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Narrativa poliziesca – La documentazione – Parte IV

Questo è l’ultimo di 4 guest post scritti da Luca Pagnini sulla documentazione per la narrativa poliziesca.

Questure

Questure, Commissariati di P.S. e Stazioni Carabinieri

Come tutti saprete, ogni provincia ha la sua Questura e, a seconda della grandezza, diversi Commissariati di Pubblica Sicurezza, cittadini o meno (Roma in città ne ha 39, Napoli 20. Firenze 5 tra città e provincia). In quasi tutti i comuni, invece, c’è almeno un Comando Stazione Carabinieri, più comunemente detto la Stazione dei Carabinieri. L’Arma ha anche un Comando Provinciale in ogni provincia e uno Regionale in ogni regione (chi l’avrebbe detto?).

Ora, al di là dei tanti possibili argomenti, come l’ordine pubblico o il controllo del territorio, dal nostro punto di vista, ciò che ci preme soprattutto trattare in questo articolo è la struttura degli uffici che svolgono le indagini, quelli che il codice di procedura penale chiama Servizi di PG.

Partiamo quindi dalle città capoluogo di provincia. Anzitutto abbiamo le questure, che sono organizzate in Divisioni. Quelle che si occupano di PG sono prevalentemente due: la Squadra Mobile, a sua volta divisa in Sezioni (che variano di Questura in Questura, le più comuni sono la omicidi, l’antirapina, la narcotici, la criminalità organizzata e, ultimamente, l’ufficio minori.

Qui però vi potreste sbizzarrire come vi pare perché niente vieta che in una città dove è molto alta la microcriminalità, ci sia una sezione reati contro il patrimonio e nessuna contro la criminalità organizzata), che si occupa della cd. criminalità comune, e la Digos (Divisione Investigativa Generale Operazioni Speciali) che si occupa di tutto ciò che ha a che fare con il terrorismo e la politica in generale (anche le Digos delle questure più grandi sono suddivise in sezioni, tipo terrorismo internazionale, nazionale di destra, nazionale di sinistra, ecc.).

A dirigere le Squadre Mobili e le Digos, ma anche i Commissariati, ci sono dei Primi Dirigenti, che nei romanzi finiscono sempre per essere indicati semplicemente (ed erroneamente, ma è una licenza accettabile) come Commissari. In realtà, nessuno si rivolge mai a loro chiamandoli “signor Primo Dirigente”, e nemmeno “Commissario”, ma sempre con il titolo accademico di “Dottore”.

Nota: chiunque parli con un Questore in pubblico, gli si rivolge solitamente con il citato “Dottore”, ma non è raro che venga usato anche l’appellativo di “Commendatore”.

Apriamo qui giusto una parentesi su qualcosa di molto utile, anzi, direi di indispensabile per ogni autore di polizieschi: come riportare nei dialoghi, in maniera verosimile, il rapporto diretto tra poliziotti di qualifica diversa.

Allora, premesso che negli uffici investigativi, soprattutto se si ha una colleganza di anni, ci si dà del tu con chiunque, di norma verso i superiori ci si rivolge sempre con il lei. Verso i Commissari, e a salire, oltre al lei si usa anche il citato “Dottore”, raramente qualcuno chiama un Commissario “Commissario”, anche se lo è (Montalbano è l’eccezione che conferma la regola). Anche i superiori di solito si rivolgono agli inferiori con il lei, ma tutto dipende dal livello di distacco o complicità che il superiore stesso vuole mantenere con i suoi subordinati.

In definitiva, in un racconto, già l’uso del tu invece del lei ha la forza di illustrare degli angoli dei personaggi che altrimenti necessiterebbero di molte parole, si pensi ad esempio a cosa potrebbe significare il tu usato da un Ispettore donna nei confronti di un Commissario uomo o, ancora meglio, da un Ispettore uomo nei confronti di un Commissario donna…

Per l’uso del tu, lo stesso avviene più o meno nell’Arma anche se, essendo il corpo di formazione militare, le concessioni in tal senso sono molto più rare. Nei CC, ovviamente, verso i superiori vale molto la deferenza per il grado, per cui ogni dialogo pubblico tra un dipendente e un ufficiale sarà condito sempre di “Signor Capitano”, “Signor Maggiore”, ecc. ecc.

