Scrivere è comunicare

Il blog per scrittori, blogger e copywriter

Scrivere senza pensare alle parole chiave

Parole chiave

Leggendo un post scritto da Cristiana Tumedei su QuiCopy, Le parole chiave non servono, m’è venuta l’ispirazione per questo articolo. Il post su QuiCopy ha un taglio differente e parla dell’uso delle parole e frasi chiave ai fini del posizionamento e di come sia più utile dedicarsi a sfruttare le frasi chiave per la scrittura dei testi.

Lo scopo del mio post, invece, è quello di sfatare un mito SEO, o meglio quello di far capire come chi scrive testi per il web non abbia assolutamente bisogno di analizzare le parole chiave.

I miti SEO e la forzatura del testo

Ripeto da sempre che i sedicenti SEO hanno contribuito alla distruzione della lingua italiana, introducendo nel web testi sgrammaticati e illeggibili. Non hanno fatto altro che adattare le ricerche degli utenti – che tendono a tagliare il superfluo per comodità e velocità – ai testi che scrivono.

Il risultato è quello di leggere frasi mancanti di preposizioni o articoli e maiuscole quando servono. Esempi come “se sei in cerca di un attico piscina roma” o “hotel piscina Umbria” fanno capire quanto basso sia il livello dei testi.

Scrivere usando come frasi chiave le parole esatte – e grammaticalmente non corrette – degli utenti con la speranza di ottenere un buon posizionamento della pagina è un mito SEO. La forzatura delle parole chiave non porta a nulla, rende soltanto il testo illeggibile e perfino ridicolo.

Il generatore di parole chiave

Quando scrivo un post o un qualsiasi testo per una pagina web, uso un comodo generatore di parole chiave. Mi aiuta moltissimo, non costa alcuna fatica e i miei testi hanno la giusta dose di parole e frasi chiave attinenti al tema che sto trattando.

Il generatore è nella mia mente e in quello che so. Né più né meno. Quando devo scrivere un articolo, conosco la materia, quindi non ho bisogno di cercare parole chiave attinenti. Queste parole esistono già, sono presenti nei miei pensieri perché le conosco, perché legate a ciò che sto scrivendo.

Una questione di documentazione

Alla ricerca di parole chiave io oppongo una sana documentazione della materia. A cosa serve affannarsi a trovare un elenco spoglio di parole e frasi se poi non sappiamo cosa farci? Ho scritto testi di ogni tipologia per i miei clienti, dalla sicurezza sul lavoro alla medicina, dalla cucina ai viaggi alle applicazioni e non ho mai fatto alcuna ricerca infruttuosa di parole chiave.

Mi sono semplicemente documentato sulla materia che dovevo trattare. Ho studiato. Ho imparato concetti. E ho scritto. Le parole chiave forse nemmeno esistono, sono un errato modo di affrontare la scrittura.

Ricordo quando andava perfino di moda parlare di densità di queste parole all’interno del testo. Non mi sono mai preoccupato di calcolare una densità. La scrittura non è matematica. Ovvio che in un testo di 200 parole sull’uso del cioccolato non posso ripetere 40 volte la parola cioccolato. Suonerebbe ripetitiva anche a un bambino di 5 anni.

Scrittura per il web efficace

Ho individuato alcuni elementi che rendono la scrittura per il web perfettamente ottimizzata, non per i motori di ricerca, ma per gli unici destinatari delle nostre pagine: i lettori. È ora di smetterla di considerare un motore di ricerca come un dio a cui sottoporre in sacrificio ciò che scriviamo. Il motore di ricerca è solo uno strumento, nulla più.

  • Testo: è il primo elemento che dobbiamo considerare. Scrivere testi di valore, di utilità, di informazione, di intrattenimento, scrivere testi innovativi, che vanno oltre l’originalità: questo deve essere il nostro unico obiettivo.
  • Contesto: un testo è formato da varie parti, ognuna legata all’altra da una precisa relazione e che, insieme, hanno organicità. Mai dimenticare il contesto quando si scrive e specialmente quando si linka una pagina web. In un articolo, per esempio, si parlava dei segreti e dei misteri di Venezia e chi legge si aspetta di conoscerli. Nel testo invece si sfruttava questo tema per inserire link verso siti di alberghi, attraverso una forzatura di parole chiave.
  • Sinonimi: c’è chi sostiene che non esistano e forse ha ragione. In alcuni casi però chi scrive deve cercare un termine che si avvicini il più possibile alla parola chiave perfetta. Variare è una regola da tenere a mente.
  • Grammatica: mai dimenticarla. È una legge da rispettare sempre. Che cosa significa in italiano “i turisti potranno godere insieme alle tariffe hotel Venezia”? Assolutamente nulla. Chi ha scritto quella frase dovrebbe ricominciare dalla prima elementare, non spacciarsi per seo copywriter.
  • Approfondimento: quando scriviamo dobbiamo andare sempre più in profondità del tema che abbiamo trattato con altri testi correlati. In questo modo rafforziamo il nostro sito, dando a esso la completezza e l’autorevolezza che lo differenziano dagli altri.

