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Che gusto cʼè a pubblicare un libro?

Le 22 immutabili leggi del blogging

Tempo fa ci fu una discussione come questa in vari blog. Alcuni blogger che conosco hanno pubblicato un libro sui temi che trattano nel loro blog e una persona si chiese quale fosse il senso, visto che i guadagni, riassunti in una piccola percentuale sulla vendita di ogni copia, non bastavano a soddisfare il lavoro svolto per scrivere, perché sarebbero stati appunto bassi.

A quel tempo, non avendo ancora alcun libro pubblicato, ho preferito non rispondere. Ma adesso mi trovo nella stessa condizione di quei blogger e so quindi quale sia il gusto della pubblicazione.

Una soddisfazione che parte dal merito

Come ho sempre detto, a me non interessa il guadagno in sé, so in partenza che molto probabilmente non mi ripagherà delle ore spese per lavorare al libro. Se dovesse poi ripagarle, tutto di guadagnato, è quel “più” che fa comodo.

Vorrei però fare una domanda: quale sarebbe il giusto guadagno per un autore? Una percentuale inferiore al 10% delle case editrici sembra poco, il 70% di Amazon può suonare come tanto. È difficile fare una stima del guadagno corretto per uno scrittore, a prescindere che scriva saggi, narrativa o manuali.

A me interessa la soddisfazione. E quella cʼè stata. È iniziata quando lʼeditore mi ha scritto di essere interessato al mio libro. Confesso che fino allʼultimo – fino alla firma del contratto – non mi sono fatto illusioni, non per scarsa fiducia, ma per esperienza con un editore precedente.

Quella soddisfazione nasce dal merito: il merito di aver creato un prodotto su cui una casa editrice – unʼazienda, quindi, non dimentichiamolo – vuole investire tempo e denaro. Lʼeditore è un imprenditore e lʼautore è chi fornisce il prototipo del prodotto.

Sì, un manoscritto è come se fosse un prototipo: è lʼidea del prodotto concretizzata in una forma reale. È come dire: “ecco come dovrebbe venire il libro che ho in mente. Ti piace?”

Dal prototipo al prodotto finale: una seconda soddisfazione

Io penso che sia impagabile questa soddisfazione: quella di andare in libreria e vederti lì, il tuo nome appiccicato a una copertina, in mezzo a tanti altri libri, e tu in quel momento non sei più un semplice avventore, ma sei parte di quella libreria, perché hai fornito uno dei prodotti in vendita.

(Sarebbe bello starsene nei pressi del proprio libro nellʼattesa che arrivi qualcuno a comprarlo, o anche solo a sfogliarlo, per vederne la reazione).

Il mio libro era nelle librerie online come minimo già dallʼ8 agosto, anche se era solo prenotabile, ma già quella visione, quella consapevolezza che il libro esisteva davvero, era bastata a darmi strane sensazioni.

A dire la verità ho temuto che qualcuno lo trovasse prima del mio lancio: cercandolo con Google lʼho trovato in diverse librerie e ho sperato che passasse inosservato fino a quando non lʼavessi segnalato io qui nel blog.

Lʼaumento dellʼautostima

La mia è stata sempre sottoterra per varie ragioni, ma la pubblicazione de Le 22 (immutabili) leggi del blogging lʼha fatta alzare un poʼ. Ciò che più conta è che mi ha dato fiducia nelle mie forze e una sensazione di “svezzamento letterario” che tornerà utile – con tutti i significati che volete dare – se e quando dovrò proporre un nuovo libro, di qualsiasi genere, a una casa editrice.

Con una pubblicazione sulle spalle credo si vada più preparati, non siamo più alle prime armi, ma abbiamo già avuto il nostro “battesimo del fuoco”. Quel libro non servirà quasi sicuramente come “raccomandazione” – nel mio caso aver pubblicato un libro sul blogging non penso interesserà a un editore quando proporrò il mio romanzo di fantascienza – ma servirà a noi per infonderci coraggio e sicurezza.

