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Perché non leggo più riviste

Perché non leggo più rivisteC’era un tempo in cui acquistavo varie riviste, non più di una per volta, però. Ho iniziato con una rivista sportiva, di calcio, poi ho preso per diversi anni Airone, che considero una scopiazzata di National Geographic.

Quando uscì la versione di National Geographic in italiano, nel 1998, la acquistai e mi abbonai. Fu il mio primo abbonamento a una rivista. Ho varie annate, credo fino al 2005, ma poi ho smesso di comprarla a causa della pubblicità: veramente eccessiva. Negli ultimi numeri presi si erano inventati la copertina tagliata a metà, così sotto potevano inserire altra pubblicità. Non ho più preso da quel momento il National Geographic.

Che cosa è una rivista

Sono sempre stato attratto dalle riviste, specialmente quelle scientifiche. Mi piace la natura, ma anche i misteri della terra, la storia. In una rivista vorrei trovare quindi risposte alle varie domande, soddisfare curiosità.

Se adesso dovessi tornare a leggere una rivista, vorrei trovarvi:

  • misteri: non le solite informazioni che si possono trovare online, ma approfondimenti di segreti della terra, in ogni campo;
  • storia: mi piacerebbe leggere qualche articolo storico, su temi poco conosciuti, magari;
  • natura: c’è ancora qualcosa da dire sulla natura? Nuove specie trovate, luoghi affascinanti del globo poco visitati, paesi estremi;
  • scienza: invenzioni del passato rimaste quasi ignorate, scienze oscure, arti occulte e via dicendo;
  • letteratura: anche articoli su libri e autori, sul fantastico in generale, dettagli su questo genere letterario e su qualche scrittore;
  • leggende e miti: altro tema che mi appassiona e su cui ci sarebbe tanto da scrivere.

Non so se ci sono valide riviste su questi temi. Di certo non mi troverei bene a leggere una rivista in formato elettronico, non credo neanche che sia possibile, vista la quantità di immagini che ha e un pdf non è certo il massimo per un ebook.

Ho smesso di leggerle il NG per via della pubblicità, ma anche per via degli articoli, non proprio tutti di qualità, anzi, spesso erano più chiacchiere senza senso che informazioni vere e proprie. Forse un tempo, agli inizi, una rivista del genere aveva senso, ma ora?

La prima rivista letta

Confesso che si tratta di Hurrà Juventus, presa per qualche tempo durante il liceo – in quegli anni ero juventino. Ho ancora quei numeri, coi poster intatti che uscivano nel numero di settembre.

Poi ho smesso di prenderla perché mi ero accorto che in un certo senso non era più credibile, onesta. Quando vinceva la Juve, mostrava una serie di foto dei goal fatti. Ma quando pareggiava o perdeva non mostrava mai i goal subiti. Così ho fatto una prova e ho guardato tutti i numeri che avevo, diverse annate, e non ho mai trovato la foto di un goal subito dalla Juve.

Smisi di colpo di comprare quella rivista. Che vergogna c’era, mi chiesi nella mia ingenuità, a mostrare i goal che aveva preso la Juve?

Perché leggete riviste?

E voi leggete mai riviste? Se sì, di che tipo?

28 Commenti

  1. franco zoccheddu
    22 marzo 2013 alle 07:52 Rispondi

    Abbonato dal 1981, senza interruzioni, a “Le Scienze”, edizione italiana di “Scientific American” (la più antica rivista di divulgazione scientifica esistente al mondo, credo dal 1845 o giù di lì). Tutto sommato ancora una delle letture più serie che trovo in giro.

