Che generi letterari leggete?

Che generi letterari scrivete?
Qual è stato il vostro percorso di lettura?

Un percorso di lettura lungo 3 decenni

Qualche giorno fa ho pubblicato una lista dei generi narrativi che ho scritto e ne è risultata una bella propensione al genere fantastico. Ora, analizzando le poche letture che ho fatto – non arrivo ancora a 500 libri – mi sono accorto che quella propensione c’è anche nella lettura.

Ho letto il mio primo libro a 12 anni, credo, e anche se mi piacerebbe dire, come tutti quelli che scrivono, di aver letto fin da bambino, purtroppo non è così. Ma l’importante è cominciare.

La strada verso la letteratura fantastica

Mi sono avvicinato per la prima volta al genere Fantastico leggendo Fiabe del Reno di Clemens Brentano, che subito stimolarono la mia fantasia e mi spinsero a progettare fiabe, che alla fine ovviamente non ho scritto. Non ricordo neanche se avevo messo su carta le mie idee.

Ma il primo romanzo di fantasy classico fu La Spada di Shannara di Terry Brooks, che mi catturò immediatamente. Da quel momento ho iniziato a cercare altri romanzi – ho comprato diversi volumi della serie Urania Fantasy – ma nessuno riuscì a piacermi come il primo.

L’abbandono del Fantasy classico

A forza di leggere i gusti cambiano, ma credo sia normale. Forse non è tanto questione di gusti differenti, ma conoscendo altri generi letterari e altri autori, possiamo capire meglio cosa ci stimola di più e cosa di meno.

Io continuo a leggere Tolkien – mi manca ancora qualche opera – ma solo perché è Tolkien. Però altri autori di quel fantasy a me non interessa più leggerli.

Ho potuto leggere altre storie del Fantastico, come L’atlante delle nuvole di Mitchell e le opere di Walter Moers, China Miéville e Riccardo Coltri, per esempio, che esplorano altri mondi, altre soluzioni.

La scoperta di Cormac McCarthy

L’autore che mi ha stregato. A breve vorrei rileggere Suttree, che ritengo la sua opera migliore, poetica, profonda. Ogni tanto lo riapro e ne leggo qualche paragrafo perché quella scrittura è capace di ubriacarti.

Anche La strada mi ha fatto lo stesso effetto e anche quel romanzo rileggerò a breve.

Nuove scoperte letterarie

Sia per interesse personale sia per documentarmi su storie che vorrei scrivere, sto comprando e leggendo saggi di vari argomenti, sul folclore, il fantastico, gli universi paralleli, l’esoterismo.

Fra gli autori ho scoperto il già citato Miéville, ma anche Guido Morselli e P.K. Dick (che ho rivalutato dopo Ubik). Ma sono sempre alla ricerca di nuovi autori, in realtà ho un elenco molto lungo di libri da leggere, visto che ne ho letto solo un terzo di quelli che possiedo.

I generi narrativi che ho letto: qualche percentuale

È interessante notare che i sette libri che mi hanno affascinato di più appartengono 2 ai classici, 3 al mainstream e 2 ai libri-documento. Nessuno al Fantastico, ma dubito che questo genere sia in grado di lasciarti il segno. È pura lettura d’evasione.

Ho quindi stilato una classifica dei generi letterari letti e al primo posto c’è il Fantastico. Seguono i Classici e al terzo posto quello che viene definito Mainstream.

  • 116 Fantasy, Fantastico
  • 88 Classici
  • 60 Mainstream
  • 43 Fantascienza
  • 37 Romanzo storico
  • 36 Gialli, Noir, Poliziesco, Spionaggio
  • 29 Saggi
  • 23 Avventura
  • 22 Horror
  • 15 Guide
  • 12 Biografie, Diari, Documenti
  • 5 Thriller
  • 3 Apocalittici

Stando a questa classifica, l’apocalittico mi interessa di meno, ma in realtà a me piace molto, il problema è trovare opere valide. Di quel genere ho letto La strada di McCarhty, La peste scarlatta di Jack London e Dissipatio H.G. di Morselli, tutti validi, secondo me.

Sto però valutando il thriller. Senza dirsi addio di Linwood Barclay mi è piaciuto molto e l’ho letto in una manciata di giorni. Per non parlare dei thriller medici di Colin Andrews.