Non pensate alle parole chiave

Scrivete con competenza della materia e non avrete più bisogno di pensare alle parole chiave. Lasciate quell’inutile lavoro ai SEO. Voi siete blogger, scrittori, web copywriter: professionisti della parola e della scrittura. Scrivere è un’arte, non un gioco di furbizie e trucchi.

32 Commenti

  1. Frank Spada
    28 giugno 2013 alle 10:06 Rispondi

    Caro Daniele…

    Sono ingenuo per natura
    Educato per misura
    Ostinato per postura

    … di un idiota non le parlo, di me stesso men che mai, di un ignorante pure.

    Cordialità a manate.

    • Daniele Imperi
      28 giugno 2013 alle 10:09 Rispondi

      Bella poesia, Frank ;)

      • Frank Spada
        28 giugno 2013 alle 10:28 Rispondi

        Non è da lei scambiare una confessione per una forma che non so fare.

  2. Alessandro Madeddu
    28 giugno 2013 alle 10:07 Rispondi

    Daniele, è la prima volta che ti sento “arrabbiato” :)

    • Daniele Imperi
      28 giugno 2013 alle 10:11 Rispondi

      Ahah, ma non ero arrabbiato :D

      Con la scusa delle parole chiave i SEO hanno creato solo confusione, secondo me. Le parole chiave non esistono per me: esistono il testo e il contesto. Se conosci la materia, allora scrivi contestualizzando l’argomento.

      • Alessandro Madeddu
        28 giugno 2013 alle 10:23 Rispondi

        Hanno preso la lingua italiana e l’hanno corcata di mazzate.

        • Daniele Imperi
          28 giugno 2013 alle 10:30 Rispondi

          Se leggessi certa roba che circola in rete…

          • Alessandro Madeddu
            28 giugno 2013 alle 10:35

            Purtroppo lo faccio. Pare che certe abitudini siano dure a morire.

  3. melchiorre schifano
    28 giugno 2013 alle 11:51 Rispondi

    Mi colpisce quello che hai scritto. Mi colpisce perchè mi sono sempre ritenuto un sostenitore della lingua e della grammatica Italiana. Come sostenitore della lingua e della grammatica Italiana non posso che essere d’accordo con quanto hai scritto ma come “umile operatore del web” subisco il colpo. Hai ragione in tutto e per tutto ma se debbo posizionare una pagina per la keyword “casa vacanze trapani” che alternativa ho se non inserire la keyword nella pagina? Ho letto forse migliaia di articoli, manuali, forum, ho fatto corsi, ho partecipato a convegni dove mi hanno insegnato a fare cosi. Ma cosi’ facendo, contribuisco alla distruzione della lingua e della grammatica Italiana. che cosa debbo fare ? Cambio mestiere ?

    • Daniele Imperi
      28 giugno 2013 alle 12:24 Rispondi

      Melchiorre, io non ho mai scritto che non si devono inserire le parole chiave nella pagina, ma solo che le parole chiave provengono direttamente dal contesto.

      La frase “casa vacanze trapani” così come l’hai scritta non significa nulla in italiano. Se in un manuale SEO o in un corso hanno detto che va scritto proprio così… beh, mi dispiace ma quelli di SEO non capiscono nulla.

      La lingua italiana ha delle regole precise, che servono per farsi comprendere. Eliminare da una frase preposizioni e articoli rende incomprensibile la frase, distrugge la lingua e con la SEO non ha nulla a che vedere.

