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Blogging per passione

Blogging per passione

Scrivere per diletto senza guadagnare un soldo

In quasi nove anni di blogging, se mi guardo indietro, se analizzo tutto quello che ho scritto e pubblicato, non c’è un solo progetto redditizio, neanche a pagarlo. Ho inseguito passioni e sogni, ma che non hanno portato a nulla.

Fra quelle passioni ce n’era anche qualcuna creata per avere un ritorno economico, per trovare clienti e lavorare di quella passione, ma sono stati solo buchi nell’acqua. A parte qualche lavoretto ogni tanto, il resto è stato solo stress e anche lavori mai pagati.

Blogger solo per passione?

La verità è che, almeno stando ai blog che ho creato, ho scritto con anima e corpo soltanto quando dietro al progetto c’era un vero interesse, accademico, letterario, catalogatelo come volete. In breve, si trattava di miei hobby, di temi che mi sono sempre piaciuti e di cui leggo sempre online.

Qualche anno fa ho creato due siti-blog sui bed and breakfast, per sperare di guadagnare qualcosa con Adsense, ma li ho abbandonati subito, un po’ perché sono nicchie abbastanza sature, ma soprattutto perché a me dei B&B non frega assolutamente nulla.

Mancava appunto la passione. Quella spinta che viene da dentro, che ti fa sentire tuo l’argomento di cui scrivere, che ti fa andare avanti anche se non otterrai nulla.

Ma scrivere dei bed and breakfast spegneva la mia creatività, c’era un muro fra me e quel tema. Ora quei due siti – uno in italiano e uno in inglese – giacciono abbandonati in attesa di venderne i domini.

Blog futuri e in forse

Nonostante le passate esperienze, ecco che qualche idea inizia a gironzolare nella mia testa e due futuri blog da creare mi sono venuti in mente qualche mese fa. Un blog di cucina – già, avete letto bene – e uno, diciamo così, ecologico.

Se andranno in porto, non se ne parla comunque prima di due anni, almeno. C’è quindi tempo, anche per cambiare idea. Ci scriverò al massimo una volta a settimana e saranno strettamente legati alla mia esperienza personale.

E devo anche aggiungere 3 siti o blog letterari – di cui ho già i domini – ma anche per quelli c’è tempo. E anche quelli non renderanno un soldo.

È possibile scrivere in un blog per soldi?

Scrivere articoli con continuità, ma parlo di articoli ben fatti, corposi, veramente unici, post che spaccano, post che richiedono ore di lavoro, soltanto nella speranza di guadagnare con gli annunci pubblicitari?

Se qualcuno mi pagasse per scrivere articoli del genere, per me sarebbe diverso. È lavoro. Sarei pagato quanto chiedo. Soprattutto, sarei pagato comunque, anche se quegli articoli al cliente non frutteranno nulla.

Ma scrivere in quel modo soltanto per inseguire una speranza, vana, non fa per me.

Per quali blog scrivete?

Vi ritrovate in quanto ho scritto? O la vostra esperienza è diversa dalla mia? Riuscireste a scrivere del tema più noioso al mondo se, forse, e col tempo, potrà farvi guadagnare qualcosa con la pubblicità?

39 Commenti

  1. ferruccio
    26 aprile 2014 alle 08:45 Rispondi

    Solo per la pubblicità non scrivo, ma ho dei testi commissionati per altri portali e sopratutto grazie al blog sono in contatto con diverse aziende che vogliono il blog… non dico altro

    • Daniele Imperi
      26 aprile 2014 alle 14:21 Rispondi

      Certo, se hai un blog e scrivi spesso, è normale che prima o poi qualcuno ti contatti.

  2. ferruccio
    26 aprile 2014 alle 08:52 Rispondi

    Dimenticavo, io cerco di scrivere solo per cose che mi appassionano. Insomma devo conoscere la tematica e allora sì che mi diverto

  3. Fabio Amadei
    26 aprile 2014 alle 09:14 Rispondi

    La mia passione e’ scrivere racconti . Il mio lavoro e’ un altro e con quello ci vivo; raccontare mi piace e diverte.

