Scrivere è comunicare

Il blog per scrittori, blogger e copywriter

10 parole nuove da usare #6

10 parole nuove

Penultimo giovedì del mese e quindi torna l’appuntamento con le dieci parole nuove trovate nei libri che leggo. Ripeto che possono essere anche parole usate di rado o magari dimenticate.

I libri da cui sono tratte sono Raimondo Mirabile, futurista di Graziano Versace, Il mago di Earthsea di Ursula Le Guin, Prima di Adamo di Jack London e Virginia e gli uomini mostro di Edgar Rice Burroughs.

  1. Fopponi: trovata a pagina 247 del romanzo Raimondo Mirabile, futurista di Graziano Versace. Sul dizionario manca, ma in rete ho trovato che viene usata per cimiteri d’emergenza, fosse scavate fuori dalla città.
  2. Lanche: trovata a pagina 4 del romanzo Il mago di Earthsea di Ursula Le Guin. Sono le anse del fiume abbandonate dalla corrente e che formano laghetti stagnanti.
  3. Amarrata: trovata a pagina 23 del romanzo Il mago di Earthsea di Ursula Le Guin. Significa ormeggiare.
  4. Fantolino: trovata a pagina 21 del romanzo Prima di Adamo di Jack London. Parola usata in letteratura e sta per bambino.
  5. Tritticare: trovata a pagina 31 del romanzo Prima di Adamo di Jack London. Nel dizionario non c’è, ma in uno inglese viene riportato come verbo dialettale romano per tremolare (e meno male che sono di Roma…).
  6. Gibigiana: trovata a pagina 31 del romanzo Prima di Adamo di Jack London. È una parola lombarda e significa balenio di luce che viene riflesso da un corpo lucido e trasparente.
  7. Barena: trovata a pagina 117 del romanzo Il mago di Earthsea di Ursula Le Guin. È il terreno che durante la bassa marea emerge dalla laguna.
  8. Scaramazza: trovata a pagina 118 del romanzo Il mago di Earthsea di Ursula Le Guin. È una perla non perfetta.
  9. Buriana: trovata a pagina 69 del romanzo Virginia e gli uomini mostro di Edgar Rice Burroughs. È un temporale poco esteso e intenso.
  10. Argo: trovata a pagina 86 del romanzo Virginia e gli uomini mostro di Edgar Rice Burroughs. È un grosso uccello dei galliformi.

