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Narrativa poliziesca – La documentazione – Parte III

Questo è il terzo di 4 guest post scritti da Luca Pagnini sulla documentazione per la narrativa poliziesca.

La Polizia di Stato

Polizia di Stato e co.

La Polizia di Stato è un corpo di polizia civile, ma organizzato militarmente. Non vi sto a spiegare tutti i risvolti che ciò significa perché non la finiamo più, vi basti sapere che è per questo motivo che la Polizia ha i sindacati e i Carabinieri e la Guardia di Finanza, che sono forze di polizia ma militari, no.

La Polizia di Stato ha questo nome dal 1981, prima si chiamava Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza (da qui il PS ancora in uso per abbreviare il nome, in effetti PdS ricorda troppo Occhetto) e quelle Guardie avevano gli stessi gradi dei Carabinieri e della GdF.

Adesso nella Polizia i gradi si chiamano qualifiche e, come ho riscontrato spesso leggendo qua e là, in pochi sanno davvero come sono strutturati, soprattutto rispetto a quelli dei Carabinieri e della GdF. Di primo impulso verrebbe da spiegare tutta la gerarchia per filo e per segno, siccome però in letteratura, alla fine, le qualifiche usate sono davvero poche, illustreremo solo quelle più diffuse e il loro intreccio con le altre delle due forze di polizia principali.

Le qualifiche dei poliziotti che di solito si leggono sono solo tre, in ordine gerarchico crescente: l’Agente, l’Ispettore e il Commissario. E fin qui non ci sono problemi, in un racconto di soli poliziotti è semplice capire chi comanda chi, infatti, di norma (a meno che non si voglia costruire un conflitto proprio sulla responsabilità gerarchica all’interno di un ipotetico Commissariato) non servirebbe a niente sapere che un Ispettore in realtà è un Vice Ispettore piuttosto che un Ispettore Capo, idem per i Commissari (per i quali, si sappia, la qualifica apicale è quella di Vice Questore Aggiunto, che non ha niente a che fare con il Questore di cui sopra).

I problemi sorgono, allora, quando in una storia ci troviamo a mescolare poliziotti e carabinieri. Com’è noto tra i lettori di genere, in letteratura si sono trovati molti più gradi dei Carabinieri rispetto ai miseri tre della Polizia, sarebbe interessante uno studio sul perché, probabilmente per mere questioni di timbro dei vari vocaboli.

Comunque sia, i gradi dei Carabinieri apparsi in quantità industriale in ogni dove sono, ancora in ordine crescente: il Carabiniere (semplice), l’Appuntato, il Brigadiere, il Maresciallo, il Tenente e il Capitano. Ora, dove li inseriamo questi in una vicenda in cui devono interagire con la polizia?

Sembra una banalità, ma in merito ho letto degli sfondoni divertenti, tipo il Maresciallo Tizio che pretendeva di imporsi sul Commissario Caio, che, se non adeguatamente motivati (ci può anche stare il Maresciallo che si ribella, ma non che pretende) fanno inesorabilmente scadere lo scritto che li riporta. Tra l’altro, costruire un conflitto tra protagonisti su queste basi può davvero aiutare a definire il carattere di un bel personaggio.

Di seguito riporto quindi la scala gerarchica generale, indicando le varie qualifiche di PS con i corrispondenti gradi dei militari (tra CC e GdF cambia solo il nome dello scalino più basso), senza però indicarle tutte (in merito basti sapere che in ogni ruolo, cioè gruppo di qualifiche/gradi, queste/i di solito vanno dal Vice X all’X Capo. Nel caso a qualcuno serva, comunque, prima di inventarsi il Vice Capitano, meglio documentarsi).

Dal basso troviamo, e sono APG:

  • l’Agente/Carabiniere/Finanziere
  • e l’Assistente/Appuntato;

quindi ci sono tutti gli UPG, che sono:

  • il Sovrintendente/Brigadiere;
  • l’Ispettore/Maresciallo;
  • il Commissario/Tenente;
  • il Commissario Capo/Capitano;
  • il Vice Questore Aggiunto/Maggiore.

Al di sopra di questi si entra nel ruolo dei Dirigenti, per la Polizia, Colonnelli e Generali, per gli altri, cioè là dove vengono pescati i Questori e i Prefetti, ma non i detective per le nostre storie, per cui omettiamo approfondimenti.

In merito alle qualifiche e ai gradi, l’ultima raccomandazione che personalmente faccio è quella di non sottovalutarli, infatti, al di là del folklore, i gradi non sono elementi di contorno da buttare lì come il colore dei capelli, ma sono utilissimi per arricchire i nostri personaggi. Se per esempio nella vostra storia comparirà un Agente di cinquant’anni, età che di solito hanno gli Assistenti Capo, vorrà dire che il tipo è stato più volte punito (chissà perché e dove), cioè con due sole parole (età e qualifica) avrete dato spessore al vostro sbirro e aperto davanti al lettore un mondo.

Il guest blogger

Luca Pagnini lavora da ventisei anni in Polizia e scrive per diletto da molto meno. Ha pubblicato due raccolte di poesie con Montedit (Galileo – ed altri sfregi arbitrari, 2005 e Come fulmini sul mare, 2007), ora sta preparando la sua prima raccolta di racconti polizieschi sui generis. Ha un blog in cui riversa più sfoghi che idee, soprattutto sull’Italia che è, meglio che nulla…
A ottobre 2011 è risultato vincitore del campionato di gare letterarie Grand Prix organizzato dal Forum de La Tela Nera.