  4. Luciano Dal Pont
    26 aprile 2014 alle 12:09 Rispondi

    Per ora non ho un blog ma solo un sito web. No, io nella mia vita non sono mai riuscito a fare niente che non mi appassionasse, che non mi interessasse, ho sempre cercato di fare delle mie passioni il mio lavoro e quasi sempre ci sono riuscito. Sto cercando, ora, di fare la stessa cosa con la scrittura, infatti a marzo è uscito il mio primo romanzo e qualcosa si sta concretizzando in fatto di vendite. In futuro voglio guadagnarmi da vivere facendo lo scrittore, però so benissimo che non riuscirei a scrivere mai nulla che non mi appassionasse. Scriverò narrativa perché solo quella mi interessa, e spazierò in diversi generi letterari ma le mie storie dovranno appassionare me prima di pensare ad andare incontro alle richieste del mercato, anche perché, come ripeto, se cercassi di scrivere qualcosa che non mi prende scriverei male e non troverei nessun editore disposto a pubblicarmi. Non so se e quando avrò un mio blog, né se cercherò il modo di farlo rendere economicamente, ma se questo si realizzerà il discorso non cambierà: dovrei scrivere solo di ciò che mi interessa e mi appassiona.

    • Daniele Imperi
      26 aprile 2014 alle 14:23 Rispondi

      Sulla narrativa la passione deve esserci ancora di più, secondo me, altrimenti è difficile tirar fuori qualcosa di buono.

  5. MikiMoz
    26 aprile 2014 alle 12:29 Rispondi

    Boh, non so che dirti.
    Io scrivo su un blog perché sono un fo**uto egocentrico, principalmente.
    Se qualcuno mi pagasse per questo, esattamente come oggi vengo pagato per cazzeggiare, allora sarei doppiamente felice :D

    Moz-

    • Daniele Imperi
      26 aprile 2014 alle 18:18 Rispondi

      Questa cosa che ti pagano per cazzeggiare prima o poi dovrai spiegarmela :D

  6. Andrea
    26 aprile 2014 alle 14:12 Rispondi

    la pubblicità non mi piace sul blog, ammetto se qualcuno pubblicizza prodotti/servizi propri, ma pubblicità pura, i banner per intenderci, non mi piace. Sul mio, per ora appoggiato a wordpress e gratuito c’è qualcosa su cui non ho il controllo me presto eliminerò anche quella. Vivere con la pubblicità sul proprio blog è un pochino utopistico. Però, Daniele, io che scrivo per il gusto di farlo e senza vendere niente mi ritrovo ad avere un ritorno notevole dal blog (non pensavo e non lo cercavo) in termini di lavoro. Non so che dirti, ma se io avessi i tuoi numeri vivrei solo di questo. Fatico anche a capire perchè dovresti scrivere di cose che non ti appassionano. Io non ci riesco.

    • Daniele Imperi
      26 aprile 2014 alle 14:26 Rispondi

      Non so che dirti, Andrea, a me i blog non rendono, nonostante i numeri. Quello nuovo ha ovviamente ancora numeri bassi, questo no, insomma viaggia sulle 1000 visite al giorno, ma non rende minimamente in termini di contatti lavorativi.

      Non voglio scrivere di cosa che non mi appassionano, ma i blog che rendono con la pubblicità sono tutti su temi che a me non piacciono :)

  7. Claudia
    26 aprile 2014 alle 18:03 Rispondi

    Ciao Daniele…
    mi piace quello che hai scritto perché sei sincero. Solo una cosa… i banner pubblicitari non mi piacciono e credo sia difficile guadagnarci. Però, visto le tue 1.000 visite al giorno e i tanti lettori fedeli (si capisce già da tutti i commenti che ricevi), perché non provare a guadagnare con penna blu vendendo un e-book tuo, magari proprio inerente alla scrittura?

    Credo che i tuoi lettori sarebbero ben felici di spendere qualcosina per avere contenuti super approfonditi. E tu ricaveresti qualcosa :-)

    Ciao!!

    • Daniele Imperi
      26 aprile 2014 alle 18:13 Rispondi

      Ciao Claudia,

      i banner hanno perso molto negli ultimi anni e ormai non credono rendano più.

      Riguardo all’ebook sulla scrittura non saprei, magari più in là, quando avrò un certo numero di pubblicazioni :)

      Ma io non ho creato Penna blu per guadagnare soldi, preciso. Il post non voleva essere una lamentela sul fatto e a me i blog non rendono.

