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Perché leggo i racconti

RaccontiC’è chi preferisce leggere i romanzi e non i racconti: la considerazione che un racconto sia una storia di poco valore, perché troppo breve rispetto al romanzo, è errata.

Forse è più difficile scrivere un racconto, forse è anche più difficile leggerlo.

Leggere racconti presenta tanti vantaggi secondo me.

  • La lettura è più veloce perché sono storie brevi.
  • La lettura è forse più scorrevole: cambiano di continuo le storie nell’antologia e questo permette di iniziare qualcosa di nuovo dopo poco tempo.
  • Un racconto fa conoscere uno scrittore nuovo: se piace, saremo propensi a leggere i suoi romanzi.

Queste, almeno, sono le analisi che mi competono.

Che cosa è il racconto

Non è forse la narrazione più antica che esiste? Non permette allo scrittore di sperimentare stili e tecniche differenti? Di farsi le ossa, anche, prima di cimentarsi con un romanzo?

Ho letto parecchie antologie di racconti finora, ma tutte riconducibili a tre tipologie:

  1. racconti su uno stesso tema e di uno stesso autore: forse la raccolta più classica, come i racconti di Sherlock Holmes.
  2. racconti di vari autori su uno stesso tema: di solito richiesti dai curatori/editori, come la bellissima Terrore!
  3. raccolte complete dei racconti di un autore: come i racconti di Asimov, di Lovecraft. Un’opera omnia delle storie brevi.

A me hanno permesso di conoscere a fondo uno scrittore, come i citati Asimov e Lovecraft, ma anche Poe. Hanno anche permesso una lettura più “rilassata”: quando non avevo voglia di incamminarmi su un altro romanzo, leggevo dei racconti per spezzare e distendermi.

Un racconto, per me almeno, non è una lettura impegnativa.

La prima raccolta di racconti letta

Racconti di Edgar Allan Poe: una delle solite e incomplete antologie su Poe, una miscellanea dei vari generi trattati dallo scrittore, che, va ricordato, non ha scritto solo horror.

Ho comunque apprezzato quei racconti, tanto che da quel momento ho cercato di reperire tutto quello che aveva scritto l’autore – e ci sono quasi riuscito, credo mi manchi solo qualcosa. E, come molti sanno, ho anche lanciato un blog su Poe.

Di questi racconti ricordo ancora benissimo Berenice, il terribile Gli occhiali, Il gatto nero, il famoso Il pozzo e il pendolo, ma anche quelli di altri generi, come Hop Frog, divertente. Più in là sono riuscito a trovare una raccolta in due volumi che contiene tutti i racconti scritti da Poe.

Perché leggete racconti?

E voi leggete racconti? Se sì, perché? Quali ricordate meglio di altri? Preferite antologie su uno stesso autore o su uno stesso tema?

21 Commenti

  1. temistocle
    15 febbraio 2013 alle 08:54 Rispondi

    Io leggo normalmente racconti e scelgo le antologie con più autori. Per diversi motivi. Anzitutto perché mi da’ l’opportunità di conoscere autori nuovi (di cui poi mi vado a cercare altri lavori). Poi perché se un racconto o un autore non mi dovesse piacere, avrò sempre la possibilità di compensare con un altro migliore, e non avrò buttato i miei soldi. Infine perché ho la possibilità di entrare in più mondi e conoscere più personaggi contemporaneamente. E questo i da anche l’opportunità di confrontarmi con stili di scrittura diversi. Ma leggo anche i romanzi, di autori che magari ho conosciuto attraverso i racconti. In genere ho due libri che leggo nello stesso tempo, appunto un romanzo e una raccolta/antologia.

