Scrivere è comunicare

Il blog per scrittori, blogger e copywriter

Narrativa poliziesca – La documentazione – Parte II

Questo è il secondo di 4 guest post scritti da Luca Pagnini sulla documentazione per la narrativa poliziesca.

La Polizia Giudiziaria

La Polizia Giudiziaria

Cominciamo allora il nostro viaggio dalla Polizia Giudiziaria (PG), questa misteriosa polizia di cui non si trova l’indirizzo da nessuna parte, hai voglia di smanettare con Google.

La PG non è negli elenchi telefonici, semplicemente perché non è un corpo di polizia vero e proprio, ma è la funzione svolta da tutte quelle persone che rivestono la qualifica di Agenti (APG) o di Ufficiali di Polizia Giudiziaria (UPG), quelle persone, cioè, che la legge mette a disposizione dell’Autorità Giudiziaria (AG) con il compito di scovare le prove, assicurarle alla giustizia e, possibilmente, arrestare i colpevoli, ovvero, in sintesi: fare le indagini.

Anzitutto, com’è risaputo senza essere laureati in legge, svolgono attività di PG tutti gli appartenenti all’Arma dei Carabinieri, alla Polizia di Stato (meno uno, come vedremo) e alla Guardia di Finanza: questi sono in servizio di PG sempre, 24 ore su 24, e ovunque siano su tutto il territorio nazionale.

Accanto a questi, la legge prevede una miriade di altre figure di APG e UPG, che vanno dalla Polizia Penitenziaria (competente in ambito carcerario), ai sindaci (chi l’avrebbe mai detto, eh?) dei comuni dove non ha sede un Commissariato di Pubblica Sicurezza o un Comando dei CC o un Comando della GdF, poi nel mezzo c’è di tutto: la Polizia Municipale (ma solo durante l’orario di servizio e, di norma, solo nel comune di appartenenza), gli ispettori della dogana, le guardie zoofile, gli ispettori del lavoro, ecc. ecc. (gli ultimi tre sempre e solo nello stretto ambito della loro attività ispettiva).

Considerato che, generalmente (ma sarebbe interessante, uno di questi giorni, leggere le avventure di una guardia zoofila), gli scrittori le indagini le fanno fare a Polizia e Carabinieri, ci concentreremo su questi.

Prima facciamo un breve inciso sulla differenza tra Agenti di PG e Ufficiali di PG che è, sostanzialmente, di procedura, cioè, per legge ci sono alcuni atti che l’APG non può proprio fare, mai, pena nullità.

Questi atti proibiti sono diversi, i più importanti da sapere per la pratica letteraria sono essenzialmente due.

  1. La ricezione di una denuncia, per cui mai, mai scrivere che l’Agente Tizio o l’Appuntato Caio hanno preso da soli una denuncia, perché, se non fosse giustificata, tale ricostruzione sarebbe un errore madornale. Come si vede spesso nei film, o si legge nei libri di quelli ormai bravi, l’Agente o l’Appuntato di turno scrivono sempre su dettatura di un Ispettore/Maresciallo o di un Sovrintendente/Brigadiere, che per l’appunto sono tutti UPG, non perché i primi siano ignoranti (in alcuni casi anche sì), ma perché non potrebbero fare altrimenti.
  2. Gli interrogatori dell’indagato alla presenza del difensore. Questo degli interrogatori cd. garantiti è uno dei risvolti legali più interessanti da conoscere: nella realtà di tutti i giorni (si veda per ultimo il caso di Amanda Knox) eseguire l’interrogatorio correttamente o meno determina spesso la differenza tra una buona indagine, con condanna del colpevole, e una cattiva indagine, con assoluzione del colpevole. Tu, scrittore, allora sappi che la confessione resa alla PG, ma in assenza di un avvocato difensore, ha valore processuale nullo, ovvero pari a niente, zero assoluto. Per dire, in Italia, se il simpatico Jack the Ripper si fosse palesato a una Stazione di CC e lì avesse confessato, senza essere assistito da un avvocato, tutti gli omicidi a lui accreditati, ma poi, durante il processo, senza altra prova che la sua confessione al Brigadiere di turno, avesse ritrattato tutto, beh, dopo più di cento anni saremmo ancora qui a parlare di un clamoroso caso giudiziario di… assoluzione.