      • Pieru
        28 giugno 2013 alle 12:59 Rispondi

        Cavolo, forse per la prima volta non sono d’accordo con te, Daniele. Ma forse è solo una questione di “dosi”.
        Purtroppo secondo me OGGI usare la chiave “case vacanze Trapani” è una scorciatoia e funziona ancora. Tempo fa era addirittura indispensabile, oggi lo è molto meno e in alcuni casi (dopo gli aggiornamenti di panda e soprattutto penguin) può essere anche pericoloso ma, secondo me, funziona ancora.
        Il problema è che il web è pieno di “sedicenti seo” ma anche di “sedicenti scrittori”, di molta gente che vuole guadagnare lavorando 15 minuti al giorno…
        Insomma secondo me OGGI non è completamente esatto quello che scrivi, se hai necessità di posizionarti un occhio alle parole chiave devi ancora darlo. Domani potrebbe non essere più così e lo spero tanto.
        Questo però non significa riempire il web di schifezze, magari prodotte con software che genera articoli in automatico :)

        • Daniele Imperi
          28 giugno 2013 alle 13:04 Rispondi

          Pieru, posizionamento o meno, la frase “case vacanze Trapani” è una schifezza, perché non è grammaticalmente corretta.

          I testi servono per comunicare e non si comunica scrivendo in un italiano scorretto. E bisogna comunicare all’utente, non ai motori.

          • Pieru
            28 giugno 2013 alle 13:17

            Daniele stai prendendo un esempio estremo: la frase è scorretta ed è una schifezza, concordo in pieno: non è il caso di pubblicarla su un sito di letteratura italiana o di scrittura in generale. Fin qui ci siamo.
            Il titolo del tuo post però sembra far pensare (o suggerire) che si possa scrivere ignorando completamente le parole chiave e che i motori di ricerca siano così intelligenti da capirle da soli e premiare i testi scritti in buon italiano. Questo, almeno OGGI, non è vero. Non ancora.

  4. Daniele Imperi
    28 giugno 2013 alle 13:24 Rispondi

    Pieru

    Daniele stai prendendo un esempio estremo: la frase è scorretta ed è una schifezza, concordo in pieno: non è il caso di pubblicarla su un sito di letteratura italiana o di scrittura in generale. Fin qui ci siamo.
    Il titolo del tuo post però sembra far pensare (o suggerire) che si possa scrivere ignorando completamente le parole chiave e che i motori di ricerca siano così intelligenti da capirle da soli e premiare i testi scritti in buon italiano. Questo, almeno OGGI, non è vero. Non ancora.

    No, infatti io ho parlato di documentazione: e se ti documenti nella materia le parole chiave arrivano da sole.

    Secondo me con la storia delle parole chiave hanno solo creato confusione e concorso alla distruzione della lingua italiana.

    Se vuoi tematizzare un sito che vende delle case per le vacanze a Trapani, devi fare un progetto studiato e mirato, che dia all’utente informazioni dettagliate sulle case vacanza a Trapani. Non hai bisogno di ammazzare la lingua.

  5. Pieru
    28 giugno 2013 alle 13:33 Rispondi

    Daniele Imperi
    Se vuoi tematizzare un sito che vende delle case per le vacanze a Trapani, devi fare un progetto studiato e mirato, che dia all’utente informazioni dettagliate sulle case vacanza a Trapani. Non hai bisogno di ammazzare la lingua.

    Anche qui concordo. Purtroppo però uccidere la lingua italiana può essere una scorciatoia, oggi un po’ meno di ieri (ed è anche pericoloso).

    • Daniele Imperi
      28 giugno 2013 alle 13:45 Rispondi

      Il SEO professionista non usa scorciatoie. Non puoi offrire a un cliente un testo sgrammaticato. E sinceramente non credo che per scalare le serp servano simili scorciatoie.

  6. DanielSEM
    28 giugno 2013 alle 16:11 Rispondi

    Le cose naturali sono sempre le migliori, quelle forzate non avranno mai lo stesso risultato qualitativo.

    Sono pienamente daccordo con tutto quello che hai scritto e sono anni che mi impegno nel dire ai miei clienti che devono scrivere in maniera naturale, usando lo slang di mercato, scrivendo testi sempre originali e senza pensare troppo a dove, come, quando e perchè mettere la keyword.

    In particolar modo questa “paranoia della keyword” rischia di far perdere il focus su quello che si vuole scrivere, ottenendo un risultato che alla fine non è buono ne per i motori di ricerca, tantomento per gli utenti (che sono quelli che compiono le call to action e gli unici per i quali si dovrebbe scrivere, ancora nessuno spider si è iscritto alle mie mailing list :D ).