Generi scritti e letti a confronto

Fra quelli letti ho tolto biografie, documenti, guide, ecc. Beh, c’è poco da fare, fra letture e storie scritte il Fantastico dà una bella pista a tutti gli altri. È curioso che fra la scrittura l’horror sia al 2° posto e fra le letture, invece, all’ultimo. Ma devo dire che dopo Poe, Lovecraft e Bram Stoker non ho trovato opere soddisfacenti.

Generi letterari scritti

Generi letterari letti

  • 73 Fantasy, Favole, Fantastico, Apocalittici, Fantascienza
  • 48 Horror
  • 47 Drammatici/Insoliti
  • 24 Gialli, Thriller, Noir, Poliziesco
  • 15 Mainstream
  • 9 Storici
  • 6 Onirici
  • 2 Storia alternativa, Western
  • 162 Fantasy, Fantastico, Fantascienza, Apocalittici
  • 88 Classici
  • 59 Mainstream
  • 41 Gialli, Noir, Poliziesco, Spionaggio, Thriller
  • 37 Romanzo storico
  • 23 Avventura
  • 22 Horror

Qual è stato il vostro percorso di lettura?

Non voglio lanciare un ennesimo meme, ma se vi va, parlate delle vostre letture preferite, facendo anche un raffronto fra ciò che scrivete e ciò che leggete di solito.

Categoria postPublicato in Lettura - Data post27 aprile 2014 - Commenti74 commenti

DanieleDaniele Imperi

Sono blogger e web writer e scrivo e leggo ogni giorno. Oltre a Penna blu, ho creato e gestisco i siti su Cormac McCarthy e Edgar Allan Poe. Leggi di più nella mia biografia.

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Commenti
  • Danio 27 aprile 2014 at 06:00

    Horror, noir e giallo i miei preferiti. Mi diletto anche con la scrittura in questi generi, anche se con la lettura ho spaziato molto in quasi quarant’anni. Buona giornata.

    • Daniele Imperi 27 aprile 2014 at 07:46

      Ciao Danio, benvenuto nel blog.
      Spaziare fa bene, a me almeno capita che a un certo punto, leggendo sempre lo stesso genere, inizi poi a stufarmi.

  • ferruccio 27 aprile 2014 at 07:31

    Mainstream e letteratura americana, gli altri genere e gli altri scrittori ne escono stracciati

  • Michele Scarparo 27 aprile 2014 at 08:37

    Classici. Ultimamente ho spinto sempre più indietro il mio raggio d’azione, cominciato una decina d’anni fa dai Promessi sposi e culminato ultimamente con il Gilgamesh. Passando per Shakespeare, i classici latini e Omero.
    Adesso vorrei mettermi a leggere i moderni, come Calvino. Però, sotto l’ombrellone, non mi farò mancare il solito classicone ;)

    • Daniele Imperi 27 aprile 2014 at 08:44

      Come vedi, fra le mie letture occuopano il secondo posto. Calvino è da leggere assolutamente.

  • Ivano Landi 27 aprile 2014 at 09:07

    Buffo come i percorsi siano così strettamente individuali. Anche per me La spada di Shannara è stato il primo classico fantasy letto, ma mi è piaciuto così poco che ho capito subito che quella non era la mia strada. In quanto a letture, spazio molto nei generi. Ho pubblicato di recente sul mio blog la mia “Top Ten del novecento” che penso che renda abbastanza bene l’idea di cosa mi appassiona.

  • Riccardo 27 aprile 2014 at 09:21

    Ciao

  • Riccardo 27 aprile 2014 at 09:23

    Riccardo
    Ciao

    Non mi ha pubblicato tutto il commento…
    Volevo chiederti se per caso hai gia scritto un articolo sul mainstream. :)

    • Daniele Imperi 27 aprile 2014 at 09:53

      Ciao Riccardo,
      no, non l’ho scritto. Cosa ti interessava sapere, di preciso?

