253 pixel.
  2. Post su Google Plus: qui ho scritto un brevissimo post per segnalare lʼimmagine del libro.
  3. Aggiornamento su Linkedin: su questo social ho solo condiviso il post del blog, ma cʼè la sezione delle pubblicazioni in cui aggiungere le proprie opere.
  4. Goodreads: mi sono iscritto al programma Autori di questo social – che deve essere approvato – e ho inserito il mio libro (senza votarlo, ovviamente, cosa consentita ma assurda).
  5. Foto su Instagram: ho scattato una foto del libro. A me piace usare Instagram in modo naturale, non amo le immagini costruite con Photoshop.

Non ho pubblicato tutti questi messaggi in una volta, ho cercato di scoprire quale fosse il momento migliore per mostrarli ai miei contatti. Nel piano di marketing bisognerebbe anche prevedere una serie di hashtag e tag da usare nei messaggi, per aumentarne la diffusione, cosa che io non ho fatto.

Promozione editoriale indipendente

Che cosa intendo? Come ho accennato prima, si tratta di azioni esterne sia al blog sia ai social media. Nel mio caso ho comprato un dominio e installato una landing page per il libro. Il famoso mini-sito del libro di cui ho più volte parlato nel blog.

Come va creata una landing page del genere? Ne parlerò in modo approfondito più in là. Comunque si tratta, alla fine, di creare un sito vero e proprio, ma secondo me oggi, con tutti i nuovi ritrovati della tecnologia del web, anche chi è digiuno di codici HTML, linguaggio PHP e altro può cavarsela in maniera quasi indolore.

Lʼacquisto di un dominio avviene in modo automatico. WordPress può essere installato anche da un bambino. I temi per le landing page in alcuni casi sono un poʼ complessi, ma ci sono la documentazione e il supporto.

È sempre da prendere in considerazione il mini-sito per il libro? No, secondo me no. Non farò questa scelta per ogni libro. Deciderò caso per caso.

Insomma, per concludere queste sono le mie idee per promuovere un libro online, e che ho messo in pratica per il mio. Questo è il piano di marketing editoriale che ho pensato e attuato.

Come vi sembra? Su cosa pensate di essere carenti? E che altro potete aggiungere, se lʼavete messo in pratica?

57 Commenti

  1. Serena
    14 settembre 2015 alle 06:46 Rispondi

    Buongiorno ? Sto per cominciare una serie sul marketing editoriale, ma per fortuna con un taglio un po’ diverso. Primo articolo mercoledì, ho idea che faremo un interessante ping-pong ?.
    D’accordo su quanto dici, ma credo che al piano editoriale si debba pensare anche un anno prima dell’uscita del libro, soprattutto se si tratta di narrativa, che parecchio più complicato.

    • Daniele Imperi
      14 settembre 2015 alle 13:51 Rispondi

      Buongiorno :)
      Ho visto il post di oggi, poi lo leggo.
      La narrativa è più complicata, hai ragione, ma addirittura un anno prima? Per la creazione di un blog, se non ne hai uno?

      • Serena
        14 settembre 2015 alle 22:43 Rispondi

        Sì, per il sito (meglio il blog, che è interattivo) e per altre ragioni: la quantità delle cose da fare richiede tempo. Anche la costruzione di una mailing list richiede tempo, ed è uno degli asset fondamentali della promozione editoriale. Io parlo per una pubblicazione Indie, ovviamente. Ma da quanto mi dicono, le case editrici sono anche più lente.

  2. Serena
    14 settembre 2015 alle 06:48 Rispondi

    (e scusa i refusi da tastierino del cellulare)

  3. LiveALive
    14 settembre 2015 alle 06:56 Rispondi

    Certo penso che, per quanto uno possa sforzarsi, non gli basterà mai a oltrepassare alcun traguardo di vendite XD più che far conoscere il libro, credo sia importante far conoscere l’autore: non compro io un libro così per il libro in sé, lo compro se credo di poter imparare qualcosa dal suo autore. Ma questo va dimostrato prima. Il problema dunque è: come?