  8. Katia Anna Calabrò
    26 aprile 2014 alle 18:59 Rispondi

    Prendilo per quello che è ma io un suggerimento, per te, lo avrei. Ogni volta che leggo questo tuo blog o il nuovo danieleimperi.it, quando penso a te, la mia idea si rafforza. Quindi te la butto lì: se io dovessi “raccontarti, brandizzarti e venderti”, lo farei in chiave di formazione. Ci sono in giro centinaia di cialtroni che vendono fuffa. Tu invece, Daniele Imperi, su questi blog fai formazione, vera. E la fai gratis. Tu potresti (DOVRESTI) vendere formazione.
    OK, l’ho detto. :P

    • Andrea
      26 aprile 2014 alle 19:02 Rispondi

      Stavo giusto pensando la stessa cosa Katia: Danile può vendere bene in chiave formazione. Ha capacità e backround incredibili e sono tutte cose per cui moltissimi pagherebbero. Più che farsi il cliente che vuole il blog ha già un bacino d’utenza pronto a pagare per imparare a scrivere e pubblicare.

      • Katia Anna Calabrò
        26 aprile 2014 alle 19:05 Rispondi

        Esatto, Andrea.

      • Daniele Imperi
        26 aprile 2014 alle 19:08 Rispondi

        Insomma, vi siete alleati voi due :D
        Non credi, però, che un formatore non nasce dal nulla? Insomma, io di formazione non so nulla…

        • Andrea
          26 aprile 2014 alle 19:11 Rispondi

          Ma tu fai già formazione, tramite Pennablu e con il nuovo blog. Devi semplicemente approfondire a pagamento gli argomenti.

          • Daniele Imperi
            26 aprile 2014 alle 19:14

            Devo ragionare bene su come poter fare una cosa del genere: che corsi fare, come svilupparli, con quali tecnologie e modalità, ecc. Qualcosa avevo pensato, giusto a livello di idea intendo, sui temi dei corsi.

          • Katia Anna Calabrò
            26 aprile 2014 alle 19:21

            Come dice anche Andrea, lo fai già. Parti da quello. Riflettici. Come ti ho detto prima,su tw, ci ho pensato spesso: “guarda quello lì, quanto potenziale non sfruttato” e ho anche immaginato sviluppi. :P Una deformazione professionale, la mia. ;.) Prendilo come segno di stima, non di presunzione, da parte mia.

    • Daniele Imperi
      26 aprile 2014 alle 19:06 Rispondi

      Grazie del suggerimento, allora, e delle belle parole :)
      Sui cialtroni che ci sono in giro siamo d’accordissimo! Il fatto è che io non ho mai fatto formazione, però magari potrei cercare un corso per formatori e imparare qualche tecnica :)

  9. Daniele Imperi
    26 aprile 2014 alle 19:52 Rispondi

    Katia Anna Calabrò

    Come dice anche Andrea, lo fai già. Parti da quello. Riflettici. Come ti ho detto prima,su tw, ci ho pensato spesso: “guarda quello lì, quanto potenziale non sfruttato” e ho anche immaginato sviluppi. :P Una deformazione professionale, la mia. ;.) Prendilo come segno di stima, non di presunzione, da parte mia.

    Beh, se fosse presunzione, sarebbe una presunzione positiva. Ora, però, mi dici degli sviluppi che hai immaginato :D

    • Katia Anna Calabrò
      26 aprile 2014 alle 20:21 Rispondi

      Se ci tieni =D
      Ma non ora… risotto ai frutti di mare sui fornelli :P

      • Daniele Imperi
        26 aprile 2014 alle 20:24 Rispondi

        E certo che ci tengo, quando vuoi e puoi. io bistecca e patatine fritte :D

  10. Grazia Gironella
    26 aprile 2014 alle 21:21 Rispondi

    Secondo me scrivere soltanto di ciò che ci piace è una bella cosa, ma anche una prigione. L’istinto sa essere abitudinario, e magari ti preclude qualcosa di potenzialmente piacevole, che può a sua volta condurre ad altro. Non dico che uno si debba fare violenza scrivendo di argomenti che detesta, ma pescare spunti anche tra gli interessi secondari può essere una buona idea. Quando si dedicano tempo e impegno a qualcosa, è naturale volerci vedere un ritorno tangibile.

    • Daniele Imperi
      27 aprile 2014 alle 07:30 Rispondi

      Non so, credo che si capisca subito se ti piace un argomento e puoi scriverci con passione.

  11. micaela
    26 aprile 2014 alle 21:26 Rispondi

    Se non c’è la passione non vai da nesusna parte. Io l’anno scorso avevo aperto un blog su come dimagrire con della ginastica fatta in casa, che io stessa facevo e che trovavo dei risultati fantastici. Scrivevo 3 articoli a settimana.
    Poi ho smesso perchè non ho più avuto modo di continuare gli esercizi. E’ stata comunque un’esperienza. Mi piace scrivermi e confrontarmi anche con tematiche noiose…un pò colme lo era a scuola. Ma non credo che potrei durare a lungo con lo stessa “tema noioso”.