      • Riccardo 27 aprile 2014 at 21:24

        Ho notato che la gente non conosce bene il genere del mainstream. Pensavo che sarebbe interessante leggerne uno dove ne dai una descrizione e ne parli un po’

  • franco zoccheddu 27 aprile 2014 at 11:03

    “Dubliners” di Joyce è stato un fulmine a ciel sereno, trent’anni fà.
    La letteratura scientifica riempie (per fortuna o per sfortuna, non so) gran parte del mio tempo-lettura, ma non mi impedisce di leggere e scrivere. “Trasure Island”, “Il giro del mondo in 80 giorni”, “Il nome della rosa”. Colgo nelle mie letture la costante del mistero, della sorpresa. Mi interessano più insiemi di persone che storie di soli singoli: diciamo il rapporto tra il singolo e il mondo. McCarthy: insuperabile.
    La lettura che ripeterei e ripeterò di più nella mia vita: “I sepolcri” di Foscolo. C’è in essi qualcosa di così profondamente umano che ti fa davvero piangere.

    • Daniele Imperi 27 aprile 2014 at 11:46

      Beh, anche tu sei abbastanza vario con le letture. I Sepolcri devo leggerli, a scuola, per ovvie ragioni, li schifavo.

  • Luigi 27 aprile 2014 at 11:09

    Bel post su un argomento su cui mi fermo a riflettere spesso.
    Da bambino ho avuto la fortuna di leggere molti classici, prima di passare, durante l’adolescenza, al fantasy e alla fantascienza. Di fantasy, in particolare, ne ho letto talmente tanto (tutto Tolkien, tantissimo Brooks) che alla fine mi ha stufato: oggi non mi ci riesco più ad accostare.
    In anni recenti ho letto molto il giallo, il thriller e il mainstream. E da ultimo sono tornato ai classici: in questo momento sto leggendo “Le avventure di Gordon Pym” di Edgar Allan Poe.
    In sostanza, come dici tu, è normalissimo che il gusto cambi col passare degli anni (magari anche all’interno dello stesso genere, spostandosi da un autore all’altro)

    • Daniele Imperi 27 aprile 2014 at 11:48

      Ciao Luigi, benvenuto nel blog.
      Le avventure di Gordon Pym è bellissimo, un giorno lo rileggerò.
      In effetti, all’interno dello stesso genere, si può spaziare fra altri autori per conoscerne i vari aspetti.

  • Sandra 27 aprile 2014 at 11:11

    argomento molto articolato. Su ciò che scrivo credo che rimarrò ferma sulla commedia, anche se partii da un giallo mai pubblicato ma non era malaccio, come lettrice sono assai più variegata. Questo per fare un super riassunto dei miei generi.

  • MikiMoz 27 aprile 2014 at 11:42

    Oddio, Sandokan, ma davvero tieni la lista dei libri che hai letto?
    Mi spaventano queste cose!! :o

    Io comunque non leggo l’high fantasy. Diciamo che lo evito, più che altro.
    Però leggo anche molti fumetti che per me sono pari a un romanzo scritto (e in molti casi, superiori di molte spanne)
    Infatti, per me la lettura prescinde dai media su cui viene fruita, ma questo già lo sai^^

    Moz-

    • Daniele Imperi 27 aprile 2014 at 11:50

      Certo che tengo il conto, io sono un calcolatore :D
      Vero, la lettura è lettura, ma sui fumetti ho qualche riserva. Dipende da quali, ovvio, ma la Bonelli, per esempio, scopiazza qui e là e non mi sembra certo una scrittura eccelsa.

      Se poi vuoi migliorare a scrivere, di certo non puoi basare le tue letture solo sui fumetti.

      • MikiMoz 27 aprile 2014 at 14:42

        Secondo me non puoi basarla nemmeno sui romanzi.
        Io non considero la scrittura e la lettura come unilaterali. Affrontammo già questo discorso: per me scrivere non è per forza inventare una storia. Scrivere può essere anche la stesura di un articolo, e allora varrà di più l’aver letto una puttanata qualunque su una rivista in sala d’attesa che ventimila romanzi e fumetti.

        Inoltre, per me, le cose si contaminano, andando tutte a contribuire al tuo bagaglio di scrittore.
        Ad esempio, ritengo che i fumetti siano davvero il mezzo migliore per imparare il ritmo dei dialoghi anche per un romanzo :)

        Moz-

        • Daniele Imperi 27 aprile 2014 at 14:51

          Ma sì, ovvio, se devi scrivere articoli, ti conviene leggere prima altri articoli. Così per i romanzi.
          Sui dialoghi dei fumetti siamo d’accordo, visto che si basano proprio su quelli e non devono essere troppo lunghi.