Esercizi di scrittura con le dieci parole nuove

  1. Uscì dalla città, dove la nebbia reclamava vittime notturne ogni giorno. Armato d’una lanterna opaca, si fece strada attraverso lo spesso strato biancastro che riempiva la campagna. I miasmi l’accolsero amici, effluvi che aveva imparato ad amare negli anni bui della sua giovinezza. Là, dov’erano stati scavati innumerevoli fopponi, dopo la peste che aveva colpito la città, si mise a cercare, dissotterrando ciò che era stato sepolto e dimenticato. Ciò che mai più avrebbe dovuto camminare sulla terra.
  2. Sedeva sulla riva della lanca, dove l’acqua stagnante pullulava di vita anfibia e di malariche zanzare. Il sole stava tramontando oltre i crinali innevati e il buio sarebbe sceso presto a oscurare il mondo. E col buio sarebbero scese anche altre cose, che il vecchio non osava nominare. Si segnò, sputò nell’acqua putrida e fece ritorno a casa, prima che le tenebre lo cogliessero indifeso.
  3. Correva. I piedi sembravano appena sfiorare la sabbia, mentre il ragazzo fuggiva senza più fiato. Raggiunse la baia, ma non vide più la barca che aveva amarrato. Dietro di lui, il fogliame degli alberi veniva smosso come colpito da una tromba d’aria, mentre la spiaggia tremava in preda a un terremoto. Poi il sole s’oscurò e un urlo bestiale coprì le grida del ragazzo che veniva sollevato da terra come un fuscello.
  4. L’uomo che aspettava all’angolo aveva il volto coperto da un cappello a tesa larga. Quando la donna arrivò, porgendogli una cesta coperta da uno straccio, l’uomo tirò fuori un sacchetto pieno di monete e glielo consegnò. Quindi aprì il fagotto e lanciò appena un’occhiata al fantolino che l’osservava con occhi vispi. Sorrise, soddisfatto. Poi prese la cesta e scomparve nella notte, senza voltarsi indietro, dove la donna lo guardò allontanarsi piangendo lacrime di silenzio.
  5. La porta cigolò nel cuore della notte e il vecchio si svegliò. Forse era il vento, si disse, ma era sicuro di aver chiuso tutte le imposte. O forse era qualcos’altro, l’ombra che si muove silente nel buio a prender l’anima dei dormienti. A quel pensiero prese a tritticare sotto le coperte, sondando l’oscurità della stanza in cerca di qualcosa a cui non sapeva dare un nome. Poi un baluginio saettò nelle tenebre, disegnando una curva, e una figura incappucciata si mosse. Gli occhi del vecchio si ritrovarono a guardare le orbite vuote del volto bianco che aveva di fronte. E ne conobbe il nome.
  6. L’uomo camminava per le strade di Milano destando lo stupore di quanti incontrava. Si muoveva a scatti, come se non riuscisse a coordinare gambe e braccia. Quell’andatura goffa fece sorridere qualcuno, ma ai più non era sfuggita l’insolita gibigiana che proveniva dalla sua pelle. Fu quando giunse al Duomo che si scatenò il putiferio. L’uomo passò in mezzo alla massa di gente che affollava la piazza e le donne urlarono. Un gendarme, richiamato dalla confusione, si fece avanti e tentò di fermarlo ma, appena lo vide, estrasse la pistola. L’automa tentò di parlare, alzando una mano in segno di amicizia, ma un proiettile lo colpì in pieno petto e, in un ammasso di liquidi fumanti, quell’essere sconosciuto si liquefece nel caos cittadino.
  7. I due uomini attendevano, seduti sulla riva della laguna. Pian piano il livello dell’acqua stava scendendo e, quando la bassa marea sarebbe arrivata, avrebbero saputo. Avevano portato due pale e un grosso sacco di iuta. Quando sarebbe emersa la barena, avrebbero scavato. E riportato alla luce la strana bestia che dormiva sottoterra e durante l’alta marea divorava i pescatori risucchiandoli con tutte le barche.
  8. Il pirata soppesò le perle rubate alla dama presa prigioniera dopo l’attacco alla nave inglese. Scaramazze e nient’altro, altro che bottino. S’era aspettato casse d’oro, porcellane di valore, monete, gioielli. Ma oltre a una ciurma di straccioni, a un capitano senza un soldo e a due donne, di cui una vecchia e che puzzava di piscio, non aveva trovato altro. Gettò le perle in mare e guardò la dama, questa volta con occhi diversi. Quella notte avrebbe avuto la parte di bottino che gli spettava.
  9. Mentre tornava alla capanna lo prese una buriana che l’inzuppò da capo a piedi in pochi attimi. Tornava dalla caccia, nel folto delle foreste dell’isola tropicale dove s’era rifugiato dopo l’evasione dalla prigione. Da quel giorno erano trascorsi quasi due anni e nessuno era mai venuto a cercarlo lì, in quell’isola sperduta dell’oceano. Trovò la porta aperta e avvertì una sorta di brivido dietro la nuca. Caricò il fucile e si avvicinò in silenzio alla capanna, incurante della pioggia. Poi, nel caos del temporale, risuonarono spari e raffiche che falciarono l’uomo da ogni direzione. Quando la pioggia cessò, nell’isola tornò il silenzio.
  10. Erano andati a caccia nelle foreste del Laos, ma avevano trovato soltanto due esemplari di argo. Stanchi e delusi, sostarono tutti e cinque accanto a un ruscello, fumando e facendo progetti per il giorno dopo. Un rumore alle loro spalle li riscosse, ma quando si voltarono non videro nessuno. Poi uno di loro s’allontanò per orinare e non fece ritorno. Gli altri si mossero insieme per cercarlo e, quando la prima freccia si piantò nella gola di un altro, cominciarono a sparare all’impazzata. I colpi finirono e allora altre frecce giunsero, senza mancare il bersaglio.

3 Commenti

  1. Michela
    19 maggio 2011 alle 08:09 Rispondi

    in perugino “amarrare” significa far perdere l’affilatura a una lama… :) tipo quando dici “se ci tagli la plastica le forbici ti si amarrano” :)

  2. claudia
    19 maggio 2011 alle 19:56 Rispondi

    a firenze “buriana” si usa comunemente per indicare una bufera sia reale che metaforica. Di solito si dice “l’è buriana” per indicare una brutta situazione :-)
    ciao!

  3. Daniele Imperi
    19 maggio 2011 alle 21:07 Rispondi

    @Michela: non ricordo il contesto in cui ho trovato quella parola, ma controllerò.

    @Claudia: grazie, questa mi mancava :)

Lasciami la tua opinione

Nome e email devono essere reali. Se usi un nickname, dall'email o dal sito si deve risalire al nome. Commenti anonimi non saranno approvati.