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Come creare i nomi dei personaggi

I promessi sposiHo sempre trovato una certa difficoltà nel dare un nome ai personaggi delle mie storie. Il problema era trovare nomi che funzionassero. A dire la verità ogni nome funziona, dal momento che esiste, ma per qualche oscuro motivo a me quei nomi dovevano – e devono tuttora – essere credibili, apparire belli, rappresentare alla perfezione il personaggio.

I nomi dei personaggi non vanno scelti a caso, per puro piacere personale. Sarebbe un errore gravissimo, che influirebbe sulla riuscita e sulla credibilità della storia.

Uno scrittore deve scegliere i nomi dei suoi personaggi in funzione del contesto storico e geografico della vicenda che sta scrivendo. Per fare un esempio, non potete chiamare Jessica e Damian due ragazzi che vivono in un paesino rurale dell’entroterra siciliano, agli inizi del XIX secolo. Non starebbe in piedi una scelta del genere.

Alla stessa maniera, bisogna considerare che alcuni nomi sono più caratteristici al sud, mentre altri al nord, così come i cognomi. Potete anche piazzare, nel 1902, un Vanin a Gela, ma dovete giustificarlo in modo appropriato.

Ci aveva già pensato Alessandro Manzoni, quando ha scelto i nomi dei suoi principali protagonisti, i promessi sposi, per intenderci. E a questo proposito sono stati scritti saggi sulla cosiddetta “onomastica manzoniana”, per chi volesse approfondire l’argomento. Ogni nome doveva adattarsi al personaggio sia per l’ambiente in cui era nato sia per il suo carattere. Si ricordi la precedente scelta di Manzoni di chiamare lo sposo promesso “Fermo”.

La scelta dei nomi, quindi, fa parte della documentazione: un elemento imprescindibile della storia. I nomi non solo completano i personaggi, ma contribuiscono a rendere più reale l’ambientazione. Semplicemente perché ne fanno parte.

Come trovare il nome giusto a un personaggio

Documentandosi. Ma dove? Le fonti possono essere diverse. Qui ne indico un paio, quelle che ho usato io per alcuni racconti. Ma ne esistono altre.

  • Cimiteri: non è questione di essere macabri, anche se io lo sono, ma di essere logici. Ho ambientato alcune storie a cavallo della Seconda Guerra Mondiale, in alcuni paesi della provincia romana. Ho letto nomi e cognomi nelle lapidi di gente nata tra la fine dell’800 e la prima metà del ‘900, in un cimitero che frequento. A quel tempo si usavano quei nomi – e molti si usano tuttora. Questo non significa che uno scrittore debba andar per camposanti per tutta Italia, ma se ne ha uno a portata di mano e la sua storia è ambientata da quelle parti…
  • Libri: indici e bibliografie, ma anche autori. Ho consultato una collana di libri del ventennio e in alcuni volumi c’era l’indice dei nomi citati, appartenenti a vari personaggi vissuti all’epoca.

Forse esistono anche degli archivi pubblici da controllare, sulle nascite e i decessi, non so. Ci si può sempre informare. L’importante è che si consulti una fonte sicura, inconfutabile.

Leggibilità dei nomi

Ricordo una correzione fatta da Stephen King nel romanzo 1408, precedentemente intitolato The Hotel Story. Il manager dell’hotel si chiamava all’inizio Ostermeyer. Un nome che esiste, d’accordo, ma che lo scrittore cambiò in un più semplice Olin. Più breve. Più scorrevole. Più memorizzabile.

Bisogna quindi considerare anche la leggibilità dei nomi che diamo ai nostri personaggi. Il lettore non deve faticare a capire come pronunciare un nome, altrimenti quel personaggio, magari un protagonista, non gli entrerà in testa e non potrà crearsi quel legame che unisce lettore e storia.

In un fantasy, tanti anni fa, non ricordo neanche quale autore né quale romanzo, ma solo che faceva parte della collana Urania Fantasy uscita a partire dal 1987, un personaggio si chiamava K!sdra. Sì, avete letto bene, c’è proprio un punto esclamativo fra la “K” e il resto del nome.

Ok, mi è rimasto impresso e direte che questo capitolo sulla leggibilità non ha quasi senso, ma provate a pronunciarlo. Provate a creare un audiolibro su quella storia. A me è bastato per catalogare quel romanzo fra quelli di serie B.