    • Daniele Imperi
      28 giugno 2013 alle 16:21 Rispondi

      Ciao Daniele e grazie delle belle parole su G+ ;)

      Hai ragione: pensando troppo alle parole chiave e a dove e come inserirle si perde per forza l’attenzione sul contenuto. Fai bene a dire ai clienti che devono scrivere in modo naturale.

  7. franco zoccheddu
    28 giugno 2013 alle 19:59 Rispondi

    Concordo sull’inutilità della parola chiave. Potrei capire se rientri e non te la ritrovi in tasca, la chiave. Ma altrimenti? La chiave di tutto potrebbe rivelarsi proprio una chiave di lettura del tuo articolo, che per inciso trovo utile come una chiave di volta. Per questo non uso MAI la parola chiave.
    A parte gli scherzi, d’accordo su tutta la linea. L’italiano è così elastico da permettere correttezza e stile insieme a sintesi e velocità.

    • Daniele Imperi
      28 giugno 2013 alle 20:03 Rispondi

      Hai detto bene: l’italiano è elastico e chi conosce la materia può scrivere un testo perfettamente ottimizzato e in grado di emergere.

  8. Zia Cin (@Zia_Cin)
    30 giugno 2013 alle 11:31 Rispondi

    Beh…che dire..assssssssolutamente d’accordo. Proprio una settimana fa avevo scritto anch’io dello stesso tema, chiedendomi se, alla fine, non avevamo venduto un po’ tutti l’anima al Seo. Io non ci sto.

    • Daniele Imperi
      30 giugno 2013 alle 18:40 Rispondi

      Ciao Zin Cin e benvenuta nel blog :)
      Vado a leggermi il tuo post, allora :)

  9. Maria Grazia Piemontese
    1 luglio 2013 alle 10:24 Rispondi

    Ciao Daniele,
    concordo pienamente con te. Io scrivo ogni giorno di medicina, mi informo molto prima di redigere il post o l’articolo di turno. Una delle difficoltà che devo fronteggiare è che in ambito medico spesso non ci sono sinonimi o termini con significato affine: non puoi parlare di cistite se non scrivendo cistite. Quindi, per non appesantire il testo, ricorro alla perifrasi o parlo del disturbo attraverso i sintomi, le cause o le conseguenze. Insomma, c’è sempre un modo per non rendere il testo artificiale agli occhi del lettore. Concordo pienamente con te, ma è vero anche che uso alcuni tool per capire le tendenze di ricerca degli utenti e scrivere di argomenti affini a ciò che il lettore cerca. In estate si ha voglia di saperne di più sull’eritema solare, su qual è la crema solare migliore per il fototipo e così via. Diciamo che la mia ricerca delle keyword è centrata a capire come posso soddisfare le esigenze del target e sviluppare il tema dopo un’attento studio dell’argomento e non, come hai detto giustamente tu, sacrificando l’italiano al dio bigG.
    Grazie per aver condiviso le tue riflessioni sulle keyword.
    Buon lavoro.

    • Daniele Imperi
      1 luglio 2013 alle 10:36 Rispondi

      Ciao Maria Grazia e benvenuta nel blog.

      Anche io uso Analytics per conoscere le ricerche degli utenti e ho già scritto alcuni post proprio sulla base di quelle ricerche.

      Ma il discorso è diverso in questo caso: ho visto che gli utenti erano arrivati nel mio blog cercando argomenti che non ho trattato e così ho scritto di quegli argomenti. Questo è un servizio utile ai lettori, quindi.

      La ricerca di parole chiave fatta in questo senso è utile e non dannosa per la lingua.

  10. Maria Grazia Piemontese
    1 luglio 2013 alle 10:45 Rispondi

    Parlando di tool mi riferivo a Google suggestion ma soprattutto a Google trends: incrociando i dati di tutto è più chiaro avere un’idea di cosa gli utenti cercano relativamente a un macro settore.
    “La ricerca di parole chiave fatta in questo senso è utile e non dannosa per la lingua”, assolutamente sì.

    • Daniele Imperi
      1 luglio 2013 alle 11:15 Rispondi

      Ok, ho capito. Non ho mai usato quegli strumenti, ma gli darò un’occhiata.

