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I nomi

I nomi

Non dare ai tuoi personaggi nomi improbabili.

Quando ho scritto l’articolo Come creare i nomi dei personaggi volevo sottolineare l’importanza che rivestono i nomi in un romanzo. Nomi che mai dovranno essere scelti a caso in base ai nostri gusti, anche se viene naturale preferire alcuni nomi ad altri.

La scelta dei nomi, quindi, fa parte della documentazione. Ogni nome dovrà adattarsi perfettamente al contesto storico e geografico in cui è ambientata la storia, al genere narrativo anche – inutile ambientare un fantasy nella Terra di Mezzo, se poi chiamo il protagonista Daniele, non regge – dovrà essere leggibile e credibile, memorizzabile anche.

Il lettore non deve far fatica a distinguere un nome dall’altro né ad associare un nome a un personaggio. Non possiamo inserire in una stessa scena Thomas, Tom e Tommy, né Hagar, Haigor e Halgar. Immaginate la confusione nel lettore. E, secondo me, anche nello scrittore…

I nomi nel contesto storico-geografico

Il primo passo da seguire è considerare il contesto storico-geografico della nostra storia. Quando è ambientata e dove? Ogni nome ha una storia e un suo passato, proprio come i personaggi. Alcuni nomi sono caratteristici di un certo periodo storico e di una certa zona. Altri nomi non si trovano in alcuni paesi esteri e così via.

Lo scrittore dovrà quindi consultare fonti attendibili per cercare i giusti nomi per i suoi personaggi. Specialmente per i protagonisti, a cui deve essere riservata un’attenzione maggiore, per il semplice fatto che ricorreranno spesso nella storia e quindi dovranno restare bene impressi nella mente dei lettori.

Nel mio articolo su citato ho accennato ad alcune fonti di cui uno scrittore può servirsi per cercare nomi. Vediamo in modo più approfondito questo aspetto.

  • Cimiteri: hanno una loro utilità, ma è abbastanza limitata. Difficilmente si potranno trovare tombe anteriori al XIX secolo e l’area geografica anche è quella propria dello scrittore, altrimenti diventa costoso raggiungere i cimiteri di un’intera nazione o perfino quelli esteri.
  • Bibliografie: in alcuni libri sono presenti le fonti bibliografiche, che rappresentano quindi una fonte di nomi, anche se limitata.
  • Opere letterarie: credo che sia la fonte più vasta e attendibile. Esistono opere letterarie in ogni periodo storico e scritte da autori di qualsiasi paese. Consultare quei libri significa conoscere nel dettaglio come si chiamava la gente in quei periodi. Prendete per esempio i classici latini e greci – disponibili online gratuitamente, come molti altri classici: se volete ambientare una storia nell’Antica Roma, avete a disposizione un elenco di nomi soddisfacente.
  • Dizionari di nomi: sono molto utili, perché per ogni nome c’è la sua storia e il suo significato.
  • Enciclopedie: cercando informazioni sul periodo storico si possono conoscere i nomi dei personaggi storici e cercando quelli si troveranno altri nomi.

I nomi nel fantasy

Parlando di fantasy classici, ambientati quindi in un mondo inventato o comunque reinventato, come farà uno scrittore a creare i nomi dei suoi personaggi? Esistono fonti per questi nomi?

Prendiamo come esempio Il Signore degli Anelli di Tolkien. Come ha inventato Tolkien i nomi dei suoi personaggi? A questo proposito rimando alla lettura del documento, in formato pdf, Guide to the Names in The Lord of the Rings, scritto da Tolkien stesso e revisionato dal figlio, per aiutare i traduttori. Molti termini provengono dall’antico inglese.

Tolkien, come ha sostenuto in una sua lettera – Letters, 239 (#183) –, non ha ambientato la sua opera in un mondo inventato, ma nel nostro, però in un periodo storico immaginario:

Middle-earth is not an imaginary world. … The theatre of my tale is this earth, the one in which we now live, but the historical period is imaginary.

