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Come organizzare gli argomenti del blog

Organizzare categorie

Quando si crea un piano editoriale, stabilire le categorie del blog può essere un lavoro non sempre facile. Da una parte sembra semplice: in fondo si tratta di dividere lʼargomento principale del nostro blog in vari sotto-argomenti. Dallʼaltra non sempre è così evidente un tema portante, perché – come nel mio caso – ci possono essere più temi portanti.

Non ricordo più quante volte ho modificato le categorie del blog. E le modificherò ancora. Ero partito con alcune e mi sono ritrovato ad averne 14. Troppe, secondo me, anche se non esiste un numero massimo, in teoria.

Quando il blog inizia a crescere, è normale che si aggiungano argomenti. A me è successo su Penna blu. Ma ogni tanto mi piace fare ordine, raggruppare qualche categoria, eliminarne qualche altra. Dare cioè un aspetto più omogeneo al blog.

Lʼerrore della sezione “Senza categoria”

O, peggio, di quella chiamata “Uncathegorized”. WordPress ha quella categoria di default. È impossibile cancellarla, ma si può rinominare. Io lʼho ribattezzata Scrittura, perché allʼepoca era il mio argomento principale.

Un post archiviato in “Senza categoria” non è archiviato da nessuna parte. Che vi costa dare un nome a quellʼarchivio? I nomi delle categorie sono una specie di mappa per il lettore: servono per farlo orientare nel blog, per capire di che diavolo parla.

Lʼerrore delle mille categorie simili

Facciamo un esempio. Qui ho la categoria “Lettura”, che comprende sia articoli sulla lettura sia articoli sui libri. Avrei potuto esagerare e creare le categorie “Libri bellissimi”, “Libri italiani”, “Letture serali”, “Libri da leggere” e così via, libero spazio alla fantasia.

Vedo parecchi blog che usano questo metodo, ma secondo me sono tutte categorie che è meglio accorpare. In alcuni blog esteri vedo qualcosa come “Content marketing tips”, “Content strategy”, “Content creation” e via dicendo, quando basterebbe “Content marketing”.

Le categorie “non categorie”

Quali sono? Qui su Penna blu ci sono e sto eliminandole. Non sono apparse subito evidenti e, anzi, quando le ho create, mi sono sembrate logiche. Ripensandoci, poi, ho capito che, in fondo, quelle categorie non erano vere e proprie categorie, non archiviavano nulla, non tematizzavano nulla, soprattutto.

Quello che mi preme è rispettare una certa semantica, perché è alla base della comprensione. Quindi voglio archiviare i miei post allʼinterno di sezioni semantiche, che facciano cioè capire immediatamente ai lettori che cosa vi troveranno.

Tempo fa ho creato la categoria “Fantastico”, che prima era solo un tag e ora è tornato a esserlo e non è più una categoria. Dove andranno quei post? In “Scrittura” e “Narrativa”. Perché la elimino? Perché ci sono soltanto 36 post archiviati e lʼultimo risale a dicembre, quindi non è un tema portante del blog.

Potrebbe essere una sottocategoria? Certo, è possibile creare delle sottocategorie, ma secondo me sono più adatte nelle riviste online, che hanno un numero enorme di argomenti. Poniamo la categoria “Motori”: possiamo avere le sottocategorie “Auto”, “Moto”, “Barche”, ecc.

“Interviste” è unʼaltra categoria che sparirà. Non è un tema lʼintervista, ma soltanto il formato di un articolo collaborativo. Lʼintervista allo scrittore Petrosino “Come scrivere storie per bambini” va bene nella categoria “Scrittura”, quelle sul contratto di edizione e su come vendere libri nel blog stanno bene dentro “Editoria”.

“Interviste” diventerà un tag, che raggrupperà tutti i post-intervista.

“Casi studio” a voi sembra una categoria? A me no, a dire la verità. Anche un caso studio appartiene a un tema. Casi studio di cosa? Su come pubblicare un libro? Su come diventare ricchi? Sono tutti articoli che vanno archiviati in un tema, ma “casi studio” non è un tema.

Un post può essere archiviato in una sola categoria

È una domanda che mi hanno fatto alcune volte. Ha senso inserire un articolo in due o più categorie? Beh, no, a dire la verità. Per me non ha senso, anche se in passato lʼho fatto. Ma sbagliando sʼimpara, no?

Lʼunico caso in cui archivio un post in due categorie è quando pubblico guest post. Ho creato la categoria “Guest post”, che è anchʼessa una categoria “non categoria”, perché non rappresenta nessun tema, ma mi serviva per far apparire a fine post il “profilo autore”.

Cʼè chi crea un vero e proprio profilo autore nel blog, ma a me non va, altrimenti sembra che Penna blu sia un blog multiautore e non lo è. Sono due cose diverse i guest post e i post scritti dai collaboratori fissi.

La categoria “Guest post”, comunque, non appare linkata nel menu delle categorie, ma nel menu principale in alto, sotto la voce “Guest post”.