          • MikiMoz 27 aprile 2014 at 15:36

            E’ che noto sempre, fra le righe, che tu per scrittura/lettura tieni molto più in considerazione i romanzi in sé… diciamo che su questo io e te siamo proprio agli antipodi :)

            Moz-

  • Michè 27 aprile 2014 at 11:47

    Io leggo perlopiù saggi di psicologia sociale, programmazione neurolinguistica ed economia, e da un po’ di tempo mi sono prefissato l’obbiettivo di leggere un romanzo di avventura al mese, precisamente quelli di Jules Verne. Sono certo che mi saranno d’ispirazione per nuove idee. xD

    • Daniele Imperi 27 aprile 2014 at 11:52

      Ciao Michè, benvenuto anche a te.
      Temi abbastanza insoliti: psicologia sociale, programmazione neurolinguistica ed economia :)
      Però di sicuro fra quelle letture e l’avventura avrai un bel mix di nozioni per scrivere storie uniche.

      • Michè 27 aprile 2014 at 13:21

        Grazie Daniele.
        Temi insoliti per chi aspira a diventare scrittore, forse, solo che io non sono un aspirante scrittore. :P Più che altro la PNL mi interessa per il ramo linguistico(voglio e devo imparare a comunicare meglio), ed economia e psicologia sociale sono solo mie passioni viscerali.

        Ho notato che hai usato il mio nome e “ricalcato” alcune mie parole, mi chiedo se sia voluto o solo un “caso”. xD

        Ciao!

        • Michè 27 aprile 2014 at 13:24

          Aggiungo che sto studiando anche la grammatica italiana dato che, quando andavo a scuola, ebbi la brillante idea di snobbarla. Quanto me ne pento! :S

        • Daniele Imperi 27 aprile 2014 at 14:08

          Beh, i nomi dei nuovi blogger li uso sempre per dare il benvenuto :)
          E le altre parole sono quelle delle tue letture, volevo ripeterle proprio perché non così comuni come gusti.

          Comunque, migliorare la comunicazione fa bene anche per la scrittura.

  • helenia 27 aprile 2014 at 11:56

    Bel post Daniele! :)

  • Seagal93 27 aprile 2014 at 12:45

    Bel post :)
    Io compro e leggo di tutto, basta che non siano libri sentimentali e d’amore ahah :)

    Per farti un esempio:

    3 giorni fa ho comprato “SFERA” di Crichton, un manuale per manager aziendali e “L’ISOLA DEL TESORO” di Stevenson (1883)…quindi letture completamente differenti tra loro non solo nel genere, ma anche nel periodo storico in cui sono state scritte :)

    Poi vabbè ho letto un solo saggio, riguardante il Santo Graal.
    Per quanto riguarda le biografie, vorrei leggere una su Napoleone Bonaparte.

    • Daniele Imperi 27 aprile 2014 at 14:12

      Grazie :)
      Sulla mia scrivania ora ho un’antologia di racconti di Stephen King, un saggio sugli universi paralleli e una guida sull’email marketing :D

      • Seagal93 27 aprile 2014 at 14:46

        Diversificare la lettura è importante, aiuta ad ampliare i nostri orizzonti :)

        Ad esempio, in questo momento, sono alla ricerca sfrenata di libri di fantascienza e avventura, scritti nel 1900 o anche prima… Il problema è che non è facile trovarli a basso prezzo XD

        Ho trovato solo “L’isola del tesoro” di Stevenson, oltre a possedere già i soliti classici come Frankenstein, Dr Jekill e Mr Hyde e così via..io voglio leggere libri meno conosciuti come “Infinito”, “Il costruttore di stelle”, “Q.I.10000″ di Stapledon…”Il mondo nuovo” di Aldous Huxley ehehe XD

        • Daniele Imperi 27 aprile 2014 at 14:53

          Questi ultimi che hai citato non li conosco. Vedrò di cercarli fra Amazon e Ebay :)

      • franco zoccheddu 30 aprile 2014 at 15:48

        Universi paralleli???????