La lingua che ha creato si fonda su altre esistenti lingue. E i nomi sono una conseguenza di ciò. Non dico che ogni scrittore fantasy debba seguire l’esempio di Tolkien, perché non tutti siamo geni come lui né abbiamo le sue stesse capacità, ma Tolkien si può prendere come esempio per la documentazione.

Scegliere con cura l’ambientazione storico-geografica del romanzo fantasy ci porta inevitabilmente a scegliere i nomi in funzione di quei contesti. Non solo i nomi dei personaggi, ma anche dei luoghi che dobbiamo inventare.

I nomi nella fantascienza

Forse il discorso sulla fantascienza è un po’ ostico, ma comunque va affrontato. Secondo le varie definizioni una storia di fantascienza può anche essere ambientata da oggi a un anno nel futuro. Secondo la mia logica non ha senso, ma di questo parlerò in un post che uscirà più in là.

Prendiamo però come esempio storie di fantascienza ambientate a migliaia di anni nel futuro, quando esiste una colonizzazione di pianeti di altre galassie, sono state trovate altre forme di vita intelligenti e così via. Come dovranno chiamarsi i personaggi? Ancora Daniele, Michela, Romina, Marco, ecc.?

La scelta dei nomi, in questo caso, è un po’ difficile. Però la storia ci viene in aiuto. Come si sono evoluti i nomi delle persone dall’Impero Romano a oggi? Non dico che bisogna studiare un algoritmo in grado di capire come uno stesso nome potrebbe mutare nel corso del tempo – per esempio da Claudius a Claudio a… – ma come minimo non chiamiamo il nostro personaggio Claudio se la storia è ambientata nell’anno 15.000, perché non è assolutamente credibile.

I nomi di eventuali alieni ci lasciano più spazio alla fantasia, ovviamente, ma anche in quel caso lo scrittore deve tenere a mente il contesto: il contesto è la parola magica che rende credibile tutto ciò che scriviamo. Se alcuni alieni vivono nel pianeta Karus, a 800.000 anni luce dalla Terra, e usiamo una certa logica per creare i loro nomi, la stessa logica non potrà essere usata per gli abitanti di Mesena, pianeta a 62.000 anni luce dalla Terra. Sono due pianeti e due culture differenti.

Nel romanzo di Anne McCaffrey Il volo del drago, l’autrice ha usato una radice per creare i nomi dei dragonieri, i cavalcatori dei draghi. Ogni nome aveva una struttura ben precisa, una consonante a inizio, un apostrofo e poi tre lettere. Tutti i nomi erano creati in questo modo: F’lar, F’nor, D’ram, C’gan, T’ton, ecc.

La mia esperienza nella documentazione sui nomi

Sto studiando una serie di nomi per personaggi e luoghi per il mio romanzo fantasy. È un fantasy un po’ particolare, perché ambientato in epoca recente, innanzitutto, e in un paese estero. Là, però, c’è un mondo inesistente, che inevitabilmente subisce l’influsso della terra in cui si trova.

Come saranno, dunque, i nomi di quei personaggi e di quei luoghi? Sono nomi che risentono della lingua del posto, ma comunque differenti. Non sto creando una lingua ex novo, perché non sono in grado di fare un lavoro del genere. Però sto in un certo senso mescolando due lingue, una che conosco, a cui affianco le sonorità dell’altra.

Devo dire che il mix mi sembra per ora buono e credibile, ma più in là sentirò il parere di qualcuno per avere un giudizio esterno. L’importante è quindi lavorare sulla lingua, creando dei nomi a partire da una radice comune: la radice può essere una lingua reale o inventata, ma deve esserci. E quella radice sarà rappresentativa di una parte del mondo che abbiamo inventato.

Come create i nomi dei vostri personaggi? Che documentazione usate?

14 Commenti

  1. Alessandro Girola
    3 ottobre 2012 alle 15:37 Rispondi

    Il solito utilissimo articolo.