  11. Maria Grazia Piemontese
    1 luglio 2013 alle 10:46 Rispondi

    Ops… Intendevo Google ubersuggest

  12. Stefano Vaccaro
    7 novembre 2013 alle 12:17 Rispondi

    Ciao Daniele e complimenti per il post, da seo senior dovrei essere infastidito da certe tue affermazioni estreme e invece non ho problemi a dirti che condivido almeno il 95% di quanto hai scritto. Per il resto c’è da dire che Google ultimamente sta tendendo più volentieri la mano alla tua tesi sulla naturalezza della scrittura premiando sempre più i testi naturali rispetto a quelli forzati e facendo scoprire a noi vecchi seo nicchie di posizionamento solo qualche anno fa inimmaginabili…
    mi riferisco al fatto che mentre fino a qualche tempo fa le preposizioni e gli articoli non contavano veramente una sega ai fini seo e c’era spesso sovrapposizione tra i risultati al singolare e al plurale, oggi non è più così e quindi, mentre fino a ieri, ad esempio:
    scuola musica roma
    scuola di musica roma
    scuola di musica a roma
    scuole musica roma
    scuole di musica roma
    scuole di musica a roma
    erano sostanzialmente un’unica keyword (scuola musica roma), oggi sono invece 6 keyword nettamente diverse, tutte egualmente competitive e performanti e tali da raccogliere un bacino di ricerche/utenti importante e tutte suscettibili di una strategia seo appositamente studiata e applicata…
    in pratica, per noi seo oggi gli spazi di operatività aumentano e possiamo aggirare più facilmente la concorrenza e gestire meglio le obiezioni del cliente (del tipo, è vero che non ti ho posizionato in prima pagina con “scuola musica roma” ma hai visto dove stai con “scuola di musica a Roma” che ti può portare altrettanta visibilità e altrettanto traffico qualificato?)
    per finire, tornando al caso della “casa vacanze trapani”, personalmente ho sempre adottato e ricercato un equilibrio tra naturalezza e forzatura concentrando le forzature nel title html, nella sequenza di keywords strategiche (mai ripetute) in testa o in calce alla pagina e nel titolo in H1 della stessa pagina e privilegiando la discorsività e naturalezza nel meta tag description e nel sottotitolo in H2 della pagina. Nel body, sono perfettamente d’accordo con te, bisogna essere naturali e pregnanti sulla materia al 100%…qui quello che conta veramente è quella che io chiamo la “ciccia” esaustiva sull’argomento…sei d’accordo? buon lavoro da un vecchio seo copywriter ;-))

  13. Le parole chiave non esistono
    16 novembre 2013 alle 05:00 Rispondi

    […] mia battaglia contro le parole chiave non ha fine. Tempo fa avevo parlato di come sia opportuno scrivere senza farsi condizionare dalle keyword, poi è stata la volta in cui ho dato contro le pratiche del seo […]

  14. Michele
    29 febbraio 2016 alle 10:33 Rispondi

    Ciao a tutti sono d’accordo anch’io che ripaga sempre la scrittura naturale, creativa ed originale di pagine o di articoli sul proprio blog o sito internet, infatti, per mia piccola esperienza, curando un mio sito professionale come artigiano, ho ottenuto ottimi risultati scrivendo naturalmente quello che conosco come professionista ed inserendo successivamente tag words, dai tag title e categorie. Alla lunga ripaga, la tecnica delle long tail keywords le parole chiave a coda lunga. Ecco ad esempio se scrivete: La nostra accogliente casa vacanze offre un prezzo promozionale a Pasqua e Pasquetta ed include uno sconto per visitare il museo Pepoli a Trapani… questo permette di dare un messaggio gradito, scritto normalmente e grazie alle long tail keywords di posizionarsi anche con prezzo, sconto, Pasqua ecc… ci vuole quindi un gran lavoro di progettazione e buona capacità di scrittura, se vi ricordate alle scuole primarie non a caso in italiano ci facevano fare il grappolo delle idee per poi sviluppare il tema. Concludo che le tecniche di posizionamento ci sono grazie agli strumenti di supporto come tag, metatag, categorie, però il contento e la forma resteranno sempre il miglior modo per far funzionare gli strumenti di supporto, proprio grazie alle long tail words che, da quello che ho sperimentato, funzionano tanto meglio, tanto è ben scritto ed originale un articolo. Un saluto a tutti. Michele Bortolotti (fabbro serraturiere).

    • Daniele Imperi
      29 febbraio 2016 alle 10:54 Rispondi

      Ciao Michele, benvenuto nel blog.
      Sfruttare la long tail è una tecnica che usano in molti, ma ci vuole tempo per ottenere risultati, e tanti contenuti. Il grappolo delle idee alle elementari non l’ho fatto, forse è una pratica moderna.
      Tag e metatag sono utili, ma non sufficienti per posizionarti.

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