        • Daniele Imperi 30 aprile 2014 at 17:21

          Ti interessa l’argomento, Franco? Si tratta di “La realtà nascosta – Universi paralleli e leggi profonde del cosmo” di Brian Greene.

  • Luciano Dal Pont 27 aprile 2014 at 14:43

    Ho letto praticamente tutti i libri di Richard Bach, che spaziano fra esoterismo, new age ed esplorazione di universi paralleli, futuri e passati alternativi e cose del genere. Alcuni non si possono nemmeno considerare veri e propri romanzi perché non c’è una vera storia, altri sono incentrati più sul volo, visto che Bach è pilota d’aerei; ultimamente mi ha un po’ stancato ma spesso rileggo volentieri parti di “Un dono d’ali” che, per chi ama il volo aereo come me, è quasi una bibbia. Stephen King mi piace molto, solo non riesco assolutamente a leggere la serie “La torre nera” forse perché non amo molto il fantasy. Magari qualcuno storcerà il naso se nomino Giorgio Faletti, ma “Io uccido” e “Fuori da un evidente destino” sono due thriller davvero tosti, almeno a me sono piaciuti molto. “Marcovaldo” di Italo Calvino, è mitico e anche “Il barone rampante” mi è piaciuto. Insomma, come lettore mi piace spaziare tra diversi generi e credo che seguirò la stessa strada come scrittore. Il mio primo romanzo pubblicato è di genere metaforico/onirico, o fantastico/surreale (non fantasy) mentre ne sto scrivendo uno che non saprei in che genere collocare visto che c’è un po’ di tutto: avventura, amore, problemi esistenziali, introspezioni psicologiche, rivalsa e affrancatura da un’esistenza che non gli appartiene veramente da parte del protagonista principale… inoltre ho già gli appunti per iniziare a scrivere due racconti noir che non so ancora se rimarranno allo stadio di racconti o se diventeranno dei veri e propri romanzi, vedremo gli sviluppi, l’idea sarebbe di scrivere una raccolta di racconti noir in cui questi due potrebbero trovare spazio; poi, insieme a un’amica, stiamo buttando giù un progetto di thriller e poi ho altra carne al fuoco…

    • Daniele Imperi 27 aprile 2014 at 14:56

      Ho un paio di libri di Faletti, ma non so se riuscirò a leggerli…

      • Luciano Dal Pont 27 aprile 2014 at 15:04

        Quali sono? Prova a leggere “Io uccido”, se leggi l’incipit in quella sorta di prologo denominata “Primo carnevale” credo che ti sarà difficile non continuare.

        • Daniele Imperi 27 aprile 2014 at 15:11

          Ho Appunti di un venditore di donne e Piccoli inutili nascondigli.

          • Luciano Dal Pont 27 aprile 2014 at 15:27

            Appunti di un venditore di donne non l’ho letto, Piccoli inutili nascondigli non mi è piaciuto molto, non è certo uno dei migliori di Faletti. Invece, anche “Niente di vero tranne gli occhi” non è affatto male.

  • Daniele Imperi 27 aprile 2014 at 15:54

    MikiMoz

    E’ che noto sempre, fra le righe, che tu per scrittura/lettura tieni molto più in considerazione i romanzi in sé… diciamo che su questo io e te siamo proprio agli antipodi :)

    Moz-

    Ho letto tanti fumetti e anche diverse riviste, ma ho imparato di più a scrivere leggendo libri, romanzi e saggi, questo è vero. La lettura dei giornali neanche la considero, quando li ho letti ho trovato solo scritture sciatte e senza eleganza.

    • MikiMoz 27 aprile 2014 at 19:24

      Quindi non avevo poi tanto torto…
      Beh, esperienze diverse, sicuramente… Ma il mondo è bello perché è vario :)

      Moz-

  • manu 27 aprile 2014 at 21:28

    il mio primo libro l’ho letto a sette anni, mentre tornavo a casa dalla biblioteca. Da allora non ho più smesso. Credo di essere una lettrice onnivora, da ragazzina ho letto la Alcott e la Austen, poi sono passata ai gialli, horror e thriller. Mainstream spesso e volentieri, ma soprattutto saggi e libri un po'”esoterici”, mi piace pensare che c’è qualcosa oltre, anche alle parole che si leggono.
    Non amo invece i fantasy, ma magari non ho mai trovato quello “giusto”…

    • Daniele Imperi 28 aprile 2014 at 07:37

      Ciao Manu, benvenuta nel blog.

