10 validi motivi per non smettere di scrivere

10 validi motivi per non smettere di scrivere
Se stai pensando di abbandonare la scrittura, scopri perché non devi farlo
  1. Chi scrive è diverso: da sempre lo scrittore è visto come un artista particolare. Un’elite, forse, di cui non tutti fanno parte. È anche vero che oggi spuntano scrittori ovunque, anche dove non ti saresti aspettato di trovarne. I VIP diventano scrittori, anche se non sanno mettere in fila 3 parole senza errori grammaticali. Ma chi scrive è differente, non fa parte della massa, è uno fra tanti. Scrivere è un distinguersi continuo dall’ignoranza che dilaga oggi. Se vuoi continuare a essere te stesso, se il gregge non t’è mai andato a genio, allora continua a scrivere.
  2. La scrittura è appagamento: scrivere ti aiuta a tirare fuori la parte migliore di te e a offuscare la peggiore. La scrittura è una forma d’arte che migliora la tua vita. Ricordi quando tenevi un diario? Era il tuo sfogo personale. Scrivevi e sentivi quella soddisfazione nascere pian piano e infine avvolgerti. Questo è il potere della scrittura: nessuna magia, nessun miracolo, ma pura connessione fra te e ciò che hai dentro, tutto ciò che è nascosto e che deve invece venir fuori.
  3. Scrivere può essere fonte di guadagno: puoi essere fortunato e pubblicato da una casa editrice. Non diventerai ricco, a meno che non otterrai un successo strepitoso – cosa possibile – ma le vendite saranno un’entrata extra. Puoi farne a meno in questo periodo? Puoi pubblicare ebook su qualsiasi argomento, saggi, manuali, storie, e venderli in self-publishing e magari guadagnerai di più.
  4. Scrivere è difficile: ecco perché farlo. Hai letto bene. Sono troppi, oggi, quelli che vogliono vincere facile, che vogliono la pappa pronta, che vogliono ottenere tutto senza la minima fatica. Questa è gente che non vale nulla. Tu scrivi, invece, hai scelto un’arte e un’attività che di facile non hanno nulla. Devi costruirti un mattone per volta. Devi costruire anche i mattoni, anzi, e la malta che li tiene legati. E devi anche disegnare il progetto. Farai tutto questo, perché tu puoi farlo e le mezze calzette no.
  5. Scrivere è socializzare: se scrivi, gli altri leggono e ti conoscono. La tua scrittura non resta fine a se stessa, ma diviene parte degli altri e delle loro vite. Scrivendo interagisci. Entri in contatto con altri scrittori e coi lettori. Non sei più solo, ma sei con gli altri.
  6. Scrivere migliora la comunicazione: la scrittura non è solo mero esercizio meccanico, che ha sempre un vantaggio, ma è anche mentale, riflessivo. Chi scrive comunica meglio, perché non c’è comunicazione senza narrazione. E raccontando storie riusciamo ad arrivare là dove ben pochi arrivano. Dritti al cuore della gente.
  7. Scrivere è un sano passatempo: come leggere. Perché non vuoi assistere all’apocalisse dei tuoi neuroni passando ore e ore coi videogiochi, vero? Possono fare apologia dei giochi elettronici quanto vogliono, possono elencarne tutti i benefici – che io, nella mia ottusità, non colgo – ma leggere e scrivere restano l’attività culturale migliore. Perché sono un’attività culturale, rispetto all’altra.
  8. Scrivere è un esempio per gli altri scrittori: più scriverai e più chi s’avvicina alla scrittura vedrà in te un esempio da seguire. Ogni scrittore è uno stimolo per chiunque voglia scrivere. Vedere la tua determinazione, la tua costanza, i tuoi successi sarà uno sprone per chi ne ha bisogno. E questo si riflette in un aumento della tua autostima.
  9. Scrivere è un sogno: dunque non puoi permetterti di abbandonarlo, perché rischi di abbandonare anche tutti gli altri sogni che hai. Se smetti di scrivere, ora, smetterai di portare a termine un altro sogno domani. E un terzo dopodomani. La resa è contagiosa. La resa diventa vizio. Abitudine. Comportamento. Non smettere di scrivere, non smettere di inseguire il tuo sogno.
  10. Scrivere ti aiuta a leggere: di solito sei abituato all’esatto contrario, eppure è proprio così. Più scrivi, più ti addentri nella narrazione e più leggere si trasforma in un’esperienza più completa. Come il pittore che osserva una tela a una galleria d’arte o un cantante che assiste a un concerto, così lo scrittore riuscirà a impadronirsi dei meccanismi del libro che sta leggendo.
  11. Bonus: se hai iniziato a scrivere, è perché lo volevi. E allora perché smettere?

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Categoria postPublicato in Scrittura - Data post3 gennaio 2014 - Commenti21 commenti

DanieleDaniele Imperi

Sono blogger e web writer e scrivo e leggo ogni giorno. Oltre a Penna blu, ho creato e gestisco i siti su Cormac McCarthy e Edgar Allan Poe. Leggi di più nella mia biografia.