    PS: Il suggirmento riguardante i cimiteri è tanto geniale quanto macabro :D

  2. Daniele Imperi
    3 ottobre 2012 alle 16:11 Rispondi

    Grazie :)
    Sì, macabro senz’altro, ma come non esserlo? :D

  3. Alessandro C.
    3 ottobre 2012 alle 17:51 Rispondi

    come fonte suggerirei anche i videogiochi ^^

    • Daniele Imperi
      3 ottobre 2012 alle 17:57 Rispondi

      I videogiochi? :|

      • Alessandro C.
        3 ottobre 2012 alle 18:43 Rispondi

        eheh, immaginavo risposte di questo tipo.
        Numerosi videogame ambientati nel passato possono fornire spunti sui nomi da assegnare ai propri personaggi. Mi riferisco soprattutto a quelli di tipo strategico, simulativi e quindi realistici. Basterebbe spendere qualche ora della propria vita cimentandosi in un “Pax Romana” (http://it.wikipedia.org/wiki/Pax_romana) per leggere dozzine di nomi in auge in quell’epoca, oltre a consolidare le proprie conoscenze in merito alla Roma imperiale.
        Si, mi prenderete per pazzo e lo comprendo.

  4. Alessandro C.
    3 ottobre 2012 alle 18:46 Rispondi

    PS: ovviamente il mio era solo un esempio. Ormai nell’ambito videoludico si è sfruttata ogni tipo di ambientazione storico/geografica, e non è raro imbattersi in rappresentazioni mozzafiato di contesti storici che avevamo imparato a conoscere soltanto studiando testi e guardando insopportabili colossal.

    • Daniele Imperi
      3 ottobre 2012 alle 19:01 Rispondi

      Ok, l’importante è che quelle fonti videoludiche siano affidabili ;)

  5. Il Moro
    4 ottobre 2012 alle 00:01 Rispondi

    Al cimitero non avevo mai pensato…
    principalmente, vado su Nomix per i nomi contemporanei, mentre per nomi “storici” mi cerco il periodo storico su wikipedia. A volte finisco col fare mix di nomi e cognomi di personaggi storici.
    Certo è che ci sono delle volte in cui perdo mezza giornata (o più) solo per un nome.

  6. Romina Tamerici
    4 ottobre 2012 alle 13:50 Rispondi

    Nei miei primi romanzi (sì, quelli che ho cestinato) sceglievo i nomi di personaggi contemporanei italiani con grande cura, basandomi sul significato etimologico. A volte però ora mi sembra una forzatura e può trasformare il personaggio in una macchietta, quindi bisogna fare attenzione.

    Nel mio libro in cerca di editore ho dei nomi inventati che seguono una loro logica, anche se non dichiarata nel testo. Sono un po’ troppo difficili forse. Bah, vedremo!

    Certo che chiamare una forma di vita intelligente futura “Romina” è proprio paradossale! Ah ah ah!

    • Daniele Imperi
      4 ottobre 2012 alle 13:57 Rispondi

      I nomi devono essere leggibili e facilmente memorizzabili, ricordalo. Perché i tuoi sono difficili?
      Che ne sai, poi, magari fra 100.000 anni ci sarà ancora una Romina :D

      • Romina Tamerici
        7 ottobre 2012 alle 01:18 Rispondi

        So che devono essere leggibili e memorizzabili. In genere non invento nulla di troppo complicato. Qui mi sa che mi sono fatta prendere la mano, comunque i personaggi realmente importanti con nomi strani sono pochi, quindi credo/spero che la cosa sia gestibile.

  7. Lucia Donati
    4 ottobre 2012 alle 17:50 Rispondi

    Ieri ho perso questo post: rimedio subito.
    Un bel giro internazionale dei cimiteri! Scherzo: è certo un’idea in più. Anche gli elenchi telefonici. Per fantasy e fantascienza le sonorità possono essere più importanti che in altri casi, forse (magari suoni cupi rendono un personaggio negativo o una cosa simile). Per i cognomi?

    • Daniele Imperi
      4 ottobre 2012 alle 18:15 Rispondi

      I cognomi nel fantasy sono un altro problema, ma si può dare sfogo alla fantasia, tenendo conto di una certa credibilità o di altri fattori, come per esempio basarsi sulla reale genesi dei cognomi attuali.

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