      Se ti piacciono i libri esoterici, hai mai letto Il mattino dei maghi? Che libri sul genere puoi consigliare?

      Riguardo al fantasy, che autori hai letto finora?

  • Bruna Athena 28 aprile 2014 at 08:37

    Ho iniziato leggendo La maledizione del faraone: ero una bimbetta! Ho letto prima tutti i libri per ragazzini, a cominciare dai Piccoli brividi. Poi sono anche approdata ai romanzetti rosa. In seguito, ho principalmente letto classici e fantasy. Tra i classici, il mio preferito è Dumas, al quale poi s’è aggiunto Thomas Mann. Dostoevskij nemmeno mi dispiace. Di fantasy, a suo tempo, ho letto Terry Brooks, ma non mi ha presa particolarmente, e Marion Zimmer Bradley, la quale m’è piaciuta molto e vorrei completare il suo ciclo arturiano. Da poco sono approdata a George Martin e….è una droga! Di Dick ho letto solo l’androide Lincoln (titolo originale: We Can Build You) e leggerò Ma gli androidi sognano pecore elettriche? e credo che ne scriverò un commento, relazionandolo al film. Attualmente leggo soprattutto autori contemporanei, tra cui lo stesso Marquez che diventerà ben presto un classico. Ho moltissimi autori in attesa per essere letti per la prima volta: Haruki Murakami, David Foster Wallace, Johnatan S. Foer, Joyce Carol Oates e non so quanti altri. Ogni tanto intervallo con qualche classico. Inutile aggiungere, data la mia formazione filosofica, ho letto diversi saggi: anche in questo caso si va dal classico Platone o Kant a saggi sull’intelligenza artificiale e la complessità ( I <3 complexity ). Credo che il prossimo sarà un piccolo libricino di Shopenhauer e un saggio di Antonio Caronia, Il Cyborg.
    Quando dico che sono una lettrice onnivora non è tanto per dire :D
    Buona lettura a tutti!
    Ps: se qualcuno desidera approfondire, comunque in semplicità, tematiche che riguardano la complessità e l'intelligenza artificiale (credo che siano tematiche filosofiche più attuali, potremmo non limitarci ugualmente solo a queste) me lo faccia sapere: muoio dalla voglia di scriverne e diffondere!

    • Daniele Imperi 28 aprile 2014 at 08:52

      Su quel romanzo di Dick anche io ho scritto un post relazionandolo al film: http://pennablu.it/blade-runner/

      Fai bene a essere una lettrice onnivora. Io non proprio, nel senso che ci sono generi e tematiche che non m’interessano e anzi mi allontanano perfino, però ho gusti abbastanza variegati.

  • Donatella 28 aprile 2014 at 11:55

    Adoro i gialli, mi piacciono i libri di Mankell, di Lisa Marklund e la trilogia di Larsonn. Ma adoro anche Agatha Cristhie e Simenon. Come ho già scritto Sciascia è stato il mio primo amore letterario, ma anche Calvino, Steinbeck. Di quest’ulmimo ho amato tantissimo i seguenti romanzi: “La Battaglia” “La corriera stravagante” La Perla”. Sono forse romanzi meno conosciuti, ma sono stupendi, non per niente è stato insignito del premio Nobel. Adoro Proust, ma anche tutti i grandi scrittori russi, in particolar modo “L’idiota” di Dostoevskij. Da bambina lessi un libro di fiabe che ultimamente ho ricercato e che sono stupende: “Il giardino delle fate” di Franca Celli, credetemi sono fiabe stupende ed è bello rileggerle ancora per me. Ma lessi tutti i libri di Verne, di Salgari, di Alcott e tanti altre storie meravigliose. Ho migliaia di libri, ho cominciato a leggere dalla seconda elementare e non ho più smesso, per questo mi ritengo molto fortunata.

    • Daniele Imperi 28 aprile 2014 at 11:59

      Simenon non mi ha convinto, ho letto I fantasmi del cappellaio e ho altre sue opere. Steinbeck invece sì, di lui ho letto Uomini e topi.

      Non conosco quelle fiabe e andrò a dare un’occhiata.