    • Serena
      14 settembre 2015 alle 08:05 Rispondi

      Beh, in questo caso un blogger di successo ha pubblicato un libro sul blogging: meglio di così… Solo che non ha cominciato un po’ prima, come dice lui :P Ha cominciato quando ha aperto il blog, anche se non lo sapeva. :) Perché io rompo le scatole alla gente perché si apra un blog? :P

      • LiveALive
        14 settembre 2015 alle 10:18 Rispondi

        Be’, con 30 commenti a post e un massimo intorno ai 150 non è che siamo proprio big, ci sono blog italiani, anche letterari, con post che hanno più di 1500 commenti, che superano i 100 in un giorno come niente…

        • Daniele Imperi
          14 settembre 2015 alle 13:55 Rispondi

          Mi dai qualche nome?

          • LiveALive
            14 settembre 2015 alle 16:06

            Via mail. Comunque esiste la classifica mensile dei blog letterari più importanti d’Italia, tu sei più o meno settantesimo, no?

        • Daniele Imperi
          14 settembre 2015 alle 17:43 Rispondi

          Non so a che quota sono, non ho controllato :)
          Ma parli di Blogbabel?

      • Daniele Imperi
        14 settembre 2015 alle 13:54 Rispondi

        Non mi reputo un blogger di successo, ma grazie :)
        Ho cominciato prima senza saperlo, hai ragione, perché 5 anni fa non era neanche nell’idea quel libro né il romanzo a cui sto lavorando.
        Perché tu rompi le scatole perché si apra un blog? :D

        • Serena
          14 settembre 2015 alle 22:48 Rispondi

          Perché secondo me non esiste che un autore di questi tempi non abbia una presenza online. I social non li conto, per varie ragioni. Il sito potrebbe bastare, ma il blog è lo strumento ideale per interagire con i lettori, e per la SEO va più che bene. Nel blog di Anne R. Allen, nell’articolo pubblicato domenica scorsa, lei racconta la sua esperienza: che cosa ha fatto per lei il semplice fatto di aprire un blog. Carino e soprattutto illuminante. Un autore emergente secondo me non può farne a meno.

          • Daniele Imperi
            15 settembre 2015 alle 07:16

            La domanda era una battuta, comunque, la penso allo stesso modo ;)

    • Daniele Imperi
      14 settembre 2015 alle 13:53 Rispondi

      D’accordo in parte per l’autore. Ho comprato saggi senza conoscerne prima l’autore e sono comunque rimasto soddisfatto.
      Come conoscere un autore? Principalmente seguendo il suo blog :)

      • LiveALive
        14 settembre 2015 alle 16:08 Rispondi

        In questo caso specifico, sì, perché è un libro sul blogging. Per gli altri argomenti, il blog sarebbe l’ultima cosa a cui mi affiderei, ha un sapore troppo amatoriale…

  4. Marco Amato
    14 settembre 2015 alle 09:24 Rispondi

    In realtà, a mio giudizio, non esiste un piano marketing, ma ne esistono 3.
    Vero Serena? :D
    Cioè a seconda delle caratteristiche dello scrittore e dei fini che si prefigge.
    Sintetizzando i piani vanno tarati per:
    1) Voler pubblicare con l’editore.
    2) Pubblicare in self publishing con l’obiettivo di farsi notare dai lettori e dagli editori.
    3) Pubblicare in self publishing come scrittore Indie.

    Cosa significa tutto ciò?
    Sintetizzo al massimo.

    Punto 1) Se l’obiettivo è pubblicare con un editore, non basta allo scrittore compilare lettere di presentazione e mandare manoscritti. Lo fatto tutti, ti ignorano a prescindere, occorre emergere. Occorre far percepire all’editore il valore del nostro romanzo, le potenzialità. Quindi cosa c’è di meglio del pianificare una campagna marketing per farsi notare dall’editore stesso? Il succo, parafrasando, è il seguente: Ehi, ehi, guarda come son bello, ti posso far vendere un sacco, sono qui cicciolino mio… beh più o meno così…

    Punto 2) Sono sempre di più gli scrittori che pur pubblicando in self publishing vengono notati dagli editori e reclutati nello sfavillante mondo dell’editoria. Quindi cosa c’è di meglio di un buon piano marketing che preveda una botta al lettore e una botta all’editore? Due is megl che one, reclamizzava un noto spot tv.

