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La pausa dello scrittore

Riflettendo con Guido Morselli

Io penso che dopo ciascun’opera d’arte l’artista abbia a raccogliersi in sé medesimo: «per ricostituire l’elemento che la fiamma ha consunto»: o, direi io, semplicemente per vivere: per apprestare quei materiali, o quegli «spirituali», a cui l’arte dovrà attingere.

Diario di Guido Morselli, 15 luglio 1946

Con questo pensiero Morselli ci parla di qualcosa che già conosciamo, la pausa che serve allo scrittore per ritemprarsi del lungo lavoro di scrittura. Una pausa necessaria, su cui nessuno potrà obiettare. Scrivere è comunque un lavoro mentale e la mente ha bisogno di rigenerarsi.

Bella e poetica la metafora usata: la scrittura vista come una fiamma che consuma i pensieri dello scrittore. Pensieri che vanno ricostituiti.

Morselli, come sempre, va però oltre e parla di “apprestare quei materiali, o quegli «spirituali», a cui l’arte dovrà attingere”. È quest’ultima frase che mi ha fatto riflettere e su cui penso valga la pena soffermarsi.

L’arte della scrittura ha bisogno dell’esperienza diretta dello scrittore per poter germogliare. Ha bisogno di materiale e cosa è quel materiale se non il vissuto quotidiano dell’autore? Ha bisogno anche dello spirituale e cosa è quello spirituale se non le emozioni e le sensazioni dello scrittore?

La pausa a cui lo scrittore dovrà sottoporsi è un lavoro preparatorio, affinché la sua scrittura possa di nuovo arricchirsi di storie da narrare.

6 Commenti

  1. Neri Fondi
    11 agosto 2013 alle 18:29 Rispondi

    Non saprei. La considerazione in sé mi intriga, ma non credo di aver mai fatto una pausa che non fosse dettata da altri impegni più importanti. E per quanto riguarda i materiali, nella mia mente se ne formano talmente tanti che se mi fermassi, se mi prendessi una pausa, si accumulerebbero troppo.

    Però io non sono nessuno, e questo è solo il mio punto di vista :)

    • Daniele Imperi
      11 agosto 2013 alle 18:57 Rispondi

      Ogni punto di vista è giusto, perché personale. Ognuno stabilisce le pause come vuole, c’è chi non ne fa.

  2. Gisella
    14 agosto 2013 alle 17:51 Rispondi

    Che coincidenza, Daniele. Da quando, a maggio, ho realizzato il mio sogno di pubblicare con un grande editore, ho scoperto che non riuscivo più a scrivere niente che mi piacesse davvero. Mi sembrava di non aver finito la mia carriera come scrittrice ancor prima di averla cominciata.

    Poi ho capito che avevo bisogno di metter da parte la scrittura per un po’. Hai ragione: “L’arte della scrittura ha bisogno dell’esperienza diretta dello scrittore per poter germogliare.”, e io ho bisogno di tornare in contatto con il mio quotidiano per tornare a scrivere in modo spontaneo e appassionato.

    Grazie. Questo tuo post mi ha aiutato molto.

    • Daniele Imperi
      15 agosto 2013 alle 10:11 Rispondi

      Ciao Gisella e benvenuta nel blog. Complimenti per la pubblicazione. Mi fa piacere che il post ti abbia aiutato e fammi sapere se la pausa funziona.

  3. 10 consuetudini nella scrittura
    4 settembre 2013 alle 05:00 Rispondi

    […] diceva anche Guido Morselli, quando parlava della pausa dello scrittore: bisogna vivere di nuovo per acquisire altro materiale di cui […]

  4. mitra
    23 novembre 2013 alle 08:56 Rispondi

    sono felice di avermi scritto su tuo sito

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