I tag: strumenti per la ricerca, non archivi

Sui tag cʼè sempre stata tanta confusione. Qui parlo dei tag che usa WordPress, non quelli di Blogger, che ha le “etichette” e le fa usare come se fossero categorie.

Un tag non è un archivio, ma uno strumento di ricerca. Serve per trovare altri articoli in un certo senso correlati. Se più volte parlo di uno scrittore, possono creare un tag con il nome dello scrittore. Se più volte in vari post parlo di fantascienza, ecco che può diventare un tag.

Come organizzate il vostro blog?

Questa è la mia idea su come organizzare i temi trattati nel blog. Non ho ancora fatto del tutto ordine, perché ci vuole tempo: in pratica devo aprire ogni post di una categoria, assegnarlo a unʼaltra e quando la categoria è vuota, cancellarla. Idem coi tag, che ho iniziato a cancellarli, almeno quelli che non hanno più senso.

Come avete deciso le sezioni dei vostri blog? Quante “non categorie” e quante decine di “etichette” avete creato? :)

26 Commenti

  1. Serena
    6 luglio 2015 alle 06:27 Rispondi

    A caso :( Ok, quest’estate mi metto al lavoro!

    • Daniele Imperi
      6 luglio 2015 alle 13:05 Rispondi

      Come a caso? :D

  2. Samantha
    6 luglio 2015 alle 07:39 Rispondi

    i tuoi post su Gestione blog sono molto precisi e utili. Io ho sette categorie. Forse un paio non le ho mai utilizzate. Quindi probabilmente o subiranno una mutazione oppure si estingueranno. Per i tag cerco di mettere più nomi possibili così che i motori di ricerca possano puntare al mio sito. Questo per dare visibilità al blog, ma siccome faccio lo scrittore visibilità al mio libro che però non compare direttamente piazziato in prima pagina. Lo devi andare a cercare tra I miei libri. Ecco forse questo è da migliorare. Però ritornando al discorso categorie mi sono concentrata su poche .Grazie per i tuoi post, c’è sempre tanto da imparare. Magari intervisto anche te. :)

    • Daniele Imperi
      6 luglio 2015 alle 13:07 Rispondi

      Grazie.
      Se non le hai mai usate, puoi anche lasciarle, tanto non dovrebbero comparire online.
      I tag non si usano per dare visibilità al blog :)
      Vanno usati se è davvero necessario.
      Di che parla il tuo libro? In base a cosa dovrebbe comparire in prima pagina?

  3. Chiara
    6 luglio 2015 alle 09:10 Rispondi

    Anche io sto facendo ordine nelle categorie, e anche io proporrò una differenza fra categorie e tag, perché al momento ne ho veramente tantissime, alcune molto simili. Il mio errore è proprio quello da te menzionato: andare troppo nello specifico, creando categorie che potrebbero benissimo confluire in un macro-gruppo. Per esempio, “punto di vista” può finire tranquillamente in “tecniche narrative”, però può rimanere il tag.
    Inoltre devo trovare un nome decente alla categoria che raccoglie gli articoli sulla post-modernità, perché quello che ha ora fa schifo. E non scrivo qual è proprio perché fa schifo ;)

    • Daniele Imperi
      6 luglio 2015 alle 13:10 Rispondi

      Tu però hai Blogger, che non ha le categorie ma solo i tag. Come fai a fare la distinzione?
      “Punto di vista” va bene in “Tecniche narrative”. Può diventare un tag se hai scritto svariati post sul pdv.
      Parli di “raccontare l’era contemporanea”? :)
      Potresti usare “post-modernità e scrittura” o anche solo “post-modernità”.

      • Chiara
        7 luglio 2015 alle 09:42 Rispondi

        Sì, proprio quella: terribile! :)
        Blogger consente di rendere visibili nell’elenco degli argomenti sulla destra solo i tag scelti e di nasconderne altri. Questo tipo di distinzione somiglia alla parziale divisione fra tag e categorie…

  4. LiveALive
    6 luglio 2015 alle 10:38 Rispondi

    Ricordami una cosa: qui c’è una lista delle tag? (Sì, nella mappa, ok XD) Alcuni blog ne hanno una lista enorme, e non si capisce niente, perché magari taggano il nome di ogni singolo autore che citano. Ma se usate con criterio, una lista è molto utile. Servirebbe a bilanciare, secondo me, una categorizzazione troppo generica. Perché sì, “scrittura”, ma ci sono vari modi di approcciarsi alla scrittura, e la scrittura può riguardare tante cose: dentro può esserci tutto e niente (magari quei tag dovrebbero essere più visibili, qui. Un rimando assieme alle categorie?).

    • Daniele Imperi
      6 luglio 2015 alle 13:12 Rispondi

      Ne ho visti parecchi di blog con una “nuvola di tag” assurda. Per fare quello che dici forse sono meglio le sottocategorie.