  2. Davide Quetti
    15 febbraio 2013 alle 10:37 Rispondi

    Ma, io leggo indifferentemente romanzi e racconti… il mio problema è che leggo gli stessi libri da anni… va bene che già alle medie leggevo il Signore degli Anelli, però…

  3. e. k.
    15 febbraio 2013 alle 13:22 Rispondi

    Penso che la lettura – quando non è un lavoro – sia come lo sport: c’è chi preferisce le attività intense, chi quelle di resistenza. Non c’è racconto, per quanto travolgente e perfetto in sé, che non mi spinga alla ricerca di un racconto scritto dalla stessa mano… sarà forse per il piacere di farmi accompagnare più a lungo nel caleidoscopio del quotidiano?
    P.S. Aggiungerei una quarta tipologia: le raccolte pubblicate dalle riviste letterarie (tipo McSweeney’s).
    P.P.S: Sapere “con la coda dell’occhio” che il racconto in questione fa parte di una raccolta (dello stesso autore) non è forse come contrabbandare un romanzo? Con me funziona!

    • Daniele Imperi
      15 febbraio 2013 alle 14:17 Rispondi

      Ciao e.k. :)
      concordo, se il racconto è ben scritto, anche a me interessa cercare un romanzo dello stesso autore.

  4. e. k.
    15 febbraio 2013 alle 13:26 Rispondi

    oops… non c’è racconto… che non mi spinga alla ricerca di un ROMANZO! :-P

  5. Cristiana Tumedei
    15 febbraio 2013 alle 14:21 Rispondi

    Mi piace leggere racconti perché oltre a permettermi di conoscere lati diversi di un autore, mi consente di dedicarmi a letture certamente più brevi, ma altrettanto coinvolgenti. Generalmente opto per raccolte di uno stesso autore, così da approfondirne la conoscenza, ma è capitato che ne leggessi anche su uno stesso tema. Non saprei dire, però, quali preferisco.

  6. Alessandro C.
    15 febbraio 2013 alle 17:57 Rispondi

    Credo di aver abbandonato i racconti (almeno quelli brevi) dopo aver completato la bibliografia di E.A. Poe.
    Difficile dire se preferisco racconto lungo o romanzo: la suddivisione è un po’ aleatoria, c’è chi parla di lunghezza, ma credo che un racconto si distingua da un romanzo per la presenza o meno di sottotrame (ad esempio, amo “Il partigiano Johnny” di Fenoglio che, pur superando le 500 pagine, per me resta un racconto).

    • Daniele Imperi
      15 febbraio 2013 alle 18:10 Rispondi

      500 pagine non può essere un racconto :)
      La sudduvisione viene fatta in base alla lunghezza. Ma su questo ci sarebbe da disquisire parecchio.

  7. Alessandro C.
    15 febbraio 2013 alle 17:58 Rispondi

    Diciamo che col tempo ho capito che amo affezionarmi alle storie, e i racconti sono come una “sveltina” :D

  8. franco zoccheddu
    15 febbraio 2013 alle 20:36 Rispondi

    Leggo racconti, anche se sempre meno. I miei preferiti: la raccolta “Finzioni” di Borges e “La boutique del mistero” di Buzzati.
    Non sono racconti: sono interi micro-universi, dopo non sarai mai più lo stesso. Vorrei dimenticarli e riscoprirli per provare le stesse profonde emozioni di quando li lessi per la prima volta a quindici anni.

  9. Salomon Xeno
    15 febbraio 2013 alle 21:35 Rispondi

    Leggo ancora racconti, anche se c’è stato un periodo adolescenziale in cui bramavo il mattone fantasy. In effetti ci sono molte persone prevenute nei confronti di una storia breve, che non leggono racconti per scelta.

    Nell’editoria americana – nota di colore – si usava, forse ancora, pubblicare “novelization” di racconti. Di una di esse si è accennato su questo blog: Crocera nell’infinito di Van Vogt. Un romanzo episodico è più fruibile di un ciclo di racconti? Probabilmente è così.

    • Daniele Imperi
      16 febbraio 2013 alle 08:23 Rispondi

      Molti sono prevenuti coi racconti, hai ragione. Crocera nell’infinito lo conosco, ma non l’ho letto.