Che gusto cʼè a pubblicare un libro?

Per me i gusti sono 3 e ne ho appena parlato. Io, in fondo, prendo sempre 3 gusti col cono gelato. Ci faccio mettere anche la panna sopra, che se ne va subito perché è la prima che mangi. La panna, nel mio caso, possono essere le royalty: ci saranno, ma ci metterò poco a consumarle. Ciò che resta sono i tre gusti… da gustare.

Se anche voi avete pubblicato un libro, che gusto ne avete avuto? Soltanto economico? O la pubblicazione vi ha lasciato qualcosa in più?

45 Commenti

  1. azzurropillin
    6 ottobre 2015 alle 07:47 Rispondi

    io dalle mie due pubblicazioni (solo in ebook, con editori NON a pagamento) ho ricavato la sensazione che di quello che scrivo non importi a nessuno. è un sentimento scoraggiante, di sasso lanciato nel vuoto.

    • Daniele Imperi
      6 ottobre 2015 alle 13:08 Rispondi

      Quindi scarse vendite. C’è stata promozione? Come avete pubblicizzato il libro?
      Eri conosciuta in rete quando hai pubblicato?

  2. Marco
    6 ottobre 2015 alle 07:59 Rispondi

    Ho pubblicato un ebook con 40K. Bella esperienza, la ricordo con piacere. Non lo fai certo per i soldi, ma per rafforzare il tuo marchio. Quello sì. In Italia in certi settori si pubblica solo per mantenere lucido il proprio “blasone” (ammesso che uno ce l’abbia!), e per nient’altro.

    • Daniele Imperi
      6 ottobre 2015 alle 13:09 Rispondi

      Rafforzare il nome, almeno qui da noi puoi farlo solo per quello.

  3. Barbara
    6 ottobre 2015 alle 08:12 Rispondi

    Penso che pubblicare un libro significhi (al di là del numero di “compratori”) dare una forma definitiva a un certo percorso. Vedo la rete come uno spazio-laboratorio in cui affilare la penna e confrontarsi con altri. Nei blog si sperimenta, si osa alla ricerca di nuove possibilità. Ma un libro è qualcosa di meno fluido, variabile, è un approdo da raggiungere senza fretta e godendosi il viaggio. È una meta da cui ripartire con maggiore consapevolezza.

    • Daniele Imperi
      6 ottobre 2015 alle 13:11 Rispondi

      Ciao Barbara, benvenuta nel blog.
      Sono d’accordo con questa definizione. Un libro sancisce il percorso che hai fatto e non è variabile, soprattutto questo. Nel libro non puoi più sperimentare, ma devi andare sul sicuro.

  4. sandra
    6 ottobre 2015 alle 08:51 Rispondi

    Il gusto della condivisione delle mie storie, scrivo narrativa. Sapere che molte persone hanno trascorso del tempo piacevole con le mie pagine è sicuramente un gusto tra i preferiti quando prendo un gelato, pistacchio ecco.

    • Daniele Imperi
      6 ottobre 2015 alle 13:12 Rispondi

      Se sai che la lettura è stata piacevole, allora è un piacere anche per l’autore :D

  5. Silvia
    6 ottobre 2015 alle 09:02 Rispondi

    Non sono ancora riuscita a pubblicare nulla, per cui il mio commento può essere considerato fuori luogo.
    Tuttavia vorrei raccontarvi la mia piccola esperienza.
    Il mio secondo romanzo a marzo è stato selezionato dalla piattaforma di crowdfunding Bookabook.it. Ho lavorato alla campagna di raccolta fondi e sono riuscita a completarla in meno di tre mesi, per cui attualmente è già stato distribuito ai numerosi partecipanti.
    Sebbene sia un risultato completamente diverso dalla pubblicazione da parte di una casa editrice, ne ho avuto comunque un’enorme soddisfazione:
    1. perché sono stata scelta tra altri molti romanzi per partecipare alla campagna;
    2. perché ho trovato molte persone non solo disposte a credere in me a scatola chiusa, ma anche a investire qualche soldo .
    Ovviamente anche in questo caso il guadagno economico è quasi nullo, ma penso che per chi aspira a diventare uno scrittore sia l’ultimo dei pensieri.
    Ora bookabook.it sta segnalando il mio romanzo alle case editrici, quindi sono in attesa di vedere se ho qualche possibilità di essere pubblicata. E, comunque vada, è una bellissima avventura.