Prima di passare alle forze di polizia in carne ed ossa, diamo qualche altra curiosità sulla PG in generale. Intano il Questore, oltre che essere il superiore gerarchico di tutti i poliziotti della Questura, in una provincia è soprattutto il responsabile dell’ordine e la sicurezza pubblica (ecco perché quando si parla di ordine pubblico si fa riferimento sempre e solo a lui e non anche ai vari Comandanti Provinciali delle altre forze di polizia), ma non è né UPG né APG, cioè non può fare nulla di tutto ciò che è nella facoltà della Polizia Giudiziaria (p.e. arrestare, perquisire, interrogare, ecc. ecc.).

Quello che sembra uno sgarbo in realtà è un favore, infatti non essendo della PG, il Questore non è neanche obbligato a eseguire certi atti come tutti i comuni appartenenti alle forze dell’ordine e, soprattutto, non è sottomesso all’Autorità Giudiziaria, verso la quale non ha neanche l’obbligo di riferire nel caso sia venuto a conoscenza di reati perseguibili d’ufficio, cioè quei reati che invece qualsiasi APG o UPG ha l’obbligo di segnalare, pena una denuncia per omissione d’atti d’ufficio.

Probabilmente a suo tempo i legislatori decisero che sarebbe stato poco opportuno che un PM ordinasse a un Questore di fare questo o quello, ecco che allora, mentre un qualsiasi UPG deve per legge obbedire e riferire entro termini ben definiti a un PM, il Questore è esentato.

Nella sua medesima condizione, oltre alla stragrande maggioranza della popolazione civile, ci sono gli appartenenti ai servizi segreti. Tanti di loro sono poliziotti o carabinieri distaccati (diciamo, dati in prestito) che, al momento di entrare nel servizio, proprio per svolgere la loro nuova attività senza obblighi verso la Magistratura, perdono la qualifica di PG.

Questo dato può essere interessante perché permette di capire come mai davanti a un omicidio l’Ispettore/Maresciallo Caio sarebbe obbligato a riferire subito (immediatamente dice la legge) all’AG, mentre l’agente segreto Sempronio potrebbe sbattersene conducendo il nostro racconto verso chissà quali lidi.

Il guest blogger

Luca Pagnini lavora da ventisei anni in Polizia e scrive per diletto da molto meno. Ha pubblicato due raccolte di poesie con Montedit (Galileo – ed altri sfregi arbitrari, 2005 e Come fulmini sul mare, 2007), ora sta preparando la sua prima raccolta di racconti polizieschi sui generis. Ha un blog in cui riversa più sfoghi che idee, soprattutto sull’Italia che è, meglio che nulla…
A ottobre 2011 è risultato vincitore del campionato di gare letterarie Grand Prix organizzato dal Forum de La Tela Nera.

I 4 articoli sulla documentazione per la narrativa poliziesca

  1. Narrativa poliziesca – La documentazione – Parte I: Introduzione e indagini
  2. Narrativa poliziesca – La documentazione – Parte II: La Polizia Giudiziaria
  3. Narrativa poliziesca – La documentazione – Parte III: Polizia di Stato e co.
  4. Narrativa poliziesca – La documentazione – Parte IV: Questure, Commissariati di P.S. e Stazioni Carabinieri

10 Commenti

  1. Gianluca Santini
    2 novembre 2011 alle 10:39 Rispondi

    Molto interessante questo secondo post. Daniele, mi sono anche permesso di segnalare questi articoli su un forum, dove una utente chiedeva per documentarsi per scrivere thriller. ;)

    Comunque volevo chiedere una cosa a Luca, visto che da quel che ho capito degli ispettori doganali non si parlerà più. Nel caso in cui alla dogana aeroportuale degli agenti trovino nelle valigie di un turista delle forti evidenze di un crimine grave, come un omicidio, sarebbero tenuti subito a chiamare la Polizia di Stato o comunque qualche APG per farlo prendere e interrogare e avviare le indagini vere e proprie?