  2. KINGO
    22 marzo 2013 alle 10:59 Rispondi

    Non so individuare il momento preciso, ma da un certo punto in poi La Scienze (e credo anche Scientific American) ha smesso di essere una rivista obiettiva ed e’ diventata estremamente faziosa. E quando dico “estremamente” intendo dire ESTREMAMENTE. Peggio di Hurra’ Juventus, la cui parzialita’ mi sembra fosse ovvia gia’ dal titolo.
    Ho trovato su Le Scienze pagine e pagine di proselitismo a favore del nucleare in occasione dell’ultimo referendum, la rubrica di Piergiorgio Oddifreddi che ogni volta cerca di dimostrare che Dio non esiste, la rubrica sulla disinformazione dei media che ti spiega che gli unici articoli di cui ci si puo’ fidare sono quelli pubblicati dagli scienziati americani appartenenti alle grandi associazioni occidentali, mentre tutto cio’ che arriva dall’oriente o comunque da fonti non assimilabili alla “casta scientifica occidentale” sono da non prendere in considerazione…
    In ultimo, c’e’ stato quel sensazionale articolo in occasione delle elezioni che titolava “Se i parlamentari si scegliessero a caso il parlamento funzionerebbe meglio”, e che aveva come scopo evidente quello di demonizzare il movimento di Beppe Grillo.

    Insomma, come rivista e’ chiaramente scaduta, come del resto sta scadendo un po’ tutto il sistema scientifico e il mondo occidentale in generale…

  3. Lucia Donati
    22 marzo 2013 alle 11:17 Rispondi

    Evito accuratamente le riviste femminili, in generale piene di sciocchezze e pubblicità. Se acquisto una rivista, a parte la storia, che non mi interessa molto, può trattare di natura, miti, scienza, misteri: gli altri argomenti che hai scritto tu. Ma devono essere riviste ben fatte e di qualità. Per la letteratura, molte riviste sono reperibili solo su abbonamento o, comunque, online; in edicola si trova poco.

    • Daniele Imperi
      22 marzo 2013 alle 12:14 Rispondi

      Beh, come anche le varie riviste maschili… O quelle sul gossip… Ogni persona merita la sua rivista, secondo me :)

      • Lucia Donati
        22 marzo 2013 alle 13:19 Rispondi

        Sì, anche quelle maschili o di gossip.

  4. gardentourist
    22 marzo 2013 alle 11:49 Rispondi

    Giuro che non è una scusa da scansafatiche, ma evito le riviste scientifiche per via del loop degenerato carriera-pubblicazioni-carriera. E rimpiango quelle della nonna, che ritagliavo senza pietà: la grafica spinta di oggi, che riempie le pagine di slogan e input, mi allontana. Quando desidero premiarmi mi concedo un numero di Monocle: ben costruita, brillante, snob il giusto… p.s. apprezzo l’outing su Hurrà Juventus! ;)

    • Daniele Imperi
      22 marzo 2013 alle 12:17 Rispondi

      Una volta ho proposto un articolo al Nationa Geographic (rivista americana) e mi hanno risposto tranquillamente che gli articoli sono scritti o da chi ha già scritto per il NG o da amici e famigliari dell’editore…
      Concordo sulla grafica spinta e sulla pubblicità invasiva e smodata.
      Su Hurrà Juventus ci mettiamo un velo sopra :D

  5. Giuliana
    22 marzo 2013 alle 14:40 Rispondi

    Io ho smesso di acquistare riviste, anche perché online, ormai, si possono trovare le stesse informazioni e notizie, con il vantaggio di risparmiare tempo e denaro. Le uniche eccezioni sono:

    – Altroconsumo e supplementi (Test Salute + Soldi e diritti), non solo per il cartaceo ma anche e soprattutto per i servizi offerti agli abbonati: consulenze legali telefoniche gratuite, assistenza in caso di problemi con un prodotto o servizio, test comparativi per l’acquisto di prodotti, sconti, guide utili in omaggio, informazioni sempre fresche per i consumatori, e così via. Dato che sfrutto a 360° i servizi offerti, posso dire che rientro tranquillamente dei costi dell’abbonamento; anzi, probabilmente ci guadagno pure ;)

    – Airone: a volte, e solo se mi interessano gli argomenti trattati. Anni fa acquistavo Focus, ma poi il prezzo è lievitato, così come la pubblicità all’interno, perciò ho preferito optare per un’alternativa.
    Airone ha un costo onesto e divulga in modo più leggero rispetto al NG, due fattori che incontrano i miei gusti e le mie esigenze.