Tra appartenenti a corpi diversi, diciamo anzitutto che vale l’uso di darsi del tu solo tra pari qualifica/parigrado, come Marescialli e Ispettori, mentre per il resto vale il lei, sia verso gli inferiori che verso i superiori.

Questa è la norma, capita però spesso di sentire un Agente di Polizia scambiarsi del tu con un Maresciallo dei Carabinieri, mentre è molto raro il contrario, cioè un Carabiniere che si dà del tu con un Ispettore. Anche in questo caso, riportare in un racconto un dialogo in un modo piuttosto che in un altro ci dà al volo l’idea di quali siano i rapporti tra due personaggi in scena e come siano i personaggi stessi (infatti, un Carabiniere che desse del tu a un Ispettore dimostrerebbe subito di essere uno un po’ fuori dalle righe, irriverente, quanto meno anticonformista, particolare che nell’Arma si nota).

Ma torniamo agli uffici. Detto della Polizia nelle grandi città, vediamo che i Carabinieri hanno nel loro Comando Provinciale un Nucleo Operativo che è come la Squadra Mobile, mentre non c’è alcun corrispettivo della Digos.

Nelle città di media grandezza, spesso troviamo un Commissariato e/o un Comando Compagnia dei Carabinieri. I Commissariati, anche quelli cittadini, si può dire che siano delle piccole questure, che invece delle Divisioni sono organizzate in Uffici. In quanto scrittori ci basti sapere che le indagini vengono svolte dalla Squadra di PG, ma se si tratta di omicidio, beh, non sarebbe strano che le indagini fossero coordinate direttamente dal Dirigente, ovvero dal Montalbano di turno.

Lo stesso vale per i Comandi Compagnia che però, risultando poco appetibili in narrativa, saltiamo di netto. Come sappiamo, infatti, dal punto di vista dello scrittore, il punto di forza dei Carabinieri sono le Stazioni, presenti anche nei paesi più piccoli (anche se con la crisi attuale, nella realtà molte stanno chiudendo) e molto adattabili quando c’è da inventarsi una situazione di umanità semplice.

La Stazione dei CC è comandata da un Maresciallo e da lui dipendono, a seconda dell’importanza e della grandezza del comune, un numero più o meno alto di Brigadieri, Appuntati e Carabinieri. Se un omicidio avviene nel suo comune, è di sicuro il Maresciallo il primo a intervenire, nella realtà però difficilmente sarà lui a svolgere le indagini che il PM, quasi sempre, delegherà a uffici più specializzati (vedi Squadra Mobile o Nucleo Operativo) del capoluogo. Tutto il resto, invece, resta sempre sotto il suo controllo, un vero e proprio dominus del territorio.

Oltre agli uffici sopra detti, che si occupano di tutto e di più, ne esistono altri che svolgono indagini, principalmente o esclusivamente, per materie più specifiche. Tra i più importanti, possibili spunti per interessanti racconti sviluppati al di fuori dei soliti Commissariati o Stazioni dei CC, vi segnalo:

  1. la Dia (Divisione Investigativa Antimafia), un organismo che dipende direttamente dalla Procura Distrettuale Antimafia (più o meno ce n’è una per regione) e che si occupa solo e soltanto, lo dice il nome, di organizzazioni a carattere mafioso, nel senso largo del termine. È interforze, cioè al suo interno lavorano fianco a fianco, appartenenti a tutte e tre le forze di polizia principali come se fossero un Corpo a parte. Consiglio: se proprio dovete inserire la Dia in una vostra opera, documentativi bene, non è un ufficio facile da maneggiare;
  2. la Polizia Postale e delle Comunicazioni, più nota con il nome di Polizia Postale, o meglio ancora, come si dice tra addetti ai lavori, la Polposta. Si occupa quasi esclusivamente di indagini che hanno a che fare con il www, la telefonia e l’economia a distanza, dalle truffe telematiche alla diffusione di pedopornografia, dalla clonazione di carte di credito al fishing, e così via. Spesso è coinvolta anche in indagini di tutti i tipi, ormai tra cellulari e PC è impossibile non imbattersi in qualcosa che non debba finire alla Polposta per essere controllata. Ogni regione ha un Compartimento Regionale di Polizia Postale e ogni provincia ha una Sezione. Lì hanno sede le unità che svolgono le indagini, ovviamente nei Compartimenti sono molto più grandi e attrezzate che nelle province;
  3. le Squadre di PG della Polizia Stradale, che si occupano di reati che hanno a che fare con la circolazione stradale ma in senso molto largo, cioè, si va dalle rapine ai Tir al traffico internazionale di auto di lusso rubate, ma non è strana un’indagine per traffico di stupefacenti, una volta accertato che i trafficanti usano incontrarsi in un motel sull’autostrada. Anche le Squadre di PG della Stradale hanno sede presso i Compartimenti Regionali e nelle Sezioni provinciali;
  4. gemelle delle precedenti sono le Squadre di PG dei vari Compartimenti Regionali di Polizia Ferroviaria (Polfer). Ovviamente in questo caso trattano di reati commessi in ambiente ferroviario, a voi sbizzarrirvi con la fantasia;
  5. i Nuclei Antisofisticazione e Sanità (NAS) dei Carabinieri. Al momento sono organizzati in tre Gruppi e 38 Nuclei e si occupano di tutto ciò ha a che fare con la salute, le medicine, il cibo, ecc.
  6. il Nucleo dei Carabinieri di Tutela del Patrimonio Culturale (NTPC), che si occupa di arte e quindi, soprattutto, di furti, di ricettazione e di falsificazioni. Ci sono 13 Nuclei distribuiti in tutta Italia.

Detto questo, speriamo di esservi già stati utili, ma per qualsiasi dubbio o curiosità, chiedete e vedremo cosa possiamo fare.

Il guest blogger

Luca Pagnini lavora da ventisei anni in Polizia e scrive per diletto da molto meno. Ha pubblicato due raccolte di poesie con Montedit (Galileo – ed altri sfregi arbitrari, 2005 e Come fulmini sul mare, 2007), ora sta preparando la sua prima raccolta di racconti polizieschi sui generis. Ha un blog in cui riversa più sfoghi che idee, soprattutto sull’Italia che è, meglio che nulla…
A ottobre 2011 è risultato vincitore del campionato di gare letterarie Grand Prix organizzato dal Forum de La Tela Nera.

I 4 articoli sulla documentazione per la narrativa poliziesca

  1. Narrativa poliziesca – La documentazione – Parte I: Introduzione e indagini
  2. Narrativa poliziesca – La documentazione – Parte II: La Polizia Giudiziaria
  3. Narrativa poliziesca – La documentazione – Parte III: Polizia di Stato e co.
  4. Narrativa poliziesca – La documentazione – Parte IV: Questure, Commissariati di P.S. e Stazioni Carabinieri

13 Commenti

  1. Gianluca Santini
    16 novembre 2011 alle 08:19 Rispondi

    Utilissimo, con gli altri tre. Grazie mille per averci offerto così tanta utile documentazione! :D

    Ciao,
    Gianluca

  2. Luca bcw
    16 novembre 2011 alle 10:01 Rispondi

    Gianluca Santini,

    Dovere… ;)

  3. Luca bcw
    16 novembre 2011 alle 10:53 Rispondi

    Ho ricevuto per MP alcune domande che potrebbero interessare ad altri, ve le pubblico con le relative risposte (che completano gli articoli già pubblicati).

    “All’interno della Polizia, in una città come Roma, chi si occupa di omicidi, seriali e non seriali? E che ruolo bisogna avere per effettuare sopralluoghi? L’Ispettore va bene? E a chi deve riferire l’Ispettore? All’Ispettore Capo? Nella Polizia Scientifica, chi effettua sopralluoghi sulla scena del crimine? E come funziona la gerarchia della polizia scientifica?”