  12. Ghostbox
    28 aprile 2014 alle 18:36 Rispondi

    Ciao Daniele,
    Katia e Andrea hanno assolutamente ragione! Stai già facendo formazione. A mio modesto parere non ti serve alcun corso che certifichi la tua preparazione: i numeri dei tuoi blog parlano da soli, sia per quanto riguarda le interazioni e le condivisioni ma soprattutto per la qualità dei tuoi post. Dobbiamo sforzarci di non essere succubi del “pezzo di carta”. Quanti fuffologhi che millantano ed esibiscono grande preparazione non hanno nemmeno la metà dei tuoi lettori? Con bistecca e patatine non dimenticare la birra ;D
    Simone

    • Daniele Imperi
      28 aprile 2014 alle 18:50 Rispondi

      Ciao Simone, grazie :)

      Vero che ci sono tanti venditori di fuffa in giro e hai ragione anche sul
      pezzo di carta.

      Sto iniziando a studiare un piano di azione.

      La birra non può mancare ;)

  13. Ulisse Di Bartolomei
    30 aprile 2014 alle 01:24 Rispondi

    Salve Daniele
    ti capisco benissimo! Dal 2004 ho tentato di sfruttare adsense con sei o sette blog tematici e quando ho capito che dovevo lavorarci intensamente con il preciso scopo di attirare visite “cliccanti”, ho lasciato perdere. Google mi deve ancora 15 euro… ma da un anno ho affiliato il mio sito ad amazon che mi ha già mandato qualche spicciolo. Qualcuno ha menzionato “formazione” e forse sarebbe ottimo per fare parecchi soldi. Sarebbe un compendio ideale per un’attività di blog come la tua a meno che un mestiere pagante e soddisfacente tu già lo abbia. Nel ’98 una scuola (privata) mi offrì un posto come insegnante informatico e rifiutati poiché avevo altri progetti, ma soprattutto non volevo intrappolarmi “sottopadrone”… Nel 2005 composi delle presentazioni in power point per un libero professionista docente di formazione aziendale, materia di cui ho un’articolata esperienza. Per quasi un anno lavorai anche come suo assistente in aula ed infine mi offrì di associarmi a lui ma rifiutai, poiché temevo di rimanervi intrappolato… Lavoravo di già al mio progetto letterario e capivo di non potermi concentrare in due settori diversi ma tipologicamente analoghi. Preferivo un lavoro manuale per andare avanti, convinto che il successo sarebbe arrivato in pochi mesi… Summa… se fai per passione non sei adatto per fare soldi! Qualcuno che ha i soldi come scopo ti deve “scoprire” e gestire, facendo guadagnare pure te. Scuole private che lavorano nella formazione e finanziate con fondi europei ve ne sono e potrebbero offrire occasioni d’oro a persone esperte e navigate in discipline nobili. Spesso rimango sconcertato nel rimembrare le mie scelte passate, che mi hanno visto per migliaia di ore alla tastiera ma con pochi o niente soldi, sebbene sia persuaso che il lavoro svolto, soprattutto di indagine sociale, non sarebbe stato possibile altrimenti. Adesso però devono arrivare anche i soldi, altrimenti avrò grosse difficoltà “esegetiche” per spiegare a me stesso e ai miei familiari, parenti e amici, qualcosa che sia diverso dalla parola “fallimento”… Passione e guadagno è un connubio complicato… Scusa se ho preso molto spazio nel tuo blog. Ho colto lo spunto per condividere delle riflessioni che proprio in questi giorni mi inquietano.
    Buonanotte

    • Daniele Imperi
      30 aprile 2014 alle 08:03 Rispondi

      Ciao Ulisse, non ho un mestiere pagante e soddisfacente, purtroppo :)

      Ti capisco, anche io credo che passione e soldi non vadano bene insieme. Soprattutto concordo sul fatto che ti debba scoprire uno coi soldi, che fa guadagnare te e lui.

      Auguri per i tuoi progetti.