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Commenti
  • Luciano Dal Pont 3 gennaio 2014 at 12:28

    Ciao Daniele, bel post, sono assolutamente d’accordo su tutti i dieci punti e sul bonus. Personalmente, ho un altro motivo per continuare a scrivere, per me infatti la scrittura, oltre a tutto il resto, è una sfida. La mia vita è sempre stata caratterizzata da continue sfide, nel senso che mi sono sempre posto degli obiettivi da raggiungere, dei traguardi da tagliare, sempre relativi ai miei sogni, alle mie ambizioni. Alcune sfide le ho vinte, altre le ho perse ma con l’intento di riprovare a vincerle, un giorno. La scrittura è una delle cose che mi appassiona di più, ho sempre scritto, fin da bambino, ma solo da undici anni a questa parte ho deciso di fare della scrittura una sfida, ripromettendomi di diventare uno scrittore professionista, cioè di pubblicare e guadagnare. Del resto è sempre stato così, ho sempre cercato di trasformare le mie passioni nel mio lavoro, per potermi guadagnare da vivere facendo le cose che più mi piacciono, senza dover essere costretto a fare un lavoro qualsiasi solo per sbarcare il lunario, e devo dire che quasi sempre ci sono riuscito. Adesso ci sto provando con la scrittura e, come ho già detto altre volte, una prima sfida l’ho già vinta: ho trovato un editore per il mio primo romanzo. Quale sarà la prossima sfida? Ma è ovvio, è già in atto: quella di diventare uno scrittore affermato e famoso… :-)

  • MikiMoz 3 gennaio 2014 at 13:10

    Scrivere è masturbazione ma anche amplesso:
    a me piace immaginare la reazione degli altri, e io stesso mi immagino lettore di me stesso. Sono un edonista, che posso farci… :p

    Moz-

    • Daniele Imperi 3 gennaio 2014 at 15:22

      Sai che anche a me piace immaginare, e conoscere, la reazione degli altri?

      • MikiMoz 3 gennaio 2014 at 19:10

        Io spesso baso le cose che scrivo proprio immaginando come ci rimarrei io… diciamo che ho un senso della scrittura quasi da sceneggiatura televisiva… oddio, è un discorso un po’ più complesso, eh… però amo depistare, ingannare, fare dei red herrings (per dirla con l’inglese che tanto adori :p) o scherzare bonariamente con chi legge :)

        Moz-

  • Romina Tamerici 3 gennaio 2014 at 14:01

    Mi sento chiamata in causa… chissà perché…

  • Lapo Ferrarese 3 gennaio 2014 at 14:42

    Concordo pienamente! Aggiungerei che scrivere, almeno per me, è una vera e propria “necessità” (come cito anche sul mio sito)… :-)

  • Kinsy 4 gennaio 2014 at 09:47

    Scrivere è una parte di te e non puoi sgretolarti strada facendo.

  • Giuseppe Vitale 5 gennaio 2014 at 09:08

    Scrivi, ti prego. Due righe sole, almeno, anche se l’animo è sconvolto e i nervi non tengono più. Ma ogni giorno. A denti stretti, magari delle cretinate senza senso, ma scrivi. Lo scrivere è una delle più ridicole e patetiche nostre illusioni. Crediamo di fare cosa importante tracciando delle contorte linee nere sopra la carta bianca. Comunque, questo è il tuo mestiere, che non ti sei scelto tu ma ti è venuto dalla sorte, solo questa è la porta da cui, se mai, potrai trovare scampo. Scrivi, scrivi. Alla fine, fra tonnellate di carta da buttare via, una riga si potrà salvare. (Forse.)

    Dino Buzzati

    • Daniele Imperi 5 gennaio 2014 at 09:15

      Direi che Buzzati ci ha preso in pieno :)
      Non conoscevo questo pensiero, grazie.

  • Salvatore 5 gennaio 2014 at 12:05

    La prima e la quarta motivazione sono quelle che mi appartengono di più. Il problema è che man mano che scrivi diventa sempre più facile farlo, allora devi inventarti sfide sempre più complicate. Anche questa potrebbe essere una motivazione, per gli amanti della competizione; quando si scrive si sfida se stessi.

    • Daniele Imperi 5 gennaio 2014 at 12:16

      Hai ragione che diventa sempre più facile man mano che scrivi. L’importante è non smettere :)

  • Nicholas, il Naufrago del Cosmo 5 gennaio 2014 at 13:42

    Ciao Daniele
    seguo da tempo Penna Blu e devo ammettere che con questo articolo hai superato te stesso :)
    Molto interessante da leggere, mi hanno colpito molto i punti 1,4 e 9.
    Tanti auguri per i prossimi articoli!

  • Antonio 6 gennaio 2014 at 22:30

    10. Scrivere ti aiuta a leggere: a me capita il contrario: scrivo quando leggo.

  • Marcello 9 gennaio 2014 at 09:40

    Sei sempre un grande Daniele. Grazie. Sto passando un periodo del cavolo e leggere queste cose mi tira su.

    Saludos!

  • Leo 10 gennaio 2014 at 15:32

    Concordo! Bell’ articolo. Complimenti

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