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10 parole nuove da usare #15

10 parole nuove

Nuovo appuntamento con la rubrica dedicata alle parole nuove o poco sentite. Questa volta ho trovato i termini in tre libri, uno di narrativa, un romanzo storico e un saggio storico.

Si tratta dei libri Il segreto antico di Beppe il maniscalco di Luigi Leonardi, I pilastri della Terra di Ken Follett e La svastica e la runa di Marco Zagni.

  1. Mascalcia: trovata a pagina 7 del libro Il segreto antico di Beppe il maniscalco di Luigi Leonardi. Arte e bottega del maniscalco.
  2. Acchiappino: trovata a pagina 419 del libro I pilastri della Terra di Ken Follett. Altro nome dei giochi acchiapparella o chiapparello.
  3. Presule: trovata a pagina 455 del libro I pilastri della Terra di Ken Follett. Vescovo o prelato.
  4. Guanchi: trovata a pagina 84 del libro La svastica e la runa di Marco Zagni. O guanci, sono aborigeni delle isole Canarie, estinti dal 1496.
  5. Monofisiti: trovata a pagina 67 del libro Il segreto antico di Beppe il maniscalco di Luigi Leonardi. Sono i copti.
  6. Cervelliera: trovata a pagina 518 del libro I pilastri della Terra di Ken Follett. Una calotta metallica da mettere sotto l’elmo.
  7. Tuello: trovata a pagina 90 del libro Il segreto antico di Beppe il maniscalco di Luigi Leonardi. Parte interna dello zoccolo del cavallo.
  8. Cagnolo: trovata a pagina 90 del libro Il segreto antico di Beppe il maniscalco di Luigi Leonardi. Si chiama così il cavallo che ha un difetto di rotazione dello zoccolo verso l’interno.
  9. Guilder: trovata a pagina 617 del libro I pilastri della Terra di Ken Follett. Si tratta di una moneta, che letteralmente significa “d’oro”, usata nel medio evo ma anche in epoca moderna in Olanda.
  10. Orfismo: trovata a pagina 116 del libro La svastica e la runa di Marco Zagni. Movimento filosofico-religioso dell’antica Grecia.

Esercizi di scrittura con le dieci parole nuove

Era uscito dalla mascalcia all’imbrunire. Fuori, nella piazza del paese, i bambini si attardavano prima della cena, giocando ad acchiappino e rincorrendosi come scalmanati. Percorse la strada principale e passò davanti alla grande chiesa. Il presule stava chiudendo i battenti e gli fece un cenno di saluto.

Erano rimasti in pochi al paese, uno sparuto gruppo di famiglie che resisteva all’invasione dell’antica religione rinata e rifiutava di arrendersi al destino che ne avrebbe decretato l’estinzione. Si vedeva come i guanchi, antichi uomini scacciati e sterminati da un popolo invasore.

Restò a osservare la chiesa, austera e silenziosa nella sera che avanzava. Erano gli ultimi monofisiti rimasti, che combattevano una guerra già persa con armi non idonee. Ma non avevano altro. Quel giorno aveva realizzato una nuova cervelliera per il suo elmo, rinforzata e più comoda della precedente.

L’indomani avrebbe dovuto lavorare invece allo zoccolo del suo cavallo, che era stato ferrato male e aveva una ferita al tuello. Poi si sarebbe occupato di un cavallo cagnolo, che aveva bisogno di una ferratura correttiva, e quello gli avrebbe fatto guadagnare un po’ di guilder.

Non sapeva quando sarebbe tornato a combattere. L’orfismo progrediva e si espandeva sempre più, inglobando e distruggendo chiunque si fosse opposto al nuovo credo. E presto sarebbe toccato alla sua gente.

Pensò che sarebbe morto felice, comunque. La loro estinzione sarebbe stata una vittoria, perché non si sarebbero piegati, ma spezzati.

Con quel pensiero si addormentò, mentre un accenno di sorriso disegnò una piega inconsueta sulle sue labbra.

6 Commenti

  1. Romina
    16 febbraio 2012 alle 13:08 Rispondi

    Eccole! Eccole! Evviva! Mi sembrano particolarmente difficili o è solo una mia impressione? Se non ci sono imprevisti, questa sera scrivo il mio testo. Bello il tuo racconto (c’è una ripetizione di parola, errore di trascrizione). L’orfismo, tra le sue credenze, critica la città perché si fonda sull’uccisione, quindi non credo che i suoi membri si dedichino alla distruzione… però, non saprei! In ogni caso, ottimo lavoro e belle parole!

  2. Daniele Imperi
    16 febbraio 2012 alle 13:12 Rispondi

    Grazie, ma dov’è la ripetizione?

  3. Romina
    16 febbraio 2012 alle 20:53 Rispondi

    La ripetizione? Guarda che non è una cosa stilistica, è proprio un errore di trascrizione, una svista… sai che sono pignola, comunque è qui:
    […] dell’antica religione rinata rinata e rifiutava […]
    Vedi che “rinata” è scritta due volte? Tutto qui… e, lo so, mi zittisco da sola! Oppure, mi viene il dubbio che sia una ripetizione voluta e io non ho capito nulla… tutto può essere!

  4. franco zoccheddu
    16 febbraio 2012 alle 22:53 Rispondi

    Repetita iuvant…

  5. Daniele Imperi
    17 febbraio 2012 alle 09:11 Rispondi

    Mi era sfuggita :)
    Ho corretto.

  6. Romina
    17 febbraio 2012 alle 09:59 Rispondi

    Ho postato il mio racconto ieri (http://tamerici-romina.blogspot.com/2012/02/esercizio-di-scrittura-10-parole-nuove.html). So che l’hai già letto, però, magari sul tuo blog passa qualcuno interessato al mio esercizio e al progetto “10 parole” (mi mancano ancora un bel po’ di scrittori!). Insomma, pubblicità spudorata… me ne rendo conto. Cancella pure il mio commento, se lo ritieni opportuno, non me la prendo!

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