10 parole nuove da usare #9

10 parole nuove

Le dieci parole nuove, quelle mai sentite o forse dimenticate, del penultimo giovedì del mese, continuano con due soli romanzi questa volta.

I romanzi da cui sono tratte sono soltanto due, questa volta. Si tratta di Apocalisse Z di Manel Loureiro, di cui ho già parlato, e di Dimmi chi sei, Marlowe di Frank Spada, il secondo dedicato a questo detective.

  1. Strallo: trovata a pagina 147 del romanzo Apocalisse Z di Manel Loureiro. È il cavo, di metallo, che sostiene la vela.
  2. Sparto: trovata a pagina 152 del romanzo Apocalisse Z di Manel Loureiro. Pianta erbacee delle Graminacee, usate per fare corde, cesti e carta di riso.
  3. Celtibero: trovata a pagina 226 del romanzo Apocalisse Z di Manel Loureiro. Ciò che è riferito al popolo dei Celtiberi.
  4. Derapare: trovata a pagina 229 del romanzo Apocalisse Z di Manel Loureiro. È l’azione di un aereo che si sposta lateralmente a causa di un forte vento.
  5. Dacron: trovata a pagina 299 del romanzo Apocalisse Z di Manel Loureiro. Nome di una fibra tessile.
  6. Scotta: trovata a pagina 300 del romanzo Apocalisse Z di Manel Loureiro. Corda usata per regolare l’orientamento delle vele.
  7. Succedaneo: trovata a pagina 341 del romanzo Apocalisse Z di Manel Loureiro. Sostanza che ne sostituisce un’altra, con gli stessi effetti.
  8. Kenzie: trovata a pagina 41 del romanzo Dimmi chi sei, Marlowe di Frank Spada. Non c’è nel dizionario, ma è un termine inglese che indica una ragazza formidabile.
  9. Puntizzatore: trovata a pagina 63 del romanzo Dimmi chi sei, Marlowe di Frank Spada. Scalpello usato per fare tacche e segni sul materiale da lavorare.
  10. Batracino: trovata a pagina 140 del romanzo Dimmi chi sei, Marlowe di Frank Spada. Relativo a un tipo di rana.

Esercizi di scrittura con le dieci parole

  1. Si arrampicò sullo strallo, veloce come una scimmia, a forza di braccia. Raggiunse il punto in cui la vela era squarciata da una cannonata. Tenendosi con una sola mano, ricucì lo strappo e si fece poi scivolare giù fino al ponte.
  2. La donna portava un cesto di sparto, camminando sotto il sole pomeridiano. Raggiunse la casa dell’amica e bussò. Quando le fu aperto, consegnò la cesta piena di funghi che aveva colto nel bosco. L’amica la ringraziò, ma non raccontò mai a nessuno se le piacquero o meno.
  3. Il soldato che si trascinava nella calura di mezzogiorno indossava abiti celtiberi, ma non aveva spada. Il centurione diede l’alt alla legione che avanzava e mandò un messo ad accogliere l’uomo. Il soldato non seppe spiegare perché fosse in quella regione e, soprattutto, perché fosse ancora vivo con tutte quelle ferite nel corpo. Non rispondeva alle domande e dalla sua bocca uscivano solo suoni gutturali. Quando addentò una spalla del centurione, che lo stava interrogando, alcuni legionari lo fecero a pezzi.
  4. La tempesta infuriava nel cielo e l’aereo derapava in continuazione. Il pilota tentava invano di ristabilire la rotta, ma il vento era troppo forte. Quando si ritrovò a breve distanza da una parete di roccia, dopo l’ultimo spostamento, azionò l’espulsione del sedile appena in tempo. Ma il paracadute non si aprì.
  5. Aveva abiti di dacron, calzari di cuoio e un copricapo che somigliava a un turbante. L’uomo che si presentò alla stazione dei carabinieri, quella mattina, parlava persino una lingua mai sentita. Il maresciallo riuscì a farsi capire, domandandogli da dove venisse, ma l’uomo indicò il cielo.
  6. La nave sobbalzava come un pezzo di legno nell’oceano nero come la pece. La scotta si era spezzata e le vele andavano per conto loro. Il marinaio tentò di sostituirla, lasciando la presa, e fu catapultato fuori bordo, sparendo nel turbinio delle onde.
  7. La donna aveva trovato la bottiglietta di arsenico, ma il marito era riuscito a inventare una scusa plausibile sulla sua presenza in cucina. Sua moglie, comunque, la fece sparire, ritardando momentaneamente i progetti dell’uomo, che trovò un succedaneo il giorno stesso. Quella volta la moglie non lo trovò. Non trovò più nulla, a dire il vero.
  8. Aveva rimorchiato una tipa al pub, una kenzie di quelle che non si dimenticano facilmente. Quarta di seno, fondo schiena da restare in apnea, capelli lunghi e biondi. L’aveva portata a casa e avevano bevuto birra e whisky fino a non ragionare più. Il pomeriggio successivo, quando lui si risvegliò con un blocco di cemento al posto della testa, la donna era sparita. Assieme a ogni cosa di valore nella casa.
  9. L’operaio andò al cantiere come ogni mattina. Entrò nell’edificio in costruzione, salutò due colleghi e raggiunse l’impastatrice. Fu allora che notò un operaio che non aveva mai visto prima. Si volse verso i due che aveva incontrato, ma non era più lì. Poi arcuò la schiena, un urlo che gli moriva strozzato in gola e un dolore che lo paralizzò. Più tardi lo trovarono con un puntizzatore infilato in un fianco.
  10. Il corpo era gonfio, batracino addirittura. Gli occhi totalmente bianchi. La bocca violacea. Il cadavere era emerso dalla palude all’alba, un ammasso putrido di carne dimenticata e corrotta. Persino le creature acquatiche l’avevano disdegnata.
Categoria postPublicato in Scrittura - Data post18 agosto 2011 - Commenti2 commenti

DanieleDaniele Imperi

Sono blogger e web writer e scrivo e leggo ogni giorno. Oltre a Penna blu, ho creato e gestisco i siti su Cormac McCarthy e Edgar Allan Poe. Leggi di più nella mia biografia.

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Commenti
  • Frank Spada 18 agosto 2011 at 16:27

    Mi riapproprio di strallo, scotta e delle kenzie in ninnoli i-podiani e accorgimenti autoscattanti, complimentandomi con Daniele Imperi per i suoi esercizi di scrittura (davvero chincagliosi)!

  • Daniele Imperi 21 agosto 2011 at 19:29

    Grazie Frank :)

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