Scrivere è comunicare

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Perché non scrivi più nel blog?

Perché non scrivi più nel blog

Se scrivere ci piace continueremo a farlo per scrutarci dentro. Frank Spada

Questo post fuori programma nasce da alcuni commenti letti nel post di Cristiana Tumedei su QuiCopy, in cui illustrava i vari motivi per cui un blog non funziona, e da altri lasciati nel mio, quando parlavo di come tornare a scrivere in un blog abbandonato.

In particolar modo mi ha colpito il commento di Kinsy lasciato su QuiCopy e anche le risposte di Cristiana, che condivido.

Aprire un blog soltanto per pubblicare racconti, diceva Kinsy, e per ricevere critiche e commenti invoglia il lettore a seguire quel blog? La risposta di Cristiana è stata l’unica possibile e la riassumo in cinque punti:

  1. definire un progetto per il blog;
  2. pensare agli obiettivi;
  3. individuare i temi da trattare;
  4. offrire contenuti di valore al lettore;
  5. variare i contenuti.

Un blog che pubblica soltanto racconti non può essere utile ai lettori. Non per sminuire chi ama scrivere e vuole emergere, ma perché quando si è sconosciuti non si possono attrarre lettori soltanto coi nostri racconti.

Definire un progetto per il blog

Ho preso come esempio il “caso Kinsy”, ma chiunque potrà riconoscersi in questo problema. Smettere di scrivere in un blog comporta anche – e sottolineo anche – la mancanza di un progetto alle spalle. Pubblicare solo racconti non costituisce un progetto. Pubblicare racconti è una parte del progetto.

Pensare agli obiettivi

Se l’obiettivo di uno scrittore emergente è quello appunto di emergere, non potrà pensare di farlo scrivendo e pubblicando solo racconti. Perché? Perché i racconti costituiscono l’elemento promozionale del blog.

I racconti sono una strategia di web marketing per uno scrittore. Ma in un blog non si può e non si deve soltanto vendere, si deve anche e soprattutto offrire.

Individuare i temi da trattare

Il progetto del blog ha questa utilità: quella di scoprire e comprendere, in funzione degli obiettivi, quali sono gli argomenti da trattare nel blog.

Scrivere racconti non è un argomento da trattare. Un blog deve avere un tema. Un blog, etimologicamente (web log=diario sul web), è appunto una sorta di diario in rete, in cui discutere di uno o più argomenti.

Offrire contenuti di valore

I lettori vogliono leggere contenuti validi, interessanti. Un racconto può essere senz’altro valido e interessante, ma i lettori vogliono altro: vogliono acquisire informazioni e conoscenza. Vogliono imparare, risolvere i loro problemi, riflettere.

Variare i contenuti

Un blog non può pubblicare sempre e solo lo stesso argomento. Il lettore ama le novità, il lettore vuole essere coinvolto. Ho parlato del blog come di casa nostra: una casa non è fatta di una sola stanza, per essere abitabile ha bisogno di più stanze, ognuna con una sua funzione.

Comprendere i propri errori

Se non scrivi più nel tuo blog hai bisogno di capire quali sono gli errori che hai commesso finora. Mi rifaccio a un commento di Cristiana Tumedei lasciato nel mio post sulla formula segreta del blogging:

[…] sarebbe opportuno avere piena consapevolezza dei propri limiti – così da colmarli – e delle proprie potenzialità, con l’obiettivo di sfruttarle.

Questo è uno dei grandi segreti del blogging:

  1. conoscere i propri limiti e superarli. Imparare, quindi, per essere migliori e scrivere di più;
  2. conoscere le proprie potenzialità. Sfruttare ciò che sappiamo fare per creare un blog di successo.

Comprendere noi stessi

Riprendo, per concludere, la frase citata all’inizio del post. Scrivere per un blog non è solo passione per la scrittura. Scrivere per un blog significa scrutare dentro noi stessi, perché solo là troveremo le risposte a tutte le nostre domande.

Nessuna ispirazione, nessun romanticismo, nessuna poesia: per essere blogger bisogna essere se stessi e scrivere ciò che proviene da noi: la nostra esperienza, i nostri fallimenti, le nostre riflessioni, le soluzioni che abbiamo per far crescere gli altri.

Perché un blog non fa crescere solo noi, ma deve migliorare anche chi lo legge.

21 Commenti

  1. KINGO
    27 giugno 2013 alle 17:50 Rispondi

    Mi sembra un quadro perfetto: il blog serve principalmente ad aiutare chi legge.
    Aggiungo che, secondo me, il blog ha anche lo scopo di riorganizzare ed elencare le idee di chi scrive.
    Io almeno lo intendo cosi’: il blog e’ un po’ come un testo di saggistica a puntate.

  2. Frank Spada
    27 giugno 2013 alle 19:27 Rispondi

    Oggi son contento
    Ho incrociato la vita di un umano

  3. Cristiana Tumedei
    27 giugno 2013 alle 19:35 Rispondi

    Questo post è molto interessante e ti ringrazio per la citazione.

    Dici bene tu: “per essere blogger bisogna essere se stessi e scrivere ciò che proviene da noi: la nostra esperienza, i nostri fallimenti, le nostre riflessioni, le soluzioni che abbiamo per far crescere gli altri”.

    Questa è la visione più autentica del blogging, a mio avviso. Ed è proprio dentro di me che sto cercando alcune risposte. Ma, ahimé, non sempre ciò che si nasconde in noi è quello che vorremmo.

    Se posso aggiungo un aspetto che, secondo me, è centrale. Il blogger è, prima di tutto, un comunicatore. E non è detto che tutti coloro i quali gestiscono un blog lo siano.