  • Donatella 28 aprile 2014 at 12:00

    Dimenticavo adoro anche i romanzi storici, il più bello che ho letto è: “I Pilastri della terra ” di Ken Follett. Il romanzo è scritto bene e soprattutto la trama vanta una ricerca storica approfondita e precisa e questo per me è fondamentale in un romanzo storico.

  • Donatella 28 aprile 2014 at 12:03

    Caro Daniele, quelle fiabe non sono più in vendita, ma nelle biblioteche pubbliche più fornite lo puoi trovare. Siccome ce ne sono diverse raccolte della stessa autrice e con lo stesso titolo, io mi riferisco alla raccolta di fiabe che comprende la favola “Il velo azzurro cosparso di stelle”. Ho preso in prestito il libro e me lo sono fatto ricostruire da una copisteria, per me è come la coperta di Linus!!!!

  • Annaluisa 28 aprile 2014 at 17:05

    Il primo libro letto: Cosetta, di V. Hugo. Crescendo il mio autore del cuore è stato J. Verne, che ancora oggi ricopre un posto speciale. Quanti viaggi fantastici grazie a lui. Poi per un periodo abbastanza lungo di tempo le mie letture si sono concentrate su Wilbur Smith grazie a mio padre, grande amante dell’Africa. In seguito sono arrivate letture varie, piene di Poe e Tolkien, romanzi vari di avventura e polizieschi. Non ho preferenze particolari, a parte quei racconti troppo mielensi che non riesco proprio a digerire. Sto pian piano riprendendo in mano autori che la scuola mi ha fatto odiare, come Manzoni e Dante. Devo dire che uno dei pochi libri che non sono riuscita a finire è Eragon; non la trovo una lettura molto stimolante, seppure è un genere che ho sempre amato leggere.

    • Daniele Imperi 28 aprile 2014 at 18:52

      Verne e Hugo sono imbattibili.
      Wilbur Smith non m’è piaciuto, ho letto un solo romanzo e non proseguirò con altri.

      A scuola purtroppo certe letture non si amano. Io vorrei leggere Machiavelli e Foscolo, per esempio.

      • Bruna Athena 28 aprile 2014 at 20:32

        Ho avuto modo di leggere Machiavelli all’università, ma Foscolo mai, come anche Ungaretti. Il mio pallino però è di leggere interamente I promessi sposi! Di Wilbur Smith ho alcune cose a casa, della serie ambientata in Egitto, ma ancora devo leggerne uno.

      • Annaluisa 29 aprile 2014 at 15:27

        Purtroppo a scuola mi è capitato di trovare certi insegnanti che non mi hanno fatto amare la letteratura italiana ed è un peccato perché mi sono resa conto di quanto sia bella. Meglio tardi che mai :)
        Di W. Smith mi è piaciuta soprattutto la saga dei Courtney; prima o poi vorrei riuscire a leggere Salgari che per pura casualità ancora non ho letto.

        • Daniele Imperi 29 aprile 2014 at 17:05

          La scuola neanche a me è riuscita a farmi apprezzare i nostri autori. Leggi Salgari il prima possibile :)

  • franco zoccheddu 28 aprile 2014 at 21:41

    57 commenti. Daniele: è un record?

    • Daniele Imperi 29 aprile 2014 at 07:31

      No, il record lo vedi qui in basso, fra gli articoli più commentati. Però è un bel risultato lo stesso :)

  • Claudia 1 maggio 2014 at 09:10

    I primi due posti sono dedicati ai libri Classici e quelli Thriller. A livello teorico il fantasy mi affascina, ma quando apro un libro non riesco andare oltre le 10 pagine tanto mi annoia.. questione di gusti ^^

    • Daniele Imperi 1 maggio 2014 at 18:25

      Più che gusti, visto che ti affascina, non hai trovato il fantasy adatto a te. Che genere di storia fantastica vorresti leggere?

  • GiD 2 maggio 2014 at 23:07

    Anch’io faccio parte dei lettori tardivi.

    Ho letto il mio primo romanzo, “Harry Potter e la pietra filosofale”, a 11 anni. L’ho divorato in un paio di giorni e ricordo di esserci rimasto malissimo non appena l’ho terminato.
    Ovviamente ai tempi non sapevo che Harry Potter me lo sarei portato appresso fino ai vent’anni. Non era ancora diventato un fenomeno letterario, ed è passato un bel po’ di tempo prima che scoprissi che si trattava di una saga.

