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L’orrore dal nulla

Un racconto horror di 300 parole

L’orrore dal nulla

Julius correva sotto la pioggia che veniva giù a dirotto sull’asfalto della strada, incurante delle auto che lo evitavano suonando all’impazzata i clacson nel fragore del temporale. Stava fuggendo. Non sapeva da chi o, meglio, non sapeva da cosa. Sapeva solo che doveva fuggire, lontano, fuggire da quella città e da quel qualcosa a cui non aveva saputo dare un nome né un volto, via, ancora più lontano, senza fermarsi finché avesse trovato un rifugio sicuro.

Ma Julius non era certo di poterlo trovare. Correva dalla mattina per le vie di quella città affogata da una pioggia cupa e ininterrotta. Correva da ore, riposandosi per pochi attimi e riprendendo poi la sua folle fuga verso l’ignoto.

Si sentiva braccato, come una preda inseguita da una bestia senza forma. Se qualcuno lo avesse visto, sarebbe rimasto scioccato dall’espressione di immenso terrore sul suo volto. Se. Ma nessuno si curava di lui, mentre fuggiva come un pazzo per le vie della città. Ognuno camminava per la sua strada, svelto, cercando di ripararsi da quella pioggia continua e violenta. Soltanto Julius sembrava non badare alla pioggia, inzuppato fin dentro le ossa, stanco, senza più fiato né forze addosso.

Il cielo si rabbuiò ancor di più nella sera imminente, e nell’oscurità della notte che avanzava Julius sentì che la sua fine era vicina, se non avesse corso più velocemente, se non fosse riuscito a abbandonare in fretta quella città.

Fece appena in tempo a guardare verso il cielo. Nessuno lo vide cadere sotto la pioggia. Nessuno lo udì urlare in preda all’orrore, guardando con occhi fuori dalle orbite quel cielo grigio di tempesta. Un tuono assordante aveva annientato i suoni caotici della città e la cortina di acqua nascondeva ogni cosa. Quando la pioggia cessò, di Julius non restò più nulla. Neanche il ricordo.

2 Commenti

  1. Romina
    11 marzo 2012 alle 08:55 Rispondi

    Bello! Questo rispetto agli altri è meno sanguinario, ma non meno drammatico e inquietante. Mi piacciono molto i racconti di questo tipo. Il finale mi ha messo i brividi.

  2. Henryx
    11 marzo 2012 alle 13:03 Rispondi

    L’entità che insegue Julius è decisamente misteriosa, sembra infatti che il suo potere sia limitato all’interno dello spazio urbano della città.
    Però, allo stesso tempo, tale entità pare anche essere padrone del cielo e della tempesta visto le modalità con le quali assale Julius nel finale.
    La città è sicuramente una città maledetta, qui è confinata questa entità maligna di natura “atmosferica”.
    E ancora, ipotizzo che esista un piano parallelo della città maledetta dove si muove l’entità, e dove evidentemente è incappato Julius, poichè, una volta cessata la tempesta (ovvero il momento di coincidenza fra i due piani), del nostro protagonista scompare anche il ricordo.

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