  14. Giuliana
    1 maggio 2014 alle 23:09 Rispondi

    I banner e le affiliazioni qualcosina portano, ma dato che i guadagni sono direttamente proporzionali al numero di utenti che visitano il sito, si può dedurne che per guadagnare bene bisogna avere un numero considerevole di visite giornaliere, tipo dalle 5000 in su. Cosa più facile per i grandi portali. In ogni caso, questo tipo di pubblicità oggi rende meno e non è una fonte di guadagno su cui si può fare totale affidamento, poiché suscettibile a troppe variabili (fluttuazioni nella serp di determinati articoli ed espulsione dal programma Adsense solo per citarne due).

    Invece, l’infomarketing sta vivendo il suo momento di gloria. Per infomarketing si intende appunto la vendita di uno o più infoprodotti (anche corsi di formazione), propri o altrui, promossi tramite specifiche pagine dedicate e secondo precise regole di marketing.
    Quello che intende dire Katia Anna quando parla di “approfondire e sviluppare” è che l’infomarketer in genere è una persona con delle ottime conoscenze su una specifica materia, condivise con i propri lettori mediante articoli e contenuti di alta qualità. Ma questi articoli costituiscono solo la punta dell’iceberg, perché gli approfondimenti e i livelli successivi vengono trattati proprio all’interno di infoprodotti dedicati, venduti soprattutto ai lettori fidelizzati e iscritti alla newsletter del sito. Se il sito propone contenuti validi, il lettore si fida anche dell’infoprodotto, ben sapendo che sarà di qualità addirittura maggiore.

    La passione può esserci o meno: ci sono bravi infomarketer che riescono a vendere anche prodotti che parlano di argomenti a loro sconosciuti. Chiaro però che la passione fa fare quel salto di qualità in più, perché il lettore riesce a percepirla ed è più motivato a fidarsi di chi gli propone l’acquisto. Per farti un esempio pratico: io da te comprerei un infoprodotto, perché è tanto che seguo il tuo blog e lo ritengo il migliore del settore. Quindi, sono già una tua potenziale cliente, così come tanti altri lettori. Ti ricordi quando hai detto che forse avresti pubblicato un racconto a pagamento e una sfilza di persone nei commenti sotto quel post ti ha scritto che era pronta ad acquistarlo? Ecco, il discorso è proprio quello. Fidelizzare gli utenti e proporre loro dei contenuti validi corrisponde a conquistarne la fiducia. Ed è quello che tu fai già quotidianamente, se ci pensi.

    Per te si tratterebbe, dunque, solo di sviluppare qualcosa che ha già le basi ben impostate, scegliendo con cura le sottonicchie degli infoprodotti e le metodologie con cui proporli agli utenti ;)

    • Daniele Imperi
      2 maggio 2014 alle 07:46 Rispondi

      Concordo sugli infoprodotti e sto studiando qualcosa a riguardo.

      Ma non ricordo di aver detto che avrei pubblicato un racconto a pagamento, a meno che tu ti riferisca al mio esperimento di self-publishing :)

  15. Giuliana
    2 maggio 2014 alle 10:09 Rispondi

    Sì, intendo quello, quando hai detto che avresti autopubblicato un racconto e l’avresti venduto, non ricordo se a uno/due euro o giù di lì.

    • Daniele Imperi
      2 maggio 2014 alle 10:28 Rispondi

      Alla modica cifra di 99 centesimi :D
      Ma sentirò anche il parere dell’editor.

  16. 5 cose che odiano i blogger
    4 maggio 2014 alle 05:02 Rispondi

    […] il primo punto da chiarire è: perché avete aperto un blog? Io li ho sempre aperti per passione, mi piacciono, mi piace scrivere, anche se alcuni dovrebbero servirmi per […]

  17. Linda
    8 maggio 2014 alle 23:42 Rispondi

    Penso che ci sia il blog della passione e anche il blog della professione: il primo è quello del cuore, dell’argomento di cui parleresti anche mentre dormi. Altro è il lavoro, sapere o dover scrivere di un argomento che ti appassiona il giusto ma che sei tenuto ad approfondire perché il dovere chiama. Stanno in piedi tutti e due pur scorrendo su binari diversi. Da pochi giorni ho inaugurato il mio nuovo blog, rientra nella prima categoria di cui parlavo. Se ti va, puoi dare un’occhiata, si chiama ‘Cosa scrivi’. Intanto ti seguo!

    • Daniele Imperi
      9 maggio 2014 alle 08:11 Rispondi

      Ciao Linda, benvenuta nel blog.
      Io ho proprio tutti e due i blog e mi riesce più facile e divertente scrivere in questo.

      Ho visto il tuo blog, auguri per la tua avventura :)

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