    – Le indagini per omicidio le svolgono, di norma (infatti, come abbiamo visto – http://pennablu.it/narrativa-poliziesca-1 -, le può fare chiunque sia U.P.G., basta abbia la delega dell’A.G.; nel caso, in un racconto basterà giustificare il perché le fa Tizio invece di Caio), le Sezioni Omicidi della Squadra Mobile (se Polizia di Stato) o del Nucleo Operativo (se Carabinieri). In una città grande come Roma, può capitare benissimo (soprattutto in narrativa) che le indagini siano delegate alla Squadra di P.G. del Commissariato della zona dov’è avvenuto il delitto.
    – Per gli omicidi seriali, visto che in Italia non sono (per fortuna) un fenomeno frequente, non esistono delle squadre precostituite come negli USA, ma quando capita il caso (si veda il “mostro di Firenze” o Donato Bilancia) vengono create sul momento.
    – I sopralluoghi immediati, di solito, vengono effettuati dagli Ispettori/Marescialli di turno nelle Sezioni (per la distinzione sulle qualifiche – http://pennablu.it/narrativa-poliziesca-3/ ), poi è normale che dopo, sul luogo di un omicidio, arrivino anche i Commissari-PS/Ufficiali-CC e, da ultimo, anche il Pubblico Ministero.
    – L’Ispettore riferisce gerarchicamente a un Dirigente che di solito è chiamato Commissario, anche se nella realtà non lo è quasi mai (si veda l’articolo qui sopra), ma per quanto riguarda le indagini, fanno tutti, sempre, capo a un P.M.
    – L’Ispettore Capo è solo una delle qualifiche in cui sono divisi gli Ispettori della Polizia di Stato, che sono 5 e cioè (semplificando): Vice Ispettore, Ispettore, Ispettore Capo, Ispettore Superiore, Sostituto Commissario. Nei racconti/romanzi si parla sempre di Ispettori perchè non ha importanza sapere la qualifica esatta del personaggio, tranne il caso che non ci si trovi davanti a due Ispettori e ci sia tra di loro un conflitto di gerarchia, a quel punto comanderà chi dei due è superiore secondo lo schema sopra detto.
    – La gerarchia nella Polizia Scientifica, essendo solo un ufficio “specialistico” della Polizia di Stato, è la stessa, appunto, della Polizia di Stato (vedi articolo 3); per i sopralluoghi vale lo stesso discorso di cui sopra e sono sempre effettuati da una squadra specializzata in tal senso. In linea di massima, ogni capoluogo di regione ha un Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica, mentre nelle altre province ci sono solo degli uffici più piccoli.

  4. Luca bcw
    16 novembre 2011 alle 10:56 Rispondi

    Errata corrige: la prima citazione si riferisce alla seconda parte di questo articolo e non alla prima, http://pennablu.it/narrativa-poliziesca-2

  5. franco zoccheddu
    16 novembre 2011 alle 13:03 Rispondi

    Quand’ero piccolo – purtroppo sono grande – guardavo lo sceneggiato a episodi “Qui squadra mobile”, mi sembra con Giancarlo Sbragia. Le giuliette della polizia a sirene spiegate per la città, il commissario che coordinava. Quanto mi piaceva.

  6. Alessia
    28 marzo 2014 alle 11:56 Rispondi

    Grazie mille per gli articoli, sono molto interessanti, soprattutto per chi, come me, sta (cercando) di scrivere un giallo. Posso sapere che età è più plausibile dare ad un ispettore? E ad un commissario?

    • Daniele Imperi
      28 marzo 2014 alle 19:00 Rispondi

      Ciao Alessia, benvenuta nel blog. Belle domande. Non so risponderti, però. Un commissario, credo, debba essere anche laureato. O almeno prevede un iter più lungo dell’ispettore.