Scegliete – scegliamo! – nomi leggibili per i nostri personaggi, anche se dobbiamo inventarli per un fantasy classico. Scegliamoli anche, se possibile, ricordandoci del Maestro citato poco prima e magari qualcuno un giorno potrebbe scrivere saggi sulla nostra onomastica.

E voi, come scegliete i nomi dei vostri personaggi? A caso? C’è magari qualche altro macabro?

39 Commenti

  1. Marco
    21 novembre 2011 alle 07:43 Rispondi

    Macabro o non macabro, il cimitero è efficace. Un altro sistema, usato da Simenon, è ricorrere all’elenco telefonico; più indicato se la storia è ambientata ai giorni nostri.

  2. Romina
    21 novembre 2011 alle 07:56 Rispondi

    Anche a me aveva colpito molto quel passaggio di King su quel nome lunghissimo!
    Io di solito scrivo testi ambientati in Italia e personalmente mi dà molto fastidio quando autori italiani scrivono libri sull’Italia e chiamano tutti i loro protagonisti con nomi stranieri! Che hanno i nomi italiani che non va? Quando scrivo, soprattutto per le fiabe, curo molto la musicalità del nome che deve un po’ rappresentare il personaggio. Un’altra buona fonte sono i libri per le neomamme per scegliere i nomi dei bambini… molto meno macabro dei cimiteri a cui non avevo mai pensato!
    Con i miei primi testi puntavo molto anche sull’etimologia e il significato del nome dei personaggi, per creare un certo alone simbolico… i nomi secondo me sono una delle cose più difficili da scegliere.

    P.S. Nel mio prossimo libro ci sono dei nomi versamente strani a causa dell’ambientazione, ma spero di non arrivare mai ai punti esclamativi all’interno di una parola!!!

  3. Mauro
    21 novembre 2011 alle 08:56 Rispondi

    Qualche tempo fa se incontravo un nome del genere semplicemente lo saltavo: registravo che il personaggio era quello e quindi lo sapevo, ma non leggevo il nome.
    Un altro consiglio: nomi abbastanza diversi. Avere un Matteo e un Mattia aiuta poco, soprattutto se sono personaggi che appaiono raramente.
    E una risorsa utilissima: Names.

  4. Daniele Imperi
    21 novembre 2011 alle 12:57 Rispondi

    @Marco: bravo, l’elenco telefonico per le storie moderne è da considerare.
    @Romina: ottima idea quella di studiare anche l’etimologia dei nomi.
    @Mauro: anche io concordo per evitare nomi simili.

  5. Marcello M.
    21 novembre 2011 alle 16:45 Rispondi

    Io all’inizio procedevo a naso, cercando un nome che funzionasse con quel particolare personaggio. Ho scritto interi capitoli utilizzando un nome per poi cambiarlo perché non lo consideravo adeguato.
    Adesso, che sto lavorando su una saga fantasy, e sono giunto alla scrittura del terzo libro (di cinque) ho iniziato a elaborare i nomi anche sulla base della cultura in cui i personaggi sono calati e la cosa mi sta dando molte soddisfazioni.
    Una cosa che ogni tanto mi piace è utilizzare un nome di un personaggio particolarmente noto, per una comparsa, un soggetto che compare in un momento e poi sparisce per sempre, o quasi. Per esempio un locandiere scorbutico e rubicondo di nome Shea o uno stalliere di nome Frodo o un folletto di nome Sauron ;) Bisogna pur tributare un omaggio ai propri maestri, o no? ^_^
    Anch’io credo che quello dell’etimologia sia una bella pensata.
    L’elenco del telefono è una risorsa inestimabile per chi scrive romanzi ambientati si giorni nostri.

  6. franco zoccheddu
    21 novembre 2011 alle 16:51 Rispondi

    Scrivo un romanzo in cui la scienziata è Arline Rutherford, il genio ordinato è Leonard Schools, l’eclettico filosofo e scettico Thomas Warton, l’estroversa scienziata sanguigna e bevitrice Noelia De Peirosa, l’esperto di acceleratori Miyaki Shimura. Come li scelgo? Mah… Ah, il lungimirante funzionario di intelligence è Gordon Parrish. Sono piuttosto anarchico sui nomi.