    • Daniele Imperi
      6 ottobre 2015 alle 13:13 Rispondi

      Il commento non è fuori luogo :)
      È un’esperienza diversa, ma comunque formativa. E se ci sarà pubblicazione, tanto meglio. Auguri!

  6. Andrea Torti
    6 ottobre 2015 alle 10:36 Rispondi

    Un aspetto importante, secondo me, è la possibilità di creare qualcosa di utile e di interessante per gli altri; non mi è mai capitato di far pubblicare un libro (per ora!), ma credo che questo discorso possa valere anche per un blog: se ciò che scrivo offre ai lettori nuove idee, un nuovo modo di vedere le cose, uno spunto di riflessione, allora posso ritenermi soddisfatto.

    • Daniele Imperi
      6 ottobre 2015 alle 13:15 Rispondi

      Quell’aspetto è fondamentale, a prescindere dal tipo di pubblicazione, e forse è la soddisfazione più grande per un autore.

  7. Nuccio
    6 ottobre 2015 alle 10:57 Rispondi

    Nel 2007 ho pubblicato un libro di poesie che si intitolava “Voglio parlarti..” . Curai la presentazione presso un circolo cittadino a cui parteciparono un centinaio scarso di persone (un terzo parenti e amici). Cercai critiche inviando il testo agli indirizzi forniti dal presentatore dell’edizione, responsabile della collana della casa editrice, a cui tutti mi risposero in modo lusinghero (compreso il solito Prof.torinese in pensione). Mi furono regolarmente inviate a mezzo lettera o e-mail. Un’altra presentazione la feci un annetto dopo presso un circolo culturale in un’altra regione viciniora. Qualche vendita è stata fatta ma, credo che si possano contare su due mani o poco più. Poi, silenzio assoluto.Non scrivo più poesie, ma racconti. E poi? Forse tornero a dipingere, se ne avrò ancora il tempo. Ciao.

    • Daniele Imperi
      6 ottobre 2015 alle 13:17 Rispondi

      Purtroppo le poesie, come dissi a qualcun altro, forse anche a te, non hanno mercato. C’è poco da fare. Nel tuo caso ci sono state vendite perché c’è stata una presentazione con cento persone, che non sono certo poche, specialmente per un autore emergente e tanto più per un libro di poesie.

  8. Barbara
    6 ottobre 2015 alle 11:17 Rispondi

    Se in futuro succederà (che pubblico qualcosa) mi ricorderò di passare di qui. :)
    Al momento sto lavorando triplo per il blog…ma leggendo il tuo libro penso che sarà solo un sito personale. Non credo di riuscire a tener botta con una pianificazione editoriale stretta.
    …comunque sono tentata di andare in edicola e chiedere “E’ uscito Schweitzer?” ;)

    • Daniele Imperi
      6 ottobre 2015 alle 13:23 Rispondi

      Che intendi per pianificazione editoriale stretta? Continua? Pensi di non riuscire a pubblicare con costanza?
      Grazie della lettura :)
      E se vai in edicola, fammi sapere se hanno Schweitzer :D

      • Barbara
        6 ottobre 2015 alle 15:01 Rispondi

        E’ sicuro che non riuscirò a pubblicare con costanza. Già ora sto lavorando al triplo solo per le questioni tecniche di piattaforma. Ma il contenuto sono i miei scritti. Parto con un set di post già pronti, ma poi si sa che la Signora Musa ha i suoi tempi.