    In questo senso consiglio di guardare dentro se stessi e di avere piena consapevolezza di chi siamo. Solo così possiamo capire se quello del blogger è un abito che possiamo indossare.

    • Daniele Imperi
      27 giugno 2013 alle 19:40 Rispondi

      Vero, non sempre è ciò che vorremmo quello che si nasconde in noi. Ma quelli, ricorda, sono i limiti da superare ;)

      Hai ragione sul blogger come comunicatore e magari ci scriverò un post, assieme alle idee che devi mandarmi ;)
      Non tutti lo sono, concordo.

      • Cristiana Tumedei
        27 giugno 2013 alle 19:49 Rispondi

        Mi riferivo a un altro tipo di consapevolezza… a volte pensiamo che qualcosa sia alla nostra portata, confacente alle nostre attitudini. Invece, guardando in profondità, capiamo che non è così.

        E sai qual è un mio grande limite? Che ho interiorizzato fin troppo bene quello che mi diceva mia nonna Mary: “Se devi fare una cosa, falla fatta bene!”.

        Quindi, quando capisco che non potrei dare il meglio di me in qualcosa, evito di farlo.

        • Daniele Imperi
          27 giugno 2013 alle 19:51 Rispondi

          Sospettavo quel tipo di consapevolezza… Tua nonna aveva ragione, ovviamente.

          Spesso, però, siamo troppo autocritici con noi stessi, secondo me. O forse dobbiamo solo trovare il modo giusto per dare il meglio di noi.

          • Cristiana Tumedei
            27 giugno 2013 alle 19:56

            Sai, invece, cosa penso io? Che ognuno di noi ha delle attitudini e che non siamo portati per fare qualsiasi cosa.

            Sembra un paradosso, ma io sono convinta che ci siano limiti e limiti. Alcuni, esogeni, che possiamo superare senza affanno. Altri, endogeni, che non sempre possono essere colmati.

            Basta individuare questa distinzione e seguire il sentiero migliore.

  4. Daniele Imperi
    27 giugno 2013 alle 19:59 Rispondi

    Cristiana Tumedei

    Sai, invece, cosa penso io? Che ognuno di noi ha delle attitudini e che non siamo portati per fare qualsiasi cosa.

    Sembra un paradosso, ma io sono convinta che ci siano limiti e limiti. Alcuni, esogeni, che possiamo superare senza affanno. Altri, endogeni, che non sempre possono essere colmati.

    Basta individuare questa distinzione e seguire il sentiero migliore.

    Sì, condivido. Intendevo proprio questo quando ho detto che dobbiamo trovare il modo giusto per dare il meglio di noi: non solo nel blogging, ma in generale.

    Per alcuni è autocritica eccessiva, per altri invece è solo trovare come e dove dare il meglio.

  5. franco zoccheddu
    27 giugno 2013 alle 21:48 Rispondi

    Il titolo del post sembra coniato a bella posta per me: inizio a scrivere nel mio blog, poi mollo quasi subito per un paio di mesi, e poco fà ho ripreso.
    Arrivo alla mia opinione: d’accordissimo con l’idea che il blog sei tu stesso, una trasposizione comunicativa della tua anima, del tuo intelletto. Odio i blog impersonali, senza nome. Nel blog devi metterci la “faccia”, esporre le tue capacità al massimo. E’ come per le teorie scientifiche: le migliori sono quelle che fanno le affermazioni più nette e precise, cioè quelle che più di tutte possano poi esporsi al test sperimentale che possa magari dimostrarle false. Il blogger si espone. Certo: lo fa con stile e intelligenza. Ma si espone, e questo è secondo me l’aspetto migliore di tutta la questione.

    • Daniele Imperi
      27 giugno 2013 alle 21:49 Rispondi

      Hai ragione: si espone. Ma bisogna sempre ricordarsi di una cosa: chi si espone dimostra coraggio, ma soprattutto di credere in ciò che fa.

    • Frank Spada
      29 giugno 2013 alle 07:41 Rispondi

      …un punto è un punto e basta e l’universo attorno siamo noi, fisicità a parte franco zoccheddu – lieto di aver scoperto ciò che scrive.

      • franco.zoccheddu
        29 giugno 2013 alle 16:28 Rispondi

        Grazie Frank,
        mi scuso per la “primordialità” del blog, che deve a dir poco migliorare nel layout.
        Si, è vero: un punto è un punto. Ma uno degli obittivi sarà mostrare con la sola forza delle parole che dietro i concetti apparentemente più semplici si nasconde un mondo di astrazione e complessità, e, viceversa, dietro a concetti estremamente astratti (ex. un fibrato vettoriale) si possono trovare risposte a domande eterne e comuni a tutti gli esseri umani.
        Ma non posso usare questo spazio per spiegarmi, e chiedo umilmente scusa a Daniele.

  6. MikiMoz
    29 giugno 2013 alle 15:48 Rispondi

    Dani, ora recupero i tuoi ultimi interessanti post come questo che mi son perso causa tempo! :)

    Moz-

  7. Kinsy
    1 luglio 2013 alle 10:21 Rispondi

    Caso Kinsy?! Mi piace questo post!
    Poi lo rileggerò con calma, per assimilarlo bene.

  8. Frank Spada
    3 luglio 2013 alle 10:23 Rispondi

    Certo che anche un taglia e cuci… Daniele & C. , oggi sono amareggiato, scopro che la webmasterizzazione non è altro è un mercato.
    FINE.

  9. Kinsy
    9 luglio 2013 alle 22:50 Rispondi

    Negli ultimi giorni ho avuto modo di riflettere su questo argomento. In effetti un lettore (e parlo anche per esperienza personale) non cerca sul blog scrittori ignoti che offrono solo racconti.
    In effetti, come dici, il blog deve offrire qualcosa al lettore…

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