    Punto 3) Lo scrittore che vuole avviare la carriera Indie. Quindi il piano marketing più bello, indiscutibilmente fantastico e fico. (Non so se fico può essere utilizzato da un’aspirante scrittore, ma a quanto pare non è vietato).
    Qui il piano marketing prevede tre fasi. Una a breve, una a medio, una a lungo periodo. E per lungo intendo programmare una strategia anche per 5 anni. Lo so cosa pensate, bum, la solita sparata. Ma 5 anni garantisco non sono molti. Se si decide di avviare una intera carriera da scrittore, ovvero finché morte non ci separi dalla scrittura, che volete che sia un piccolo piano quinquennale…

    Premesso questo, credo che a prescindere se si decida di pubblicare o meno con un editore, un robusto piano marketing, o articolato come il tuo Daniele, è sempre meglio farselo. ;)

    • Serena
      14 settembre 2015 alle 09:51 Rispondi

      Questo pezzo te lo dovevi tenere per il tuo futuro blog :P

      • Marco Amato
        14 settembre 2015 alle 10:05 Rispondi

        ahah ma questo fa parte dell’artiglieria leggera. Un colpo a salve. Per il (molto futuro blog) preparo i cannoneggiamenti veri. ;)

    • Daniele Imperi
      14 settembre 2015 alle 13:58 Rispondi

      1: Come ti fai notare da un editore? In alcuni casi attraverso i suoi concorsi o premi letterari – come fa la Delos Books, per esempio. Ma quanti editori fanno così?
      2: In quel caso devi sfondare prima con un ebook autopubblicato.
      3: In sintesi cosa vuol dire? Cosa devi fare per 5 anni?

      • Marco Amato
        14 settembre 2015 alle 14:39 Rispondi

        1) Ti fai notare da un editore conoscendo il mercato, e quindi le regole del gioco. Gli editori non sono enti di beneficenza culturali, ma imprese, hanno interesse a pubblicare un autore se riscontrano un potenziale di vendite sufficiente prima per ripagare i costi, e poi per averne un profitto. Allora l’autore deve mostrarsi appetibile. È molto complesso da spiegare in poche parole. Ma facciamo un esempio.
        X è un aspirante scrittore che sta scrivendo un libro o lo ha già terminato. X ha un blog e pagine social. X riesce a creare attorno al libro un certo grado di interesse. Il blog è molto frequentato, le pagine social crescono a dismisura. X crea anche il sito del romanzo. Dove in pratica sul sito gioca una chance in più rispetto all’invio di una semplice sinossi. Nel sito può caratterizzare il romanzo, i personaggi, scene importanti, incipit di capitoli. X si muove per suscitare interesse e creare un’onda di aspettativa attorno a sé.
        Gli editori leggono i blog. È probabile che leggano anche il tuo. ;) Ma X per farsi notare meglio frequenta e commenta anche i blog e i social dove bazzicano gli editori, gli agenti e gli scopritori di talenti. Dal momento in cui X riesce a trarre su di sé il potenziale di possibili lettori, gli editori che lo noteranno, gli riverseranno un certo grado di interesse. Ricordiamoci che X conduce questa strategia perché conosce le regole del mercato editoriale. Cosa manda in visibilio un editore?
        Uno scrittore che ha un potenziale pubblico. Perché gli editori pubblicano soubrette, giornalisti e roba varia? Perché tali tizi avendo un brand nel nome riescono a vendere almeno le copie per il pareggio. Se il potenziale scrittore riesce a far emergere un potenziale pubblico, se l’editore sa che mal che vada, investendo su X il rischio è basso, l’editore si interessa a X e lo cerca.
        Non è facile è evidente. Ma anche pubblicare mandando lettere di presentazione è molto, molto difficile e eternamente frustrante.
        2) Anche qui il discorso è articolato. Bisogna intendersi su cosa significa sfondare. Scalare la classifica di Amazon per un mese o per un anno? X può puntare tutto su una promozione iniziale. X crea una campagna pubblicitaria a pagamento per ricevere una spinta di visibilità iniziale. Emergere anche per poco, il tempo di farsi notare. Ma le strategie possibili sono molteplici.
        3) Programmare per i prossimi 5, significa avere un progetto di crescita. Cosa fare materialmente? Quanti romanzi pubblicare (1 l’anno, 2 l’anno), quali generi, in che ordine e perché. Scegliere i social sui quali puntare, come farli crescere. E poi porsi obiettivi da raggiungere. Step per far evolvere la piattaforma autore ecc ecc… il tutto con feedback in itinere per correggere e ottimizzare la rotta.
        L’altro giorno a un mio amico scrittore ho chiesto: ma tu entro i prossimi 5 anni quanti romanzi pensi di poter pubblicare?
        Risposta: Boh, quelli che mi vengono.
        E’ evidente che il mio amico senza botte di fortuna inaspettata, ha solo una prospettiva, andare a zonzo.