        • Gloria Abbruzzo
          23 maggio 2016 alle 14:58 Rispondi

          Ciao a tutti e intanto complimenti a DANIELE IMPERI per aver pubblicato un suo libro, e per questo post che è molto interessante! Volevo rispondere a BARBARA (e anche a DANIELE IMPERI se gli farà piacere leggere): quanto ti capisco! Anche io ho scritto varie cose, più che altro riflessioni, da tanti anni a questa parte però so che le pubblicassi in un blog o in una pagina su Facebook (ma mi sembra una cosa così fredda!) non avrei la costanza di fare sempre post nuovi, anzi più ci si sente “costretti” a scrivere, più l’ispirazione fatica ad arrivare, almeno nel mio caso… Ho anche iniziato un libro ma sono solo a pagina 30 e riesco a scrivere solo ogni tanto, anche se quando scrivo sono sempre contenta… però chissà quando lo finirò, e questo è frustrante!In generale sarei contenta anche solo a sapere che qualcuno ha passato dei bei momenti e ha avuto degli spunti di riflessione nuovi leggendo le cose che ho scritto, ma in definitiva se non “ti fai vedere” su internet o pubblicando chi ti legge? Gli amici ti possono leggere ma quasi sempre solo se glielo chiedi te, perchè è una cosa diversa rispetto a una persona realmente interessata al tuo libro… Vorrei pubblicare per ora almeno le mie riflessioni, ma mi sembra così difficile… Non avendo oltretutto i fondi per farlo…

          • Daniele Imperi
            23 maggio 2016 alle 17:36 Rispondi

            Ciao Gloria, benvenuta nel blog. Gli amici, secondo me, sono gli unici a cui non far leggere i propri scritti: siamo sicuri che saranno davvero obiettivi?

  9. Salvatore
    6 ottobre 2015 alle 11:35 Rispondi

    Quello dello “svezzamento” è il discorso più interessante, almeno per me. E credo che lo sia, un vantaggio intendo, soprattutto se si pubblica con una casa editrice, cioè dopo aver superato il filtro editoriale. Nel self, invece, credo non si possa cogliere la stessa cosa. Opinione personale, naturalmente.

    • Daniele Imperi
      6 ottobre 2015 alle 13:24 Rispondi

      Anche secondo me con il self-publishing non si coglie la stessa sensazione di svezzamento. In quel caso, in fondo, se vuoi pubblicare dipende solo da te.

  10. Simona C.
    6 ottobre 2015 alle 13:33 Rispondi

    La soddisfazione maggiore non sta nei guadagni, anche se è piacevole ricevere i bonifici di Amazon (mentre per incassare l’assegno in sterline di Create Space la banca si è trattenuta 11 euro di spese, ma questa è un’altra storia).
    Mi sono emozionata, invece, quando lettori sconosciuti hanno cominciato a scrivermi mail o messaggi su Facebook. Non per i complimenti, ma perché mi hanno fatto delle domande, quelle che farei io a un autore che mi piace. Questo loro desiderio di andare oltre la storia perché il libro li ha appassionati è stata forse la soddisfazione maggiore. Discutere dei miei libri con qualcuno, come quando si esce dal cinema e si commenta un film con gli amici, è l’aspetto più bello, quello rende il mio libro “reale” quanto i libri degli altri. Sapere che qualcuno lo tiene sul suo scaffale come ci tiene quelli di autori famosi, mi riempie d’orgoglio. :)

    • Daniele Imperi
      6 ottobre 2015 alle 13:48 Rispondi

      Create Space è di Amazon, perché le sterline?
      Immagino che sia piacevole quando ti scrivono per parlare del libro :)
      Ti fa appunto sentire come un autore famoso.

      • Simona C.
        6 ottobre 2015 alle 13:59 Rispondi

        Sì, è una società di Amazon, ma i pagamenti funzionano diversamente perché non ha una sede europea. Amazon Europe mi paga con bonifico, mentre Create Space (americana) paga solo con assegno. A seconda del Paese di stampa del libro ordinato, le royalty sono calcolate in sterline, euro o dollari e pagate in quella valuta. Per gli euro no problem, ma per incassare un assegno in valuta diversa la banca trattiene un sacco di spese.