    – Riza: raramente. Un po’ perché il prezzo è elevato e un po’ perché gli argomenti trattati tendono a ripetersi a distanza di tempo. Quindi, la acquisto solo se contiene qualcosa che mi interessa in modo particolare, come articoli e spunti che potrebbero tornare utili per il mio blog. Stesso discorso vale per le riviste che parlano di salute e benessere.

    • Daniele Imperi
      22 marzo 2013 alle 14:46 Rispondi

      Hai ragione, molte notizie si trovano online. Però a me resta il gusto, nostalgico, di avere una rivista da sfogliare e leggere a casa. Chissà, forse un giorno, quando troverò quella che fa per me.

  6. Alessandro Madeddu
    22 marzo 2013 alle 14:53 Rispondi

    Vado in biblioteca a leggere le riviste – gratis et amore! Le scienze, mente, Archeo, National Geographic, Internazionale e qualche altra cosa. Devo sapere che cosa viene scoperto, se no non ci dormo la notte :)

    • Daniele Imperi
      22 marzo 2013 alle 15:12 Rispondi

      Archeo è interessante, non la conoscevo. Ho visto che è uscito lo speciale “Il genio degli antichi”. Si trova in edicola?

      • Alessandro Madeddu
        22 marzo 2013 alle 20:33 Rispondi

        Quell’approfondimento sulla scienza e la tecnologia dell’età antica interessa molto anche me, però non saprei dove trovarlo. Non deve essere una rivista molto diffusa.

  7. franco zoccheddu
    22 marzo 2013 alle 20:20 Rispondi

    Si, Kingo, hai ragione su tutta la linea: “Le Scienze” è schierato. Certo, non sul valore del tempo di decadimento del protone o sul mixing elettrodebole dei neutrini. E’ schierato come ogni essere umano, come ogni comunità umana. Io diffido non da chi si schiera, ma da chi afferma di non schierarsi. Sai perchè?
    Solo le macchine. i PC e le pietre non sono schierate. Noi siamo pensiero, passione e volontà: questo è schierarsi. Se tu sei uno che non si schiera in nessuna diatriba, che non sceglie, allora rispetto 100 su 100 la tua scelta di non leggere robaccia come Le Scienze.

    • KINGO
      25 marzo 2013 alle 11:32 Rispondi

      Anch’io mi mi schiero e prendo posizioni, sempre molto apertamente. Ma io NON SONO UN GIORNALISTA.
      La prima regola che deve seguire chi scrive un articolo e’ il cercare di essere il piu’ obiettivo possibile, e questo vale soprattutto per chi si occupa di scienza. La prima cosa che mi hanno insegnato quando sono entrato in un laboratorio chimico, e’ che quando andavo a rendicontare il mio lavoro dovevo essere il piu’ impersonale possibile.
      Questo concetto l’ho imparato molto bene e l’ho sempre apllicato nella stesura di relazioni scientifiche sia riguardo a lavori individuali sia di gruppo.
      Ovviamente, quando scrivo un romanzo fantasy il mio comportamento e’ ben diverso, li’ ho tutto il diritto di esprimere le mie opinioni, e me ne avvalgo appieno. Ad esempio, posso dire che, secondo me, il postulato di Einstein riguardo alla velocita’ della luce e’ sbagliato, e che quindi andrebbe rivista tutta la teoria che ne consegue… ma certamente non potrei mai dirlo in un articolo da pubblicare su una rivista scientifica!!

      • franco zoccheddu
        25 marzo 2013 alle 19:59 Rispondi

        Giornalisti e scienziati: i professionisti che dovrebbero, secondo l’idea comune, essere obiettivi nel loro lavoro. Allacciati la cintura, Kingo, ew tieniti forte: gli uni e gli altri sono i meno obiettivi che esistano. Ma non per motivi di disonestà o incapacità, tutt’altro. Prendi Einstein: credeva in una teoria che avrebbe unificato elettromagnetismo e gravitazione, e vedeva la cosa vicinissima (fine anni quaranta!), al punto che già presentava la tecnica matematica che avrebbe sbancato la fisica. Tutto sbagliato! La sua obiettività era partita per la tangente, per il solo fatto che , PER FEDE, non credeva nella meccanica quantistica. In breve: era troppo vecchio ormai per afferrare la nuova fisica che gli avrebbe fornito i mezzi necessari alle sue stesse idee. Quale obiettività, dunque? E le Superstringhe? Una intera generazione di fisici tra i quaranta e i sessanta ha invaso da quindici anni la comunità scientifica mondiale, quando è ormai evidente che la teoria è un fallimento epocale.
        Davvero, non so cosa sia l’obiettività. Esiste la competizione delle idee diverse, l’unico meccanismo che possiamo definire “obiettività”.