        • Daniele Imperi
          14 settembre 2015 alle 15:02 Rispondi

          Ok, d’accordo su tutto. Ma riguardo al numero di romanzi da pubblicare non puoi deciderlo a priori, neanche se pubblichi in self, perché ci sono tanti fattori in gioco.

          • Marco Amato
            14 settembre 2015 alle 16:40

            Il fattore principale è lo scrittore.
            Avere le idee, quelle buone per sviluppare romanzi che possano piacere ai lettori.
            Occorre il tempo per stendere le idee e scrivere materialmente il romanzo. Poi la lunga fase di revisione.
            Io credo che tutto dipenda dal metodo. Non ne esiste uno che valga bene per tutti. Già prefigurarsi un romanzo l’anno sarebbe un ottimo obiettivo.
            Quando a King chiedono come faccia a scrivere i suoi romanzi, lui risponde una parola alla volta. Lui riesce a scrivere almeno mille parole al giorno tutti i giorni.
            Io sono a una media di 500 con fatica.Nessuno nella vita è disposto a regalarci niente. Occorre, impegno, dedizione e passione.
            Una parola alla volta, prima o poi si arriva.

        • LiveALive
          14 settembre 2015 alle 16:13 Rispondi

          Il fatto che l’editore sia una azienda, da ragioniere, è il motivo per cui non voglio pubblicare. Ci vorrebbe un editore no-profit, che pubblica solo in base all’estetica, partendo già dal presupposto che non venderà, proprio per fare beneficienza culturale. Tra l’altro, esistono già, un paio.

          • Marco Amato
            14 settembre 2015 alle 16:45

            Capisco quel che dici Alessio. Anche a me piacerebbe un sistema diverso della cultura. Ma purtroppo il mondo gira così. Per questo io penso al self come mia via. Qualcosa che non dipenda per forza dalle logiche di mercato. Si può scrivere qualcosa che possa piacere ai lettori, come qualcosa che possa piacere a pochi. Ma qualunque sia la scelta occorre comprendere le regole del gioco e cominciare a giocare. Se non per gli altri, per la propria passione.

  5. Ryo
    14 settembre 2015 alle 09:27 Rispondi

    Mi sembrano tutte buone idee, a cui aggiungere i post (social & altri media) per eventuali inviti alle presentazioni, magari uno dove fai leggere un capitolo/estratto, le segnalazioni di recensioni significative, e vari altri da proporre di tanto in tanto per non far spegnere l’attenzione :-)

    • Daniele Imperi
      14 settembre 2015 alle 14:01 Rispondi

      Giusto, su Facebook puoi creare degli eventi.
      Segnalazioni recensioni: io le ho inserite in una pagina, nella Bibliografia.

  6. Salvatore
    14 settembre 2015 alle 09:38 Rispondi

    Tutto interessante. Non ho capito una cosa però: perché con il widget hai scelto di linkare il sito di Amazzon e non quello dell’editore o della landing page?

    • Daniele Imperi
      14 settembre 2015 alle 14:02 Rispondi

      Ottima osservazione. Sinceramente non sapevo cosa linkare. La pagina dell’editore per me non ha molto senso, perché è più macchinoso acquistare il libro e su Amazon hai lo sconto.
      Potrei però lasciare il link ad Amazon nei post e in home e metterlo al sito del libro nelle altre pagine.

  7. Chiara
    14 settembre 2015 alle 11:09 Rispondi

    Le operazioni che hai proposto sono tutte valide e non invasive.
    Hai pensato anche a una mail agli iscritti in newsletter? :)

    • Daniele Imperi
      14 settembre 2015 alle 14:03 Rispondi

      La mail agli iscritti è arrivata quando ho segnalato il post :)

      • Chiara
        15 settembre 2015 alle 10:39 Rispondi

        Beh certo…
        Però se ne potrebbe scrivere anche una più specifica, no?