  7. Daniele Imperi
    21 novembre 2011 alle 19:15 Rispondi

    @Marcello: fai bene a sceglierli in base allo loro cultura. Non mi vedi d’accordo, invece, sui tributi :)

    @Franco: richiami del genere funzionano, secondo me.

  8. Michela
    22 novembre 2011 alle 19:15 Rispondi

    “Jessica e Damien” non sono solo proibiti per la sicilia dell’800, sono proibiti e basta… :/
    A parte tutto è interessante anche il suono del nome. Le “r” aggressive, le “l” che sono “r” mancate, le doppie che fanno abbondanza, le “f” leggerezza, e avanti così :)

  9. Daniele Imperi
    22 novembre 2011 alle 19:20 Rispondi

    @Michela: condivido sulla proibizioni di certi nomi :D E anche sui suoni.

  10. Come creare i nomi dei personaggi | Diventa editore di te stesso | Scoop.it
    24 novembre 2011 alle 08:58 Rispondi

    […] Come creare i nomi dei personaggi […]

  11. Il meglio di Penna blu – Novembre 2011
    1 dicembre 2011 alle 08:54 Rispondi

    […] Continua a leggere Come creare i nomi dei personaggi. […]

  12. I nomi – La documentazione nella scrittura creativa
    3 ottobre 2012 alle 05:02 Rispondi

    […] ho scritto l’articolo Come creare i nomi dei personaggi volevo sottolineare l’importanza che rivestono i nomi in un romanzo. Nomi che mai dovranno […]

  13. Come trovare nomi e cognomi dei personaggi
    12 luglio 2013 alle 05:00 Rispondi

    […] e lo rende più credibile e reale al lettore. Tempo fa avevo scritto un articolo in cui parlavo di come creare i nomi dei personaggi, nomi che funzionassero. Ribadisco quanto scritto e sottolineo che un nome deve soddisfare quattro […]

  14. Annaluisa
    23 agosto 2013 alle 18:25 Rispondi

    Articolo molto interessante, che sono andata a ricercare proprio perchè in questo momento sto lavorando su questo argomento. Ho trovato dei buoni nomi, ma su altri devo lavorarci un po’ su. La mia storia è per il momento ambientata nel presente e questo mi è di aiuto, però mi ha fatto bene leggere (e quindi ricordarmi) che bisogna adottare una certa varietà per i nomi.
    Io credo che l’uso dei nomi nel fantasy richieda uno studio più approfondito proprio per essere originali, o almeno tentare di esserlo. Ho iniziato a scrivere una storia fantasy, ho la trama e altre informazioni; sono alcuni anni che cerco dei nomi davvero ok, so per certo che i miei personaggi mi odiano da tempo perchè hanno nomi davvero orrendi ed improponibili.
    Per quanto riguarda la ricerca nei cimiteri, in rete si trovano numerosi siti che ospitano questo tipo di informazioni; spesso si può fare ricerca senza muoversi da casa.

  15. giuseppe coviello
    20 settembre 2013 alle 15:54 Rispondi

    Io per prima cosa costruisco il carattere di ogni personaggio.
    Poi dopo scelgo dei nomi che potrebbero andare bene con quel tipo di carattere.
    Per esempio un ragazza un pò testarda, timida, alle volte socievole e molto graziosa io penserei subito al nome Jennifer.
    A me mi pare appropriato, poi chiedo cosiglio a qualcuno se gli piace la combinazione carattere- nome.

    • Daniele Imperi
      20 settembre 2013 alle 17:47 Rispondi

      Ciao Giuseppe, benvenuto nel blog.

      Non mi sembra male come idea.

  16. deborah
    3 marzo 2014 alle 07:44 Rispondi

    che miniera il tuo blog. Sto preparando un articolo proprio sulla scelta dei nomi in un romanzo e cercando nel web….mi sono ritrovata in questa pagina. Ci lavoro un po’ su e poi ti faccio sapere. Mi sa che anche sui personaggi fantastici le nostre strade si sono incrociate. Oggi dovrebbe uscire un mio articolo su questo tema. Poi te lo linko..