I 4 articoli sulla documentazione per la narrativa poliziesca

  1. Narrativa poliziesca – La documentazione – Parte I: Introduzione e indagini
  2. Narrativa poliziesca – La documentazione – Parte II: La Polizia Giudiziaria
  3. Narrativa poliziesca – La documentazione – Parte III: Polizia di Stato e co.
  4. Narrativa poliziesca – La documentazione – Parte IV: Questure, Commissariati di P.S. e Stazioni Carabinieri

7 Commenti

  1. Gianluca Santini
    9 novembre 2011 alle 09:36 Rispondi

    Continuo a essere entusiasta per questi post. Mi sto segnando tutti i link in modo da poterli ripescare quando servono. Grazie! :)

    Ciao,
    Gianluca

  2. michela
    9 novembre 2011 alle 13:54 Rispondi

    Interessante e pieno di spunti :)

  3. carla de bernardi
    3 aprile 2012 alle 10:56 Rispondi

    Ciao Luca,
    sono entusiasta de tuoi articoli….sopratutto per la finezza con cui descrivi la psicologia dei rapporti all’interno delle forze dell’ordine etc….sto scrivendo il mio quarto libro ma è il primo di genere poliziesco e sono piena di dubbi…. non voglio incorrere nell’errore di sbagliare gerarchie, titoli, procedure….il che sarebbe, hai ragione, sciatto e imperdonabile.
    Anche se i tuoi articolo sono dettagliatissimi e precisi io faccio ancora confusione….
    Posso chiederti in che ordine devono comparire sulla scena del “presunto “crimine i vari personaggi?
    Si tratta del ritrovamento da parte di una guardia della security di un cadavere caduto dall’alto nel giardino interno di un condominio….disgrazia, suicidio o omicidio? (triade classica in questi casi, credo)…La guardia chiama la Polizia (siamo a Milano in un quartiere residenziale) e chi e in che ordine arriva? Arriva necessariamente anche l’Arma o in una grande città no? Quanto tempo restano tutti sul luogo del delitto prima che la scientifica finisca il suo lavoro e porti via il corpo? I testimoni possono essere sia convocati in commissariato che interrogati a casa loro?
    Il questore viene tenuto informato dal Commissario? E può archiviare il caso come caduta accidentale?
    Se il commissario ha dei dubbi come fa a chiedere di proseguire le indagini? L’autopsia dopo quanti gg. viene fatta in media? E il funerale?
    Spero di non averti annoiato con queste domande e ti ringrazio in anticipo se mi risponderai.
    Carla De Bernardi

  4. Luca bcw
    3 aprile 2012 alle 23:45 Rispondi

    carla de bernardi,

    Ciao Carla, ti ho risposto per MP all’indirizzo che c’è sul tuo sito, spero di essere stato utile. :)

  5. carla de bernardi
    6 aprile 2012 alle 11:15 Rispondi

    Grazie!!! Vado subito a vedere….poi ti riscrivo e intanto buona pasqua
    carla

    Luca bcw,

  6. Alessio
    23 aprile 2012 alle 17:21 Rispondi

    Salve Luca,
    anch’io sono entusiasta dei tuoi articoli!
    Sto’ scrivendo un romanzo e sono a un punto in cui devo necessariamente informarmi al meglio su come avverranno le indagini.
    Anche io come la sig. Carla nutro ancora parecchia confusione in merito, perciò le dirò brevemente di cosa ho bisogno.

    Il mio “pg” viene trovato dalla moglie morto in casa, con la gola tagliata. In quell’istante un amico sente le urla della moglie e accorrendo sul posto vede la scena e chiama la Polizia/Carabinieri (scelta da verificare in base all’opportunità di inserire più o meno “pg”).
    Dunque, chi arriverà per primo sul luogo? Un agente di polizia accompagnato da un Ispettore?
    Le indagini vengono fatte dal nucleo operativo dove il PM ne è sempre a capo… ma faccio confusione a capire se il Pubblico Ministero (persona o gruppo di persone???) viene chiamato dai Carabinieri o dalla Polizia.
    Per trovare tracce sul luogo del delitto vengono chiamati i RIS? Da chi?
    Come sopra anche io avrei bisogno di sapere quanto tempo passano per le indagini e quando verrebbe riconsegnato il corpo alla famiglia per il funerale.

    Sono stato il più sintetico possibile, ma è difficilissimo, sopratutto con questa confusione mentale!

    Sperando in una Vostra risposta le porgo i miei più cordiali saluti e mi complimento per le nozioni che ci ha reso pubbliche.

    Giannotti Alessio

  7. Alessio Giannotti
    26 aprile 2012 alle 00:32 Rispondi

    Salve sig. Luca,
    desidero la risposta alle domande della sig. Carla (ho già scritto un post simile ma non è stato pubblicato).
    Sto’ scrivendo un libro ed ho le stesse identiche domande da farle.

    PS: ho chiesto anche sul sito della Polizia di Stato ma la risposta non è stata molto esaudiente.

    grazie e complimenti

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