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10 parole nuove da usare #17

10 parole nuove

In questo nuovo appuntamento con le parole nuove e gli esercizi di scrittura ho preso spunto da tre libri in lettura, un romanzo storico, un saggio storico e un altro romanzo che ha poi contribuito a volontà.

Si tratta dei libri La svastica e la runa di Marco Zagni, I pilastri della Terra di Ken Follett e Suttree di Cormac McCarthy.

  1. Mochenica: trovata a pagina 168 del libro La svastica e la runa di Marco Zagni. Relativo a una popolazione tedesca del Trento.
  2. Alloglotte: trovata a pagina 425 del libroLa svastica e la runa di Marco Zagni. Riferito a una lingua diversa da quella ufficiale.
  3. Rescritto: trovata a pagina 927 del libro I pilastri della Terra di Ken Follett. Atto con cui venivano concesse le grazie.
  4. Ciatti: trovata a pagina 212 del libro La svastica e la runa di Marco Zagni. Antica popolazione germanica.
  5. Pubblicani: trovata a pagina 979 del libro I pilastri della Terra di Ken Follett. Chi si aggiudica l’appalto per opere pubbliche, ecc.
  6. Transustanziazione: trovata a pagina 990 del libro I pilastri della Terra di Ken Follett. Trasformazione di pane e vino nel corpo e sangue di Gesù.
  7. Ventaglia: trovata a pagina 1006 del libro I pilastri della Terra di Ken Follett. È la parte inferiore della visiera della celata nelle armature.
  8. Princisbecco: trovata a pagina 3 del libro Suttree di Cormac McCarthy. Lega di rame, stagno e zinco.
  9. Fitolacca: trovata a pagina 3 del libro Suttree di Cormac McCarthy. Pianta con frutti a bacca e radici velenose.
  10. Buccino: trovata a pagina 3 del libro Suttree di Cormac McCarthy. Mollusco con conchiglia.

Esercizi di scrittura con le parole nuove

Entrò nella contrada mochenica all’alba. L’aria montana era fredda, ma nessuna nuvola macchiava il cielo. Le case e le strade erano deserte e tutto sembrava fermo come un quadro realistico dipinto da un maestro.

Osservò le insegne sulle botteghe vuote, non comprendendone il significato. Nomi alloglotti d’una popolazione ormai scomparsa.

Era partito dalla città tre mesi prima, attraversando un territorio devastato dalla guerra, paesi isolati, fiumi arrossati dal sangue, cumuli di cadaveri in decomposizione. Portava il rescritto del principe delle Terre libere, ma era arrivato troppo tardi. Nessuno più viveva in quel posto, dove solo i fantasmi vagavano.

Si chiese che fine avessero i ciatti, se ancora vivessero da qualche parte, se fossero solo fuggiti o se, invece, fossero stati risucchiati dall’ombra. I pubblicani della contrada avevano fatto richiesta di costruire ponti e nuove strade per collegare quella piccola comunità alle altre sorte oltre le montagne. Ma l’uomo non vide segni di opere edili in costruzione.

Il male, dunque, era giunto fin lassù, demoniaca transustanziazione che non trovava logica nel comune divenire della natura. Ennesima rappresentazione d’una corruzione che plasmava e ricreava l’ordine antico del Creatore.

Si tolse l’elmo e slacciò la ventaglia. Smontò da cavallo e lo legò a un palo davanti a una taverna. In terra scorse alcuni oggetti ormai bruniti in princisbecco, semi sepolti dalla polvere. Ne raccolse uno, un ciondolo che rappresentava un ovale con un simbolo che non riconobbe.

Attorno, sui bordi della strada, crescevano file di fitolacca in fiore. Erbaccia infestante spuntava invece qua e là davanti agli edifici. Fiori dai gambi ritorti come il guscio del buccino si contendevano i prati dissestati.

Slegò il cavallo e montò in sella. Prima di rimettere l’elmo volse uno sguardo intorno. Il vento riprese la sua folle corsa verso mete sconosciute e qualche nuvola faceva la sua prima apparizione del giorno.

Le leggi della natura, nonostante l’assenza dell’uomo, avrebbe continuato a esistere, ancestrali dogmi che neanche la più cupa delle ombre avrebbe potuto scalfire.

Con quel pensiero voltò il cavallo e si allontanò al galoppo.

3 Commenti

  1. Romina
    19 aprile 2012 alle 12:36 Rispondi

    Bel racconto e belle parole! Non vedo l’ora di trovare un po’ di tempo e lanciarmi nell’impresa.

    Solo un piccolo appunto, la parola “transustanziazione” non credo possa essere usata come hai fatto tu. Non ne sono convinta, ma da quel che so, credo che così non abbia molto senso. A meno che non ci sia un altro significato della parola che al momento mi sfugge… va beh! Bel racconto in ogni caso.

  2. La Scribacchina
    18 maggio 2012 alle 10:29 Rispondi

    Fitolacca suona bene -_-

  3. Romina Tamerici
    8 giugno 2012 alle 01:15 Rispondi

    Mi ero dimentica di segnalare il mio esercizio! Sì, lo so, nessuno se n’era accorto. Ma io lo segnalo lo stesso: http://tamerici-romina.blogspot.it/2012/05/esercizio-di-scrittura-10-parole-nuove.html Grazie a chi leggerà e a te, Daniele, per le belle parole con cui esercitarsi!

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