  17. Come scegliere il nome di un personaggio - Scrivo.me
    10 marzo 2014 alle 09:37 Rispondi

    […] geografica del romanzo e la sua dimensione storica. Altra miniera di consigli la trovate su Penna blu (ricordate? Ne avevamo parlato qui), in cui Daniele Imperi fornisce un elenco di siti in cui è […]

  18. Jennifer
    31 marzo 2014 alle 19:10 Rispondi

    sono una ragazzina con un grande sogno: ho scritto un libro e sto scrivendo il secondo. Quest ultimo lo voglio davvero pubblicare. Ho poco tempo per scriverlo e non sono nemmeno a meta, ma quando avro finito saro fiera di
    me!
    non ci potrete credere ma non ho ancora scelto il nome della mia protagonista :
    -capelli rossi
    -occhi verdi
    – impulsiva
    -sarcastica
    – testarda
    -dolce
    – volenterosa
    Vorrei un nome forte ed importante, ma leggibile, non troppo lungo o composto.
    mi aiutate??

    • Valentina Marengo
      10 maggio 2016 alle 19:11 Rispondi

      cosa ne dici di Erika o Micaela?

  19. La Dea Giaguaro
    13 luglio 2014 alle 22:26 Rispondi

    Articolo davvero interessante e utile, complimenti!
    Cose che ogni scrittore, di professione o di diletto che sia, dovrebbe tenere a mente.
    Aggiungerò questo blog fra i miei preferiti (e credetemi, la lista è spoglia)
    Inoltre, ci terrei a condividere anche il mio metodo di scelta per nomi e cognomi, specialmente stranieri: spulcio i titoli di coda dei film!

  20. Ipercube
    16 agosto 2014 alle 05:39 Rispondi

    K!sdra è il nome di un personaggio di Terry Pratchett, della serie Discworld. Pratchett è uno scrittore in gran parte comico, che usa i nomi impronunciabili proprio per parodiare il fantasy (e rimane uno degli scrittori fantasy più bravi e simpatici di sempre).
    Serie b un lavoro come il suo, uscito proprio per Urania che ci aveva visto lunghissimo, mi mancava davvero. Riprendi in mano il volume, amico mio, è davvero un bel lavoro.

    • Daniele Imperi
      16 agosto 2014 alle 12:01 Rispondi

      Ciao e benvenuto nel blog. Non ricordo dove ho trovato quel personaggio. Di Pratchett ho letto A me le guardie!, ma non mi è piaciuto. Non amo le storie parodia.

  21. sara
    22 gennaio 2015 alle 19:59 Rispondi

    io sinceramente a volte adopero anche google traduttore, traduco il significato che voglio dare al nome e a volte ne vengono di molto carini anche se bisogna dire che si possono usare solo per fantasy e storie simili. ma poi si può lavorare anche di fantasia modificando un nome magari che ci sembra adatto ma gli manca qualcosa

  22. Lucia
    22 dicembre 2015 alle 10:17 Rispondi

    ciao avrei bisogno di un consiglio. Sto cercando per il mio primo libro fantasy un nome per una terra, un mondo, un universo creato dai sogni e dalla fantasia dei bimbi lettori.
    Incantia c’è già (cartone in tv)
    Incanthia problema di leggibilità? troppo simile…problemi di plagio?
    Incantasia (linea di giochi per bambini)
    Incantuum suona male
    Infantasia (insomma e c’è già)
    Qualcosa con Mondo Fantasia incanto sogno infanzia lettura inventiva immaginazione…
    aiuto pleaseee

    • Daniele Imperi
      22 dicembre 2015 alle 10:32 Rispondi

      Ciao Lucia, benvenuta nel blog. Così su due piedi non saprei che dirti… Però il nome per il mondo fantasy deve trovarlo l’autore ;)

    • Andrew Next
      17 maggio 2016 alle 07:50 Rispondi

      Be’.. i modi esistono e a volte sono “meccanici”.
      Ti ispira un mondo che esite? Ad esempio Darkover, il pianeta creato da M.Z. Bradley popolato da psionici da far sembrare Uri Geller un poppante? Prendi Darkover, passalo al motore anagrammatico del gaunt o un altro generatore di anagrammi come ad esempio… carta e matita, e procedi.
      Koverdar
      Drakorve
      Vekodarr
      Roadkorv