        • Simona C.
          6 ottobre 2015 alle 13:59 Rispondi

          Amazon mi paga per gli ebook, Create Space per i cartacei.

        • Daniele Imperi
          6 ottobre 2015 alle 14:06 Rispondi

          E non decidi tu dove viene stampato il libro, a questo punto.

          • Simona C.
            6 ottobre 2015 alle 14:22 Rispondi

            Esatto. Di solito, ordinando dall’Italia, stampano in Germania, ma può capitare che lo facciano in Inghilterra o negli Stati Uniti. Inoltre, il primo libro c’è anche in versione inglese e questo complica le cose.

    • Ulisse Di Bartolomei
      6 ottobre 2015 alle 19:07 Rispondi

      Salve Simona C.

      Io pubblico il cartaceo e gli ebook con Amazon, ma ho mai ricevuto assegni. Tutto va in una banca “on line”.

  11. Maurizio
    6 ottobre 2015 alle 13:48 Rispondi

    Concordo su tutto. Anche perché per guadagnare con un libro occorre venderne decine di migliaia di copie. Quindi, per la maggior parte degli scrittori le soddisfazioni non sono di tipo economico

    • Daniele Imperi
      6 ottobre 2015 alle 14:05 Rispondi

      Ciao Maurizio, benvenuto nel blog.
      Pubblicando in italiano bisogna avere parecchia fortuna per guadagnare bene con un romanzo. In futuro infatti vorrei tentare di far tradurre in inglese qualche mio racconto e venderlo in ebook.

  12. Tenar
    6 ottobre 2015 alle 17:16 Rispondi

    Il gusto non è tanto il pubblicare, almeno per me, ma l’essere letti. Ricevere mail o messaggi fb da persone che non si avrebbe avuto modo di contattare in altro modo, sentirti dire da un librario che il libro è andato bene. Pensare a persone sconosciute, in treno o chissà dove che leggono e fanno propria la storia che io ho pensato nella mia stanzetta.
    Tutto il resto alla fine è accessorio.

    • Daniele Imperi
      6 ottobre 2015 alle 17:27 Rispondi

      Beh, sì, pubblicare per essere letti, altrimenti non c’è gusto :)
      La soddisfazione è proprio quella che citi, pensare che gente mai vista legga qualcosa che hai scritto.

  13. Grazia Gironella
    6 ottobre 2015 alle 20:55 Rispondi

    Hai ragione su tutti i punti. E’ un battesimo importante, perché sancisce ti dà la consapevolezza che quello che scrivi può avere un pubblico, a partire dall’editore, ed è anche uno stimolo a scrivere di più e meglio.

    • Grazia Gironella
      6 ottobre 2015 alle 20:56 Rispondi

      …e auguri per i miei pasticci…

    • Daniele Imperi
      7 ottobre 2015 alle 08:15 Rispondi

      Sì, c’è anche lo stimolo a scrivere di più. Anche se con un secondo libro si ricomincia da capo, però sei più preparato. Almeno io ho questa sensazione.