  5. Luz
    6 luglio 2015 alle 14:07 Rispondi

    Credo che la tua organizzazione degli argomenti sia la più appropriata per tenere in ordine un blog e aiutare i lettori a capire se un blog è di loro interesse.
    Mi piace che cliccando su una voce della barra in alto si apra una pagina in cui c’è una struttura d’insieme delle sottovoci. Mi chiedo se si possa fare con blogger…

    • Daniele Imperi
      6 luglio 2015 alle 14:51 Rispondi

      Sì, puoi farlo con Blogger, credo tu possa creare un menu dei tag orizzontale.

  6. Samantha
    6 luglio 2015 alle 14:53 Rispondi

    E’ un romanzo. Volevo che comparisse in prima pagina perchè … fa sognare. :) E’ concessa come risposta?

    • Daniele Imperi
      6 luglio 2015 alle 14:57 Rispondi

      Non possiamo concederla come risposta :D
      Per comparire in prima pagina servono elementi precisi. Ossia parole chiave e contesto. Gli utenti cercano un’informazione e trovare subito il tuo libro.

  7. Simona
    6 luglio 2015 alle 17:48 Rispondi

    Commento Uncathegorized.
    Per chi lavora il lunedì è sempre un giorno tremendo, ma almeno la sera si trova un nuovo post su Penna Blu :)

    • Daniele Imperi
      6 luglio 2015 alle 18:23 Rispondi

      Grazie :)
      Ma in che senso commenti Uncathegorized?

      • Simona
        7 luglio 2015 alle 17:31 Rispondi

        Era questo mio commento a essere Uncathegorized :)

        • Daniele Imperi
          7 luglio 2015 alle 17:53 Rispondi

          Ah, ok, adesso ci sono arrivato :D

  8. Lisa Agosti
    6 luglio 2015 alle 18:07 Rispondi

    Non è semplice dividere i post per categoria. Io sapevo per certo di voler avere una categoria per i libri letti e un’altra per quelli che scriverò, ma al di là di quello non sono certa di quale sia la suddivisione migliore. Vorrei creare una pagina con i meme, oppure una pagina coi post che parlano di me, e una per i post tecnici, che però ora ho quasi smesso di scrivere perché mi rendo conto che la maggior parte dei miei followers ne sanno molto più di me a riguardo. Credo che per ora lascerò poche categorie e tra un annetto, quando i post saranno molti, vedrò se è possibile creare sottocategorie sensate.

    • Daniele Imperi
      6 luglio 2015 alle 18:23 Rispondi

      Quindi ora non hai creato nessuna categoria?
      Libri letti: ok, va bene come categoria.
      Libri che scriverai: non sono molto d’accordo, perché possono ricadere nei post tecnici, quindi in una categoria chiamata “Scrittura creativa”, magari.
      Idem per i meme: dipende dal tema del meme.

      • Lisa Agosti
        7 luglio 2015 alle 10:36 Rispondi

        Per ora ho suddiviso i libri letti, i pochi racconti che ho scritto, e tutto il resto va in una pagina dal titolo “Scrivendo un romanzo: tecniche e aggiornamenti”.
        L’idea di una categoria chiamata “Scrittura creativa” mi sembra ottima però ho sempre avuto qualche riserva su questo termine. Esiste una scrittura non creativa? Cosa si intende per scrittura creativa esattamente?

        • Daniele Imperi
          7 luglio 2015 alle 11:01 Rispondi

          Si intende la scrittura di narrativa :)

  9. Samantha
    6 luglio 2015 alle 18:39 Rispondi

    La parola chiave dovrebbe essere adolescenza e sentimenti.

  10. La Folle
    20 luglio 2015 alle 15:15 Rispondi

    Dopo aver letto qualcuno dei tuoi post mi trovo anche io a buttare giù un calendario editoriale e di conseguenza ad analizzare le categorie dei miei post. Non è per niente facile, già. Il mio blog segue solo l’argomento viaggi e, a parte qualche post particolarmente chiaro, mi risulta difficile decidere come catalogare per esempio le recensioni sui libri che leggo, i post su un posto o un museo che ho visto, due righe su una città che ho visitato, soprattutto perchè non leggo e viaggio così tanto da avere un post di questi argomenti ogni mese! E’ più complicato del previsto!
    E i tag? Ne sto facendo fuori una manciata ogni settimana e non sono ancora soddisfatta. Aiuto -.-

    • Daniele Imperi
      20 luglio 2015 alle 15:28 Rispondi

      Ho dato un’occhiata ora, in effetti di etichette ne hai davvero tante.
      Il blog di che tratta? Di viaggi e libri? Sono due temi diversi…

      • La Folle
        20 luglio 2015 alle 17:14 Rispondi

        Prima ne avevo ancora di più, il mio blog non è mai stato neanche lontanamente un blog professionale e solo ora sto cercando di renderlo un pò più serio e interessante.

        Come ho detto parlo di viaggi, ma parlo di molte cose che riguardano questo tema se secondo me vale la pena di condividerlo. Conosco pochi libri che permettono di scoprire determinati posti e se riesco a leggerne qualcuno ci scrivo un post.

        • La Folle
          20 luglio 2015 alle 17:15 Rispondi

          *se secondo me vale la pena di condividerle*

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