      Il tuo mondo ha determinate caratteristiche… prendiamo sempre Darkover che è composto da Dark (Oscuro) e Over (che in inglese vuol dire un sacco di cose, ma per ora prendiamo il significato “sopra”).
      Prendi il tedesco e il traduttore di google e diventa Dunkelauf o mescolando tedesco e francese Dunkelsur. Preferisci l’oriente? Con l’arabo diventa una cosa come Daknealaa (داكن على) interessante no?
      Il tuo mondo ha altre caratteristiche ? Prendine due e poi traducile in due lingue diverse, quello che otterrai, prima o poi, avrà le caratteristiche fonetiche giuste per essere ricordato ed evocare le suggestioni che desideri.

      O altrimenti… di modi ce ne sono tantissimi, la storia è piena di nomi di civiltà e nazioni ormai dimenticate, ma vedendo quando hai scritto il tuo post, mi sa che ormai hai risolto.
      Che nome hai trovato?

      AV

      • Daniele Imperi
        17 maggio 2016 alle 08:24 Rispondi

        Per un romanzo fantasy che avevo iniziato a progettare ho usato proprio il metodo delle due lingue per creare alcune parole. Ma penso sia meglio non basarsi su nomi di luoghi creati da altri autori, così è più originale.

        • Andrew Next
          17 maggio 2016 alle 09:43 Rispondi

          Stessa genesi risultato diverso. Infatti ho suggerito di partire da qualcosa di noto… per giungere la dove nessuno ha pensato prima ;-)

  23. NikkyP
    11 febbraio 2016 alle 22:48 Rispondi

    ho scelto il nome del mio personaggio (ovvero Emily) aprendo a caso il libro di inglese. Successivamente quando decisi di farle una doppia identità entrai in panico e mi misi ad ascoltare musica… caso vuole che ora abbia lo stesso nome di una vocaloid :3 (Lily)

    • Daniele Imperi
      12 febbraio 2016 alle 11:01 Rispondi

      Ciao Nicole, benvenuta nel blog. Una volta pescavo anche io i nomi a caso, ora preferisco cercarli in elenchi di nomi (online è pieno).

  24. Christy
    26 luglio 2016 alle 12:22 Rispondi

    Ciao sono nuova… Purtroppo per i nomi dei miei personaggi sono sempre andata ad inventiva, poi intorno al nome costruivo il carattere… Di solito prima invento il nome poi il personaggio non mi è mai successo il contrario…
    A parte per la storia a cui sto pensando ora… Ho un grande problema per un cognome americano… Al contrario delle altre storie in cui li inventavo (o quasi) di sana pianta perché mezzi fantasy o nemmeno li mettevo, qui ho bisogno di un bel cognome… sai dove posso trovare un elenco di moltissimi cognomi americani per il mio Sasha?

    • Daniele Imperi
      26 luglio 2016 alle 12:25 Rispondi

      Ciao Christy, benvenuta nel blog. Se cerchi su Google, troverai tantissimi cognomi americani. Meglio cercare in inglese, quindi “american surnames”.

  25. perisoso
    19 settembre 2016 alle 16:53 Rispondi

    Buon giorno, Ciao a tutti. Ho quasi completato di scrivere un libro autobiografico ambientato, per 30 anni, in un corpo di polizia italiano. Citando i protagonisti, non ho scritto proprio i loro cognomi ma le iniziali, però, nel libro, cito fatti o comportamenti, che talvolta sono reati sul serio e chi legge potrebbe capire immediatamente chi sono i protagonisti. Per cui, vorrei evitare di essere denunciato per diffamazione. Quali consigli mi date, per sostituire i loro cognomi o iniziali dei loro cognomi? Usare parole similari a quei cognomi? o cos’altro…? Rimango in attesa di una tua/vostra gradita risposta.

    • Andrew Next
      2 dicembre 2016 alle 08:33 Rispondi

      Cambia tutti i nomi, magari aiutati con un vecchio elenco telefonico per avere ispirazione.
      Fatti una tabellina che poi brucerai dove associ ad un personaggio “vero” quello inventato. La “finezza” è mettere nel cognome una caratteristica della persona cui ti riferisci.
      Tipo lo pseudonimo usato da Renzo Tramaglino “Mario Rivolta”.
      Alla fine o all’inizio dovrai comunque inserire il disclaimer: ” questo è un prodotto dell’immaginazione, riferimenti a fatti e\o persone reali deve essere considerato puramente accidentale” o una formula simile che ti soddisfi.
      Brucia la tabella a lavoro finito.