        • Daniele Imperi
          15 settembre 2015 alle 11:12 Rispondi

          Sì, però bisogna essere in grado di scriverla e io non ho esperienza di email marketing.

  8. Simona C.
    14 settembre 2015 alle 11:12 Rispondi

    Non ho Twitter, né Instagram, né Linkedin. Per il resto ho fatto tutto. In aggiunta, ho una pagina Facebook come autrice (non per i singoli libri) dove annuncio nuove uscite, eventi, offerte speciali ecc.
    Ho anche acquistato banner pubblicitari sulle pagine di siti che trattano di libri o temi inerenti i miei romanzi, non sono troppo costosi (tra i 100 e 200 euro a seconda della posizione e della durata dell’apparizione) e finora questi investimenti si sono ripagati con le vendite.

    • Daniele Imperi
      14 settembre 2015 alle 14:03 Rispondi

      Funziona la pagina Facebook?
      100 o 200 non è neanche tanto… ma se ti fanno vendere parecchie copie e non ci rimetti, allora va bene.

      • Simona C.
        14 settembre 2015 alle 17:22 Rispondi

        La pagina Facebook funziona. La gente è perennemente connessa a Facebook per farsi gli affari degli altri ed è lì che le notizie trovano il pubblico, poi attraverso i link i lettori interessati arrivano ai siti, ai blog, agli approfondimenti.
        Mettere “Mi piace” a una pagina o a un post non costa nulla e per la gente pigra è più facile condividere notizie (anche letterarie) in questo modo. Facebook è la principale via d’accesso al mio blog, quella che mi porta più visite.

        • Simona C.
          14 settembre 2015 alle 17:28 Rispondi

          Peccato non si possa tracciare allo stesso modo la provenienza degli acquirenti su Amazon. Sarebbe interessante. Posso notare un aumento di vendite nei periodi in cui acquisto i banner o esce una recensione, ma mi piacerebbe sapere da dove vengono esattamente.

        • Daniele Imperi
          14 settembre 2015 alle 17:46 Rispondi

          Ma funziona in che modo? Hai notato un aumento delle vendite grazie a FB? Non credo si possa capire…

          • Simona C.
            15 settembre 2015 alle 12:38

            Non posso sapere se sia grazie a FB, ma funziona come “passaparola” per le notizie che riguardano i miei libri. Quando annuncio un periodo di promozione (tipo ebook gratis per una settimana) il pubblico lo scopre da FB più facilmente che dal blog e condivide la notizia da lì. Stessa cosa per una nuova uscita.

  9. sandra
    14 settembre 2015 alle 16:59 Rispondi

    a me piacerebbe conoscere, e lo chiedo un po’ a tutti, quando si parla di vendite, una stima approssimativa di copie alle quali ambite in concreto, diciamo in un anno dall’uscita.

    • Daniele Imperi
      14 settembre 2015 alle 17:45 Rispondi

      Bella domanda :)
      Non so risponderti, mi piacerebbe che in un anno vendesse 3-400 copie, che sono circa 20 al mese, considerando il mio libro che è molto di nicchia.

    • Marco Amato
      14 settembre 2015 alle 18:02 Rispondi

      Uno che assomiglia spiccicato a me, ;) ambirebbe a 2.299 copie in un anno, suddivise in 4 romanzi, ovvero 575 copie a libro circa, ovvero 1,5 copie al giorno per romanzo.
      Il calcolo dal quale deriva il dato il mio amico che somiglia spiccicato a me non lo può dire, è timido.
      Ma parla di 4 libri perché la via del mondo è difficile da affrontare da soli. A supporto della tesi cita i tre moschettieri che con D’Artagnan a spade incrociate evocavano: tutti per uno, uno per tutti. Ecco. pressapoco così. :D

  10. sandra
    14 settembre 2015 alle 19:23 Rispondi

    Grazie. Occorre considerare che di solito dopo il primo anno le vendite calano, di solito, poi bene vengano le eccezioni, anche se, un nuovo romanzo, sposo la teoria di Marco di uscire con titoli ravvicinati, può far tornare in auge quelli precedenti, se non ancora letti.

