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Pallore mortale

Un racconto di fantascienza di 300 parole

Pallore mortale

La navicella era tornata improvvisamente, interrompendo la sua missione lunare dopo appena quattro giorni. Quando aveva chiesto l’autorizzazione per il rientro, il capitano Maurhus non aveva saputo spiegarne i motivi. A dire il vero la comunicazione era molto disturbata, la voce andava e veniva, le immagini, per nulla nitide, apparivano sbiadite. Il capitano stesso sembrava aver perso il suo colore e la voce arrivava da lontano, come se stesse parlando dall’astronave senza microfono. Nessun altro componente di quella squadra era stato visto né sentito.

Alla base si stavano chiedendo cosa fosse successo. Nessuno avrebbe potuto sospendere una missione come quella senza un motivo veramente valido. Al comandante Leithos fu affidato l’incarico di ricevere la navicella e interrogare il capitano. Per prima cosa avrebbe disposto un’indagine all’interno dell’astronave, per verificare che tutti gli strumenti funzionassero e che tutto l’equipaggio fosse in buona salute. Poi avrebbe obbligato Maurhus a chiarire quel ritorno inatteso.

Quando Leithos entrò nella navicella, trovò solo oscurità e silenzio. I sensori dell’apparecchio non segnalavano alcuna forma di vita all’interno.

Ma se erano tutti morti… allora chi aveva fatto atterrare l’astronave?

Poi un suono flebile lo fece voltare. Il capitano Maurhus era là, immobile, e lo fissava come trasognato. Leithos lo salutò e il capitano rispose. Il suo pallore aveva qualcosa di spettrale. Lo guardava con occhi assenti e la sua voce sembrava provenire dall’oltretomba. C’era qualcosa di inquietante in quell’uomo, pensò Leithos. Poi arrivarono anche gli altri e Leithos allora raggelò.

Guardò furtivamente i sensori che aveva alla sua sinistra. Stando a quanto mostravano, lui era la sola forma di vita là dentro.

Fu un brivido quello che avvertì lungo la schiena. In quello spazio angusto, in quell’atmosfera irreale, le figure che aveva davanti gli apparvero tutte uguali… gli occhi vitrei, le figure immobili, i volti mortalmente pallidi…

Un commento

  1. Romina
    4 marzo 2012 alle 12:33 Rispondi

    Aaahhh! Il finale mi ha messo un po’ i brividi…

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