  14. Luciana Benotto
    7 ottobre 2015 alle 10:26 Rispondi

    Non sono una persona che si entusiasma facilmente, probabilmente perché non voglio farmi delle illusioni. Ho fatto selfpublishing e non posso lamentarmi: mi sono creata un pubblico locale e di qualche lettore sparso per l’Italia. I proventi sono andati benino. Poi a giugno è uscito, finalmente, un mio romanzo e l’ho visto nelle librerie. A distanza di mesi mi chiedo ancora se davvero è il mio. Alla Feltrinelli Duomo (Milano) ce n’era una pigna intera e così in altre librerie. Ammetto di essere contenta, anche perché l’editore mi ha detto che sta vendendo, ma io come ho detto sopra, non voglio illudermi di essere arrivata chissà dove. Il lavoro da fare ora è enorme, perché il libro va seguito, altrimenti viene dimenticato e mi sto quindi dando da fare per farlo conoscere. Comunque quelli che vanno subito di gran carriera sono gli amici di, i figli di eccetera. Per gli altri come noi figli di nessuno, bisogna darsi tanto da fare senza essere sicuri che gli forzi saranno ripagati. Mi viene in mente una frase dell’Agnese manzoniana, una frase che dice a Renzo Tramaglino: “Brutta cosa nascer poveri, il mio caro Renzo”.

    • Daniele Imperi
      7 ottobre 2015 alle 11:27 Rispondi

      Neanche io mi entusiasmo facilmente. E fai bene a non illuderti, io ormai sono un disilluso cronico :)
      Hai ragione sul fatto che anche in editoria vanno avanti i figli di qualcuno. Va messo in conto.

    • alessandro
      29 gennaio 2016 alle 10:27 Rispondi

      Veramente ho appena letto il libro, quella frase l’ha detta Perpetua

      • Luciana benotto
        29 gennaio 2016 alle 13:06 Rispondi

        Hai ragione; l’ho letto un po’ di anni fa e mi sono confusa. «Mala cosa nascer povero, il mio caro Renzo» e frase di Perpetua.

  15. Laura
    8 ottobre 2015 alle 20:02 Rispondi

    Non c’entro molto in questa discussione visto che ho aperto da solo 3 mesi il mio blog con puntate stile “Sex & The City” ma ambientate a Lugano (Svizzera) e basate sulle esperienze mie e delle mie amiche.
    Però non posso negare che il mio sogno/obiettivo è quello, magari tra un anno, di trovare qualcuno interessato a farne un libro.
    I vostri commenti mi aiutano ad iniziare a farmi un’idea di come funziona questo mondo, per me che nasco come artista/pittrice e che ora ho allargato il mio campo a una delle mie grandi passioni; la scrittura.

    Grazie per gli articoli sempre interessanti e per i commenti che danno spesso spunto di riflessione :)

    Un caro saluto a tutti … Laura

  16. Daniele Imperi
    9 ottobre 2015 alle 08:54 Rispondi

    In passato è già capitato che i contenuti di un blog siano diventati poi un libro. Auguri, quindi :)

  17. Cristina
    12 ottobre 2015 alle 11:26 Rispondi

    Concordo pienamente. il mio libricino è nato dal mio blog, che a sua volta è nato così, un po’ per scherzo. Ma da lettrice appassionata è stata una soddisfazione impagabile. Essere contattata da un editore e vedere passo dopo passo il mio foglio word trasformarsi in un libro con copertina e ISBN (che per una bibliotecaria ha un senso tutto speciale…) è stata un’emozione crescente. Qundi, di gusto ce n’è e tanto. Intanto il blog prosegue nei ritagli di tempo, avrebbe bisogno di più cura e di un restyling, ma in fondo quello che conta è mantenerlo vivo. Grazie per questi artcoli ;)

    • Daniele Imperi
      12 ottobre 2015 alle 12:05 Rispondi

      Ciao Cristina, benvenuta nel blog.
      Quindi sei stata contattata da un editore tramite il blog?

      • Cristina
        12 ottobre 2015 alle 12:17 Rispondi

        Sì, un editore locale, che mi ha chiesto di mettere su carta un po’ dei miei post. Ne è uscita una pubblicazione carina e molto easy.

        • Gloria Abbruzzo
          23 maggio 2016 alle 15:27 Rispondi

          Ciao Cristina, complimenti per aver pubblicato un libro! Volevo chiederti come si fa a far conoscere il proprio blog in modo che venga letto! (Oltre, ovviamente, al fare dei post belli e interessanti, come saranno sicuramente i tuoi) Grazie in anticipo se riuscirai a rispondermi ^^

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