  10. KINGO
    16 febbraio 2013 alle 10:32 Rispondi

    I romanzi, dal punto di vista del lettore, hanno un fascino superiore a quello dei racconti per diversi motivi.

    Innanzitutto nei romanzi c’è la cosiddetta “attesa del finale”, che accompagna il lettore per diverse ore. Basta pensare ai libri gialli: scoprire chi è l’assassino dopo 200 pagine di romanzo non è come scoprirlo dopo 3 pagine di racconto, il pathos e l’aspettativa sono completamente differente.
    Poi c’è l’aspetto della “distensione”. Il romanzo permette di creare dei momenti di attesa tra le scene salienti; ad esempio, dopo aver descritto per diverse pagine la scena di una battaglia, arrivando al momento della resa dei conti fra il buono e il cattivo, l’autore può effetturare un cambio di scena e narrare eventi magari non funzionali alla trama, o comunque meno importanti della scena che è stata interrotta. In questo modo la suspence aumenta a dismisura e il lettore, quando leggerà come è andata a finire la battaglia, proverà più soddisfazione. Ovviamente nei racconti questo aspetto non è presente.
    Infine c’è quella che io chiamo “abitudine al quotidiano”, anche se ho sentito difinirla in moltissimi modi diversi. In pratica, la lunghezza del romanzo permette al lettore di affezionersi ai personaggi in quanto vede la loro vita quotidianamente. Mi spiego: nel momento in cui i personaggi mangiano, parlano del più e del meno (e magari di cose poco funzionali alla trama), nel momento in cui vanno a dormire, quando litigano fra loro, insomma, quando vengono mostrati a trecentosessanta gradi, se il romanzo è scritto bene si crea tra lettore e personaggio un legame che con i racconti è impossibile.
    Credo siano questi i principali motivi per cui la maggior parte dei lettori preferisce i romanzi, e per cui certe case editrici i racconti non li pubblicano nemmeno.

  11. KINGO
    16 febbraio 2013 alle 10:44 Rispondi

    Voglio solo aggiungere una cosa al commento di prima: ci sono dei racconti, come ad esempio le storie di Marcovaldo di Calvino, che praticamente costituiscono un romanzo frammentato. Per me quelli non sono dei veri racconti, perché spesso si rimandano ad avvenimenti precedenti o a consuetudini già spiegate. Quelli per me sono solo capitoli separati di un romanzo. I racconti possono anche essere legati da un filo conduttore, ma ognuno di essi deve iniziarte e concludersi, deve spiegarsi da solo, deve peter essere compreso appieno anche se letto singolarmente, altrimenti non è un racconto, è un episodio di una soap opera.

    PS: scusate per gli errori di battitura, vado un po’ di fretta.

  12. Lucia Donati
    23 febbraio 2013 alle 17:17 Rispondi

    Leggo racconti di uno stesso autore, monotematici o di vari autori, non faccio queste distinzioni: l’importante è che la raccolta sia di mio gusto.

  13. Kinsy
    24 febbraio 2013 alle 21:25 Rispondi

    Di gran lunga preferisco i romanzi ai racconti. Non è una questione di qualità o altro, faccio solo fatica a passare da un racconto all’altro quando leggo un’antologia: ho bisogno di staccarmi fisicamente da quello che leggo per iniziare un’altra cosa.
    I racconti però li ho rivalutati, tenendoli per quelle occasioni di lettura con poco tempo (es. viaggi, sale d’attesa, ecc.).

  14. Kinsy
    24 febbraio 2013 alle 21:26 Rispondi

    P.S. ti regalo una citazione di Niccolò Ammaniti:
    Il romanzo è una storia d’amore, il racconto è la passione di una notte.

  15. Romina Tamerici
    6 marzo 2013 alle 00:57 Rispondi

    Ho letto anch’io “Racconti” di Poe.
    Mi piace leggere racconti, quando si ha poco tempo sono le letture ideali per non perdere troppo il filo e non sono assolutamente inferiori per rango ai romanzi.

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