  11. Grazia Gironella
    14 settembre 2015 alle 21:00 Rispondi

    Se sono carente? Più o meno su tutto, ne abbiamo già parlato. Metterò presto in pratica alcuni dei tuoi consigli. Non che io mi sia sempre disinteressata all’autopromozione, anzi; mi sono data parecchio da fare e ho fatto anche qualche sbaglio in passato, ma nel tempo ho avuto l’impressione che ci fosse una grossa sproporzione tra il tempo speso (e tolto ad altro) e i risultati. Anche per questo ho tirato i remi in barca e mi sono concentrata sullo scrivere più che sul resto. Il tuo metodo comunque mi sembra efficace ed equilibrato. :)

    • Daniele Imperi
      15 settembre 2015 alle 07:14 Rispondi

      Per il tempo, dipende da ciò che fai. Se organizzi qualche evento, allora credo ne parta parecchio. In quel caso è appunto un rischio, perché puoi non avere buoni risultati.

  12. Rodolfo
    15 settembre 2015 alle 15:59 Rispondi

    Ottimo articolo e strategia. Personalmente ritengo che il blog e i social media debbano essere visti come strategia da “personal branding” più che da branding per il libro.
    Mi spiego. Devi promuovere te come scrittore, quindi condividere contenuti gratuiti (tuoi e di altri), entrare in rapporto con influencer e lettori. Più che vendere il tuo libro (quello si fa, a mio parere, in un momento successivo attraverso la tua lista email).

    • Daniele Imperi
      15 settembre 2015 alle 16:42 Rispondi

      Grazie. Da una parte hai ragione, blog e social fanno parte del personal branding. Dall’altra blog e social servono anche a promuovere il proprio libro.
      Certo, se apri un blog ora e nessuno ti conosce, non servirà a nulla promuovere il tuo libro.

  13. Mauro Ronci
    15 settembre 2015 alle 22:03 Rispondi

    Ciao Daniele, direi che il tuo piano editoriale e il tuo “piano di distribuzione” dei tuoi contenuti nei social è ben fatto. Se dovessi pianificare il web marketing del tuo libro seguirei perfettamente il tuo mantra del “abbasso l’autoreferenzialità”: non c’è cosa che detesti di più nel social media marketing e nel blog marketing. Concordo anche sul “non spammare” sui social il tuo libro: però, dal punto di vista dell’efficacia, integrerei alcune cose:
    1. mi sforzerei a sbarcare anche su Facebook; ci sono così tanti utenti che è molto difficile farne a meno;
    2. su Twitter mi sforzerei a postare una volta al giorno e in diversi orari, per aumentare la visibilità (parlo solo di tweet riguardanti il tuo libro… non per la tua libera espressione sul social).
    3. Ottima l’idea della landing page e l’acquisto del dominio: per lei farei qualche attività promozionale da distribuire via DEM per dare un piccolo starter alla landing.

    Insomma ci sarebbero un’infinità di cose e rischio di monopolizzare tutta l’area “commenti” del tuo blog.
    In bocca al lupo e a presto! ;-)

    • Daniele Imperi
      16 settembre 2015 alle 07:33 Rispondi

      Ciao Mauro, grazie.
      1- Riguardo a Facebook no, mi dispiace. Me ne sono andato e non intendo tornarci. Mi disgusta, te l’assicuro.
      2- Twitter: un tweet al giorno sul libro? Lo vedo come spam. Non ho però capito che genere di tweet intendi.
      3- Che genere di attività? Non mi intendo di email marketing. Ma intendi creare io qualche messaggio da inviare agli iscritti?