    Con Harry Potter ho scoperto che mi piaceva leggere e che mi piaceva il fantasy. Stranamente, però, ho saltato la fase “fantasy epico”. Mai toccato Tolkien. Mai letto il ciclo di Shannara. Non mi hanno mai nemmeno incuriosito.
    Il fantasy medievale con la compagnia di razza mista che salva il mondo proprio non mi attrae.
    Però ho comprato e letto un volume della Troisi. Mea Culpa, ma la copertina era troppo bella per non comprarlo. :D

    Crescendo ho scoperto il fantasy umoristico di Terry Pratchett e mi sono rassegnato al fatto che non arriverò mai a scrivere qualcosa di così bello. Lo so, è strano da dire parlando di fantasy umoristico, ma ci sono alcuni lavori di Pratchett che per me sfiorano la perfezione.
    Ho letto, tra gli altri, anche Gaiman (che un po’ mi ha deluso), King (che mi ha deluso tanto), Lovecraft (che probabilmente non capisco) e Walter Moers (che non sono nemmeno riuscito a finire).

    Sì, credo di avere una sorta di pregiudizio sugli autori noti. Oppure non ci capisco niente e basta.
    Comunque…

    Tra un fantasy e l’altro ho letto un po’ quel che capitava, e mi sono reso conto che l’elemento comune delle letture che mi hanno appassionato è la componente mistery. I romanzi di Zafon, per esempio, mi sono piaciuti tutti (quale più, quale meno), e tutti ruotano attorno a un segreto da svelare, a un passato su cui indagare.
    Cosa abbastanza curiosa a questo proposito, però, non mi piacciono i gialli.
    Vammi a capire…

    Tornando al fantasy, negli ultimi anni ho letto tutti i lavori di Francesco Dimitri, scrittore italiano urban fantasy. Non saranno romanzi perfetti, ma al momento Dimitri è senza dubbio uno dei miei scrittori preferiti.

    Ah, e ovviamente anch’io mi sono fatto fregare da Martin e dalla sua saga infinita.

    Prossima lettura? “Gli inganni di Locke lamora”, introvabile in libreria ma ordinato via web. A detta di tutti, un capolavoro.
    Speriamo bene.

    • Daniele Imperi 3 maggio 2014 at 07:57

      Anch’io, per fortuna, ho letto Harry Potter quando ancora non diventava un fenomeno letterario.

      Di Pratchett ho letto un solo romanzo e non leggerò altro: quel fantasy a me non piace.

      Gaiman non mi ha detto nulla. Perché non capisci Lovecraft?

  • GiD 3 maggio 2014 at 10:56

    Dico che non capisco Lovecraft perché chi lo conosce, e apprezza il genere, ne parla con un entusiasmo vicino alla venerazione. Io ho letto una raccolta di suoi racconti e sono rimasto totalmente indifferente.
    Per il rasoio di Occam, sarò stupido io. :D

    Francesco Dimitri, invece, lo hai letto?
    Ho visto che hai parlato più volte di “realismo magico”, qua sul blog, e Dimitri credo ci rientri appieno (escluso forse “Alice nel paese della Vaporità”).

    • Bruna Athena 3 maggio 2014 at 12:13

      Ho letto Pan di Dimitri e m’è piaciuto. Alice nel paese delle vaporità non riesco a procurarmelo. Però, attenti a non confondere un testo di realismo magico con uno di fantasia perché non sono esattamente la stessa cosa.

    • Daniele Imperi 3 maggio 2014 at 12:43

      Per me Locevraft resta uno dei più grandi scrittori letti. Forse non ti piace lo stile.

      Di Dimitri conosco “Alice nel paese della Vaporità”, ma non mi aveva attirato quel romanzo. Darò un’occhiata alle altre opere.

  • Tenere in tensione il lettore 6 maggio 2014 at 05:00

    […] tutti questi elementi. Certo, dipende anche dal genere di storia che stiamo leggendo. In gran parte io leggo fantastico, o anche thriller, e in quei casi per forza succede qualcosa e presto. In un classico è più […]

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