    Ciao,
    Gianluca

  2. Luca bcw
    2 novembre 2011 alle 14:06 Rispondi

    Gianluca Santini,

    Ciao Gianluca!
    Allora, intanto bisogna capire che gli ispettori (che la legge definisce “funzionari”) doganali hanno competenza esclusiva per ciò che riguarda specificatamente la dogana (se interessa, la normativa è contenuta nel DPR 43/1973), quindi, per esempio, in ambito doganale possono procedere alla perquisizione personale di chi è sospettato di contrabbando (se non fossero UPG non lo potrebbero fare) anche in assenza di personale di qualche “polizia” vera e propria (soprattutto Guardia di Finanza, perché di solito dove c’è un doganiere ci sono anche loro). Per cui: se i doganieri trovano delle sigarette di contrabbando procedono di conseguenza e fanno tutto loro (sequestro, verbali, avviso all’AG, ecc.); se invece in una valigia trovano un cadavere a pezzi, ed è chiaro che non ci troviamo di fronte a un semplice contrabbandiere, sarà loro cura fermare il tizio e avvisare subitissimo la Polizia di Sato, nello specifico della specializzazione di Frontiera che c’è in tutti gli scali, o, in mancanza di questa, i finanzieri del posto (si veda il caso di un ritrovamento, non al ritiro bagagli di un aeroporto, ma in una dogana merci), la quale procederà ad avvisare immediatamente il PM di turno che a sua volta avvierà le indagini come meglio crede (nulla gli impedisce di far investigare un ufficio che con l’aeroporto non c’entra nulla, anzi, sicuramente farà così, farà cioè investigare la Squadra Mobile della Questura o il Nucleo Operativo dei Carabinieri – in merito, aspetta la prossima puntata dell’articolo).
    Premesso tutto ciò, nulla toglie che, se ti vuoi inventare una storia in cui un funzionario doganale fa tutto solo dopo una scoperta del genere, lo puoi fare, basta che il tipo non abbia né il tempo né la possibilità materiale di avvertire qualcuno più competente, altrimenti il racconto diventa una specie di favola e va bene lo stesso, ma devi cambiare target di lettori. ;)

  3. Gianluca Santini
    2 novembre 2011 alle 14:47 Rispondi

    Ciao Luca,

    Grande risposta e tra le righe hai beccato proprio il caso del mio racconto. Gli agenti doganali, che mi premurerò di chiamare ispettori o funzionari per essere più vicino al reale, trovano un cadavere a pezzi nella valigia di un turista e danno l’allarme, che comporta l’intervento dei poliziotti e il conseguente arresto del sospettato da parte di quest’ultimi. Quindi mille grazie per il chiarimento! :)

    Ciao,
    Gianluca

  4. Luca bcw
    2 novembre 2011 alle 16:41 Rispondi

    Gianluca Santini,

    Quando posso, è un piacere aiutare.
    Ciao e buona scrittura! :)

  5. Il meglio di Penna blu – Novembre 2011
    1 dicembre 2011 alle 08:54 Rispondi

    […] Continua a leggere Narrativa poliziesca – la documentazione parte II. […]

  6. Gian Lorenzo Termanini
    17 marzo 2012 alle 10:02 Rispondi

    Il Questore non ha funzioni di P.G. ma a tutti gli effetti riveste la qualifica di Pubblico Ufficiale quindi e’ obbligato a riferire
    all’ Autorita ‘ giudiziaria oppure ad un Uff. di P.G. i reati perseguibili d’ufficio dei quali viene a conoscenza (vedasi art. 331 c.p.p. ) Gian Lorenzo Termanini

  7. Luca bcw
    17 marzo 2012 alle 23:22 Rispondi

    Gian Lorenzo Termanini,

    Ovviamente hai ragione, ma resta il fatto che a parte che deve denunciare i reati di cui viene a conoscenza per il suo ufficio, il Questore non è sottoposto all’AG…non volevo essere così pignolo, il succo di ciò che ho scritto resta: il Questore non indagadarli e nessuno può ordinargli di farlo. Ciao!

  8. Luca bcw
    17 marzo 2012 alle 23:24 Rispondi

    Scusate ma ho scritto con il cell… Il questore non indaga e ecc. ecc.

  9. Gian Lorenzo Termanini
    20 marzo 2012 alle 10:26 Rispondi

    Il Questore avvalendosi del personale della Questura
    attua nella Provincia di competenza tutte le attivita’ volte a garantire la Sicurezza Pubblica ed il controllo della legalita’ .
    L’ elenco delle Sue attribuzioni e’ molto vasto .
    Mette inoltre in atto le direttive del Prefetto .
    Certamente non indaga personalmente ma puo’ ordinare indagini di P.G. al fine di prevenire e reprimere antigiuridici comportamenti . Gian Lorenzo Termanini

  10. Matteo Campolongo
    17 aprile 2012 alle 15:21 Rispondi

    Buon giorno.
    Ottimo articolo. Solo una precisazione:
    Anche le perquisizioni rimangono di competenza esclusiva dell’ UPG; eccetto i casi di comprovata “urgenza” e necessità”, che se motivati, permettono anche al semplice APG di procedere.

    Cordiali saluti.

Lasciami la tua opinione

Nome e email devono essere reali. Se usi un nickname, dall'email o dal sito si deve risalire al nome. Commenti anonimi non saranno approvati.