      • Ryo
        16 settembre 2015 alle 09:49 Rispondi

        Anche a me un tweet al giorno sul libro sembra eccessivo… primo perché non saprei che scrivere ogni giorno di nuovo :D e poi credo che mi beccherei una raffica di defollow in poco tempo :-)

        • Daniele Imperi
          16 settembre 2015 alle 10:12 Rispondi

          Sì, anche a me darebbe fastidio leggere un tweet al giorno da altri sul loro libro. E anche io non saprei che dire ogni giorno…

  14. Alessia Savi
    16 settembre 2015 alle 12:58 Rispondi

    Il piano marketing, come ha sottolineato Serena, va studiato parecchio tempo prima, così come andrebbe redatto un buon business plan.
    Facebook, per i lettori, è importantissimo. Nonostante tu non l’abbia considerato (e io sappia quanto tu l’abbia in odio e astio), mi sono costretta a rivalutarlo. Sono convinta che Facebook riesca a penetrare più a fondo nel contatto con i lettori rispetto a qualsiasi tweet.

    • Daniele Imperi
      16 settembre 2015 alle 13:09 Rispondi

      Sono convinto anche io che funzioni meglio un post su Facebook che un tweet su Twitter.
      Però tornare su FB comporterebbe tutto ciò che ha comportato per me la volta precedente.

      • Alessia Savi
        16 settembre 2015 alle 19:09 Rispondi

        Forse avevi sbagliato approccio. Io gli ho dato una seconda possibilità ed effettivamente ora mi trovo bene anzi, meglio che su Twitter. Fai le stesse cose, ma meglio. E poi l’algoritmo di Facebook ti aiuta, molto più di quello di Twitter, senza contare che in realtà Facebook viene utilizzato davvero da chiunque. Lì sei obbligato ad arrivare molto più lontano. Ma niente pagina Facebook, è inutile. Solo un profilo personale ben gestito e curato.

        • Daniele Imperi
          17 settembre 2015 alle 07:14 Rispondi

          Ti eri cancellata anche tu?
          Non so se avevo sbagliato approccio, mi ero iscritto come tutti e avevo contatti come tutti. Ma bastava che postassi qualcosa che a qualcuno non andava e erano polemiche, mentre io non m’ero mai permesso di criticare certi contenuti che non sopportavo.
          Comunque di rientrare e ritrovarmi la home page piena di contenuti a sfondo sociale e politico che non condivido non mi va per niente.

  15. Amanda Melling
    16 novembre 2015 alle 00:45 Rispondi

    A mio avviso fb non funziona molto. La gente ti segue per farsi i fatti tuoi, e a parte gli irriducibili, non ti caga nessuno. I like poi delle pagine non hanno attinenza con il reale valore di un personaggio/prodotto. È una piattaforma dove si annida solo la paranoia e dove la gente si insulta fuori dal proprio recinto. Detto questo io ho profilo privato, pubblico e pagina libro, solo perché cerco di essere dappertutto. Questo come autrice. Come direttore editoriale e scouting, invece, bazzico i blog, forum e persino wattpad alla ricerca di qualcuno di interessante. Non mi espongo mai, però, perché l’intelligenza e l’intraprendenza sono due doti fondamentali. Sono anche lettrice per una collana di libri autopubblicati, quindi confermo che auto pubblicarsi per farsi notare può funzionare, ma molto meno del proporsi direttamente a un editore. Leggevo un intervento, qui sopra, che non condivido..sul fatto che bisogna essere appetibili, perché altrimenti sei ignorato. Sei ignorato ogni tanto per la risposta negativa, se il tuo romanzo piace non c’è nessun coniglio da tirar fuori dal cappello. Conta solo quello che scrivi, e contattare le persone giuste al momento giusto. È una scala che si fa un gradino per volta. Io invece per il blog son negata :)

    • Daniele Imperi
      16 novembre 2015 alle 08:50 Rispondi

      I like infatti non significano nulla, specialmente dopo il nuovo algoritmo di FB.
      Per l’autopubblicazione, dipende a quale editore ti rivolgi. Molti si sono trovati malissimo, perché non c’è stato il minimo supporto.

  16. Amanda Melling
    16 novembre 2015 alle 09:30 Rispondi

    Ricordati che è sempre curriculum, nel grande disegno della tua possibile carriera. Lo dico come una che ha preso tutte le strade, anche l’autopubblicazione. Anni fa ho,scritto dei racconti per bambini che nessuno voleva, così me li sono messi su ilmiolibro. l’hanno persino tradotto in una università inglese, è un grande libro, ma non è decollato lo stesso. Non illudetevi di andare chissà dove con l’autopubblicazione, un editore è un prestigio. È ovvio che deve essere un editore conosciuto.

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