    • Daniele Imperi
      2 dicembre 2016 alle 08:42 Rispondi

      Ciao e benvenuto nel blog.
      I consigli di Andrew Next mi sembrano ottimi, tuttavia dissento dal disclaimer. Se il libro è autobiografico – e soprattutto tu vorrai farlo passare per tale – allora in una nota finale, secondo me, dovrai scrivere che hai cambiato i nomi reali. Mi sembra che qualcosa del genere sia stato fatto da qualche autore, forse Giampaolo Pansa, in uno dei suoi libri revisionisti.

  26. Aura
    12 febbraio 2017 alle 20:03 Rispondi

    Ciao Io ho scritto il mio primo libro da poco, è solo il primo di un progetto più vasto. La cosa che mi ha aiutato è che è ambientato in periodo contemporaneo, per i nomi sono andata un pochino ad intuito anche se ho cercato di usare i nomi più diffusi nella zona, i miei personaggi sono alcuni sardi e altri friulani, ho messo alcuno nomi tradizionali sopratutto per i personaggi anziani ad esempio Gavino, che è un nome usato in Sardegna e praticamente sconosciuto nel resto d’Italia. Anch’io ho guardato le liste dei nomi dei bambini e poi sui motori di ricerca per i cognomi, ho cercato poi di abbinare i nomi e cognomi per musicalità e assonanze in modo da renderli gradevoli. Alcuni personaggi secondari sono stranieri e lì ho cercato su internet i nomi e i cognomi della nazionalità e li ho combinati. Ho dovuto anche inventare alcuni toponimi perchè non volevo usare i nomi reali della località principale, che è circondata da paesi reali ma non esiste, un po’ come Vigata di Camilleri. Per questo ho guardato i toponimi della zona e ho notato che vi erano diversi paesi con nomi di santi, così ho usato il patrono del mio paese, infondo la storia è ambientata qui, quindi uso un rimando indiretto. Per inventare un marchio di un prodotto, non volendo fare pubblicità, ho tradotto il concetto del marchio in molte lingue e poi ho scelto il giapponese perchè suonava bene. Spero che le mie idee aiutino gli altri così come le vostre hanno aiutato me, Complimenti per il blog.

    • Daniele Imperi
      13 febbraio 2017 alle 08:21 Rispondi

      Ciao Aura, benvenuta nel blog. Il problema di luoghi e marchi me lo sono posto anche io e in alcuni casi ho creato dei nomi di paesi usando la parola “monte” o “colle” come spesso si usa nella zona in cui ho ambientato le mie storie.

  27. Aura
    13 febbraio 2017 alle 11:47 Rispondi

    Da noi In Sardegna dipende molto dalle regioni interne se avessi ambientato la storia nell’Oristanese sarebbe stato facile perchè molti paesi iniziano con il prefisso “sia”, che vuol dire via, esistono Siamanna, Siaminore etc (vuol dire via Grande e via piccola) oppure paesi che hanno il nome “Villa” davanti sia tutto attaccato che staccato tipo “Villagrande” (Città Grande), “Villa” è usato anche in alcune zone del nuorese e dell’Iglesiente, di “Monte” c’è ne qualcuno invece niente “Colli” e “Borghi”. La mia zona (tra Gallura e Logudoro) è più difficile la maggior parte dei paesi hanno nomi strani di antica provenienza, è più facile per le frazioni o località minori a cui spesso vengono dati nomi in sardo di piante o fiumi presenti in zona, vicino a casa mia c’è una frazione che si chiama “Sa Murichessa” e vuol dire “L’albero del gelso”, , così io ho usato il nome in sardo di un albero molto bello, il Ginepro che da noi si chiama “Nibbaru” al plurale la mia frazione è diventata “I Nibbari”.
    Nel caso a qualcuno servisse una toponomastica sarda i trucchi sono questi se vi serve un fiume chiamatatelo Rio Mannu (fiume grande) c’è ne uno in ogni paese, sono poco più che rigagnoli nonostante il nome. Spero di avervi dato uno spunto.
    Baci..

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