  7. Franco T.
    8 dicembre 2014 alle 22:51 Rispondi

    Salve signor Luca . Sono Franco T . e sto scrivendo un libro umoristico .Ho trovato molto interessante leggere le informazioni che ha disposto qui anche se ho un pò di confusione su come è ordinata una caserma di carabinieri locale tipo di un paese di diecimila abitanti . C’è scritto che a comandare è un maresciallo . Non è il comandante ? E sotto ci son magari un brigadiere , un paio di marescialli e poi gli appuntati ? Comunque oltre questa curiosità ho da far una domanda più specifica che riguarda praticamente i furti d’auto . Mi piacerebbe sapere cosa succede una volta fatta la denuncia , ovvero nel caso si faccia una denuncia ai carabinieri chessò di un paesotto di cinquemila abitanti , chi le farebbe le indagini i ”quattro ”agenti della caserma locale o passano il caso magari alla polizia stradale ?Grazie veramente per la delucidazione . Se interessa sto trattando del caso dei famosi ”cavalli di troia ” : se convien pagare o no . ecco il perchè della domanda . Ciao !

  8. FrancoT.
    21 dicembre 2014 alle 22:51 Rispondi

    Peccato che non risponde nessuno … capisco che Luca non segue più questo blog da anni ! ho visto che comunque l’amministratore Daniele ha risposto ad una domanda relativamente di recente ma a me no .Ad una ragazza . Forse non segue neanche lui più questo blog ? Più che altro non ha interesse di rispondere a semplici domande che si pongono nei suoi spazi ? OK ho capito tutto il motivo di questo blog … ciao

    • Daniele Imperi
      22 dicembre 2014 alle 08:00 Rispondi

      Ciao Franco, non credo tu abbia capito lo scopo di questo blog. Quale sarebbe, secondo te?
      La domanda l’hai fatta a Luca, non a me. Non sono informato su quei temi. Non sono semplici domande, sono domande a cui può rispondere un esperto.

  9. Luca BCW
    19 gennaio 2015 alle 11:56 Rispondi

    Svasate se non ho risposto prima, ma in effetti per varie vicissitudini erano mesi che non seguivo il blog di Daniele.
    Per quanto riguardabi quesiti:
    Alessia, un’età tra i 30 e 45 anni va bene sia per gli ispettori che per i commissari.
    Francot., polemica gratuita a parte, una stazione di CC di norma è comandata da un maresciallo che, per questo, è anche appellato come “comandante”. Di solito sotto di se ha un paio di brigadieri e vari tra appuntati e carabinieri semplici. Nei paesi grandi, oltre alla Stazione, ci può essere la Compagnia che è comandata, se non erro, da un Capitano. Per i furti d’auto le indagini potrebbero benissimo farle anche i soli carabinieri della stazione locale, nulla toglie che il PM deleghi però la polizia stradale o altro ufficio che ritenesse più adatto (e quindi come scrittore puoi scrgliere, basta che motivi la scelta).
    Grazie a Daniele per la pazienza e l’ospitalità.

  10. francoT
    26 febbraio 2015 alle 22:33 Rispondi

    anche se dopo un mesetto dalla risposta , ringrazio di nuovo Luca per la sua delucidazione che ho letto solo oggi anche se ho avutoqueste delucidazioni già altrove . e chiedo anche scusa per il mio atteggiamento rispetto l’amministratore del blog , che forse è risultato non volutamente troppo scontroso . Ciao !

  11. moko
    26 novembre 2016 alle 16:12 Rispondi

    Intanto complimenti per il blog e per gli argomenti trattati.
    Utilissimi.
    La mia domanda al signor Pagnini. In caso di indagini per un fatto considerato meno grave rispetto ad un omicidio, per esempio una scomparsa o un allontanamento volontario, vengono condotte da Marescialli o Brigadieri personalmente o possono essere delegate ad Appuntati e Carabinieri?
    Ad esempio raccogliere deposizioni, interrogatori, sopralluoghi.
    Ringrazio in anticipo per la risposta.
    M.

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