  8. Cristiana Tumedei
    22 marzo 2013 alle 23:25 Rispondi

    A dire il vero non ho mai letto molte riviste. A casa ricordo che arrivava in abbonamento il TIME. Mi piaceva consultarlo perché mi consentiva di fare esercizio con la lingua inglese.
    Ai tempi dell’università, invece, passavo parecchio tempo in emeroteca. Leggevo principalmente Limes, Internazionale e Le Monde Diplomatique.
    Per piacere personale, invece, amavo sfogliare il National Geographic e leggevo molto volentieri Historia (di cui conservo tutte le uscite sulla guerra d’Algeria, che sono piuttosto complete e ben fatte).
    Oggi non acquisto più riviste anche se, alle volte, mi capita di consultarle online.

    • Daniele Imperi
      25 marzo 2013 alle 10:43 Rispondi

      Historia non la conoscevo. Gli altri però sono quotidiani. Io non ne leggo. Anni fa ne consultavo qualcuno, poi mi metteva solo rabbia leggere alcune notizie e ho smesso.

  9. Kinsy
    23 marzo 2013 alle 21:07 Rispondi

    Anche a me le riviste mi annoiano, fatta eccezione una di arredo casa (una sola sulle centinaia di pubblicazione di questo tema!).
    Abbiamo molto in comune: la stessa squadra di calcio, lo stesso abbonamento di National Geographic abbandonato. Quando è nato, mi ero anche abbonata a Focus, ma anche questa è stata abbandonata, perché troppo commerciale e poco approfondita.
    Piacerebbe anche a me leggere una rivista con i temi che hai elencato, sopratutto le due ultime voci. In particolare mi sono sempre chiesta se davvero è così scabroso parlare di letteratura. Possibile che se una qualche rivista inserisse alcune pagine di qualità sulla letteratura, perderebbe i suoi lettori?

    • Daniele Imperi
      25 marzo 2013 alle 10:46 Rispondi

      La squadra di calcio, per me, non era molto azzeccata, visto che sono romano :)
      Per la rivista sulla letteratura, ce ne vorrebbe una di qualità che tratti approfondimenti che non si possono trovare online.

  10. Maria Grazia
    23 marzo 2013 alle 22:32 Rispondi

    per un certo periodo ho seguito “Mente e cervello” perché le neuroscienze sono tra i miei interessi di questi ultimi anni. Però è cara e richiede parecchio tempo per leggerla tutta (e ammortizzare così il costo), ormai la compro solo quando ho in vista lunghi viaggi e/o lunghe vacanze..
    Riza era una bella rivista seria all’inizio, negli anni Settanta, poi ha banalizzato la psicosomatica pasticciandola con la filosofia new age.

    • Daniele Imperi
      25 marzo 2013 alle 10:48 Rispondi

      Alcune riviste infatti sono molto care, anche se magari il prezzo vale il prodotto, però non tutti possono permettersi di seguirle sempre.

  11. Tenar
    24 marzo 2013 alle 18:02 Rispondi

    Da lettrice compulsiva leggo anche riviste. Al momento sono abbonata allo Sherlock Magazine (che non si trova in edicola), leggo Le Scienze, Darwin (quando che lo trovo) e qualche volta mi concedo Archeo e Ciak (che costano un botto)…

  12. Romina Tamerici
    2 aprile 2013 alle 00:22 Rispondi

    Per anni ho letto riviste sugli animali. Ho imparato tantissimo. Poi ho smesso perché cominciavano a ripetersi i temi degli articoli…

    • Daniele Imperi
      2 aprile 2013 alle 08:33 Rispondi

      Infatti il problema è anche quello: la Terra è limitata, non puoi ancora parlare di leoni, elefanti, ecc., senza ripeterti.

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